30.5.16

Al Cinema (22): Recensione "Somnia"

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Il primo film horror visto quest'anno al cinema (su 21 visioni complessive in sala).
E, come accade con tutti gli horror distribuiti, il livello è sempre lo stesso, al massimo intorno alla sufficienza.
Eppure c'erano le possibilità per raccontare una bella e struggente storia.
Ma niente, siamo sempre all'horror spettacolo, quello che non mi piace.
Come se non bastasse alla fine c'è poi una scena al confine del moralmente accettabile. Ma la sensibilità non  può albergare in mani così grossolane.

Sto Flanagan al liceo deve aver avuto un professore de latino davvero formidabile.
Sì, lo so, è americano e probabilmente il latino da quelle parti non lo studia quasi nessuno, ma a lui ,o per studi pubblici o privati, glie deve piacè davvero tanto.
Il primo film lo chiama Absentia, il secondo Oculus, il terzo (o quarto?) Somnia.
O.k, il vero titolo - molto meglio del nostro- sarebbe Before I Wake ma resta il fatto che dentro il film si parla proprio esplicitamente della parola latina "somnia", con tanto di spiegazione. Del resto i sogni sono alla base di tutta la storia.
Ora...
Io ho visto tre Flanagan su quattro, mi manca Absentia (mai titolo fu più appropriato).
E se metto nella bilancia i pro e i contro posso tranquillamente dire che a me Flanagan non piace un granchè.

O almeno non mi è piaciuto nei due film più grandi, Oculus e questo, mentre l'ho trovato davvero buono nel molto recentemente recensito Hush.
Probabilmente l'asciuttezza di quel film (una location, 2 soli personaggi, linea temporale normale) lo ha agevolato, visto che i difetti principali di Flanagan stanno proprio nel momento in cui inizia a metter dentro troppe cose. I dialoghi sono veramente insufficienti, gli attori che sceglie il minimo sindacale, le sue strutture narrative e temporali sempre troppo ambiziose, affascinanti sì ma così scricchiolanti che l'unica soluzione possibile sarebbe evacuare ancora in tempo.


Ma la cosa che meno ho sopportato in Somnia è il continuo, martellante, indefesso tentativo di commuovere lo spettatore. Una colonna sonora che va avanti per 90 minuti, TUTTI, cercando di sottolineare ogni minima scena, sperando che lo spettatore ne rimanga coinvolto e commosso.
Che poi gli elementi per avere una storia fortissima c'erano tutti eh... Coppie che perdono i figli e vivono nel continuo (ci mancherebbe) ricordo di loro, bimbi che perdono le madri per mali incurabili, vite distrutte ovunque.
Con una mano meno grossolana qui c'erano gli elementi per raggiungere emotività alla Orfanato.
Ma niente, Somnia è il classico horror distribuito in sala, quello uguale a tutti gli altri, quello delle paure scritte a tavolino, quello pieno di mostri e scene da salto nella sedia, quello senza un minimo di cuore (o che il cuore ne ha tanto ma te lo sbatte addosso in maniera invadente).
Anche se di scene buone ce ne sono e anche un paio di paure sono davvero ben confezionate.
Diciamolo, l'idea di base è quella di Nightmare con l'eccezione, bisogna dargliene atto, che qui non si muore dentro i sogni, ma sono i sogni a venire fuori dalla mente di un bambino ed uccidere nella realtà.
Il bambino è Cody, interpretato dal Tremblay di Room.
Nei suoi sogni, anche quelli più belli, compare però sempre un mostro, derivativo sì nelle fattezze ma comunque molto ben fatto. Questo mostro ha un forte legame col suo passato. E qui voglio fermarmi un attimo.


Il mostro che il bambino sogna si chiama Uomo Cancro e mangia le persone. Vi giuro, non credo di essere particolarmente intelligente nell'aver capito dopo 9 minuti di film che quel mostro fosse la metafora di quel terribile male. Del resto il bambino dice anche che quella creatura ha ucciso sua madre. Invece Flanagan ci tira fuori questa cosa a 10 minuti dalla fine come se fosse un colpo di scena. Incredibile.
Ma ci torneremo sopra perchè devo dire una cosa al riguardo.
Anzi no, non c'ho voglia de perde troppo tempo che c'ho troppe cose da fa. E mi dispiace perchè il film di cose buone dentro ne avrebbe anche, specie sulla "carta".
L'idea di questo bambino che sogna le cose che vive giornalmente è realizzata sì in maniera sicuramente del tutto sbagliata (si sa che i sogni non funzionano come si vede nel film) ma è affascinante. E soprattutto l'idea che il mostro che ha portato via la propria madre sia anche il mostro che popola tutti i sogni di Cody è davvero commovente come cosa.
Il problema è che, come dicevo, il film esaspera tutto, e quando esasperi non accresci le cose, ma le annulli.
Non mi sono piaciuti per niente gli attori protagonisti, ma del resto in Oculus stavamo messi peggio.
Oh, che ne so, non c'ho voglia de scrive tante cose, volevo solo dì che sto film l'ho visto a Fermo con Rocco e Chiara Scura, perchè siamo andati a trovarla.
La scelta è stata colpa mia, ma l'esperienza rimane bellissima lo stesso.


