17.11.14

Yesterday, i film del (mio) passato (N°3): recensione "Shining"

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Il bambino percorre il corridoio col triciclo e scopre una cosa strana, scopre che quello che gli piace di più non è tanto correre col triciclo, la cosa in sè, ma il passare dal parquet di legno alla moquette, da quel rumore "scorrevole" delle ruote sul legno a quello ovattato dei tappeti.
La trova una cosa fantastica.
Percorre il corridoio e alla sua sinistra ci sono tutte le stanze.
Si ferma vicino alla prima, la 231, scende dal triciclo ed entra.
Dentro ci trova una ripresa aerea pazzesca che segue un'auto tra laghi e montagne con una colonna sonora che già profuma di capolavoro. E un hotel perso in quelle montagne, con delle stanze enormi che rimbombano di passi e solitudine, stanze che solo una profondità di campo di questo livello riesce a restituire. Trova una telecamera che racconta questo albergo in modo sublime, soprattutto con un triciclo, lo stesso che ha lui. Pensa che quelle riprese dietro il triciclo siano una delle cose più belle che abbia mai visto.
Capisce che quella è la stanza delle meraviglie tecniche, ne esce estasiato e torna al triciclo.

Pochi metri dopo c'è la stanza 233 e il bambino non resiste nemmeno stavolta alla tentazione, si ferma ed entra dentro.
Vi sono una madre dolce e remissiva, allucinata e sconvolta.
E davanti a lei c'è un padre nervoso ed aggressivo, sempre più aggressivo.
Pensa che quella madre gli faccia una tenerezza unica e che quel padre lo impaurisca come pochi.

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Capisce che è la stanza delle interpretazioni indimenticabili, ne esce impressionato e torna al triciclo.
Non fa in tempo a prendere velocità che arriva la stanza 235, e il bambino ormai ha deciso di visitarle tutte, è troppo affascinato.
Dentro è pieno di roba, stavolta la visita sarà più lunga del previsto, pensa.
C'è un cuoco nero e un "A te piace il gelato Doc"
C'è lo stesso cuoco e un "Niente, non c'è niente nella stanza 237"
Che buffo pensa il bambino, è la stanza dopo di questa, non vedo l'ora di visitarla.
C'è una macchina da scrivere in un tavolo gigante, c'è il padre che ci scrive sopra, tac, tac, tac, e diventa una belva con la madre che è solo venuta a salutarlo.
C'è lo stesso padre che lancia poi palline da tennis sul muro, che guarda il plastico del labirinto diventare labirinto, che fa un dialogo allucinato con Lloyd, il barman, il miglior barman da Timbuctù ad Oregon, e poi lo vede invece dialogare con Mr Grady, in un bagno rosso e bianco che è leggenda, lo sente ripetere in continuazione "Mr Grady", lo sente parlare di un massacro terribile che fu, di "pezzi, piccolissimi pezzi", sente dire da Grady che quel padre in realtà è sempre stato il custode dell'albergo, che il Male c'è sempre stato, poi vede quel padre davanti alla madre, una madre che sale le scale indietreggiando, che par quasi una cosa impossibile ma così è, una madre impaurita che ancora, nonostante tutto, non perde la sua umanità e la sua dolcezza mentre lui le dice "Non ti faccio niente, soltanto quella testa te la spacco in due".
Poi vede il volto di quell'uomo, del padre, nello squarcio di una porta, lo vede fingere di piangere, poi lo vede uccidere il cuoco nero e poi arrancare sempre più nella neve.
Capisce che è la stanza delle immagini indelebili, ne esce turbato e torna al triciclo.

