15.5.16

Pallottole d'argento (1): Recensioni a 4 mani e 2 voci di una coppia malata di cinema - I Guerrieri della Palude Silenziosa


Ho sempre avuto un certo debole per la scrittura di Miriam. Mai conosciuto qualcuno di più entusiasta, spumeggiante, originale e ironico nel parlare d'horror (almeno tra le donne dico, e non sono MISOGINO!). Ma questo sarebbe il meno. Miriam di horror (e non solo) ne capisce, e tanto. E ha visto quasi tutto. Un giorno arrivo in uno di quei blog che da quanto poco sono aggiornati hanno tipo quelle palle di polvere che vedete nel west americano. Si chiama FILMORRI (crasi neologismo per film horror)  e lo trovate qui a destra, nell'elenco blog (ma sempre in fondo eh, non aggiorna mai). Leggo una rece e rimango folgorato. Poi scopro che Filmorri è il compagno di vita di Miriam.
Faccio 1 + 1 e tipo La donna che Canta il risultato mi viene 1. Quei due sono un'unica persona, un unico modo di pensare, un unico entusiasmo, un'unica passione.
Non hanno voglia o tempo di fare un cazzo nel mondo dei blog. Ma il destino voleva che almeno una volta provassero ad unirsi. E l'hanno fatto per me, Padre Cotard.
E vi parleranno di tanti film, non necessariamente horror, presi da quella trasmissione televisiva che vedeva come padrone di casa Dario Argento.
Lo faranno a modo loro, con competenza, divertimento e voglia di non prendersi sul serio.
Ma, soprattutto, lo faranno "insieme". E questo non è un selfie, questo è decisamente qualcosa di più.


Mirigoroud: qualcuno di voi ormai lo saprà: can’t live when living is without Dario. E siccome Dario ha smesso di fare bei film tanto tempo fa, un giorno, addivanata con Filmorri, nostalgica, lamentavo l’assenza di Dario nella mia vita. Poi, un lampo: le 100 pallottole d’Argento, una cosa che trasmettevano su rai Movie qualche anno fa e che guardavo sempre con piacere. Il Maestro passeggiava per uno studio nero o stava seduto a una scrivania su cui troneggiava un’action figure di Nosferatu impressionantemente somigliante a lui e raccontava i film. E che film. Allora abbiamo deciso di raccontarvi le pallottole d’argento, un po’ un modo per scoprire dei film fichissimi (una buona parte), un po’ per fare una passeggiata sul viale dei ricordi con Dario, un po’ per capire la psicologia di quest’uomo a cui (guardando la lista) piacciono ugualmente i film di merda e i capolavori (ergo, un modo per capire la sua filmografia). 




LA PRESENTAZIONE DI DARIO ARGENTO (cliccare, da vedere per forza prima di leggere


Filmorri: Eccolo lì il Darione nazionale! Er profondo sudde degli Stati Uniti! Strano, Bizzarro! 

Il vecchio Dag spara il solito minispiegone (ben fatto) della trama, interrompendosi prima di cascare nello spoiler brutale. Qui sempre tutto bene.
Il delirio ovviamente inizia quando parte con l’introduzione & l’aneddotica su Walter Hill. Grande, mi cita pure Hawks come influenza. Ok, poi dice che nei guerrieri della notte viene ucciso il capo RAPPER (pronunciato proprio così), mi sa che se lo ricorda pochino.Comunque quello che fa spiccare la pallottola è tutta la parte finale in cui spiega che in realtà Walter Hill è un trippone americano che è passato da sceneggiatore a regista e da regista a produttore perché regia e sceneggiatura lo stancavano; voleva solo fare ER PRODUTTORE e mangiare gli amburghi. Dice pure che fare il regista e lo sceneggiatore che sono lavori DI FINO (e detto da lui che ha diretto e sceneggiato alcune cose per cui l’espressione “di fino” è quantomeno discutibile) e invece Hill è un chiacchierone magnone approssimativo simpaticone.

