14.8.15

I Peri-Patetici, passeggiate con mio fratello disquisendo dei Massimi Sistemi ai Minimi Sindacali (N°3): Finalmente Perugia!! (ma dopo un diluvio). E finalmente l'Amore!!! (ma solo dei giovanissimi). E poi Il Terzo Fratello, L'Uomo che camminava sulle acque, l'immancabile Leopardi e l'arrivo salvifico di Prevert. Ah, e anche un tatuaggio su Eraclito che aprirà nuovi scenari


Dopo più di 40 giorni a grandissima richiesta (così alta che ad un certo punto avete anche trovato le linee intasate, ce ne scusiamo) tornano i Peri-Patetici, ovvero i camminatori aristoteliani che disquisiscono di letteratura e filosofia.
Patetici ovviamente.
Trovate qui le due, anzi due e mezzo, puntate precedenti.

Vediamo i punti salienti della nuova puntata:

1 Abbiamo lasciato Paciano e siamo approdati a Perugia, al Percorso Verde (bellissimo, ne vedrete soltanto il 5% nel video)

2 Non siamo più solo in 2 ma in 4. HGW XX/7 fa le riprese cosìcche io posso concentrarmi nel fare il coglione ignorante senza dover badare a cosa inquadro. La quarta persona è un mito vivente, Gigliotti, un personaggio di cui si narrano le gesta ma solo pochi, compresi, ahinoi, noi, hanno la (s)fortuna ci conoscere. Purtroppo sta praticamente sempre zitto. Ma se un giorno salta il barattolo so cazzi

3 Niente, Ieio ha voluto un'altra volta dire qualcosa di Leopardi promettendo che fosse l'ultima

4 Il comportamento di Ieio non è dovuto a bevute eccessive nè all'assunzione di droghe. E' un'esaltazione puramente artistica e poetica

5 Per chi volesse approfondire, nel video vengono citati il libro Cecità di Saramago, il film L'Enfant dei Dardenne e, oltre Leopardi, la poesia I Ragazzi che si amano di Prevert

6 Invito a chi non ne può più di Leopardi ad andare direttamente al minuto 12 o giù di lì

I ragazzi che si amano
I ragazzi che si amano si baciano in piedi
contro le porte della notte
e i passanti che passano li segnano a dito
ma i ragazzi che si amano
non ci sono per nessuno
ed è la loro ombra soltanto
che trema nella notte
stimolando la rabbia dei passanti
la loro rabbia il loro disprezzo le risa la loro invidia
i ragazzi che si amano non ci sono per nessuno
essi sono altrove molto più lontano della notte
molto più in alto del giorno
nell'abbagliante splendore del loro primo amore


Ma bando alle ciance o ciancie ecco la puntata

(invito sempre a cliccare il tasto youtube per poterla vedere grande)
(geniale il modo con cui mio fratello ha coperto il momento in cui mi si sarebbe visto a figura intera)




48 commenti:

  1. Ancor prima di vedere, vi faccio i complimenti per questo bellissimo modo di raccontare. Mi ricorda molto proprio pPaolo Rumiz, che riflette camminando, su strade, sentieri, vie e confini e frontiere.

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  2. Confermo i complimenti.,video da divulgare al massimo, un mix goliardico di poesia e allegria, di spirito giullare, poesia e domande. Tutto mescolato grazie a natura e piedi scalzi, modo di camminare che piace molto anche a me.

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  3. Considero una fortuna il revival di Leopardi che si è verificato negli anni recenti. Lo ha fatto riscoprire anche a me, perciò tanto più mi godo i commenti di Ieio , che sono speciali e da funambolo. A proposito perché scalzo? Che è un modo di camminare che Piace molto anche a me.

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  4. Il bello di Leopardi, per come l'ho sentito io rileggendolo, e questo suo porre domande. Dai suoi profondissimi silenzi, dalla quiete di una vita paesana per noi oggi inimmaginabile, dalle contemplazioni, ma anche dal demone che lo rode e lo spinge a voler andare, viaggiare, spostarsi, evadere, vivere libero, insofferente, scaturiscono le su e domande, in forma di poesia o altro scritto. Domande dirette o nascoste da riflessioni, o rabbiose, o sottili. Sempre urgenti.
    Leopardi si pone da pari a dialogare con la natura, tenta, coi mezzi a sua disposizione, di immaginare punti di vista altri.

