16.2.15

Recensione: "The Sacrament" (ma anche, per chi non ne conoscesse la tremenda vicenda, qualche cenno su Jonestown)

Comincio a vedere The Sacrament con molti pregiudizi.
E malgrado quello che possiate pensare non mi riferisco a quelli verso il suo giovane regista, TI West, dovuti magari alle mezze delusioni avute (fino ad adesso) con lui.
No, non son quelli, anche perchè ricredermi sui registi mi piace un casino.
I pregiudizi riguardavano la materia stessa del film, il suo argomento principale, ossia quello delle Sette-Comunità (non le sette sataniche/ demoniache, ma proprio quelle comunità apparentemente felici che decidono di vivere isolate dal mondo).
Perchè?
Perchè quando ti sei visto l'episodio di V/H/S 2 (per una strana coincidenza in quel collage, anche se nel primo episodio, ci fu anche il mio primo West) o quando, soprattutto, ti sei visto una decina di documentari sull'argomento -specialmente quello sul Tempio del Popolo- beh, se hai alle spalle tutto questo qualsiasi cosa vedrai sarà comunque inferiore o di minor impatto.
Poi però più The Sacrament andava avanti più mi accorgevo, con conferma finale nella scena in cui molti adepti avrebbero voluto fuggire con i giornalisti, che non solo questo non era un film horror, non solo questo film non provava a inventarsi nulla, ma che questo era il film proprio su Il Tempio del Popolo di cui sopra.
E sta cosa mi ha affascinato, sia perchè conoscevo molto bene la questione sia perchè non me l'aspettato davvero.

Ora però il problema è quasi opposto. Sì perchè se mi fai un film su Jonestown qualsiasi cosa mi mostrerari sarà comunque meno terribile e meno forte di quello che è successo veramente.
Meno terribile e meno forte di roba come questa:











