12.9.16

Appunti veneziani di un giovane appassionato (parte prima)

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Riccardo Simoncini è un giovanissimo lettore del blog, nemmeno ventenne. Mentre noi ce ne stavamo al raduno lui se ne è partito per Venezia (chiamalo scemo...) e si è visto 6 giorni di festival. Gli ho proposto di farci un suo resoconto. E' la prima volta che scriveva per un blog/sito. Beh, avercene di giovani così...
Questi sono i suoi primi 3 giorni, domani o più in là i restanti 3

VENEZIA 73 
Per un amante del cinema non c’è nulla di più esaltante che andare ad un festival come quello di Venezia (uno dei più importanti tra l’altro). Si vedono film, tanti, tantissimi film (io in 6 giorni ne ho visti ben 22) e molti di questi neanche vedranno la luce nel nostro Paese. Si incontrano persone, che siano critici, attori, attrici o registi o semplicemente amanti della settima arte. Insomma un’esperienza unica. Ecco il resoconto dei film visti. 

1 SETTEMBRE 

LA LA LAND


 Dal genio di Damien Chazelle nasce il racconto di una storia d’amore tra due sognatori: un pianista jazz (Ryan Gosling), che sogna di aprire un proprio club, e un’aspirante attrice (Emma Stone). La musica, come in Whiplash, è di nuovo protagonista. Infatti quale genere meglio del musical più classico per raccontare dell’incontro tra due sognatori? La La Land è un inno all’amore, alla musica ma prima ancora un inno all’uomo, che con il giusto spirito di intraprendenza può realizzare i suoi sogni. Mai arrendersi, perché alla fine se anche solo si può sognare una vita diversa non significa che non la si possa ottenere. 

PREVENGE 


Alice Lowe debutta alla regia con Prevenge, di cui è anche sceneggiatrice e attrice protagonista. Non rinuncia però affatto a quell’umorismo nero tendente al grottesco che ha da sempre caratterizzato la sua performance attoriale (Killer in viaggio tra gli altri). Così, mentre è realmente incinta, interpreta una donna in cerca di vendetta, in cui a spingerla alla furia omicida è la voce della bambina che ha in grembo. Il film diventa così una riflessione sulla condizione di madre e sul cambiamento che ciò per lei comporta, sulla ricerca di vendetta e redenzione, per sfuggire in ogni modo ad un passato difficile da accettare. 

LES BEAUX JOURS D’ARANJUEZ 

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Un lungo (troppo lungo) dialogo tra due persone attorno ad un tavolo, per parlare della vita, del cambiamento: il confronto tra razionalità e delicatezza. Fa da sfondo una natura silenziosa, come luogo di evasione dalla città frenetica e rumorosa. Il nuovo film di Wim Wenders , per quanto tecnicamente valido e immersivo (anche grazie all’uso del 3D), non riesce a coinvolgere sufficientemente. Rimane concettualmente troppo astratto e con troppe simbologie. 

2 SETTEMBRE 

ARRIVAL 


Qual è la funzione del linguaggio? In futuro quanto sarà importante la comunicazione? Villeneuve ci regala uno sci-fi nuovo, che nell’affrontare la tematica ormai già vista degli alieni, mette in luce le contraddizioni del presente, attraverso una linguista (Amy Adams) che dovrà cercare di interpretare il loro linguaggio. L’alieno è colui che appare diverso, una sorta di straniero, con il quale abbiamo difficoltà a farci capire. Ma gli “alieni” non sono solo quelli che arrivano sulla Terra: siamo tutti noi. Come con quelle creature extra terrestri, non riusciamo a comunicare e a trovare un’alleanza con altri paesi del mondo, ma soltanto a trovare conflitti. La comunicazione diventa così l’elemento mediante il quale riuscire a conciliare ogni forma aliena. Con cui trovare accordi e pace. L’Universo è molto più grande rispetto a noi, ma nonostante questo ce ne crediamo signori con le nostre armi e il nostro potere. Ma quanto questi mezzi sono funzionali per comunicare con il diverso (umano o alieno che sia)? 

THE LIGHT BETWEEN OCEANS 


Una storia d’amore e di sofferenza tra Tom Sherbourne (Michael Fassbender), che, con la fine della Grande Guerra, si isola come guardiano di un faro, e Isabel (Alicia Vikander). Centrale è il loro dramma nell’avere un figlio e il tentare di riuscirci in tutti i modi. Purtroppo, però, attraverso un sentimentalismo eccessivo, il film non va oltre al semplice melodramma. 

TARDE PARA LA IRA 


Quello che inizialmente sembra un film drammatico si trasforma ben presto in thriller di vendetta, così come il protagonista che inizialmente appare calmo e pacifico si rivelerà avere un piano ben preciso, sintomo di una personalità complessa e vendicativa. Il film, di Raul Arevalo, diventa così un revenge movie, che lavora magistralmente sui tempi e sui personaggi.

EL CRISTO CIEGO 


“La fede è il suono che riempie quel vuoto” recita ad un certo punto uno dei personaggi. Proprio la fede è il tema fondamentale del film di Cristopher Murray. Un Cile desolato, povero e vuoto, come del resto la vita degli abitanti di questi luoghi. L’unico modo di sopravvivere è credere in qualcosa, la fede appunto, che riempia questo vuoto. Michael crede di essere un Cristo, trovando Dio dentro se stesso e per questo pensa di essere in grado di guarire un suo amico attraverso un miracolo. È un “Cristo Ciego” , “cieco” nell’anima, che dà speranza alle persone, perché basta questa per continuare a vivere. Il film si basa su un soggetto davvero interessante ma non approfondisce sufficientemente una tematica così complessa come quella della religione.

3 SETTEMBRE 

NOCTURNAL ANIMALS


 Susan è un’importante gallerista d’arte che riceve un manoscritto dall’ex-marito scrittore, che non sente da alcuni anni. La storia racconta di Tony che cerca vendetta dopo aver perso moglie e figlia. Così attraverso questo racconto, Susan rivive i dolori del suo amore con l’ex-marito. Tom Ford dirige un film di vendetta, morale prima che fisica. Come in “A Single Man”, riflette sui rapporti tra le varie classi sociali, con particolare attenzione soprattutto verso quella più ricca. La ricchezza rivela quindi solo un’apparente felicità, l’unica a cui potersi aggrappare per poter sopravvivere al proprio passato, a meno che un libro non lo faccia rivivere ancora per molto tempo. 

SAFARI 


Uno dei miei film preferiti al festival. Uno dei registi più controversi del cinema contemporaneo, Ulrich Seidl, autore di “Im Keller”. Il vero safari è quello degli spettatori nei confronti degli uomini-cacciatori, protagonisti del film. Lo spettatore ne rimane colpito, osserva impotentemente come se stesse girando su una jeep in Africa. Questi uomini-cacciatori, così brutali, sono persone comuni che pagano cifre esorbitanti per fare caccia grossa nella Savana (viene addirittura citato il “listino prezzi”). La loro violenza è massima, come massima è la sicurezza da cui abbattono gli animali. Sì, perché attraverso delle testimonianze di queste persone veniamo a sapere di come loro distinguano l’abbattere dall’uccidere. E proprio queste testimonianze sono talmente sconcertanti e assurde, da diventare grottesche e surreali. Seidl ritorna con il suo stile documentaristico inconfondibile, fatto di inquadrature fisse e perfettamente composte, tali da sembrare dei veri e propri quadri di “uomini schifosi”: i bianchi, che “abbattono”, e i neri, che li accompagnano e poi mangiano le carcasse degli animali. Nessuno viene escluso da questa brutalità. Ma le vere armi non sono i fucili o i coltelli, ma le macchine fotografiche e i cellulari, che immortalano questi uomini mentre posano come eroi sopra la bestia uccisa, anch’essa messa in posa. Da parte di questi uomini c’è poi un’attrazione verso gli animali, elogiati in tutta la loro bellezza. C’è una sorta di apparente rispetto, perché alla fine questa bellezza diventa il motivo per cui “abbattono” gli animali, cioè uno scopo prettamente estetico. Ciò che fa più paura è però il fatto che il film non sia di finzione, ma un documentario, in cui il regista non mette in scena le uccisioni degli animali in maniera fittizia, ma osserva questi atti brutali dal vivo, senza poter fare nulla. 

FRANTZ 


Una guerra che divide prima e dopo la battaglia sul campo. Le conseguenze della Grande Guerra vengono così rappresentate attraverso il dolore per i morti caduti. Anna infatti soffre molto per la perdita del marito Frantz, ma quando arriva Adrien, che si presenta come un amico di Frantz, una nuova serenità invade lei e la famiglia del giovane caduto. Frantz è un film che si concentra sulla responsabilità della guerra e delle conseguenti morti. Mostra in particolare la difficoltà di superare un lutto. È un film di segreti, che i vari personaggi si tengono nascosti tra loro, ma soprattutto racconta dell’amore, coniugale o parentale che sia. 

