9.2.16

Al Cinema (5): recensione "The Hateful Eight"



Un primo tempo talmente verboso, prolisso e ridondante da restarci secchi.
Poi il film si apre, diventa più cose, tutte anch'esse ridondanti ed esagerate sì, ma a tratti bellissime.
Un massacro che non è solo di uomini, ma il massacro di uno stato intero.
Un Polanski che sostituisce al cervello i muscoli e il sangue.


Presenti spoiler qua e là dopo la linea divisoria


Chiedere a Tarantino di asciugare sarebbe come chiedere al deserto di bagnare.
Eppure è buffo che una delle più belle scene della filmografia tarantiniana sia quella con una bara, una ripresa strettissima, un buio, una mano che in pochi cm tenta di raggiungere la salvezza, una meraviglia di minimalismo e del saper togliere.
Alla fine del primo tempo, in quei 5 minuti in cui aspettavo che venisse la ragazza delle bibite (mi andava un thè freddo ed ero pronto per una volta a tirar fuori la carta di credito per prenderne uno), in quei 5 minuti in cui una ragazza si avvicina ad un'altra nella fila davanti a me e le dice gentilmente se può far uscire il bambino di 3 anni che quella sventurata madre aveva portato (e meno male che una persona ha trovato questo coraggio di dirglielo, il secondo tempo avrebbe rovinato a vita quel bambino), in quei 5 minuti stavo pure riflettendo al film e avevo la netta consapevolezza che, per dirla all'umbra, c'avevo i coglioni gonfi come poche altre volte nella mia vita di sala.
Un'ora e venti di chiacchiere.

Verbosissimo, ridondante, estenuante persino.


Un grande incipit, prima col Morricone e quel crocifisso su cui stiamo intorno 5 minuti, poi quella neve, la diligenza, il negro con i corpi e il primo notevole dialogo.
E anche dentro non si scherza, la ragazza funziona, il rapporto col Russell non ne parliamo, anzi, il rapporto tra boia e boiata (condannata) rimarrà interessantissimo per tutto il film, con questo incredibile mix di odio, rabbia, divertimento, complicità, persino tenerezza a tratti.
Poi arriva Goggins e funziona pure lui come personaggio eh, anzi, alla fine del film è quello che ti strappa più risate.
Poi arriva la bettola e i nuovi personaggi.
Il prologo, dopo quasi un'ora, è finalmente finito.
O.k, prendendo le scene ad una ad una, i personaggi ad uno ad uno, i dialoghi ad uno ad uno (e poi che altro aduno? boh, niente) va bene tutto quindi.
Ma Tarantino mette così tante parole in mezzo a tutto, allunga il brodo in maniera così impressionante che, ve lo giuro, a tratti staccavo volutamente la testa dai discorsi per non diventare scemo.
Qui non siamo all'esagerazione, qui siamo al celodurismo.
Perchè, vedete, l'anno scorso con Django avevo parlato di regista verticale.
Intendevo l'assoluta incapacità del nostro regista di saper dare orizzontalità alle proprie trame. Al suo curare tutto in maniera sublime, dialoghi, personaggi, scene, inquadrature, dimenticandosi però di mettere la stessa cura nell'andare avanti, per citare la storica frase del finale di Lost.
O.k, anche Sorrentino lo fa. Ma Sorrentino della trama se ne frega, manco ce prova a volte.
Tarantino no. Tarantino racconta anche.


