28.3.15

Recensione: "Spring Breakers"

Era il mio primo Korine.
Eppure sono almeno 4 anni che mi sono appostato dietro di lui, pronto a sferrare l'attacco.
Ho sempre voluto vedere Gummo ma il viso di quel bambino mi repelle, colpisce zone del mio cervello sconosciute.
Volevo vedere Mister Lonely che qui l'anno scorso diedero addirittura in una rassegna al cinema. Non andai, non l'ho più recuperato.
Volevo vedere Trash Humpers e Julien Donkey-Boy ma anche loro, come Gummo, mi danno sensazioni strane, un misto di attrazione-repulsione che ancora non sono riuscito a superare.
E così ho cominciato dall'ultimo, dal meno sperimentale, da quello che ha lanciato Korine nel mondo del cinema di massa, davvero strano se si considera l'assoluta pazzia degradata e infernale dei suoi precedenti film.
Non ho letto critiche di Spring Breakers ma non faccio fatica a pensare che molti si saranno divisi tra porcata colossale e genialata d'autore.
La verità, come quasi sempre, sta nel mezzo.
Uno non preparato vede il cast, vede la trama, vede il film e non può non pensare a Spring Breakers come a un filmetto di tette e culi, sesso e droga.
Che poi quello è, intendiamoci.
Ma se solo pensassimo all'autore che c'è dietro, al suo background, ai suoi film precedenti, capiremmo subito che quella di Korine è una provocazione mirata a tavolino, ossia poter nascondere il suo genio, le sue tematiche e la sua poetica dietro una confezione che ha davanti i visini di High School Musical e Hannah Montana e feste da sballo in cui non viene mostrato nulla che non sia alcool, sesso o droga (non c'è un singolo momento durante queste feste o di riflessione o di stacco dal puro sballo).
Io vi prendo le icone delle brave ragazze e ve le faccio diventare bad girl senza alcuna morale.
Io vi mostro il deliro del Nulla mettendoci dietro tutto me stesso.
E l'operazione funziona, non del tutto ma funziona.

La regia è portentosa per prima cosa. Korine riesce a creare dei veri e propri piccoli miracoli di luci (soprattutto luci), inquadrature e musiche. Si vede che tutto è curato nel minimo dettaglio. La sequenza della prima rapina vista da fuori in camera car è roba per pochi ad esempio. Ma più di una volta questa unione di movimenti di macchina e luci crea sequenze che riescono a trascendere quello che mostrano, come se "spiritualmente" si elevassero da quello che in realtà sono e fanno vedere. Anche perchè se Korine non si fosse "mostrato" qua, nella regia, nello stile, la materia di Spring Breakers sarebbe davvero stata poca cosa, un film delirante su una generazione X totalmente priva di valori ed obbiettivi, persa soltanto nel suo vivere la vita al massimo senza alcun controllo, proibizione o misura. Però è interessante a tal proposito la figura di Selena Gomez, la ragazza cattolica che ad un certo punto non riuscirà più a reggere quello schifo. Questa contrapposizione in fligrana angelo-diavolesse (le amiche) è davvero potente anche perchè il film, sotto sotto, l'anima dannata ce l'ha, eccome, e il finale lo dimostra.
E' come se ci fossero 3 stadi.
Quello della Gomez, ossia della ragazza che in qualche modo ha valori (a prescindere dalla religione) in cui ancora credere (non a caso la bella sequenza nella piscina in cui lei fa un discorso un pò alla Noi siamo infinito che le altre nemmeno considerano).
Quello di Cotty (interpretato dalla moglie di Korine), ossia una a cui invece interessa solo lo sballo ma che quando è vittima di uno shock diventa lucida e se ne va.
Quello delle altre due che invece, qualsiasi cosa succeda, sono ormai completamente drogate da questa vita, senza più niente che valga la pena per interromperla (malgrado le ipocrite telefonate alla nonna di una sembrino dire il contrario).
E poi c'è Alien (un grandissimo, come sempre, James Franco), il Diavolo Tentatore, la figura capace di rendere reali tutte le voglie malate di Candy e Brit.
Ci sono momenti altissimi, come il montaggio alternato tra il racconto fatto dalle ragazze della prima rapina e la rapina stessa o come l'altro montaggio alternato con Franco che canta al pianoforte Britney Spears e le immagini di un'altra rapina. O come la sequenza del molo nel finale.
E c'è quel rumore di pistola ricaricata che ogni tanto si sente, presagio fin dall'inizio di qualcosa di brutto che debba poi accadere.
Questo è un film che dato ad un altro regista non avrebbe avuto alcun valore.
Anche se in fase di sceneggiatura ci sono cose che mi hanno fatto storcere il naso.
La partenza di Faith che la fa uscire completamente dal film.
Il reiterare continuamente le stesse scene delle feste. Korine voleva senz'altro lavorare sull'eccesso e sulla ridondanza certo, ma rischia così di mostrarci noiosi riempitivi di cose già viste. Sempre che vedere tette e culi possa essere un noioso riempitivo.
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E, soprattutto, l'assoluta inverosimiglianza del finale.
Doppia per me.
Perchè che in pochi giorni due ragazze, strafatte e vuote quanto vuoi, diventino spietate serial killer non ha veramente senso.
E che le stesse due ragazze, senza alcuna esperienza, facciano fuori una gang criminale armata fino ai denti camminando tranquillamente per la piscina non solo è inverosimile, ma un errore pacchiano.
Capisco la prima cosa, in un film di eccessi, tentazioni e nichilismo quella deriva è l'ennesima provocazione. Ma, persino nelle provocazione ci doveva essere più cura nel renderla credibile.
Un film che è più di quello che sembra ma forse meno di quello che alcuni vogliono far sembrare.

