18.3.15

Al Cinema: recensione "Cloro"

Abbiamo (forse) un nuovo autore.
Abbiamo (molto probabilmente) un nuovo regista.
Abbiamo (senza ombra di dubbio) una nuova grande attrice.
Intanto mi riprometto di affrontare a brevissimo in un post la questione cinema contemporaneo-sala-etcetera, ce n'è bisogno.
Detto questo.
Per almeno metà film Cloro mi ha dato l'impressione di essere un'opera prima straordinaria, un vero e proprio piccolo miracolo (italiano).
Non è che poi cali eh, è solo che è mancato il cambio d ritmo che ti aspettavi, il guizzo, il film si assesta e rimane lì, sobrio, onesto, piacevole, ma senza rapirti completamente.
Cloro è la storia di Jennifer (la madre adorava le soap opera, che ci volete fare) una 17enne di Ostia costretta a crescere troppo in fretta. La mamma è morta, il padre è perso mentalmente nel buio più completo (forse proprio a causa della morte della moglie, forse persino per senso di colpa, c'è una frase sibillina al riguardo), il fratellino è un bambino che alterna vivacità a momenti completamente spenti, un bambino senza più genitori, shockato.
Jennifer è campionessa di nuoto sincronizzato (e dopo Foxcatcher siamo a due film consecutivi su sport anacronistici, fuori dal tempo) ma deve saltare allenamenti e preparazione per i campionati italiani perchè, avendo perso casa, i 3 si trasferiscono nelle montagne abruzzesi (vicino Sulmona) in una baita offerta dallo zio. L'acqua manca da morire a Jennifer. E a casa è sempre più dura....
Oh, Giuseppe che scrive la trama, che m'è preso?
Quello che sorprende di Cloro è l'assoluta qualità del tutto, così alta che ti dimentichi dopo 5 minuti che sia un film italiano. Vedi quelle location, vedi la fotografia, vedi la naturalezza degli attori, vedi il gusto e lo stile delle riprese e non noti differenze da tanti film americani dalle tematiche e ambientazioni simili (penso ad esempio a Un Gelido Inverno, praticamente l'esordio della Lawrence, o al bellissimo Frozen River con la divina Melissa Leo, storie di freddo, degrado e vite cresciute troppo in fretta).
C'è un uso dello sfocato impressionante, con questi corpi in primo piano nitidi, perfetti, e questi luoghi sfocati, persi in una profondità di campo pazzesca (ovviamente aiutata da location perfette di valli e montagne). C'è stile, c'è gusto, c'è grazia, in un film di acqua e silenzi, montagne e degrado. Ci sono sequenze memorabili come quella "al contrario" in piscina, come la discesa con le slitte di lei e suo fratello (primo momento di serenità o di tentativo di serenità dell'intero film), come le scene in piscina viste da quella finestra che incombe là sopra.
Sanfelice ci sa fare, eccome se ci sa fare.
E poi c'è lei, la giovane attrice, Sara Serraiocco, una specie di piccola Hilary Swank italiana, una che sa mostrare carattere, che sa suscitare dolcezza, che sa esser naturale, che sa reprimere e nascondere la propria sensualità per poi tirarla fuori completamente. Una vera.
Ma, pur trovandoci davanti ad un'ottima sceneggiatura, quello che manca a Cloro è, come dicevo, la capacità di fare un balzo definitivo in avanti. Non è che in un film debba per forza "accadere qualcosa" per fare sto balzo, perchè basta anche il non visto per compierlo. Ma qua non c'è, Jennifer intraprende una storia che non si capisce bene se sia d'amore o sesso con il custode dello ski lift (con una ellissi temporale un pò strana per giunta), il padre finisce in monastero senza tante spiegazioni (uscendo praticamente di scena, e i tentativi di farcelo tornare non convincono), tutte le situazioni si risolvono in modo affrettato e anche un pelino schematico.
Ma è affascinantissimo il contrasto tra la montagna e il desiderio di acqua di Jennifer, anche perchè, "l'odore del cloro non se ne va via" (dice mentre pulisce la piscina dell'hotel dove lavora).
E l'apnea acquisisce così un doppio significato.
Per lei trattenere il respiro è vita, è la base del proprio sport. Ma l'apnea salvifica è appunto questa, quella sott'acqua. Poi ce n'è un'altra di apnea però, fuori dall'acqua, e quella rischia di farti annegare per sempre perchè non hai la forza per uscirne, non ha musiche d'accompagnamento e non c'è nessuna mano che ti tira fuori. Si chiama vita.
Ci sarà un ritorno, ci sarà l'odore del mare da respirare di nuovo, ci sarà il cloro pronto a farti bruciare nuovamente gli occhi.
Ma proprio quando torni dove hai sempre desiderato di tornare c'è una montagna, c'è un fratellino, c'è un possibile amore che ti dicono che, forse, questo è il posto sbagliato.

