25.12.15

Al Cinema: recensione "La Isla Minima"



Un noir spagnolo quasi magistrale, come non se ne vedono molti.
Forse eccessivamente onesto per non provare a compiere quel salto di qualità da renderlo grandissimo.
Una lezione di piccolo cinema comunque.


Presenti piccoli spoiler, credo non decisivi.

In ogni caso semmai evitare di leggere sotto ultima foto

All'inizio si sono delle inquadrature dall'alto che son talmente belle che non paion vere.
"Ma sono vere?" faccio a mio fratello vicino a me, un pò per la sopracitata bellezza delle stesse e un pò per il non aver messo le lenti a contatto. In realtà mi manca poco, il film lo vedo bene lo stesso ma, insomma, a volte la differenza tra il bellissimo e il meraviglioso può essere nascosta anche in un grado di diottria.
Poi ci troviamo sotto, dentro a quei luoghi visti prima dall'alto.

E siamo nel 1980, in Spagna o ancor più precisamente in Andalusia, nei poveri villaggi intorno alle paludi del fiume Guadalquivir.
Siamo in Spagna ma pare la Louisiana.

Risultati immagini per la isla mínima

E Franco è morto, una nuova aria che, almeno nel nome, si chiama democrazia sembra rendere più salubri anche quei terreni paludosi.
Il problema è che i matti e gli assassini ci son sempre, sia sotto un dittatore che nelle case delle libertà.
E qua son sparite due sorelline, giovanissime e puttanelle fanno capire quelli del posto.
Non son mica le prime eh, almeno altre due sparirono tempo fa.
Ritrovate poi, morte.
E ritrovate morte saranno anche le due sorelline, seviziate, violentate, bianchi e bagnati corpi morti straziati da qualcuno che di umano ha ben poco.
Sul caso, che prima era di sparizione e adesso di ricerca del mostro, vengono mandati due ispettori di fuori.
Uno è giovane e sembra Sean Penn.
L'altro è un pò più grande e con un passato alle spalle che in confronto la laguna sembra acqua di torrente d'alta montagna.
La Isla Minima è un noir spagnolo che per buona parte della sua durata mi ha fatto quasi gridare al miracolo.
Quasi una lezione di cinema.


Regia straordinaria, mai banale, fotografia che esalta la bellezza dei luoghi e dei tempi (le albe, i tramonti) in modo perfetto, attori di gran livello, ricostruzione magistrale di un'epoca vicina sì, ma così dannatamente passata.
La telecamera si muove perfettamente, la storia è sporca ma sembra essere girata da uno che ha la grazia in mano. A me, in certe scene, con certe musiche e certo dolore e squallore mi sembrava di trovarmi davanti al primo Inarritu.
Il problema de La Isla Minima, semmai, è il suo essere troppo onesto, incredibilmente onesto.
Mi crei l'impalcatura di un noir straordinario, atipico sia per luoghi che per tempi che per personaggi e poi non mi reagali colpi di scena, stai lì e mi mandi avanti insieme agli ispettori a piccoli e a volte prevedili passi.
Cavolo, non mi sorprendi.
Ovvio che sono ironico.
Ovvio che tutto questo che ho scritto in teoria è solo un pregio. Però, ecco, poi arriviamo alla fine che sei stato sempre lì per farti coinvolgere del tutto, per farti stupire, per decollare insieme al film con turning point pazzeschi e invece il film finisce senza niente di tutto questo.
Ti ritrovi quindi ad aver visto una pellicola quasi perfetta che però per onestà non ha provato ad ambire ad altro.
Quelle povere stanze di povere case però. quegli stormi di uccelli, quelle riprese aeree, quei notturni inseguimenti in macchina, quella donna vista di notte abbagliata dal rosso dei fari posteriori, quella corsa iniziale di Pedro all'inseguimento del contadino in velocissima carrellata laterale, quel ritrovamento dei corpi delle due ragazze, quell'uccello che vola nella stanza, quella pioggia e quel grano nel finale, e le coltellate e il corpo che cade nel fiume, mamma mia quanto cinema c'è dentro La Isla Minima, che talento, che occhio, che mano.
E son tante le false piste o le piste non portate a termine, quella della possibile collusione tra assassino e comunità locale, quella del vecchio latifondista dalle mani curate, quella del perchè di tutto questo dolore e follia, forse soltanto un piccolo sogno di ragazzine per fuggire da una melma, fisica e non, che le avrebbe inghiottite.


E il finale è qualcosa che raramente vediamo nel cinema,
Nel cinema i finali o sono qualcosa di importantissimo e strettamente collegato al resto oppure niente, sono semplici quadri conclusivi che poco aggiungono.
Qua c'è un uomo che guarda negli occhi un altro perchè non è più sicuro di chi si trova davanti.
Niente (o pochissimo) c'entra con tutto quello che abbiamo visto in precedenza nè niente, ahimè, potremo sapere poi.
Solo l'ennesimo esempio di una narrazione diversa, atipica, fuori dagli schemi.
Si torna a Madrid da eroe e da futuro padre.
Qua nella paludi inizia la vendemmia.
Tutto sembra di nuovo bello, tutto risolto, la vita ricomincia.
Eppure a me sembra che tutto quello schifo e tutto quel dolore ancora non se ne sono andati via del tutto, che quello su cui si stava indagando sia qualcosa di molto più grande.
Ma non pensiamoci,  il dittatore è morto, il mostro pure.
Viva la democrazia, siamo in una Spagna nuova.

