25.5.16

Recensione: "Babycall"



Un intenso dramma famigliare che diventa poi un intricato e interessantissimo thriller psicologico di chiaro stampo polanskiano. Il vero, il falso, la paranoia, la paura che trasforma tutto.
Una madre e la sua disperata difesa del bene più grande che ha, l'unico che le è rimasto, suo figlio.


presenti spoiler decisivi solo dopo l'ultima foto



oh, siete ancora in pochi per il RIPESCAGGIO DEL TORNEO DEL MILLENNIO. Ammuniteve! (si scrive così?)


Viene dalla Scandinavia questo denso e cerebrale thriller psicologico dalle evidenti stimmate polanskiane.
Come al solito prima di vederlo non ho letto nulla al riguardo ma l'occhio, inavvertitamente, mi è caduto nella media negativa del sito imdb.
E' difficile spiegare come un film del genere possa non raggiungere nemmeno la sufficienza. In realtà la motivazione sta nella sua eccessiva difficoltà. Anzi, più che nella difficoltà -che volendo uno può anche prenderlo solo per quello che è senza farsi tante seghe mentali- può dar fastidio il suo prestarsi a troppe interpretazioni. Insomma, come con Magic Magic il problema non è tanto trovare un'interpretazione, ma averne troppe.

Una giovane madre viene trasferita col figlioletto in un appartamento di un inquietante palazzone. E' stata mandata là perchè il compagno, padre del bambino, è un violento che mina la sicurezza di entrambi.
Insomma, nessuno sa dove sta, è lì per essere protetta.
La madre è apprensiva in modo patologico, non riesce a staccarsi un attimo dal figlioletto, non permettendo allo stesso di vivere una vita felice e spensierata.
Una notte accade un fatto molto inquietante. La giovane madre sente nel babycall (l'apparecchio con cui puoi sentire ciò che accade nella camera del figlio) le urla disperate del bambino. Corre in camera ma suo figlio sta dormendo, non c'è nulla di nulla...


Per prima cosa bisogna parlare dell'interpretazione di Noomi Rapace, veramente straordinaria. Imbruttita, sempre nervosa, perennemente allarmata, visibilmente sull'orlo della depressione. Il suo sguardo è perfetto, così perso nel vuoto, sempre ad un passo dalla disperazione, sempre preoccupato. Vedi la Rapace e senti a pelle il dramma di una giovane donna che vive nell'incubo.
All'inizio il film sembra un Room al contrario. Dove in quello la convivenza coatta della madre e del bambino era imposta dagli altri, dalla prigionia, qua abbiamo invece una madre che, se potesse, non farebbe mai uscire il proprio figlio da quell'appartamento. Degli obblighi "sociali" la obbligano a mandarlo almeno a scuola però, anche contro il suo volere.
Ma quello che sembrava "solo" un intenso e quasi dardenniano dramma famigliare diventa poi un vero e proprio thriller psicologico dopo la notte delle urla sentite al babycall.
E tutto quello che noi leggevamo come eccessiva apprensione della madre (attenzione, questo è quasi un film manifesto su quelle madri incapaci di vivere con tranquillità la sicurezza e la vita dei propri figli) diventa invece vera e propria paranoia, una di quelle paranoie così devastanti da far confondere il vero con il falso.
E proprio su questo gioca il film, cosa è vero? cosa è falso? Cosa è successo quella notte sul babycall? e anche tutte le altre volte che lei ci ha sentito qualcosa, cosa ha sentito? e chi è quel bambino che entra in casa con quella disinvoltura e quel fare misterioso? esiste quel lago? e, se esiste, cosa ci è successo?


Babycall diventa un film di strani accadimenti, di piccoli particolari da notare, quasi un incubo ad occhi aperti.
La pazzia di Anna è sempre più evidente ma la sensazione che gran parte dei suoi incubi e delle sue paure possano esser veri è forte.
Il fatto è che lei sembra non ricordare mai nulla. E se non ricorda cose che le sono successe poco tempo prima figuriamoci il passato...
Il film ha il merito di non avere un solo momento retorico o di ammiccamento verso lo spettatore. Anzi, più passa il tempo e più si fa freddo, doloroso, ostico ed intricato.
E' molto bella la scena in cui Anna, all'inizio, segue quella donna e il proprio bambino. Quel bosco, e specialmente quel lago, sembrano rappresentare per lei quello che vorrebbe essere, quello che vorrebbe vivere col proprio figlio ma che la sua "malattia" le proibisce di fare. Una vita libera, "normale", senza apprensioni o paure. Lo stesso lago però, nella prima occasione visto come sogno, diventerà anche scenario di un incubo. Ed è un incubo che molto probabilmente viene inventato da Anna, ricostruito da tanti elementi vissuti in precedenza (le urla al babycall, il furgone con il sacco, la scoperta di quell'appartamento).
Il regista è molto bravo ma a tratti sembra giocare un pò sporco con lo spettatore. Vedere lei con i capelli bagnati dopo la scena dell'allagamento o l'amico che vede il bimbo misterioso a casa di Anna, sono due tra i tanti colpi bassi che mettono un pò in crisi un'interpretazione che, visto il finale, poteva anche mettere ogni pezzo al suo posto.


