4.8.15

Al Cinema: recensione "Ex Machina"


Il mito di Frankenstein ai tempi delle intelligenze artificiali.
Un piccolo grande film per riflettere sul vero e sul finto, sulla perfezione della macchina e sulla superiore, perfetta, imperfezione umana.


Presenti spoiler everestiani.

Una specie di capanna dismessa persa in mezzo ad una natura di devastante bellezza, ettari di valli, montagne e cascate.
Dopo la capanna però entriamo in una casa che fa a gara di bellezza con la natura che la circonda.
Dentro ci vive un uomo, uno dei più grandi geni della terra.
Si sa, il genio quasi sempre ha vissuto l'isolamento, voluto o forzato. Che quando la tua mente va oltre è difficile poi convivere con la quotidianità degli altri.
In questa reggia incastonata in un bracciale di montagne questo genio sta creando, una dopo l'altra, delle intelligenze artificiali in forma umana, femminile, perchè se è vero che comunque intelligenze artificiali restano, l'obbiettivo è renderle più vicine all'uomo possibile, e l'uomo è anche genere, l'uomo è anche sessualità, e perchè loro, un giorno, non possono vivere anche questo?
Un giovane programmatore viene invitato dal genio per testare il suo ultimo prototipo, Ava, un androide bellissimo con un volto che ricorda la Portman.
L'obbiettivo del test è capire se questo prototipo riesce a farti dimenticare di trovarsi davanti a qualcosa di artificiale.
L'obbiettivo è capire se riesci a confonderla per un essere umano.

La tematica delle intelligenze artificiali, del loro avvicinarsi sempre di più a "noi" uomini è affascinantissima, ma di certo non nuova.
Garland, già sceneggiatore di fantascienze molto umane, come Sunshine e Non lasciarmi, riesce però, al suo primo film, ad immergerci in qualcosa che comunque sembra nuovo, originale, personale.
Forse uno dei difetti di Ex Machina è addirittura nel suo metter dentro troppi concetti interessanti, troppi dialoghi brillanti, troppa "intelligenza", tanto che arrivi alla fine del film che quasi ti sei dimenticato di alcune sequenze o dialoghi veramente notevoli.
Anche perchè, e forse questo è un suo secondo piccolo difetto, Ex Machina è talmente bello nel suo incipit, talmente interessante nel suo incedere, talmente carico di promesse e possibili sviluppi che poi, nei 20 minuti finali, forse, delude anche un pò. Nel cinema, legge che sanno tutti, un grande finale ti fa dimenticare di tutto il brutto che hai visto prima, un brutto finale ti fa dimenticare di tutto il bello che hai visto prima, un discreto finale (come questo) ti fa "solo" dispiacere un pò di aver avuto tra le mani un film che flirtava col mezzo capolavoro senza poi andare all'appuntamento.


Sono due le riflessioni più belle che affronta Ex Machina.
La prima riguarda l'intelligenza, ma non tanto in maniera "meccanica", legata al plot, tanto quanto nel capirne l'essenza.
Cos'è l'intelligenza? Non è certo capire tutto, come fa Ava, Non è certo sapere tutto, come sembra sapere Ava, Non è certo saper affrontare discorsi complessi e difficili, come riesce a fare Ava. O meglio, non è solo tutto questo. L'intelligenza è l'ironia, l'intelligenza è la curiosità, l'intelligenza è il saper fingere, l'intelligenza è usare la mente per raggiungere un obbiettivo, l'intelligenza sono tutte quelle "applicazioni" che difficilmente un programmatore riesce a darti. Ava, e il finale lo dimostra, non ha un'intelligenza artificiale, ha un'intelligenza umana, con tutti i pro e i contro che ne conseguono.
E mi allaccio così alla seconda tematica principale, l'umanità. Ovviamente impossibile non citare lo splendido aneddoto raccontato nel film, quello di Mary e della sua stanza in bianco e nero. Mary sa tutto dei colori, probabilmente è la persona che al mondo ne sa di più. Ma solo quando esce per la prima volta dalla sua stanza in bianco e nero, solo quando vede realmente i colori può "viverli", sentire l'emozione che le lasciano addosso. Questo è l'uomo, quello capace di andare oltre i dati, quello capace di sentimenti, quello a cui accadono cose non preventivate o preventivabili, non scrivibili, non programmabili, le emozioni appunto.


E il film racconta queste cose in maniera perfetta, dolce, intelligente, convincente.
In realtà le tematiche presenti sono molte di più, dal controllo delle nostre vite da parte dei "motori di ricerca" al ruolo della donna sfruttata, dal concetto di libertà a quello di limiti etici.
A me ha ricordato da morire Frankenstein. C'è un creatore che vuole superare i limiti umani, c'è una creatura che nasce, c'è questa creatura che apprende tutto degli uomini, financo le emozioni, ma che vorrebbe qualcosa di più, vorrebbe vivere, e non restare imprigionata nella sua condizione di "anormale", c'è la ribellione definitiva al suo creatore.
Non si può biasimare Ava e la sua voglia di vivere, non possiamo odiarla per le sue bugie ed i suoi inganni. Ava, e il genio l'aveva capito, era un prototipo talmente avanzato da assomigliare sempre di più a noi uomini, calcolatori, vogliosi di cambiamenti, sognatori, cinici.
Odiare Ava significa odiare noi stessi.
E il giovane programmatore non è altro che uno dei tanti uomini feriti che esistono al mondo, ovvero tutti, chi più chi meno. Uscirà da lì, nessun problema, e riprenderà la propria vita.
Quindi io tornerei su di lei, su questa dea creata dal nostro genio e pronta ad unirsi a noi in modo paritario, pronta ad esaltarsi e soffrire, amare ed esser tradita.


