12.10.16

Recensione: "In linea con l'assassino"

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Un thriller che ho rivisto dopo 14 anni e che, inaspettatamente, si è dimostrato superiore ai miei ricordi.
Perfetto in alcuni aspetti (meno in altri) sfrutta secondo me alla grande tutte le nuove paure venute fuori dopo l'11 Settembre (il film è del 2002).
Un'unica strettissima location ma un modo di "raccontare" e una regia per niente claustrofobici.
Certo, credere a tutta la vicenda è dura, ma una volta accettato funziona, eccome.

Ho rivisto Phone Booth (orribile il titolo italiano) perchè ne avevo un discreto ricordo. 
E perchè lo davano in tv.
Ero convinto che quel discreto ricordo si sarebbe tramutato in una sufficiente conferma.
Ed invece, inaspettatamente, questa seconda visione mi ha regalato un film più bello di quello che ricordassi.

Un thriller veramente atipico, teso, a tratti avvincente, davvero buono.
Siamo nel 2002, ed in questi casi è assolutamente decisivo contestualizzare.
Sia perchè siamo proprio negli anni di transizione tra il vecchio modo di telefonare (cabina telefonica o casa) e i cellulari, sia perchè solo l'anno prima (ma se il film è del 2002 facile che la lavorazione fosse in contemporanea) c'era stato l'11 Settembre.
Ed è questa la sensazione più forte che ho avuto rivedendo il film, quella di trovarmi davanti un perfetto esempio di film undicisettembrino.

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Non c'è terrorismo, vero.
Non c'è un vero e proprio attacco, vero.
C'è soltanto una questione personale e non religiosa, vero.
Ed è un "problema" a due, non riguarda altre persone, vero.
Eppure questo possibile omicidio in diretta, questa città che si ferma, queste televisioni che accorrono, questo nemico invisibile che potrebbe ucciderti da un momento all'altro davanti a tutti, questo terrore, anche della polizia, per ogni piccolo gesto che Stu potrebbe fare, ecco, tutto mi dà sensazioni da 9/11.
Quasi un instant film che riuscì a trasformare in una nuova miscela tante delle sostanze createsi quel maledetto giorno di Settembre.
Credo che in questo il film sia quasi formidabile e che senza questa lettura perda molto.
Schumacher conosce il genere, ha dedicato una vita al thriller e all'action.
E in Phone Booth non sbaglia quasi un colpo.
Ovviamente il film è passato alla piccola "storia" del cinema per essere uno dei primi ad usare un'unica location (anche se sul discorso sul significato di location potremmo starci ore...), perlopiù molto stretta come la cabina telefonica.
In realtà il film ha numerosissimi modi di "prendere aria". Lo fa con quella telecamera che se ne va continuamente in giro per il quartiere (e che molte volte, con la funzionale tecnica dello split screen, simboleggia gli occhi di Stu), lo fa mostrando altri luoghi (che so, il ristorante della ragazza), lo fa con un paio almeno di flash back.
Insomma, se a livello di plot Phone Booth è abbastanza "radicale" (in effetti per il 90% del film il protagonista sta nella cabina) poi sul piano tecnico è molto più dinamico e libero.

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Ecco, semmai si fa fatica a "credere" a quello che vediamo.
E si fa fatica due volte.
La prima perchè, accettata la questione che ci sia qualcuno che punisce gli uomini improbi (del resto lo faceva anche l'Enigmista...), facciamo davvero fatica a credere che tra tutti i "mostri" che popolano la terra il killer abbia scelto un deficiente egocentrico e traditore. Insomma, c'è di peggio.
Ma accettato anche questo si fa ancora più fatica a credere a tutto il teatrino messo su (tra l'altro preparato con cura, vedi la pistola sopra la cabina, vedi i fili telefonici criptati e tutto il resto).
Insomma, vittima non troppo interessante e gioco tremendamente più grosso della candela.
Tra l'altro, e questo lo considero un errore, lo stesso killer parla delle sue precedenti vittime dicendo di avergli direttamente sparato per strada, comportamento molto più plausibile e che non si capisce perchè, in questo caso, abbia così stravolto.
In ogni caso, sospesa l'incredulità, il film funziona a meraviglia.
C'è tensione, c'è originalità, c'è una trama che potrebbe portare a qualsiasi cosa.
I personaggi laterali funzionano (la puttana di colore è uno spasso), Whitaker è Whitaker, e anche Farrell se la cava alla grande.
E' molto interessante soprattutto il fatto che nessuno possa capire cosa stia succedendo, che solo Stu e il killer lo sappiano. Difficile trovare in altre pellicole una situazione del genere.
Schumacher è molto bravo a dare ritmo, anche forsennato a volte, ad un film che rischiava una tremenda staticità.
E c'è un'altra buona scelta, quella di trovarci davanti un bugiardo cronico amante della notorietà che, alla fine, anche se con metodi opposti a quelli che sognava, diventerà famoso proprio "grazie" alle sue bugie.

