3.5.16

Ho visto volare i maiali - La mia sul miracolo Leicester

"Il New York Times, definendo il possibile titolo al Leicester come "possibilmente il più grande exploit sportivo di tutti i tempi", cita qualche dato per dare un'idea dell'impresa a lettori con scarsa familiarità del pallone e magari della lontana Inghilterra. I Miracle Mets che vinsero il campionato di baseball americano nel 1969, compiendo per l'appunto quello che apparve "un miracolo", erano dati all'inizio del torneo 100 a 1. Buster Douglas veniva dato 42 a 1 quando tolse a Mike Tyson il titolo di campione del mondo dei pesi massimi. Ma per le quotazioni più azzardate i bookmaker accettano scommesse anche su eventi non sportivi. L'ipotesi che Simon Cowell, un noto presentatore televisivo inglese, possa diventare il prossimo primo ministro britannico viene data 500 a1. Quella che Hugh Hefner, il fondatore di Playboy, riveli di essere vergine, 1000 a 1. Quella che Elvis Presley venga ritrovato vivo, 4000 a 1. Solo i "maiali che volano" vengono dati 5000 a 1 - è questo l'equivalente di ciò che il Leicester ha quasi realizzato. L'impossibile che diventa realtà."

Io di sport ne ho visto tanto.

E per tanti anni.
Ho visto imprese impossibili compiersi.
O per fortuna, o per merito, o per allineamento di mille pianeti, o per disperazione, o per fame, o per talento, o per determinazione, o per gesti sovrumani.
Ho visto centinaia di Davide lanciare centinaia di pietre nell'occhio di centinaia di Golia.
E ho visto questi Golia cadere fragorosamente a terra.
C'ho lasciato la voce e c'ho finito le lacrime a volte con queste imprese.
Nel calcio, nell'atletica, nel ciclismo, nel basket, nel nuoto, nello sci.
O in piccolissimi sport olimpici.
Questi mesi in cui più passava il tempo più il sogno Leicester sembrava prendere contorni reali mi convincevo, senza alcun dubbio, che quella che si stava compiendo fosse la più grande impresa sportiva di sempre.
O quantomeno la più grande che io in questi 30 anni di amore folle per lo sport avessi mai visto.
Ma non trovavo un' "oggettività" per dirlo. E già mi immaginavo quelli che odiano il calcio tirarmi fuori 100 altre grandi imprese, dirmi che questa non è niente in confronto.
Poi leggo il pezzo che ho messo sopra.
E finalmente trovo l'oggettività di questa cosa, così "viva" e meravigliosa, nei freddi numeri degli spietati bookmakers.
5000 a 1
Come i maiali che volano.
5000 a 1
Per capirsi è molto più probabile che io, senza manco saper scrivere, vinca il Pulitzer.
Non parliamo di qualcosa di improbabile, ma di impossibile.
Vedete, questa è la più grande impresa-sorpresa di sempre perchè è un'impresa "lunga".
Di altre legate alle circostanze, circoscritte in un dato momento, fragorose e incredibili,  ce ne sono state forse centinaia più grandi, belle ed emozionanti.
Ma una cosa è sferrare il pugno giusto al momento giusto, azzeccare lo sprint della vita contro avversari molto più forti di te, trovare la celeberrima giornata di grazia, quella in cui sembra che le divinità stiano là a giocare con te.
Ma non puoi, letteralmente non puoi, portare avanti un'impresa impossibile per 8 mesi.
Otto mesi in cui quasi come una formula matematica tu dovevi, mese dopo mese, distaccarti sempre di più da quegli squadroni lì. Per forza, come una legge fisica.
Perchè quegli squadroni lì hanno giocatori molto più forti dei tuoi, con molto più talento, con molta più esperienza.
Manchester United, Manchester City, Chelsea, Liverpool, Arsenal, adesso c'è anche quel giovane Tottenham che fa paura.
Se il Carpi avesse vinto il nostro campionato sarebbe stata una cosa più piccola. Da noi c'è solo la Juve, tutte le altre sono grandi squadre internazionalmente nulle o ombre di grandi squadre, giusto dei marchi (le milanesi).
Sei destinato a retrocedere. Non hai un solo campione in squadra, uno che sia uno.
E non hai nemmeno grandi giocatori, o ex grandi, o talenti cristallini, niente.
Niente.
I Bookmakers ti danno quasi spacciato, l'anno prima ti sei salvato per un pelo del resto.
Al tuo timone c'è un 64enne che non ha mai vinto manco un campionato, uno che per questo fu anche deriso dallo specialOne.
E vabbeh, ci si può salvare, giochiamo.
Sarebbe inutile ora stare qui a parlare della cavalcata del Leicester.
Anche perchè questa non è tanto un'impresa sportiva, chè questi giocatori rimangono molto più deboli degli altri. Questa è un'impresa umana, non tecnica.
13,14 normali giocatori, quasi tutti sulla trentina, praticamente nessuno con un buon passato alle spalle