Quando Ava lascia la "base" la mente non è potuta non andare a quel capolavoro di Truman Show.
Truman trova la porta dell'uscita, può finalmente lasciare la scatola artificiale dove è sempre vissuto. E' vero, e anche il suo "creatore" dalla Luna glielo dice, là fuori ci sono pericoli, là fuori c'è gente che non lo amerà come qui, là fuori non sarà protetto.
Sì, ma la vita non è un programma, nè televisivo come per Truman nè informatico come per Ava.
La vita è un tappeto elastico gonfiabile. 
Farai salti altissimi ed altri bassissimi, a volte cadrai ed altre toccherai il cielo con un dito, altre ancora il salto sarà così sbagliato che finirai fuori, nel prato, e ti farai molto male.
Ma finchè quel gonfiabile esiste sempre meglio saltarci sopra che vivere una vita di artificiali salti rassicuranti.
Ava esce, si dimentica di salutare con un "casomai non vi rivedessi buon pomeriggio, buonasera e buonanotte" ma poco cambia.
E' fuori, in una strada affollata.

(voto 7.5)


71 commenti:

  1. Infatti abbiamo pensato tanti possibili finali forse esteticamente superiori, ma credo che questo sia il più coerente e il più adatto pensandoci. Il regista costruisce un paradosso per il quale la strumentalità con cui la macchina ha usato l'uomo, le fa superare i cancelli della casa, ma forse non le fa passare il test i cui veri scrutatori forse siamo noi spettatori. Mi si pone vivida un'altra immagine davanti agli occhi, che forse c'entra pochissimo con questo film, il cancello de "la casa dei matti" di konchalovsky, davanti al quale i malati di un manicomio, appena liberi, presi dal terrore del "fuori" rientrano nella loro prigione. Ecco forse in questi due esempi si potrebbe cristallizzare la differenza tra un'intelligenza artificiale e la macchina umana.

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    1. Più che esteticamente direi narrativamente superiori.
      Non ti seguo qua :"costruisce un paradosso per il quale la strumentalità con cui la macchina ha usato l'uomo, le fa superare i cancelli della casa, ma forse non le fa passare il test i cui veri scrutatori forse siamo noi spettatori"

      me lo devi spiegare meglio. Nel senso che noi comunque abbiamo sempre avvertito l'artificialità?

      Molto bella la tua citazione. Non credo che Ava abbia terrore di quel fuori, o almeno dalle due pennellate che vediamo non sembra.
      Forse proprio perchè, come accennavo in rece, lei non conosce le difficoltà della vita. Anche se, sempre per tornare alla rece, meglio quelle difficoltà che una prigione scritta da altri.
      Ecco, in questo il tuo esempio calza. Un uomo, quei malati del manicomio, può avere paura del ritorno in vita, una macchina, non conoscendola, no.
      Anche se poi ci sarebbe anche un ulteriore discorso che viene fuori dal tuo esempio, ovvero la malattia mentale, che per similitudine potremmo assimilare ad un malfunzionamento della macchina uomo di cui parli

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    2. dunque...
      1. Il paradosso nasce dal fatto che il sentimento che manifesta è solo strumentale, perfettamente mimato, ma prodotto di laboratorio (se vuoi) che le serve per arrivare al suo vero scopo: l'uscita. Dunque riprodurre artificialmente un sentimento equivale a non provarlo, di conseguenza quest'uso strumentale del sentimento rivela la sua imperfezione di macchina che mima le caratteristiche umane.
      2. Infatti proprio qui sta la differenza gli uomini che affrontano "il fuori" ne hanno al contempo anche timore e paura, la mia non era un'immagine che volesse evocare una similitudine ma un contrasto netto
      3. Giusto non ci avevo pensato e direi che il tema della malattia approfondisce ancora più il solco tra uomo e macchina. Un organismo che si ammala comincia a funzionare in maniera anomala, si può dire che diviene una sorta di unicum in rapporto alla sua malattia, scava la sua tana per dirla alla Kafka, e si costruisce ancor più come individualità parallelamente al procedere della sua imperfezione.

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    3. Ah, ecco, non ti avevo capito perchè per me invece il film dimostrava l'esatto contrario, ossia che l'intelligenza artificiale avesse completamente superato il test denotando, appunto, quei tratti dell'intelligenza (ironia, curiosità, ciniscmo etc...) che di solito intelligenze create a tavolino non hanno.
      Insomma, per me test superato, e anche per te credo. Se ci trovassimo davanti Ava per strada e ci parlassimo altro che robot la considereremmo...

      2 sì, esatto

      3 Perfetto, difficile aggiungere qualcosa.
      Per le macchine un malfunzionamento invece quasi sempre porta alla distruzione o all'accantonamento. Non che non succeda anche per gli uomini eh, ma nell'essere umano l'anomalia, l'imperfezione, può portare a un ventaglio di possibilità infinito, paradossalmente anche al miglioramento di sè

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    4. Non so se sul primo punto ci siamo completamente chiariti. Dico che la macchina è rimasta un ibrido perché, sebbene sia riuscita ad uscire dal suo carcere tramite la sua intelligenza e la capacità di progettare, dall'altra non è riuscita ancora a dimostrare veri sentimenti umani. Puoi considerarlo come un test o un interrogativo che il regista ha lasciato a noi decifrare. Mi fa venire in mente le ibridazioni di Cronenberg in cui non riesci mai a decifrare quanto di uomo ci sia nella macchina e quanta macchina ci sia nell'uomo.

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    5. No, però aspetta Rocco, il test di Turing non vuole cercare umanità o sentimenti umani nella macchina ma intelligenza.
      Se il testante non si accorge che il testato è una macchina allora il test è passato.
      Tra l'altro Turing è lo scienziato sul quale hanno girato pochi mesi fa il film The Imitation Game (che non ho visto) ed il titolo, appunto, il gioco dell'Imitazione, si rifà proprio a quel test (la macchina imita l'essere umano, se l'altro non se ne accorge test superato).
      Quindi direi che nel film il test non solo è superato ma annientato...