se non lo si capisse sono tutti corpi quelli, questi corpi











Solo per dare un numero a Jonestown morirono, quasi tutti suicidi per avvelenamento, più di 900 persone, in The Sacrament "solo" 167.
Voi capite come un film che non solo non spettacolarizza la vicenda ma addirittura la sminuisce è davvero cosa rara.
Quindi mi ritrovo a metà film con due sorprese: 1 The Sacrament non è un horror come pensavo ma un film molto verosimile ed umano, drammaticamente umano. 2 The Sacrament racconta in maniera quasi documentaristica di Jonestown.
E allora cambia tutta la mia fruizione, io che stavo là pronto a vedere chissà quali derive orrorifiche avremmo raggiunto inizio a vedermi il film come docufiction di altissimo valore su qualcosa che conoscevo già bene.
West è molto bravo. E non solo c'è da premiarlo per questo suo coraggioso tentativo di riportare a galla un fatto di cronaca tremendo in maniera per niente esagerata (anzi...) ma anche per la capacità che ha di raccontarlo. Parlo della verosimiglianza, della scelta degli attori, della capacità in solo un'ora e mezza di farci capire o comunque intuire la deriva psicologica e sociale che Jonestown (o Eden Parish) aveva raggiunto.
Il climax è perfetto, la figura del Padre straordinaria, l'intervista tanta roba.
Quello che sorprende e che magari uno che vede il film senza conoscere la vicenda non può capire (e magari considerare puro cinema) è il constatare come quasi tutte quelle persone credessero fermamente in quello che stavano vivendo. E la stessa figura del Padre non va presa solo come quella di un pazzo, o magari di un genio arricchitosi e "viziatosi" alle spalle di centinaia di menti deboli. No, quello che il fim racconta, e la stessa realtà riporta, è di un guru uccisosi insieme agli adepti. E questo dettaglio che potrebbe apparir minimo è di enorme valore perchè testimonia di una "purezza", di una coerenza, di un credere veramente in qualcosa di incredibile. Sarebbe stato facile scappare, o almeno provarci. Invece si uccide (e lo stesso Jones nella realtà lo fece).
Tra l'altro il Padre non uccide nè fa uccidere nessuno dei tre giornalisti, anzi, la pistola la usa solo per sè. E' questa la cosa più inquietante, quella che non riesco a capire.
Nel film inoltre non si fa nemmeno un minimo accenno a pratiche sessuali sospette del Padre quando si sa che la pedofilia o lo sfruttamento sessuale in luoghi come questi erano all'ordine del giorno. E' bravissimo West a non cadere nel tranello perchè così l'inquietudine è ancora più alta e più inquietanti si fanno sullo spettatore dubbi etici e morali quasi sorprendenti. E se loro fossero davvero felici? e se davvero credessero in quello tanto da morirne? e se davvero dietro non ci fosse nessun tornaconto personale, nessuna truffa, ma fosse tutto soltanto un utopistico credo politico, sociale e religioso?
Farebbe comodo a tutti vedere il Padre come pura figura criminale, furba e cinica. Ma non è così, la questione è molto più delicata e profonda.
Ovvio, le violenze, gli autoristarismi, persino qualche omicidio, erano all'ordine del giorno. Ma sono sempre da inquadrare in un'ottica non di violenza fine a sè stessa, ma di difesa dello status quo, di volontà di preservare un luogo mentale e fisico che si era in qualche modo costruito. C'è una dannata coerenza in tutto questo delirio, attenzione.
Il film è buono, a tratti molto buono. Certo non si capisce chi possa aver ripreso le scene (specie il suicidio di massa) dopo la cattura dei giornalisti ma sono errori di sceneggiatura assolutamente ininfuenti.
Nell'ultimo quarto d'ora tra decine di persone che muoiono avvelenate, la madre che uccide la bimba a poi viene fucilata, la ragazza che si dà fuoco e il suicidio del Padre c'è davvero tanto, e tutto girato alla grande.
Ma il merito più grande di The Sacrament è il farci conoscere una pagina della nostra storia tanto terribile quanto affascinante. E di non usare trucchetti, di non darci troppi appigli, di non permetterci di vedere il Male come Male assoluto facile da riconoscere ed additare.
Perchè tutti le domande che il film ti obbliga a porti sono davvero molto delicate.
Domande che fanno sudar freddo.
Perchè quelle madri che avvelenano i propri figli, quelle persone che per paura di perdere tutto quello che hanno preferiscono darsi alla morte, tutta quella ipnosi collettiva riguarda noi.
Quei corpi a terra siamo noi. Morti in "pace", non in guerra. E perlopiù felici.
Ma come è possibile?

32 commenti:

  1. Io sono una di quelle a cui The Sacrament proprio non è piaciuto. Per quanto l'argomento affascini ed inquieti anche me l'ho trovato piattissimo, poco emozionante e la figura del "Padre" mi è parsa quasi imbarazzante nella sua incredibile banalità. Bellissima la regia, ma è un po' poco per superare la delusione.

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    1. Secondo me non è affatto piatto, o comuqnue non più piatto di quello che lo stile e l'argomento poteva far presagire.
      Secondo me è costruito molto bene :)
      E no, è vero che assomiglia a Leone di Lernia, ma io l'ho trovato fantastico :)

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  2. coincidenza incredibile! L'ho visto la settimana scorsa e volevo consigliarlo a te e a tuo fratello.
    Io conoscevo la storia vera ma non in modo approfondito. Man mano che il film avanzava capivo che stesse traendo spunto da una storia vera che mi pareva d'aver già sentito...e invece poi, cercando, ho scoperto che non solo traeva spunto ma stava proprio riportando quella vicenda sullo schermo, tra l'altro smorzandola pure.
    Secondo me il Padre non uccide i due giornalisti perché li disprezza, non meritano la beatitudine

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    1. Beh, ma la coincidenza più grande semmai è che lo hai vissuto e visto con le stesse identiche sensazioni mie, ovvero rendendoti ogni minuto più conto che il film parlava di Jonestown.
      E' questo il bello di non sapere niente prima...
      E sì, la smorza pure...