E o.k, di tutto questo sono ancora convinto. Ma l'altra caratteristica che mi piace sottolineare nel regista italo-americano è questo suo assoluto compiacersi nel raggiungere limiti che lui crede di potersi permettere.
I limiti-tarantino.
Tarantino si diverte a raggiungere i limiti-tarantino in ogni componente del film, Lui può dialogare 40 minuti su una mosca che scoreggia perchè lui è tarantino che sta usando i limiti-tarantino.
Lui può caricare i suoi personaggi fino ai limiti-tarantino.
Lui può essere cinico e violento fino ai limiti-tarantino.
Lui può eccedere dovunque, perchè dovunque ha portato i suoi limiti a livelli altissimi.
O.k, sì, ormai lui crede che dapertutto può far quello che vuole. Ma poi ci sono spettatori che lo stimano molto, come me, ma che non lo idolatrano, che vorrebbero dirgli "Ehi, Quentin, stai andando un tantinello oltre, non è che ti puoi permettere tutto eh, rischi di sbracare".
E, infatti, il primo tempo di Hateful Eight è uno sbracamento di dialoghi da restarci secchi se non sei del fan club.
Poi inizia il secondo tempo, il 3enne davanti a me non c'è più portavo via dal padre (la madre manco si è degnata di parlare con i due, gli ha fatto segno di uscire e sono usciti, vedere quel ragazzo tutto rosso andarsene col bambino mi ha fatto grandissima tenerezza) e il negro si siede davanti al Generale.
Intanto il messicano sonicchia qualcosa al pianoforte.
Cavolo, questa è una scena, questo è un dialogo che voglio godermi, non uno di quelli precedenti di 20 minuti sul nulla.
E, infatti, il film esplode.
E ci darà un secondo tempo a tratti formidabile.


Con il paradosso che non è che Tarantino faccia qualche passo indietro rispetto ai ridondanti limiti-tarantino no, ma almeno li distribuisce qua e là.
Arriva la trama, finalmente. Arriva la violenza, finalmente. Arrivano una scena diversa dall'altra, finalmente. Arriva persino il giallo alla Christie. Arriva l'interesse. Arriva il gioco di ruoli.
E le parole rimangono eh, e son pure tante, ma non ci sono più solo quelle.
Vedete, ho letto nelle poche righe, quelle da "titoli", che ho visto in questi giorni sul film, una critica all'ennesima mancanza di sceneggiatura del film di Tarantino.
In realtà ci sarebbe da dire che le sceneggiature sono anche, anzi, soprattutto, i dialoghi. Quindi affermare che Tarantino pecchi di sceneggiatura è quantomeno improprio.
Semmai è il plot, una parte di sceneggiatura in qualche modo antecedente alla stessa, la componente in cui fa tremendamente fatica
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In ogni caso il film si fa vario, l'interminabile imbuto verbale nel quale eravamo intrappolati viene divelto.
E c'è la divertentissima faccenda della porta, reiterata come in uno slapstick.
E c'è il suddetto dialogo tra il negro e il generale, dialogo tarantiniano, cinico, sconcio, quasi irresistibile.
E c'è lei che canta con la chitarra la morte del boia in una scena girata sulle messe a fuoco in maniera divina.
E c'è la morte del primo degli 8, e poi l'avvelenamento raccontato da un'improvvisa ma efficace voice off.
E ci sono le altre morti e la sensazione che assisteremo ad un massacro.
Una specie di Polanski meno cerebrale,  più muscolare, sanguinario e cazzone.
Ci sembra di assistere a 4,5 film precedenti del regista tutti fusi insieme tra loro.
Quando poi arriva il bellissimo capitolo del flash back i riferimenti al massacro di Kill Bill, anche quello raccontato in parte in flash back, sono fortissimi.
Il celodurismo di Tarantino, quel suo poter fare quel che cazzo gli pare con i suoi liberi limiti auto(non)imposti, raggiunge apici visivi e di cattiveria bestiali, quasi insostenibili. E ringraziamo che nei suoi film tutto in qualche modo è sovraesposto e cazzone, perchè, altrimenti, un filino di eccessivo cinismo e amoralità potremmo parlare eh...
Le donne fanno fini terribili ad esempio.


