7.12.15

Recensione "Enter the Void"



 La "non" recensione di un film unico.

Questo film è il terz'ultimo che sono riuscito a vedere de La Promessa. Ne mancano due, posso farcela.

"Perchè?"
"Perchè avrei paura di cadere nel vuoto" risponde mia sorella sul perchè lei, su quell'aereo, a vedere quanto è bella Tokyo da lassù non ci salirebbe mai.
Nel vuoto devo però entrarci io giusto tra 5 minuti, e quel vuoto, The Void, è il nome di uno squallido locale dove troverò la morte.
Sparato alla schiena attraverso la porta agonizzo nel sangue e nella merda di uno schifoso bagno.
Forse allora il nome di questo lurido locale era un nomen omen che mi avrebbe inghiottito.
Perchè adesso, dopo la morte, entro in un altro di vuoto, in un Nulla che ha la dannazione di sembrar Tutto, vita vera, quella dove facevo finta di sopravvivere prima, pieno di droghe, traumi e dolore.

Ci sono ma non ci sono, posso vedere ma non toccare, pensare ma non decidere, seguire ma non intralciare.
Sono come la telecamera di un film che viaggia sopra i tetti, che sfiora corpi e attraversa muri.
Cosa sono? Uno spirito, una coscienza, un rimasuglio?
Vado a trovare mia sorella nel locale dove si spoglia e la vedo far sesso mentre qualcuno la chiama per dirle che non ci sono più.
Mia sorella, tutto ciò che mi restava...
Siamo bambini sopra un letto, siamo bambini su un'altalena, siamo bambini che giocano, siamo bambini su una macchina con mamma e papà davanti a noi, siamo bambini che quella mamma e quel papà, nell'amen di un faro abbagliante, non ce l'hanno più.


(pe un'ora ho creduto di avere davanti il più bel film che abbia mai visto. Tecnicamente, narrativamente e visivamente un tutt'uno, un'esperienza che nessun'altra pellicola mi aveva regalato prima.
L'uso di tutti i tipi di soggettiva esistenti, quella classica dei primi minuti e di tutti i viaggi "post mortem", la falsa soggettiva che ci strania più di una volta e poi la pseudo soggettiva dei ricordi, quella con la quale ripercorre tutta la sua vita, fino a un bar, fino a un bagno, fino ad uno sparo. 
Addirittura abbiamo la soggettiva della pseudo soggettiva perchè mentre viene usata quest'ultima le palpebre continuano a sbattere. Una cosa mai vista.
Lui che scende le scalette esterne con l'amico. 
E il piano sequenza di lei che scopa col giapponese con quel volo sopra tutta Tokyo che va a cercare l'amico che la chiama per poi tornare su di lei che non risponde, mamma mia, dio mio. La prima ora di Enter the void è il più importante e riuscito tentativo che il Cinema recente abbia fatto per mostrarsi onnipotente. tecnicamente forse la più grande opera moderna. Una fotografia pazzesca giocata sulla psichedelia, sui neon, sulle distorsioni. E quell'uso del montaggio poi, sempre per analogia, dei seni, delle lapidi, delle frasi che tornano, è un montaggio che pare freddo quando freddo non è perchè è il montaggio dell'anima, del cuore, un montaggio emotivo che lega indissolubilmente diversi momenti della propria vita.

Poi il film si perde.
E per un'ora buona elimina Oscar che diventa solo un occhio che segue la sorella, gli amici, le paure e i dolori che la sua morte ha scatenato. Diventa un thriller come tanti, solo visto da una prospettiva originalissima. Ma il gochino inizia a stancare, le riprese aeree si fanno troppo ripetute, la magia di quel montaggio emotivo della prima ora si perde del tutto.
Noè non ha avuto il senso della misura, ha creato un capolavoro che poi non è rimasto tale perchè ha aggiunto cose per esserlo ancora di più.
Meno male che nell'ultima mezz'ora il livello torna ad altitudini pazzesche.
Uno di quei film che se esistesse una sindrome di Stendhal cinematografica te la farebbe provare più volte.
Sembra di leggere Burroughs, di vedere Lynch, di aver preso noi stessi qualche sostanza.
E tutto fa da tramite tra un ricordo e un altro, tra un luogo ed un altro. Ogni buco, ogni oggetto, ogni piccola cosa diventa portale)
 