      Ci può stare come lettura ma così viene dalla mia parte, ossia dell'assoluta "purezza" e coerenza del Padre che a differena di tante altre comunità non è un furbone che plagia e basta a suo vantaggio, ma uno che ci crede davvero

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    2. sì infatti io in generale propendo per la stessa interpretazione, ma con qualche distinguo. Fino all'ultimo, avevo un'idea diversa, mi sembrava un viscido ipocrita, che stava mandando tutte le ignare pecorelle al macello per poi fuggire con l'enorme malloppo accumulato per via delle donazioni fatte da chi entrava in comunità che lasciava tutto a lui. E invece no. Lui si suicida e mi spiazza totalmente.
      Lui ci credeva davvero in quel che faceva. O, perlomeno, ci aveva sempre creduto. Ma verso la fine, penso che ormai, più che in quel che faceva, credesse in quello che lui era, per tutti: una guida, un papa, anzi un dio in terra. Ormai aveva perso i contatti con la realtà, si era autodivinizzato e, vedendo il suo regno andare in frantumi, si uccideva lui stesso...E' un po' la lettura che ho dato al film, non tanto al personaggio reale che dovrei approfondire di più

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    3. ah dimenticavo una cosa interessante, ma magari la sai già. Presente gli attori che interpretano il cameraman e lo speaker? e l'attrice (antipaticissima) che interpreta la sorella dell'amico del cameraman e dello speaker? Sono ben 3 dei 4 fratelli di You're Next...(povero film che è piaciuto solo a me)
      Anche Ti West recitava nel film, era il moroso della sorella, il filmmaker. Per intenderci è il primo del gruppo a essere fatto fuori, con una balestrata in fronte :-)

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    4. Condivido del tutto sia la tua lettura, sia le sensazioni "live" che ti hanno portato ad averla.
      Sì, quel suicidio senza prima uccidere loro è un doppio colpo di scena che dà letture tutte diverse. Anche Jones si uccide, ricordiamolo.

      Intanto You're Next non è piaciuto solo a te.
      Per il resto avevo riconosciuto il cameramen! gli altri due no, ma ora che mi ci fai pensare lui lo ricordo bene.
      Sì sì, di West sapevo tutto, sia chi era che il fatto che schioppa subito. :)

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  3. Per me il miglior film in assoluto di West.
    Tosto e profondo, con tutti i suoi limiti.
    Un racconto quasi giornalistico di una follia.

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    1. Perfetto James.
      Su West siamo davvero in simbiosi totale pare...

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  4. vado matto per i docupic o odcufilm o docufiction che dir si voglia - magari soin tre cose simili ma ciascuna con sue caratteristiche. Quindi, questo potrebbe attirarmi. Il tema, poi, è complesso e spinoso, e il link su wikipedia non fa che aggiungere punti interrogstivi e perplessita, almeno secondo me.

    http://it.wikipedia.org/wiki/Jonestown_%28Guyana%29

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    1. Docupic mai sentito, per il resto credo che uno valga l'altro...
      Questo in realtà non è un docufiction (nel senso si vero documentario nel quale aggiungono scene di fiction ricostuite, come ad esempio lo stupendo L'Impostore) ma, al contrario, un mockumentary, ossia un film che finge di essere un documentario, un pò l'opposto. Ma essendo la vicenda non solo verosimile ma vera vera, i due confini si avvicinano.
      Ho letto tutto quello che si poteva leggere sulla vicenda.
      E visto due doc veri e propri.
      Sì,di dubbi ne vengono moltissimi...

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    1. L'unico motivo per cui non potrà piacerti è la tecnica (mock) e il fatto che questi film si prendono i loro tempi.
      Per il resto a mio parere è molto ben fatto e interessante.
      Grazie!