51 commenti:

  1. Un ottimo resoconto : sintetico, esaustivo e appassionatamente personale.
    Complimenti!

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    1. Grazie mille! Felicissimo che sia stato apprezzato!
      -Riccardo

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  2. grazie del reportage.
    domanda off topic: quale film di Seidl suggeriresti (tranne Canicola che è l'unico che ho visto)?

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    1. Grazie a te del commento.
      Dunque: personalmente amo moltissimo tutto Seidl. Ti consiglierei, però, la trilogia Paradise, in particolar modo il primo: "Paradise: Love", ma anche l'ultimo "Im Keller" è spiazzante come pochi!

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  3. Ebbravo Riccardo! Sui film visti la pensiamo praticamente allo stesso modo, io però non ho avuto il coraggio di affrontare Seidl, tra macellazioni e caccia spietata, stomaco e cuore non avrebbero resistito :)

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    1. Grazie mille, Lisa! Io appena l'ho visto nel programma non potevo perdermelo. Considera che praticamente metà della gente in sala è uscita prima della fine... Nonostante tutto, però, secondo me rimane un gran film: poca gente sa essere così comunicativa come Seidl :)

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  4. Grazie Riccardo. Siccome il padrone di casa stava cazzeggiando allegramente insieme a un gruppo di brutti ceffi proprio durante il festival più importante d' Italia, qualcuno che facesse un resoconto è l' ideale :D
    Complimenti per l' articolo, molto interessante per farsi una "scaletta" dei recuperi.

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    1. Ahaha ti ringrazio moltissimo! Però anche il raduno non deve essere stato mica male eh ;)
      Spero davvero che molti dei film che ho visto arrivino da noi, aldilà di quelli hollywoodiani, che usciranno anche a breve penso ;)

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  5. Ciao Riccardo:)
    Ammazza che bell'esperienza che ti sei fatto!!!

    Allora, allora

    Ho aspettative ENORMI per Lala land (whiplash è uno dei film più belli del 2014 secondo me), nocturno animals (ancora non esiste un film con Jake Gyllenhal che non mi sia piaciuto) e infine per the light between ocean ( vabbè, credo non ci sia nemmeno bisogno di spiegazioni da parte mia. FASSBENDER-VIKANDER-DRAMMA-AMORE-LACRIME. Sto film ha praticamente tutto quello che cerco)

    Un film come Safari,invece,andrebbe proprio censurato. Non capisco il senso di fare un doc del genere.
    Mostrare la natura malvagia dell'uomo? Far riflettere sul fatto che siamo noi le vere bestie? E c'è bisogno di capirlo riprendendo dei coglioni che si divertono ad uccidere degli esseri viventi indifesi ed innocenti?
    Ma come diavolo ha fatto il regista ad osservare la morte così da vicino, vedere smembramenti, amputazioni e nefandezze varie e farci un documentario?
    Seidl non è molto diverso dalla coppia in foto.
    In fondo lo dici tu stesso, le vere armi sono cellulari e macchine fotografiche e in questo caso la macchina da presa.
    Chiedo scusa per i toni duri, ma quando si parla di caccia io mi inalbero di brutto.










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    1. Ciao a te! Chazelle è secondo me uno dei registi più promettenti del momento e spero che continui così, perché a me La La Land ha convinto moltissimo! Ti dirò: Jake Gyllenhaal non è perfettissimo nella sua parte, ma è più per un punto di vista personale. Secondo me gli si addicono parti più "pazze" ecco, ma è comunque sempre bravo. Light between oceans a me non ha convinto molto come ho scritto, ma sono proprio gusti. Per rimanere su dramma-amore-lacrime ho trovato invece molto più toccante Frantz (che tra l'altro dovrebbe uscire in Italia a fine settembre). Non è che sono una persona insensibile ecco ahah
      Per Seidl non nego che ciò che lui fa lo renda sicuramente non un uomo di vanto, ma secondo me bisogna distinguere tutto quell'ambito per capire gli effetti che un film del genere può davvero avere. Certo, come dici giustamente tu, ci sono altri modi per mostrare la natura malvagia dell'uomo. Ma l'obbiettivo di Seidl è proprio quello di mostrarti quello che lui vede quando assiste a tali situazioni. Disgusto, orrore, odio? è quello che lui vuole venga provocato. Non ritengo che lui si salvi da tutto questo, però a livello comunicativo secondo me è efficace. Non adatto a tutti certo. E non lo consiglierei a tutti. In pochi casi però un film per me è stato così efficace nei suoi scopi. Spesso i documentari ti stimolano l'interesse, qua solo orrore per tutto ciò che viene fatto.
      In conclusione: secondo me rimane un documentario che non deve essere distribuito, che deve essere disponibile per chi vuole vedere Seidl. E concordo che come uomo non sia molto diverso dalla coppia in foto, ma secondo me rimane pur sempre un uomo che sa come comunicare!

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    2. Ma comunicare cosa?
      Che la razza umana si sente superiore a quella animale? E pertanto decretarne, a piacimento, la morte?
      Un doc che vuole comunicare qualcosa deve essere in grado di far riflettere lo spettatore, giusto?
      Ma qui parliamo di due spettatori che si approcciano al doc diversi: chi come me odia dal profondo del cuore la caccia e i cacciatori e chi invece la ama e la pratica.
      Ecco, un doc del genere fatto vedere alla prima categoria di persone indignerà in maniera assoluta, alla seconda categoria, invece, esalterà. Non abbiamo lo spettatore che non ha una posizione o lo spettatore che prima non aveva un'idea e adesso il doc lo sta facendo riflettere.
      Insomma, si tratta di un argomento su cui tutti hanno un opinione.
      Quindi finalità del doc,qual'è?
      Io non riesco a trovarla.
      Non ho bisogno di Seidl per conoscere la natura infima dell'uomo, "l'orrore per tutto ciò che viene fatto".
      Mi basta uscire di casa e vedere un randagio preso a bastonate, sentire al tg del festival di Yulin, sapere che ogni giorno centinaia di animali vengono abbandonati, farmi un giro allo zoo per vedere leoni in gabbia e orsi polari sotto temperature che sfiorano i 40 gradi.
      Qui abbiamo solo voglia di impressionare, scioccare e non comunicare e riflettere.

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    3. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensa il regista della caccia, tu sai qualcosa? Mgari ha rilasciato interviste a Venezia

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    4. "Non ho bisogno di Seidl per conoscere la natura infima dell'uomo, "l'orrore per tutto ciò che viene fatto".
      Mi basta uscire di casa e vedere un randagio preso a bastonate, sentire al tg del festival di Yulin, sapere che ogni giorno centinaia di animali vengono abbandonati, farmi un giro allo zoo per vedere leoni in gabbia e orsi polari sotto temperature che sfiorano i 40 gradi.
      Qui abbiamo solo voglia di impressionare, scioccare e non comunicare e riflettere."

      Rachè, ma se è un anno che me dici il contrario, ossia che alcuni film te sono piaciuti perchè mostrano lo schifo dell'uomo

      e che per alcune cose va bene, per altre, vedi animali, no?

      o me so perso un pezzo?

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    5. Beh aspetta aspetta, io non sono lo spettatore che ama la caccia. E che sia uno zoo o una battuta di caccia per me fa poca differenza. Io assolutamente non sostengo queste cose. Quindi diciamo che secondo me ci sono più categorie di spettatori. Poi diventa davvero difficile esaltarsi per un film di genere, quando è finito avevo difficoltà a capire se mi fosse piaciuto o no. Io poi ovviamente parlo per me, nonostante non supporti in alcun modo la caccia, il film mi ha portato alla riflessione, per questo penso che sia molto riuscito, ma questo come già detto non implica che io voglia esaltare le violenze contro gli animali. Io per esempio in a Serbian film non ce l'ho fatta per niente a vederlo...

