17.6.16

Recensione: "Spellbound" (Korea - 2011)



Una strana ratatouille che alla fine ti lascia un pò di amaro in bocca. 
Soggetto notevole, ma depotenziato da una parte leggera troppo preponderante.
Dopo Castaway on the moon un altro film che tratta del fenomeno sempre più preoccupante dell'Hikikomori

STASERA SCADONO LE VOTAZIONI!!!!!!

Hikikomori.
Forse per la maggior parte di voi questa parola giapponese può significare poco ma in realtà rappresenta una delle più grandi piaghe dei nostri tempi.
Con Hikikomori si intende quella pratica, diffusa per l'appunto principalmente in Giappone, per cui ci si ritira completamente dalla vita sociale. Ci si chiude in casa, non si esce più, si conduce un'esistenza che con la vita vera sembra non aver più niente cui spartire.

Depressione certo, ma non solo. Le possibili cause sono tante, anche una vera e propria paura del mondo fuori, degli altri. Poi, magari. nel mondo virtuale questi "altri" esistono, anzi, fanno parte di ore ed ore della nostra giornata. Ma noi restiamo chiusi là, nella nostra cameretta, senza nemmeno renderci conto di quanto questa "malattia" ci stia mangiando.


Il Giappone, meravigliosa terra di meravigliose persone, è il terreno ideale per il diffondersi di questi comportamenti. Una società troppo veloce, troppo competitiva, troppo basta sul successo e sull'affermazione. I più deboli o soccombono (non a caso questo è il paese col più alto numero di suicidi al mondo, o almeno credo) oppure fuggono da tutto questo.
Ovviamente sto semplificando tutto ma era solo per dare un'idea del fenomeno,
Un film straordinario che trattò il fenomeno degli Hikikomori fu, ad esempio, Castaway on the moon.
Là Jung-yeon era una ragazza che non riusciva nemmeno ad uscire dalla sua cameretta, figuriamoci da casa.
In questo stranissimo Spellbound (i due film, anche se ho parlato del fenomeno in chiave quasi solo giapponese, sono entrambi coreani) abbiamo invece Yeo-ri, una ragazza incapace del benchè minimo contatto sociale e talmente rinchiusa su sè stessa che in casa dorme addirittura in una tenda. In realtà ogni tanto esce, e proprio durante una sera fuori vede lo spettacolo di magia di Jo-goo.
Lui incanta tutti, tutti ridono, lei invece, in mezzo alla folla, piange (scena molto bella che presagiva ad un film di un livello più alto).
Lui la vede, quella ragazza in lacrime in mezzo a facce entusiaste non può passare inosservata. Riesce a parlarci, decide di "usarla" per uno spettacolo horror (altra scena veramente bella, molto suggestiva). Piano piano i due si avvicineranno sempre più, lei, con lui, supererà alcune delle sue paure. Sarà amore.
Spellbound è una strana ratatouille di verdure in cui però l'amalgama non risulta perfetto. E il sapore finale lascia un pò d'amaro in bocca.
Un pò horror, un pò commedia, un pò drammatico (in almeno due scene, le migliori, i flash back), un pò fantasy e tanto, troppo romantico.
Devo dir la verità. Io odio la roba troppo romantica e Spellbound in questo senso esagera. C'erano tutte le possibilità di tirar fuori un bellissimo film perchè il soggetto, a ben leggerlo, è davvero notevole.