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Ed eccola la stanza 237, impossibile non fermarsi. Entra.
Dentro c'è una donna nuda che diventa una vecchia in decomposizione, terribile, da aver paura, c'è un lago di sangue, anzi, un fiume di sangue che solo i fiumi scorrono e sanno essere impetuosi, ci sono due bambine gemelle prima in piedi e poi dilaniate nel pavimento, ci sono pagine e pagine della stessa identica frase, c'è una parola strana, "REDRUM", scritta col sangue, c'è un uomo mascherato da orso che fa sesso con un vecchio, c'è il Male dapertutto.
Capisce che è la stanza degli incubi, ne esce impaurito e torna al triciclo.
C'è un'ultima stanza, la 239, il bambino spera sia meno terrificante della 237, si ferma ed entra.
E dentro c'è un bambino di 6 anni con dei buffi capelli biondi che pare quasi una bambina. Lo vede delirare, lo vede sbavare, lo vede parlare con un dito. Ma poi lo vede sorridere.
Capisce che è il bambino al quale ha "rubato" il triciclo, il bambino che aveva visto anche nella prima stanza.
Capisce che è la stanza di Danny, lo saluta, esce e torna al triciclo.
Il corridoio è finito, c'è solo un grande specchio davanti a lui adesso.
Il bambino si ferma ma non vede nello specchio sè stesso, ma un uomo di 37 anni.
Un lettore potrà pensare che questi sono i trucchi della scrittura, che solo nella finzione e nella magia dello scrivere puoi trovare un bambino con un triciclo specchiarsi e vedersi uomo.
Ma l'uomo e il bambino pensano nello stesso identico secondo, cosa normale poi visto che, lo si sarà capito, quel bambino e quell'uomo sono la stessa persona, pensano nello stesso secondo che invece per una volta la scrittura stia solo raccontando una cosa reale e che non ha altri modi per essere raccontata, un bambino che si specchia uomo.
E l'uomo dice al bambino di avvicinarsi di più.
Il bambino gira il triciclo, lo mette di traverso e avvicina l'orecchio allo specchio.
"Non smettere mai di percorrere questo corridoio" - gli dice l'uomo - "non smettere mai, ed anche se ogni volta troverai quaggiù un uomo più vecchio tu non smettere mai di percorrerlo perchè se tu lo percorrerai poi, qui in fondo, nello specchio, troverai sempre un uomo felice"

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Il bambino gira il triciclo e torna indietro, al punto di partenza.
Quando arriva in fondo dall'altra parte l'uomo lo vede girarsi un attimo a destra, fare un cenno di intesa, annuire, e poi un mezzo sorriso.
L'uomo è imprigionato nello specchio e per quanto provi a piegare il collo le pareti del corridoio gli impediscono di vedere cosa c'è laggiù, a destra del bambino, prima del corridoio.
A chi avrà detto di sì con la testa? a chi avrà sorriso?
All'uomo piace pensare che là in quella stanza che non riesce a vedere ci sia un vecchio regista, stempiato, con gli occhiali e una grande barba.
Gli piace pensare che il bambino si sia guardato con lui, a lui abbia annuito, a lui abbia sorriso, a chi quel corridoio indimenticabile l'ha creato.
"Magari, quanto tornerà qui in fondo, glielo chiedo" pensa l'uomo.

48 commenti:

  1. Indiscutibilmente un grande film. Ma per quanto Kubrick sia il mio regista preferito, questo è uno dei suoi film che mi ha catturato meno...

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    1. Io da amante di Kubrick (come ogni persona in questo pianeta credo) e da amante dell'horror non posso che trovare qui la sua-mia summa :)

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  2. una pietra miliare dell'horror. Non c'è un fotogramma sbagliato, tutto perfetto. Attori e interpretazioni fuori misura. Atmosfera opprimente e carica di tensione; ogni volta che lo vedevo, avevo l'insana speranza che gli eventi prendessero un corso diverso, che Jack non sclerasse di testa...Perchè visto con gli occhi del bambino, non è solo un horror, ma anche una profonda ferita, quando la persona da cui più ci si aspetta di essere protetti diventa invece lui stesso il pericolo da cui proteggersi...Film geniale, irripetibile come lo sono soltanto altri 5 o 6 altri horror storici.

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    1. identica sensazione ad ogni singola visione...e stesso discorso sul rapporto fiducia-pericolo, per la prima volta ho visto questo dilemma esistenziale svolto e raccontato così bene

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    2. Bravissimi.
      Se ne parla poco ma questa è una delle tematiche più forti e inquietanti di Shining.
      E non c'è nemmeno bisogno che Jack impazzisca, già molto prima questa aggressività verso Wendy, questo disamore o disinteresse verso Danny, sono più che evidenti.
      Sembra quasi che l'Overlook Hotel semplicemente esalti questa sua tendenza, non lo cambi del tutto, ma faccia uscire in maniera fragorosa questo male che ha dentro.
      A me quella famiglia fa tantissimo tenerezza, ma fin dall'inizio.
      Jack, per me, è già orco

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    3. sì, concordo. Poi uno scrittore per quel che ne so può anche isolarsi per scrivere un libro, ma portare la moglie e il bocia in isolamento per 5 mesi così lui può finire il libro è un po' eccessivo. Questo egoismo e distacco mi suonano di schizofrenia latente che l'Overlock semplicemente esalta come dici tu.

