20.2.16

Storie Feisbucchiane - 2 -


Copio incollo a casaccio altre stronzate che scrivo su facebook...



DONNE UMBRE

Mi scuso con gli amici non perugini per tutti i post dove esserlo, perugino dico, sarebbe preferibile.
anzi no, almeno vi risparmiate una cazzata in meno
volevo raccontare un fatto emblematico su quanto sia straordinaria e affascinante la donna contadina umbra
antefatto
la signora è madre di un mio caro amico.
e aveva affittato un suo appartamento a due ragazzi cinesi.
uno dei due, ricordatevelo, ha una GROSSA CICATRICE sulla testa
i due sono indietro nei pagamenti, li chiama...
"Plonto"
"Plonto un cazzo, lo paghemo o non lo paghemo st'affitto?"
"Non capile, scusi, chi è lei?"
"Io essele la signola della casa. Io volele soldi. Emo capito?"
"Non capile, scusi tanto signola, non capile"
"No no, te è capito benissimo, soldi, soldi, casa, soldi, casa, difficile?"
"Soldi? Soldi casa noi pagato"
"Sto cazzo hai pagato"
"Non capile signola, cazzo non capile"
"Oh, Cinciaolin, famme 'n favore, se te non capile passame quell'altro, quello col cretto sulla testa"
"Passame quell'altro, quello col cretto sulla testa"
una umbra ad un cinese

METODI DI NUTRIMENTO

1 Mio padre nel mangiare applica un metodo zenoniano, una specie di corollario de Achille e la Tartaruga.
Mangia metà di quello che ha davanti perchè poi gli sembra di mangiar troppo.
Poi metà di quello che è restato.

Poi metà di quello che è restato.
Poi metà di quello che è restato.
Poi metà di quello che è restato.
Poi metà di quello che è restato.
Poi nel piatto non resta nulla.
E nemmeno nella teglia, dove applica la stessa metodologia.
La Tartaruga, in questa applicazione, è raggiunta

Tutti noi abbiamo dei mantra, dei modi di pensare, degli insegnamenti autoimposti più o meno importanti che cerchiamo di rispettare.
Io mi sono accorto che l'unico mantra che ho sempre rispettato è quello per cui in ogni piatto che mangio devo crearmi e lasciare per ultimo Il Boccone del Prete
Tutto il resto a volte lo disattendo, questo no

L'ACCADEMIA DELLA CROSTA

Nuova osteria a Perugia (anche se più vicina a San Sisto).
Si mangia discretamente bene, cucina tosco-umbra-laziale con un menu solido ma assolutamente privo si qualsiasi sorpresa o azzardo.
Come cartina di tornasole mi prendo i crostini al pathè e la carbonara.
Entrambi più che sufficienti,
Alla cassa con la ragazza che faceva il conto:
lei "tutto bene?"
"sì sì, benissimo"
"Nessun appunto?"
(sono aperti da 20 giorni. Ah, ci tenevo a dire, e chi ha la sfortuna di conoscermi personalmente lo sa, che io entro sin dal primo giorno in un rapporto "d'amicizia" con ristoratori, proprietari, camerieri e cameriere di ristoranti. Roba che posso andare dopo il primo pranzo dal titolare, dargli buffetti sulla spalla e dirgli "Bravo il mio Luigino")
"Se proprio devo dire qualcosa un appunto ci sarebbe"
"Sì sì, dimmi dimmi, nessun problema"
"Qua sopra"
le indico qualcosa sopra la mia testa
" In che senso?"
"Niente, lo slogan"
"Quello della Fiorentina?"
"Sì"
"Crede che non sia Fiorentina vera?"
"No no, ci mancherebbe, certo che lo è, dicevo proprio lo slogan"
"Non capisco"
"Guarda, famme pagà, damme lo scontrino e te fo vedè" (arriva il dialetto)
Pago.
Prendo lo scontrino.
"Guarda, avete fatto tanto difficile una cosa semplice. Lo slogan è questo no?"
"non c'è cosa più divina che mangiare n'à Fiorentina"
"Sì"
"Questo "n'à" con apostrofo e accento grave era inutile. Guarda"
gli scrivo "una" sullo scontrino
"voi avete semplicemente tolto la "u" di "una" vero?"
"Sì"
"Ecco (la tolgo), ora al posto de la "u" metti " ' ", così"
scrivo 'na
"insomma, avete messo due cose in più sbagliate quando ne bastava solo una prima"
"Ah, grazie, ora dico di rifarli"
"Ma sta bona! sti cazzi degli accenti gravi e degli apostrofi, fate bene la Fiorentina e poi potete scrive anche in ostrogoto"
"Ah, o.k"
La saluto, me ne vado sentendomi allo stesso tempo tanto simpatico e tanto coglione
P:S: a leggermi sembro un serio rompicoglioni. Invece il mio atteggiamento è vermamente sempre e solo divertito. E divertita era la ragazza. Io non sopporto l'eccesso di correttezza grammaticale. Poi se mi leggete l'avete visto come scrivo a cazzo. Però sta cosa dello slogan era divertente)