20 commenti:

  1. Per me fu una vera sorpresa: mi aspettavo le bottigliate delle grandi occasioni, e invece mi sorprese un viaggio incredibile.
    Supercult.

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    1. Poi dopo il 9 del Cannbale credo che eri pronto con 5,6 cassette di bottiglie da tirare...

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  2. una delle cose più irritantemente fastidiose viste di recente..o forse sono solo troppo vecchia per ste stronzate.:.:.

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    1. In effetti questi sono mondi lontanissimi anche da me ma non credo c'entri l'età (anche 15 anni fa sti deliri esistevano).
      Però il film in questo eccesso (voluto) e in questo ostentazione nasconde tante cose interessanti.
      :)

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  3. Direi che ho avuto più o meno le tue stesse impressioni, anche se aspetto di rivederlo per dire la mia in maniera definitiva.

    PS: "Mr Lonely" è bellissimissimo

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    1. Ma infatti ho scritto proprio questo, Mister Lonely è l'unico che vedrei stasera stessa (soggetto affascinatissimo), gli altri mi mettono pensiero :)

      Non lo so, non credo che rivederlo serva a qualcosa, il film non deve essere "capito", è immediato, non nasconde nulla.
      C'è solo da prenderlo seriamente o no :)

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  4. Un film perfetto per essere visto in compagnia e scherzarci su senza scadere nel banale ed inutile.

    Poi che commenti sulle protagoniste...

    D'accordissimo sulla stonatura della sparatoria finale che stona per la poca credibilità, ma sono davvero tante le scene memorabili dalla rapina al primo incontro con Alien, dal pompino alla pistola a Britney Spears, Korine è un genio in queste cose, riesce a creare atmosfere di perversione e stranezze dentro cui si è proprio attratti e repulsi allo stesso tempo, (ah ma è quello che hai scritto tu).

    Gummo però va oltre.
    Forse perché non cerca di dare spiegazioni a comportamenti deviati, ci sono solo situazioni borderline, qui in Spring Breakers ci ha provato e credo sia la cosa meno riuscita.

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    1. Ahah, in compagnia, poi ventenni come voi, credo che del film abbiate visto ben poco ;)

      E' vero, mi sono dimenticato la fellatio, ma forse dopo quella di Killer Joe nessuna mi fa più effetto...
      Korine in un solo film mi ha già dimostrato di essere uno che sa crear cose, come dici tu. Immagini ed atmosfere. E sensazioni come quele che stiamo divendo.
      Ecco, lo so, Gummo devo vederlo, è assolutamene nelle mie corde poi, ma ancora la repulsione è troppo più forte dell'attrattiva.
      E' quel cazzo de viso che mi turba

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    2. Ma da quando l'essere turbato è una caratteristica che ti allontana da un film?
      Però credo di capire cosa intendi, è un film costruito sul turbamento.

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    3. No no, i film che mi turbano sono i miei preferiti, lo sai.
      Ho solo detto che però qui ancora la repulsione per questo turbamento è superiore all'attrattiva. Come ho scritto evidentemente colpisce zone particolari del mio cervello. Ho visto roba molto peggiore ma mi ci fiondavo a pesce. Qui sono bloccato