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    4. No, ma mica è solo quello eh...
      Cioè, non parlavo tanto della scelta egoistica ma di come, sin dalle prime sequenze, quello appaia un padre che non prova amore per il figlio e di un marito che non ha niente da spartire con la moglie.
      Non c'è un gesto o una parola d'affetto, gli sguardi sono subito truci.
      Ed è interessante perchè sarebbe stato molto più scontato raccontare di un uomo amorevole stravolto e cambiato dall'Overlook.
      Invece così davvero sembra che, in qualche modo, lui "sia sempre stato il custode dell'albergo"

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    5. Questo aspetto mi colpisce di meno in realtà; sì in effetti loro due (lui e lei) non c'entrano niente l'uno con l'altro ma c'è in effetti gente che non riesce a comunicare l'affetto pur provandolo. Invece mi colpisce di più la scelta deliberata di portare il bocia in c..lo al mondo e la completa sudditanza della moglie al diktat di Jack. Sulla seconda cosa invece devo dire che è vero, sarebbe stato più scontato (ma meno bello) se avesse parlato di un padre amorevole (almeno all'inizio) perchè poi avrebbe dovuto forzare troppo sull'aspetto dell'albergo "stregato". Invece così è tutto molto più credibile e spaventoso, perchè il male alla fine è dentro l'uomo, l'hotel semplicemente lo aiuto a venir fuori. Dalla tua ultima frase mi pare che venga fuori un'interpretazione della foto vecchia inquadrata alla fine, quella ove si vede che il vecchio guardiano in realtà era Jack. Non ci avevo pensato, mi pare un'ottima interpretazione!

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    6. che poi mi pare che lo Shining originale, cioè il racconto di King, forzasse molto infatti sull'aspetto dell'albergo stregato. Avevo visto forse un film che era più aderente al romanzo ma non mi era piaciuto (mi ricordo veramente male), la lettura di kubrik è più interessante

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    7. Sì, lo Shining originale era molto più incentrato sul tema casa stregata, come se l'albergo fosse vivo, lui il demone.
      O almeno mi pare.
      Non che in Kubrick questo non sia vero ma secondo me è trattato in maniera diversa.
      Sì, proprio per questo ho citato in "rece" la frase di MrGrady "e' sempre stato lei il custode dell'albergo Mr Torrance".

      Credo che sia lì la chiave del film, e il collegamento con la foto finale.
      Jack è il male, il male lì c'è sempre stato, può avere facce diverse ma è come fosse stata sempre la stessa persona.

      C'è da dire che Danny non viene privato di una vita divertente e portato là per 5 mesi.
      Anzi, a inizio film Danny dice pure che andrebbe volentieri che "tanto qui non ho nessun amico".
      Poi certo, Tony gli mostra quelle cose e tanta voglia di andare non c'è più.
      Quindi sì, credo che la scelta di Jack sia grave ma non così grave rispetto a cose più importanti, come i sentimenti.
      Se amasse suo figlio quei 5 mesi sperduti potrebbero anche essere molto belli.
      Mi piace pensare che il male di Jack sia più profondo, meno legato ai fatti.
      Che poi verso la fine rivelerà di aver rotto il braccio di Danny una volta.
      Insomma, sperduti o no, quello non è un padre come deve essere

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    8. Ah, il film che hai visto è sicuramente la versione di Shining rifatta dallo stesso King, proprio perchè non aveva sopportato la trasposizione kubrickiana.
      Sono sicuro che ti riferisci a quello.
      C'erano "sculture" di giardinaggio e molta più importanza alle caldaie, sbaglio?
      Un filmetto

