4.3.15

BuioDoc (N°17)- Al Cinema: recensione "L'immagine mancante"

Raramente ho pensato in vita mia di aver visto qualcosa di necessario.
Nemmeno i film più meravigliosi, nemmeno quelli con più cose dentro li ho quasi mai ritenuti necessari.
Fino a ieri, in una magnifica saletta cinematografica da 25 posti, un salotto con schermo grande insomma. Solo io, un'altra persona, il mio blocchetto e quest'opera enorme.
E necessaria.
Il 17 aprile del 1975 i Khmer Rossi prendono Phnom Pehn, la capitale della Cambogia. Probabilmente è da considerarsi come data di inizio di una delle più grandi e sanguinarie dittature di sempre, quella di Pol Pot. Nessuno conosce i numeri ma nella migliore delle ipotesi un cambogiano su 3 fu ucciso o morì di malattie e stenti tra il 1975 e il 1979. Parliamo, nella stima più bassa, di un milione e 200.000 persone.
Non mi interessa la politica, lo sapete, ma l'uomo.

E di uomini parla questo straordinario documentario, di cui è difficile vederne i contorni della grandezza.
Chi parla, il regista, è uno che all'epoca era un ragazzino, 13 anni.
Phnom Pehn era una città grande e viva. C'era il mercato del pesce e della carne, c'era gente che danzava e cantava, c'era il cinema. Arrivarono i Khmer Rossi e portarono via tutti. La città divenne fantasma, tutti i suoi abitanti, o almeno quelli che non furono uccisi (e bastava poco per esserlo, anche un paio d'occhiali vista la volontà di distruggere tutto quello che poteva rappresentare l'istruzione) furono portati in campagna, in campi da lavoro che richiamano tanto altri ben più famosi.
Furono spogliati di tutto, indossarono una veste nera e da quel giorno iniziarono a lavorare la durissima e arida terra per creare la nuova Cambogia Comunista.
La terra già. La terra.
Se quegli schiavi erano uomini costretti a lavorare una terra impossibile da lavorare così, con la terra, il regista Rithy Pahn ha voluto ricostruire e raccontare quegli anni.
Costruendo delle straordinarie miniature di creta.
Erano uomini di polvere, terra e fango, così li racconterò, con polvere, terra e fango.
L'immagine mancante, come già fu per lo straordinario The Act of Killing, è il racconto di un pezzo inumano della nostra storia raccontato attraverso il filtro dell'arte. E se nel film di Oppheimer l'arte era rappresentata dal teatro qua è la miniatura di creta.
Il regista è arrivato a un'età in cui il ricordo della sua infanzia terribile si è fatto insostenibile. Ma quel ricordo non è quello che ha conosciuto l'umanità "civilizzata", è un ricordo di morte e soprusi, di libertà negate e disumanizzazione. E' l'immagine mancante che il mondo non ha conosciuto, abituato com'era a vedere, di immagini, soltanto quelle ufficiali di regime ("L'avete viste voi a Parigi queste immagini?" dirà ad un certo punto il regista davanti a delle scene terribili). E lui questa immagine mancante allora se la costruisce, pezzo dopo pezzo, con delle miniature di creta che sostituiscono e rappresentano vittime, carnefici, luoghi e fatti di allora. L'effetto è straniante sì, ma meraviglioso. A queste ricostruzioni artigianali si accompagnano (a volte addirittura sovrapposti) veri filmati d'epoca dei campi di lavoro, di Pol Pot, della città deserta. Mai quelle di torture o uccisioni però. Sempre immagini mancanti già.
E' difficile spiegare quello che accadde quegli anni. A differenza del genocidio ebreo qua c'era anche l'ipocrisia di far credere ai "detenuti" di lavorare tutti dalla stessa parte, di stare costruendo un nuovo stato cambogiano basato sull'uguaglianza. Che doveva ripartire da zero, dalla nuda terra.
Un comunismo così radicale come non si era mai visto, in cui anche possedere un pentolino era "sintomo di individualismo", in cui oltre un cucchiaio per mangiare 20 grammi di riso non era permesso possedere altro, in cui non ci doveva essere istruzione ("La vanga è la vostra penna, la terra il vostro foglio"), in cui persino i bufali pensavano "che strani questi uomini che bevono la nostra acqua, il fango".
