30.8.15

Recensione: "The House of the devil"




La conferma, credo ormai definitiva, di trovarsi davanti ad un vero talento.
Film del 2009 che sembra esser stato girato nel 1982.
Cinema di minaccia, paura e delirio

Spoiler pesantucci soltanto nell'ultima parte.

Lo trovai enormemente sopravvalutato in The Inkeepers, ebbi modo di ricredermi molto in The Sacrament e adesso, dopo aver visto The House of the devil, posso dirlo abbastanza tranquillamente: Ti West è uno dei mejo giovani dell'horror.

A parte il gradimento per THOTD (posso usare l'acronimo?) quello che mi ha affascinato di più di questo regista (più giovane di me mortacci sua) è la sua assoluta poliedricità.

Mi fa un horror patinato e di tecnica sopraffina come The Inkeepers, poi prende la camera a mano e gira The Sacrament, e poi, anche se questo film è precedente, riesce, con la sporcizia e gli zoom, col ritmo e le inquadrature, riesce a portarmi dritto negli anni 80.
Tre film completamente diversi l'uno dall'altro.
Quelli bravi, i "cinefili", vi diranno che riconoscono la mano di West subito, anche in cose così diverse.
Io no, visto che a parte certe suggestioni, a parte un'infinita passione per il genere che trapela fuori, a parte di un paio di rimandi, non sarei mai riuscito ad "accorpare" i 3 film.
E questo è bellissimo.


The House of the Devil ha solo un paio di problemi, uno narrativo e uno "redazionale".
Quest'ultimo lo trovo gravissimo.
Ma come si fa a mettere nei titoli iniziali il riferimento alle sette?
Vuol dire veramente distruggersi con le proprie mani, incredibile.
E' come se all'inizio di Psyco avessimo letto un dato sulla schizofrenia negli Stati Uniti.
Questo era un film che fino all'ora e 10 di durata (su una e mezza totale) delle sette sataniche non ci aveva mostrato nulla. Sì, qualcuno sveglio ci poteva arrivare, ma c'erano anche tante altre possibilità (slasher, semplice maniaco, ghost horror etc..).
Invece no, ce lo dicono all'inizio (poi a me me l'aveva anche spoilerato Pietro quando ho fatto il post dei film sulle sette sataniche -cazzo, quanto ci stava bene questo- ma tranquillo ragazzo, se non eri te c'aveva pensato West a dirmelo).


L'altro problema, quello narrativo, sta in dei primi 20 minuti francamente faticosissimi, pieni di nulla.
In realtà tutto questo è voluto.
E qui andiamo al punto forte del film.
Nella prima scena West mi spara una mega zoomata nell'appartamento (molto lenta, quasi una carrellata, ma sempre zoom rimane).
Poi vedo il vestiario, poi il telefono, poi quello che mangiano le ragazze, poi altre 3 inquadrature che non vedevo da anni e finalmente capisco.
Sì, perchè all'inizio credevo che questo film fosse solamente un omaggio agli anni 80, essendo chiaramente ambientato a quei tempi.
Poi ho pensato che anche a livello di regia era un continuo omaggio a quel cinema.
Poi più si andava avanti e più mi sono reso conto che questo è in tutto e per tutto un film degli anni 80, non un richiamo, insomma, uno di quelli che se lo vedi senza saper nulla non capiresti mai che è stato realizzato quasi 30 anni dopo.
West non ha aggiornato ad oggi il cinema eighteens, non l'ha omaggiato, West ha fatto un film degli anni 80 nel 2009.
E anche la trama segue quegli anni, le sette, le baby sitter, il terrore dei maniaci, c'è tutto.


A tal proposito ho notato una tendenza molto curiosa nel cinema recente.
Senza andare troppo indietro l'idea del "vecchio" da dover accudire (al posto del figliolo problematico/satanico) sta prendendo sempre più piede.
Ad esempio c'è un episodio della serie Inside N°9, l'ultimo, che è praticamente la copia narrativa di THOTD.
Oppure il discreto The Skeleton Key.
Ma anche in Amer c'era qualcosa di simile.
E anche, anzi soprattutto, in Livide, film, che purtroppo non ho recensito, potenzialmente clamoroso dei registi de A l'Interieur.
Ma, se ci pensate, tutto rimanda al racconto Gramma di Stephen King, dal quale, tra l'altro, fu anche estratto un corto per Ai confini della realtà.
Comunque...
La ragazza arriva alla villa, suona il campanello ed apre la porta... oddio, un Tom Noonan uguale a qua.