SOGNI LYNCHIANI

Stanotte ho sognato di essere in macchina co la mi mamma.
Già la cosa è abbastanza assurda di per sè visto che la mi mamma guida la macchina come Papa Francesco giocherebbe a Fallout della play 4.
Vabbeh, ormai ero dentro, sapevo de esse a rischio ma avevo il problema de esse dentro al sogno, nella vita reale sarei saltato giù dalla macchina anche stessimo attraversando il ponte, senza parapetto, sopra un fiume popolato da piranha a digiuno da 3 mesi.

Il problema è che inoltre stamo ad andà a retromarcia.
Ora, non saper guidare e andare a retromarcia è tipo non sapè guidà un aereo ma volello fa da fori cabina.
Glie dico (che nel sogno il "le dico" non esistono):
"ma se pò sapè che cazzo stai a fa???? famme scende!!!"
lei con la sigaretta in bocca me guarda e fa un sorriso intelligente e beffardo tipo noir della grande Hollywood degli anni 50
e accelera
a retromarcia
a tutto busso
Mi accorgo inoltre che siamo su una strada sterrata campagnola, in salita persino
tornando al pilota d'aereo non pilota d'aereo che pilota l'aereo stando fori dall'aereo potremmo dire che in più lo pilota a voce, senza strumenti (la strada de campagna), tipo con "oh, vola, bravo, ecco, ora gira 'l mi cocco, fermo dio bono, ralenta, fa pianino" e non solo, lo fa in una lingua all'aereo sconosciuta (la salita) essendo suddetto aereo, iraniano come la pizza che ho mangiato ieri sera e che probabilmente ha portato a questo sogno
insomma, una che non sa guidà, in retromarcia, in accelerazione, su una strada de campagna e in salita (no, lo riepilogo per i freudiani e per i terroni malati de smorfia)
c'è er botto, inevitabile
"Te l'avevo dettoooo! che cazzo hai fattoooooo!"
scendo
trovo un povero cristo stratato per terra, io lo credo morto ma il sogno finirà prima che ne parli il telegiornale, magari è sopravvissuto
la mi mamma scende, guarda er morto, butta la sigaretta in terra, la ciacca coi piedi come in un noir hollywoodiano del decennio successivo a quello in cui sorrideva beffarda
non mi dice niente e si incammina per la discesa di campagna, di spalle, tipo Chaplin
io guardo la macchina crettata, l'omo morto forse non morto a tera, alzo lo sguardo verso il sole abbagliante
me sveglio

LE SERIE TV DE IL BUIO IN SALA, "PEPPE E L'ISIS"