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  5. Operette morali, dialogo,tra folletto,e gnomo, o tra cavallo e bue, ora cavallo,e toro. Anche alle pecore e alla luna pone domande, quelle che gli pungono l'anima desiderante. Usa tutti i mezzi a disposizione della sua sensibilità, trova delle risposte ma a volte , come qui, tra le righe, sembra averne paura.
    Scrivo in breve, per via dei miei limiti con iPad, perciò sembrerò magari categorico .
    Pongo anche io domande: che conosciamo noi, del vivere delle pecore? Che danno ci verrebbe, se fosse che anche loro vivessero sapendo di vivere e di morire in futuro? Se la loro risposta fosse la loro quiete immobile alla apparenza? Se loro, insieme a tutti gli altri animali, già stesso comunicando con noi, dandomrispostema anche facendo,domande? Che però noi non sappiamo o vogliamo più vedere? Per ora, stop,qui. Con la speranza di esservi leggero.

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    1. Ovviamente tutte le risposte più precise, piedi o Leopardi, le può dare solo Ieio, io sono la spalla non comica.
      Sui tuoi commenti, uno per uno

      1 Non conosco Rumiz, mi informo. Comunque prima o poi dovremo fare anche puntate più "cittadine".

      2 Complimenti francamente esagerati... Ma bellissimi

      3 Leopardi è immortale perchè le domande che si poneva lo sono. Non c'è quasi niente di Leopardi da considerare sincronico ai suoi tempi. Credo comunque che il revival sia merito di Martone e non il contrario (ossia che Martone ha fatto il film cogliendo questa atmosfera).

      Sui piedi risponderà, spero, lui ma dovrebbe entrarci Guenon

      4 E' proprio questo il fascino di Leopardi, questo suo indagare oltre contrapposto alla chiusura in vita. E questo suo amore per la natura, gli animali e tutto il resto, amore che usa anche come espediente per parlare degli uomini che, forse, amava di meno

      5 Cazzo, hai messo un dubbio bello grosso. Credi che sia possibile? che loro possano sapere di avere un'esistenza con la data di scadenza?
      molto interessante

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    2. Grazie Giovanni! Va ricordato che il nostro è solo un gioco, anche se è vero che il gioco per i bambini, e per tutti i cuccioli in genere, è di vitale importanza. Se meritassimo un decimo delle belle parole che ci hai riservato ci sentiremmo oltremodo in imbarazzo. Ma ce li prendiamo tutti comunque i gentili complimenti, anzi, lasciane qualcuno anche le prossime volte, se mai ci saranno!!(ma anche fossero di natura critica eh..!)
      Circa i piedi nudi potrei dirtene tante, tra cui un'antica infatuazione per Francesco d'Assisi e il suo ridimensionamento dell'inessenziale, un interesse per la vita dell'uomo primordiale, che faceva a meno di tanti confort che a noi ora paiono indispensabili, la consapevolezza che buona parte del nostro atteggiarci e abbigliarci sia regolato da etichette convenzionali(umane, troppo umane, perdonami la citazione), ma il motivo principale alla fine è che ci ho provato è mi è piaciuto: Ho scoperto che i piedi non sono secondi alle mani per quanto riguarda la raffinatezza del tatto, e sembrano perfetti per cogliere le sensazioni particolari che mi ricollegano al suolo, alla terra, alla natura, anche se a volte sono un pò dolorose!
      Sugli animali invece, che io adoro, osservo solo che certi filosofi dicono che chi non è consapevole, chi non sa di vivere\esistere, non vive\esiste. E' interessante, spero ci sia modo di parlare di questo argomento, che tralaltro è piuttosto severiniano.
      Grazie ancora e ciao!

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    3. Certo, conservo un poco di complimenti, come li chiami tu, anche per le prossime puntate, o anche per quelle precedenti, magari. 😀
      Il gioco è vitale, sono d'accordo, più che d' accordo con te. Tanto è vero, che pure gli adulti dovrebbero ricordarsi di giocare ancora, come fate voi. Mi verrebbe da dire che ho visto molti animali adulti non perdere occasioni per giocare. Se facessimo anche noi così.? 😉

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    4. A Francesco di Assisi non avevo pensato, guarda un po'! Eppure, che meglio di lui? A me erano venuti in mente gli scalzi stai... E gli ho it. Vero, stare a piedi nudi e qualcosa di speciale, specie oggi. È un contatto con diretto con cose che abbiamo dimenticato. E ancora una volta abbiamo perso equilibrio, come umani.

