17.8.15

Yesterday, i film del (mio) passato (N°8): recensione "Jumanji"

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Un cult probabilmente immortale. Non pretende niente, non si erge a chissacosa ma ha la leggerezza e la profondità delle opere fatte col cuore.

Quando l'Alan bambino "post Jumanji" corre verso il padre, quel padre tornato in casa dopo soli 5 minuti ignaro del fatto che suo figlio invece, in quei 5 minuti, aveva passato quasi una vita intera, ecco, quando corre dal padre e lo abbraccia mi sono emozionato. Non solo per la trovata di scrittura che, abusata o no, bisogna comunque usare bene, ma perchè, sottotraccia, quel momento è davvero portentoso.
Quante volte noi ci rendiamo conto soltanto dopo anni, soltanto attraverso racconti altrui, soltanto "poi", quando l'altro non c'è più, dell'amore che questa persona provava per noi?
Purtroppo moltissime volte.
E nessuno di noi ha la fortuna di Alan, quella di capire le cose solo 26 anni dopo e poi poter tornare indietro, 26 anni prima, e vivere tutto diversamente.
E' una scena minima questa, e probabilmente nemmeno quella con dentro la tematica principale, ma che bella però.
Jumanji è un film invecchiato benissimo, probabilmente immortale, uno dei migliori di questo filone avventuroso per ragazzi. All'epoca i suoi effetti speciali si dimostrarono straordinari e ancora adesso, bisogna ammetterlo, reggono alla grande.

Leoni, scimmie, ragni giganti, un'intera mandria di altri animali, piante rampicanti, la giungla, tutta l'Africa dentro una casa. Il trucco c'è e si vede, ma la realizzazione è comunque da storia del genere.
Questo è un film travolgente, intelligente, divertente, a tratti sottilmente profondo e con un sacco di cuore dentro.

Ambientato in 3 diverse temporalità (addirittura 4 con l'epilogo) Jumanji offre una sceneggiatura fresca, piena di trovate, non banale. La prima ora è praticamente perfetta nel dosare i momenti drammatici, quelli divertenti, quelli "paurosi" e i primi assaggi d'avventura. Poi, probabilmente, almeno per una buona mezz'ora la parte avventurosa prevale un pò troppo, il film di trovate (finale a parte) non ne ha più, diventando "solo" un bellissimo film di genere pieno d'azione, animali in fuga e calamità naturali.
Inutile raccontare la trama, quel gioco è nella storia, un piccolo pezzettino di cuore ce l'ha rubato a tutti.
E che bello vedere la Dunst bambina, e che piacere ritrovare Robin, adesso che non c'è più, Robin con quel sorriso contagioso da nonno buono (anche se aveva solo 40 anni), attore poliedrico, stimatissimo, probabilmente anche fortunato nell'aver incontrato così tanti ruoli indimenticabili.
Il bello di questo film sta nel non essere mai pesante, anche nei suo momenti più retorici. C'è una levità costante che lo rende abbastanza inattaccabile, anche perchè sempre inattaccabile è chi pretende poco (dando molto).


E non è nemmeno da sottovalutare la tematica della solitudine, quella coatta da eremita di Williams e quella da reclusa sociale, per presunta pazzia, della Hunt. E pensare che Alan abbia vissuto 26 anni in una giungla da solo (rimanendo però nella testa quasi un bambino, tanto che a volte il film ricorda moltissimo il Da Grande pozzettiano e il remake Big con Tom Hanks) solo perchè lei non ha continuato a tirar dadi (in 2 minuti avrebbe fatto un 5  un 8 di certo) è una trovata di sceneggiatura che poteva stare alla base di qualsiasi horror o thriller psicologico, davvero devastante se ci pensate.
Semmai c'è da contestargli una certa prevedibilità, uno schema che ad un certo punto diventa abbastanza fisso. Anche se, devo ammetterlo, non avrei mai pensato che la fine del gioco potesse creare quel paradosso temporale che lo porta poi a quegli emozionanti 10 minuti finali.
Credo che qualsiasi bambino almeno una volta nella vita debba vedere questo film.

20 commenti:

  1. IL film della mia infanzia, forse a pari merito con Hook. Lo vidi al cinema tanti anni fa, quando facevo ancora le scuole elementari, con la mia classe dell'epoca. Solo a pensarci mi commuovo. Ah, ne approfitto per salutare Robin, che mi manca tanto.

