17.12.14

Yesterday, i film del (mio) passato (N°4): recensione "Stand by me"

Chi ama il cinema, ma forse chiunque abbia la passione per qualcosa, è come se avesse due vite parallele.
Una è quella che conoscono tutti, quella della sveglia alla mattina, del lavoro (se c'è), del tentativo di star bene e del costruire affetti importanti.
L'altra è quella più nascosta che ti vede crescere insieme alla tua passione, ti costruisce mattoncino dopo mattoncino, in questo caso film dopo film.
A volte le due vite, quella evidente e quella latente, si incontrano là fuori, alla luce del sole, e camminano insieme per mano.
Altre volte invece continui la vita che ti sei costruito e il tuo io appassionato rimane nascosto.
Nel Giuseppe parallelo, quello che è cresciuto negli anni con i film ce n'è uno che nella vita reale equivarrebbe a qualcosa di grande ed importante, qualcosa che in qualche modo ti cambia.
Quel film è Stand by me, e in quell'immaginaria costruzione di mattoni e mattoni che sei te e la tua passione quel film rappresenta buona parte delle fondamenta.
Vent'anni, forse, dall'ultima (unica?) visione.
Vent'anni che sembrano venti giorni, ed è così, che mica tutti i modi di dire sono sempre e solo modi di dire eh.
Tratto da Stephen King già, lo Stephen King privo di mostri, più umano, quello che (sarà un caso?) ha dato al cinema le sue storie migliori (Stand by me, Il Miglio Verde, Le ali della libertà, Misery), qui straordinario narratore di quella fase delicatissima che va dall'infanzia all'adolescenza.
Stand by me è film icona come pochi, forse diventato ancora più importante del suo reale valore (per me altissimo comunque). Non c'è altro film probabilmente negli ultimi 30 anni che sia fotografia e immagine migliore di questo quando si parla di ragazzi, d'amicizia, e di viaggi che rendono grandi.
Quattro amici che decidono di partire alla ricerca del corpo di un loro coetaneo scomparso pochi giorni prima e - loro lo sanno grazie ad una soffiata - morto investito da un treno.
A piedi, attraverso due giorni e quasi due notti, con un sacco a pelo, una pistola, tanta adrenalina e un pò di paura.
Molte volte, io per primo, si è visto questo film come metafora del Viaggio che ti rende grande, come se quelle rotaie in cui camminano i quattro siano le rotaie che portano dall'esser bambini al non esserlo più.
Il viaggio è sì importantissimo ma oggi, in questa seconda visione di vent'anni dopo, non mi è sembrato la cosa più importante.
Ho trovato magnifico invece, e drammatico allo stesso tempo, come vengono raccontati i rapporti.
In un solo flash back di un minuto ad esempio (cosa da pochi) capiamo tutto del rapporto tra Gordie e suo fratello maggiore, morto ai tempi della vicenda da 4 mesi. Un fratello che amava profondamente Gordie ed era infastidito dall'essere il cocco di famiglia.
Ma il rapporto più bello è quello tra Gordie e Chris (interpretato da River Phoenix, fratello di Joaquin, morto per overdose a 20 anni)=, impressionante, ed anche qua bastano poche pennellate per rendercelo indimenticabile. Gordie l'intelligente e Chris il teppista.
Ma un teppista con una rara maturità e con un cuore grande come la disperazione in cui batte, quell'amico vero che sa esaltarti nella superficie delle stronzate e immergersi con te nella profondità delle cose serie.
E le cose serie sono due bambini (anzi, forse tutti e 4) non amati.
Stand by me non racconta tanto di un viaggio iniziatico ma del muro, dell'incomunicabilità, della frattura tra il mondo dei bambini e quello degli adulti.
Ogni genitore viene fuori distrutto in questo film.
Genitori che bevono e basta, altri che picchiano il figlio, altri, forse i peggiori, che nel mito del primogenito dimenticano l'altro.
E lo sfasciacarrozze che li offende tutti, e il racconto di Gordie al falò, vera metafora di tutto questo, quel racconto in cui un ragazzino obeso deriso da tutti i "grandi" decide di vendicarsi. 
Sono due mondi staccati.
Non è un caso che l'unica volta che vediamo un adulto e dei bambini in simbiosi sono nel finale, nell'oggi, con il Gordie padre.
Perchè chi vive certe dinamiche nell'infanzia poi o si vendica verso la vita riproponendole o se ne riscatta stravolgendole.
C'è una frase meravigliosa che dive Vern:
"Stiamo proprio bene vero?"
E la voce fuori campo:
"Non era il semplice star bene, vivere quell'avventura. Era come se ci fosse qualcosa di più. E noi lo sapevamo. Era come fosse magico"
Ecco, loro stanno vivendo qualcosa di grande che appartiene solo a loro e che solo loro possono capire. I genitori non esistono, gli adulti non esistono, la vita a casa non esiste. Ci sono solo loro e qualsiasi cosa in quei due giorni gli sta capitando o gli capiterà sarà per sempre impressa nella loro memoria.
Che sia lo scappare da un cane oppure da un treno in corsa su un ponte, che sia il togliersi di dosso le sanguisughe e svenire per la vergogna e lo spavento di trovarsene una sotto le mutande.
Che sia trovare quel corpo.
Poi arrivano i ragazzi più grandi, in macchina.
In macchina già.
E non so perchè ma ho trovato la parte più bella del film, quella più commovente, in quel "non ce lo porteranno via".
E' facile arrivare in macchina per la strada maestra, senza fatica.
Molto più difficile farsi 30 km a piedi sopra le rotaie, in mezzo ai boschi, gli stagni e le paure.
Quel corpo è il culmine di un'esperienza, apparentemente il fine della stessa, ma forse il mezzo per un altro fine, vivere qualcosa di indimenticabile.
E 7 ragazzi in macchina non possono portarci via quell'esperienza, perchè è nostra e abbiamo faticato per viverla.
Quella pistola puntata è solo l'ultimo, orgoglioso, e forse disperato tentativo di quattro bambini che vogliono difendere un mondo, il loro, che gli altri non possono capire.