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    5. Anche a me piace stare a piedi nudi, lo faccio tutte le volte che posso, in casa praticamente sempre.
      Gli animali. Vivere è esistere. O,essere è esistere. Bios e Zoe. Fa capolino Heidegger, col suo Essere è Tempo. Lui affermo con sicumera boriosa che gli animali sono poveri di mondo e non possono morire, perché non si rendono conto del limite, della finitezza della vita, della esistenza. ,trovo che questa sia una affermazione antropocentrica, che esclude, taglia e separa, noi da tutti loro. Noi, con la nostra angoscia di scoprire che siamo animali anche noi, cime se questo fosse un difetto. Heidegger voleva la purezza. Infatti aderì al nazismo.
      Leopardi invece ha dubbi e fa domande. Cosa che fa bene anche a noi.,chi ci dice che gli animali animali non hanno vita interiore e e senso della morte? Io ne sono convinto, pur mantenendo una sospensione, in positivo, del giudizio. Anche perché se pure loro hanno questi sentimenti. , ripeto, quale danno verrebbe a noi? Spero di proseguire anche io questo nel discorso.

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    6. Ps, però non conosco Severino, mi dispiace!

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    7. Pretendere che Ieio commenti tanto e sempre è dura...

      Intanto io:

      1 ah, per quello con noi vai tranquillo, magari in alcuni campi siamo molto maturi ma in altri siamo bambini di 12 anni, e si vede...

      2 Beh, oggi ad esempio ha iniziato a diluviare e io sono stato sotto la pioggia fortissima per un quarto d'ora. Mi guardavano tutti male ma io stavo benissimo... Poi con Ieio abbiamo deciso di fare una cosa sotto il diluvio con la telecamera ma appena presa ha smesso di piovere. Peccato :)

      3 Buffo come quello che Heidegger vede come limite Leopardi interpreta invece come virtù o comunque condizione auspicabile.
      Ma se uno ha aderito al nazismo un motivo ci sarà.

      Di tutto quello che scrivi abbiamo parlato molto al telefono. Abbiamo anche detto che gli uomini pensano SEMPRE al proprio futuro, anche a quello che faranno 5 minuti dopo. Mentre gli animali vivono, come dice Ieio, nel presente. E allora io ti ho detto che forse soltanto nei momenti di maggiore felicità anche noi siamo disancorati dal tempo. E allor abbiamo concluso, facendo una specie di sillogismo che gli animali sono felici ;)
      (sempre quando possono vivere nel loro stato di natura)

      4 ah, non lo conosco nemmeno io...

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    8. 1. Giocare e seguire le proprie curiosità, come fanno i bambini

      2. Anche qui pioggia, oggi. Ho portato i cani a passeggio sotto l'acqua. Sono stato sotto gli alberi alle prime gocce.

      3. Ho imparato che Heidegger, come molti filosofi, nei secoli, era preoccupato dal dover voler definire a tutti i costi un qualcosa che separa, divide e distingue uomini dagli animali. Lui questo confine, questo muro, lo ha trovato, ha deciso di trovarlo in questa cosa della morte, che però, solo lui, del tutto arbitrariamente, ha deciso essere non solo cosa reale, ma cosa sicura è indiscutibile.

      3bis. Ah! Grazie che hai riassunto la telefonata, dove abbiamo parlato,di lupi e di cani, di come possono essere felici gli animali! Adesso c' il promemoria, 😀

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    9. Interessante il rapporto tra la filosofia (i filosofi) e il rapporto/non rapporto uomini animali.
      Non ne so niente ovviamente ;)
      Magari Ieio ne sa di più, ma fa fatica a scrivere. Si potrebbe farne una puntata semmai

      3 righe per un'ora di telefonata sono poche, ma sempre meglio di niente ;)

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    10. Tre righe possono essere un inizio 😀