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    1. Rivedilo, funziona benissimo anche adesso.
      Io njon avevo questo rapporto così stretto (il mio film è Stand By Me) ma ci sono rimasto male ieri sera a trovarlo ancora così bello come film.
      Bello nell'accezione più "romantica" che ci possa essere, non tecnica

      mi unisco ai saluti

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    2. Nono, ma io lo vedo almeno una volta l'anno :)

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    3. Ah ecco, come non detto ;)

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  2. Ci credi che non ho mai visto Jumanji in vita mia? Temo di dover recuperare.

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    1. E certo che ci credo, sapessi quanti non ne ho visti io...

      E poi te eri troppo piccina.
      Prova a recuperare, son curioso su quale effetto possa fare nel vederlo la prima volta da "adulti" ;)

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  3. E' anche uno dei miei cult infantili assoluti.
    Oserei quasi gridare al capolavoro bambinesco, ma se non altro grido: "Jumanji!".

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    1. hai vinto Marco

      ora puoi tornare bambino

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  4. wow! per una volta sono in disaccordo!
    quando lo vidi da piccola non mi piacque per nulla, lo ho un po' più apprezzato quando l'ho rivisto da grande, ma continua a non piacermi e a trovarlo scialbo.

    sono più da Goonies!

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    1. Ma sti cazzi de Jumanji, la grande notizia è che ti si rivede, e pure in forma!

      Ma sì, è divertente pensarla diversamente ogni tanto.

      In ogni caso anche per me:

      1 Stand By Me
      2 I Goonies
      3 Jumanji

      se devo essere sincero eh..

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    2. ahaha!
      ferie lunghe quest'anno!
      infatti non riesco più ad accedere con l'account google perchè mi son dimenticata tutto!

      ok concordiamo sui primi due, allora ti perdono!!

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    3. niente, non ci riesce ad essere completamente in disaccordo allora ;)

      lunghe lunghe eh

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  5. Sì, ci sono quei film che al solo pensiero riportano indietro nel tempo. "Jumanji", il già citato "Hook", "E.T.", "Mary Poppins". Vero, a rivederli da adulti c'è un sapore dolceamaro che resta in bocca. E l'amaro è dato dal fatto che quella sensazione di stupore bambino mica è uguale ad allora.

    Un film (credo) meno popolare ma che mi porterò sempre nel cuore è "L'uomo dei sogni". Magia pura.

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    1. Eh, lo so Marti, la rubrica Yesterday infatti ogni volta mi porta a riflessioni del genere...
      Però ci sono film che danno ancora tanto, a me la visione di Stand by me di alcuni mesi fa ha dato cose diversissime da allora, ma non meno potenti.
      Anzi, se ci rifletti, la potenza è anche maggiore perchè a parte il rapporto film-te c'è anche quello te-te

      "popolare", aggettivo banale ma perfetto, credo di non averlo quasi mai usato qua. Complimenti, popolare, più ci penso più è l'aggettivo perfetto

      non ho visto sta magia pura
      e non so se ormai può esserlo ;)

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    2. Ho usato popolare semplicemente perchè gira che ti rigira i film che si dice caratterizzino l'infanzia sono pronunciati da più bocche, e così deve essere, perchè sono quelli che raggiungono quindi più cervelli, più anime, più cuori.

      Forse 'L'uomo dei sogni' non era (è) un film da bambini. Ma per me, che ho scoperto la cassetta in fondo all'armadietto (la cui presenza era da ricercare solo e soltanto nell'amore viscerale che mia madre provava per Kevin Costner) quasi come fosse un segreto da adulti. Boh. Magia pura, ripeto. E le luci. E le musiche. E i temi. E quegli anni, non so. Guardalo.

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    3. Ma io mica ero ironico su popolare eh...
      L0'ho trovato un aggettivo perfetto, che racchiude tante cose e tanti giri di parole che ogni tanto faccio.
      Eppure era cos' scontato...

      Sai che come te parli di quel film è come piace a me che si parli di film.
      Quindi sti cazzi se lo vedrò o no, è magia tua e questo è l'importante

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  6. finalmente torno alla civilizzazione e a sfogliare qualche blog e il primo articolo che leggo è su jumanji... che è un po' come tornare a casa. Ottimo!
    Gran film, concordo: rientra tra gli immortali nel suo genere.

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    1. Beh, in teoria la civilizzazione era proprio quella senza rete ;)

      scherzo, ciao Sam!

      sì, immortale, come dicevo sopra non il miugliore per me ma davvero un piccolo grande film

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    2. Eh non dirlo a me, effettivamente potendo non sarei certo tornata ;-)

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    3. Eh non dirlo a me, effettivamente potendo non sarei certo tornata ;-)

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