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    6. Pierluigi Tronchetti13 settembre 2016 13:34

      Ciao Riccardo, voglio complimentarmi con te per la bellissima esperienza che hai vissuto; vorrei complimentarmi anche per ciò che scrivi, ma non lo farò oggi! Molti dei film che citi infatti, io vorrò vederli. Leggere, informarsi e soprattutto guardare trailer, per quanto mi riguarda, rappresentano il Bignami del cinema, e rischierei di compromettere la mia obiettività e il mio spirito critico. Tuttavia, per ciò che può valere, mi preme dirti che ho provato una certa invidia per la tua incredibile capacità: riuscire a vedere così tante pellicole in così poco tempo. Io, anche se i giorni sul calendario e le lancette di un orologio me lo permettessero, non riuscirei mai ad assorbire così tante emozioni tutte assieme. Non né avrei l'energia, timoroso ogni volta, in quell' ininterrotto fiume di fotogrammi, di perdermi qualcosa, di non vivere pienamente l'ultima pellicola con la medesima intensità della prima. Perché per me il cinema e' trasposto, immedesimazione, passione e per nutrirmene al meglio ho bisogno dei giusti tempi di metabolizzazione, e degli enzimi emozionali per farlo. Nonostante le considerazioni sul Bignami di cui sopra, la vostra discussione nel merito Safari, ha, mio malgrado ,catturato la mia attenzione e ho sentito l'esigenza fisiologica di intervenire. Perciò me ne scuso. Ciao Rachele. Io comprendo pienamente il tuo orrore e il tuo sdegno, ma cerca di comprendere il mio quando sento parlare di censura, amplificata ancora di più dal fatto che ad invocarla e' una giovane persona. Capisco perfettamente il tuo amore per gli animali e per tutte le creature che vivono in natura, davvero. Sei liberissima(e uno) di credermi o meno, ma vivendo in campagna mi sono trovato diverse volte a passare da una finestra(credo ti saresti divertita a vedere una scena che e' al limite del paradossale) perché un esodo improvviso di formiche mi impossibilitava di farlo dalla porta senza rischiare di calpestarne qualcuna. Oppure, nonostante abbia una mezza aracnofobia, prendere quel ragno e portarlo fuori per sottrarlo ad una morte certa. Ciononostante, io vivo con la triste consapevolezza delle mie contraddizioni. Contraddizioni che fanno di me un' ipocrita, e non so se e' peggio, persino un vigliacco. Perché ipocrita e vigliacco lo sono ogniqualvolta mi reco al supermercato, piuttosto che dal macellaio, e prendo le mie dozzine di kg di petto di pollo, liberando (e due) con viltà la mia coscienza grazie a l'ingannevole prospettiva insita nella visione di quella confezione, così diversa nelle forme dell'animale da cui in realtà proviene. Quelle viscerali rassicurazioni con cui cerchiamo la pece interiore con noi stessi, - Non gli ho uccisi io!- sono pura, sgradevole, vile ,contraddizione umana. Ciò e' dato, non dal cibarsi dell'animale in sé, sia chiaro, visto che in natura anche gli stessi animali uccidono per la propria sopravvivenza, ma per il modo con cui laviamo via il sangue dalla nostra coscienza.

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    7. Pierluigi Tronchetti13 settembre 2016 13:35

      Io Safari lo vedrò sicuramente. Non per voyeurismo spicciolo, ma per ricordare a me stesso qual è la mia terribile natura. Sono convinto che, per quanto possiamo sforzarci di percorrere il sentiero della rettitudine, talune volte ,sia indispensabile fermarsi a guardare la nostra anima più nera, poiché capita sovente che ci perdiamo nel nostro immobilismo a contemplare la nostra fierezza , ed e' in quel preciso momento che un inaspettato pugno allo stomaco del nostro spropositato ego, può avere il potere di smuoverci e di renderci migliori. Dunque, io non voglio che questo documentario venga censurato. La censura e' una privazione della libertà(e tre), e come razza, e' una libertà(...) che non dovremmo concederci. Magari non ce ne rendiamo conto, ma la libertà che tanto decantiamo, ogni giorno ci viene portata via un po' alla volta. Smembrata sotto i nostri occhi da parole la cui semantica e' fuorviante da ciò che dovrebbe essere il senso stesso di libertà . Ma questo e' un discorso troppo lungo ed articolato, mi fermo qua! Dobbiamo e possiamo essere liberi di scegliere, non di censurare. Infine, visto che questo e' un blog di cinema(anche se si può piacevolmente parlare di tutto), volevo , in virtù della tua giusta considerazione relativa alla ricerca di altri linguaggi per parlare della natura malvagia dell'uomo, citare un film: Predators. Predators e' un film del 2010. Una sorta di reboot di Predator, film cosiddetto "muscolare", che tra i tanti, ha accompagnato la mia infanzia. Predators e' il canonico film d'intrattenimento. I muscoli al cinema si sono sgonfiati, ma se c'è un 'accezione che per quel tipo di film può andar bene, e' proprio quella di cinema muscolare. Un action movie. Un film mainstream che si guarda a cuor leggero senza la pretesa di trovarci dinnanzi ad un capolavoro autoriale. Ed e' per questo motivo che non gli diamo il giusto peso e non riusciamo a scansionarlo aldilà della sua superficie. Eppure, se lo si osserva da una prospettiva differente dalla patina che lo avvolge, Predators e' la rappresentante del linguaggio alternativo ai temi di Safari, a cui facevi riferimento tu. Gli esseri mostruosi giunti da un altro mondo, altri non sono che una versione distorta di noi. Sono l'immagine speculare della nostra anima nera, o forse, più semplicemente, sono l'immagine riflessa negli occhi di un'animale che, inseguito, ha paura. Si perché in Predators sono gli uomini, alla stregua degli animali, ad essere braccati, in un gigantesco safari umano dove il sadico divertimento di chi caccia e' pari al terrore di chi viene cacciato. Predators ci getta nell'arena della consapevolezza del nostro essere inconsapevoli carnefici e predatori mortali, ma lo fa immortalandoci nel ruolo delle vittime, poiché la vera presa di coscienza di sé stessi avviene quando, per un motivo , o per un altro, ci troviamo dall'altra parte della barricata in cui siamo soliti stanziare. Dunque, quando rabbrividiamo dinnanzi ad un primo piano del volto abnorme, deforme e mostruoso di un predator, siamo messi dinnanzi ad un 'atroce verità: quelli siamo noi. Noi e la nostra stupida e disumana bramosia di uccidere una preda temibile, ogni volta più grossa e più feroce(in predators le prede sono gli esseri umani che per un motivo o per un altro si sono distinti sulla terra per la loro ferocia) solo per il malsano gusto di potersene poi compiacere mostrandoli come trofei(i predator uccidono per raccogliere trofei: Il cranio).

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    8. Pierluigi Tronchetti13 settembre 2016 13:37

      Il linguaggio, come si può facilmente evincere, esiste, e nelle sue più svariate forme. Il problema siamo noi che, se non messi dinnanzi all' orrore della verità, non riusciamo a vederlo. Adesso saranno più chiare le ragioni di quel " perciò me ne scuso". Consapevole com'ero che , come al solito, mi sarei un tantino dilungato.....:'(

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    9. Wow! Pierluigi sono io a fare i complimenti a te. Ti ho già letto spesso tra i commenti delle recensioni qua sul blog, rimanendo sempre affascinato dalla tua grandissima capacità di argomentazione. E anche in questo caso non posso che fare lo stesso. Analizzi perfettamente tutti gli aspetti necessari.
      Io all'inizio pensavo di non riuscirci a vedere tutti quei film, ma ti dirò che è stata proprio un'esperienza diversa. La differenza rispetto ad andare a vedere in sequenza dei film al cinema è che qui c'è un festival, con delle persone che hanno selezionato e poi messo insieme dei film, e c'è una giuria che a fine festival dovrà assegnare dei premi. Questo fatto secondo me contribuisce a farti vedere tutto da un'altro punto di vista. A me è capitato tantissimo nei vari giorni di festival, di trovare delle analogie tra i vari film e stupirmi di quanto in un modo o nell'altro si andasse poi sempre a raccontare una stessa situazione, anche se con risvolti diversi. Mentre stavo vivendo il festival man mano cercavo !il mio film" e lentamente cercavo di capire quali avrebbero vinto. E ancora oggi proprio per quella metabolizzazione di cui tu parli i film che mi sono piaciuti mi dicono sempre di più. è come se man mano che l'esperienza del festival si fa lontana ogni film iniziasse ad acquisire una forma propria. E vedere il metabolismo di questi film è davvero interessantissimo. Per quanto riguarda recensioni e trailer concordo pienamente con te e anzi spero che una volta che avrai visto Safari mi farai sapere la tua riguardo al film, dato che ha suscitato una grande divisione nel pubblico (e nella critica).
      Come ho già detto secondo me Safari non giustifica il regista, non lo rende un uomo in sé perfetto. L'ambito artistico secondo me è distinto da quello umano (a tal proposito la recensione sul El Ciudadano ilustre fa proprio riferimento a questo). Personalmente è riuscito nel suo intento, perché ancora oggi quelle immagini sono nella mia testa e mi fanno ragionare su un tale problema.
      Ti ringrazio ancora per i tuoi commenti e ti faccio i complimenti!
      A presto e aspetto la tua opinione sui film ;)

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    10. Niente da fare, Pierluigi the best

      (devo ancora leggere di Somnia, piano piano recupero tutto)

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    11. Ciao Pierluigi:) ma è la prima volta che ci incontriamo, qui, nel blog? Parlo in maniera diretta, altrimenti mi è capitato spesso di leggere i tuoi luuunghissimi commenti :D
      Voglio impegnarmi con la risposta, visto che il tuo commento lo merita. Spero di riuscirci.
      risponderò alla maniera di Giuseppe, ossia per punti.