La malattia di lei ha matrici molto interessanti.
E molto "delicate".
Lei vede gli spiriti, in particolare quello di una vecchia compagna di scuola che morì "al posto suo". Vedere quella ragazza potrebbe significare molte cose. O una specie di reificazione di un senso di colpa, o quella di un trauma mai passato oppure una vera e propria vendetta della ragazza morta. In questo senso, se vogliamo, possiamo trovare anche piccoli riferimenti a Babadook.
In ogni caso, quale che sia la matrice, quello spirito le impedisce di essere felice. Lei ormai ne è consapevole e nemmeno ci prova più ad esserlo. Ma proprio l'incontro con il giovane mago aprirà per Yeo-ri nuovi scenari, mai visti prima (la ragazza ha all'attivo un solo bacio da ragazzina).
Ma niente, lei non può essere felice, qualsiasi cosa o persona potrebbero renderla tale saranno ostacolati dal fantasma.
Trovo tutta questa parte del film notevole. Se ci limitassimo a leggere Spellbound nella sua chiave psicologica lo troveremmo un grandissimo film.
Purtroppo invece si eccede in momenti comici, in scene che smorzano piccole tensioni, in sequenze romantiche al limite delle soap pomeridiane. Attenzione, questo mix poteva anche funzionare ma io ho come la sensazione che questo prevalere degli aspetti leggeri del film annienti quasi completamente gli altri. A volte si ride, altre ci si annoia, altre ancora ci si emoziona. Ma Spellbound rimane un film confezionato per un pubblico leggero, ahimè.


I due flashback sono fantastici. Il secondo poi, in contemporanea col tragico spettacolo del mago, l'ho trovato addirittura superlativo. Tre/quattro minuti quasi al livello del gran finale di Confession.
Ma tutto sarà di nuovo completamente smorzato da altre scene molto leggere.
Tra momenti da commedia americana, scene horror di fantasmi giapponesi molto derivativi, personaggi macchietta alla lunga insopportabili, spruzzate di Final Destination e un finale troppo zuccheroso, finiamo il film con la sensazione che avremmo potuto avere molto di più.
Perchè c'era una base drammatica e psicologica di grande spessore.
E così voglio costruirmi un mio personale finale.
Lei che finalmente abbraccia la sua amica. Una scena bellissima, coinvolgente. Qualcosa che assomiglia tanto ad una guarigione. Qualcosa che assomiglia tanto ad un dolore straziante che con le colpe non c'entra davvero nulla.
Ti ho vista morire, ma non ne ho colpa amica mia.
Devi capirlo.
O forse te non c'entri nulla, sono solo io che dovevo capirlo.
Grazie per quel temporale, grazie per avermi riportato indietro da lui.
Rimani vicino a me adesso, magari si può restare felici insieme.



16 commenti:

  1. ho letto la prima parte della recensione, non conoscevo il film ma mi interessa uno di questi giorni lo guardo e ripasserò per leggere il resto della recensione.
    Comunque credo anche io che i suicidi e gli Hikikomori siano due fenomeni che derivano da delle motivazioni molto simili che poi sono quelle che hai indicato nella recensione, infatti se non ricordo male la corea del sud ha un tasso di suicidi anche più alto del giappone e se ci sono film coreani che parlano degli hikikomori è probabile che questo fenomeno si stia diffondendo anche in questa nazione.

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    1. Ah, ecco, io scrivo sempre solo per quello che so, te ora mi confermi che in corea è pure peggio...

      Guarda, è un film particolare, se le parti romantiche non ti danno fastidio ti potrebbe piacere anche moltissimo. A tratti è veramente notevole, come nel prologo, nei flashback e in un altro paio di scene

      ciao!

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  2. Ieri ho visto un film, polacco, su questo tema.
    Tra l'altro, come impostazione, molto simile a Ben X.
    Non ho letto la rece, a parte le ultime righe-.-
    Poi do un'occhiata al trailer che l'argomento è interessante e poco conosciuto da queste parti.

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    1. Sì sì, ci sta il riferimento a Ben X e cose simili ma là siamo su un piano diverso eh. L'Asperger o l'autismo magari portano a comportamenti simili ma hanno matrici molto diverse dall'hikikomori che è più una "nuova" malattia sociale derivante da questo nuovo mondo.
      Sì sì, argomento interessantissimo.
      Ne approfitto per scrivere qua (per chi lo leggerà) che da questo momento fino a stanotte credo che non avrò più internet e non potrò più rispondere.
      Viene la Chiara Scura per la rivincita di quando io e Rocco siamo andati là.
      E dovremmo vedere Laurence Anyways al cinema.

