27.10.16

Recensione: "It's such a Beautiful Day"

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Dei disegni appena abbozzati che si mescolano a immagini vere, a rumori, a musiche e suoni.
Il senso dell'esistenza essiccato, il tutto ridotto all'essenziale.
Bill e la sua malattia, Bill e le sue difficoltà.
Bill e la speranza di svegliarsi un giorno e scoprire che anche per lui, quel giorno, può essere meraviglioso.

La malattia mentale.
La difficoltà di stare al mondo.
La pazzia.
L'incomunicabilità.
La solitudine.
Ma anche la capacità di vedere ogni piccolo dettaglio, vedere "oltre", quella che ti fa scorgere il filo d'erba nel prato o il viso nella folla.

Bill non è felice, Bill si accorge che la sua vita è soltanto il compiere all'infinito gli stessi piccoli e quasi inutili gesti.
Bill si accorge che gli uomini tra loro non parlano o se lo fanno lo fanno senza interesse.
Bill che fa sogni spaventosi.
Bill che probabilmente è pazzo, o forse autistico, o forse semplicemente solo e troppo profondo nella sua semplicità.
Bill che si rende conto che tutte le cose belle o durano troppo poco o finiscono malissimo, come quel sogno della foca e della palla.
Un mondo di morti, di omicidi, di uomini deformi e informi.
Un mondo spietato in cui esseri buoni e sensibili come Bill faticano a stare. 

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Bill che sembra avere la sindrome di Cotard, ovvero la fobia di sentirsi morire.
Il suo fratellino con le braccia di alluminio inseguì un gabbiano e morì nel mare.
La madre impazzì e Bill ne fece le spese.
It's such a beatuful day è un film doloroso e potente.
Disegni appena abbozzati che si mescolano con immagini vere, suoni e rumori.
Un film sperimentale che per estetica e contenuti mi ha ricordato lo splendido Tarnation.
(ma ci troverete molto anche di Mary and Max)
Cinema esistenziale se ne esiste uno (tutta l'opera è una continua ricerca sul senso della vita e sulle difficoltà nell'affrontarla) questo bellissimo cartone animato è anche una spietata analisi sulla malattia mentale e sul come viene percepita sia dallo stesso "malato" che dalla società.
Bill, e i disegni che lo immortalano con lui, riesce con semplicità a parlare di cose complessissime.
I suoni, le musiche, le immagini di vita vera che si mischiano al cartone animato riescono ogni volta a raccontare cose diverse.
La routine (tutte quelle nuvolette contemporanee), l'incomunicabilità (i dialoghi interrotti o i rumori che sovrastano), la pazzia (con tutti i sogni di Bill e la sua realtà deformata), la rabbia, la speranza, e degli sparuti sprazzi di felicità.

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Struggenti i piccoli ricordi del Bill bambino, ancora pieni di colori e di odori.
Ma del resto proprio in queste improvvise pennellate di colore, disegnato o no, questo piccolo film sembra possedere una poesia infinita.
La luce del sole che filtra sulla stanza, i fili d'erba del cortile del Bill bambino, il mare...
Bill ha anche vuoti di memoria, quasi soffrisse, oltre a tutto il resto, anche di Alzheimer.
E si fissa sulle cose, come nella grande sequenza del netturbino e dell'aspirapolvere.
Un giorno però Bill si sveglia felice e contento.
E' proprio un giorno meraviglioso.
E allora Bill cammina all'aria aperta.
Ma anche quel giorno felice diventerà un infernale loop.
Bill non conosce l'amore ma ne percepisce la potenza e la grandezza, come in quel messaggio sulla sabbia.

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Eppure Bill non morirà mai.
Perchè Bill, forse, è l'esistenza stessa, è l'Uomo, è la sua Storia.
Bill parlerà tutte le lingue del mondo, sopravvivrà a guerre, scoprirà cose, avrà milioni di figli.
E milioni di amori persi e ritrovati.
Ma Bill andrà sempre avanti, fino a che la terra non si spaccherà sotto i suoi piedi.

"Mi piaceva guardare le luci di fuori mentre mi addormentavo sul sedile posteriore"

dormi

9 commenti:

  1. Bellissime le tue parole per questo capolavoro che rimarrà, come solo i film immensi sanno fare, per sempre nel mio cuore. Grande Giusé! ;)

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  2. Sembra una meraviglia pari a Il bambino che scoprì il mondo! Devo vederlo, così da leggere meglio quanto hai scritto, anche ;)

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    1. Cavolo, bel paragone!

      come ho fatto a non pensarci...

      questo ha un intreccio più semplice, una storia molto meno interessante ma è molto più psicologico

      il plot è "mentale"

      speriamo ti piaccia ;)

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  3. Visto un paio di anni fa al Future Film Festival in anteprima mi mise un'angoscia pazzesca ...

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    1. Mai sentito sto festival, mi sono andato ad informare adesso

      beh, sì, abbastanza angosciante ;)

      ma non solo nero

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  4. Letto niente della rece.
    L'hai trovato su horrorpills, vero? Volevo vederlo pure io, ma sto aspettando il momento giusto.

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    1. A dir la verità me l'ha mandato il primo che ha commentato...

      No, ancora preso niente da là.
      Tra l'altro non pensavo nemmeno che questo film potesse starci in un sito-blog come quello

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due cose

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