17 commenti:

  1. mi manca, chissà se e quando arriva...

    ne ho letto bene dappertutto

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    1. Come al solito qua è arrivato subito.
      Arriva tutto.
      O se non arriva bisogna solo aspettare che arrivi.
      Io non avevo letto nulla, comincio adesso a farlo

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  2. Scommetto che in Trentino non arriverà...
    Comunque bello vedere che in Italia si fa finalmente qualcosa di buono. Mò me lo segno!

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    1. Non fa il coglione con me Giacometto...
      Questo sai benissimo che da voi non arriverà (a meno che non lo cerchi in qualche piccola rassegna), quindi ti dò il permesso per lo streaming.
      E' quando ti lamenti di mezz'ora di macchina per andare al cinema che mi fai rabbia.
      Grrrr

      A livello recitativo e d regia è eccellente. La sceneggiatura molto interessante ma con parecchi punti deboli purtroppo

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  3. Sembra davvero meritare, spero di riuscire a vederlo quanto prima!

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    1. Io ho avuto la fortuna di vederlo al cinema, e con quella profondità di campo e quelle location era davvero perfetto.
      Non credo che sale vicino a te lo prenderanno (non so nemmeno di dove sei) ma insomma, prima o poi lo vedi :)

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  4. È uno dei quei film che vorrei vedere... spero di riuscirci. Oramai mi sono abituata a leggere le recensioni. Prima non lo facevo mai. Cambiamenti :) Se non ci riesco almeno mi godo la recensione.

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    1. "Se non ci riesco almeno mi godo la recensione"

      a parte grazie, però volevo dirti che comunque sta frase vale uguale anche DOPO, non per forza prima

      ahahah, un saluto

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  5. Ne avevo sentito parlare bene, mi fa piacere che tu confermi. Quel "non sembrare nemmeno italiano" lo capisco...
    Ma scusa, tu vai a Roma a vedere i film, o è a Perugia che arriva tutto?
    Io vivo tra laghi e valli alpine, ma per (s)fortuna sono a Milano spesso per lavoro, mò vedo se nella city lo danno

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    1. Non c'è nemmeno paragone tra Roma e Perugia...
      Probabilmente non c'è paragone tra Perugia e nessun'altra città italiana.

      Abbiamo 6 sale d'essai, 6

      e oltre a darci ogni settimana 7 film diversi poi fanno anche continue retrospettive e recuperi

      credo che nemmeno a Milano trovi i film che abbiamo noi

      è giusto farteli vedere

      Zenith
      http://www.cinemazenith.it/

      Melies
      http://www.cinegatti.it/melies.asp

      Sant'Angelo
      http://www.cinegatti.it/angelo.asp

      e, forse, soprattutto il "nuovo "postmodernissimo, uan cosa pazzesca (hanno restaurato un vecchio cinema, ne hanno fatto 3 sale, una di soli 20 posti. Oltre ai 3 film, uno per sala, fanno retrospettive assurde per un mese intero. Hanno un bar, la galleria, i tavolini, ci mangi un panino. Il massimo che si può chiedere al vecchio nuovo cinema. Hanno aprto da soli 2 mesi e tra una settimana hanno ospite il regista di Heimat...)

      http://www.postmodernissimo.com/

      e, la cosa incredibile, è che sti film sono uno a 5 minuti dall'altro, tutti e 4

      ora puoi capire :)

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    2. "Sti film" intendevo sti cinema.
      E 4 invece che 6 perchè uno, l'ho scritto, ha 3 sale.