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    9. sì, questo è vero, i sentimenti sono la cosa più importante e quei 5 mesi avrebbero potuto anche essere belli...Quel che volevo dire è che io, personalmente, non credo che me la sentirei di imporre una scelta così estrema a mia moglie e mio figlio, se li avessi - intendo i 5 mesi di isolamento su per i bricchi. Piuttosto li farei da solo...ma questa mia visione è forse influenzata dal fatto che io vedo questo tipo di rapporti in una sola direzione e non anche dall'altro senso. Il punto fermo comunque è che la condizione di Jack è quella di uno schizofrenico, che crolla sotto il peso di quello che (lui crede) sia l'unica cosa che la sua famiglia voglia da lui, cioè lavorare, scrivere, lavorare e scrivere e con ciò mantenerli tutti. Sembra quasi che i suoi famigliari diventino dei parassiti per lui, perde totalmente i contatti con le emozioni e i sentimenti verso di loro (mi ricorda moltissimo un fatto di cronaca accaduto 5 mesi fa: quando è accaduto, ho pensato proprio a Shining) ma sul punto fondamentale sono d'accordo, è che lui la sua famiglia non l'amava nel profondo fin dall'inizio perchè già aveva i segni di questa devianza, che è la più vicina secondo me al Male

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    10. ho cercato il film, hai azzeccato, è proprio quello lì! Con le sculture e le caldaie. "Stephen King's The Shining".
      Orrore.
      Ma non nel senso di horror, ma proprio di orrore. Non c'è confronto fra le i due film, mi spiace per King ma Kubrick in questo caso ha saputo vedere oltre :-)

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    11. Beh, era facile azzeccarci Jolly, di Shining ci sono solo quei due e poi st'operazione che tentò King "contro" Kubrick fece molto scalpore.
      Filmetto, anche se le sculture sarebbero state bene anche in quello serio...

      " che crolla sotto il peso di quello che (lui crede) sia l'unica cosa che la sua famiglia voglia da lui, cioè lavorare, scrivere, lavorare e scrivere e con ciò mantenerli tutti. "

      non lo so sai?
      Ossia che ci sia questa sensazione che la famiglia voglia che lui scriva e porti soldi o comunque questa necessità di scrivere per mantenerla non l'ho mai percepita.

      Comunque a parte questo particolare tecnico per il resto, tutte le cose che scrivi dopo sono completamente d'accordo Marco

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    12. mi sembra di ricordare una frase, buttata lì da Jack in mezzo a molte altre, dove lui faccia pesare il fatto che deve scrivere e lavorare e per questo motivo è stressato, mentre loro due sono un peso. Forse non lo dice esplicitamente ma lo si intuisce dal tono. Mi sembra che la dica ad un certo punto, cacciando via malamente Wendy perchè la presenza di lei lì lo disturbava. Poi è significativa anche la frase che scrive "All work and no play makes Jack a dull boy", mi fa pensare che nella sua testa crolla sotto il peso del non riuscire a scrivere nulla pur provandoci. E finisce per girare le colpe sulla famiglia che pur vivendo del suo lavoro, "lo disturba" proprio mentre lui dovrebbe lavorare. Però sono solo ricordi vaghi, oltretutto di cose non dette esplicitamente. Considera che questo film lo hai visto sicuramente più volte di me - non è sul mio podio personale pur trovandolo un capolavoro :-)

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    13. Analisi perfetta e che non solo condivido ma ti confermo, a visione appena avvenuta.
      Quello che però volevo dir io è che non noto mai in lui il "peso" che la famiglia gli dà, nel senso che anche lo scrivere, il suo lavoro, mi sembra una cosa egoistica che con famiglia e sostentamento non c'entri nulla.
      Insomma, io lo vedo proprio uno che di quei due non gli frega nulla :9

      Vuole scrivere per sè.
      Tra l'altro buffo come, mi pare, davvero non si parli mai di condizioni economiche, nè di quanto guadagnerà, nè in quali condizioni sono nè altro.
      Oppure mi è sfuggito, chissà

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    14. Mi sono spiegato male.
      Quel peso di cui parli è presentissimo, sin dai primi minuti.
      E la frase sui fogli è perfetta.
      Volevo solo dire che mi sembrava il classico peso che uno scrittore si dà, l'ansia dello scrivere, il non voler essere disturbato, una pressione immensa che però, per me, è solo di Jack su sè stesso