Ho fermato la visione, aspettato che il cuore si ricomponesse e poi ho ricominciato.
Parte un nuovo film, un film d'atmosfera, di silenzio, di minaccia.
La grande casa, quei proprietari così strani, quella vecchia che sta lassù. E piccole cose che cominciano a non andare, l'amica non risponde, si trovano cose, si sentono rumori.
Tutto abbastanza già visto.
Ma il film è dosato perfettamente. La prima mezz'ora è un prologo, quella centrale il classico horror da casa vuota (con 4,5 minuti fortemente ispirati a Shining, specie la scena del bagno) e l'ultima un delirio.
La tensione c'è, e sale continuamente. Ho trovato portentosa la scena della stanza in soffitta, quella mano che esce, la testa che comincia a girare. Poi, come già successe in Kill List, è tutto un vorticoso incubo di uomini, sangue e deliri religiosi. Non mancherà niente, dal sangue ai mostri. Tutto si farà disturbante, gli stessi volti, il montaggio ( quello velocissimo alternato col demonio è l'ultimo dei trucchi westiani per rendere questo film allo stesso tempo così amatoriale e potente), quello che accade.
E quell'eclisse di Luna rende tutto ancora più minaccioso e trascendentale.
Peccato per il finale, un errore per me di gioventù, il classico finale horror abbastanza improbabile.
No, doveva finire con quella pistola, con quella testa che non riesce più a ragionare, con quel Male troppo potente così impossibile da fermare, con il sacrificio umano che non vuole concedersi al Diavolo.
Bravo Ti.

18 commenti:

  1. Cioè... bello, ma mi ha entusiasmato solo in parte. Forse proprio perché sembra degli anni 80 ed è un periodo che riesco ad apprezzare solo nei film fatti apposta in quegli anni lì.

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    1. Questo solo perchè sapevi che era un film di adesso Jacques.
      Se non avessi saputo niente lo prendevi per uno dell'epoca, fidati ;)

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  2. Il film lo ricordo poco, e se lo ricordo poco è forse perché potrei concordare con Jean. La vedo un po' come lui. Però conto di rivederlo, prima o poi.

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    1. Te Mr Ink, ogni volta scrivi che conti di rivederli ;)
      Ma già tra film e libri nuovi non ti avanza un secondo, come farai?

      ;)

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    2. Infatti "conto di rivederlo" sono le mie ultime parole famose, hai ragione. Non dovrei dirlo mai più, tanto non lo faccio mai davvero. :)

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  3. Confermo, Ti West è un vero talento (con Larry Fessenden alle sue spalle), fa qualcosa per i cultore dei VHS ma non solo, si coccola la sua protagonista con la telecamera per tutta la durata del film, fino a quel finale molto efficace. A mio avviso ha contribuito a rilanciare un pò il genere, tra West e la Blumhouse ;-) Cheers!

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    1. Ciao!
      Vedi, mi hai fatto conoscere un nome nuovo, quel Fessenden (che sono dovuto andare a controllare se fosse vero, sembrava un nome da Maccio).
      E, controllando, ho visto che è il regista di Wendigo che, dico la verità, trovari bruttissimo :)
      Ma ha fatto tantissime altre cose, sicuramente saranno ottime quelle.
      Per me questo finale è bellissimo ma l'ultima scena forse se la poteva risparmiare...
      Io cito anche Rumley e Wheatley

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  4. Non perfetto, ma decisamente interessante.
    E su Ti West la pensiamo allo stesso modo: sopravvalutatissimo Innkeepers, ottimo The sacrament.

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    1. Mi ricordo perfettamente, sia per uno scambio che avemmo sia perchè lessi le tue rece, come la pensavamo allo stesso modo sui due precedenti.
      Adesso ti vengo a leggere, almeno su La fine del mondo è obbligatorio con te...

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  5. Aahh, finalmente lo hai visto!! ;)
    Mi fa piacere che lo abbia apprezzato, ma allo stesso tempo mi mangio ancora le mani per lo spoiler...scusa...è che mi scordo sempre che tu non leggi mai niente prima di una visione :/ Vabbè che anche Ti west c'ha messo il suo...(non mi ricordavo dei titoli dei testa, solo che io già sapevo a cosa andavo in contro (anzi, per dirla tutta, il film l' ho visto solo per le tematiche e perché tu lo hai inserito nella promessa) e quindi non l'ho preso come un vero e proprio spoiler).