      Poi la tematica dell'umanità, a cui si rifà ad esempio la storia della stanza in bianco e nero, è una cosa diversa, direi "successiva".
      Il test, pur trattando un'argomento molto umano e astratto come l'intelligenza, non vuole raggiungere o cercare risutlati così "alti".

      Cronenberg ci sta tutto...

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    6. No io non mi riferisco al test di Turing, ma un test che Garland forse sta facendo a noi spettatori testanti (oddio...). E' riuscita la macchina a farsi passare per uomo? Ci sta bene tutto ciò? Forse ci sta chiedendo quali sono i parametri per essere considerato uomo e implicitamente se solo attraverso operazioni di calcolo utopicamente una macchina potrà mai riuscire a diventare umana. Per questo mi è venuto in mente Cronenberg e questo stato di ibridazione che lui meglio di ogni altro regista ha descritto magnificamente nei suoi film.

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    7. Ahah, o.k, perfetto, ora capisco tutto.
      Un'operazione metafilmica, hai ragione

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  2. Pensa un po', l'ultima volta, quando ti ho chiesto se volevi vederti The tribe etc., mi sono scordato di chiederti le tue intenzioni proprio su questo Ex machina...ora me lo ritrovo già recensito e con un bell' 8! Mi hai spinto a recuperarlo ;)

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    1. Ecco, lo sapevo che non dovevo mettere di nuovo il voto...
      Ma lo faccio per quei film in cui spoilero troppo. Già non invito a leggere la rece, se non metto nemmeno il voto è come se fosse un post inutile per chi non ha visto il film ;)

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    2. Ciao Caden, ripasso di qua perché ho visto il film.
      Devo dire che mi è piaciuto, ma non mi ha convinto pienamente e, soprattutto, come dici tu, ha mancato l'appuntamento col 'filmone'.
      Il film è comunque originale e le tematiche che tratta le adoro.
      Al contrario tuo però, la parte finale mi è sembrata non far scendere il livello del film anzi, il finale è una delle migliori cose del film anche se come Ava abbia fatto a prendere l'elicottero mi puzza un po' (ma potrebbe aver semplicemente inventato qualche scusa riguardo alla non presenza di Caleb e il pilota ci sarebbe cascato...credo).
      Poi, personalmente, mi aspettavo che i (secondi)fini di Ava potessero essere almeno percepiti nella prima parte del film invece, almeno per me, non è stato così. Quindi quello che doveva essere il colpo di scena, non mi ha convinto almeno come è stato messo su schermo perché su carta, quella è la scena chiave. Non so se mi hai capito...diciamo che non volevo che uscissero insieme dalla casa, ma almeno non farmici credere così tanto :)
      Poi c'ho un dubbio mio...che la ragazza asiatica fosse un robot, doveva essere un colpo di scena? Non l'ho capita bene sta cosa.
      Se devo essere cattivo, mi sento di dire che la scena in Cabel si taglia col rasoio, l'ho trovata alquanto esagerata.
      Diciamo che Ex Machina poteva ambire a qualcosa di più, ma resta un gran bel prodotto, molto intelligente. Una visione scorrevole e appagante.
      Comunque molto bella l' ultima parte della tua rece ;) Quella metafora...

      Ciao!

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    3. Allora ;)

      non mi ricordo nemmeno che ho scritto ,a credo di essermi spiegato male sul finale...

      Secondo me è un finale perfetto, coerente, ultima tappa di un percorso molto ben strutturato. Purtroppo per me è stato un finale prevedibile, un pò scontato, quello m'ha fregato. Loro lo fanno passare come mezzo colpo di scena mentre per me era quello più ovvio.
      Ora non ricordo se nella rece ho scritto dell'elicottero ma anche quello è stato un grosso errore (mi ricordo l'appunto sul blocchetto), non c'è alcuna spiegazione logica per cui il pilota potesse partire.

      Sì s', ti capisco benissimo. ognuno di noi ha vissuto il film facendosi ...film... propri

      oh, visto, anche per me la stessa cosa, io l'ho crteduta un robot dalla primissima scena, poi però per come è stato girato lo spellamento puzza di colpo di scena abbastanza assurdo...

      anche nella scena del taglio concordo con te, non c'era stato un percorso così chiaro che poteva portarlo a credere di essere un robot anche lui (anche se, detto per inciso, era uno dei finali che mi aspettavo).

      no no, completamente d'accordo su tutto ;)

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  3. "Forse uno dei difetti di Ex Machina è addirittura nel suo metter dentro troppi concetti interessanti, troppi dialoghi brillanti, troppa "intelligenza", tanto che arrivi alla fine del film che quasi ti sei dimenticato di alcune sequenze o dialoghi veramente notevoli."

    Uh, quanto è vero. Ed ammetto di essermi sentita in parecchie occasioni infinitamente stupida. Però, siccome sono da bicchiere mezzo vuoto, io sono convinta che Caleb non uscirà di lì e per questo non sono riuscita a voler bene ad Ava, nonostante odiassi il suo creatore; tra l'altro, l'imperfezione e la piccineria di quel "Dio" Ex Machina che voleva essere Nathan viene enfatizzata da uno degli omicidi più disturbanti che abbia mai visto (quel coltello si infila in un corpo che sembra fatto di niente, quasi di pasta di pane. Miseria...).