Ma c'è poco da dire, l'antefatto si lega al presente in maniera perfetta. Non dico geniale, ma perfetta.
E l'uso di un personaggio come quello di Dern, uno che sa e ha visto tutto ma deve far finta di niente, è notevole.
Il massacro va avanti, e quello nel tempo presente sostituirà quello ancora più terribile della mattina.
Credo sia l'unico film che abbia mai visto in vita mia in cui muore ogni singolo personaggio sia comparso sullo schermo, dal principale all'ultimo figurante.
Ed è impossibile, anche per uno come me che di solito rifugge sempre queste interpretazioni,  non notare una componente politica impressionante.
Tarantino racconta di America e sangue, di libertà, privazioni, razze, battaglie, pregiudizi e ipocrisie.
Racconta degli Stati Uniti d'america, della loro anima e di come sono diventati quelli che sono.
E allora il finale con quella lettera lorda di sangue, una lettera quasi ecumenica di pace universale, la lettera scritta da un presidente ad un negro, che sarà pure finta sì, ma mentre anche gli ultimi personaggi ci lasciano sotto lo sguardo ormai spento di una bad girl alla fine arrivata al suo destino, quella lettera ci sembra una cosa bella, bellissima.
Ma nel vuoto dei titoli di coda la immaginiamo cadere da quella mani e restare lì, lettera morta di parole morte in mezzo a corpi morti.

voto 7.5 (mix tra i due tempi che, per me, hanno almeno due punti di distanza)

58 commenti:

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    1. Ma non cancellare Marco!
      Il voto l'ho messo dopo e "grazie" a te, l'avrei spiegato...

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  2. Aspettavo con impazienza questa recensione e, COMPLIMENTI: ti distingui sempre per come e cosa scrivi.
    Solo una cosa: cos'è il celodurismo?
    Inoltre: se proprio fossi costretto a dargli un voto, quale sarebbe?
    Marietoile

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    1. Inoltre appena parla Kurt Russell (e non sapevo affatto chi fosse il suo doppiatore) ho riconosciuto all'istante la voce di Pannofino, ma proprio quella che ha lui, non quella che dovrebbe modulare e personalizzare per il doppiaggio. Maremmmma! E così, e non c'è stato verso, l'immagine di Pannofino si è sovrapposta a quella di Kurt Russell per tutto il film! Bis-inoltre: la traduzione verbale deve averla per forza fatta un toscano: nel film, più volte, dicono -Diamine-, che è tipico della mia terra, soprattutto nella generazione anziana... mah...

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    2. Marietoile ^_^

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    3. Per rispondere anche ad Elene io sto problema con Pannofino non ce l'ho perchè per me Pannofino è solo una voce, un doppiatore, peraltro credo molto bravo. Non ho mai visto niente con lui "fisicamente", quindi non rischio questa sovrapposizione che ho invece, ad esempio, con Insegno.

      sul diamine dovrei fare degli studi, non l'avrei detto come toscano

      ah, il celodurismo è il dire io so forte, io posso tutto, il credersi superdotati

      grazie per il resto ;)

      credo che risponderò a tutti gli altri stanotte in fabbrica o domani, mi aspetta un filmone adesso

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  3. Per me il Tarantino più maturo.
    Giustamente citi Polanski.
    Un grande affresco, cattivo e potente.

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    1. Ho visto il tuo header...

      Spero di trovare un maledetto minuto di tempo per venirti a leggere ma ultimamente non riesco a leggere manco me stesso ;)

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  4. i cavalli.
    ok, ok, loro non sono proprio personaggi! ;)

    (comunque noto di non esser l'unica ad avere qualche problema con la pannofinizzazione dei film! :)

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    1. beh, era troppo evidente la voce di Pannofino che, invece, avrebbe dovuto renderla giusta per Kurt Russell, quindi non ha fatto il doppiatore bravo ^_^
      Marietoile

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    2. Il problema - se così si può dire - è forse la sovraesposizione di Pannofino. Io ho avuto la stessa sensazione con Gravity... Mi vedevo volteggiare nello spazio George Pannofino Clooney!
      E poi certe traduzioni sono veramente improbabili ... Mi ricordo i "cazzarola" in Django ... :(

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    3. Detto ciò un film cazzutissimo e dannatamente bello. Concordo con l'aggettivo maturo. A me è piaciuta molto anche la prima parte che pare arrotolarsi quasi oziosamente su se stessa per poi dispiegarsi con potenza.