Rimangono forti due sensazioni, entrambe molto intense.
L'amicizia tra i due bambini non è altro che l'amicizia tra due giovani ed innocenti anime uccise dal medesimo orco, il proprio padre.
E tutte le apprensioni, le paure, le visioni di Anna sono soltanto frutto del dolore per aver perduto la cosa più preziosa che la vita può donarti, un figlio.
Alla luce di tutto quella che sembrava una madre quasi "sbagliata" diventa invece una struggente figura che, pur avendolo effettivamente perso, fa di tutto per non perdere quel figlio che tanto ama.
C'è anche qualcosa del capolavoro The Orphanage in questo.
E così quel tremendo gesto finale, ora che sappiano tutto e visto anche quello che è successo (l'omicidio del custode/assistente sociale) sembra purtroppo la soluzione, disumanamente, più umana e comprensibile.
Ci sarà di nuovo quel lago. Ma laggiù sulla riva non c'è più una donna estranea col suo bambino.
Ci sei te e lui.
Troppo tardi per non aver più paura.
Ancora in tempo, forse, per non lasciarsi più

8 commenti:

  1. Ricordo proprio poco di questo film e vorrei rivederlo.
    Ma anche il secondo bambino era stato ucciso dal compagno di Anna? Ho capito male? Cioè, erano fratelli loro 2?
    Quindi non è piaciuto? Io l'ho trovato abbastanza buono.
    considera che l'ho visto tipo in terza serata senza addormentarmi. Questo è un buon segno quando guardo un film :D

    Oh, mi hai fatto andare in paranoia con quel "un'adolescente", grazie -.-


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    1. No no, assolutamente, l'altro bambino è stato ucciso dal suo di padre (cioè, non è sicuro ma è molto probabile). Forse l'omicidio è quello che sente lei al babycall (e che poi immagina, traslato, al lago).

      Mah, ho visto voti bassissimi, come 4 o 5. E recensioni che lo stroncavano del tutto. Non hanno sopportato questa sua difficoltà. In realtà per come l'ho letto io, a parte 2,3 cose che non mi tornano, il film ha un suo senso e una sua interpretazione forte.
      Resta affascinante e doloroso, come piace a me

      forse l'hai visto quando l'ha visto anche il mi babbo, m'ha detto che era in tv de notte fonda, boh...

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    2. Guarda, ho letto male una frase della tua rece , di mio ricordavo pochissimo, ed è uscita fuori sta cosa dei fratelli, ma già il minuto dopo mi ero accorta di aver sbagliato, solo che mi scocciava cambiare il commento :)
      Eh, ho visto che molti ne parlano maluccio. Non riesco a capire perchè, però. Di sicuro non è un film che resta nella memoria, ma nemmeno da bocciare.
      Sono tutti troppo esigenti con i film.

      Io sta storia di trasmettere i film interessanti a notte fonda non la capirò mai! L'altra notte hanno trasmesso, all'una, 4 mesi, 3 settimane, 2 giorni.
      Spero di vederlo prima che mio padre decida di cancellare la registrazione, per far spazio a qualche stronzata delle sue -.-

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    3. AH, ho capito quale frase, sì, ci poteva stare la lettura che hai dato te in effetti...

      beh, a parte che tanto lo troveresti comunque, ma quello io lo vedrei proprio...

      siamo sul cinema neorealista, quasi l'opposto di babycall. Mungiu mi piace da morire, era anche a Cannes sti giorni col nuovo film

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  2. Interessante pellicola che recupererò dopo questa tua rece (ma il voto? siamo su un 7/7,5 mi par di capire dalle tue parole?), tra l'altro la Rapace mi piace molto, in scia di questo film recensito se non lo hai fatto ti consiglio di recuperare due pellicole in cui lei è strepitosa, pellicole sconosciute ma come spesso accade meritevoli di visione: Daisy Diamond (che tra l'altro mi ricorda per certi aspetti come storia questo film con risvolti completamente diversi credo) gioiello da noi mai uscito ma ti garantisco che è un pugno assestato nelle gengive proprio come piace a te e il minore ma cmq valido Beyond.

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    1. Grandissime proposte le tue, li avevo spesso sentiti nominare ma non li ho mai approfonditi (cioè, non approfondisco niente, ma giusto la locandina e capire un pò il genere sì)

      eheh, c'hai preso col voto, ormai mi conosci...
      guarda, è un film che ha irritato molti, secondo me a te piacerà
      o quantomeno ti interesserà, ecco

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    2. No no mi è proprio piaciuto, oltre che essere interessante come tematica l'ho trovato girato proprio bene e per niente ricattatorio o da presa per i fondelli, non ci ho trovato nemmeno troppi buchi di sceneggiatura come invece ho letto in giro. Thriller asettico e potente, con un'ambientazione che adoro, di quelle fredde e spoglie che rendono bene la freddezza e l'aridità interiore dei personaggio, con una Rapace bravissima, attrice che mi piace molto e che prima di entrare ad Hollywood non ha sbagliato un colpo a parte il secondo e terzo capitolo della celebre trilogia Millennium di Larsson.

      Tra l'altro anch'io non capisco come dicevi la media bassa di imdb, per me il fatto delle molteplici interpretazioni che si possono attribuire alla storia la arricchiscono, è un plus e non un difetto, come i vari finali aperti, per me sono uno dei regali più belli che il cinema ci può fare ;)

      Voto: 7,5

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    3. Esatto, anche io dopo averne scritto ho letto in giro e se ne dicono peste e corna, specie su questi buchi di sceneggiatura. Ammetto, in un paio di casi anche a me cose non tornano oppure le ho trovate mezze furbate (forse le ho scritte, non ricordo) ma in genere mi sembra un thriller psicologico realizzato alla grande, per niente ammiccante, secco ed essenziale.

      Della trilogia ho visto solo il primo, perchè mi ero rirpomesso di leggere anche gli altri romanzi.
      Ma ormai è un treno perso credo...

      come al solito commento perfetto che condivido del tutto

      sui finali aperti sfondi una porta...aperta con me

      li adoro

      stesso voto!

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