Disumanizzazione completa. Non solo non ci sono più beni, nemmeno quelli minimi, ma non c'è più possibilità di pensare, parlare, emozionarsi, nemmeno soffrire.
Quello che sorprende è che il regista (fisso in voice off) sembra raccontare tutto questo quasi senza odio. E lo fa principalmente perchè non racconta i fatti con la testa di oggi, ma con quella di allora, quella quindi plagiata da un'ideologia alla quale era impossibile non aderire o non condividere.
C'è profondissima umanità in questo doc, nessuna rabbia. E c'è rispetto. Non vedrete mai niente di così terribile, eppure quello che accadeva in quegli anni, specie le uccisioni, erano davvero inumane. Sembra che anche lui per pudore, per rispetto o forse solo per paura di un ricordo troppo devastante non riesca mai a superare un certo limite. Si arrivò a creare un popolo di uomini non più umani, come un gregge di pecore incapace di decidere la benchè minima cosa. L'ideologia era talmente forte che bambini di 9 anni potevano accusare la loro madre di aver rubato una verdura, e per questo farla giustiziare.
"La fame è un'arma" dice il regista, una delle armi più forti. Porta un popolo alla fame e lo comanderai con facilità.
In italiano c'è l'espressione "scavarsi la propria fossa". In Cambogia questo avvenne, milioni di persone lavoravano per scavarsi la loro fossa, pensando invece (o costretti a pensare invece), di stare costruendo il proprio futuro.
Ma l'immagine mancante è anche un documentario fortemente metacinematografico, ma in un senso talmente radicale come poche volte lo si è visto prima.
Non è cinema che parla di cinema ma dell'essenza di esso, l'immagine. "Quando vedi un'immagine che non sia un disegno sai che è vera". L'immagine è verità. Sì, ma lo sarebbe se comprendesse anche quella mancante.
All'epoca lo stesso cinema fu smantellato. Pellicole e set distrutti, attori e registi o uccisi o deportati. Non ci doveva essere niente che richiamasse al capitalismo. Le uniche immagini sono quelle di regime, documentaristiche, ad esempio tutte quelle trionfanti di Pol Pot. Quando vennero a trovarlo i cinesi (perchè, ovviamente, la Cina fu la grande ispiratrice di tutto) quella storica stretta di mano è commentata tristemente così dal regista: "Questa immagine di fratellanza invece non è mancante".
"L'immagine mancante siamo noi", afferma ad un certo punto il regista, forse la frase più forte del doc. L'immagine mancante siamo noi e quello che abbiamo subito. L'immagine mancante non è il pezzo di puzzle che non si trova o si è nascosto ma è un intero puzzle molto più grande di quello che è stato venduto.
Lui, il regista, il suo pupazzetto di creta che lo rappresenta è l'unico non vestito di nero, ma rosa a pois. Come se adesso, anche nel vestiario, lui voglia immaginarsi all'epoca con i suoi sogni da bambino.
Un bambino che ha sentito morire di stenti una bambina vicino a lui, affamata, che per provare a farcela quella notte si mise a mangiare solo il sale.
Un bambino che seppellì centinaia di persone sentendo il rumore delle ossa sotto i colpi della sua vanga.
Un bambino che immaginava continuamente il cielo. E fantasticava sull'Apollo arrivato sulla Luna. E poi guardava giù, sulla loro Luna di terra da lavorare. Una Luna fatta di nulla.
E poi ancora cielo con 3 piccolissime figure di creta, tre bambini, che volano lassù dopo esser morti di stenti quaggiù.
E un altro che vola sopra la città deserta che un giorno fu tutta la loro vita.
Il volo, il cielo.
Perchè quando la terra in cui vivi è solo una terra di pietra, polvere, soprusi e morte, quando all'orizzonte di questa terra non vedi alcuna speranza, l'unica salvezza è dalla parte opposta ad essa, nel cielo.
"Guarda nostro figlio alla tv" dicono due figure di creta che un giorno furono uomo e donna, "sta parlando di noi".