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    4. Spaventosamente d'accordo con te elena. Tutta la prima parte secondo me ha un ruolo cruciale. Cosa che mi è piaciuta da morire: l'aspetto immacolato della locanda, tranne che per quella sospetta porta sgangherata. Ho ammirato persino quelle ciotole di legno cesellate, così linde da sembrare finte, irreali. E poi vomito, sangue e cervella ad imbrattate ovunque

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    5. No no, noto che mi sono spiegato malissimo...
      La prima parte è PERFETTA. Se vedete a inizio rece cito aspetto per aspetto e non trovo niente che non vada.
      Ci voleva tutta quella parte, una preparazione all'esplosione della seconda. Tra l'altro come dice Chiara a posteriori la prima parte nella bottega (comunque primo tempo del film) la vedi anche come palconoscnico ripulito di una scena sanguinaria che c'è stata prima. E la faccenda della porta diventa ancora più bella. Io non ho sopportato l'eccesso di parole. Le tante parole sì, cavolo, sono il marchio di Tarantino, ma in due casi mi sono girato verso mio fratello stremato. E lui era ridotto allo stesso modo...

      su Pannofino ho risposto sopra

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  5. 1) al cinema, da te, ci sta una che passa tra le poltrone con le bevande? Siete troppo avanti!!!

    2) film visto ieri sera.
    L'ho trovato geniale!!! Una seconda parte assolutamente più dinamica e coinvolgente, ma, al contrario tuo ho trovato un primo tempo con dialoghi interessantissimi (vedi il concetto di giustizia di frontiera che spiega l'inglese) e mai noioso. Mi sono divertita tantissimo.
    Concordo sul limite-Tarantino, insomma non puoi guardare un suo film dicendo: "no,questo è troppo". Tarantino è troppo!!!

    3) all'uscita dal cinema, purtroppo, mi sono resa conto di non ricordare la colonna sonora di Morricone. È come se non avessi prestato attenzione a questo elemento.

    4) piccola curiosità inutile: la chitarra che Kurt Russel spacca era un pezzo d'antiquariato dell'800, custodita in un museo. Lui non ne era a conoscenza e c'è rimasto malissimo!!!

    5) vorrei dare 8.5 al film (anvedi come fioccano sti 8 quest'anno) , però l' ho trovato un po misogino. Cioè, la Leigh le prende di santa ragione ogni volta che apre bocca e , non posso negare di aver trovato la cosa un po fastidiosa. Ma, come dicevo sopra, Tarantino può permettersi di tutto. Facciamo 8+, dai.

    6) ma perchè tutti dicono che questo è l'ottavo film di Tarantino, quando su wikipedia io ne leggo 11?

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    1. 1 SOlo sulla catena UCI cinema. Ma, ripeto, serve un buon conto corrente per comprarci qualcosa

      2 sì sì esatto, tutto giusto. E tutto molto interessante anche per me eh, specie il dialogo che citi. Ma secondo me stavolta il limite tarantino sulle parole era un limite per me insostenbile. Ed è la prima volta che mi capita con lui

      3 faccio finta di niente per non offendere nessuno. Ma fai finta che avrei scritto la stessa cosa...

      4 ahaha, bello!

      5 un pò misogino??? un pò??? comunque sulla faccenda dei tuoi voti ti vorrei dire una cosa molto interessante e della quale secondo me non ti sei accorta. Ma ne riparleremo, insieme a tutto il resto

      6 ti ha risposto Dado, mi ha rubato le parole

      te e il tuo bellissimo streaming selvaggio stasera mi hanno fatto incazzare come poche altre volte.
      Per una volta mi ero messo a guardare unh film recente in streaming, Kreuzwek, tra l'altro il film che più voglio vedere, e su altadefinizione, ma anche altrove, c'è un file sì in hd ma con un audio da ergastolo.

      No, niente, dopo stasera diventerò ancore più fermo nelle mie convinzioni...

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    2. 5) ne riparleremo... il giorno del mai
      ahahahah
      mi sei diventato negligente!!! Non va mica bene ;)

      Allora, l'audio dei film in streaming non fa cosi schifo, se li ascolti con le cuffiette. Anch io ho avuto lo stesso problema con Kreuzweg, ed ho risolto cosi. Provare per credere.

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    3. Lo andrò ad affittare Kreuzweg credo.
      A meno che domani non trovo un altro file.
      Oppure provo come dici, mai fatto.