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    1. Nathan, è una persona super conosciuta, che magrado si trovi in isolamento avrà gente che lo contatta, altri che gli portano il cibo, qualcuno che gli fa questo e quest'altro. Insomma, se muore tempo pochissimi giorni si viene a sapere. E, mi pare, Caleb non possa uscire ma può vivere la casa.
      A parte questo io non ho scritto che voglio bene ad Ava (anche se durante il film a tratti ho empatizzato per lei) ma che la capisco, che il suo è un comportamento abbastanza comprensibili e normale, quello che qualsiasi uomo imprigionato avrebbe avuto.
      L'omicidio è assurdo, quasi innaturale.
      Comunque è vero, Nathan avrà avuto anche manie di grandezza ma, come dire, se le meritava, aveva veramente raggiunto qualcosa di unico nella storia.
      Poi sul come e i metodi o.k, ci sarebbe da discutere.
      Anche se, ricordiamolo, alla fine comunque di automi stiamo parlando, non di uomini. La loro antropomorfizzazione ci porta a soffrire per loro (riuscendoci) ma in realtà sono dei dati messi in un corpo.
      Anche se Ava sembra qualcosa di più

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  4. Altro film su cui stanno dicendo peste e corna e che sono indeciso se vedermi o meno... ma se il mio recensore preferito lo promuove dovrò dargli una chance, se non altro per il gusto di litigarci

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    1. Ma sei scemo?
      Tu mi dici d'emblèe, all'improvviso, che sono il tuo recensore preferito?
      Mi trovi in calzoncini e maglietta, l'avessi saputo mi sarei presentato in smoking!

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  5. Mi è piaciuto ma non quanto è piaciuto a te: http://nonlosoadesso.blogspot.it/2015/06/preferiti-del-mese-4.html

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  6. Grandi spunti per un film che parte fin troppo freddo, ma che esplode letteralmente nel finale.

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    1. Che buffo, io invece credo che il film sia stato un crescendo dall'inizio a metà e poi si sia assestato, se non addirittura calato nel finale ;)

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  7. Bella sorpresa d'agosto. Un genere in cui è non è semplice rendersi credibili e per questo ancor più affascinante. Una discussione sulla teiera è stata quella relativa alla figura di Nathan e il suo essere totalmente sopra le righe e poco centrato (la mia compagna) secondo me invece accettabile ed alternativo alla scontata figura del freddo programmatore geniale (spassosa la scena del balletto robotico).

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    1. A me il personaggio di Nathan è piaciuto moltissimo, l'ho trovato, per usare il tuo termine, centratissimo.
      Ti dirò di più, secondo me il film prende troppo le parti "contro" Nathan, quasi dipingendocelo come un mostro. In realtà è un vero scienziato che ha raggiunto livelli eccezionali e che sì, avrà poca umanità ma alla fine della fiera secondo me i suoi comportamenti non erano poi così negativi. L'abbandonare i prototipi fa parte del gioco per uno sviluppatore (a noi ci frega l'antropomorfizzazione) e anche verso Caleb o.k, gli ha mentito, ma sempre nell'ottica di un test che non necessariamente doveva procurargli danno, anzi...

      Non ho trovato nulla nella Teiera, forse ti riferisci a quella reale ;)

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    2. Sì, certo. Una discussione casalinga ieri sera dopo la visione :)

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  8. Pierluigi Tronchetti5 agosto 2015 00:42

    Sarà come dite tutti voi, ma personalmente, più ci penso e più non posso far a meno di supporre che questo film, che indossa un'indubbia maschera fantascientifica, sia in realtà un manifesto all'emancipazione femminile. L'universo femminile, agli occhi dell mondo maschile, è sempre stato guardato dall'alto verso il basso, quasi come se il maschio ne fosse l'ideatore, nonchè il Dio. Un Dio tanto generoso da permettergli addirittura, previa programmazione, di poter pensare. La donna è stata per lungo tempo( in alcune realtà lo è ancora) segregata in una sorta di teca. Nel film la teca è reale, nel mondo reale invece, questa teca, pur essendo virtuale, è decisamente più terribile e claustrofobica. Nella pellicola ogni "prototipo", una volta sfruttato e abbandonato , è recluso in un armadio, una sorta di sala trofei.Credo che Ava rappresenti l'evoluzione della donna moderna, una donna che consapevole della sua seduzione, intelligenza ed astuzia, auto-assemblandosi con i resti di coloro che l'hanno preceduta(forse a rimarcare metaforicamente il processo di evoluzione), sovvertirà il mondo maschile, imprigionandolo con quelle stesse armi che si è illuso di averle "installato". Ava è pronta a vivere in un mondo a colori, a dispetto del bianco e nero in cui per secoli il maschio l'aveva relegata.

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    1. Sai una cosa Pierluigi?
      Se ci credi eh...
      Nella rece ho messo giusto una riga de sta cosa, "al ruolo della donna sfruttata" ma oggi più pensavo al film più mi sembrava una chiarissima metafora e denuncia di questo.
      Meno male sei arrivato te a dirlo in maniera perfetta, non potevo far di meglio.
      Condivido ogni virgola, gran commento.
      Come sempre

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    2. Mi sono permesso di condividere il tuo commento sui social network (oddio, sui, sul direi, ho solo facebook, e mi avanza pure).

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    3. Pierluigi Tronchetti5 agosto 2015 16:34

      Un momento di umana leggerezza, sospinto dallo spirare di una brezza denominata gratificazione, mi accarezzo' timidamente l'ego. Ma le evanescenti nuvole dell'esaltazione evaporano in un attimo e la ragionevolezza mi condusse a vedere oltre, in profondità di ciò che la debole natura dell'essere uomo mi aveva inizialmente celato. E così, in quell " .., altro che la mia.." , pur nella sua semplicità di insieme di vocali e consonanti, respirai la piacevole fragranza di una virtù finalmente ritrovata che riuscì a condurmi verso un' elaborata e magnifica riflessione . E' come se al contatto con i tasti, l'essenza della tua umanità avesse intriso ogni singola lettera da te digitata. Ho visto l'umiltà, caro Giuseppe, e con essa l'inebriante benessere che solo la riscoperta di valori così forti sa regalarti. In un mondo dove l'umiltà viene vissuta come una debolezza, sacrificata sull'altare di inqualificabili corsi di autostima o training comportamentali che rendono le persone cloni incapaci di autocritica, il tuo modo di divulgarne il credo , nella disarmante semplicità di una frase, mi e' sembrato il realizzarsi di un' utopia. Ci sono molte virtù, ma spero tu possa convenire con me che l'umiltà scardina le serrature di tutte le altre, inglobandole inscindibilmente. L'umiltà e' la miglior dote dell'umanità...quella vera ovviamente! Spero tu possa aver intuito che non e' questo l'elogio di cui sopra, ma solo il"breve" sunto con cui ho voluto rispondere a due delle tue affermazioni:
      -Se ci credi eh...
      -Mi sono permesso di condividere il tuo commento sui social network (oddio, sui, sul direi, ho solo facebook, e mi avanza pure).
      Che dici, con ambo due, son stato esaustivo?? Un caro saluto ;-)

