8.6.16

Recensione "Shell"


Ragazzi! siamo in pochi, votate!!! manca solo un giorno e mezzo, muovetevi! (forse l'ho fatto troppo
lungo sto torneo, vi siete stancati...)


Questo film fa parte de La Promessa 2016 (5/15). Mamma mia...



Un piccolo film inglese praticamente girato in unità di luogo, una stazione di servizio.

Sembra parlar di niente, parla invece di tutto.
Ed è coraggiosissimo poi nel trattare quel rapporto tra padre e figlia. Ho cercato di parlarne con lo stesso coraggio.

Shell, ci tiene a dirlo lei stessa in risposta a quella coppia che ha travolto il cervo, non è "come il nome della pompa di benzina, ma come la cosa più preziosa che puoi trovare in mare, la conchiglia".
Sì, perchè Shell, preziosa, lo è davvero in effetti.
E però, forse per destino, forse per scelta dei genitori, lei in una pompa di benzina, in una stazione di servizio, ci lavora e vive davvero.
Lei e suo padre, nessun altro.

Non conosce quasi altro mondo Shell visto non si sposta letteralmente mai da quello spoglio negozio dove il distributore di bibite fresche è sempre vuoto e da quella piccola ma gradevole casetta che sta tra il negozio e la miniofficina dove il padre ripara auto.


Non passa mai nessuno di lì, siamo nelle highlands scozzesi. La stazione di servizio sembra quella nell'incipit dell'altro gioiellino The Bothersome Man, una stanca struttura persa nel deserto.
E se pochi già passano di là, immaginatevi, statisticamente, quanti si fermeranno a far benzina.
E proseguendo per statistica immaginatevi tra quelli che si fermano quanti di questi saranno camion.
Nessuno.
Ogni volta che un autocarro passa, là trema tutto. E trema anche il cuore di Shell e di suo padre. Chissà se stavolta si fermeranno, pensano. La benzina che venderebbero sarebbe la stessa di settimane di (non) lavoro.
Ma nessun camion si ferma.
A fermarsi, invece, sono sempre gli stessi clienti, giusto un paio.
Il padre soffre di terribili attacchi epilettici, come se non bastasse.
La vita va avanti stancamente, non succede mai nulla. E se Maometto non va alla montagna, se Shell non esce mai, sarà la montagna ad andare da Maometto. La vita di fuori, a piccolissime sorsate, arriva a Shell attraverso la poca clientela che si ferma di là.
E' questa la vita che vuoi ragazza? ne sei sicura?
Shell, non lei, il film, è un piccolo trattato psicologico. Un'opera dalla grandissima scrittura e classe perchè sembra non parlar di niente quando invece parla di tutto. Tutto.
L'educazione, l'adolescenza, il sesso, la solitudine, la malattia, l'amore, le aspirazioni.
Più che altro questo è un film coraggiosissimo in almeno un aspetto, quello del rapporto tra la ragazza e suo padre.


Nella vita ho poche posizioni nette ma di solito in questo caso ho idee molto forti, così forti che credo possano risultare anche fastidiose. Ma credo di conoscere bene cosa sia la malattia, la disperazione, la depressione. Non sto parlando necessariamente di me, ma è un argomento che mi affascina moltissimo e che più di qualsiasi altro mi "emoziona".
Nel film ci viene presentato questo rapporto in un modo molto ambiguo. Inizialmente siamo portati a pensare che i due siano addirittura una coppia, anche perchè Shell dimostra forse qualche anno in più di quelli che ha e il padre qualcuno in meno. Il regista è bravissimo a raccontare questo rapporto. Ha molto "rispetto" dei suoi personaggi, molta delicatezza.
Ho trovato la figura del padre straordinaria (anche merito dell'attore protagonista, meraviglioso, come del resto, meravigliosa, è anche lei).
Un uomo completamente spento, vuoto. Di una tristezza disarmante. Gli occhi sempre bassi, lo sguardo che non si posa mai su niente, i modi pacati.
Un uomo profondamente buono.
Shell è una analfabeta affettiva. Conosce solo il padre, nient'altro. Non sapendo forse come ci si comporta a volte esagera ma il padre, con dolcezza e mestizia, cerca sempre di farle capire che non è più una bambina.
I due parlano di amore, i "ti amo" affiorano più di una volta. Ma se in questa società un padre ed una figlia non possono amarsi il problema non è il loro, ma della società e dell'occhio deformante con cui spesso li vedono.
Chi vedrà questo film può farsi due idee. O considerare il rapporto dei due morboso (e ci sta, il regista gioca su quello) o, come credo io, straordinario. Ce ne fossero di padri e figlie così.
Il problema, semmai, non è il loro rapporto ma la vita che hanno scelto di fare e il luogo dove la vivono. E la malattia, la depressione, il luogo, le zero aspettative, l'essere isolati, il vivere solo uno in funzione dell'altro, portano poi a situazioni al limite, forse persino sbagliate. Ma questa è solo la storia di un padre che ama profondamente sua figlia e di una figlia che ama profondamente suo padre.
Non sto difendendo a spada tratta quel padre, intendiamoci. Ma lo "capisco". E capisco anche perfettamente il suo gesto finale, il gesto di un uomo che in una notte ha visto aggiungere l'ultima goccia, il senso di colpa dovuto a quel maledetto bacio, ad un vaso di disperazione che era già colmo.
Film delicatissimo questo, sia nei modi che nelle tematiche. La ragazza attraverso i pochissimi personaggi che entrano nella stazione, scopre sempre qualcosa in più della vita.
L'affetto, i gesti sbagliati, le piccole vanità (nella bellissima scena dei jeans) il sesso (con il ragazzo), la famiglia (con la madre e la bimba). Piccoli elementi che piano piano le entrano in testa, lei che quella testa l'aveva un pò persa con la storia, terribile, del cervo.