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    15. d'accordissimo, mi sono espresso male nel primo messaggio. Anche secondo me lui sente il peso dello scrivere, ma come qualsiasi altro scrittore, e non come obbligo verso la famiglia; tra l'altro sua moglie non gli mette mai pressione...e poi a lui proprio non glie ne frega molto poco degli altri due componenti. L'argomento è per lui soltanto uno dei pretesti (lui lavora, lui li mantiene, loro invece lo disturbano, eccetera) per prendersela con la famiglia. Forse, nel suo sclero, arriva vicino a crederci sul serio in questi pretesti, cioè che lui sia l'uomo che deve mantener tutti mentre gli altri due sono due parassiti rompiballe, ma sono d'accordo con te che questi non sono i pesi che causano la sua pazzia, ma la deformazione della realtà che lui arriva a credere dopo essere uscito di testa.
      Non ricordo che i oe te abbiamo mai analizzato un film tanto nel dettaglio prima di questo :-) ma in effetti merita. Allora già che ci siamo facciamo trentuno: secondo te la scena dell'orso ha un significato particolare? Ne ho letto di ogni, ma tu sei un esperto di questo film.

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    16. Direi che ci siamo capiti perfettamente alla fine :)
      Ovviamente concordo su tutto.

      Jolly, sì, per me è il più bel horror di sempre e sì, è l'unico film, ma unico davvero eh, che credo di aver visto almeno 10 volte ma professarsi "esperti" di questo film quando è stato praticamente il più analizzato della storia del cinema (vedi Room 237) mi viene da ridere.
      Sono un semplice appassionato.
      E a quell'immagine non ho mai dato nessun particolare significato, solo che, semplicemente, la considero la più inquietante, ripeto la più inquietante di tutto film film.
      Ormai durante quella fuga tutto è esploso, la "splendida festa di morte (titolo orginale del libro) è ormai venuta fuori, a mischiarsi con la realtà.
      E in quella festa mascherata, in quell'orrore, quell'immagine è pazzesca.
      Tra l'altro solo con Room 237 ho scoperto che la nostra versione è parecchio tagliata.
      Durante quella fuga ad esempio Wendy finisce in una fantomatica Blue Room piena di scheletri (mi pare).
      Ecco, sta cosa noi non l'abbiamo mai vista...

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    17. sì :-) Non ho visto Room 237, me lo segno. Comunque anche per me quella scena vuol dire tutto e niente. Penso che abbia molti significati che erano tutti più o meno noti a Kubrick...il degrado della bella società, oppure la differenza tra classi sociali, il potere, oppure addirittura mi spingo a dire...ma no, è già fin troppo. Insomma, più che un significato unico, è una rappresentazione con risvolti subliminali disturbanti, tutti idonei ad atterrire lo spettatore e a trasmettere orrore e fastidio...una scena geniale!

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    18. Rido perchè parli di tutte le varie interpretazioni di quella scena senza aver visto Room 237.
      Beh, in quel documentario sto lavoro lo fanno per ogni inquadratura :)

      Per questo ti dicevo che oltre le mie sensazioni di pancia non posso permettermi nessuna analisi più approfondita, praticamente gli hanno fatto l'autopsia

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  3. questa non è solo una rece, questa 'è' shining. complimenti C :)
    è un film che la prima volta mi ha fatto scappare dallo sguardo; che la seconda volta mi ha magnetizzato e intrtappolato, così come le volte successive, con queste sensazioni perfette nel loro orrore

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    1. Nessun film mi magnetizza come questo, non credo che mi sia mai capitato di trovarmi per sbaglio davanti a Shning ed essere riuscito a cambiare canale, spegnere la tv etc... . Ogni fotogramma ti cattura, e quella location, quell'atmosfera non ti fanno uscir via.
      Grazie Giovanni

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  4. Quando si parla del Maestro, difficile non venire travolti come hai ben reso con la recensione.
    Eppure, dovendo scegliere, anche io, come JJ, non lo metto tra i miei favoriti.

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    1. Come ho detto a JJ io per attitudine e preferenze di generi non posso non metterlo non solo tra i migliori di SK ma tra i migliori tout court :)

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  5. Shining è il verbo, per quanto mi riguarda, un po' come tutti i film di Kubrick. Bel modo di parlarne...

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    1. Stessa cosa Emidio.
      Questo è il Verbo, dobbiamo solo provare a coniugarlo a modo nostro

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  6. Questa rece e` proprio tua! :) Non saprei cos'altro dire, perche` hai reso la tua visione anche la nostra, grazie per averla condivisa!

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    1. Ma grazie a voi per averla letta!
      Scrivere non in modo personale di questi film equivale a leggere cose lette 3000 volte.
      E allora ho lasciato che mi guidasse il triciclo :)

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  7. Alla fine del film,mi scappava di andare al bagno.Una volta entrato nella toilette del cinema mi accorsi di essere da solo,e un brivido freddo mi pervase per tutto il corpo.Bravo Caden per come riesci a recensire i film nel tuo modo tutto singolare.