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    2. A ecco, mi pareva che avevo già letto questo post, mi ero quasi dimenticato.
      Appena visto il film, dopo aver visto il documentario di "la storia siamo noi" su jonestown.

      Ho un parere un po' diverso dal tuo ma non voglio dilungarmi, solo due note:

      -1- nella rece dici che non sai chi ha ripreso nel periodo in cui i giornalisti vengono catturati, in realtà il Padre dice alla sorella "voglio che riprendi tutto ora" e infatti quando avvelena il fratello si vede che appoggia e poi riprende la macchina, Non a caso è l'ultima a morire poco prima che arrivino gli altri con la telecamera.

      -2- nella rece elogi il fatto che hanno smorzato la verità dei fatti, io credo solo che abbiano avuto troppo poco budget per gestire 1000 comparse e relativi prefabbricati

      -3- questo corto: https://www.youtube.com/watch?v=y10_gJ53OME se sviluppato secondo me sarebbe molto più figo

      -4-il villaggio mi ha ricordato Lost :-)

      -5- Alla prossima ;-)

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    3. Beh, ma potevi dilungarti benissimo, sai che mi piacciono più le dissonanze delle sintonie...

      Guarda, vidi anche io un bellissimo doc su Jonestown, nel canale CI di sky. So quasi tutto della faccenda, per questo mi piacque moltissimo ritrovarmela bene o male come film

      1 ah, ecco, ottimo, grazie della perfetta puntualizzazione

      2 no, non credo. Per fare i figuranti ci puoi mettere anche i parenti, è impossibile che 60 comparse o figuranti in più creino problemi di budget, sono cifre ridicole (se erano 2000 magari è un altro discorso).
      Più che altro credo che con meno gente era più facile girare, meno cazzi da pensare, meno gente da gestire e meno rischi di coerenza narrativa.
      Più che elogiare l'aver smorzato i fatti reali (che presuppone magari una scelta) volevo dire che il film, a conti fatti, è "meno" dei fatti reali, scelta o no. Questo per evitare che quelli che "ma è impossibile" non avessero cose da dire ;)

      3 corto non è :) (sì, tecnicamente sì ma, insomma, devo vederlo con calma, l'ho salvato, magari lo recensisco pure, ci risentiamo)

      4 ci sta!

      5 io son qua!

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  6. Capolavoro, per me. E, anche se documentaristico e umano, secondo me e' un horror puro.

    THIS
    IS
    IT

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    1. Sì s', quando io parlavo di non horror sai che intendevo...
      Ero convinto prendesse una strada simile al segmento di VHS 2, ecco, horror in quel senso.
      Poi che sia mille volte più horror di un vero horror non c'è discussione :)
      Capolavoro no ma è già tra i miei cult di qeusti anni :)

      ahah, this is it, giusto

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  7. Cosa ti avevo detto? Bellissimo, no? Un principe del FF.
    Io sono d'accordo anche sull'aspetto umano e psicologico che hai messo in luce: Ti West ha dimostrato che si puo` inquietare senza essere morbosi e alla luce del tuo recente post su film tratti da storie vere brutali, penso che the sacrament si meriti ancora piu` rispetto.
    Detto cio`, e` una bomba. E con questo TW e` entrato a gamba tesa nel Cinema. Cinema e stop. Attendo con ansia il suo prossimo!
    Il tipo che fa Padre e` la perfezione per quel personaggio. E io che credevo che dopo la fuga di Martha nessuno sarebbe stato piu` viscido di John Hawkes!

