3.1.15

Recensione "Gli Incredibili"

Dieci anni fa, quasi spaccati.
La Pixar era già la pixar ma non ancora la Pixar, tutti stavano cominciando a conoscerla ma non era ancora quello studio di animazione così grande che lo dici e il resto quasi non esiste.
Aveva tirato fuori roba già clamorosa come i primi due Toy Story, come Nemo, come, soprattutto, quel geniale cartone che è Monsters & Co.
Mi ricordo che quando vidi Gli Incredibili al cinema lo considerai un gran cartone ma inferiore agli altri.
Questa seconda visione, ancora una volta, mi conferma come tutti i Giuseppe sparsi tra le varie epoche siano uno uguale all'altro, stessa sensibilità (in senso lessicale, non qualitativo), stessi metri di giudizio, stesse emozioni.
Sì, Gli Incredibili non è quel capolavoro di cui tanti parlano, niente a che fare con le vere opere d'arte che quello studio ha saputo tirar fuori.
E il problema, gigantesco, è nella sceneggiatura.
L'idea di base richiama fortemene Watchmen con questi supereori che non possono più fare i supereroi (anche se nel primo tutti, o quasi, erano in realtà privi di poteri), questo ritorno poi all'azione e tutte le conseguenze che ne deriveranno.

Parte benissimo ìil film, con un prologo d'azione che non finisce mai, con Bob che come un contabile gestisce tutte le situazioni di pericolo, con l'incontro finale on Elastic Girl, sua futura moglie.
E prosegue anche meglio, con quell'omone dai superpoteri che adesso il contabile lo fa per davvero, quell'immenso ammasso di muscoli (e ciccia ora) che preme i suoi ditoni su calcolatrici e prova a spiegare ai clienti come non essere truffati. E lei a casa che prova a gestire i tre figli.
Tutto molto bello, bello il contrasto, bello il concetto di normalità e anormalità, bello vedere come persone speciali che potrebbero far cose speciali debbano invece essere costrette (e mai termine etimologicamente fu più giusto) ad una vita uguale agli altri.
La propria natura, l'infrangersi dei propri sogni, il fallimento, tutti concetti che poi la Pixar in maniera fragorosa riproporrà.
Ed è poi bellissimo, pieno d'azione e divertimento, il primo scontro di Bob con l'androide tentacolare, davvero notevole per ritmo,trovate e ambientazioni.
Poi il film però si blocca.
Il ritmo è sempre altissimo, le trovate ci sono ancora, ma è tutto ripetuto, tutto già visto.
Meno male che c'è il personaggio di Edna, la stilista, M.V.P. del film senza nemmeno sentir cazzi, straordinario. Come straordinaria, ad esempio, è la scena in cui presenta "con collaudo" a lei i vestiti.
Per il resto il film ha tre tremendi difetti.
Il primo è il suo continuo ripetersi, stesse ambientazioni (l'isola, il vulcano, la base, sempre), stessi tipi di combattimento (o gli androidi tentacolati o gli "aerei") stesse dinamiche.
Il secondo è che assistiamo a tutte sequenze quasi a sè, Bob combatte qua, lei di là, loro sotto, tutte mini scenette collegate sì, ma in una storia che francamente ha pochissimo da offrire.
Il terzo è la presenza di personaggi a dir poco inutili e ovviamente mi riferisco soprattutto a Siberius, personaggio che spacciano per principale ma che alla fine oltre che ispiratore in futuro della Elsa di Frozen servirà veramente a nulla.
Insomma, ci si lascia trascinare nel vortice del ritmo ma tutto il bello o bellissimo che Gli Incredibili poteva dare l'aveva già dato nella prima ora.
Buffo constatare come Up derivi moltissimo da questo film, con quell'isola deserta praticamente identica con la sola differenza che in uno ci stava l'ammiratore numero 1, nell'altra l'ammirato numero 1.
Ma proprio alla fine tornano due sequenze notevoli.
Il bebè che per difesa manifesta tutti i suoi super poteri (e ne ha, probabilmente, più di tutti, saranno cazzi).
E soprattutto la scena della corsa di Flash, favolosa, con quell'essere guidato avanti e indietro per non stravincere.
Anzi, nemmeno per vincere.
Bisogna arrivare secondi. Perchè nella vita è sempre pericoloso mostrarsi speciali, sempre meglio essere almeno un passo indietro a quelli "bravi", sempre meglio nascondersi nelle posizioni di mezzo.
Sempre meglio fingersi quelli che non si è.
O così dicono loro.







8 commenti:

  1. Non il migliore della Pixar, ma un paio dei difetti che (giustamente) citi, non li ho sentiti pesare così tanto. Forse perché ci sono un poco legato a questo film.

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    1. Io era uno di quelli cui ero meno legato.
      E lo confermo :)

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  2. bu, tutta questa frammentazione non la ricordo ma anche io lo vidi secoli fa. e mi divertii a farlo, ti dirò. trovai invece una palla up, ma questo è un altro discorso.
    già solo il fatto di scoprire perché è meglio non indossare mai un mantello, vale la visione di 'sto film, secondo me : )

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    1. Ahah, tutte le scene dalal stilista sono spettacolari, tutte.
      Per il resto sì, siamo un pò distanti :)

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  3. Io continuo a considerarlo uno dei più divertenti e tirati della Pixar, riuscitissimo sotto quasi tutti i punti di vista.

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    1. Divertententi anche io, uno dei più, sì
      Più riusciti no :)

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  4. Visto tanti anni fa. Bello l'accostamento che hai fatto a Watchmen, all'epoca non risentii di tempi morti, lenti, sospesi, ma io non sono una "critica". sono una "guardona" di film, mi diverto con poco :)

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    1. No Santa,aspetta,ho parlato di tempi morti o sospesi?
      se l'ho fatto ho sbagliato

      al contrario, il ritmo è sempre altissimo, ho trovato solo una certa ripetitivà e mancanza di spunti nuovi nella seconda parte :)

      e che io sono un critico?

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due cose

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