 

Come questo foro di proiettile sul mio corpo che diventa l'uscita di un tronco dove stavamo giocando insieme.
Come questi fornelli che mi sembrano un mostro in questa casa dove qualcuno sta litigando per me.
Come questo minuscolo feto che non avrà un futuro.
Credo che tutta la nostra vita sia stata decisa in quell'auto dove tu urlavi, straziata.
Tutto diventa quell'impatto, anche solo una discesa di montagne russe.
Siamo morti là anche noi sorella mia, siamo morti là anche noi.
Alex mi aveva parlato di un trip extra corporeo dopo la propria morte.
Che buffo, quel libro aveva ragione.
Ma quel libro parlava anche di reincarnazione, nuova vita.
E questa mia coscienza che vola e va arriva in un hotel che un giorno vidi solo come modellino.
Love.
Stai facendo l'amore con lui, che buffo, a tratti mi sembrate mamma e papà.
Mamma e papà...
Forse, mamma e papà, potrete esserlo proprio voi, arrivo, aspettami dentro di te.
E una luce bianca mi acceca di nuovo, sto piangendo per quella cosa strana chiamata vita, per quel mistero insondabile che ho già vissuto.
Tutta quella cosa che sta in mezzo tra il trovarsi attaccato ad un seno e gettato come polvere in un lavabo.

31 commenti:

  1. Quanto ho aspettato questo momento!!! Sono veramente contento che ti abbia dato così tante belle emozioni. Le "non" recensioni sono il tuo tipico cavallo di battaglia e questa, come non mai, si adatta perfettamente al Capolavoro (per me) di Noé. Da quanto ho capito preferisci Seul contre tous a questo...e irreversible lo hai visto? E sei a conoscenza del fatto che è già reperibile con i sub ita 'Love', l'ultimo lavorone di Gaspar?!

    Per quanto riguarda la promessa, ora non ti resta che farti ammaliare dalla bellezza di Post Tenebras Lux e l'altro...che mi so scordato. Qual'era??

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mmm, è difficile.
      Credo che Enter the void sia superiore a Seul contre tous, anzi, che sia superiore quasi a qualsiasi altra cosa.
      Il problema è che io qua per quasi un'ora ho faticato e mi sono incazzato perchè il film scende vertiginosamente rispetto alla prima ora.
      Secondo me.
      Mentre Seul contre tous di difetti ne ha meno, ma non raggiunge le vette di questo.

      Per Love aspetto, secondo me quei matti della Good Film potrebbero prenderlo.

      L'altro era Kaspar Hauser ;)

      grazie per le sempre bellissime parole e sta pronto che tra un mese, a meno che non succede qualcosa, vengo

      mandami il tuo cel per mail

      Elimina
  2. Cosa fare a Tokyo quando sei morto... :)
    Film visivamente ipnotico.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ahah, del resto il blog si chiama viaggiando meno, fai l'agenzia di viaggi anche con i film ;)

      Elimina
  3. Film strepitoso, uno dei più incredibili degli ultimi anni, se non di più.
    Ricordo che mi lasciò a bocca aperta.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ho già salvato la pagina con la tua rece, prima o poi, come sempre, vengo a vedere che hai scritto ;)

      Elimina
  4. Il vuoto è tutto pieno!Film esperienza che incarna e attualizza nel linguaggio del cinema una tradizione, un cammino di morte e rinascita. Anche io sono contento di sentirtene parlare Caden! A mio parere la seconda parte ti fa passare da una porta, quella del l'invisibile, e il film si allarga ancora di più, gira che è una meraviglia, bene illustra come potrebbe essere il passaggio. Non un compito semplice, ne scrissi,a me ha convinto per ispirazione totale

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Però ci sono almeno 40 minuti secondo me di troppo.
      Oscar scompare del tutto, quello che lui vede alla fine con lui c'entra pochissimo (magari c'entra come vicenda, come plot, ma con la sua coscienza nulla).
      Non lo so, io dopo la prima ora ho fermato il film e mandato un sms al mio amico Rocco che l'aveva visto da poco.
      Gli ho scritto "Rocco, sono quasi commosso dalla bellezza, è impressionante".
      E questo era, avevo le lacrime per quello che stavo vedendo.
      Poi m'è calato tanto.
      Ma poi nel finale mamma mia...

      se e dove ne hai scritto linka pure!