      1. Nutro un forte rispetto per gli animali (in alcuni casi più per loro che per gli umani)
      Ho avuto un passato da vegetariana interrotto per motivi personali, ma non escludo, un giorno, di tentare di nuovo
      Non uccido volontariamente nessun essere vivente e probabilmente i tuoi simpatici racconti non sono mai accaduti,ma io veramente prendo i ragni e li metto fuori, così come lumache che trovo per strada, e insetti vari.
      Soffro anche quando per sbaglio calpesto un verme.
      E non sto esagerando.
      Quindi, puoi capire benissimo che un film come Safari,che mostra l'uccisione di grandi mammiferi, in quella maniera, con quelle persone(d'ora in avanti le chiamerò bestie)che esultano felici, bestie che pagano per togliere la vita ad animali inconsapevoli non è che mi fa incazzare, di più.
      Io non vedo nessuna finalità in questo documentario. Vuole essere di insegnamento? Ma de che? Vuole far riflettete? Ma su cosa? Già il fatto che il regista abbia deciso di seguire tali bestie in questo "safari dell'orrore" per me lo rende pari o persino peggiore delle bestie di cui sopra. Ed è qui la cosa che io critico principalmente a Seidl, l'aver fatto un doc, su un tale argomento, con una tale lucidità e nessun coinvolgimento emotivo che mi risulta assurdo pensare che in un certo senso voleva denunciare la natura maligna dell'uomo. Considerazioni mie,eh?

      2. Per quanto riguarda la libertà.
      Per me non esiste niente di più importante nella vita.
      E forse è vero che un discorso come il mio, sulla censura, potrebbe far pensare ad una volontà di limitarla. Però, ecco, tu censureresti o lasceresti libero di visione un doc su un pedofilo che sevizia bambini? A te la palla.

      3. Perchè usare un documentario così crudele e visivamente feroce per ricordare a noi stessi la nostra natura terribile? Non basta forse sentir parlare degli orrori che si consumano ogni giorno in Siria? (Inserisco questo esempio vista l'attualità) Abbiamo per forza la necessità di vedere con gli occhi quello che siamo in grado di fare? Vedere e sentire la sofferenza? Se questo non è vojeurismo allora non so che cos è.

      4. Predators.
      Qui ti lascio giusto una considerazione breve. Sebbene la tua disamina su predators sia assolutamente da condividere, non riesco in alcun modo ad assimilare i due film
      Predators è un film di fantascienza, Safari è un documentario.
      Non posso mettere insieme una cosa inventata con una vera. Limite mio.

      Allora, perchè non facciamo un bel doc su un gruppo di uomini che cacciano nella savana senza armi? La verità è che la superiorità di queste bestie deriva da un fucile tenuto in mano.





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    12. @Pierluigi Tronchetti
      Ciao Pierluigi volevo dirti che non sono d’accordo con niente di quello che hai scritto.
      Partendo dalla frase con cui chiudi il tuo commento: il problema siamo noi ecc..
      Con la quale giustifichi il tuo bisogno di andare a vedere Safari.
      Safari è una specie di grande fratello sulla caccia grossa e il bracconaggio non sono attori ne i bracconieri ne gli animali purtroppo.
      E la morte dell' animale ,l’agonia della giraffa à reale .
      E allora mi chiedo quale sia l’utilità di un film del genere.
      Tu giustifichi il tuo bisogno di andare a vedere un film così per capire l’orrore della realta’.
      L’orrore che ci viene mostrato con Safari !
      Ma hai bisogno di un film del genere per capire il dramma del bracconaggio ,della caccia grossa?
      Di cosa ti arricchisci andando a vederlo …proprio non capisco.
      E non raccontarmi la favoletta della libertà di espressione (vogliamo chiamarla cosi’) con la quale hai facilmente liquidato Rachele.
      La tua vera libertà dovrebbe stare nella scelta di censurare un film del genere di non volerlo andare a vedere .
      Ma non scrivere …devo vedere l’orrore per capire la realta’.
      Che c’e da capire davanti a delle visioni così strazianti di quei poveri animali.
      Come se già non conoscessi le tematiche di cui parla il film?
      Altra favoletta che racconti :Predator
      Io ho visto l’originale e sintetizzando al massimo , ,il messaggio che ha voluto trasmettere quel film e che tu hai evidenziato e che è l’uomo a diventare preda ad essere inseguito come un animale braccato da un alieno che ne vuole fare il suo trofeo.
      Si sono invertiti i ruoli e tu giustamente identifichi l’alieno come il Bracconiere ,il cacciatore insomma con l’uomo.
      E allora dico se sei stato così bravo a trovare un messaggio positivo in qualcosa che comunque e finzione perché quello stesso messaggio (che comunque già conosci) lo devi cercare in un film dove il sangue non è finto, dove la morte non è finzione.
      E credimi non cè niente di più brutto di vedere una morte reale ,ma è brutta veramente brutta , non assomiglia a nessuna delle più belle morti cinematografiche.
      Non parlare di censura con un film del genere , il tema lo conosci non hai bisogno di vedere una merda simile per capire fino a quanto puo' spingersi il male nell’animo umano.
      Stiamo parlando di una famiglia di bracconieri de merda che uccide animali per sport..per sport capisci?
      E vuoi pure metterci il taglio documentaristico dell’altrettanto regista de merda che ha fatto tale merda con lo scopo di guadagnarci sopra qualche soldo.
      Non credo che Safari sia stato sponsorizzato da nessuna società animalista e comunque, e qua resto con il beneficio del dubbio perche Riccardo nella sua recensione non l’ha scritto, cè qualche messaggio positivo che questo film vuole trasmettere ,è un film di denuncia di protesta …che è?
      E’ un finto documentario? No purtroppo vorrei dire che questo film è un vero snuff-movie! Cazzo!
      Non hai bisogno di vedere film così per sentire un pugno allo stomaco , basta leggerne la trama per soddisfare la tua /mia curiosità morbosa e decidere con coscienza di non dare futuro a questo e ad altri film del genere pagando un biglietto per andarli a vedere al cinema!
      E' solo una questione di volontà , di avere la forza di dire no.
      Per una volta di avere la coscienza pulita .
      E' semplice.
      Massimiliano

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    13. No, vabbè, STANDING OVATION per Massimiliano
      <3 <3 <3

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    14. Grazie è che avevi già risposto anche tu in maniera esaustiva e bella con il tuo altrettanto bel post di ieri sera...poi ti dirò non voglio far cambiare idea a nessuno ,ma neanche ci sto a passare per stupido ...bevendomi (ecco Giuseppe ho trovato le parole giuste...!)le storielle che ha scritto lui.
      Non ti incazzare Fatina ma cosa vogliono dire quella fila di tre con il simbolo di minore davanti?
      Massi

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    15. Tu hai risposto molto meglio.

      Ahahah
      Me fai morì, Massimilià.
      Sono dei cuori <3

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    16. Grazie ancora ....ricambio con tanti baci.
      SMACK SMACK SMACK

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    17. Vegetariano (pur se social), salvatore di lumache, formiche, ragni, ecc, credo che la sofferenza e la morte reale vadano rispettate, e il rispetto non coincide mai con la messa in mostra, soprattutto se chi soffre e muore non può decidere in merito ed è solo vittima (gli Animali). La messa in mostra è altro, può essere l'ossessione estetica del moderno, del tutto ora e qui.
      Questo, il rispetto, deve eticamente prevalere sul pur comprensibile discorso della discesa nelle tenebre dell'animo.

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    18. commenti troppo lunghi e impegnativi per me, se mai troverò la forza provo a dire anche la mia

      ma quello che è sicuro leggendo voi 4 che ho finalmente capito perchè nel mondo ci sono così tanti insetti e formiche

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    19. ...e ragni ... a borgo elenetta ne abbiamo salvati due di quelli cicciottelli col corpicione... uno io stessa (ne sono terrorizzata) pregandolo gentilmente di stare fuori dalla finestra e uno da roberto che lo ha "accompagnato" fuori casa ...

      discorso impegnativo sotto più punti di vista, concordo ...