Ah, prima avevo detto che torneremo sopra su una cosa.
Ecco, sì, proprio quando finalmente, anche se telefonata, stavo raggiungendo un'emozione vera Flanagan, ancora una volta, non si riesce a trattenere e trasforma una scena molto bella in una che è quasi un'assassina ed amorale strumentalizzazione del dolore.
Quella madre ridotta a mostro per via della malattia non c'era bisogno di mostrarla fino a quel punto.
Lo avevamo capito da soli, grazie.
Ma la sensibilità non si compra al supermercato.
E non ha nemmeno sempre bisogno di colonne sonore per essere vissuta.

(voto 5.5)

32 commenti:

  1. Oddio 5.5
    Vabbè già non ho tempo e voglia di andare al cinema, questo lo salto volentieri, nonostante Jacob *.* tenero lui, un cucciolino.

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    1. Proprio perchè ho accolto il tuo suggerimento di scrivere dopo 2 minuti e non 20 secondi ;)
      Ho letto la rece dopo il commento... ma sai che male, male non sembra? Vabbè, ormai mi sono spoilerata tutto, però sembra avere un suo perchè.
      Al cinema sarà difficile recuperarlo , ma una visione, questa estate, forse ci può stare.

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    2. ti potrebbe piacere molto

      e sarebbe potuto piacere molto anche a me

      girato da un altro

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  2. Di questo qua non ho visto niente, e non ho molti stimoli a rimediare :D

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    1. Dice che il migliore sia proprio il primo, Absentia

      a sto punto vedrò anche quello

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    2. Ah, io ne ho già visti 3 su 4, la strada l'ho aperta da 'n pezzo

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  3. Appunto. "Absentia" é imprescindibile

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    1. Eh, ecco, mi confermi. ;)

      Perà tocca vedere, se te hai "straveduto" anche per Oculus e questo ultimo allora potremmo avere giudizi molto diversi su questo regista

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  4. Oculus mi ha molto delusa. Hush ha qualche trovata interessante nonostante il genere home invasion mi abbia stufata, e in Somnia avrei sviluppato il desiderio insano della madre di indurre il sogno (a scapito di Cody), tralasciando tutta la seconda parte :) Però posso dire che Absentia, il primo che ho visto, mi ha reso curiosa nei confronti di questo Flanagan ... confido nelle produzioni future :)

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    1. Ah, perfetto, quindi sul "totale" Oculus, Hush, Somnia siamo molto vicini, non sei una fan sfegatata di Flanagan

      quindi, a maggior ragione, prima o poi va visto Absentia

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  5. Se non fosse stato imprescindibile sarebbe di certo stato un film trascurabile. Non chioserò ulteriormente stavolta, pigliatelo così sto commento.

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    1. Era importante che il contorno prevalesse così tanto sulla portata del film. Secondo me Giuseppe ha fatto un'ottima scelta. Ma prossima volta polpettone metafisico :)

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    2. Ahah, ottima scelta? ;)

      comuqnue lo sapevamo, si era detto che tanto il film non contava, era l'esperienza. Il polpettone metafisico con voi due non lo vedo nemmeno se mi drogate

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    3. secondo me hai attribuito troppi punti alla scelta di Giuseppe. Se avessimo visto vacanze di Natale 94 dei Vanzina saremmo usciti comunque con la stessa soddisfazione. Somnia ormai per me è diventato un crocevia, suo malgrado.

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    4. oh Rò, non rompe le palle dai, è stata un'ottima scelta e basta


      ( hai ragione )

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  6. Beh ad un certo punto la difficolità di rimanere svegli non era solo del bambino ma pure la nostra. Nonostante tutto ciò di di cui pecca il film, l'hai ben scritto, ho segnato questa visione nel mio quadernino riservandole un valore speciale. :)

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    1. E' vero, mi ero dimenticato di dirlo...
      Ma credo che ognuno sia rimasto sveglio solo perchè c'erano gli altri, altrimenti un sonnellino per uno s'era fatto.
      Chissà che mostri venivano fuori

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  7. Certo che ce ne vuole per inventarsi un nome come Uomo Cancro.
    Comunque sia, Oculus era veramente una schifezza, quindi questo prima di vederlo passerà del tempo, almeno c'è il bibmo prodigio dell'anno!