      Elimina
  5. Comprendo tutte le sensazioni che hai provato, le ho sentite tutte anch'io, ne sono stato affetto fino alle lacrime anch'io, fino alle maledizioni al regista che mi faceva provare l'esperienza di questo vuoto. Il vuoto di essere finalmente senza un corpo. Può esistere una memoria impersonale, senza soggetto che ci riconduca ad un'ordine ancestrale, archetipico e che ci sovrasta? Vivendo facciamo esperienza del mondo e di altri corpi e tutte le nostre idee e affezioni sono maledettamente implicate dal sentire attraverso questo nostro corpo e dal suo linguaggio segreto. Ma chissà che forse l'esperienza della morte, come scriveva Eco da qualche parte, anziché implosione, sia una fluttuazione impersonale senza soggetto tra i vortici dell'Universo dei dati elaborati in vita. In fondo Noé sembra volerci consolare dicendoci che come un arcano e immateriale algoritmo, qualcosa che facilmente potreste chiamare anima, la nostra stessa vita vissuta ci sopravviverà. Fosse anche solo per salvare l'immagine della donna che avete amato per tutta la vita, vale la pena illudersi.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Rocco, una volta i tuoi commenti erano bellissimi ma troppo difficili, ormai sei sceso di un gradino verso noi e sono semplicemente perfetti.
      La memoria impersonale senza bisogno della corporalità, perfetto.
      Però, come dicevamo al telefono, questa memoria è sia impotente, astratta, questa fluttuazione impersonale di cui parli, ma alla fine compie (o forse il suo karma le fa compiere) un atto non solo importante ma decisivo, tornare in vita attraverso lei.
      Insomma, anche qua, dal niente al tutto, come eravamo passati dal tutto al niente

      Elimina
  6. Infatti, proprio per questo parlavo di memoria impersonale. Come si potrebbe ritrovare la strada per lo stesso corpo che si è amato la precedente vita? Di sicuro c'è una forte presenza di filosofia orientale nel film e sono altrettanto certo che Ieio avrebbe tanto da dire se vedesse sto film.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Beh Rocco, il libro viene proprio citato eh, Il Libro Tibetano dei morti, tutto parte da lì.
      E non solo nella diegesi, in un'intervista ho letto che Noè dice di aver pensato al film dopo aver letto quel libro.
      Quindi le basi filosofiche e spirituali del film sono esplicitate alla grandissima

      Glieio faremo vedere, per usare un neologismo

      Elimina
    2. ciao ragazzi, scusate se mi intrometto, solo per segnalare che nel suddetto libro di accompagnamento iniziatico, si narra proprio del passaggio, di quello che succede o può succedere allo spirito del defunto. Come dicevo su a caden, forse il punto dove ci si può perdere corrisponde con il passaggio del film a un patto narrativo poggiato anche su basi spirituali. Ecco cosa ne scrissi tempo fa, casomai interessi un approccio : http://mulosetaccioepiccone.blogspot.it/2012/01/i-l-v-u-o-t-o-e-t-u-t-t-o-p-i-e-n-o.html

      Elimina
    3. Hai fatto bene ad intrometterti perché nella tua rece hai citato più che giustamente Jung che è il primo riferimento che mi è venuto mentre guardavo il film. Queste planazioni su Tokio infatti mi hanno fatto pensare ad una sorta di sapere collettivo, universale, simile a quell'inconscio preindividuale di cui parlava Jung. E infatti come giustamente hai riportato la morte in questo tipo di visione, non è la fine della vita, quanto piuttosto una spalancatura sulla via propriamente autentica verso una sorta di beatitudine che trascende l'individuo.

