11.12.14

Recensione: "Dolls" (2002)


presenti spoiler
Le marionette in una struggente cantilena parlano d'amore, di un amore funesto che rischia di distruggerle.
Si aggrappano l'un l'altra, si guardano.
Poi guardano in camera.
E comincia così Dolls, storia di umane marionette mosse dai fili dell'amore, un amore folle e distruttivo.
Non sono un fan di Kitano, ho visto pochissimo di suo, ma credo che il tutto sia dovuto ad un mio leggero problema col cinema giapponese.
Con una semplificazione talmente puerile e molto probabilmente sbagliata ho sempre considerato il cinema giapponese troppo legato alle sue tradizioni. E questo legame con la tradizione nel cinema ha portato a due filoni, quello della Yakuza e quello dei samurai, che per soggetto non mi fanno impazzire. Ho sempre trovato invece il cinema coreano molto più universale, non dico occidentale, ma universale.
Park Chan Wook, Kim ki Duk, Bong, ma anche molti altri film singoli che ho visto sono opere che sanno mischiare la grazia e il mondo orientale a tematiche anche nostre.
Dai giapponesi invece arrivano, 8 volte su 10, film di mafia o samurai.
Poi certo, in mezzo ci sono decine e decine di perle magnifiche che si staccano un pò dal filone.
E Dolls è una di queste.
Film sull'amore certo, lo "dice" esplicitamente lo stesso prologo, ma sarebbe un grave errore considerare Dolls un film sulla potenza dell'amore, sulla sua assoluta indistruttibilità.
In realtà ci sono almeno altre due tematiche, collegate entrambe allo stesso amore.
La prima è la pazzia.
In tutte e 3 le storie (staccate l'una dall'altra ma che più volte si sfiorano, nella spiaggia, vicino la casa del boss, in quel pranzo avanzato che la signora porta al fan della cantante), in tutte e 3 le storie l'amore ha reso folli.
Ha reso folle la ragazza lasciata poco prima del suo matrimonio dal fidanzato.
Ha reso folle poi lo stesso fidanzato distrutto dal senso di colpa e dall'aver rovinato per sempre lei.
Ha reso folle una donna che per 50 anni ha continuato a portare lo stesso pranzo sulla stessa panchina ogni sabato.
Ha reso folle un fan che per amore della propria cantante preferita si è accecato.
L'amore è follia, l'amour fou si raccontava una volta.
E l'amore crea anche dipendenza, bisogno assoluto l'uno dell'altro.
Ed è questa l'altra tematica di Dolls e, forse, la metafora perfetta dello stesso titolo. Siamo tutte marionette manovrate dai sentimenti e dagli altri. L'amore, o chi lo rappresenta, ci impedisce di muoverci come vogliamo, ci incatena, in una smania idolatrante come il fan della cantante, in una panchina e in un sabato come la signora, in un filo rosso del color del cuore come i due vagabondi. Tutti sembrano mossi da fili invisibili, tutti ormai sembrano condannati a recitare in quella recita, tutti sembrano incapaci di scartare di lato, uscire da quel sentimento e ricominciare.
Ma c'è anche tanta bellezza in Dolls, i sentimenti si caricano di forza e valore. Ma non sono vissuti fino in fondo, sono prigioni che poi, in tutti e 3 i casi, portano a morte e distruzione.
Muore il boss che finalmente sembrava aver ritrovato lei e la felicità.
Muore il fan che si era accecato per lei.
(Tra l'altro questa è una storia in cui il vedere e il non vedere è giocato magistralmente con lui che da vedente non è mai riuscito -nè negli innumerevoli backstage nè a casa sua- ad avvicinarla mentre da non vedente riesce finalmente a farlo. Potremmo dire che riesce finalmente a vederla quando non vede più).
Muoiono infine, forse, i due amanti uniti dal filo dell'amore e della disperazione.
Dolls è un film di coppie, sempre.
E non mi riferisco solo alle tre coppie dei tre episodi ma anche ai due amici dello sposo, ai due che vengono a trovarlo al matrimonio, al ragazzo handicappato e l'accompagnatore, a tutte le coppie del parco.
Sono solo coppie, sempre.
Ed è un film che forse ha gli unici difetti in una eccessiva dilatazione delle sequenze (soprattutto nelle 10 camminate dei due innamorati, bellissime, ma eccessive) in una esasperazione delle vicende (tutti e 3 gli episodi sono abbastanza improbabili) e in una colonna sonora molto bella ma a tratti troppo pomposa.
Ma l'errore sarebbe considerare Dolls come film troppo verosimile o che cerca verosimiglianza.
No, Dolls è film-metafora di un sentimento meraviglioso e terribile allo stesso punto.
E se non l'abbiamo capito prima lo capiamo in un finale che è talmente bello da annichilirci.
Loro diventano le bambole.
Sono 3 minuti di cinema talmente grande, talmente intenso, talmente meraviglioso da aver paura di morirne.