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    4. Pierluigi Tronchetti5 agosto 2015 16:36

      Sorry mi ho mangiato l'inizio.. Ripubblico

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    5. Pierluigi Tronchetti5 agosto 2015 16:39

      Caro Giuseppe, c'è una cosa che avrei voluto fare un po' di tempo addietro! Era marzo 2015, e allora , mi sembrava doveroso "scolpirti" un elogio. Il tempo poi passa, gli impegni si accavallano, ma soprattutto, la consapevolezza che nessun insieme di parole potrà mai elogiare l'umanità di alcune persone, mi hanno fatto desistere, animato dal costante pensiero che coloro che vivono umanamente la propria vita, non potranno mai avere elogio più grande se non la loro vita stessa . All'epoca "pubblicasti" la mia recensione di Birdman! Spesso si fanno e si dicono cose in virtù di un rimando che riflette quanto di positivo gli altri hanno fatto o detto per noi; l' uomo , soventemente, e' come uno specchio, riflette la medesima luce di ciò che ha davanti! Trovo viltà in questa imparziale e artificiosa manipolazione del giudizio altrui, ma tant'è, evidentemente è propria della nostra natura: io ti sto simpatico, tu stai simpatico anche a me! Se proprio dovessi cercare un secondo deterrente al desiderio di "comporre" quell' elogio post- Birdman, aggiungiamoci pure il non aver voluto aderire alla "globalizzazione" impostaci della nostra natura! In realtà , ciò che avevo da dire, non era il ruffiano tentativo di ricambiare con le parole quanto di positivo avevi fatto verso di me( specchio), ma mettere in luce la luminosità di una particolare frase che avevi scritto a introduzione del mio "pezzo", una frase che rischiava ignobilmente di passare inosservata, travisata, oppure , con noncuranza, dimenticata. Oltre alla pulsante passione per il cinema, leggendo il tuo blog, ho intuito che esisteva un altro punto di contatto ad accomunarci: la spasmodica ricerca di umanità. La vediamo, la percepiamo, la amiamo. Sappiamo quanto e' importante, ma sappiamo anche quanto, paradossalmente, possa essere rara.
      "..è un doppione, ma questa è troppo bella, altro che la mia"
      Un momento di umana leggerezza, sospinto dallo spirare di una brezza denominata gratificazione, mi accarezzo' timidamente l'ego. Ma le evanescenti nuvole dell'esaltazione evaporano in un attimo e la ragionevolezza mi condusse a vedere oltre, in profondità di ciò che la debole natura dell'essere uomo mi aveva inizialmente celato. E così, in quell " .., altro che la mia.." , pur nella sua semplicità di insieme di vocali e consonanti, respirai la piacevole fragranza di una virtù finalmente ritrovata che riuscì a condurmi verso un' elaborata e magnifica riflessione . E' come se al contatto con i tasti, l'essenza della tua umanità avesse intriso ogni singola lettera da te digitata. Ho visto l'umiltà, caro Giuseppe, e con essa l'inebriante benessere che solo la riscoperta di valori così forti sa regalarti. In un mondo dove l'umiltà viene vissuta come una debolezza, sacrificata sull'altare di inqualificabili corsi di autostima o training comportamentali che rendono le persone cloni incapaci di autocritica, il tuo modo di divulgarne il credo , nella disarmante semplicità di una frase, mi e' sembrato il realizzarsi di un' utopia. Ci sono molte virtù, ma spero tu possa convenire con me che l'umiltà scardina le serrature di tutte le altre, inglobandole inscindibilmente. L'umiltà e' la miglior dote dell'umanità...quella vera ovviamente! Spero tu possa aver intuito che non e' questo l'elogio di cui sopra, ma solo il"breve" sunto con cui ho voluto rispondere a due delle tue affermazioni:
      -Se ci credi eh...
      -Mi sono permesso di condividere il tuo commento sui social network (oddio, sui, sul direi, ho solo facebook, e mi avanza pure).
      Che dici, con ambo due, son stato esaustivo?? Un caro saluto ;-)

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    6. Credo che tu sia abbastanza intelligente (ahimè, pure troppo) per capire che a un commento del genere non si può rispondere, solo portarselo nel cuore.
      Il silenzio a volte è il ringraziamento più grande, questo succede nella vita vera, quando d'improvviso ti mancano le parole, ma può succedere anche in questo mondo virtuale di lettere che si accavallano.
      Quindi non dico altro.
      Grazie.



      (e dì al tuo ego che il tuo commento su Ex Machina è stato molto apprezzato su facebook. Diglielo piano)

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  9. Considerato che ho letto la recensione con un occhio solo per via degli spoiler, credo che tu sintetizzi pregi e difetti di una pellicola comunque da vedere... o sbaglio?