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    1. Se nel bagno entrava uno simile a Mr Grady ti prendeva un colpo :)

      Grazie Snake, è il tipo di complimenti a cui tengo di più

      grazie ancora

      (ma il nome è per Metar Gear Solid?)

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  8. Complimenti meritati Caden.Per quanto riguarda il nick nessun riferimento al gioco.Ciao alla prossima rece.

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  9. Shining.... che cosa posso aggiungere.
    Quando vidi, da ragazzino, già appassionato di horror a di King, questo film al cinema di quartiere all'interno di una qualche rassegna che non ricordo, fu per me come un rito di passaggio.
    Questo film e' stato più' importante, per il mio sviluppo intellettivo, dei miei genitori, della scuola e degli amici messi insieme :-)
    Imprescindibile ed eterno.

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    1. Ahahahah, io non so se a livello di crescita e formazione posso affermare le stesse cose ma su una cosa sono sicuro, questo, per me, è IL film

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  10. Guardati questa meraviglia!
    https://vimeo.com/61167615

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    1. Capolavoro visto e rivisto più volte.
      Una delle migliori pubblicità (o promo) di sempre

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    2. Allora avrai visto anche questo, però te lo metto perché se non lo hai visto rimedi al volo.
      https://vimeo.com/48425421

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    3. No, non l'avevo mai visto...
      Ho i brividi, te lo giuro

      Grazie

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    4. Sì è pazzesco.
      Grazie a Kubrick e a chi ha montato insieme il tutto

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    5. Conoscevo il secondo (quello della prospettiva) ma non il primo, un promo stupendo! Grazie

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    6. Insomma, io ne conoscevo uno, Jacopo l'altro, Filippo tutti e due.

      Siamo pari adesso

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  11. Sinceramente qui siamo a livelli da K2 :o oh ma questa recensione è Arte vera! Ma che me frega del film se c'è sta Rece!?

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    1. non bestemmiare che Dio ti sente



      (grazie Dom)

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  12. È passato molto tempo dall'ultimo commento ma c'è una cosa che vorrei tanto fare e, seppur senza molte speranze, ci provo...
    Da appassionato di King vorrei chiedervi cosa riguardante una scelta del film che lo differenzia dal libro: che pensate della scelta di sostituire Tony come proiezione aurea con il "dito parlante"?
    Sono proprio curioso (e speranzoso)

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    1. Difficilmente recuperiamo qualche commentatore ma io li vedo tutti, ci sarò sempre ;)

      L'ho trovata splendida. Come splendida la scelta del labirinto al posto della caldaia.
      SHining è un film che non ha sbagliato nulla e in cui ogni intervento, per me, è stato migliorativo.
      Ma io son di parte, questo è il più grande horror di sempre ;)

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  13. Interessante...io all'inizio ero un po' preso male per il dito, lo trovavo un po' idiota..."vuoi mettere un dito parlante con la proiezione di se stesso come sarebbe apparso qualche hanno dopo se l' avesse scampata?", questo mi dicevo...adesso non saprei, cinematograficamente ha creato un'immagine mitica e solo per averla pensata merita.
    Comunque interessante, sarebbe bello sentire altre opinioni.

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    1. Sì sì, come cinema la scelta è stata perfetta.
      Come anche quella del labirinto (scusa se mi ripeto ma credo sia la differenza più grande col libro). Una caldaia che scoppia, insomma, in un film in quel modo era un pò na cazzata ;)

      eh, l'unica speranza in questi casi è che qualcuno che abbia spuntato le notifiche torni qua e dica la sua. Ma è dura...

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  14. La scelta della qualità è alla base di ogni acquisto intelligente. Scegli anche tu occhiali da lettura snake. Vai su http://www.vitalbios.com/A/MTQ3ODYzMjgxNiwwMTAwMDA4MyxvY2NoaWFsaS1kYS1sZXR0dXJhLXNuYWtlLTgzMDkuaHRtbCwyMDE2MTIwNixvaw==

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due cose

1 puoi dire quello che vuoi, anche offendere

2 metti la spunta qui sotto su "inviami notifiche", almeno non stai a controllare ogni volta se ci sono state risposte

3 ciao