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La confessione finale funziona, la figura della moglie è davvero centrata e forte, il climax è molto ben calibrato.
Insomma, niente da dire, interpreti, dialoghi e regia convincenti, niente di eccezionale ma tutti elementi che in un film così particolare creano un discreto mix.
Avrei evitato il finale finale perchè se da un lato è molto affascinante (vedere per la prima volta chi fosse veramente il killer) porta la sospensione di incredulità di cui sopra a livelli ancora più alti.
In ogni caso promosso con poche riserve

7

8 commenti:

  1. Lo vidi anch'io ai tempi d'uscita e ho un ricordo discreto del prodotto, diciamo non eccelle ma svolge il suo dovere di intrattenimento. Non ricordavo associazioni all'undici settembre ma ci stanno benissimo. Poi bene per la tensione che ne esce e per le prove d'attori (Whitaker è rimasto gigante nelle sue interpretazioni anche se qui mi pare si veda poco, mentre quanto è maturato e migliorato Farrell? Per me davvero tantissimo rispetto a come lo si vedeva qui), insomma una pellicola che si fa vedere e piacere :)

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    1. La cosa assurda è che all'epoca, 2002, credo che l'associazione all'11 settembre non l'avev fatta. Invece rivedendolo mi sembra nettissima.
      Anche io ricordavo che Whitaker si vedesse poco e invece no, è proprio protagonista

      a e Farrell non fa impazzire, anche se ci sono 3,4 film dove mi è piaciuto parecchio. E devo dire che qua pure, non me lo aspettavo

      comunque anche il mio ricordo era come il tuo, discreto. E' migliorato con la secnda visione.
      Secondo me strapperesti un 7 anche te, forse un 7--

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  2. In realtà nel mio archivio questo film ce l'ho segnato con un 7,5! Quindi figurati :D

    Farrell non fa impazzire nemmeno me, ma nel tempo si è migliorato nettamente e raffinato come attore, splendide le sue ultime interpretazioni in The Lobster e nella seconda stagione di True Detective, limitandomi ai tempi recenti.

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    1. Ah, beh, allora avevo ragione ;)

      quel discreto credo passi anche al buono

      sì sì, assolutamente. Certo che anche i ruoli sono importanti e sia quello di Lanthimos sia, credo, quello della serie, sono notevoli

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  3. Sempre per la serie -buVlone-, ma è storia vera:
    apro il blog, mi cade in primis l'occhio sui commenti sulla sinistra, leggo "in linea col lassativo".
    Il primo pensiero verte sul fatto che mi paia molto poco salutare, il secondo su cosa c'entri con questo sito.
    Poi capisco; tutto questione di centesimillesimi di secondo, però...

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    1. ahah, il problema è che in quel gadget non legge gli apostrofi ;)

      beh, non sarà salutare ma però ha senso, in linea col lassativo, ci sono modelle che vanno avanti così ;)

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  4. Accidenti ..non ricordavo fosse del 2002 ..
    a me piacque..si ... io gli diedi un 7 deciso , chissà che effetto mi farebbe ora ..
    all'epoca nemmeno io pensai all'11 settembre ... forse ...chissà ... le tue considerzioni sono interessanti e aggiungono valore al film .
    Farrel è in gamba se diretto da qualcuno che sa sfruttare il suo modo di fare e lo dirige bene ; io l'ho apprezzato in vari film mentre in altri no , ma erano i film ad essere delle cazzatine .

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    1. Vero...
      Farrell pare uno di quegli attori che dipendono moltissimo dal personaggio.
      Il che non è una grandissima cosa in teoria...

      stesso voto, incredibile

      sì sì, sono convinto che questo film sia figlio di quel terrore, nel 2000 non l'avrebbero fatto ;)

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