"When the night has come
and the land is dark
and the moon is the only light we'll see
No i won't be afraid, no I want be afraid
Just as long you stand, stand by me"

voto 10




18 commenti:

  1. Ho amato questo film e ancora oggi fatico a non commuovermi se per caso torno a vederlo. "Non ho mai più avuto amici come quelli che avevo a dodici anni", ma forse è questo il fondo essenziale della vita, contro le identità precostituite e presupposte degli adulti, il libero desiderare e sognare degli adolescenti, che desiderando e sognando costituiscono loro stessi.

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    1. Rocco, non l'ho scritto ma ho praticamente pianto almeno mezz'ora di film :)

      loro costituiscono sè stessi, è vero

      "Non ho mai più avuto amici come quelli che avevo a dodici anni"

      Does anyone?

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  2. Un cult della mia infanzia (periodo delle medie) dove lo rivedevo a ripetizione.Purtroppo non ho mai letto il racconto di King da cui è tratto...

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    1. Io l'ho letto, quel libro poi è quasi benedetto, sono solo 4 racconti e ci hanno tirato fuori Stand by me e Le ali della libertà, pazzesco.
      Ed anche l'Allievo che non è affatto male.

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  3. è un film dolce e allo stesso tempo terribile, che anche io come te, porto nel cuore.
    C'è un punto della tua rece, quando descrivi di loro nel bosco e quella frase, sullo star bene.... che mi fa soprassalire. E come se mi ricordassi di me che vedevo il film allora, quasi coetaneo dei protagonisti (lo vidi al cinema), con le loro emozioni e trepidazioni e insicurezze e domande sul futuro; un io che nel ricordo si prefigura l'io me di oggi, mi si immagina ; e l'io di oggi ha un tuffo al cuore, il desiderio quasi doloroso e fisico di poter tornare allora, mentre profumi e odori e sensazioni della pelle di quergli anni (aria nitida, prti, stelle, grilli, fiume e bosco), mi rivisitano. Dio, davvero, chi li ha ?

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    1. Stesse sensazioni...
      Ieri ho provato qualcosa di pazzesco, quasi nuovo per me.
      Di solito quando rivedo questi film della mia infanzia la sensazione è sempre bella, particolare.
      Ma qui oltre a vedere qualcosa dell'epoca stavo vedendo anche qualcosa che oltre che con il pensiero mi rimandava "fisicamente" ad un'altra epoca, la loro, la mia.
      Ti giuro, una delle più belle visioni dell'anno, l'averlo rivisto dopo 20 anni è stato pazzesco, molto più bello secondo me che se l'avessi visto sporadicamente altre volte nel mezzo.
      Credo, e l'ho capito ieri, che possa essere uno dei 5/10 film più importanti della mia vita.

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  4. Io lo adoro, anche per me e` stato un traghetto verso l'adolescenza. Questo film incarna tutto quello che serve: amicizia, avventura, paura, solitudine, crescita. Lo trovo molto completo e credo che, anche se con una deriva diversa, ma nemmeno troppo, il suo degno erede sia Mud.
    Bella rece! :)

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    1. Mud è molto bello e sì, a grandi linee ricalca alcune tematiche di Stand by me.
      Ma quest'ultimo secondo me è superiore e non avrei mai detto che mi sarebbe piaciuto come se non più di allora :)

      Grazie!

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  5. Giovanni, grazie per questa emozionante (ed emozionata) recensione di un film che ho nel cuore.
    Film semplice e perfetto, capace di ricreare e coinvolgere lo spettatore nelle sensazioni speciali, magiche, sfuggenti ma anche incredibilmente potenti e persistenti, che solo certe amicizie in certe situazioni possono portare nella vita.
    Tratto da un libro (raccolta di quattro romanzi brevi) di un King ai massimi livelli.

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    1. Credo ti riferisci a me (Giuseppe), anche se il commento di Giovanni era molto bello.