      Ho messo in coda anche una risposta a Pietro sul post delle trame.
      QUindi ho due commenti e una mail da recuperare, anche poco visto il tour de force in cui sono sti giorni (8 giorni lavorativi di fila senza stacchi, tutti di notte, da morire)

      dito ar culo mica sei te, ma te e i voti ;)

      notte, a domani

      ed entro venerdì che ho finalmente giorno libero rispondo a tutto

      tra l'altro in 50 giorni ho visto 8 film, che pena...

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    4. akstream su cineblog01.
      Metti il volume del film al minimo e quello del pc al massimo. Sto provando adesso e si sente bene.
      Se hai un udito alla superman puoi ascoltarlo anche senza cuffie.

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    5. se questo tuo commento credi mi avvicini allo streaming beh, ti dico che mi allontana ancora più

      intanto però andrò a comprare ste cavolo de cuffie semmai ;)

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    6. Rachele Tommaso11 febbraio 2016 18:21

      Usa quelle del telefono!!!
      Ops, come non detto ;)
      Un altro motivo per comprare uno smartphone u.u

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    7. O un altro motivo per non comprarlo ;)

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  6. a me non ha dato fastidio la verbosità. anzi. di solito mi ci perdo e mi diverte. non mi han detto granché i continui rimandi ai suoi film, invece. c'era troppo tarantino in questo tarantino. io starei su un 7 comodo

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    1. C'era troppo tarantino in questo tarantino secondo me è il riassunto di tutto quello che ho scritto

      e anche il voto è praticamente lo stesso ;)

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  7. regista deus ex machina assoluto, solo lui sa, nessun altro può raccontarlo, bello

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  8. A me è sembrato il ricordo di un malato di alzheimer in forma cinematografica. Idolatravo Tarantino fino a "Bastardi", poi con "Django" il primo dubbio. Ora la certezza: ha cagato fuori. Forse la sceneggiatura, se non fosse stata resa pubblica e rimaneggiata per rimediarvi, sarebbe stata migliore. E la musica? Io non ho parole per esprimere la delusione, montaggio sonoro incluso. Per Rachele: i film sono considerati 8 perchè "Kill Bill" è da intendersi come un film diviso in 2 capitoli, e gli episodi in "Sin City" e "Four Rooms" non contano come film.

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    1. Rachele Tommaso9 febbraio 2016 22:56

      Oh, grazie della risposta.
      Ma tu sei lo stesso che criticava lo sguardo finale di Leonardo in revenant?
      Difficile di gusti, eh? ;)

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    2. Non sapevo sta cosa della sceneggitura rimaneggiata perchè venuta fuori in anticipo, me la spieghi?

      Non sono categorico come te ma, avrai letto, tante riserve ce l'ho anche io.
      Per me Tarantino è Pulp Fictione Kill Bill, anche sopra Le Iene.
      Però il secondo tempo di questo a tratti ho goduto

      deliziosa la domanda di Rachele anche se lei stessa per farsi piacere i film è un dito ar culo come dicono a roma...

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    3. Dito nel culo, una dolce amabile rompicoglioni, casalinga cacacazzi... tu si che sai parlare ad una donna :D

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  9. Alcuni dialoghi sono risultati pesanti persino per me che faccio parte del fan club di Tarantino da anni. Però a questo giro ha davvero esagerato...
    Film discontinuo e, pur con qualche ottimo momento, nel complesso ben poco riuscito. E da fan mi dispiace davvero dirlo.

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    1. Molto interessante la tua opinione da tarantiniano.
      Mi conforta molto, perchè si sofferma molto sul difetto principale che ho trovato anche io.
      A me è piaciuto di più che a te, stranissimo

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  10. Per me perfetti entrambi i tempi, e l'ho visto due volte il film. Ovviamente anche la stanchezza è una percezione tutta soggettiva. Non sono una fan di Tarantino, in effetti non sono mai stata una fan in vita mia credo. Ma sto film mi è piaciuto, e tanto anche. Mi piacciono i dialoghi "alla Tarantino", anche se capisco possano estenuare, perché spesso sono esattamente quello che sembrano. Ma sopratutto mi piace la violenza rappresentata con tale ironia. Concordo con quanto dici sulla seconda parte, specie riguardo il significato politico, che mi pare davvero indubbio. Tra l'altro penso che, ridendo e scherzando, Tarantino abbia delineato alla perfezione cosa rappresenta storicamente per l'America la pena di morte. E tante altre faccende sí. Cia' ;)

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    1. Come dicevo sopra anche io come impalcatura, scene e preparazione al secondo considero il primo tempo ottimo.
      Ma sì, i dialoghi mi hanno estenuato ed è la prima volta che mi accade con Tarantino.
      Ce c'è uno di Goggins che non finisce più, manco ricordo su cosa.