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    1. Sì, in realtà anche se ci fosse andato giù pesante sarebbe stato diveso dalla faccenda della ragazza dalla porta accanto. Lì c'era una storia di una così disumana,perversa, personale e reiterata che trovai incredibile farci un film.
      Qua è una storia collettiva e, apparentemente, pure di condivisione, di scelte consapevoli.
      Insomma, West per me poteva fare quello che voleva senza ledere minimamente la mia sensibilità, ma ha scelto comunque un approccio abbastanza sminuente.
      Non che manchino le scene violente, anzi, ma la realtà fu peggiore.
      Ora questa tua espressione "entrato a gamba tesa nel Cinema" un pò mi sfugge ma ci rifletterò :)
      Resta il fatto che per me questo è un bellissimo mock, e molto interessante pure.
      Il Padre idolo incontrastato :)
      (non ho visto La Fuga di Martha)

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  8. Questo non lo conoscevo ma la tua recensione e' bellissima ed accattivante e proverò a recuperarlo.
    Descrivi molto bene l'inquietudine ed il disagio che suscita la contemplazione della pazzia (o comunque di persone che agiscono in modo incomprensibile): e' lo stesso motivo per cui un serial killer terrorizza più di un rapinatore.

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    1. http://altadefinizione.tv/the-sacrament-streaming-ita/

      Esatto. Ma sui serial killer poi entriamo ancora in un altro campo, un campo solitario e particolare che ha dentro poi centinaia di differenze.
      Qua invece siamo dalle parti della follia collettiva, del plagio, dell'ipnosi, del convincere centinaia di persone a qualcosa.
      Attenzione, non è poi tanto diverso da tante cose che viviamo nella società odierna, sempre più pecorona e ipnotizzata (quel film da vedere, la pubblicità, la cultura dell'immagine), ma insomma, convincere senza violenza delle persone a morire senza alcun rischio o minaccia evidente è allucinante.
      E molto interessante, facile dire che sono menti deboli o handicappati sociali. Non è solo questo

      grazie

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    2. Grazie per il link! Appena finito di vederlo, non male direi anche se non mi ha impressionato o colpito particolarmente.
      Bella l'ambientazione, la sceneggiatura ha retto anche se con le inevitabili forzature (qui più credibili che in altri film simili) per giustificare la presenza delle telecamere: gli ultimi filmati sono stati girati dalla sorella dopo la cattura dei giornalisti (questo per rispondere ad un tuo dubbio). Per una volta i protagonisti non sono insopportabili.
      Avrei sviluppato meglio la parte che mostra come un leader carismatico, il condizionamento e la "pressione" sociale del comportamento della maggioranza, possano indurre così' tanti individui a togliersi la vita.

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    3. Ci sono un paio di scene dove pare davvero difficile che qualcuno stesse riprendendo, tipo proprio quella dell'omicidio del fratello con quella telecamera appoggiata lì, mah.
      No, il film non deve impressionare, ma interessare e tenerti lì col climax, e secondo me ci riesce. Ma ha anche tanti denigratori. Secondo me era difficile far meglio comunque.
      Quello che dici è vero, ma avrebbe presupposto un "prima" quasi impossibile da collegare al progetto mockumentary. Invece trovarsi lì, a giochi già fatti, è molto interessante, sei te che solo attraverso l'intervista devi immaginarti tutto quello che c'è prima.
      Niente di che, ma per me è già un piccolo cult (perchè amo l'argomento, parecchio)

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  9. Un grande saluto, prima di tutto. Anche a me è piaciuto molto, francamente non capisco perchè in molti l'abbiano bollato come una cazzata, soprattutto chi esaltava West come "promessa" del cinema horror. A me sembra un film in grado di raccontare benissimo il fanatismo che ammantava quella comunità, in modo diretto e onesto. Secondo me i detrattori non hanno perdonato al povero West la scelta di uno "stile" abusato come può essere il mockumentary, anche se "The Sacrament" è certamente qualcosa di più, come hai spiegato benissimo nella recensione. A proposito, tu hai un grandissimo talento, cazzo. Da vendere, ne hai. Se ti interessa l'argomento da un punto di vista squisitamente "exploitation" ti consiglio "Guyana: Cult of the Damned" (1979) di Cardona Jr. e "Mangiati Vivi" (1980) di Umberto Lenzi. Scusa per il disturbo e ancora complimenti. A presto!!!