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    1. Ma infatti...
      Quando senti quel nome hai solo due ipotesi

      1 lo sceneggiatore è una scimmia con la macchina da scrivere
      2 quel nome è metafora di altro

      quando poi vedi che dovrebbe essere tipo un colpo di scena ti cascano le braccia...

      ahah, se hai considerato Oculus brutto stai lontano da questo Giulia

      eh, giusto lui, gli adulti mamma mia...

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  8. Non mi ispirava manco il trailer.
    Poi ho visto su costrizione "Oculus", manco quello mi ha detto granché.

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    1. Allora stanne lontano amico!

      (ho la tua rece salvata da commentare de la isla minima da 4 giorni, sto diventando scemo per quanto non riesco mai a fare le cose. Ma non la chiudo finchè non commento!)

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  9. Non posso che concordare. Banale e prevedibile dall'inizio alla fine. E il nome 'uomo cancro' non si può proprio sentire, quando l'hanno presentato mi sono messo a ridere.
    Il finale vuole essere una metafora sulla vita e sulla morte ma l'hanno reso in maniera ridicola.
    Infine i genitori sono due idioti, non so se lo scopo del film fosse quello di mostrarli in quel modo (non credo ahah) ma davvero, sono uno più scemo dell'altra. Il padre, poraccio, che è l'unico a interessarsi fin da subito al bambino fa una finaccia mentre l'odiosissima madre che fa cazzate per 3/4 di film si permette pure di fare la morale finale ahahah, vabbè

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    1. Ecco, bravo...
      E' proprio questo che mi ha infastidito, aver messo su un soggetto con tematiche e sviluppi molto interessanti e poi vederlo crollare per colpa di personaggi assurdi (la madre è insopportabile, altro che orfanato...), spettacolarizzazioni e comportamenti non verosimili

      per fare un grande horror il segreto è quasi dimenticarsi di voler fare un horror! Più ci pensi più forzi le scene. Ma non serve...

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  10. A me in fondo non è dispiaciuto, anzi mi è rimasto quasi simpatico nel suo essere un disperato tentativo di rifare Babadook. Sarà che Tremblay è veramente bravissimo. Niente di eccezionale, ma una sufficienza gliela darei in fondo. Concordo sulla orripilante colonna sonora e... vabbé dai, lo recensisco stasera :)

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    1. E' molto strano che io non abbia citato Babadook, c'ho pensato per tutto ilm film...
      Beh, siamo tipo 3 voti sotto per me, a star stretti.
      Ma se non sbaglio a te era piaciucchiato anche Oculus, quindi ci sta

      comunque ho dato 5,5, non siamo lontani...

      ho salvato la tua rece, spero di trovare il tempo presto per leggere

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  11. Pierluigi Tronchetti11 settembre 2016 21:46

    Ancora una volta mi trovo a commentare Flanagan; per la prima volta, ad onor del vero, con meno entusiasmo rispetto alle precedenti sortite. Nonostante tutto, io, il mio Flanagan "psicoanalista" sono riuscito a ritrovarlo. L'ho trovato nelle lucide parole di uno psicoanalista ,seppur per finzione, vero, intento a contestualizzare il viaggio onirico come analgesico al senso di colpa e al dolore. Ma l'ho ritrovato soprattutto nella rappresentazione cruda e veritiera della vita reale, quando gli occhi di coloro che devono convivere con un lutto, sono aperti e diventa impossibile sognare. Perché se e' vero che un figlio e' come un sogno(come sostiene l'analista durante la seduta), lo e' altrettanto che un sogno e' come un figlio; lo stringi a te come crisalide, avvilito dall'amara colpevolezza che un giorno diverrà farfalla e la leggerezza delle sue ali blu lo porteranno via da te. Cody e' la rappresentazione di un sogno, di un effimero momento. Di quel magico e colorato istante in cui coloro che ci hanno abbandonati, come in un sogno , possono nuovamente vivere nello struggente idillio di una carezza, o di un abbraccio ritrovato. La nostra mente e' consapevole del fatto che non ci sono più, ma il sogno che non sia così, riesce ad ingannarla. Ad eludere quell' insostenibile sofferenza. Un afflizione che si incancrenisce sempre più visceralmente. Un cancro che alla fine diviene metafora di un male che non intacca solo le cellule di un corpo, ma i secondi, i minuti e le ore di intere esistenze ammalate dagli effetti devastanti di un tragico evento. Quando si svegliano, alcune persone, vivono in un mondo dove a dominare e' l' architettura propria dei peggiori incubi. Laggiù non accadono magie. Laggiù c'è la vita reale, plasmata da abbandoni e distacchi, e nell'oscurità, l'unico elemento cromatico percepibile, e' costituito da falene nere come la pece.(Jessie , dall'analista in merito alla sua vita- non riesco a ridarle colore-). La vita vera, purtroppo, e' edificata anche sui terreni impervi della sofferenza, interi quartieri lastricati di angoscia e strazio. Ci sono mariti che perdono crudelmente la propria moglie(- un giorno le venne una terribile influenza-), figli che vedono le proprie madri divorate e scarificate da una malattia , padri che non riescono a darsi una ragione per vivere, e smettono di lottare dinnanzi alla morte di un figlio( Analista- tuo marito? E' già un po' che non lo vedo- ,Jessie-... le persone hanno modi diversi di affrontare il dolore-).