Voglio raccontarvi un altro sogno.
Ma, a differenza delle altre volte, qui non c'è niente da ridere.
Oddio, non facevano ridere neanche quelli vecchi ma ammetto che qualche velleità, in tal senso, ce l'avevano.
Ho sognato di essere costantemente sotto attacco dell'Isis.
Almeno 4,5 sogni diversi, in ambientazioni diverse, ma con una caratteristica comune, arrivavano sempre quei matti dell'Isis a fa fori tutti.
Prima di proseguire con la descrizione di questi ameni sogni ci tengo a dire che nella mia vita normale, di veglia intendo, non ho mai avuto un pensiero o una paura simile.
Insomma, la particolarità sta nell'esserci stati tutti questi sogni staccati ma con base comune.
Come se in una sola notte abbiano girato nella mia testa una serie tv "Peppe e l'Isis" o "Peppe sotto attacco".
Ne ricordo tre nitidamente e un altro paio con dei flash.
Insomma, la prima stagione ha almeno 5 episodi.
In uno ero in un teatro, e il riferimento al Bataclan è evidente.
Nel secondo ero per le vie di Perugia.
Nel terzo per quelle del mio paesino, Paciano.
In quello del teatro ho uno strano presentimento, mi sento che arriva uno dell'Isis. Mi alzo durante lo spettacolo (non ricordo di cosa, magari c'era Bergonzoni) convinto che stanno per entrare. Faccio per uscire e appena esco ne vedo uno con la faccia coperta da un passamontagna bianco.
Rientro urlando nel teatro "Avevo ragione!!!!! Scappate!!!" e mi dirigo non so dove, in un'uscita interna credo. Nessuno mi caca. Dopo 3 minuti sento gli spari.
In quello di Paciano, il più bello cinematograficamente ed emotivamente, sti matti arrivano nel centro storico. E io fuggo per tutte le vie del paesino medievale. E' un sogno incredibile perchè ripercorro, correndo (bello ripercorro correndo, potrei anche dire ipercorro da quanto ero veloce) ogni singolo metro del mio paese. Vedo le viuzze, il pozzo, ogni singola casa, la stradina dietro le mura, tutto. Ad un certo punto, non ricordo dove, mi trovano e mi sparano.
Attenzione, in tutti gli episodi mi trovano e mi sparano, a volte in maniera devastante, a raffica. Ma io non muoio mai. Cioè, so de esse stato colpito, so che devo esse morto, ma non lo sono. Però non ho nemmeno la sensazione di poter non morire, anzi, anche da sparato fuggo continuamente. E' come un videogame dove ho più vite credo.
La cosa strana è che durante tutti questi sogni mi sono svegliato almeno due volte.
Una sono stato a letto, l'altra mi sono addirittura alzato per fare pipì.
Sono andato al bagno e ho sentito un rumore.
Convinto che fosse uno dell'Isis mi sono letteralmente ghiacciato.
Invece era il mio cane Josè (Saramago) e l'unica sua intenzione, semmai, era di spararmi due leccate in faccia.
Ma ogni volta che tornavo nel sonno da queste pause o dal dormiveglia i sogni ripartivano, come se sta cazzo de serie ormai dovesse finì.
Nell'ultimo dopo essere fuggito per ore ed ore mi nascondo dentro un posto piccolo e buio.
Sento aprire, mi hanno trovato per l'ennesima volta e per l'ennesima volta mi uccideranno (senza che muoia però).
Invece mi parla un soldato in inglese.
Mi dice che è americano e che mi ha liberato.
Mi dice che l'hanno ammazzati tutti.
"Tutti chi" gli faccio io.
"I nazisti" dice lui.
"Ma non erano dell'Isis?" faccio io.
"Te sei tonto" me fa lui
mi sveglio

14 commenti:

  1. La parte finale di "Peppe e l'isis" te la sei inventata per rendere il sogno divertente, dillo!
    Comunque è capitato anche a me di sognare un assedio isis nel mio paesello ( che poi che venivano a fare quelli dell'isis in un paese calabrese sperduto tra le montagne?). Dicevo, questi arrivano,entrano nelle case con tanto di armi e fanno prigionieri tutti gli abitanti del mio paese. Ci mettono in fila, per andare non so dove ed io decido di uccidermi prima di diventare una loro schiava sessuale.

    Ps: a proposito di sogni, un volta ho sognato pure te(ovviamente la mia mente ha creato un Giuseppe che non esiste, dato che non ti ho mai visto). Ricordo solo che ero venuta a Perugia e mi portavi a vedere la casa dove è morta Meredith kercher :/ ahahah
    poi andavamo a mangiare sushi xD ahahah me sa che frequento troppo il buio in sala! Devo smettere!!!

    Ma lo slogan è stato modificato? La ragazza avrà pensato " che simpatico cacacazzi sto tipo" ahahahahah

    La mamma del tuo amico è un M-I-T-O.

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    1. Sì sì, vedevo sti soldati americani e mi ritrovavo catapulatato nella seconda guerra mondiale ma l'ultima frase è licenza poetica ;)

      Ah, vedi, sogno simile...
      L'unica differenza è che nel mio paesello questi sono in giro per il centro storico e sparano all'impazzata..

      sono meglio di come mi hai immaginato, me lo sento. Detto questo, ahimè,. doi gente che viene a vedere la casa di Meredith ce n'è davvero... Sai che io bene o male so qual è ma non sono poi così sicuro se ho ragione?

      sushi l'ho mangiato 3 volte in vita mia, non disdegno, ma sono di sapori più decisi...