C'è Kasper Schmeichel che finalmente, a 29 anni, potrà sentir annunciare il proprio nome e cognome non per forza uniti a quel: "Ah, ma è il figlio di....?"


Ci sono i due centrali Huth e Morgan, uno spilungone, biondo e tedesco, l'altro un armadio a 4 ante giamaicano che viene dal nulla. Il primo ex promessa del Chelsea nemmeno mai arrivato così vicino all'idea di poter sbocciare, l'altro uno che manco aveva mai visto la Premier League praticamente.


C'è Fuchs a sinistra, un altro trentenne. Austriaco, lui sì dal piede educato, ma uno dei tanti mestieranti di cui quasi nessuno avrebbe avuto ricordo.


A centrocampo a sinistra si sono alternati Albrighton, ex grande promessa mai mantenuta del calcio inglese e l'onomatopeico Schlupp, con quel cognome che sembra il rumore che fa quando parte in velocità, il tappo che esce dalla bottiglia.


In mezzo un calciatore dal cognome albionicamente ossimorico, Drinkwater, chè bere l'acqua in quelle latitudini è raro magari non come trovare maiali che volano, no, ma che tentano di farlo sì. Il suo campionato è stato impressionante, lui, il vero regista nascosto di una troupe che non amava tempi morti e riprese statiche, ma improvvisi e velocissimi piani sequenza che, senza nessuno stacco, portavano dalla loro area a quella avversaria.

Dove il più delle volte l'azione, il ciak, finiva col pallone in rete.

Vicino a lui un negretto basso e sconosciuto, uno che veniva dal Caen, che tanti manco sapranno in che campionato gioca. Chi vi scrive già a novembre lo vedeva come il giocatore più incredibile del campionato. Poi solo dopo parecchi altri mesi tutti se ne sono accorti tanto da eleggerlo, appunto, miglior giocatore della Premier. Impressionante, corre, dribbla, interdice, passa, ribalta l'azione. Un fenomeno se lo vedi solo quest'anno. Ma un fenomeno non può esserlo probabilmente. Non lo era nessuno in questo Leicester, non lo è nessuno, non lo sarà nessuno probabilmente.

Il suo nome è Kantè.

A destra uno dei più grandi misteri buffi degli ultimi 10 anni di calcio internazionale. Un algerino anch'esso proveniente da una scarsa squadra francese (il Le Havre) che quasi dal nulla si è trasformato in uno dei calciatori più forti e belli da vedere del pianeta. Tecnica superba, visione di gioco, tiro a giro che uccide, stop estetici, dribbling da far collassare gli avversari. Per almeno 3 mesi ha messo una dietro l'altra una serie di partite che solo alla Pulce ho visto fare. Ma, dio mio, come è possibile?


Davanti un giapponese che corre tanto e segna poco, Okazaki. E' talmente scarsa la rosa del Leicester e talmente priva di passato che, anche se adesso fa ridere dirlo, potremmo considerare Okazaki come una delle stelle della squadra, almeno alla vigilia. Tanto cuore, tante giocate estemporanee magnifiche, tanto sacrificio. Ma del resto le punte del Leicester non sono punte, sono variabili impazzite che devono correre e correre. Dove vogliono.