      Elimina
  7. sì; la cosa interessante è che in tutte le culture esistevano dei sistemi di saperi collegati al momento di passaggio che, per quanto possa dire io, spesso esprimono un approccio di guida e iniziazione, nel senso che spiegano anche fisicamente cosa accade al corpo e all'anima, cosa occorre fare subito dopo il trapasso, come prepararsi, e come chi veglia sul defunto dovrebbe comportarsi per favorire un buon ingresso nell'Altrove. Il fatto che poi detrminati saperi siano più noti e accessibili, in generale, se riguardano le culture orientali, è un dato di fatto. Jung è uno che se queste cose ha studiato e sperimentato talmente tanto, da essere giustamente considerato una delle menti più importanti della storia moderna dell'uomo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Vengo da 9 ore in fabbrica, ho risposto a commenti meno impegnativi ma qua voglio fare con calma, quindi rimando a domani.
      Non solo potevi mettere la rece ma te l'avevo addirittura chiesta...

      In ogni caso a domattina e grazie di queste bellissime discussioni

      ora me provo a vedè rec 4 se non crollo

      Elimina
  8. Ahah, che pazza rece ;)

    interessantissima, piena di cose tue, di citazioni, di informazioni, di cose strane come quei giochini, di puttanoni e di tanto altro

    tra tutto ho trovato bellissimo quel concetto di aldilà come oltre psicologico, liberazione da tutti i gravi del mondo

    quindi in questa lettura e cultura sembra avere un'accezione soltanto positiva

    RispondiElimina
  9. Ciao Caden, è sempre bello rivivere i film attraverso le tue recensioni. E tanto di cappello perchè io di questo film non sono mai riuscito a scriverne, ho rimandato, rimandato e dovrei rivederlo di nuovo. Quello che ricordo è le emozioni che mi trasmise, emozioni difficili da definire. Un film potente, di quelli che ti scuotono e ti fanno provare tanto, ma non ho mai capito bene cosa mi facesse provare. Con Seul contre tous le emozioni sono facili da identificare, con Irreversible la stessa cosa, qui è complicato... Come ha scritto qualcuno sopra di me, è un film che ti invita dentro il vuoto ed in quel vuoto ci butta dentro di tutto. Ed hai proprio la sensazione di essere dentro un vortice. Confusione allo stato puro. C'è l'amore che bussa, il dolore, lo squallore, la dolcezza, la tenerezza...c'è tutto Noè. Qui i suoi pregi ed i suoi difetti sono elevati all'ennesima potenza...e ci sarebbe da ragionarci tanto e scriverci ancora di più... mi viene a mente il titolo di un libro di Lynch, "Perdersi è meraviglioso". Così riassumerei Enter the Void "Perdersi è meraviglioso". L'ho visto 4 volte ed ogni volta mi ci perdo, mi faccio risucchiare e voglio solo perdermi...senza cercare significati, senza cercare di capire, senza pensare ai difetti tecnici, alle scelte sbagliate (i film di Noè ne sono pieni). Perdersi, perdersi e basta.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Quando parli di film potente e difficile da scriverne ci prendi in pieno.
      Non mi ricordo dove ma ho scritto da qualche parte (ma non solo io, tutti credo) che questo film è un'esperienza. E sta frase si può abbinare a pochissimi film, pochissimi.
      A prescindere dal piacere o no eh.

      E' incredibile che tu abbia usato la parola "vortice" Vittò. Io ero convinto, o così mi ero immaginato, che Void proprio vortice volesse dire. Anche perchè il corrispettivo di vuoto in inglese credevo fosse empty.

      Tutto quello che scrivi dopo vortice è bellissimo, come del resto tu sai fare.
      Concordo in pieno, solo che io 4 volte sto film non ce la farei a vederlo. Proprio perchè credo che sia un'esperienza talmente totalizzante che è difficile ripetere.

      un caro saluto Vittorio, so che ci vogliamo bene, inutile dirselo ;)

      e nel 2016 aspetto che venga te qua eh, la rivincita :)

      ciao!