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  10. Sembra un film decisamente interessante, cercherò di recuperarlo senza ombra di dubbio!! Nel frattempo, applausi a scena aperta per questa metafora: "La vita è un tappeto elastico gonfiabile.
    Farai salti altissimi ed altri bassissimi, a volte cadrai ed altre toccherai il cielo con un dito, altre ancora il salto sarà così sbagliato che finirai fuori, nel prato, e ti farai molto male.
    Ma finchè quel gonfiabile esiste sempre meglio saltarci sopra che vivere una vita di artificiali salti rassicuranti." Mi è piaciuta davvero tanto! :-D

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    1. Grazie Vittorio!
      Le mie ormai celeberrime metafore estemporanee a cazzo!
      Fino alla riga prima nemmeno l'avevo mai pensata, ahah

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    2. Ci avrei giurato...ancora meglio!! E' quello che le rende grandiose ;-)

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    3. Sempre troppo buono, devo offrirti una cena...
      ah, già fatto, è vero!

      ma siamo pari con vino, carciofini e marmellata, anzi, forse sono in debito io :)

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  11. Come ho letto da più parti, "il finale è scontato ma bellissimo"... può essere, anzi sono d'accordo. Eppure a me questo film non ha "preso" del tutto, forse perchè vedo un po' troppa fantascienza e ormai non ho più l' "occhio della tigre" per emozionarmi davvero. Comunque va senza dubbio apprezzato per la confezione e il coraggio di portare sullo schermo un tema non certo nuovo (l'intelligenza artificiale) riuscendo a non banalizzarlo.

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    1. Molta fantascienza può essere, ma tutta a servizio della poetica messa dentro. Però sì, capisco che possa non coinvolgere pienamente. Lo sai, anche io credo che il finale sia la parte più debole...

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  12. Concordo con te perfettamente. Bello, intelligente, ma troppo pieno di spunti. Si segue la trama per non perdere il filo, allora, e si arriva a un finale buono ma poco memorabile. E io i finali li ricordo sempre e comunque, anche se posso rimuovere - col tempo - tutto il resto. Bravissimi i tre protagonisti, soprattutto Isaac, sopra le righe il giusto.
    Parentesi: tornando al tuo post, in cui parlavi di film simili a questo, di una fantascienza più umana... Visto Perfect Sense, con la coppia Green-McGregor? Bellissimo e sconosciuto, purtroppo.

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    1. Esatto, i finali restano dentro, a volte inficiano anche tutto il resto del giudizio.
      Vedo che concordi perfettamente con i miei unici due appunti (troppa roba e finale), bene ;)

      Segnato a bestia il titolo che mi segnali, grazie ;)

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  13. Umm... L'ho visto da poco, ma se devo dirla tutta a me non ha convinto, soprattutto il finale (che come dici tu si, rimanda inevitabilmente a Truman Show). Il film è incentrato su come Ava sia uguale a un essere umano e poi questo finale così da "macchina" mi è sembrato strano e mi ha fatto storcere il naso, anche se per altri può essere un twist entusiasmante che io non ho colto.
    Isaac da premiare. L'ho adorato davvero.
    Se ti interessa leggere la recensione che ho pubblicato sul mio blog è qui: Raggywords: Recensione Ex_Machina.
    Scusa per l'eventuale spam indesiderato, ciaooo!

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    1. Guarda, ti rispondo subito che mi trovavo qua..

      Anche a me il finale ha fatto storcere il naso. Più che altro perchè era un film che poteva riservare mille sorprese e invece, che ne so, tutto molto coerente ma abbastanza scontato.
      Però Vero (veronica?) o Ale (alessandro) devo contraddirti sul significato del finale. Non credo che dopo molti comportamente da essere umano poi nel finale si comporta da macchina, anzi, quel comportamento vuole proprio dirti che lei degli esseri umani ha preso proprio tutto, anche il saper dire bugie, il saper pianificare, l'esser cattivo, il ragionare per sè senza bisogno del contraddittorio.

      Verrò a leggere sicuro, a volte non lo faccio subito ma salvo pagine e sessioni, prima o poi arrivo.

      Qui non esiste spam indesiderato ;)

      soprattutto per chi, come te, ha dimostrato almeno di aver letto il post

      quindi spamma quanto vuoi

      poi riesci anche a mettere il link nel commento "cliccabile", complimenti, è una cosa che non riuscirò mai a fare..

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    2. (Siamo due ragazze, Veronica, giusto, e Alessandra e condividiamo uno stesso profilo :3 In questo caso è Ale che parla, giusto per chiarirsi ahah)
      Ciao,
      effettivamente l'interpretazione del finale è variabile e devo dire che la tua è condivisibilissima, indipendentemente da cosa voglia dire fa storcere il naso ahah
      Grazie mille per avermi permesso di spammare e se vuoi ti passo il codice per inserire il link "cliccabile" e non ti preoccupare: è veramente una cosa facile da fare :3
      _Rainy_

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    3. Eh, ma quel codice va messo nella scrittura html, ci avevano già provato a insegnarmi.
      Invano ;)

      allora ciao Alessandra, sono venuto a trovarvi e commentato

      (a parte gli scherzi, se vuoi spiegarmi magari riesci a farlo in maniera più semplice di chi ci ha provato prima. Ma la colpa è la mai, sono zero informaticamente)

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    4. Grazie per essere passato da me, il minimo che possa fare è provare a ricambiare con il codice.

      Il codice è il seguente: <1234A HREF="pagina2.html"> Vai a pagina 2 <1234/A>, ma per utilizzarlo devi prima togliere 1234 all'inizio e alla fine del codice senza modificare altro (in pratica ti deve venire < A HREF , con la A e la < attaccate, all'inizio e < / A > ,tutto attaccato, alla fine).
      Poi al posto di pagina2.html (quindi lasciando le virgolette) devi inserire in link e al posto di Vai a pagina 2 devi inserire la scritta che vuoi linkare (quella "Raggywords: Recensione Ex_Machina" del mio post, per capirci).

      Scusa per le spiegazioni complicate, ma non mi è possibile inserire il codice integralmente, perchè altrimenti la pagina lo legge e lo rende ovviamente impossibile da vedere.

      E basta: voilà!
      Spero di essere stata chiara... In caso contrario non esitare a chiedere spiegazione :3

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    5. Tu più chiara non potevi essere, grazie mille!

      provo in diretta, in questo stesso commento allora

      così?