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    20. Pierluigi Tronchetti14 settembre 2016 20:22

      Avevo 10 anni la prima, e unica, volta che ho preso una pistola in mano. Era l'arma d'ordinanza di mio fratello, all'epoca carabiniere durante il servizio di leva. Provai una sensazione strana; una sensazione che allora, scevro da troppe informazioni e esperienze , non seppi identificare. Furono pochi, interminabili istanti quelli che trascorsero dal momento in cui il freddo del ferro, ed il calore incosciente della mia mano, rimasero connessi. Poi, le riconobbi una sorta di potere ammaliante e malefico, e per quanto irreale possa sembrare, l'impressione che fosse lei ed avere in pugno me, mi spaventò talmente tanto che me ne liberai immediatamente, appoggiandola freneticamente sul tavolo della cucina. Da quel momento,anche se inconsapevole del perché, il mio rapporto con i giochi che ne ricordavano forma ed utilizzo, nonché il gusto bambinesco per la guerra con i miei soldatini di plastica, cambiò. Una sensazione così terrificante che continuo nitidamente a provare ogniqualvolta quel lontano fotogramma ritorna a far visita ai miei pensieri. Poi , crescendo, ho capito . Ho compreso che quel disgusto, quella repulsione non erano altro che la mia indole che attendeva il momento propiziatorio per uscire allo scoperto e manifestarsi. Odio le armi cara Rachele, tutto ciò che provocano, l'onnipotenza di chi e' convinto di possederne una(ricordo che per me e' l'esatto contrario) e la presunta intelligenza di chi ha sfruttato buone idee per abortirle in questo mondo. Dunque, quando parli di un documentario in cui viene immortalato un safari di caccia senza armi, con me non puoi che sfondare una porta aperta. Purtroppo però, pur riconoscendo l'infinita bontà di una tale proposta, temo che, per ovvie ragioni, seppur allettante nelle sue laute ricompense economiche, verrebbero a mancare i protagonisti umani! Ovviamente ripudio anche la guerra. E provo vergona a vivere in un paese che si crogiola nell' ipocrisia dell'articolo 11 della sua costituzione, quando poi, in realtà , e' uno dei maggiori produttori ed esportatori di strumenti di morte nel mondo. Perciò, per favore, non parliamo della Siria, perché provo vomito anche solo se penso alle ragioni politiche ed economiche che ignobilmente si nascondono dietro alla nefandezza della parola guerra, figuriamoci per l'atto " pratico" in sé. Se ti fa piacere, parleremo anche di quello, ma in altra sede, sarebbe inutile e fuori luogo mettere altra carne sul fuoco di una già così considerevole grigliata di sofferenze! Qui stavamo disquisendo su un documentario che, a mio modo di pensare, forse, dovrebbe sensibilizzare, attraverso l'orrore e lo sdegno, lo sterminio che avviene nel regno animale per mano del vizio dell'uomo. Penso questo e, per come si e' espresso Riccardo nel merito, visto che a quanto pare e' l'unico di noi che può realmente parlarne e, per tutto quello che ho avuto modo di leggere nei commenti di questo post. Perché forse non ce ne rendiamo conto, ma i toni esacerbati e l'interesse scaturito da qualcosa che paradossalmente non abbiamo neppure visionario, dovrebbe farci comprendere quanto gran parte dell' intentio auctoris di Ulrich Seidl abbia colto nel segno e sia andato a buon fine: Far parlare, non solo di sé e del suo film, ma soprattutto di un fenomeno che e' responsabile di estinzioni di intere specie animali.

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    21. Pierluigi Tronchetti14 settembre 2016 20:24

      Sia che lo si consideri un uomo deplorevole o meno, in un modo o in un altro, con il suo documentario scioccante e' riuscito a creare ribrezzo e scompiglio, facendo luce su una problematica etica e morale di cui eravamo a conoscenza, ma forse, non sufficientemente indignati e per il quale, sinceramente, almeno io non ho mai fatto concretamente nulla. Io voglio pensare, forse illudermi, che Seidl abbia voluto provocatoriamente accendere un riflettore, in un modo indubbiamente forte e politicamente scorretto, su una "distorsione umana", mostrandoci e mettendoci a nudo per quello che siamo. Voglio pensare che stavolta sia la psiche dell'uomo ad essere stata ingabbiata nella stretta mortale del giudizio del regista. Voglio credere che, in questo safari, siamo noi i veri animali da esporre, nonché i trofei su cui elucubrare le nostre più spregevoli considerazioni. Voglio illudermi che interiormente Seidl abbia gridato: - Odiatemi, ma guardate ciò che siamo!- .Leggiamoci, perché secondo me c'è riuscito. E senza che neppure vederlo. Leggiamo soprattutto l'autorevole voce di Riccardo. La sua esperienza, così come l'ha raccontata a noi, la condividerà anche con altri. Lui l'ha laconicamente descritta come qualcosa che non dimenticherà mai più. Eppure Riccardo era a conoscenza dell'esistenza dei safari di caccia, ma vederlo, subirlo emotivamente come un proiettile sparato da lunga gittata, ha instillato in lui, nella sua coscienza, qualcosa di così tremendamente abominevole e profondo che una lettura, o il semplice sentito dire, non sarebbero mai riuscite completamente a renderlo tanto tristemente indelebile.Leggere, per quanto evasivo e magnifico ,non e' come vivere. Puoi sapere tutto sulla bellezza di Firenze, ma non saprai mai quanto e' bella sino a quando i tuoi occhi non si perderanno ad ammirarla. Riccardo fa inoltre un altro ragionamento intelligente: Scinde l'uomo dall'artista. Ha avuto l'obiettività di riconoscere l'imperfezione dell'uomo, senza censurare la mano dell'artista. Nel mondo dell'arte, o del cinema, se non si fa questa netta distinzione censureremmo moltissimo. Prima ancora di scrivere ciò che ho scritto, sapevo già a cosa andavo incontro. Ma la parola censura ha preso il sopravvento sulle ragionevoli reazioni a cui tutto ciò avrebbe condotto. Ognuno , Rachele, risponde ad un proprio codice, per quanto riguarda me non si toccano né donne , né bambini. Seppur pacifico e tranquillo(mai avuto bisogno di usare i pugni in vita mia), credimi, perderei completamente il controllo nel caso in cui mi trovassi testimone di una situazione che vada contro questo mio personale "diktat". Ciononostante, se metti sul banco la pedofila, in virtù del fatto che, mentre il Safari e' legale(Anche se non lo condivido, purtroppo il bracconaggio non e' considerato al pari di un Safari di caccia, che a mio modesto parere dovrebbe essere chiamato Bracconaggio legalizzato, visto che e' una caccia legalizzata previa cospicua mazzetta. Bracconaggio e Safari , nella sua efferata pratica, condividono tristemente un'assoluta mancanza di morale, etica ed umanità, ma che ci piaccia o meno, e questa non e' fantascienza, il Safari di caccia si differenzia nel fattore giuridico, in quanto e' considerato attività legale.), la pedofila, fortunatamente, non lo e', motivo per cui se questi decerebrati avessero mai voglia di fare pubblicamente un documentario, in giro ci sarebbero meno mostri predatori di bambini di cui aver paura, piuttosto che ip nascosti da pseudonimi che rimbalzano impuniti nel deep web a scambiarsi privatamente le loro fetide porcate a testimonianza della loro malsana malattia fagocitata nel mondo reale.