Mirigoround: Se il mio rapporto con la filmografia di Dario tende sempre al “ti voglio bene, dai”, il mio rapporto con Walter Hill ha smesso di essere cretino un paio di anni fa. Non so perché, ma non mi ero mai interessata ai Guerrieri della notte, forse perché lo avevano visto tutti quando avevo 16 anni, perché anche tra i miei amici teenager che di cinema non sapevano niente era diventato un cult. La cosa peggiore era che era un cult da prima che nascessi eppure io ero una piccola snob a cui piaceva Cronenberg e variazioni sul tema. Cioè. Ero stupida, ma ancora non lo sapevo (non perché mi piacesse Croneberg, lui spacca tantissimo). 
Due anni fa stavo facendo la calzetta (tentavo di farmi un vestito) mentre il mio allora fidanzato-to-be non era con me e rai4 vociava e poi parte 48 ore. Mi viene in mente che il mio fidanzato to be lo adora e voglio avere argomenti di conversazione che vadano oltre "Lars von Trier è uno stronzo ma lo abbraccerei" (avevo visto Nymphomaniac1 da poco) e allora decido di guardarlo. Bomba. Da lì due cose: rispetto per Walter Hill e ossessione Nick Nolte. Due ore dopo guardò Ancora 48 ore. Il rapporto si consolida. 

Ora, Southern Comfort - I guerrieri della (ma tu guarda!) palude silenziosa. Un po' mi turba il fatto che muoia subito l'attore migliore del film, ma mi tocca ricredermi in poco tempo: Powers Boothe è perfetto nella parte monolitica del texano rigido e integro, con pochi principi morali base: fedeltà alla moglie, parlare solo quando serve, tornare a casa vivo. Gli altri non gli interessano molto, ma è proprio come questo personaggio granitico viene modellato (direi carved come si fa con le zucche perché mi immagino Hill che proprio lo cesella tramite un'accurata danza di mini-movimenti per cui alla fine ci accorgiamo che il personaggio è strutturato e complesso senza che nessuno ci abbia detto che lo è, in questo Hill è speciale).


CHE FRAME MERAVIGLIOSO, CON I FUCILI E GLI ELMETTI A RICORDARE I CADUTI CHE OCCUPANO I DUE SPAZI VUOTI NELLA FILA DI SOLDATI Più SULLO SFONDO <3 span="">

Filmorri: Io ho trovato perfetto anche il personaggio di Keith Carradine. Voglio dire, Boothe impersona il tipico eroe granitico alla Hill, giustamente sospettoso e irriducibile, ma Carradine ha una parte più umana. Alla fine il filo che lega i soldati è questo terrore inconfessabile della guerra e della morte e il soldato Spencer ha un atteggiamento molto americano: si convince che cosi' debba essere e cerca di trovarla divertente, cadendo in pericolose leggerezze. Tipo: non si pone domande sull'ostacolo linguistico con il Cajun catturato (anzi, coglie l'occasione per tentare di fare il disinvolto con il francese imparato in qualche viaggio durante i VECCHI TEMPI) e nel villaggio proclama nella sua testa un lieto fine che invece Boothe subodora essere sfuggevole, voglio dire, Boothe si lava le mani (che tocco de classe Walter, diobono) e sembra aspettarsi una pistolettata nei maroni dallo scarico anche quando i giochi sembrano fatti.

Mirigoround: Poi: chi sono i cattivi? I cajun fanno i pazzi ma da qualche parte la furia omicida viene innescata. I cajun sembrano a tutti gli effetti come noi. Sono ospitali. Solo non toccategli le canoe e non fingere di sparargli altrimenti morte. 