20 commenti:

  1. Tornerò a leggere con più attenzione dopo la visione, che anche questo è uno dei millemila titoli in attesa di recupero...

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    1. Almeno 1243 posizioni fagliele scalare allora

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  2. Ciao Caden,
    ho visto il film...

    Tra tutti i commenti da me postati ti avrò ringraziato molte volte, ma quante volte l'ho fatto veramente, col cuore?
    Ecco, con questo commento non ho intenzione di 'commentare' le qualità del doc, la Storia, lo stile con cui è girato il film etc., ma volevo solo ringraziarti per avermi spinto (eh sì, hai una forte influenza su di me ;) a recuperare il prima possibile questa Immagine mancante.
    Non dirò nulla sul film, come ho già detto. Mi dispiace però che la tua rece sia passata come inosservata (almeno nel numero nei commenti), rece che poteva avvicinare più persone al film.

    Una cosa la devo dire...sinceramente non avevo mai, e dico mai, assistito a nulla di così potente. Di solito mi vergogno a dire se ho pianto o meno davanti a un film, ma qui è diverso e lo voglio dire; ho pianto come non mi era mai capitato col Cinema (se non in 1-2 occasioni (su molte, molte visioni).

    Ciao Caden :)

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    1. Le recensioni a questo tipo di film se va bene vengono lette un quarto di quelle a titoli non dico famosi ma sentiti qua e là.
      Questo è una perla rarissima che pochi, pochissimi hanno avuto la voglia o fortuna di trovare.

      Questo doc è un capolavoro, c'è poco da dire e fare.
      E non vergognarti mai della commozione, io ero solo al cinema e ho potuto sfogarmi.

      magari con le classifiche di fine anno avrà più visibilità

      perchè sarà molto molto in alto

      è unico

      grazie di cuore a te

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    2. Senza dubbio, è proprio un capolavoro...questa visione me la porterò sempre nel cuore.
      Beato te, sul grande schermo deve essere stata un'esperienza straordinaria.

      Giusto, le classifiche! Eh sì, l'ultima carta da giocarsi ;)


      Cambiando argomento, ti volevo chiedere se Carrie (1976) secondo te potesse essere un horror nelle mie corde.

      Ciao!

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    3. Ah, volevo chiederti anche se avevi intenzioni di vedere l'ultimo Orso d'Oro...l'orientale ''Black coal thin ice''. E se conosci ''The Tribe'' uscito a fine maggio qui da noi, se non ricordo male. Io lo dovrei vedere nei prossimi giorni e penso che potrebbe piacerti ;)

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    4. Allora:

      1 Sì, oltre che essere sul grande schermo era nella terzasala (si chiama così) del nostro "multisala d'essai", una saletta di file per 6 posti, tipo salotto di casa, splendida.

      2 Carrie... E' praticamente uno di quei film che hanno segnato la mia generazione, ne ho un ricordo splendido. Non so come sia invecchiato ma insomma, la scena del ballo è da storia del cinema di sicuro. Per tematiche sì, lo puoi vedere di certo, Carrie è un drammatico vestito da horror

      3 "fuochi d'artificio in pieno giorno" (mamma mia che traduzione) è appena uscito nelle sale ma purtroppo nel periodo in cui qua sono tutte chiuse, c'è solo l'arena estiva di recuperi. Ho visto che c'è già disponibile in HD ma ancora credo mi darò 2,3 mesi per vedere se me lo recuperano in sala

      4 Conosco perfettamente The Tribe, l'hanno programmato nella stessa saletta de L'Immagine mancante. Purtroppo solo una settimana e l'ho colpevolmente perso. Un mio amico l'ha visto e recensito (non ho letto) e mi ha detto che avrei dovuto vederlo, anche solo per l'unicità dell'operazione

      insomma, li vedrò entrambi, vediamo come ;)

      ciao!