      Perfettamente d'accordo su tutto il resto che dici Chiara. Ed è vero, anche la questione della pena di morte è forte.
      Speriamo ne scriverai ;)

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  11. E' un Tarantino più maturo, che gioca meno a compiacere i fan e pensa più alla sua idea di cinema che alla sua vecchia mania di omaggiare le sue fonti d'ispirazione. E' un grandissimo Tarantino!

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    1. Ne sto leggendo di ogni e tutti gli estremi.
      Il miglior tarantino, il peggiore, quello che omaggia più sè stesso, quello che lo omaggia meno, quello che cita più e quello che cita meno

      non ci sto capendo una sega

      e allora mi affido a quello che ho scritto post film

      ciao!

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  12. AH! SALAPINGI ROMANETTI LUMINAH!

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    1. oddio, e che cazzo è sta cosa?

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    2. Mi sa che sei nel mirino dell'isis. Ti hanno appena mandato una FATWA. Te lo dicevo io che quegli appunti sembravano scritti in arabo. Chissà che cosa c'hanno letto?

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    3. Oh cazzo cazzo cazzo cazzo cazzo cazzo cazzo cazzo cazzo

      m'hai messo na strizza assurda

      cazzo cazzo cazzo cazzo cazzo

      take shlelter

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  13. Vado stasera, a Cinecittà (uno dei tre posti in Italia che lo fa in 70mm ;)

    http://www.comingsoon.it/cinema/news/the-hateful-eight-in-70mm-anche-a-cinecitta-per-tutto-febbraio/n53552/

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    1. grande...

      anche dei miei amici l'hanno visto al nord così, a Melzo mi pare

      ma non potevo andare

      strano che sto formato ci sia per un film quasi tutto in un interno ;)

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    2. Eh ma quel cazzo di cottage diroccato è un open space, si fa tutto lì eccetto i bisogni e quel genere di apertura potrebbe valorizzare

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    3. Sì sì, assolutamente. Ma rimane comunque strano che un formato così insolito venga scelto per un film con questo soggetto e location. Poi certo, sicuramente lo avrà valorizzato lo stesso ;)

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  14. Ho letto solo qualche commento sparso e il riassunto delle recensione. Confermo quello che pensavo, ovvero che non sono minimamente interessato a vederlo.

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    1. Ahah, viva le certezze ;)

      non sarò io a convincerti del contrario ;)

      anche perchè in realtà io non provo a convincere mai nessuno...

      ciao!