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    22. Pierluigi Tronchetti14 settembre 2016 20:25

      La libertà di espressione, caro Massimiliano, non è una favoletta; la libertà e' qualcosa di cui ti rendi pienamente conto solo quando ne sei stato privato. Se tutti censurassimo quello che disprezziamo, o che urta la nostra sensibilità, probabilmente non esisterebbe neppure la conoscenza, e la conoscenza e' ciò che ci rende liberi. Questo doc voi siete liberi di vederlo o meno, ma la censura fomentata solo da rabbia e pregiudizio, sono una prigione mentale che esula dal senso stesso della parola libertà. Se solo sapessi che questo documentario potrebbe, e dico potrebbe, anche solo lontanamente finanziare quel brutale mondo, o anche ampliarne numericamente la setta, allora sì che il tuo ragionamento sulla coscienza avrebbe un senso, e stai pur certo che sarei il primo a boicottarlo. Ma la mia coscienza, come ho già espresso nel precedente commento, ha talmente tante cose a cui dover rispondere che non mi sento di sovraccaricarla anche per questo. Consentimi inoltre di dire che, almeno stavolta, in un piccolo documentario che soppongo sarà distribuito in pochissime sale, non riesco a vederci scopi di lucro. Per tali ragioni esistono già, e in modo esponenzialmente considerevole, i comics movie. Anche se in pratica non cambia niente, ho comunque detto che vorrò vederlo, non che andrò al cinema a vederlo. Aspetterò dvd o blu ray. In tutta la mia vita non ho mai abbandonato una sala cinematografica, se la visione si facesse per me emotivamente insostenibile, creerei un precedente. Infine una parola su Predators(Predator, Massimiano, credimi, e' un' altra cosa, altrimenti avrei citato quello), era mia intenzione fare una metafora della metafora, virtuosismo questo che forse non ero in grado di sviluppare e perciò evidentemente non mi e' riuscito. Colpa mia! Era giusto fare un documentario del genere? Credo che coloro che hanno la presunzione di rispondere a questa, apparentemente, semplice e banale domanda, abbiano capito quasi tutto della vita. Io ho ancora troppo da capire e soprattutto da imparare, e purtroppo non so rispondere con l'assoluta convinzione che già domani, o magari quando lo avrò visto, non potrei già aver cambiato la mia risposta. Eh, i paradossi della vita! Voi provate solo a pensare al paradosso che alberga già solo in questo post: Rachele non condivide. Massimiliano addirittura non e d'accordo su nessuna parola che io ho scritto. Eppure , tutti e tre, abbiamo l'identica, negativa , considerazione nel merito di quello che e' il "core" dell'intera discussione:il Safari. Siamo affluenti, lontani l'uno dall'altro, che percorrono il proprio distinto tragitto per riversarsi nello stesso mare. Un saluto.
      Chiedo, con umiltà ,scusa al giovane Riccardo, per aver incanalato una discussione verso un terreno così arido e impervio, lontanissimo dalla bellezza della sua magnifica esperienza. Scusami! E chiedo scusa anche a Giuseppe(lui conosce il vero significato che ha per me questa parola) per aver invaso la sua casa, lui che e' così ospitale, quando avrei potuto semplicemente andare oltre. A loro, caro Emmegí(condivido ciò che hai scritto),sento davvero di aver mancato di rispetto....
      Ps Scusa Rachele, non ho risposto alla tua domanda. Non e' la prima volta che "parliamo" qui sul blog. Ho cercato di aiutarti con un film( ricordi, credevo fosse L'attimo fuggente) che cercavi....ovviamente senza riuscirci...

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    23. ti voglio bene Pierluigi

      ed è un onore ospitare qui i tuoi commenti

      ti devi scusare, semmai, se non ce li metti

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    24. Da una prima lettura del tuo messaggio non trovo veramente punti da contestare.
      È scritto in maniera eccellente ed il contenuto è assolutamente condivisibile. In più, si denota una forte sensibilità da parte tua.
      Insomma quasi non vorrei rispondere e darti ragione chiudendo qui la diatriba. Ma da un'analisi più attenta non posso non soffermarmi su alcuni aspetti che hai analizzato in risposta al mio commento.
      Parto dalla fine
      Emmeggi ha scritto un commento perfetto, giusto e conciso ed ha racchiuso in poche righe quello che io non sono riuscita a dire con 50. Spero di non aver dato una lettura personale ovvimente discostandomi clamorosamente dalle sue reali intenzioni.
      " credo che la sofferenza e la morte reale vadano rispettate, e il rispetto non coincide mai con la messa in mostra, soprattutto se chi soffre non può decidere in merito ed è solo vittima"
      Tu dici di essere d'accordo con queste sue patole, ma allo stesso tempo di voler vedere Safari. Ecco, c'è una forte incoerenza. Nel momento in cui decidi di vedere il doc manchi di rispetto (rispetto che, invece, decanti dando ragione al pensiero di MG) agli animali, che vengono brutalmente uccisi.

      Il doc ovviamente non l'ho visto, ma prima di commentare mi sono informata tantissimo, leggendo svariate recensioni e articoli e, posso assicurarti che l'idea visiva che mi sono fatta di questo doc è molto peggio della realtà. Nella mia mente albergano immagini atroci, e se il doc fosse veramente come lo sto immaginando la questione si complicherebbe ancora di più.
      E poi ripeto, non ho bisogno di vedere questa crudeltà per capire l'animo infimo dell'uomo. Ma davvero abbiamo la necessità di toccare con mano o vedere con gli occhi questa malvagità.
      Non voglio e non posso indagare nell'animo umano, perchè non ho ne la competenza ne la presunzione di farlo, ma un'idea personale posso farmela e in questo caso mi viene da pensare che chi ha bisogno di questa tangibilità della crudeltà altrui è perchè in fondo ha paura di quello che nasconde al suo interno.

      Ecco, questo è il punto su cui più mi preme discutere.
      Per te è una questione solo giuridica.
      Lo stupro è un reato, il safari no. E quindi la morale, l'etica, il capire cos'è giusto o sbagliato non sono altro che favole senza una legge dietro, che le sostenga?
      Ci muoviamo solo in base a ciò che la legge dice? E se una cosa come il bracconaggio turistico che è moralmente aberrante ( e siamo tutti d'accordo) non è stato ancora disciplinato, lo accettiamo come giusto?
      Allora anche la lapidazione per le adultere nei paesi arabi è giusta! Lo dice la sharia!
      Noto una propensione da parte tua ad usare un linguaggio giuridico e questo mi fa presagire una certa conoscenza della materia. Se è così, saprai benissimo che la legge può cambiare in base alla forma di governo e non sempre il potere politico che è a capo di una nazione è buono e giusto. Un esempio a caso: il nazismo.
      Io non ritengo sia corretto pensare che la legge solo perchè tale è giusta e tutto ciò che non è legge non debba essere tutelato ugualmente. Vedi pedofilia e Safari.
      La mia domanda voleva prescindere il lato giuridico, che so bene esistere.
      E quindi te la ripeto, mettendo da parte i codici, la libertà di espressione cinematografica andrebbe sempre tutelata? Anche se siamo davanti un doc su un pedofilo? Per favore rispondi senza girarci intorno. Una risposta schietta.

      Vorrei dire altre cose, ma oltre ad avere il cellulare scarico non riesco più ad avere la lucidità di quando ho iniziato a scrivere e quindi va bene così.






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    25. Un ultima cosa.
      Chiedi scusa a Riccardo e Giuseppe per aver, in un certo senso, rovinato lo spirito del post. In realtà credo che questo blog sia così bello e interessante soprattutto perchè chi lo segue non
      Si limita a dire "bel film lo vedrò".
      Nascono delle belle e importati discussioni grazie ai film e grazie soprattutto allo spirito di Giuseppe che non "taglia mai le gambe" ai dibattiti e ovviamente a tutti i suoi iscritti.
      Insomma i film non sono altro che lo spunto per delle riflessioni, che qui facciamo continuamente e con molto piacere, almeno per me è così.




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    26. ma infatti discussioni così sono meglio di 200 commenti per dire bella rece o bel film.
      E se si esce dall'ambito strettamente filmico meglio ancora

      è che Pierluigi ha la scusite, la tendenza spasmodica a scusarsi. Anche quando, praticamente sempre, non dovrebbe farlo

      è troppo educato il ragazzo

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    27. “Non era mio compito andare lì e bloccare, che so, l’uccisione della giraffa”, spiega il regista in conferenza stampa. “Ho voluto solo raccontare la realtà e quindi ho cercato di mostrare cosa significa cacciare, come funziona l’atto della caccia, capire le emozioni dei cacciatori e che cosa sentono. La caccia è un fenomeno europeo e mondiale. Si va a caccia in Africa, ma anche in Austria e in Italia. Non c’è nulla di strano”. “In generale la caccia viene percepita in modo negativo, ma fin dai tempi dei nostri avi veniva praticata”, spiega herr Muller, una delle guide austriache in Namibia presente nel film, che Seidl ha la cortesia di portarci al Lido. “Oggi dovremo portare avanti un’idea di caccia etica perché abbiamo bisogno di selezionare gli animali. So che per qualcuno non è bello quello che facciamo, ma abbiamo una nostra etica professionale. I turisti bracconieri inoltre non vanno in Africa a fare safari solo per uccidere. Molti di loro l’animale lo rispettano"