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    5. Una saletta di 4 file per 6 posti, mancava il 4...

      Per Black Hole peccato davvero, non solo qua a Perugia l'avrebbero programmato ma i 3 cinema avrebbero lottato tra loro per averlo. Riaprono tutti a fine agosto (come ti dicevo adesso c'è un'arena estiva di 70 film in 70 giorni di recupero), aspetto le riaperure per vedere se qualcuno lo recupera.
      E' passato anche su MyMovies ma come evento unico, non è rimasto nell'on demand. Ma prima o poi lo mettono anche lì

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  3. Alla fine Carrie l' ho visto oggi...sì, decisamente nelle mie corde. Mi è piaciuto molto!

    Sì, la traduzione, come spesso accade da noi, è atroce. Anche se in questo caso credo sia la letterale traduzione del titolo originale ''Bai Ri Yan Huo''.
    Avevo visto che era passato su MyMovies ma non l'ho potuto vedere. Speravo lo mettessero nell' ondemand però niente. La stessa cosa mi è successa con Winter Sleep, ma ormai si trova facile.
    Comunque sì, ho visto che su cineblog già ci sta. Sinceramente voglio aspettare i sub per evitare il doppiaggio italiano che, sui film orientali, solitamente stona.
    Bella la cosa dei 70 film! Ho visto solo in questi giorni quel tuo commento del 10 giugno nel quale mi accennavi sta cosa, ma ancora non mettevo lo spunto su 'inviami notifiche'...

    Su The Tribe ero quasi sicuro che lo conoscessi :) Io l' ho atteso per molti mesi, ora finalmente ce l'ho. Certo dispiace anche a me averlo perso al cinema, però è durato poco. Ne parlano molto bene...

    Senti, invece, tornando all'horror, volevo chiederti un'altra cosa...The Woman di McKee, potrebbe piacermi o è solo violenza e poca psicologia? E' che è da tantissimo tempo che mi dico ''lo vedo o non lo vedo?''...e non mi so ancora deciso :) Ho il timore sia una delusione come lo è stato Martyrs e Eden Lake...non me ne volere ;)

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    1. 1 Cavolo, già visto? se ricordo bene la scena del ballo è strepitosa per tensione, montaggio e significato. A livello umano fortissima poi

      2 Ah, ecco, ti eri accorto anche te di MyMovies. Più che su cineblog lo trovi anche su altadefinizione.it in hd a questo punto...
      E' là in primo piano :)

      3 sì, in 3 mesi fanno vedere tutti i film della stagione appena passata. Magari non arrivano mai al super cinema d'autore ma insomma, ne fanno di belli

      4 Film unico The Tribe, va visto. Almeno non abbiamo problemi di doppiaggio ;)

      5 Guarda, per me The Woman è inferiore a Martyrs e Eden Lake, quindi fai un pò te... E' esaltato un pò ovunque ma io l'ho trovato quasi amatoriale. La violenza c'è, nel finale, e parecchia. Significato psicologico? poco, semmai più valenza etica sociale con la ragazza sequestrata.
      Insomma, vedrei altro, non so che dirti ;)

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  4. Eh sì, mi ispirava tantissimo :) Comunque hai ragione, la scena del ballo è magnifica in tutto. Il montaggio pure è straordinario e ci sono delle scene nel film che ti rimangono veramente impresse.

    Su The Woman mi hai convinto...rimando ;)

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    1. Io di scena ricordavo solo quella ma siamo a quasi 30 dalla visione...