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  15. Ma te, che sei uno che frequenta trans, bar equivocamente caraibici, fabbriche di cioccolato, tangenziali deserte e criminali da videoteca, non t'è mai capitato in gioventù d'essere al muretto, o al parchetto come si dice qui, immerso in lunghissimi dialoghi sbarellati fra estrosi tamarri di periferia?
    Io ricordo, a Milano, lunghissimi scambi giovanili notturni, complice l'hashish o altro, sulle panchine distrutte. Fra i presenti, gente drogata, gente armata e gente improbabile (io ero nel terzo gruppo come ovvio) e si parlava di donne, musica, droga, denaro, onore, e si rideva, ci si prendeva per il culo mentre si sparavano oceani di cazzate intervallate da pensieri di una luciditià incredibile sul sesso, l'amore, l'omicidio, la vendetta, ecc. E' difficile rendere l'idea, ma quando ho assistito ai dialoghi al tavolino tra Jungle Julia e le sue comari di Grindhouse beh, sono tornato, godendo, a quei tempi, con in più la variabile di essere in mezzo a delle femmine, delle vere sorcone nel corpo e nella mente. Verbosità artistica, proletaria e psichedelicamente centrata, reale, molto più delle parole inutili che la gente di uffici, salotti e supermercati (e pure qualche blog) spreca giorno dopo giorno attorno a noi.
    Quella verbosità è quella di un ipnotico racconto locandiero, di un hip-hop salace, cattivo, lunghissimo, improvvisato; autentico scambio di parole. E Tarantino lo ripropone nei film e tutto fila.
    Poi, anche io mi sono rotto i coglioni di certe storie urbane e infatti vivo tra abeti, torrentelli e zoticoni di provincia; ma quando nei film o nelle storie torno a quelle cose là mi piacciono ancora tanto.
    Tarantino mette sto hiphop di roba dappertutto, nel nazismo e ora nel western, e a me piace di brutto. Il fil è ben girato, personaggi spettacolari, musiche non ne parliamo.
    Unico neo, che mi ha un po' rovinato la visione, il fatto che secondo me è impossibile che il Nero si sia "dimenticato" di pensare al sottopavimento. Gesù, ha notato tutto, le caramelline rosse negli interstizi, le differenze autoriali degli stufati, conosceva bene il posto che è visibilmente ampiamente sopraelevato, intuisce (e ne ha la prova, col veleno) che si tratta di un agguato, e non pensa a fare un giretto giù prima dello show "tutti al muro"?!?

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    1. 1 purtroppo no!!!

      Tutti gli outsider con cui ho avuto a che fare me li so ritrovati per caso tra i piedi, o in videoteca o in tutte le altre situazioni che hai nominato (spendido riassunto).
      E sì, discorsi da sbarellati ne ho fatti tutta la vita ma, ahimè, con un gruppo di persone che semmai era sbarellato di suo, niente alcool, droghe o altri surrogati dello sballo.

      E' molto bella la cosa che scrivi. S^, quelle situazioni l'ho vissute, le cause di quella aperture, lucidità e non lucidità magari erano altre ma gli argomenti e le vette (e gli abissi) a cui si arrivava gli stessi.

      Purtroppo non ho visto Grindhouse e quindi mi perdo gran parte di quel tuo capoverso.
      Ma poco cambia, ti dò perfettamente ragione, più vai "giù" e più entri nella vita più i dialoghi sono imperfetti ma veri.
      E io adoro i dialoghi di Tarantino, li adoro!

      Il problema è che qua, per la prima volta, almeno in due occasioni i daloghi si sono protratti sul nulla così a lungo che ho dovuto smettere di ascoltarli per non diventare scemo...
      E se togli questo aspetto (mezz'ora di film, principalmente l'ultima parte della diligenza) la mia rece e la mia impressione sono super positivi, quasi a livello tuo credo


      fantastico e condivisibilissimo il tuo ultimo capoverso ;)

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    2. protratti sul nulla dici...non riesco ad afferrrare il momento di cui parlo.

      ma quindi non sono l'unico ad avere avuto quella impressione di vuoto rispetto al sottopavimento...bene...hai sentito in giro altri lamentarsene?

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    3. "Non riesci" al posto di "non riesco" o "di cui parli" al posto "di cui parlo" ?

      uno dei due credo sia sbagliato, ahahah

      guarda, non mi ricordo quali dialoghi ma per due volte secondo me si sono superati anche i famosi limiti tarantiniani. E quell'eccesso di verbosità è passato dall'essere per me entusiasmante al pesantissimo.
      E non lo dico "tecnicamente", ma proprio ricordo la sensazione di sfinimento (anche mio fratello vicino a me), quindi alle sensazioni non si comanda, c'ho poco da analizzare...