      Ho trovato questo sul fatto quotidiano.it

      Quel "non c'è nulla di strano" a me fa rabbrividire

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    28. @Pierluigi
      Trovo banale il tuo discorso sulla libertà rapportato al contesto di cui stiamo disquisendo .Allora se per te essere libero vuol dire andare a vedere un film come safari senno' poi ti senti censurato/privato della tua liberta vuol dire che abbiamo due concezioni diverse di cosa voglia dire essere liberi.
      Infatti io ho parlato di libertà di scelta ,la libertà anche di censurarmi la visione di un film se voglio..
      Censurarmi Safari
      Perche’? Perché lo trovo offensivo e irrispettoso nei confronti di chi come me ama la liberta’ e il rispetto verso il prossimo sia esso senziente o meno.
      E’ solo un problema di coscienza ( come cantava Battisti) o che ne so citando ancora la Oxa : Solo la mia coscienza può fare la differenza può ecc..
      Quello che traspare a me da quel “poco” che scrivi e che voglia cercare in chi legge una giustificazione ad una tua esigenza :quella di vedere quel film.
      Ecco sembra quasi che tu ti voglia scusare perché ti piace un film come Safari.
      Carissimo Pierluigi sicuramente sei capace di scrivere bene e articolare discorsi meglio di me (ci vuole poco) ma tuoi scritti sempre in questo contesto naturalmente mi sembrano i canti delle sirene di Ulisse ,cerchi di ammaliarci con belle parole , ma a me appari come uno di quei mostruosi pesci che abitano gli abissi che hanno la lanterna sulla crapa con la quale attirano le loro prede attraverso sinuosi giochi di luce per poi catturarli e mangiarseli.
      Dovresti avere il coraggio e l’onestà intellettuale di ammettere che un film come Safari ti piace.
      Senza raccontare storielle che sembrano buttate la per addolcirci la pillola
      Punto
      Ti piace vedere quattro cretini o cinque che sparano ,uccidono e osservano l’agonia delle loro prede ridendoci sopra ,compiacendosi facendosi fotografare beati con i loro trofei.
      Riccardo scrive che sono le telecamere e i cellulari ad uccidere forse metaforicamente più delle armi.
      Noi se assistiamo a queste scene e le immortaliamo come vogliamo nella nostra memoria diventiamo complici di quelle morti reali e non siamo migliori di quei quattro o cinque cretini protagonisti del film.
      Ma questo censurare le immagini non vuol dire essere indifferenti verso quello di cui parla il film .
      Una cosa che dici e che non mi piace , te la ricopio:- E chiedo scusa anche a Giuseppe(lui conosce il vero significato che ha per me questa parola) per aver invaso la sua casa, lui che e' così ospitale, quando avrei potuto semplicemente andare oltre.
      Quell’oltre non mi va proprio giù …cosa significa che dopo aver scritto quello che hai scritto avresti potuto benissimo sorvolare sui noi e i nostri commenti ‘non degnandoci di alcuna risposta?
      Ti dobbiamo ringraziare per la tua attenzione?

      Non ti conosco può darsi che abbia frainteso
      Comunque alla fine del tuo “ breve “scritto ci paragoni a degli affluenti lontani che viaggiano ognuno per conto loro .
      Puo' anche essere ma io spero tanto di non gettarmi mai nel tuo mare…per quello che ho letto finora di te poi è anche vero che solo gli stupidi non cambiano mai idea.

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    29. @Pierluigi
      Predator o predators .
      Anche se non parlavamo dello stesso film comunque il messaggio che volevi fare arrivarea chi ti legge era lo stesso..ma proprio identico al mio.
      Non vedo differenze e non capisco l’appunto.
      Cacciatore e preda visti da prospettive che sono opposte a quello che comunemente nella vita reale intendiamo.
      E poi tu parli di Reboot con Predators ma quello è un sequel dei primi due capitoli del mitico film con SWarzi. E’ il numero tre della saga .
      Altra cosa , che ci azzecano i comics movie con Safari e il lucro …spiegamelo.
      Come ho già scritto metto le mani in avanti con Safari , lo condanno per tutte quelle cose che ho già scritto lo considero una merda di film (non chiamiamolo documentario per favore) per un discorso di coscienza
      (ogni tanto tiriamola fuori , non fa mai male)
      Ma purtroppo mi mancano dati importanti che non riesco a trovare in rete negli articoli che parlano di questo film.
      Mi ripeto : che finalità ci stanno dietro a un film come questo:
      E’ solo sensazionalismo ,crudele vojerismo insomma che c’e da sapere di Safari oltre a quello che è stato detto e scritto in questo Blog?
      E poi scusami ancora.. vuoi capire qual è la tua terribile natura ma che discorso è ?
      La mia terribile natura non assomiglia neanche di striscio a quella descritta in safari, anche se lo volessi e credo nemmeno la tua .
      E’un discorso che non sta in piedi.
      Se vuoi capire quanto in basso può arrivare la natura umana
      accendi la tv e guardati i fatti di cronaca del primo telegiornale che trovi..
      Non scusarti con noi se ti piace un film come quello.
      Sei libero di guardarlo come io lo sono di giudicarti o te di giudicare me per quello che penso.
      Hai visto quanta libertà abbiamo?

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    30. Massimilà, poi arrivo su Magnolia e l'ameba eh ;)

      non riesco a sta dietro a tutto, sto a diventà scemo ;)

      cioè, non diventacce, confermallo

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    31. Pierluigi Tronchetti21 settembre 2016 15:41

      Ciao Rachele, e ciao Massimiliano. Mi scuso per la mia latitanza, e per giustificarmi spero possiate credere al mio alibi relativo allo scorrere del tempo. Credo infatti sia inutile dirvi quanto il tempo sia, nella realtà del nostro vissuto quotidiano, il vero censore di tutto ciò che vorremmo essere liberi di fare. Concedetemelo almeno come attenuante! Sarò breve e, per il tempo di cui sopra e ,perché convinto( senza ritenermi affatto una vittima) che tutto ciò che potrò mai scrivere sarà comunque oggetto di incomprensioni e polemiche. Magari potremmo chiarire vis à vis al prossimo raduno! Credo sia giusto partire dall'argomento che personalmente non avrei mai tirato in ballo: la pedofila. Rachele: ho riletto ciò che ho scritto nel merito, e reputo impossibile non trovare la risposta che tanto ostinatamente chiedi. Davvero, non saprei cosa altro aggiungere! Riguardo al "condivido le parole di Emmegi", non posso che ribadirlo. E non c'è alcuna contraddizione nel mio modo di pensare. Tu stessa hai detto che e' la sintesi del tuo pensiero, e sta pur certa che se ti fossi espressa in quei termini non avrei né scritto, né pensato ciò che poi ho pensato e scritto. Censurare e precludersi la visione di checchessia sono due cose ben distinte. Condivido le parole usate da emmegi e rispetto la sua libertà personale di scelta. La censura, espressa come l'hai palesata tu, a me e' sembrata una "richiesta" oggettiva, tutto qua! E così mi riallaccio a te Massimiliano, che hai travisato il mio "oltre". Il mio oltre era infatti rivolto a quella parola che tanto detesto e che vedo lesiva nei confronti della libertà: Censura. Io non mi ritengo altro se non un semplice individuo dotato di un cervello ,ed un comunissimo involucro composto da due braccia e due gambe, e non mi permetterei mai di avere l'arroganza, o anche solo la presunzione, di credere che chicchessia non meriti la mia attenzione ed il mio rispetto. In tutta la mia vita non ho mai fatto muro verso nessuno, né mai nessuno ha visto in me un ostacolo alla comunicazione e alla condivisione. Perciò sono molto dispiaciuto ed amareggiato che la percezione di ciò che scrivo vi abbia condotto a vedere in me la persona che Massimiliano presume io sia. Un identikit che io so di non meritare, ma la libertà e' data anche dal vedere un mostro là dove in realtà non c'è. Spero possiamo incontrarci di nuovo, magari con riflessioni e congetture più leggere, o quantomeno più costruttive. Un saluto ad entrambi.