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    6. riuscitooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo


      grazie mille ragazze

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  14. Questo è il classico film che va visto con in mano il famoso blocchetto degli appunti. Le nozioni, come dici giustamente tu,sono tante e,sebbene interessanti , tendono ad essere dimenticate.
    Volevo dire la mia sul finale, ma leggendo la recensione e i commenti dovrei solo fare un copia e incolla di quello che hai scritto tu. Tanto vale dire che condivido tutto tranne il fatto che ritieni il finale un po debole. Io l'ho trovato azzecatissimo.
    Ava supera il test di Turing al 100%
    Ps: il piacere di poter commentare un film appena recensito da te mai, eh?
    Arrivando sempre dopo mi devo scervellare per non scrivere qualcosa di già detto nei commenti e come in questo caso non mi riesce ,e quando sono io a vedere per prima il film, te lo recensisci l'anno dopo e nel frattempo io non mi ricordo una mazza. Uff

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    1. QUale blocchetto?

      ;)

      No, aspetta, dipende che significa azzeccatissimo.
      Se mi parli di coerenza narrativa assolutamente sì. perfetto.
      Se mi parli di finale che deve dare una risposta assolutamente sì, la dà.
      Dico solo che durante la visione mi ero immaginato così tanti scenari che ho poi trovato il finale abbastanza prevedibile.
      Forse sin troppo "onesto" con lo spettatore

      eh, l'unica possibilità Rachè è che vai al cinema e ci si incrocia su quelli. Altrimenti dovrei dirti quali vedo in anticipo ;)

      ahahah, bellissimo il tuo p.s ;)

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  15. Il tuo blocchetto Giusè!!!
    Non sei tu quello che prende appunti mentre guarda i film?

    Per me non è stato prevedibile. O meglio, pensavo che Ava non fosse tanto stronza da lasciare li iltipo biondo.

    Terza opzione : elimini questo vincolo mentale dello streaming e inizi a guardarli pure tu dal pc;)

    Tu non hai idea di come è difficile per me andare al cinema. Devo pregare tutti i santi in paradiso affinchè qualcuno mi accompagni!!!

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    1. Ma ti prendevo in giro!

      No, noi avevamo tirato fori tipo 6,7 finali e ci sembrarono tutti migliori

      quindi mi stai dicendo che dovrei anbbandonare la sala per te?
      Ma neanche per Scarlet Johansson ;)

      scherzo

      vacci da sola, scoprirai che è magnifico

      conti te e il film, il resto è scenografia

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    2. Ammazza che carino, eh?;)
      Non dico che dovresti abbandonarla, ma semplicemente di non aspettare un anno per vedere un film che non sei riuscito a vedere in sala.
      È una presa di posizione abbastanza inutile la tua. Ne convieni con me?
      Che poi qual'è il motivo per cui non li guardi? Non ti va di incrementare la morte del cinema?

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    3. AH, dicevi quelli persi in sala-
      O.k.
      No, la mia non è una presa di posizione tanto per.
      Per esperienza e conoscendo il mondo della distribuzione so benissimo che un film ha una vita almeno annuale.
      Un mese di prima visione e poi tante altre visioni sperse qua e là di recupero, rassegne insomma.
      Ho visto molti film in sala recuperi di mesi prima.
      E se vedessi in streaming un film che un mese dopo mi arriva in sala mi darebbe fastidio, specie perchè io sono uno che non ha mai fretta e non deve mai vedere un film per forza e presto

      Mi hai fatto risponder serio ;)

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    4. Rachele Tommaso14 gennaio 2016 22:05

      Qualche giorno fa parlavamo di Love e Kreuzweg, due film che hai perso al cinema e te ne sei pentito. Giusto?
      Ora vuoi dirmi che riesci ad aspettare un anno? Due film che eri curiosissimo di vedere? Come fai?
      Un altro esempio. Gli oscar.
      Riuscirai a vedere al cinema tutti i film candidati per il febbraio? Non ti va di arrivare preparato e poter dire se quel film meritava o meno l'oscar?

      Vabbè, mica possiamo fare sempre i coglioni;)

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    5. Rachele Tommaso14 gennaio 2016 22:06

      *28 febbraio

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    6. Ti rispondo, come diciamo dalle nostre parti, "con la pipa in bocca", nel senso con tranquillità assoluta

      Io volevo assolutamente vedere quei due film al cinema.
      Li ho persi (ossia ne ho perso uno, Noè non è uscito) e sì, sono incazzato e "pentito".
      Ma sicome ormai li ho persi al cinema non è che possono aspettare un anno, ne posso aspettare anche 5.
      Come Synecdoche, come Eneter the void, come decine di altri film che da anni avevo la smania di vedere.
      Sono fatto così, più amo un film più lo rimando (cinema a parte).

      Per gli Oscar la risposta è ancora più facile.
      Degli Oscar non me frega una fava.
      Mi hai su 1000 recensioni mai visto parlare di Oscar, Festival e Premi?

      no, per me conta solo il film, quello che c'è intorno no

      poi certo, ci sono premiazioni che mi hanno emozionato moltissimo, ma quella è una cosa umana, non istituzionale

      guarda, ho creato La Promessa (a proposito, devo farla ancora) proprio per mettere nei 15 film alcuni che voglio proprio vedere da tempo e rimando sempre.
      Forse ci metterò Kreuzweg quest'anno.
      Ma è un caso.

      Fidati Rachele, io e la fretta siamo parenti lontanissimi. E l'unica cosa che può mettermela sta fretta è la sala

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  16. Rachele Tommaso14 gennaio 2016 22:32

    Un appassionato di cinema dovrebbe aspettare gli oscar come un bambino aspetta il natale! ;)

    Niente, sei più duro di quel musulmano con cui una volta ho provato ad intavolare una discussione sui paradossi dell'islam ;)

    Ok, ci rinuncio!!! Facciamo che quando guardi un film che potrebbe interessarmi me lo dici, cosi se mi piace lo guardo e poi lo commento in tempo reale
    Ahahahah

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    1. Eh, qui rischiamo di farla lunga...

      Dico solo che se uno è un vero appassionato di cinema allora qualsiasi festival europeo viene prima degli Oscar...