      Il multisala d'essai, nuova frontiera del cinema :)

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    3. e sti cazzi
      che è Perugia, la Parigi denoarti?
      anche a Milano c'è una ripresa dei cinema non mainstream, gestiti da cooperativi e simili, ma siamo ben lontanti dalle proporzioni che tu porti.
      ho un collega a Perugia, glielo dirò e magari vengo a trovarlo prima o dopo!
      son felice per voi umbri!

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    4. E non ti ho detto forse la cosa più assurda. L'estate, per 70 gironi di fila, c'è il cinema tutte le sere, all'aperto, in un magnifico anfiteatro giardino (tipo, veramente, il Luxembourg di Parigi in piccolissimo). 70 giorni 70 film, tutti quelli della stagione appena finita.

      Inoltre i link che ti ho dato fanno vedere solo i film in primo piano, ma se cerchi meglio trovi anche tante piccole rassegne. Al post modernissimo, ad esempio, se vai su Terza Sala c'è una programmazione tutta sua di retrospettive, ogni mese una. Ad esempio c'è stato tutto Dolan, ora tutto Kaurismaki, hanno fatto tutta The Story of film di Cousins e via dicendo.

      Se vieni fai un fischio :9

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  6. Recuperato dopo che lo avevo anche inserito nella promessa 2016, che tra l'altro sono a 12 con questo, me ne mancano solo 3! :P

    Direi che sono perfettamente in linea con i pregi e difetti di questo esordio italiano di cui avevo letto benissimo e di cui per questo forse avevo aspettative troppo alte. Tecnicamente è superiore a molto altro cinema italiano, anche se la storia e lo stile è derivativo a diverso cinema come quello dei Dardennne (stesso modo di riprendere, stesse storie umane e anche l'uso della musica che d'un tratto entra nel film a marcare un momento liberatorio e felice ricorda moltissimo Il Ragazzo Con La Bicicletta) o a quello di Ursula Meier con il suo Sister (che ti consiglio di recuperare, tecnicamente è inferiore a questo ma la storia prende molto di più e colpisce più a fondo). Quindi a post visione sono rimasto un pò deluso, non che appunto l'opera sia pessima, tutt'altro, ma appunto mi aspettavo di più, una definizione migliore e completa della storia e delle psicologie dei personaggi che forse non avviene e che mi fà desistere nel reputarlo riuscito al 100%. Cmq come dici bene tu certe scene sono da ricordare, e la formazione e l'evoluzione interiore della protagonista che si affaccia forse per la prima volta al mondo dopo che ha vissuto quasi sempre pensando alla realizzazione del suo sogno non possono lasciare indifferenti con uno stile di messaggio sobrio, quasi contemplativo, mi viene da dire, ma che sa raggiungere il destinatario finale, lo spettatore.

    Voto: 7

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    1. io sono tremendamente più indietro...

      (oh, ma te il raduno?)

      credo che anche il mio voto sarebbe stato quello (a memoria)

      sì sì, concordo con tutto, film molto buono per essere un'opera prima ma tremendamente difettoso in sceneggiatura. E parliamo sia di plot che, come dici, di caratterizzazione dei personaggi.
      Sembra tutto troppo semplice, basico, privo di sviluppi interessanti.
      Eh, Sister devo vederlo, me lo consigliò più di una persona...
      Però lei è bravissima e infatti in questi mesi ha vinto un sacco di premi ;)

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  7. Per il raduno purtroppo non credo proprio di esserci :(

    Siamo sempre più terribilmente in linea con i giudizi, e la cosa non può che farmi piacere a discapito del contraddittorio che è il sale delle discussioni :)

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    1. ma che peccato, eri anche vicino...

      eheh, semmai organizzeremo risse finte ;)

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