C'è una scena portentosa. Shell corre per strada per riportare la bambola alla bambina. Già di per sè la scena è potentissima e indice di che razza di anime buone racconti il film.
Poi si gira. E si vede a centinaia di metri da casa, forse, per la prima volta. Che classe nel raccontare questo, che classe. Si stende sul prato, cerca di godersi quei pochi attimi di mondo-altro.
E poi torna indietro.
Il padre era disperato, credeva di averla persa. E anche qui ci terrei a considerare questo aspetto. Sì, se Shell vive quella vita la colpa è anche sua, ma lui non fa niente per trattenerla. E solo per averla persa un'ora crede di averla perduta per sempre. Lo avrebbe accettato senza dire nulla, senza nemmeno provare a fermarla. Non sarà un padre che ha fatto tutte le cose giuste, non sarà un padre forte, tutt'altro, ma è comunque un uomo disperato e spento che vive solo e soltanto per lei.
Se voi credete che la debolezza sia una colpa avrete una preda facile, sbranatelo.
Io provo qualcosa di indefinibile per persone così. E considero in questo senso questo personaggio come uno dei più belli e tragici degli ultimi tempi.
Ma questo, volendo, era anche soltanto un film che parlava di povere stazioni di servizio in cui non si ferma mai nessun camion.
Ci sbagliavamo, eccone due che si fermano finalmente.
Uno dei due significa morte, l'altro significa vita.
Entrambi, in qualche modo, significano andarsene.

(voto 8 )

26 commenti:

  1. Non leggo la trama per non avere anticipazioni.
    La cosa della coppia isolata padre - figlia non può non richiamare, pur se su binari e scenari mooolto diversi, A Turin Horse di Tarr.

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    1. Hai fatto bene a non leggere, questa è una di quelle rece in cui parlo moltissimo della trama

      prima o poi a Tarr ci devo arrivare ;)

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  2. Ne ho un buon ricordo, e leggendoti ha riacquistato forza. Molti dettagli col tempo erano svaniti ma l'impressione iniziale del rapporto morboso fu quella che in effetti colse anche me. Da rivedere certamente!

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    1. Credo che almeno una certa sensazione di morbosità ci sia per forza, con qualsiasi occhio vedi il film. Il regista è bravissimo nel suggerirla ma nel non giocarci mai sporco.
      Poi però ognuno di noi può giudicare quel rapporto come vuole.
      Io l'ho fatto.

      Grazie mille Frank

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  3. Mi ricorda molto Garage di Lenny Abrahamson!

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    1. AHah, se ti facessi vedere il foglietto dei miei appunti il primo è "garage" ;) (che ho visto e recensito)

      e sì, c'è motlo di quel film, non solo l'ambientazione, ma anche il volere raccontare solitudini. E tutti e due i film raccontano di "ultimi" ma di due specie diverse

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    2. Ok, lo metto nella lista dei film da vedere

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  4. bellissime parole le tue ;) ovviamente sono in totale accordo con te, su tutto! Ho apprezzato moltissimo il tuo amore verso la figura del padre, veramente meraviglioso. La scena della bambola poi, ero sicuro l'avresti inserita nella rece. Non può non colpire.
    Raffinato nella forma, profondo e intenso nel contenuto, Shell è l'ennesimo pregevole lavoro inglese. Oramai ho perso il conto dei gioiellini anglosassoni :D

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    1. Me ce sono voluti 3 giorni a scrivela, che me s'era rotto il pc. Probabilmente 3 giorni fa avrei scritto molte più cose a ricordo fresco. E magari pure diverse. Ma va bene così.
      Sono molto contento che concordi sul padre, non è affatto scontato, per niente.
      E te sei un giovane ragazzo che probabilmente ha visto più il rapporto dalla parte di lei, io forse più da quella di lui a 38 anni.