      Elimina
    2. E' vero, è inutile dirselo!! E si nel 2016 guardo di venire! Ci vuole una "rivincita"!
      P.s: sono pochissimi i film che è ho visto così tante volte a parte quelli che riguardavo a ripetizione da bambino, ma quella è un'altra storia. In età adulta questo, Antichrist, Melancholia, 2046, C'era una volta in America e pochi altri... ed Enter The Void è il più difficile da inquadrare

      Elimina
    3. Molto interessante la distinzione tra film visti più volte da piccoli o in età adulta...

      E' vero, c'è tantissima differenza.
      Credo che in età adulta i due film che ho visto più volte (ma parliamo di 5, massimo 6) sono Shining e OldBoy.

      Dei 5 che citi te tutti un'unica, sofferta e bellissima visione

      tranne uno che, non a caso, è il visti per voi che mi hai proposto

      in ogni caso potrei andare 2 a 0 e tornare io. Ma a quel punto a Firenze ;)

      un bacione

      Elimina
  10. Sono ai titoli di testa e mi chiedo : "non è che mi prende una crisi epilettica con sto film?"
    Ahahahhahaha

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Questo film è una crisi epilettica di suo

      Elimina
    2. Se avessi 13 anni e un cazzo da fare, copierei su un diario le ultime 3 righe delle tue recensioni e intorno metterei tantissimi cuoricini e sognerei ad occhi aperti questo fantomatico Caden Cotard.
      Siccome questa fase è passata da un pezzo, ti dico, per l'ennesima volta, grazie.
      Colpita e affondata con la frase "Tutta quella cosa che sta in mezzo tra il trovarsi attaccato ad un seno e gettato come polvere in un lavabo."
      Ok, basta sviolinate. Andiamo al film.

      No, nessuna crisi epilettica. Menomale.
      D'altra parte ho capito cosa si prova ad "entrare nella luce"... praticamente lo stesso di quando sentivo la musica con windows media player, te li ricordi gli effetti grafici?
      A parte gli scherzi.
      Finalmente un film di Noè, che mi piace tutto. La regia,la sceneggiatura,le immagini, tutto,tutto insomma.
      Di solito mi prende tantissimo di testa , anche se non condivido mai il suo modo di vedere le cose (vedi soul contre tous e love, su questo ne riparleremo quando lo vedrai), mi fa ragionare un sacco, perchè parla di argomenti importanti come la morale, l'amore e la morte e lo fa in maniera non convenzionale.
      A differenza tua non ho trovato ripetitiva la parte centrale, mi sono persa anch io nell'extra trip di Oscar.
      Bellissima l'idea della reincarnazione, a me piace molto pensare che sia cosi veramente, perchè in fondo è la nascita ad essere il contrario della morte.
      Nei commenti è già stato detto tanto ed io non voglio aggiungere niente, anche perchè voglio lasciarmi trasportare e fluttuare dalla bellezza di questo film almeno fino a domani.
      Ma con quei titoli di testa mi dovevo aspettare un viaggio del genere.
      Felice di essermi "fatta"per la prima volta in vita mia con un film.
      Ed anche questo finisce nella top 10 di fine anno. Sono già a quota 5, mi sa che devo farla diventare una top 20.

      Ps: prima sono finita, per sbaglio, sui calci di rigore... ma la terza puntata?:( era una rubrica cosi figa!

      Elimina
    3. Ah, dici che potrei essere l'idolo delle regazzine?
      Ahah, fico.
      Le foto di Justin Bieber sul diario e vicino le mie frasi, sarebbe un onore.
      A parte gli scherzi, grazie mille.
      Sì sì, l'effetto lo capisco.
      Ma del resto se non sbaglio nella prima scena c'è un momento in cui quegli effetti visivi da musica al pc ci sono proprio esplicitamente.
      Beh, sì, questo film è meraviglioso in ogni suo apsetto, io l'ho scritto, il primo tempo è onnipotente.
      Per me ha problemi di eccessivo allungamento e di ritmo nel secondo tempo. Non m'è piaciuto come lui diventi per troppo tempo solo spettatore, non era quella secondo me l'anima del film.
      (ah, ho scritto e solo ora leggo quella cosa "a differenza tua..", ci mancherebbe).