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    1. 1 un grande saluto anche a te

      2 Bravissimo, diretto e onesto sono due aggettivi perfetti. Pensa Belushi che con me è accaduto il contrario, avevo arricciato il naso per Innkeepers e per il corto di VHS e solo qui ho scoperto quanto sia bravo. C'è un pregiudizio, come dici te, verso il mock (attenzione, molti qua parlano di found footage ma è un mock in tutto e per tutto), sembra quasi che un giovane regista così innovativo e classico allo stesso tempo abbia dovuto starne alla larga.

      3 mamma mia grazie! non riesco a capire in generale dove tu veda questo talento, ma senz'altro non qua...

      4 The Sacrament mi interessava molto per l'argomento. Exploitation più puri e radicali un pò mi mettono angoscia ma appunto volentieri i due titoli

      5 mi scrivi un commento

      competente
      interessante
      informativo
      esaustivo
      pieno di complimenti

      e poi mi chiedi scusa????

      ahaha, grazie!!!

      (comunque da qualche parte c'eravamo già incrociati, non ricordo dove. Forse da RobyDick?)

      Elimina
  10. Grazie a te!

    Allora:

    1 Un saluto era il minimo

    2 Mai amato West, fin dagli esordi con "The Roost". Anche io non ho mai apprezzato "The Innkeepers", una storiella esile affondata da troppa presunzione. Orribili i segmenti per "VHS" e "The ABC's of Death". Mi sono piaciuti "The House of the Devil" e questo "The Sacrament", a mio parere, molto efficace.

    3 Quando si legge un articolo e poi ne vorresti leggere un altro scritto dalla stessa persona, senza che arrivi la noia o quel senso di "prevedibilità" (nel senso di frasi fatte e precotte) che si tocca con mano in altri lavori, per me è avere talento. Ok, ora stop con i complimenti.

    4 Purtroppo, io sono malato per la "degenerazione dei generi", e ho il brutto vizio di sparare e consigliare titoli a cazzo. Infatti ci sono ricaduto alla prima occasione.

    5 E' da un pò che sono lontano da internet, meglio entrare in punta di piedi e non rompere troppo le palle. Si, ci eravamo già incrociati, ero passato a leggere una tua recensione su "Il Grande Racket", parecchio tempo fa, e si, facevo parte della ciurma di Robydick, blog che è imploso per troppe chiacchere, ahaha,

    Grazie per le risposte! Alla prossima!

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    1. 1 hai ragione, le buone maniere non si scordano mai :)

      2 ah, ma allora per adesso siamo in sintonia perfetta... la penso come te su Inkeepers, su VHS e su The Sacrament. E sono pure convinto che il primo mi piacerà, vediamo :)

      3 sì, stop, e grazie infinite. E mi piace la motivazione perchè mi ci ritrovo. Non a livello qualitativo, ma la mia prima preoccupazione nello scrivere è essere completamente me stesso, senza riportare cose lette, scritte o pensate da altri. Nè informazioni inutili. Scrivo quello che penso, completamente personale. Con tutti gli annessi e connessi. Grazie Belushi.

      4 ma anche io sai? bellissima definizione. E' che alcuni rami, tipo quelli dei mondo movies mi bloccano un pò. Tu sei molto esperto degli anni 70, miniera d'oro dell'exploitation. A me mi turba un pò. Ma di film malati ne vedo eh, ho dato 8 al Centipede 2...

      5 ecco, mi ricordo perfettamente del Grande Racket adesso. Molto particolare quello che hai scritto su quel blog, non lo capisco :) semmai un giorni me lo spieghi meglio

      grazie a te, a presto!