      Pensa Piè che volevo fa anche un'altra lista, l'ennesima!, sui gioiellini inglesi, ahah

      raffinato, delicato, importante

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    2. La lista sui gioiellini inglesi ci sta tutta! Devi farla!

      Comunque è vero, seppur abbia amato di più la figura del padre, mi sento di dire che inevitabilmente mi sono sentito più vicino a lei.

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    3. Ma te poi Il Superstite l'avevi visto?

      eh, magari aspetto di vederne altri due o tre via, più si fa corposa meglio è ;)

      sì sì, immaginavo infatti

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    4. No il supersiste ancora mi manca. Ma mi avevi già detto che valeva la pena recuperarlo ;)
      Eh, aspetta aspetta che ci devo mettere The selfish giant!

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    5. Hai scritto ci devO.
      Ti sei sbagliato e intendevi ci devi oppure hai avuto un mezzo lapsus e intendevi che la lista la voi fa te?

      a me va benissimo eh, ahahha

      (a meno che non l'hai visto The Selfish Giant ma sono quasi sicuro de sì)

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    6. No no ho sbagliato a scrive ahahah
      Io si che l'ho visto e lo reputo anche uno dei migliori inglesi che ho visto.

      oddio potrei anche pensarci che mi sento abbastanza preparato sui gioiellini inglesi. Però forse tu hai visto di più

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  5. Risposte
    1. Come al solito curiosissimo della tua opinione

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  6. "Se voi credete che la debolezza sia una colpa avrete una preda facile, sbranatelo."

    (qui metterei la faccettina col cuoricino come fanno i giovini)

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    1. <3

      io te la metto direttamente invece

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  7. è un film asfissiante. ho fatto fatica a guardarlo, c'era un sacco di tensione. molto bello.

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    1. E' vero, l'ho provata anche io. Ma come al solito la recensione mi ha portato da una parte e poi rimettere insieme tutti e pezzi non m'è riuscito

      asfissiante ci sta perfetto

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  8. Ciao Caden

    Lo recupero di sicuro. La tua recensione mi ha messo una curiosità estrema...
    Per quanto riguarda rapporti "padre e figlia" potenzialmente morbosi, o sui quali il regista gioca insinuando il dubbio, mi viene subito alla mente il capitolo 4 del decalogo di Kieslowski "Onora il padre e la madre".

    Come sempre grande rece Giusè. Di una delicatezza, concedimi il termine, quasi femminile.

    Mandi

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    1. Pur essendo un fervente eterosessuale (poi qui nell'umbrotoscano la goliardia "contro" gli omosessuali fa parte dell'ordine del giorno, ripeto, goliardia...) il complimento che mi hai fatto lo trovo bellissimo.
      E un onore per me, visto che considero le donne essere superiori

      grande citazione

      ricordo che vidi 3,4 capitoli del decalogo, non credo questo però

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    2. Beh per quanto riguarda delicatezza e tatto abbiamo solo che da imparare da quello che, non a torto, viene definito il gentil sesso, noi ferventi e goliardici eterosessuali maschietti :)

      Per quanto riguarda il decalogo lo trovo un fulgido esempio del fatto che il grande cinema non dipenda,in linea di massima, dal budget a disposizione.
      Le idee prima di tutto..... e bravi attori ovviamente (volutamente ho evitato la parola grandi...spesso quelli "grandi" bravi non sono....).

      Mandi

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    3. Hai detto tutto nel primo capoverso ;)

      Assolutamente, credo che in questo blog specialmente avrai visto come quasi sempre tendo a cercare, vedere e premiare i piccoli film che ti sanno arrivare con poco.
      Non è un caso che stiamo dialogando su Shell ;)

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due cose

1 puoi dire quello che vuoi, anche offendere

2 metti la spunta qui sotto su "inviami notifiche", almeno non stai a controllare ogni volta se ci sono state risposte

3 ciao