      Ah, ma che Noè abbia ambizioni impressionanti e che parli dei massimi sistemi in modo unico nessuno può metterlo in dubbio. Semmai si può non essere d'accordo sui contenuti, anzi, è quasi doveroso, ma riconoscergli il talento, l'originalità e l'ambizione è il minimo.
      Sì, il tema della reincarnazione è "sicuro" dai, c'è anche quel libro che non può essere marginale.
      Lui entra in lei per rinascere.
      Beh, sulla top ten di fine anno è scontato, semmai c'è da pensare se un film così non possa finire nella top te di molti più anni

      e con questo mi ricollego perfettamente al tuo ps.
      Hai ragione, non li ho più fatti, anche perchè sono andati talmente bene che mi hanno creato ansia da prestazione, ahaha
      Ma, e qui mi collego a sopra, ho un progetto molto più grande.
      E se eri su facebook l'avresti scoperto proprio stamattina.
      Vedrai

      Elimina
    4. Rachele Tommaso7 aprile 2016 11:13

      Delle ragazzine di oggi non penso, forse quelle della mia generazione.
      Di sicuro saresti stato il mio idolo...
      Ah già, lo sei anche adesso, ahahahah
      Comunque è vero, potrei riconoscere le tue recensioni leggendo solo gli ultimi versi.
      Tra l'altro non è un operazione facile quella di far emozionare con 3 righe e, cavolo, tu ci riesci sempre! <3
      Ecco, me devo fa fessbuc. Sono sempre l'ultima a sapere le cose sennò.



      Elimina
    5. Lo ammetto, quelle "tre righe" che citi non sono un caso.
      Quello che voglio dire è che è vero, so anche io che di solito sono più intense (poi belle lo giudicano solo gli altri).
      Il motivo è molto particolare.
      Quando scrivo di quei film che mi hanno colpito od emozionato (o entrambe le cose) vivo le recensioni in maniera molto particolare, quasi da scrittura autmoatica.
      E finire in quella maniera non è una cosa che faccio per chi legge, ma è un modo "definitivo" per uscire da quelle recensioni, da quelle mini esperienze personali.
      Uscendo così mi sento "a posto", come se veramente avessi detto tutto e facessi un ultimo sforzo prima della fine.
      Brutto dirlo, e non vorrei che causasse battute, ma è un pò come quella cosa con cui poi nascono i bambini.
      Un climax insomma, per me decisivo per uscire definitivamente da quello scritto

      Elimina
    6. Rachele Tommaso7 aprile 2016 12:32

      Credo di aver capito cosa intendi.
      Però, ti posso assicurare che quelle "3 righe" arrivano (parlo per me), anche se in fondo le scrivi per te stesso.
      Forse è proprio per questo che sono così intense e belle.
      D'altronde più bello e intenso di quella "cosa" con cui nascono i bambini che c'è?
      (Spero di aver capito a cosa ti riferisci)
      Chissà se è una cosa che hanno notato anche gli altri...

      Elimina
    7. Ma infatti il paragone, anche se si poteva finire in derive scatologiche mica da poco, non l'ho fatto tanto per.
      Come procedimento è simile, poi come sensazione son due cose diverse, ci mancherebbe ;)

      sì sì, sta cosa delle ultime 3,4 righe me l'hanno detta in "tanti" (6,7 persone insomma)

      Elimina
  11. Sarò breve ma con parole diverse. 10 e lode ai titoli iniziali, film eccezionale se solo fosse stato meno "dilungativo".

    RispondiElimina
    Risposte
    1. eh, lo stesso difetto che ho trovato io

      l'unico eh

      rimane un film straordinario che con una limata di 20 minuti che lo appiattisce un pò poteva essere uno dei più grandi capolavori dei nostri tempi

      la prima ora per me è il top di questo millennio, o almeno credo ;)

      Elimina

due cose

1 puoi dire quello che vuoi, anche offendere

2 metti la spunta qui sotto su "inviami notifiche", almeno non stai a controllare ogni volta se ci sono state risposte

3 ciao