      Ma non addentriamoci in questi discorsi.

      No, la talebana eri te ma non me ricordo per cosa

      io son semplicemente un uomo che sa aspettare ;)

      se c'avevo quella cosa stena che c'avete voi sui vostri smart se poteva anche fa

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    2. Rachele Tommaso14 gennaio 2016 23:07

      Whatsapp Giusè, whatsapp;)
      Ahahha
      Un giorno, se mai comprerai uno smartphone, voglio essere la prima ad avere il tuo numero, ahahaahahah

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    3. Ammetto che sì, ti aspetta di diritto per prima

      via, vo a lavorà, almeno la smetto de scrive stronzate

      a demain ;)

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    4. Rachele Tommaso14 gennaio 2016 23:46

      Ho riletto i messaggi.
      Mi fisso sulle cose, si.
      Tu hai interesse non nel film ma nel film al cinema. Per te non è importante il film in se ma il cinema che proietta il film. Sei appassionato di cinema inteso come luogo allora. Beh, cosi cambia tutto.

      Ahahahahahah

      Basta! Ciao:)

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    5. In realtà è esattamente il contrario, ahahahah

      Ma credo su sto punto non ci capiremo mai.

      A me interessa solo il film, sempre e solo il film. È proprio perché mi interessa così tanto il film se posso lo voglio vedere dove il film rende al meglio, al cinema. Ogni film è stato creato per il cinema, per il grande schermo. E se tu ami i film così tanto li vuoi vedere al cinema. Del luogo mi frega pochissimo, il mio è un discorso di esaltazione del film e di fruizione.

      In poche parole il contrario di quello che ti ho fatto capire finora

      Mi fai scrivere anche dalla fabbrica 😄

      Ciao!

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    6. Rachele Tommaso15 gennaio 2016 10:54

      Mmm non mi convince quello che dici.
      Se tu fossi interessato SOLO al film non dovresti farti problemi a vederlo su qualsiasi altro schermo ,perchè per primo viene il film e non il film al cinema.
      Ovvio, ci sono film che vanno visti solo al cinema. Su questo sono d'accordo.
      Molti altri però non necessitano della sala. Si può comunque avere una visione appagante anche dal pc o dal televisore.

      Ho come l'impressione che potremmo discutere di questa cosa all'infinito senza mai trovare un punto d'incontro;) ahahahah

      Dai, un giorno di questi ti spoilero un film che non sei riuscito a vedere e non hai più recuperato ;) ahahahahah

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    7. AHah, ma infatti questa tua risposta dimostra proprio quanto sono lontano dall'averti fatto capire.

      Tagliamo la testa al toro che è meglio.
      Poverino poi...

      ah, ma degli spoiler non ho mica tanta paura eh, anzi, tendenzialmente non mi fanno nessun effetto.
      Quello che proprio evito è di leggere in giro opinioni, considerazioni, recensioni. Voglio essere libero in fase di scrittura.
      Lo spoiler è parte meccanica di un film e di un'analisi, a meno che non sia proprio assassino lo reggo bene ;)

      ciao!

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    8. Rachele Tommaso15 gennaio 2016 13:45

      Ti faccio lo spoiler su un thriller, ovvio!!!
      Beh, ci sentiamo su un altro post:)
      Ciao Giusè:)

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    9. Reggerò l'urto ;)

      al massimo poi non lo vedo...

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  17. Pellicola molto bella e che mi ritrovo nelle tue parole Caden, sia nei pregi e anche nei difetti, che purtroppo ne ha e che credevo ne avesse meno, per esempio che fosse un'opera più compatta ma che ho trovato, specie nella parte centrale, un pò ripetitiva di situazioni (e non tutte perfettamente esposte) e con un andamento non sempre perfetto ma che esplode in un finale per me riuscitissimo e funzionale all'essenza del film. Film imperfetto quindi ma ce ne fossero di questo livello; riflessivi, fantasiosi, con buone recitazioni e perfetti formalmente e visivamente. Questo è il filone di fantascienza che adoro e che ne vorrei sempre :)

    Voto: 7,5/8

    P.S. Film che fa parte della mia promessa 2016, e con questo sono ad 8!

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    1. Sì sì, questo è un film che vale molto e che in un filone in cui si somiglia un pò tutto riesce comunque ad essere originale e portare certi presupposti a limiti mai visti prima.
      Molto affascinante, soprattutto molto psicologicamente.
      Io forse ho trovato difetti diversi dai tuoi ma siamo del tutto sulla stessa lunghezza d'onda.

      io ancora a 4!!!!!!1

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  18. Film molto molto bello. Richiamo però la vostra attenzione su questo: Ava ha una morale, etica, senso civico?
    Se un umano fosse stato nelle sue condizioni veramente avrebbe ucciso per la libertà senza prima provare col dialogo e la dialettica?
    Secondo me il test non è superato e lei non è una singolaritá tecnologica (come anche il suo creatore già sapeva e dice pure). Probabilmente lei vuole uscire perchè avendo un software sviluppatissimo ha molti dati che inducono alla coservazione del se...non abbiamo però nessuna indicazione sul fatto che "lei" abbia una vera coscienza del se...anzi...probabilmrnte non ce l ha altrimenti avrebbe fin dall inizio scelto una strategia diversa e meno rischiosa

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    1. Molto interessante...
      Il paradosso è che o è vera la tua lettura (ovvero siamo davanti ad una "mancanza") o, al contrario, Ava è talmente avanti che capisce quando la dialettica e il dialogo non gli sarebbero servite a nulla. Se ci pensi era quasi impossibile che o scienziato l'avrebbe "liberata", specie se lei dimostrava, come dici, di poter ragionare in modo così umano (compresa la disperazione di voler uscire).
      Quindi il suo giocare d'astuzia, il suo esser subdola e così intelligente, potrebbe anche significare l'aver capito che quella era l'unica strada per fregare tutti ed uscire

      in ogni caso molto interessante...

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