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  11. Visto anche questo ieri con il solito ritardo. Non ho letto tutti i commenti, quindi probabilmente ripeterò cose già dette, ma comunque a me The Sacrament è piaciuto ma forse no. Cioè, ritengo apprezzabile il fatto di parlare in maniera così esplicita, quasi documentaristica, del Tempio del Popolo ma nella forma ci sono parecchie cose che non tornano. I mockumentary per quanto mi riguarda, non dovrebbero essere mai più fatti da nessuno. Voglio dire, dopo Diary of the Dead, c'è veramente qualcos'altro da dire sui falsi documentari?? Le scene riprese dopo la cattura dei giornalisti in realtà hanno un senso perché il Padre aveva incaricato la ragazza di cui non ricordo il nome di riprendere il tutto, ma il montaggio chi l'ha fatto? La colonna sonora chi ce l'ha piazzata? I giornalisti dopo il loro rientro? E allora perché diavolo non hanno eliminato le inutili scene in cui la telecamera cade per terra e non riprende nulla e altre scene che non sarebbero assolutamente dovute finire in un fantomatico reportage montato successivamente?? Se non avesse avuto la forma di un mockumentary, poteva arrivare più in alto, ma così perde tantissimo a mio avviso. Pur rimanendo comunque un buon film, non è mica The Gallows insomma..però..

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    1. Scusa se mi dilungo un'altro po' ma in ufficio ad agosto non è che ci si ammazzi di lavoro...:)

      Volevo solo aggiungere che, oltre al fatto che nel 2016 ormai la tecnica del falso documentario è già stata sviscerata abbastanza e non ne vedo personalmente l'utilità (tranne il fatto di supplire magari ad un basso budget), in un film come questo risulta ancora più inutile.
      Voglio dire, un falso documentario dovrebbe servire a rendere più credibile quello che stai vedendo sullo schermo no? (Secondo me questo può avvenire tranquillamente con altri mezzi quali una sceneggiatura curata, dei personaggi credibili, inquadrature che ti fanno "entrare" nel film - pianosequenza- ecc..., e non attraverso un falso documentario che mi sembra un po' una mezza truffa per vincere facile, ma forse è un problema mio).
      Comunque..anche volendo utilizzare questa tecnica, io la utilizzerei se ho per le mani un soggetto fantastico (nel senso di non reale) che voglio rendere più verosimile.
      In questo caso invece non ha senso...cioè si parla fondamentalmente di un fatto reale, sul quale sono stati fatti un sacco di documentari (veri!), qual'è il senso di farne uno falso, senza aggiungere nulla alla storia vera poi?
      Cioè mi immagino West che dice...Ehi sai che c'è?..adesso prendo un documentario di History Channel e lo rifaccio pari pari con degli attori? Spaccherà di sicuro! :)
      Non so se sono stato chiaro...forse sono stato più cattivo del necessario, perché comunque è un film che ho apprezzato, ma cristo....se sai girare, giralo sto film non fare finta!

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    2. Davvero a te è piaciuto Diary of the dead?
      Ma perchè sei un romeriano di ferro o proprio perchè lo consideri bello?
      Perchè se da un lato Diary concettualmente potrebbe rappresentare il non plus ultra dei mock, dall'altro a me sembrò veramente poca cosa.
      Sacrament.