      Così come il tuo :)

      Che film, poteva essere una delusione per me vederlo ed invece se possibile mi è piaciuto più di allora perchè oltre al suo valore intrinseco mi ha anche riportato indietro, doppia emozione.

      Se pensi che da quei 4 racconti son venuti fuori Stand by me e Le ali della libertà vengono i brividi...

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    2. Scusa GIUSEPPE!!! Certo mi riferivo a te... questo mi ricorda che il sabato mattina dovrei dormire :-)

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  6. Che bel commento, così completo, così interessante per quanto riguarda i rapporti genitori/figli. Io ho visto il film decisamente "da grande", ad una età matura, ma mi ha riportato all'importanza delle prime amicizie profonde adolescenziali, e a come mi ero rivolta a queste per costruire la mia autostima, esattamente come Gordie fa con Chris. Genitori che, per la loro storia personale, non sanno essere educatori in alcun modo e figli che si sostengono e costruiscono un'identità sostenendosi. Capita in qualsiasi epoca, per fortuna o purtroppo.

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    1. Però vedi, l'hai visto da grande ma non solo t'ha riportato indietro nel tempo ma ti ha anche fatto rivivere un qualcosa di particolare, non così diffuso. Per certi versi, l'avessi visto all'epoca, sarebbe stato un film perfetto per te.
      E bravissima, non sapevo se scrivere anche io per fortuna o purtroppo, credo che dipenda non dal fatto in sè, ma sa come questo possa essere virtuoso o vizioso.
      Spero nel tuo caso sia stata la prima.
      Questo che hai sottolineato è comunque un aspetto non così scontato di Stand by me, sono contento sia venuto fuori

      ciao!

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  7. Ieri sera, non riuscendo a prender sonno, ho pensato di esplorare il tuo blog e c'era questa sezione, Yesterday,che mi ispirava.
    Quando l'ho aperta e ho visto quei titoli (i guerrieri della notte, breakfast club, stand by me, picnic ad hanging rock), tutti lì insieme, mi ha preso quell'emozione che si prova ad aprire la scatola nascosta in fondo all'armadio dove abbiamo riposto quei piccoli, poveri, oggetti della nostra vita passata, che per noi sono ricchezze perché aprono cassetti remoti della nostra memoria e fanno venire fuori straordinarie "malinconie" (in senso buono, s'intende).
    Dopo aver letto con grande piacere le tue analisi, ho cercato di ripescare altri titoli meritevoli di stare nella mia personalissima lista. Ne ho trovati solo altri 4, tutti del genere musicale (the rocky horror picture show e jesus christ superstar su tutti) perchè non posso stare senza musica ed amo pazzamente le colonne sonore.

    Ognuno ha la sua lista perchè ognuno ha le sue corde emozionali e se oggi, quelle che avevamo in comune, magari sono accordate su tonalità diverse, poco importa, ci sono ed i film le fanno ancora vibrare, evviva!

    Continuando con i miei pensieri, mi è venuto in mente un altro film da inserire nella mia lista, Birdy di Alan Parker, e sono cominciati a scorrere, nella mia testa, affiancati, gli ultimi frame di Birdy e di Mommy, uno dei tuoi film preferiti. Due "salti" diversi, due diverse tonalità, entrambi bellissime.

    Poi finalmente è arrivato il sig. Orfeo e ho smesso di sragionare.

    Scusa se il mio non è un commento sul film, peraltro amatissimo, ma ci tenevo a ringraziarti per le sensazioni piacevolmente riscoperte per merito tuo.
    Ciao

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  8. E' buffo che ti scusi per il "tipo" di commento quando, in realtà, sono questi i commenti più belli che si possono leggere.
    Ormai se mi leggi lo saprai, io provo a raccontare e vorrei leggere di queste emozioni.
    Tra l'altro mi hai fatto venir voglia di ripescare nei miei ricordi, aggiungere altri pezzi a questa sezione.
    Io invece non sono malato di musica(l), quindi ci troviamo poco in quei mattoncini tuoi ;)

    Ma che bello il riferimento tra Birdy (che ho visto e recensito) e Mommy.
    Io Birdy l'ho visto in età molto adulta (quando l'ho recensito insomma), quindi non poteva far parte di questi ricordi.
    Ma Modine e il suo salto li ricordo con emozione lo stesso.
    Grazie mille Dakota

    (però credo intendessi Morfeo, ahaha)

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    1. Doh! Un signor biscottone tutto nero che mi accoglie tra le sue braccia.. neanche nel peggior incubo!!

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    2. Doh! Un signor biscottone tutto nero che mi accoglie tra le sue braccia.. neanche nel peggior incubo!!
      No eh, anche qui sbaglio, c'è sempre quella consonante in più o in meno che mi frega. Meglio lasciar stare..

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    3. AHah, c'ho messo 10 minuti per capilla.
      Pensa, non conoscevo i biscotti Oreo.
      Niente, sì, lasciamo perdere, accendiamo Morfeo e passiamo alla prossima domanda ;)

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