      in realtà no, sei il primo che leggo a dire sta cosa

      ma è stragiusta

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  16. Io l'ho visto sub ita in forma... ehm "unofficial"... xD!
    Beh, l'ho trovato semplicemente STUPENDO!
    E non che io sia un tarantiniano... per me lo poteva pure girare pinco pallino: quindi mi rifaccio SOLO a quel che ho VISTO... ma soprattutto SENTITO.
    Non so davvero come minkia abbia fatto, Tarantino, a far volare le oltre 3 ore del film considerando che è per lo più girato tutto in una sola stanza!
    Sarà che il dialogato, in genere, non mi dispiace... oppure sarà che è palese che TUTTI nascondono qualcosa, e mi far stare a lì a scoprire che cosa... boh?
    La colonna sonora mi è parsa strepitosa (l'inizio è da urlo), e l'accusa di misoginìa addirittura RIDICOLA!!!
    Anzi, se c'è una figura che viene esaltata è quella della Jennifer Jason Leigh: un vero capo, quella che davvero porta i pantaloni... Certo, se poi c'è chi vede il cinema solo con i paraocchi stile cavallo... amen!

    L'ho rivisto un pochetto anche in ItaGliano, ed il doppiaggio non mi è dispiaciuto (tranne la voce di Mannix).

    La scena che mi è rimasta più dentro?
    A parte l'inizio con l'immagine del Cristo scolpito nel legno, direi quella della fine della Leigh, con le 2 racchette da neve dietro di lei che sembrano 2 ali...

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    1. Ahah, guarda, con tutto questo entusiasmo avresti potuto anche scrivere "Ragazzi, io lo conosco, Caden Cotard è una CHECCA!!" e io te l'avrei appoggiata.
      Davvero, al di là dei contenuti (alcuni mi trovano d'accordo e altri no) conta l'entusiasmo, quindi complimenti...

      molto interessante la cosa che dici riguardo le due racchette da neve... vedo se riesco a trovarla, non ci ho fatto assolutamente caso

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  17. per me il miglior film di Tarantino(a paletti) dai tempi di Jackie Brown.

    Un Le iene in salsa western,bentornato Quentin!!

    Attore rivelazione Walton Goggins.In The Shield mi aveva impressionato,qui mi ha stupito, in mezzo a tanti mostri sacri non era facile.

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    1. Vero, ottimissimo Goggins.
      Di Hateful ho amato molto la seconda parte, faticato abbastanza sulla prima

      non sono un tarantiano (anche se la rece di Pulp Fiction credo dimostri quanto amo quel film) ma non esiste un suo film che non sia ampiamente oltre la sufficienza.
      Sono oggettivamente tutti grandi film, poi alcuni mi entrano meno dentro ma quello è un altro discorso

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    2. Da tarantiano della prima ora dopo Jackie Brown quasi non lo riconescevo piu,qui l'ho finalmente ritrovato.

      classifica personale
      1Pulp fiction

      2le iene\Jackie Brown

      3the Hateful eight

      4episodio di four rooms(il migliore pero' è quello di Rodriguez)

      5Django

      6kill bill volume2(si sente meglio...)

      7Bastardi senza gloria

      8kill bill volume 1(si sente troppo basso...)

      9grindhouse(probabilmente l'unico insufficiente)

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    3. Spetta, hai sbagliato numerini...

      se metti al secondo posto Le Iene o Jackie Brown poi sotto devi ripartire dal 4, mica sono un unico film quello ;)

      no, per me molto diversa, lo ammetto

      1 Pulp Fiction
      2 Kill Bill
      3 Le Iene

      gli altri per me livello simile

      Jakie Brown nemmeno lo finii ma ero con amici e molto giovane.

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    4. ahahah che pignolo ;) (c 'hai ragio')
      kill bill valutato singolarmente guadagna almeno una posizione se non 2.

      il fatto che non abbia mai finito di vedere Jakie Brown(ma come hai fatto l'avranno dato almeno 1000 volte in tv?)
      mi mette quasi i brividi ;)
      Cioè non sai come finisce?
      Non ci posso credere.....

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    5. No no, che pignolo ;)

      se ti chiedessero quali sono i migliori 3 film di Tarantino risponderesti Pulp, Le Iene e Jackie Brown

      a vedere su uno si confonde...

      eh, non so che dire. Ma se ti(mi) consola non solo non ricordo come finisce ma nulla, zero

      eravamo tipo in 6,7, dopo mezz'ora togliemmo. Non mi ricordo altro

      e poi non mi è mai venuta voglia di recuperarlo

      comunque mi mancano solo lui e Grindhouse ;)

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