Filmorri: Altra cosa fichissima: questo tema ricorrente della guerra scatenata dalle incomprensioni e dalla stupidità nei film di Hill secondo me è bellissimo, è un nichilista vero, ma non ti fa soffrire troppo perché mette sempre lì quei finali pseudolieti, sia pure amarissimi, ma che comunque non hai voglia di chiuderti in bagno a singhiozzare. Anche nei guerrieri della notte, alla fine quanta morte e distruzione per un trucco maledetto, per un incomprensione, un imbroglio. Loro ce la fanno, ma quell'alba che gli spunta in faccia alla fine è dolorosa. E’ quella la forza vera dei Guerrieri della notte, e mi fa male la pancia a pensare tanto alla massa indefinita di filistei che ha capito solo "gente con costumi fichissimi che se le da di santa ragione"  quanto agli snobbinoes (di cui tu in realtà non hai mai fatto propriamente parte) che non hanno il coraggio di inserire i guerrieri (o il cinema di Hill in generale) nella propria curatissima classifica mentale dei Grandi Capolavori del Cinema d'Autore.


LA BARBA

Mirigoround: secondo me è anche geniale il momento in cui il Cajun catturato (che tra l’altro ha sta accidenti di barba che sembrano peli delle gambe incollati, ma mi pare sia vera, va beh) scappa approfittando della debolezza del personaggio interpretato da Boothe (Hardin). Ovvero, capisce che lui non sopporta il caporale Reece, che è prigioniero dei suoi stessi commilitoni causa il suo caratteraccio; bene, il cajun capisce che Hardin detesta Reece e approfitta di un momento di tensione tra i due per istigare Hardin a uccidere l’altro. Il cajun è uno psicologo nato, potremmo pensare. In realtà è uno che sta sempre zitto e si prende il tempo per osservare, per spiare le mosse altrui finché non riesce a raggiungere i proprio obiettivi: è un personaggio tremendo, ma che Hill omaggia di questa grande intelligenza e lo omaggia anche di una flebile nota di umanità alla fine del film. 
Una cosa che ho adorato, inoltre, è il finale ai limiti dell’horror, con quel montaggio alternato tra danze e festa sulle note della musica cajun che resta fortissima, mentre le immagini cambiano ci conducono verso il finale,  mostrando i cajun che dissanguano un animale con una meccanicità terribile e così orrendamente umana.

Filmorri: Una roba su cui vorrei pure porre l'accento e' la colonna sonora, che spacca tutto (anche se per qualche momento mi aveva ricordato le musichine dell'Amaro Montenegro, e invece era l'Amaro Walerhillo). L'autore è Ry Cooder, chitarrista studioso di musica etnica iperfamoso. E' davvero adatta ad accompagnare le immagini, è super "maschia", southern ma anche zeppa di lacrimoni, senti che roba



3 commenti:

  1. Bella iniziativa, mi complimento, avevo sentito parlare del programma 100 Pallottole D'Argento ma non ho mai visto.

    I Guerrieri Della Palude Silenziosa è un film che non ho mai visto perchè mai distribuito in home video purtroppo, è una mancanza che ancora non mi so spiegare, ma so per certo che la pellicola è pienamente nelle mie corde perchè lo è il regista, diversi suoi film sono dei veri cult!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie mille!
      Si' se sei un fan di Hill non puoi perdertelo. Tra l'altro lo trovi tutto su Youtube in italiano (ok, non e' il massimo ma finche' non lo tolgono e se non c'e' altro modo...)

      Elimina
  2. Grazie :)
    sono completamente d'accordo con Filmorri, se ti piace Hill è imperdibile, anche perché quel cinema muscolare, di uomini veri e di brutalità guerrigliera (anche quando non si è in guerra, vedi 48 h, ma anche questo - la situazione è da guerra ma non sono in guerra ) adesso è un po' carente, secondo me. O forse è solo che Nick Nolte e compari sono in pensione :(

    RispondiElimina

due cose

1 puoi dire quello che vuoi, anche offendere

2 metti la spunta qui sotto su "inviami notifiche", almeno non stai a controllare ogni volta se ci sono state risposte

3 ciao