      Poi spara il titolo del film polacco, magari è interessante

      alla prossima ;)

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    2. Io ho visto un film simile a Ben X, ahahahah
      SUICIDE ROOM,è stato un po' pesante però.
      Ciao:)

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    3. Mica l'ho capita la risata a che si riferisce ;)

      beh, direi che il titolo non allude a un soggetto leggerino...

      ciao!

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    4. Come al solito;)
      Nel primo commento ho scritto di aver visto un film molto simile a Ben X, e parlavo di sto Suicide Room.
      Tu, invece, hai scritto che spellbound ci può stare come riferimento a Ben x. Insomma, non ci siamo capiti,tanto per cambiare.
      Ed io ho fatto la risata per questo.

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    5. "Ieri ho visto un film, polacco, su questo tema."

      beh, vuol dire che il film polacco ha il tema di Spellbound. E se poi mi dici che è molto simile a Ben X chiunque avrebbe fatto 1 + 1, anche a rileggerlo adesso l'ho capito come prima quel commento

      vabbeh, pace, a presto ;)

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    6. E per simile intendo l'impostazione del film come se fosse un video gioco. In entrambi i protagonisti entrano in una realtà virtuale.

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    7. Ahahha
      Il tema dell'hikikomori è uguale nei due film che abbiamo visto.
      La similitudine con Ben X è il mondo virtuale dei giochi di ruolo.
      Oh, mo dovremmo esserci.
      Corri, non far aspettare la Chiara.
      Ciao :)

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  3. Giuseppe, se ti interessa il fenomeno hikikomori ti consiglio assolutamente di leggere il manga "Welcome To The NHK". Ad oggi credo che sia il mio fumetto giapponese preferito e tratta in modo eccellente l'argomento, anche con ironia (non farti ingannare però, è un tipo di ironia nera e cinica). Poi c'è anche il bel romanzo "Il signor Cravatta" di cui ti avevo già parlato. Sembrano poi molto interessanti i libri di Carla Ricci al riguardo (a quanto pare lei è un punto di riferimento per l'hikikomori in Italia).

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    1. Mamma mia quante ne sai...
      Ricordo perfettamente questo tuo Signor Cravatta ;)

      Per il resto io non riesco più a leggere nemmeno i miei amati libri, che per almeno 20 anni sono stati mille volte più importanti ed elevati di numero dei film.
      Se non riesco con i libri credo che col fumetto che, Dylan Dog a parte, non ho mai frequentato, sia ancora più dura

      ma che bel commento, interessantissimo

      fuggo, un abbraccio a tutti

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    2. Sì, mi pare che avevi già accennato alla tua difficoltà con i libri. Allora, sempre riguardante l'argomento hikikomori, se vuoi qualche informazione in più c'è il blog/pagina facebook "Hikikomori Italia", che, almeno per quanto riguarda l'Italia, è una delle principali fonti di informazione e approfondimento del fenomeno, con articoli, interviste e anche testimonianze.

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    3. di Welcome To The NHK oltre al manga c'è anche una serie animata giapponese di 24 episodi,entrambi sono trasposizioni di un romanzo in parte autobiografico.
      L'anime è leggermente diverso dal manga ma tutte e due le trasposizioni sono di altissimo livello.
      L'anime venne trasmesso qualche anno fa su rai4 interamento doppiato, per chi è interessato dovrebbe essere disponibile interamente su youtube

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    4. Sì, ho visto la serie animata e letto anche il romanzo. Ho segnalato il manga perché lo preferisco leggermente alla versione animata (ma proprio di poco); il romanzo invece è alla pari con il fumetto, bellissimo.

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    5. concordo anche io, ho citato l'anime e il romanzo come alternativa nel caso qualcuno fosse interessato all'opera

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