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  12. Pierluigi Tronchetti11 settembre 2016 21:47

    E poi c'è il dolore celato, quello che ci sfiora soltanto e che serve a ricordarci che, quando apriamo i nostri occhi e ci guardiamo intorno, la sofferenza non risparmia proprio nessuno. (il ragazzino iperattivo che, ipoteticamente, in virtù dei luoghi pericolosi in cui sovente si rifugiava, e' rimasto vittima di qualche sua bravata - l'ho trovato! Era di nuovo nel vecchio capanno degli attrezzi-). Ed infine, come in un tragico loop familiare, ci sono mogli che vedono spegnersi i propri martiri. Travolti, nella propria debolezza, dagli eventi e da una razionalità troppo concreta per poter trovare coraggio e forza nelle strutture fragili ed inconsistenti di un sogno. Per tutte queste persone, a cui la vita ha strappato un proprio affetto prematuramente, l'unico sollievo, l'unico rifugio, risiede in quell'universo proiettato aldilà delle proprie palpebre e sfuggito al controllo di ogni più mera razionalizzazione. Almeno sino a quando i loro occhi non si apriranno ancora. Alcuni non ce la fanno ad andare avanti. Jessie alla fine, per affrontare la sua perdita, riesce ad abbracciarlo di nuovo quel bambino/ sogno. Lo stringe forte a sé, e in momento di lucido lirismo, con gli occhi aperti sugli orizzonti di un sogno, idealizza un epilogo diverso. Una visione immaginifica anestetizzante nei confronti del male inflitto da ogni sofferenza. Perché nei sogni ad occhi aperti c'è spazio anche per l'illusoria versione di un mondo migliore. Un mondo dove una moglie torna dal proprio marito, un bambino smarrito si risveglia , dopo un brutto incubo, nel proprio letto e un padre riceve il regalo più bello. Va a trovare il proprio cucciolo. Un mondo questo, decontestualizzato da quello reale. Un mondo onirico dove trovare un modo, nonostante tutto, per andare avanti.
    Un abbraccio Giuseppe...

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    1. Impressionante Pierluigi.
      Tu non togli solo le parole di bocca, ma anche le lettere dalle dita.
      Non posso scrivere niente, quando te ne esci con queste letture ogni commento le deturpa.
      Poi mi spiace in altri post venirti quasi additato come insensibile.
      Che ti leggessero. Sempre
      Somnia parla di quello che dici te. Ne parla in maniera un pò banalotta, troppo didascalica e cinematogtrafica.
      Ma può portare comunque a certe riflessioni.
      E chi meglio di te per restituircele

      un grande abbraccio a te ;)

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    2. Pierluigi Tronchetti21 settembre 2016 16:00

      Giuseppe come al solito sei troppo gentile e buono.... e anche se ti farà arrabbiare, non mi stancherò mai di dirlo: grazie del tuo tempo. Davvero.
      E grazie anche per i film. Sono entrambi già pronti; adesso devo trovare il momento io per esserlo. Perché la predisposizione ad un film e' data dal momento. Da quell'istante intimo e profondo in cui tu ti senti pronto per lui.
      A prestissimo. Un caloroso abbraccio.

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  13. Appena visto, film inutile, mi ostino a guardare film horror e poi la mia razionalità illogica visto il contesto continua a chiedersi "si ok, ma il papà e gli altri dove sono finiti?". Non ho voluto leggere la tua recensione prima del film e ho toppato. Però Oculus l'ho trovato una BOMBA, perdonami, forse il mio horror preferito degli ultimi anni.

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    1. E certo che te perdono ;)
      Ma in effetti Oculus rimane un horror "importante", diverso, con un suo fortissimo carattere. Ma trovai dei difetti imperdonabili che poi quell'importanza me l'hanno proprio mandata in secondo piano...
      Che buffo, scrivi sta cosa de Somnia proprio sotto Pierluigi che ha scritto quello che ha scritto.
      Nel giudizio sono con te, col cuore sono con lui.
      Dai che di horror belli ce ne stanno. Ma quasi tutti sono quelli non passati in sala ;)

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due cose

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3 ciao