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    11. Confesso che ho un sogno nel cassetto, diventare vegetariano(non vegano però). Riuscirci aumenterebbe il mio livello di coerenza, visto che se non mangio uomini, non vedo perchè dovrei mangiare cadaveri di animali. Il fatto è che siamo animali; ci disturba, non ci vogliamo credere, ma è vero! Anche noi siamo assoggettati da fame e amore. In quanto animali, come gli animali, dobbiamo nutrirci e figliare. Se noi siamo qui a chiacchierare è perchè il celacanto 500 milioni di anni fa si è nutrito e ha figliato, 8 milioni di anni fa alcuni australopiteci si sono nutriti e hanno figliato, 2,5 milioni di anni fa l'homo habilis ha magnato e figliato con la sua dolce e pelosa compagna, 100 mila anni fa alcuni animali del tutto somiglianti a noi hanno soddisfatto il loro impulso\dictat a nutrirsi e figliare. Se noi siamo qua in questo presente vuol dire che la catena, fin dal presente di allora e in ogni presente seguente, non si è mai interrotta, e nessuno di noi, dico, Nessuno, è discendente di qualcuno che non abbia figliato. Se deponiamo l'orgoglio e accettiamo ciò, possiamo mangiare carne morta esattamente come fanno molti altri animali. Ma possiamo anche non farlo, come fanno molti altri animali. Se rispettiamo la vita la coerenza suggerirebbe di astenersi da questa pratica.
      Detto questo, così come gli uccelli hanno le ali, e se non le avessero morirebbero, i pesci le branchie e noi invece no, anche noi abbiamo una cosa che gli altri animali non hanno, ed è quella cosa innominabile perchè è troppo complessa, ha troppi nomi e nessuno di preciso.
      L'animale dice\pensa "io"? dice\pensa "sto pensando"? dice\pensa "sto vivendo"? oppure “sto invecchiando”? Io non credo: L'animale vive, pensa, agisce, ma non "vede" quel che sta facendo, non ha la riflessione ulteriore sopra quel che fa o che gli succede, che produce la consapevolezza. L'animale mangia ma non dice\pensa "sto mangiando", mangia e basta. Vive ma non dice\pensa "sto vivendo", vive e basta.(noi lo diciamo, sta mangiando, sta vivendo..) Quando noi facciamo una cosa spesso c'è come un pensiero esterno che osserva e ci dice quel che facciamo, possiamo chiamarlo la coscienza\consapevolezza, e gli altri animali non ce l'hanno.(il fatto è che gli manca il linguaggio!! Prova a fare una riflessione, anche semplicissima, senza usare le parole\linguaggio. Io c'ho provato ma non ci sono riuscito.) Ma questo non li rende certo poveri, così come l'assenza delle ali o delle branchie non rende poveri noi. Queste "capacità"(le ali, le branchie, lo psichismo riflesso o ragione che dir si voglia, la capacità del linguaggio, il simbolismo ecc) sono sorte storicamente, nel tempo, per mezzo del meccanismo evolutivo: Se ancora ci sono le ali è perchè si sono rivelate utili a chi le possedeva; se ancora c'è "la ragione" è perchè chi si è ritrovato ad averla l'ha sfruttata a suo vantaggio. Un animale come l'uomo, mediocre dal punto di vista fisico(rispetto agli altri è lento, è debole, non è specializzato ecc..) è riuscito a campare comunque nei millenni, costantemente mangiando e figliando, e col tempo a dominare il pianeta, al punto che è arrivato a disporre di un pulsante per ridurlo in polvere il pianeta, e tutto ciò utilizzando la cosetta che ad un certo punto in lui è comparsa. Grazie e a causa di questa cosa l'uomo domina e soffre.

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    12. Homo sapiens è l'animale che sa di vivere, l'animale che sa di morire, l'animale che ci riflette ulteriormente sopra e si angoscia per l'idea che la morte sia l'annullamento totale, irrimediabile, assoluto, perchè se la vita è esistenza la non vita è inesistenza; l'animale che deve cercare rimedi per tirare avanti, per distrarsi dall'idea, per convincersi che non è così, e allora è l'animale che seppellisce i morti, e che depone accanto a loro oggetti che gli serviranno per una vita oltre la morte, che dovrà pur esserci, sennò che senso ha? E' l'animale che vaga alla disperata ricerca di senso, perchè pretende che debba essercene uno, perché crede nella dignità del senso. Non a caso, diceva Leopardi, a più cose si crede meglio si sta. Solo l’inconsapevole può ambire alla felicità. Credere ci tiene lontani dall'angoscia del nulla, ci salva dal nulla. Giacomo non credeva più a niente, credeva solo al niente. Chi ha fede e va in chiesa è un uomo felice. Chi crede di avere uno scopo, lo stesso. Ma queste cose non ci sono, bisogna solo inventarsele e crederci, per campare. Sono cose inventate dall’uomo, non piovono dal cielo. E l’uomo dalla terra lancia su nel cielo tutto quel che gli serve per essere consolato, e poi però deve crederci, sperarci almeno. Leopardi non voleva più essere un credulone, anche se in fondo li invidiava. "Nobil natura è quella che lo sguardo innalza incontro al comun fato, e che con franca lingua, nulla al ver detraendo, confessa il mal che ci fu dato in sorte, e il basso stato e frale." Leopardi vide la verità e trovò il coraggio di viverci, nella miseria dell’assurda verità.
      Se una pecora mentre mordicchia l'erba quieta e contenta stesse pensando che gli tocca di morire e che sulla sua esistenza incombe con grande probabilità la non esistenza, ossia il nulla, non solo quella pecora poverina non sarebbe più una pecora ma un uomo, ma sarebbe anche un uomo ridicolo con quel candido manto lanoso e quella vocina belante. Sarebbe un filosofo. Era meglio esser pecora certo, ma niente di male si direbbe. Però quando sente un tuono gli verrebbe di guardare il cielo, e si accorgerebbe che dietro le nubi che si aprono brillano punti luminosi lontanissimi, e si sentirebbe tanto piccolo, povero filosofo quadrupede e peloso. Poi, mentre tutte le altre tranquille si divertono a ruminare, si sentirebbe solo, e non riuscirebbe a dirlo nemmeno al pastore quanto è solo, perché con quella voce non potrebbe formulare una sola parola, a parte Bè. Verrebbe la noia, smetterebbe di mangiare, il pastore l’abbatterebbe e se lo mangerebbe, a certi piacciono le pecore. Pecora ti auguro di rimanere pecora, tanto non sei niente di più che una forma di vita, come noi.