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    32. Tu un mostro ,Pierluigi lo sei davvero...ma non nel senso che intendi te.
      Non quel mostro che pensi io abbia ipotizzato tu sia , per altro sbagliandoti di grosso.
      Tu sei un mostro nello scrivere perche' ci hai messo la bellezza di dieci righe e che ne so più di 500 caratteri per scrivere semplicemente:
      Scusatemi per il ritardo nel rispondervi ,non ho avuto tempo..
      Sei incredibile.!
      Con Safari per me la possiamo finire qua , ognuno resta fermo nelle sue convinzioni , mi sembra che non ci si voglia spostare di una virgola.
      Per l'OLTRE scusami avevo frainteso (però te l'avevo anche scritto se ricordi).
      Non hai risposto alla mia domanda sui comics movie=lucro....ma va ben ,me me faro' una ragione però se Bepi vuole delucidarmi? Ciao Giuseppe!!
      Anche perchè se devo aspettare il prossimo raduno tra un anno ,per avere delle risposte sto fresco!
      Non so nemmeno se domani sono ancora qua ….
      Infine passami la battuta a proposito di freschezza caro Pierluigi ...se proprio vuoi aspettare un anno per tornare a parlare costruttivamente di Safari ti consiglio di comprati un freezer bello capiente perchè ci devi conservare quarti di coscia di gnu o che ne so diversi controfiletto di zebra..perche' altrimenti come tu ben sai la carne se viene lasciata all'aria aperta dopo due giorni puzza figuriamoci tra un anno!
      A presto anche a te
      Massimiliano

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    33. Personalmente non sono nè contro le armi, nè contro la caccia per sostentamento. Ritengo la difesa un diritto e la Pace una responsabilità da presidiare e riconquistare continuamente. In questo senso, alcuni muri vanno eretti e difesi o forse, ancora meglio, vanno scavati dei profondi fossati in cui far cadere ciò che non vogliamo ci appartenga; è la nostra natura, come è la nostra natura fare ponti e cercare di (soprav)vivere in equilibrio. La libertà intesa come tutto alla portata (d'occhio, d'acquisto, ecc) è una facoltà materiale che porta poco di buono.

      Per questo, tornando al mostrare, non mi sembra giusto, etico, dare spazio alle disgrazie delle persone in tv, figuriamoci un film in cui si riprenedono persone che ammazzano animali per sport.

      Certo che un "film" così (ne) fa parlare, come fanno parlare gli stupri della violenza sulle donne.

      Bisogna parlarne comunque di queste cose, invece spesso sembriamo tutti allergici a valori, spirito, animo, etica...Roba vecchia!

      Ribadisco insomma che il punto secondo me è che il rispetto dei viventi viene prima della libertà di mostrare alcunchè e dell'importanza del parlare di qualcosa nella società.

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    34. Pierluigi Tronchetti1 ottobre 2016 18:14

      Ciao Massimiliano.
      Hai presente quando interiormente ti poni domande e allo stesso tempo cerchi le eventuali risposte, escludendo quelle che non riescono ad appagare i requisiti atti alla risoluzione di quelle stesse domande? Da tali congetture ne e' nata una trasposizione: nei miei pensieri nascevano domande e si affollavano risposte, i cui dettami si sono consapevolmente riversati su una tastiera ed uno schermo." Ci può essere scopo di lucro in questo doc?" ,tuonava una parte cerebrale, fortunatamente ancora senziente, mentre le mie mani e le mie dita si affannavano a colpire come forsennate quei poveri e indifesi tasti sottostanti??!! La risposta nata e partorita all'istante già la conosci. La postilla sui comics movie e' fuoriuscita, nonostante sin da piccolo un supereroe mi abbia rapito il cuore, con una "leggera" vena polemica, in quanto, a mio modestissimo parere, il flusso migratorio di questi supereroi al cinema, sta modificando l'assetto geo-filmico in modo esponenzialmente preoccupante. Insomma, per cercarsi un film, magari autoriale, occorre ricorrere alla sparuta sala sperduta, sperando oltretutto di trovarla aperta; per il comics movie invece, no problem, propinato in ogni sal(s)a e in ogni dove. Tutti con il medesimo intentio auctoris: Lo scopo di lucro. Tutto qua!
      Massimiliano... così mi ferisci! Sì perché i miei mentori sono stati Ungaretti, Quasimodo e Montale. Ah non l'avresti mai detto?? Converrai che la colpa per questo mancato apprendimento non e' stata solo mia: troppo laconici ed ermetici per capire, io, le loro "istruzioni" su come essere parsimoniosi con la lingua italiana. Alla prossima..

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    35. Ciao Pierluigi.
      Di sicuro sei fedele a te stesso e questa è una qualità che apprezzo.
      Noto che stavolta sei pure migliorato “solo” 24 righe .
      Bravo
      Son felice che tu sia una persona parsimoniosa e che dei tuoi mentori non hai fatto tuo il loto ermetismo , infatti quello che scrivi ai più è abbastanza comprensibile.
      Io dico solo che non sempre quantità è sinonimo di qualità.
      Detto questo ora mi è più chiaro (dato che l'hai spiegato) quello che intendevi con comics movie e lucro.
      Son sostanzialmente d'accordo con te anche se tra un film sull'uomo ragno (super eroe che mi ha stancato sia cinematograficamente che sulla carta) e uno di Nani Moretti preferisco alla gran lunga il primo.
      Sai i film d'autore il più delle volte annoiano (“d'autore”, oramai è diventato arbitrario anche il termine) e non sempre dobbiamo per forza dare la colpa alla grande distribuzione ai media o al Mechadasing se con il pubblico non funzionano.
      Attenzione ho detto che sono noiosi non brutti.
      Non funzionano perche' chi li “concepisce” forse tratta con sufficienza e arroganza il pubblico “normale”e quasi si aspetta che il film passi inosservato ,perchè lui stesso per primo lo considera un opera di nicchia.
      Poi per me se un film al botteghino funziona una ragione ci sarà ...chiaramente non giudico un film dal suo successo commerciale.

      Comunque NOI intelletuali abbiamo lo capacità di vedere oltre le apparenze o no?
      Con religioso rispetto ti saluto.
      COMPRATE UN FREEZER BEOO GRANDO perche' oltre alla giraffa ho letto che ci sono anche gli gnu...
      Con affetto tuo Max
      Ps anch'io son fedele a me stesso infatti non ho sistemato gli errori grammaticali o di sintassi di quello che ti ho appena scritto...spero tu capisca il contenuto di quello che ho scritto e che non ti spaventa davanti alla forma..bha?

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  6. Si, Giusè, è esattamente come dici tu!
    Per te il limite viene superato con lo stupro del figlio in a Serbian film, per me con film come questo ( che poi è un doc ed è ancora peggio).
    I film dove esce fuori la natura infima dell'uomo mi piacciono, i film dove, la natura infima dell'uomo esce a danno degli animali no!
    Che te devo dì? Io gli animali non li voglio toccati.
    E un film come questo, che ti fa vedere il dominio dell'uomo sull'animale, l'arroganza di sentirsi superiore, mi sta sul cazzo.
    E ancora di più mi sta sul cazzo il regista che fa un documentario su una cosa del genere e resta passivo.

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    1. no no, ma così va benissimo eh, ora ti sei spiegata alla grande.
      Messa come era prima sembrava che non sopportavi i film che mostrano lo schifo dell'omo.
      E invece de solito erano i tu preferiti

      così non fa una piega, ognuno ha i suoi punti de rottura ;)

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    2. Che poi dire "mi piacciono i film sulla natura infima dell'uomo" non è nemmeno corretto, eh?
      Diciamo che la mia visione dell'uomo,all'interno di un film, dipende anche dal mio stato d'animo del momento.
      È un po' strana come cosa, ma è così.

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  7. se Safari fosse stato girato in animazione sarebbe stato comunque proponibile? io di solito mi pongo questa domanda su alcuni "film limite". ad esempio Serbian film funzionerebbe ridotto a cartoni animati.

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    1. Per quel che mi riguarda il problema di Safari è proprio quello di essere un doc, con immagini vere.
      Quando parli di "girarlo in animazione" cosa intendi? Le riprese reali sotto forma di cartone animato o una storia inventata sempre con animali che vengono uccisi? Perchè le 2 cose sono molto diverse tra loro

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    2. Però Serbian film per quanto si possa discutere, rimane sempre fiction. Safari pone la questione, emersa nella discussione e come sottolinei anche tu, del confine tra documentario e snuff movie. Non semplice, considerando anche che quegli animali sarebbero morti comunque, magari saremmo tutti concordi se fossero stati uccisi appositamente ai fini del documentario.

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  8. è una locomotiva vera o dobbiamo vietare l'ingresso delle locomotive nei cinema?
    non ho ancora visto "Safari" ma da quello che ho percepito dovrebbe essere un "the act of killing" con gli animali al posto degli esseri umani. con l'accento posto sulle sensazioni vissute e raccontate dai cacciatori stessi. il fatto che sia tutto materiale originale lo fa diventare uno snuff che però sta sul binario parallelo quello degli animali a cui vogliamo bene e dei quali siamo padroni. in tutti i sensi. penso di andarlo a vedere come anche credo di recuperare la trilogia suggeritami. la prevaricazione e la dominazione dell'altro. se raccontate come graphic novel o ad animazione potrebbero essere dello stesso impatto o c'è bisogno per forza dell'implicito sangue?

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