Impossibile dimenticare poi Ulloa, uno che invece di goal ne ha fatti tantissimi in carriera. Ma uno che, comunque, ha visto più serie B che serie A in vita sua. La squalifica di Vardy è stata l'ennesima perla di sceneggiatura della stagione. Poche partite da titolare per Ulloa, tanti goal. E così in questo successo impossibile c'è anche la sua faccia da indio.


E poi Vardy. Uno che non tanti anni fa lavorava in fabbrica e che pochi anni fa era un dilettante. 29 anni. 22 goal. 10 assist. Il cuore grande come la fame di uno che vuole ancora provarci. Primo difensore della squadra e implacabile realizzatore. Km e Km macinati mantenendo comunque la lucidità di metterla sempre là dentro. In un amen è diventato anche la stella della nazionale.

No, questa che stiamo raccontando non è una storia impossibile, è la raccolta antologica di storie impossibili.

E l'editore/scrittore di questa antologia è italiano.

Ha il viso buono.
E ha i modi da lord che stanno meglio più lassù che quaggiù da noi.
Ha 64 anni.
Ma ha ancora il coraggio di piangere.
E ieri sera, nel giorno più bello della sua carriera, nel giorno in cui l'artefice della più grande impresa sportiva di sempre doveva starsene dietro 45 microfoni, lui invece se ne stava con la madre 96enne.
Ho visto i maiali volare in Inghilterra, vi giuro, l'ho visti.
Ed erano pure leggeri, sembravano nati per quello.
Prima o poi torneranno giù, e qualcuno si farà pure male schiantandosi al suolo.
Intanto, però, lasciatemi così, col naso all'insù.

15 commenti:

  1. L'impresa è irripetibile non solo perché effettivamente è così, ma anche per la bellezza e il significato. Ranieri è stato considerato sempre l'eterno secondo, criticato da giornalisti (anche da me) quando era alla guida di squadre blasonate, deriso da un uomo per non aver vinto nulla nonostante gli anni. E quest'anno quello stesso uomo, o meglio, omino, si è visto esonerare per la prima volta dopo che la sua squadra faraonica è crollata contro dei maiali con le ali, sparati proprio da quel perdente. Io penso che storie di riscatto così si possono vedere solo al cinema. Se a guidare il Leicester ci fosse stato un altro nome sarebbe stato sempre un miracolo, ma per me non esiste altra persona al mondo che lo avrebbe reso più bello, diversa da Ranieri. Perché la mia coerenza mi porta a dire che come allenatori ho visto molto di meglio, ma come uomo nessuno, lo giuro, nessuno nello sport come lui.
    E vorrei prendere quelli che hanno fatto il calendario, piegati dal dio denaro, che ci hanno privato di vedere l'emozione di Ranieri in diretta, sul campo, perché anche questo sarebbe stato un momento irripetibile. Verrà domenica, in maniera diversa, cmq indimenticabile.

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    1. Io seguo tanti sport, lo sai, e certo non posso dire che Ranieri umanamente sia il meglio che abbia mai visto.
      Non perchè non lo è, ma perchè di uomini di sport assurdi ne ho visti centinaia.
      Però nel calcio è tra i primi.
      Detto questo la storia del Leicester di quest'anno, anche riferita a Mourinho-Ranieri (mi riferisco anche all'esonero de quell'altro) rimane irriptibile.
      La gente non ha capito che questa squadra magari non era da 18imo posto o peggio come si pensava (e pensavo anche io che le conosco un pò tutte) ma da decimo al massimo.
      Nel senso che sti giocatori sono quelli che sono sempre stati, onesti giocatori e niente più.
      Ma è successo qualcosa di mai successo, un pò l'entusiasmo di vincere le prime partite (se partiva male magari arrivava decimo), il modulo, le caratteristiche dei giocatori adattissime, il non crederci mai, un circolo virtuoso che non ha senso. Anche perchè è durato 8 mesi

      la cosa buffa è che non solo ha vinto lo scudetto ma ha dominato

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  2. Bellissimo scritto per una favola che diventa realtà. Non seguo il campionato inglese ma quello che ha fatto il Leicester è un qualcosa di davvero incredibile, perchè dà vigore ed è propulsore di sogni e voglia di emergere, dà carica a chi è povero, sgraziato e sfigato di riuscire a battere chi è ricco, bello e figo. Un qualcosa che attualmente da noi per me è impraticabile per varie ragioni (distribuzione di diritti tv, crisi generale, tipo di calcio, diversa cultura sportiva) ma che fomenta e diventa una speranza, un mantra in cui credere.