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    13. Mi scoccia ma devo farti i complimenti

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  6. minghia che ansia... cmq mi pare giusto, visto che non avete lasciato iaio (tra l'altro molto atletico) esprimersi liberamente, riportare qui (nonostante la citazione iniziale):

    Or poserai per sempre,
    stanco mio cor. Perì l'inganno estremo,
    ch'eterno io mi credei. Perì. Ben sento,
    in noi di cari inganni,
    non che la speme, il desiderio è spento.
    Posa per sempre. Assai
    palpitasti. Non val cosa nessuna
    i moti tuoi, né di sospiri è degna
    la terra. Amaro e noia
    la vita, altro mai nulla; e fango è il mondo.
    T'acqueta omai. Dispera
    l'ultima volta. Al gener nostro il fato
    non donò che il morire. Omai disprezza
    te, la natura, il brutto
    poter che, ascoso, a comun danno impera,
    e l'infinita vanità del tutto.

    amen

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    1. Grazie Ciku, almeno eviti che ne parli anche la prossima puntata...
      Che potrebbe essere oggi stesso se ho capito bene.

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    2. (però digli di rimettersi le scarpe, dai)

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    3. E' più facile che le tolga anche io che le rimetta lui

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  7. Standing ovation per i saltelli sulla rabbia e i passanti di "Pervert"..... XD
    Momento altissimo del video!! Tantissimi cuori&applausi per Ieio!!
    Mi sono emozionata/imbarazzata incredibilmente per la citazione del mio nome.... Mi si è mosso lo stomaco, presente quando succede?
    Aspetto con ansia la nuova puntata.. Non so se avete già la sceneggiatura... A me personalmente interessa molto l'argomento essere/non essere e il superamento del nichilismo accennato nella prima puntata. Nonché ulteriore approfondimento sull'amore/innamoramento (è una chiave fortissima di lettura rispetto al nulla e alla vita umana a parer mio: nell'innamoramento si vive anche solo per un attimo una sensazione di immortalità e invincibilità che sfida il nulla)..
    Grazie! Ciao fratelli Armellini!!
    Ps. Vi ho fatti conoscere a mio fratello che studia filosofia! Anche lui ha apprezzato molto, abbiamo riguardato le puntate insieme :) è stato bello.

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    1. Ecco, ora te gli dici così con il risultato che la prossima volta farà ancora più lo scemo..

      Eh, addirittura! allora non ti citiamo più! scherzo

      guarda, se una sceneggiatura c'è la sa solo lui, io parto e saprò a malapena di due minuti di quello che può succedere

      ecco, vedi? senza farlo apposta in questo tuo commento, riguardo l'amore (e quindi per sineddoche una possibile felicità) hai scritto le cose che ho risposto sopra a giovanni

      Dì a tuo fratello di studiare più e ascoltare meno noi :)

      grazie!

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    2. Dopo aver risposto a Dolly sono salito imbattendomi in questo commento. (Oddio fatti clonare Bianca!!)
      Quasi avrei voluto mettere il punto finale a tutto ciò, ma mi è impossibile ormai visto che mi accorgo che tu(e anche fossi soltanto tu per me sarebbe più che sufficiente), hai intuito perfettamente dove sarebbe dovuto andare a sfociare tutto il discorso: l'argomento essere/non essere e il superamento del nichilismo è semplicemente la meta che già dall'inizio, tu avevi capito, era ben in vista, anche se tanto lontana. Però non si può superare il nichilismo senza prima introdurlo. Ora si può dire che bene o male, goliardicamente, l'abbiamo fatto, quasi completamente. (rimane da dire, detto tra noi, che Leopardi arriverà a dire esplicitamente, nei "pensieri", che "le cose non sono cose", ossia arriva a sostenere l'esistenza della contraddizione, dell'impossibile.
      E questa è follia, pur nella sua coerenza e genialità.) A questo punto la prossima volta ci andremo giù di brutto, nel senso che(e questo è riferito anche, anzi in primis, a mio fratello), dovremo immergerci in un discorso meno letterario e più filosofico. Spero che mio fratello avrà la pazienza e la voglia di ascoltare quelle che, soprattutto se attenzionate con diffidenza, potrebbero sembrargli farneticazioni. Il prossimo video è meglio non vederlo se non si ha un pò di tempo da buttare, perchè le mie imbranate parole stavolta non basteranno, occorrerà seguirle attivamente, ossia partecipare alle riflessioni che tenterò di attivare. Accidenti quanto apparirà stupida e noiosa la prossima puntata!!! Vabè però ormai è deciso, non te ne fare un cruccio se in parte è anche per colpa tua..! Grazie ancora e ciao!!