      Rimanda rimanda ;)

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    1. Speriamo saràlo stesso commento che farai dopo averlo visto ;)

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  6. Documentario che ho recuperato dopo averlo visto inserito nella classifica di fine anno... bhe è talmente unico e allo stesso tempo potentissimo di significato che ora capisco il perchè sia stato il film/doc più bello dell'anno scorso. Ed è incredibile quante similitudini ci siano con quei dei doc immensi di Oppheimer, anche li una dittatura che uccide e dispensa morte, proprio come qui, due modi però completamente diversi di raccontare una storia che non possono e non devono lasciare indifferenti.

    Grazie per averlo messo in risalto, un'opera che non si può non apprezzare.

    Voto: 9

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    1. Eheh, spari un 9, rarissimo per te (tanti 8 ma i 9 quasi mai)

      quindi super d'accordo anche qua, anche te l'avresti messo probabilmente sul podio dell'anno

      sì, se Oppenenheimer e il regista dell'Immagine non avessero saputo uno del lavoro dell'altro (e ne dubito, credo che la preparazione dell'Immagine sia annosa) è davvero incredibile questa coincidenza

      perchè non solo si raccontano due vicende molto simili, ma entrambi non usano la verosimiglianza e la cronaca ma un metodo artistico per farlo, per quanto così diverso

      è anche vero che The Act of Killing fu "casuale", Oppenheimer voleva fare qualcosa di molto più classico ma poi si ritrovò con quelli che, vista la tv, vollero metter su quel teatrino

      che, diciamocelo, rende indimenticabile quel doc

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    2. Si i 9 (i capolavori) sono sempre un pò restio ad attribuirli, e sinceramente credo siano in pochi a meritare tanto, anche se debbo precisare che non mi è capitato di commentarli qui da te, però di 9 ne ho dati tanti, sono i 10 che veramente non attribuisco quasi mai, come credo sia normale :)

      Qui sia sotto il profilo formale, concettuale e tecnico siamo a livelli altissimi e sicuramente sarebbe stato tra i miei migliori dell'anno se solo lo avessi visto prima, al cinema addirittura non ricordo nemmeno se è passato da me.

      Le similitudini con i due doc di Oppheimer sono tantissime, sarebbe anche difficile dire quale sia superiore tra i due, io li metto allo stesso livello, anche se qui la poesia con quelle statuine di argilla arriva a vette quasi irraggiungibili che toccano il cuore, negli altri due doc invece c'è molta più rabbia, impeto e verosimiglianza che me lo fanno come elevare a capolavoro, forse sono due rovesci della stessa medaglia, quella medaglia intrisa di sangue e morte che deve far riflettere.

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    3. Ah, ecco, allora ricordavo bene, questo qui da me era il tuo primo 9.
      Beh, ma io identico a te eh, l'avrai visto.
      Tantissimi 8, pochissimi 9, due soli 10 credo questi ultimi anni.

      Guarda, come ti dicevo per Goodnight Mommy, il fatto che io l'abbia visto al cinema è solo un miracolo dovuto alla programmazione di Perugia.
      Sarà passato in 5 sale questo...
      Tra l'altro ero solo a vederlo ;)

      per quanto riguarda il confronto tra questo e gli Oppenheimer sono d'avvordo con te su tutto, sulle similitudini, sulle differenze, sull'eventuale cose che ha in più uno o gli altri

      certo, l'Immagine è più intimo, più sofferto, più personale.
      Forse per questo l'ho amato di più

      se poi pensiamo al fatto che lui ha creato ogni miniatura per poter raccontare tutto questo siamo davanti a qualcosa di gigantesco

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  7. L'ultima frase fa elevare L'Immagine Mancante da qualsiasi altra cosa di simile e la renda unica ;)

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due cose

1 puoi dire quello che vuoi, anche offendere

2 metti la spunta qui sotto su "inviami notifiche", almeno non stai a controllare ogni volta se ci sono state risposte

3 ciao