    Poi una cosa voglio dirla, spezzo una lancia in favore di Ranieri; che lui non abbia vinto mai nulla è una falsa verità, io da tifoso viola rivendico con orgoglio una Coppa Italia e una Supercoppa Italiana, che sarà poco, non saranno mediaticamente importanti ma per una società come la Fiorentina che quasi da quei tempi non riesce più a vincere nulla è tanto ve lo assicuro, soprattutto perchè vinta da una squadra che non era tra le blasonate. Inoltre se non ricordo male Ranieri ha vinto anche col Valencia una Supercoppa Europea e una Coppa Di Spagna. In Italia purtroppo si va avanti ad etichette e si vuole sempre andare a sottolineare certe cose che mettono il pepe per le discussioni, mi riferisco al fatto che Ranieri arrivando per diversi anni sempre 2° in classifica (tra l'altro posizione più che dignitosa, e scusate se è poco) è stato etichettato come perdente, ma vabbè, fà nulla.

    Cmq W il Leicester, W Ranieri e W queste storie, che sono perfette per farci un film, di cui sono convinto prima o poi vedremo realizzato! ;)

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    1. Guarda, lo stanno dicendo un pò tutti sta cosa.
      Mi riferisco a "da noi non sarebbe stato possibile".
      No, è un grosso errore.
      Il livello tecnico della premier è immensamente più alto.
      Gli squadroni sono 7 contro i 2,3 nostri.
      E i soldi sono addirrittura più, molti di più, le squadre, quelle forti, sono molto più ricche delle nostre.
      Ora che è successo lì per noi è facile dire che poteva succedere solo lì. Invece è proprio il fatto che sia successo lì a renderlo ancora più incredibile.

      Vedere esultare la squadra davanti al televisore a casa di Vardy ti fa capire la dimensione de sti giocatori. Sono ragazza normali, tifosi di sè stessi, possono anche fare gli stupidi senza che la loro immagine ne risenta.

      Sul lato dei risultati sportivi di Ranieri non metto nemmeno becco. Io vengo da un'idea di sport diversa, ho visto salvezze che valgono più di champions league. I trofei sono importanti, importantissimi, ma ci vogliono ore e ore di analisi per "pesarli".
      I perdenti sono altra cosa

      il film arriverà per forza

      che dio ci salvi e lo affidi a qualcuno che sa raccontare calcio e storie, come Il Maledetto United ad esempio, meraviglioso

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  3. una storia bellissima :)

    non seguo più il calcio, ma so che qualche anno fa, da "giovane", Ranieri ha allenato il Cagliari, e dice il mio amico Carlo,un abbonato storico, che è stato uno dei migliori, dal punto di vista tecnico, umano, un grande :)

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    1. Ahah, è vero.
      Sì s', Ranieri al Cagliari è un ricordo fortissimo.
      Ma del resto io ho quasi sempre tifato il Cagliari, potrei raccontare quasi le formazioni negli anni...

      quello che ha vissuto e vinto Ranieri quest'anno vale 25 anni di carriera "superiore" di altri

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  4. wow!
    mi sono commossa ieri e mi commuovo pure a leggerti!

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  5. Grande impresa, degna del Cinema.
    Quando vincono squadre così, vince lo sport.