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    3. Tutto questo alle 4.22...

      Io sono pronto a tutto e puoi dire tutto quello che vuoi, al massimo sto più zitto del solito.
      L'unico veto è sulla Ginestra.

      Sopra, non l'avrai visto, c'era anche in interessante discorso di Giovanni sul rapporto tra filosofia e genere umano/animale

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    4. Insomma, chiamare discorso quelle righe accartocciate da iPad me pare ma parola grossa. Solo che il discorso di ieio è assai interessante,il,suoi sentiero è bello tracciato. A me è piaciuto attirare l'attenzione sulle stradine laterali, che si dipartono da questa scelta da lui. Ci ho provato, cercando di ricordare tutte le riflessioni di molti filosofi contemporanei, che sono bravi a creare associazioni tra filosofie e animali

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    5. Te avrai anche aperto un piccolo discorso, ma mi pare che con l'intervento di Ieio di oggi siamo arrivato allo tsunami discorso...

      Fortuna che avevo swcritto che secondo me non rispondeva...

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    6. Ahahah mentre leggevo ho proprio pensato "fortuna che fa fatica a rispondere"!!!!
      Ahahahah

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    7. Felicissima comunque di aver individuato il punto chiave mettendo ancor più benzina sul fuoco dei tuoi saltelli Ieio/rio (è un caso però!.. Cioè era la cosa che più mi interessava e che effettivamente da come l'hai accennata poteva trattarsi di un'introduzione da dipanare.. quindi mi si è generata l'attesa...).

      Dopo la citazione in diretta nel video e questo colpaccio a sto punto tu, Giuseppe, mi devi un "visti per voi" :) :)

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    8. Primo: appunto, hai avuto citazione e complimenti, che vuoi di più?
      :)

      Secondo: I Peri-Patetici e i Visti per Voi non sono compatibili, il primo è un animale strano del blog che vive per conto suo

      Terzo: medaglia di bronzo

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    9. Ero SICURA che mi avresti risposto così. Quel film è una ricchezza.. Se lo vedessi ne trarresti vantaggio ;)

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    10. La Bianca non ha ancora capito che più mi stimolano più mi allontano dalle cose...

      Devo far finta di viverle, vederle, leggerle per caso, non imboccato!

      quindi zitta, entro il 2018 lo vedo sicuro

      e poi chi ancora non ha "partecipato" al visti per voi (rubrica che, come vedrai, faccio una morte di papa) deve essere solo contento, perchè il rischio che io stronchi un film che l'altro ama molto è alto.
      E poi fine idillio

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    11. Oh, ovviamente il tono è quello dello scherzo eh... ;)

      il contenuto però no, è vero

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  8. Chi vi ferma più :)

    Come sai la mia ignoranza su Leopardi non mi permette di intervenire come altri di cui sopra.....quindi come mio solito mi intrometto semplicemente in veste di essere primitivo ....grazie al cielo o a quel che è, c'è dato avere l'opportunità di quel bacio in piedi contro le porte della notte fosse anche solo per poco tempo o forse proprio per quello irripetibile , poi potrebbero esserci altri momenti certo diversi perchè diversi diventiamo noi , tutto sta in come si vuole o si può essere diversi , diventare ....
    é una cazzo di fatica non poter permettersi di prendere quello che arriva come un animale che non è consapevole della propria morte .....

    " Lui quella mattina ha fatto tardi per una faccenda in casa ; lei , anzichè stare dietro alle tre marie, ha deciso di farsi avanti e di bussare. Lui dalla porta chiusa ha percepito familiare quel bussare e , contro ogni aspettativa, si è precipitato ad aprire superando con un balzo il fabbro in posizione vantaggiosa.
    Ecco : in questa simultaneità non c'è Destino , c'è testardaggine. Gli amori durano esattamente un momento perfetto , il resto è solo rievocazione, ma quel momento può essere sufficiente a dare un senso a più di una vita.
    Così fu dunque, lui allungò un'offerta congrua per il Santo, quasi l'intera giornata di lavoro, e lei la prese allargando il palmo della mano perchè lui potesse sfiorargliela con comodo. Un gesto di cui mai si sarebbe vergognata nonostante , nell'abisso del suo ragionare, fosse più licenzioso dell'ipotesi di concedere la verginità. Perchè in quel gesto c'era un invito , e un invito è assai peggiore della semplice, stupefacente, fisiologia del desiderio. Lì non c'era stupore, c'era coscienza, intento preciso di disporsi a farsi toccare da quel maschio."