      Sono d'accordo a metà con te sui mock.
      Perchè se è vero che hanno rotto le palle e che l'80% di essi siano inutili, è anche vero che rimane una tecnica cinematografica che può essere ancora usata in modo virtuoso.
      Oh, federico, alla fine è una tecnica eh, che qualcuno la usi non c'è niente di male, come tutte le altre molto più utilizzate.
      Però sì, c'è stato un abuso negli anni 2000 al limite del fastidioso.
      Ma del resto dici le stesse cose anche te, mi piace molto la tua disamina sul mock.
      Ecco, secondo me, ed è qui che divergiamo del tutto, in The Sacrament ci stava. Non lo so, mi è piaicuta molto come idea, difficile dire se, a priori, l'avrei considerata una scelta vincente.
      Tu citi molte scene "sbagliate" in tal senso. E ammetto che leggendoti mi sembra che tu abbia ragione, insomma, se è come dici hai ragione, c'è poco da fare.
      Tra l'altro, dovrei rileggermi, anche io notai errori in tal senso.
      In ogni caso il tuo discorso è perfetto, comprensibili, coerente. Cioè, mi viene da appoggiartelo in toto se non fosse che a me invece il film è piaciuto ANCHE perchè era un mock.
      Ma se dovessi spiegare a qualcuno i difetti di un mock, quando dovrebbe essere usato, quando no e tutto il resto, userei le tue parole.
      Sembra un paradosso ma è così ;)

      (però, ecco, West negli altri film ha usato tecniche e stili completamente diverse. Insomma, non credo che gli faceva comodo il mock, credo più invece che sia uno sperimentatore)

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    3. Beh io sinceramente non conosco così bene il cinema di West da poter dire che ha scelto il mock perchè fosse più comodo, la mia battuta finale era appunto per lo più una battuta. E' una tecnica come altre, ci mancherebbe, ma credo che ci siano soggetti che più si prestano a tale tecnica ed altri meno ecco. E poi negli anni è già stata utilizzata molto quindi se uno nel 2016 vuole sperimentare, o la utilizza in modo innovativo (non saprei come) o si sposta su altro, secondo me. La differenza nel nostro giudizio è che a me The Sacrament è piaciuto NONOSTANTE il mock, ecco.

      Su Diary, a me sinceramente è piaciuto. E sì, diciamo che sono un romeriano, nel senso che apprezzo il suo modo di fare cinema, di dire le cose come vanno dette e di innovare. Quel film ha portato avanti un discorso cominciato anni e anni prima in maniera coerente secondo me. Dicendo che dopo Diary non si "dovrebbero" più fare mock, intendevo dire che in qualche modo quel film rappresenta una pietra tombale su quel genere, al di là del risultato in sè. Da lì in poi o lo usi in maniera veramente diversa dal solito o finisci per fare qualcosa che non aggiunge e non toglie niente al genere stesso.
      Non vorrei essere risultato saccente eh :)...anche perchè di cinema, diciamolo, non capisco una fava. Mi piace solo ragionarci un po' su, ecco

      Ultima considerazione (che non so quanto c'entri!), un buon film che tratta tematiche simili (più che altro in superficie), anche se da un'angolazione diversa e sicuramente in un ottica più introspettiva ed intima, è The Invitation. E' più classico, innova senza innovare, se capisci cosa intendo..

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    4. Guarda, non è che, come tanti, io per adesso sia un amante di West senza riserve.
      Però difficile trovare un giovanissimo regista horror che gira 3 film con tre tecniche così differenti.
      Sacrament, ovviamente, come mock.
      Innkeepers come horror d'atmosfera di un'eleganza pazzesca, forse pure troppa, patinato.
      E the house of the devil che, credimi, se lo vedi confermerai, non è un'omaggio agli anni 80 ma un vero e proprio film che sembra essere uscito da quegli anni, pazzesco. Roba che vai a leggere più volte se ci sia un errore nella data di rilascio.
      Tre film, tre tecniche completamente diverse, c'è da applaudire per questo.
      Poi sui singoli film c'è da dire, certo.

      sì sì, capisco il tuo discorso su Diary. Io purtroppo con Diary e Survival ho avuto notevoli problemi, lo ammetto. Ma sul "come" ha usato il mock concordo.

      Beh, allora direi che su The Invitation, almeno su quello, siamo totalmente d'accordo ;)

      e sì, è un film che teoricamente non porta niente d nuovo ma è uguale praticamente a nessuno

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