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    1. e il cinema arriverà

      sperando, come dicevo sopra, che ci sia qualcuno che la sappia raccontare

      lo sport è una cosa meravigliosa

      e meno male che in queste occasioni se ne rendono conto tutti

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  6. Non ne sapevo niente...Bellissima storia, come sai pure a me piacciono tantissimo queste cose. Quando lo vedo, ne parlo col benzinario-libraio, che come forse ti avevo detto è un tifoso degli Spurs e quindi segue di brutto il campionato inglese. ps lo capisco come derivazione dialettale, anche a me a volte scappa nel parlato, ma è sempre meglio evitare di scrivere negro/negretto, secondo me

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    1. Tifoso degli Spurs??' cavolo, chissà come ha vissuto quest'anno allora ;)

      beh, lo so, mi ricordo, è un personaggio che va conosciuto ;)

      no no, negretto è perfetto, dà l'idea di come nessuno lo considerava e di come tutti adesso ne parlano come di un fenomeno

      in quella parola c'è già, in nuce, il riscatto

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  7. Ah! Che belle cose che hai scritto!
    Ho letto solo adesso (ogni tanto bazzico da queste parti...)e questo 5000 a 1 è fantastico non solo per quel che il Leicester ha fatto in campo, ma anche (e forse soprattutto) per quello che ha trasmesso a tanti, tantissimi che si sono innamorati di questa piccola grandissima squadra: una speranza...

    Ma l'avete quella lettera aperta, cuore in mano, che un mesetto e mezzo prima della fine della Premier League il nostro Claudio Ranieri ha scritto su "The Player's Tribune"?
    Eccola qua (la spezzo in 2 per poterla mettere integralmente):

    *********************************

    "Ricordo il mio primo incontro con il presidente, quando sono arrivato a Leicester quest'estate. Si sedette con me e disse: 'Claudio, questo è un anno molto importante per il club. È molto importante per noi per restare in Premier League. Dobbiamo salvarci'. La mia risposta fu: 'Va bene. Lavoreremo duro sul campo di allenamento e cercheremo di raggiungere questo obiettivo'.

    Quaranta punti. Questo era l'obiettivo. Questa era la quota di cui avevamo bisogno per rimanere in prima divisione, per dare ai nostri tifosi un'altra stagione in Premier League. Tornando indietro, non avrei mai immaginato di aprire il giornale il 4 aprile e vedere il Leicester in cima alla classifica con 69 punti. L'anno scorso, nello stesso giorno, il club era in ultima posizione. Incredibile.

    Ho 64 anni, quindi non esco molto. Mia moglie sta con me da 40, quindi, nei miei giorni di riposo, cerco di starle vicino. Camminiamo in riva al lago che c'è vicino casa nostra, o se ci sentiamo avventurosi guardiamo un film. Ma negli ultimi tempi avverto chiaramente il clamore che abbiamo suscitato in tutto il mondo. È impossibile da ignorare. Ci sono nuovi tifosi che ci seguono anche dall'America.

    A voi, dico: Benvenuti nel club. Siamo felici di avervi con noi. Voglio che amiate il nostro modo di giocare a calcio e voglio che amiate i miei giocatori, perché il loro è un viaggio incredibile. Forse avete sentito i loro nomi solo ora. Giocatori che sono stati considerati troppo piccoli o troppo lenti per altri grandi club. N'Golo Kanté, Jamie Vardy, Wes Morgan, Danny Drinkwater, Riyad Mahrez: quando sono arrivato al mio primo giorno di allenamento, ho visto la qualità di questi giocatori, sapevo cosa avrebbero potuto dare. Beh, sapevo che avremmo avuto una possibilità di sopravvivere in Premier League. C'era Kanté, per esempio: correva così forte che ho pensato avesse delle batterie nascoste nei pantaloncini. Non ha mai smesso di correre in allenamento. Ho dovuto dirgli: 'Ehi, N'Golo, rallenta. Non correre dietro la palla ogni volta, ok?' Mi dice: 'Va bene, capo'. Dieci secondi dopo, lo guardo e lui è lì che corre ancora. Gli dico: 'Un giorno ti vedrò crossare e colpire di testa nella stessa azione'.

    È incredibile, ma non è l'unico. Ce ne sono tanti da nominare in questa incredibile stagione. Jamie Vardy, ad esempio. Non è un calciatore, è un cavallo fantastico. Ha bisogno di essere libero in campo. 'Sei libero di muoverti come vuoi, ma devi aiutarci quando perdiamo la palla. Ti chiedo solo questo. Se inizierai a pressare gli avversari, tutti i tuoi compagni di squadra ti seguiranno'.