    Sull'abbagliante splendore del loro primo amore che li acceca e fa vedere loro solo il loro essere in due e la Cecità di Saramago ci sto ragionando perchè sono talmente diverse le tematiche ed il contesto che mi sfugge la similitudine....

    Ciao ragazzi

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  9. .....ero così presa dal tutto che ho dimenticato di dire che la frase era tratta da Stirpe di Marcello fois....

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    1. Ma come quel bacio è irripetibile possono esserlo anche altri momenti in altre stagioni della vita. E non è detto che siano "inferiori" a quello. Sta di fatto che anche se ci sono sentimenti e momenti che ci attraversano per tutta la vita, poi le modalità in cui li viviamo sono diverse.

      Molto bello, anche se un pò ostico per capire le dinamiche, il tuo brano. Ed è vero, non sempre è destino, anzi, pochissime volte, la maggior parte delle volte siamo noi, la nostra testardaggine, le nostre azioni e il nostro volere a poter ricercare o creare quei momenti magici.

      Ah, il rapporto tra quell'amore che acceca e Cecità è quasi prossimo allo zero.

      E' solo una questione "pratica". Quell'amore acceca (quindi cecità) e lo fa con una luce abbagliante, bianca.
      Sono due accecamenti completamente diversi, sia per genesi, per significato e anche nei fatti (uno è metafora) ma per il resto a livello puramente "visivo" li trovavo simili

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    2. Sono appena tornato da una notte brava con amici. Ho aperto questa pagina e ho letto l'ultimo commento che vi compariva, scritto da dolly. Avrei voluto rispondere anch'io ma mi mancano le parole. Lasciatemi stare. Buonanotte.

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    3. Il nesso con cecità è spiegato come meglio non si può da Caden Cottard. E' semplicemente un libro che secondo noi va letto. Vabè che siamo fan di Saramago e quindi di parte, ma quel libro va letto a prescindere, per poi decidere liberamente se passare a qualcos'altro del trapassato premio nobel, tipo "saggio sulla lucidità" o che so, "l'anno della morte di Ricardo Reis". Mi viene in mente adesso che forse non sono del tutto inaccostabili i motivi del bianco, in Jaques e Josè: in fondo e forse, per entrambi, è simbolo di ignoranza quell'abbagliante splendore. I ragazzi non sanno ancora che arriverà il momento in cui sorrideranno con amara nostalgia mentre ripenseranno a quando si baciavano in piedi, ossia dove capita, contro le porte della notte; I personaggi di "Cecità" sono gli uomini, a cui la ragion del gioco reo è chiusa eternamente. Almeno mi sembra, ora, a quest'ora, perdonatemi se domani sarà tutto diverso.

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    4. Mi sembra che ragioni anche troppo bene per l'ora e il possibile alcool deducibile da quel "notte brava".

      A parte sentirmi chiamare Caden Cotard

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    5. Premessa ....si sta troppo bene qui con voi...a prescindere dalle proprie opinioni ...punto

      cerco di andare con ordine....

      si certo era ciò che intendevo anch'io ....possono e devono essercene altri di momenti irripetibili anche se , appunto , potrebbe fregarci la " mancata ignoranza ", eppure volendo , a ben pensare, se ci si lasciasse andare un pò ...nonostante le passate esperienze ogni situazione è diversa dalle precedenti o perlomeno ha qualche cosa di diverso....

      di nuovo si...fuori dal contesto potrebbe sembrare ostico il brano che ho citato...semplicemente volevo portare ad esempio il fatto che questi due ragazzi , pur in un ambiente molto diverso ed in un periodo altrettanto diverso, così come i ragazzi di Prevert non pensano al domani , ma solo a quel momento per entrambi unico ed al loro amore indiscutibile ; qui poi ovviamente ci sarà tutto il seguito che per chi legge acquisterà ancor piuù senso, nel bene e nel male , mentre con una poesia tutto lascia all'immaginazione ...al fermo immagine di quel solo istante ...

      sulla cecità......se la intendiamo così come dici a livello visivo ci sta tutto....poi ( e qui mi riallaccio acnhe all'approfondimento di Rio ) sul fatto che in fondo forse sia simbolo di ignoranza per entrambi ...eh ...si ...ma secondo me un pò più complessa la cosa ...l'ignoranza dei ragazzi preclude loro il sapere del domani....gli uomini di Saramago sapevano, o meglio, avrebbero dovuto sapere già e con la cecità gli vien tolta la ragion del gioco reo...e sai come si dice ...avere visto e non vedere più è ben diverso che non aver mai visto.....che poi in Cecità c'è anche un mare di altro ....ma che te lo dico a fare ;) ....solo su quello ci si potrebbe parlare per giorni...