( voto 8 )

23 commenti:

  1. Strano, per certi versi considero Dolls un film durissimo e violento. Forse lo dice lo stesso film all'inizio con I messi dell'Inferno di Chikamatsu Monzaemon. Per me un capolavoro, lo riguardo spesso. Ci sono le stagioni con cui facciamo i conti, la follia, la cura, il ricordo, le illusioni perdute. C'è tutto quello che poi per comodità chiamiamo amore. Takeshi Kitano riesce a farlo con una forma straordinaria anticipata già nella premessa col teatro bunraku. E le parole finali del tuo post saranno la mia nuova custodia del film. Grazie infinite.

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    1. Ma grazie a te....
      Non c'è niente di strano, il film è quello che dici, la follia, la disperazione e la distruzione a cui, a volte, può portare l'amore o quello, che come giustamente dici tu, chiamiamo così.
      Sento che sei molto ferrata sul film, non solo sul messaggio, ma anche sulla cornice della marionette.
      Grazie del bel commento e delle informazioni Santa

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  2. Curiosità a questo punto. Anche io ho dei problemi con i film nipponici ma questo mi sta incuriosendo...

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    1. Io amo da morire il cinema orientale.
      Ho fatto solo un discorso "statistico".
      E, statisticamente, ho l'impressione che gran parte del cinema giapponese sia ancorato a quei due filoni.
      Con centinai di eccezioni certo, ma mi sembra molto meno "libero" del cinema coreano.
      Il cinese invece lo conosco pochissimo, solo Won Kar Wai credo.
      Che basta e avanza da solo :)

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  3. Io, che Kitano come autore lo apprezzo, ho sempre avuto grossi problemi con questo film. Proprio perché sono storie improbabili (quella del fan accecato mi ha fatto cascare e braccia) immesse in un contesto realistico. Eppure si fanno portavoce di significati bellissimi, così come bellissima è la scena finale...
    Ecco, potrei dire che è un film magnificamente sbagliato.

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    1. Ti capisco perfettamente...
      In realtà in quel finale però tutte queste tue (e anche mie) remore a me sono crollate, ho capito che Dolls veramente è un film metafora e manifesto sull'amore "sbagliato".
      L'ultima frase è una mia mezza citazione al finale di Womb, ahahha

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  4. Grande film, anche se il Kitano migliore è e resterà quello degli esordi.

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    1. Devo recuperarli James, almeno un paio

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  5. Qualche mese fa iniziai a vedere questo film ma mi fermai al prologo con le marionette: mi spiace ma certe cose (pupi, marionette, mimi etc...), certe musiche o balli tradizionali (da varie parti del mondo eh, non solo giapponesi) mi mandano via di testa... proprio non le sopporto.
    Questa recensione mi fa venire voglia di ritentare: se riuscirai nel miracolo te lo faro' sapere qui.

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    1. Ma assolutamente!
      Ti capisco, quella nenia o ti affascina o ti massacra le balle, ma poi, dopo i 3 minuti, non c'è più una sola marionetta.
      Se non quelle umane

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  6. Dolls l'ho presi anni fa a una fiera.Innanzitutto i paesaggi che sono indescrivibili,questi sfavilli di colori,primaverili,autunnali.Il tema centrale è l'amore,anzi direi ossessione,non l'amore in senso positivo.anzi direi in senso malato.Tutto ruota ai due amanti legati,che si erano lasciati per volere delle familglie:lui doveva sposare la fil
    glia del capo, ma ha rifiutato,dopo che ha saputo dell'internamento in clinica della sua fidanzata.Lui ha scelto di stare con la sua innamorata e vengono chiamati i due amanti legati.Hanno una corda che li lega assieme,ma vengono derisi,additati.Perchè lui rifiutando la figlia del capo,ha dato un calcio in culo alle
    tradizioni e la paga si lui che lei.
    poi ci sono storie attorno:La signora che continuerà a portare al suo innamorato il pranzo e guai a qualcuno che osa sedersi al suo posto.deve venire il fidanzato anche se sono passati cinquant'anni.Poi un giorno lui arriva è il suo amore,ma è diventato un capo Yakuza.Un giorno lui scopre di questa donna e capisce che è lei. Lo stesso parco,la stessa panchina,solo i tempi sono cambiati,più moderni e lui va da lei e lei lo accetta,tanto il suo innamorato non verrà più.Lui deciderà di parlarle,ma non riuscirà ,verrà ammazzato.Il fan ossessionato a tal punto che vedendo delle notizie su un palazzo,durante dei lavori,abbandona il lavoro,per andare in ospedale ad avere notizie delle sua cantante,che è rimasta sfigurata.Lei non vuole vedere nessuno,accetta di vedere lui diventato cieco.C'è la scena bellissima che lui sente il profumo dei fiore e lei gli dice,le rose stanno fiorendo.Non sono più una rock star,famosa,bella,e uno stalker ossessionato,dall'immagine di lei,da ciò che rappresenta.Non c'è più il mito,ci sono due ragazzi che si stanno conoscendo,come un ragazzo e una ragazza che si conoscono.Lei comincerà ad apprezzare la sensibilità che forse quando era famosa neanche sapeva cos'era,presa dalla sua vanità.inoltre quando lei era famosa c'era una rivalità tra il suo fan e un 'altro e bastava un niente,per scatenare rivalità.Ad esempio la scena dove lei firma degli autografi e ha un'atteggiamento più confidenziale,mentre con quello che diventerà cieco è più distaccata.Ma anche lui verrà ammazzato,E' come essere a un passo dalla speranza,da ciò che ha i sempre desiderato e tutto svanisce.Lo definirei anche un film sulle speranze distrutte in pochi attimi.Anche i due amanti legati moriranno assiderati,moriranno insieme.