    Comunque concordo con te sui punti forti del film come la perfetta ricostruzione anni '80, veramente un lavoro grandioso! e la lentezza narrativa che dona un tocco più realistico ma anche più terrorizzante alla pellicola (Shining docet). I primi venti minuti sì, anch'io li ho trovati un po' tirati per le lunghe, ma come dici tu, sono voluti quindi non riesco a rimproverarli. D' accordissimo anche sul lato tecnico sul quale ti spieghi alla grande, avendo vissuto di persona gli '80.
    Doverosa la segnalazione di Noonan (tra l'altro anche Francis Dolarhyde in ''Manhunter'' di Mann). Ogni volta che ti sento parlare di Synecdoche mi commuovi per l'amore che hai verso quel film e che, per il sottoscritto, risulta essere, ormai da oltre un anno, la re-visione più urgente da fare, ma mi è difficile trovare il momento adatto.
    Infine, mi hai fatto riflettere sul (pre)finale. Forse hai ragione, troppo 'nero', anche se quando vidi il film sinceramente non pensai ad altra sorte per Samantha...per poi vedere lo splendido finale vero e proprio, un chiaro(?) omaggio al Polanski di ''Rosemary's Baby'' e ''Le Locataire''.
    Faccio anch'io i complimenti a Ti poiché ha dimostrato, al suo primo lungometraggio realmente importante, di avere talento, con una meticolosa devozione nei riguardi del cinema che lo ha preceduto.

    Davvero bella rece Caden. Ciao!

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    1. No, spetta Pietro, veramente il tuo spoiler è stato innocuo eh..
      Sui titoli scrivono esplicitamente delle sette, fanno tutto da soli, se te non mi avevi detto nulla era lo stesso.

      Credo sul finale o tu non hai capito me o io te ;)

      Nel senso che lei che si uccide l'ho trovato fortissimo, ma davvero bello. Ed è anche giustificato dal fatto (il montaggio te lo fa vedere) che lei sente il Demonio sempre più dentro di lei. Non conta quello che sta vivendo (il bosco, la fuga e il resto) ma quello che sta accadendo nella sua testa (e pancia) con quel Diavolo sempre più invasivo.
      A quel punto mi sarebbe piaciuto però che il suo sacrificio fosse definitivo, trovarmela viva dopo essersi sparata in testa, solo per giustificare la futura nascita del bambino l'ho trovata una ragazzata. O non la facevi sparare in testa, ma solo ferirla gravemente, oppure me la facevi anche morire ma facendomi vedere che quello che h dentro di lei continuava a vivere...
      Insomma, secondo me una scelta di sceneggiatura sbagliata ;)

      Per tutto il resto, per i complimenti a me e a Ti,ti ringrazio tantissimo dei primi e concordo sui secondi ;)

      ciao!

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    2. Pardon, ho sbagliato io. Quel "No, doveva..." l'ho letto come un "Non doveva..."
      Comunque ora ho capito il tuo discorso e devo dire che sì, quello che dici tu è assolutamente condivisibile. Io devo dire che l'ultima scena sul letto d'ospedale mi è piaciuta molto, però concordo anche con te nel ritenerla un po' un pretesto per la nascita del bambino. Certo il finale come dici tu sarebbe stato sicuramente più raggelante ;)
      Comunque, seppur in pochissimi casi, non sempre uno sparo in testa è fatale...

      Ciao!

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    3. Hai ragione, vedi (forse...) Birdman

      però questa si prende in pieno eh, mi pare che scoppi pure la testa

      in realtà c'è un'altra possibile lettura, ovvero che una volta "scelto" il corpo il demonio non permette che questo muoia.
      Sì sì, l'idea del figlio del diavolo, anche se strabusata, è piaciuta molto anche a me. Ho sopportato meno il trucchetto tipico degli anni 80 della "mano che esce da terra", ovvero dell'ultima inquadratura che ti dice che no, non è finita.
      Lo si usava in vista di altri capitoli.
      Ma del resto ho scritto "truccjetto da anni 80" e questo è un film di quegli anni ;)

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  6. Questa volta siamo un po' agli opposti io e te. Non su questo film che per me è grandioso ma su gli altri che citi. Ad esempio a me The Inkeepers è piaciuto tanto e The Sacrament no, mi citi Livide e intuisco che ti sia piaciuto mentre a me ha fatto schifetto. Comunque di fondo concordo con molte cose che scrivi di questa piccola perla di West che spero torni a questi livelli.

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    1. Allora, Livide secondo me ha un primo tempo portentoso, un'atmosfera incredibile. Poi scazza di brutto per voler mettere troppe cose e male.
      Ricordo molto bene (credo che fossi intervenuto su Inkeepers) quanto eravamo distansti su quello e The Sacrament ma è sempre bello leggere giudizi opposti ben motivati.
      Dai, almeno su questo siamo d'accordo ;)

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    2. Eh, se ci piacessero sempre le stesse cose poi non avremmo molto di cui discutere :)

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    3. Esatto.
      L'importante è saper argomentate i giudizi, non i giudizi stessi.
      Di solito, anzi, più un film è "completo" più può dividere

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