    Prima della partita iniziale della stagione, ho parlato ai miei calciatori: 'Voglio che giochiate per i vostri compagni di squadra. Siamo una piccola squadra, quindi dobbiamo lottare con tutto il nostro cuore, con tutta la nostra anima. Non mi interessa il nome dell'avversario. Tutto quello che voglio da voi è che combattiate. Se saranno migliori di noi, va bene, complimenti. Ma dovranno dimostrare di esserlo'.


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    1. Al Leicester c'era un'atmosfera fantastica fin dal primo giorno. Partiva dal presidente e raggiungeva giocatori, staff e tifosi. È stato incredibile quello che ho provato. Il King Power Stadium ha un'energia formidabile. I tifosi non cantano solo mentre abbiamo la palla, ma quando siamo sotto pressione, i tifosi capiscono le nostre difficoltà e cantano a squarciagola. Capiscono la complessità della partita e quando i giocatori stanno soffrendo. Ci sono davvero molto vicini.

      Abbiamo iniziato molto bene la stagione. Ma il nostro obiettivo, lo ripeto, era quello di salvare la squadra dalla retrocessione. Nelle prime nove partite abbiamo vinto subendo molti gol. Dovevamo segnarne due o tre per vincere ogni gara. Ero molto preoccupato. Prima dei match, dicevo: 'Forza ragazzi, andiamo. Porta inviolata oggi'. Niente da fare. Ho provato in tutti i modi. Così alla fine, prima della partita contro il Crystal Palace, ho detto: 'Forza ragazzi, vi offro una pizza se non prendiamo gol'. Naturalmente, i miei giocatori contro il Crystal Palace hanno mantenuto la porta inviolata. Finì uno a zero.

      Ho rispettato l'accordo e ho portato i miei giocatori alla Pizzeria di Peter, a Leicester City Square. Ma ho fatto una sorpresa a tutti quando siamo arrivati. Ho detto: 'Bisogna lavorare per tutto. La pizza ve la dovete meritare, e ognuno se la farà da sé. Quindi siamo andati in cucina con pasta, formaggio e pomodoro. È stato molto bello, mi sono divertito. Che posso dire? Sono un italiano. Io amo la mia pizza e la mia pasta. Ora, molto spesso non prendiamo gol. Una dozzina di volte dopo quella pizza. Penso che non sia un caso.

      Rimangono sei partite da giocare e dobbiamo continuare a combattere con cuore e anima. Questo è un piccolo club che sta mostrando al mondo ciò che può essere raggiunto attraverso lo spirito e la determinazione. Ventisei giocatori. Ventisei diversi cervelli. Ma un cuore solo.

      Giusto qualche anno fa, molti dei miei giocatori erano nelle serie inferiori. Vardy stava lavorando in una fabbrica. Kanté era nella terza divisione del campionato francese. Mahrez nella quarta. Ora stiamo lottando per un titolo. I tifosi del Leicester che incontro per strada mi dicono che stanno sognando. Ma io dico loro: 'Va bene, sognate per noi. Noi non sogniamo. Noi semplicemente lavoriamo sodo'.

      Non importa cosa succederà alla fine di questa stagione, penso che la nostra storia sia importante per quelli che amano il calcio. Dà speranza a tutti i giovani giocatori che ci sono là fuori a cui è stato detto di non essere abbastanza bravi. Possono dire a se stessi: 'Come faccio ad arrivare al massimo? Se può farlo Vardy, se può farlo Kanté, forse posso farlo anch'io'.

      Di che cosa hai bisogno? Non serve il nome, né avere un ricco contratto. Hai solo bisogno di tenere il cuore e la mente aperti, una batteria al massimo e di correre libero. Chissà, forse alla fine della stagione, saranno due le serate in pizzeria".

      *****************************

      E questa, cari amici, non è una lezione di calcio.
      E' una lezione di vita.

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    2. la conoscevo già

      ma, oltre i complimenti che mi hai fatto, ti ringrazio tantissimo di averla condivisa qua

      grande

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due cose

1 puoi dire quello che vuoi, anche offendere

2 metti la spunta qui sotto su "inviami notifiche", almeno non stai a controllare ogni volta se ci sono state risposte

3 ciao