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  5. Ciao Giuseppe!
    Io l'ho visto in v.o. un paio di anni fa, mi ricordo che sui cahier aveva preso la copertina ma ho aspettato a leggere l'articolo per non influenzarmi. A me è piaciuto un bel po' questo film, anche se i buchi di sceneggiatura ci sono.
    A me il personaggio della supercattolica aveva colpito un sacco perché chiamava la nonna e diceva che in quel posto lì c'era un sacco di amore, e sullo sfondo gente che si rotolava su gente, oggetti, roba a caso. e lei ne parlava in stile estasi mistica, quindi sicuramente passa l'immatura fragilità del personaggio.
    In generale io ne sono uscita vedendo i personaggi come dei bambini giganti, con gli aspetti buoni e quelli cattivi molto accentuati, un po' come se rappresentassero più un modo di essere che effettivamente un personaggio in sè. Korine dice qualcosa del tipo (scusa il linguaggio da giovane raga ma il fim me lo evoca!): al momento stiamo vivendo una perdita di senso che si articola a più livelli e ti fa vedere dal gangster (JF veramente bravissimo, riflette tutta l'instabilità mentale di Alien) folle e sentimentale e violento, alle tipe molto superficiali, a quelle da mickey mouse club come si possa essere destabilizzati e non ci siano punti di riferimento, che se li cerchi te li devi trovare dentro di te, perché nel mondo non sai dove andare a parare.
    Detto ciò, dopo che ho letto i commenti e ho visto che hai nominato Killer Joe, da allora continuo a pensare: voglio rivedere Killer Joe. Per dire, bello Springbreakers. Ma ci sono dei film che ti catturano molto di più e con molto meno fracasso (oddio, killer Joe non è che sia sobrio, eh, ma ci siamo capiti!).

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    1. Solito perfetto commento Miriam, e interessantissimo.
      Intanto devo dire che allora credo di aver preso una cantonata. Mi era sembrato che le telefonate alla nonna non fossero di Faith, per quello le avevo definite ipocrite. Invece tu mi dici fossero le sue e quindi, in qualche modo, genuine ed autentiche, almeno per lei.
      Sì, esatto, sono i 3 livelli che citavo io. Le ragazze vivono le stesse esperienze ma è solo il "dentro" di ognuna di loro che le fa comportare e reagire in modo diverso.

      Killer Joe è molto molto più straniante, concordo.
      Ricordo che non mi fece impazzire dall'inizio alla fine ma l'ultima mezz'ora lo elevava moltissimo.
      Anche io, anche se il paragone è frzatello, lo preferisco tra i due :)

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    2. Io la faccia di Emile Hirsch che viene maciullata con una lattina di una cosa che assomiglia pericolosamente alla zuppa campbell l'ho trovata geniale. Che poi è solo un microdettaglio in un macrocosmo che funziona: in KJ funziona la cornice, la storia e i dettagli, si può leggere a tutti i livelli che si vuole e arriva dove deve arrivare. Mi ricordo ancora lui che dice alla sorella che il Texas fa schifo e lei dice che invece no, c'è sempre bel tempo, eppure in tutto il film piove per il 90% delle scene. Friedkin quando ci becca lo fa alla grande.

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    3. Assolutamente...
      Quel film ha momenti, anche piccolissimi e nascosti come quello che citi tu, davvero densi. Poi il personaggio di lei è fantastico, caratterizzata in maniera fantastica e così dolce, così indifesa...

      Anche io voglio rivederlo

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  6. si, è decisamente eccessivo, di korine ho visto gummo e lonely boy, julien donkey boy lo vedrò prossimamente, cmq gummo è un pugno allo stomaco, se lo vuoi vedere te lo consiglio, ma ti cambierà la prospettiva :)

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    1. Ahah, Lonely Boy hai fatto un mix tra Mister Lonely e Julien Donkey Boy :)

      Ma certo che lo voglio vedere :)
      Devo solo trovare il giorno in cui quel viso non mi darà così fastidio.
      Magari un giorno riuscirò a vedere anche un video di Gigi D'Alessio.
      No, perchè ora come ora come lo vedo mi viene un istinto omicida.
      Come con quel bambino

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    2. evabè come si dice pazienza...bisogna avere lo spirito giusto e il momento giusto per guardarlo, in effetti...

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    3. E quel momento e spirito un giorno arriverà.
      Proprio quando non sarò lì ad aspettarlo ;)

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  7. Mi ero perso questo tuo post. All'epoca ero in sala a Venezia ad applaudire Gummo, e Korine (giovanissimo) presente. Da allora ritengo Korine uno coi controcoglioni in senso narrativo, immaginifico e politico. Spring Breakers per me ne è stata la conferma, direi l'apoteosi, del talento e capacità del regista. Come per il Cannibale, anche per me film dell'anno (scorso). Consiglio tutta la sua cinematografia!

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    1. Assolutamente.
      Come scritto voglio vederlo tutto, ma sono ancora abbastanza bloccato.
      Ma se anche in un prodotto non indie come questo mi ha saputo trasmettere cose, immagino nei film più piccoli :)

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