      Rio...te lo hanno già detto tutti ma devo ribadire anch'io...... per fortuna che arrivavi da una notte brava altrimenti eran cazzi..... !!!!

      " Credere ci tiene lontani dall'angoscia del nulla...." "...chi ha fede va in chiesa ed è un uomo felice. Chi crede di avere uno scopo, lo stesso. Ma queste cose non ci sono e bisogna inventarsele e crederci per campare " "..l'esistenza della contraddizione..."


      Si .....siamo noi.

      Ciao a tutti

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    6. No, stavo rispondendo a tutti ma a questo tuo torno con calma.
      Hai la rara capacità di fare sempre commenti troppo interessanti, mannaggia a te.
      Se non passa Ieio prima di me stanotte torno

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    8. Infatti ieri sera mia cugina, davanti a due ciotole di sugosa trippa serviteci alla taverna del glorioso “Borgo dentro” in Città della Pieve, mi ha proposto una sua interessante interpretazione della poesia di Prevert. Dice che non ci sono limiti d'età acciocchè possa ripetersi l'accecante esperienza dell'abbagliante splendore. Io ho ribattuto che la poesia si intitola "les enfantes", ma lei pare non vedesse l'ora che che io così le dicessi, perchè mi ha risposto si..!, perchè quel momento ha il potere di farci tornare tutti ragazzini!
      Mi è sembrato vero, anche se poi ho osservato che gli adulti, disillusi, sanno che poi finirà\si trasformerà, mentre i ragazzini credono ancora che il loro amore si cristallizzi infinito(perchè dev’essere diverso, unico, assoluto rispetto a quello di tutti gli altri.) C'è un'ignoranza pura nei ragazzini che negli adulti non può più esserci, che conferisce all'abbagliante splendore del loro primo amore una gradazione di "splendente abbaglianza" maggiore rispetto a quella degli altri. Ma mi attacco ai cavilli!! E così l’irresistibile odore dal tavolo ha fatto si che ognuno di noi si concentrasse in silenzio sulla propria porzione di trippa.

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    9. Bravo Ieio, stai diventando un blogger fantasma perfetto, risposte esaurienti e sul pezzo.

      Dolly, ti accontenti di lui o mi cimento anche io?

      (grazie per i complimenti iniziali)

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    10. Ehhh....caro leio ....vedi... data la mia età e , oltre alle mie esperienze anche una discreta conoscenza di svariati esemplari di razza umana...., sono certamente d'accordo con te anzi già io avevo fatto notare che gli adulti non potranno più avere quell'ignoranza pura dei ragazzini, tuttavia io mi aggrappo con tutta me stessa alla teoria di tua cugina perchè ne ho bisogno. In teoria ne avremmo bisogno tutti per sopravvivere , ma è una sorta di spirito di sopravvivenza che non tutti hanno o coltivano allo stesso modo e che fa parte di quella suddetta contraddizione ..... se ti fermi ad analizzare la vita ad un certo punto non ci trovi un senso ....ma ....se in un angolino resta un pò di quella essenza ........non so bene come definirla perchè a seconda da come la si osserva ed in particolare a seconda di quanta " ragione " si usi , potrebbe essere definita istinto animale , oppure incoscienza, oppure mancanza di responsabilità ...ecc ecc ecc., e allora servono tutte e due
      Il guaio sta nel miscelare il tutto ....perchè se prevale una si rischia di diventare cinici e disillusi , programmatori aridi , dall'altro si possono commettere delle cazzate enormi ...ma così enormi che forse non saremmo già più qui a parlarne.....
      quindi si ....se è vero che quella ignoranza fanciullesca non tornerà più possono esserci momenti di " indisciplinata follia " che potrebbero salvarci dalla catastrofe ...ma è dura eh !!! ma sempre per tornare a Vonnegut bisogna rendersene conto di quegli attimi....per poterli cristallizzare ...perchè dove sta scritto che un briciolo di ignoranza non rimanga in noi ....???
      mahhh ...io bene che mi aggrappo ai cavilli ;)

      Un saluto dalla Dolly

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    11. Se uno volesse potrebbe contrastare questo degrado e mantenere sempre in vita il bambino. Ma è difficile perchè società e convenzioni non lo consentono. Io personalmente ho sempre preferito commettere cazzate enormi all'essere un arido programmatore. Il programmatore in fondo è quello che ci crede di più, quello che prende tutto sul serio, è lui l"'illuso\ignorante". Un saluto a te Dolly.

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due cose

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