      Sì, frequenti troppo il blog, ma solo nel senso che tra venti giorni non avrai più niente da leggere, manco recensioni ;)

      no no, la ragazza era molto interessata, io ci so fare, era tutto molto sul divertito

      però non ci ho mangiato benissimo, mai tornato

      ah, un mito assoluto ;)

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    2. Rachele Tommaso21 febbraio 2016 00:43

      Nel sogno eri la copia di David Gandy!!!



      No, non è vero :D c'avevi la panzetta!


      È un po ambigua la frase. Finirò per leggere tutto? Anche le rece? O tu non scriverai più niente?

      "Io ci so fare"
      Cavolo, facciamo passi in avanti con l'autostima!!! Ahahahah
      Ti ha lasciato il numero almeno? Sennò tutta quella scena per "n'à fiorentina" a cosa è servita?;)

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    3. Mi hai anche fatto cercare chi cavolo sia sto David Gandy ;)

      diciamo che posso avere 3 kg di troppo, ma insomma, credo di non avere la panzetta che hai immaginato ;)

      sì sì, intendevo che tra poco avrai letto anche tutte le recensioni, non alludevo alla chiusura del blog ;)

      beh, io ci so fare, nel senso che difficilmente metto qualcuno in imbarazzo o lo offendo, so come dire le cose. Non intendevo che ci so fare con le ragazze...

      sì, mi ha lasciato il numero

      il biglietto da visita del ristorante intendo

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    4. Rachele Tommaso21 febbraio 2016 17:43

      Ahahahha
      Beh, non è stata una brutta ricerca ;)

      Su, 3kg sono niente rispetto a quelli che avevi nel mio sogno. Non ho tenuto conto del tuo passato da altleta, magari, con le nuove informazioni ti cambierò fisicità al prossimo ;)

      Non hai ne mangiato bene, ne sei riuscito a rimorchiare. Che brutta serata sarà stata :D



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    5. Non è stata una brutta serata

      ero a pranzo

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  2. Ma dove vivo? Possibile che mi sono persa le storie Fbiane? M'identifico con la tartaruga, senza paradosso, anzi un paradigma. Mi ha divertito la padrona di casa, forse perchè avevo i vicini cinesi, al telefono sembrava proprio stessero "parlando" con l'altro capo del mondo :)))

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    1. E pensa che per fortuna ti sei persa anche una puntata precedente!

      no, io non mangio a metà le cose per poi finirle comunque

      semmai ne mangio direttamente il doppio ;)

      tu pensa che "cretto" non solo non l'avrebbe capito uno straniero, non solo non l'avrebbe capito un cinese, non solo non l'avrebbe capito un italiano, ma anche molti umbri avrtebbero fatto fatica

      però, come tutte le parole dialettali, ha un suo perchè

      cretto, crettare, siginifca formare delle crepe

      e se uno ha una ferita in testa, un taglio, è perfetto

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  3. Se ho capito bene qual è l'osteria a cui ti riferisci, vorrei fare anch'io amicizia con le cameriere di quel posto.

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    1. Ah, ma quindi frequenti pure le stesse zone mie maledetto? ;)

      no no, questo aveva aperto da pochissimo, è l'osteria che c'è al distributore appena prima della rotonda de silvestrini

      venendo da perugia dico

      chissà quale posto dici te...

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    2. Proprio quello! Forse ho beccato la serata migliore in fatto di personale... Comunque complimenti per l'idea delle storie feisbucchiane: la peruginità è un prodotto d.o.p. da esportare. Inutile dire che resto un fedele lettore di queste pagine.

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    3. No no, ma la ragazza che ho trovato io era molto carina eh

      con gli occhiali

      quindi ci sei venuto anche recentemente visto che dovrebbe essere aperto da massimo 3 mesi

      ahaha, sì, in realtà io nella vita parlo italiano, ma sono affascinato dal dialetto

      e innamoratissimo della mia regione

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  4. Spero tu ne abbia almeno altre 77 così...

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    1. Mi stuzzichi col mio numero preferito...

      No, basta, voglio considerarmi "in paro"

      da ora semmai ne metterò solo dopo che se ne accumulano là

      per ripescare le cose vecchie dovrei scrollare talmente tanto di mouse che mi spezzerei il polso

      purtroppo facebook in questo è un disastro, o olio di gomito o niente...

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due cose

1 puoi dire quello che vuoi, anche offendere

2 metti la spunta qui sotto su "inviami notifiche", almeno non stai a controllare ogni volta se ci sono state risposte

3 ciao