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    1. Ti sei dimenicata la scena al minuto 33, le altre le hai dette tutte!

      Ahah, se qualcuno cercava tutto Dolss lo troverà in questo commento.
      Se sei andata solo a memoria complimenti...

      Sì, non è un film sull'amore libero e bello, ma su quello ossessivo e distruttivo, senza dubbio :)

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  7. Si sono andata a memoria.Al minuto trentatrè non ho proprio pensato.Ricordo che quando lo vidi la prima volta mi sentii triste e avevo fatto fatica a capirlo,però come ripeto i paesaggi erano unici,splendidi.E' un film particolare.Anche la scena dei due ragazzi morti assiderati sospesi e tosta da un lato c'è la morte e dall'altro sullo sfondo c'è questa scena del sole che sta sorgendo e si vede che è l'inizio di una bellissima giornata,forse un po' in contrasto,ma è la natura...

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    1. No, ma quella del minuto 33 era una battuta eh... :)
      Nel senso che hai praticamente fatto la vivisezione di ogni scena, ho fatto finta te ne mancasse una.
      Il film gioca molto sui contrasti tra tormenti umani e bellezze naturali, è vero

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  8. Birichino!!!
    Comunque è vero l'ho praticamente vivisezionato:-) Ti volevo anche dire che il film Il segreto di Claire in realtà si intitola The Marsh. A me è piaciuto.Dopo lo riguardo.Baci! Erika

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    1. Non lo conosco nemmeno come The Marsh, anzi, semmai l'avevo sentito col nome precedente.
      Buona revisione allora

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  9. L'ho guardato.Sempre bello.Triste,ma bello.L'unica cosa che ho il dubbio è la morte del ragazzo cieco.Io ho sempre pensato che fosse stato ucciso dall'altro rivale in amore ( per modo di dire).Il film fa capire che c'è sempre una possibilità,anche dopo anni,il punto è la mano umana a cambiare il percorso.Le bambole che si vedono all'inizio prendono vita grazie a uomini che fanno di loro ciò che vogliono.Lì i personaggi hanno avuto tutti una possibilità,purtroppo troncata.Nel trhiller che ti dicevo c'è quell'attrice che ha fatto Scent of Woman con Al Pacino,la scena del tango.Una delle scene più belle di tango,almeno per me.Ciao!!!

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    1. In realtà dalla frase di prima sembrava che tu riguardassi l'altro film, non Dolls :)

      L'analisi che fai di Dolls è molto buona, quella è la metafora di tutto.
      Tu pensa che Profumo di donna non l'ho mai visto, mannaggia a me...

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  10. Profumo di donna è un film molto bello e un'altra scena dove c''è un tango molto è un film con Jessica Biel E Colin Firth,ma adesso non ricordo il titolo.So che è un film mi era piaciuto molto,mi piaceva il personaggio di Jessica Biel.Devo saltare.Ieri sera ho visto per l'ennesima volta Birth io sono Sean,io quel film faccio fatica a capirlo.

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    1. Guarda, Birth io sono Sean l'ho visto al cinema quando uscì, credo più di 10 anni fa. Non mi ricordo se l'avevo capito o no, ricordo la storia ma non se poi si spiegava.
      Il film che dici dovrebbe essere Matrinonio all'inglese

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  11. Pure io l'ho vidi al cinema quando usci.Ero andata con due amiche.E all'uscita ebbi una discussione con una delle due,perchè io sostenevo che il bambino avesse inscenato tutto e l'altra che lui era il marito,perchè sapeva troppe cose su di lu.E io se non ricordo male sostenni la teoria delle lettere,che lui aveva visto nascondere e che lui ha preso e fatto la scena.Per me è così.Ma allo stesso tempo qualcosa non mi è chiaro,sì il bambino aveva problemi,sicuramente,ma lì non se ne viene a capo,poi lei che va giù di testa e posso capirlo.

    Cambiando discorso,sì esatto è proprio Matrimonio all'inglese.E mi era piaciuto.Lei era un personaggio tosto,mica le mandava a dire.D'altronde aveva a che fare con tre lagnose: Quella madre con le figlie erano insopportabili.E lUn altro film che mi è piaciuto e che ho E' Sotto il sole della Toscana.Baci!!

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    1. Guarda, sto cominciando a ricordare e posso dire quasi con assoluta certezza che hai ragione te, alla fine si scopre che era tutto un tranello.

      Sotto il sole della toscana lo conosco perchè c'è una scena che mangiano e il catering era di un mio cliente della videoteca

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  12. Che bello! Sì è un film che mi piace moto,la trama,i luoghi.Lo vidi anni fa e non è tanto che l'ho fatto duplicare.

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