62 commenti:

  1. Film interessante soprattutto dal punto di vista politico, girato molto bene, ma troppo frettoloso nella seconda parte.
    Comunque, ben vengano prodotti così.

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    1. Credo di intuire cosa intendi per frettoloso. Forse l'ho accennato anche io, ossia quell'aprire piccoli e nuovi varchi e poi chiudere, appunto, di fretta, solo su uno.
      Ben vengano davvero...

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  2. Sei proprio uno stakanovista, posti pure il giorno di natale.
    Ho letto in giro che il film richiama un po true detective, è vero?
    Ma ci siamo sull'otto? A proposito, perché non metti più i voti?

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    1. Ma Stakanov però in teoria lo pagavano più per questo (anche se sempre poco).
      Ma no, di solito quando posso scrivo appena finito il film, o al limite la mattina dopo. Questo era addirittura del 23, un record per me.

      Guarda, ho proprio detto a mio fratello "devo riuscire a fare la recensione non nominando True Detective" dato che, a quanto mi dicono, TUTTI l'hanno fatto.
      Ecco sì, ci sono due detective, una storia di omicidi, un'epoca passata e tante piccole cose, che non posso dirti, che richiamano quella serie.
      Ma, per me, la potenza di True Detective era nel suo esistenzialismo, qui del tutto assente.
      Hanno preso solo la cornice e siccome gli faceva comodo hanno fatto questo rimando.
      Sì, un 8 spaccato per me.
      A parte che ti potrei inviare in un luogo dove i miei voti li vedi, a parte questo dicevo credo che sarò "costretto" il prossimo anno a rimetterli di nuovo.
      Sai perchè?
      Perchè i prossimi giorni dovrò fare le classifiche di fine anno e non so come mettere in fila i film, rischio di fare un gruppone senza posizioni ;)

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  3. Rachele Tommaso26 dicembre 2015 13:35

    Un luogo dove i tuoi voti li vedo? O.o
    ahahahaha te volevi far l'alternativo a non metterli ;)
    A parte che i voti sono fondamentali in un blog di cinema. Come fanno i lettori a stabilire se un film va visto o meno?
    Soprattuto ne il buio in sala, le recensioni più spoilerose del mondo ahahahaha


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    1. No no carina, aspetta...

      Io su quel luogo metto i voti perchè son costretto eh, senza quelli non ti pubblicano la recensione ;)

      non è che sono incoerente

      come come fanno i lettori a stabilire se un film va visto o meno?
      Leggendo!
      Se mi dici così allora metto il voto e non scrivo nulla ;)

      ma guarda te se proprio una delle lettrici più attente me va a dì ste cose...

      comunque cederò, fare le classifiche quest'anno senza avere i voti sarà durissima, dovrò rimetterli

      mortacci vostra

      (non sono recensioni cn spoiler, ma recensioni libere, come tutte le recensioni secondo me dovrebbero esse)

      ciao!

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    2. Rachele Tommaso26 dicembre 2015 18:33

      Supponiamo che trovo la recensione di un film che voglio vedere, ma non sono sicura possa piacermi al 100%.Che faccio? Guardo il voto che hai messo! se è un bel voto allora mi decido a guardarlo. Finito di vedere il film , corro a leggere il tuo pensiero. Semplice no? Cosi funziona per me.
      Sei te che inizi le recensioni con " possibili spoiler", come può un lettore leggere la tua recensione prima di vedere il film se poi si sputtana il finale o qualche scena importante?
      Non sto criticando le tue "recensioni libere" , anzi. Le trovo utilissime. Non sai quante volte, grazie a queste ho capito il film o notato cose che mi erano sfuggite.
      Quindi, il voto è fondamentale.

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    3. Rachele Tommaso26 dicembre 2015 18:41

      Mi sa che ho usato dei toni un po bruschi, se è cosi ti chiedo scusa :(

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    4. No cazzo, hai perfettamente ragione, prima scrivo che le recensioni andrebbero lette solo dopo aver visto il film e poi che per decidere di vederlo dovete leggere senza bisogno del voto

      niente, sono un deficiente

      voti, per forza, aahhah

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    5. Rachele Tommaso26 dicembre 2015 18:57

      ahahhaah
      comunque il film l'ho visto nonostante gli spoiler ;)
      pensa te che ruolo decisivo hai nella mia scelta dei film , ahahhaha

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    6. Pensa te come stai messa de dai credito a me...

      sì, però alla fine questo resta un blog di cinema, e se potrebbe anche parlà del film se l'hai visto

      comunque anche elena qua sotto ha detto tutto, vorremmo una voce contro a sto punto

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    7. Rachele Tommaso26 dicembre 2015 21:45

      Eh ma non posso sempre far la guasta feste. Il film mi è piaciuto. Sto pensando a qualche difetto da pomeriggio, ma non ne trovo. L'atmosfera è di quelle che piacciono a me, la fotagrafia sublime, gli attori bravissimi. Non mi aspettavo nessun colpo di scena, ne momenti di tensione. Il film,nella sua linearità, è stato impeccabile. Ed il bello è che non mi aspettavo altro e nonostante tutto non mi è dispiaciuto, anzi. Devo essere sincera, subisco il fascino dei detective, magari questo ha influenzato il mio giudizio;)
      Comunque, il richiamo a true detective c è. Non nel senso che il film si ispira alla serie, non credo almeno, ma chi ha visto quel capolavoro che è true detective è costretto a trovare similtudini con film dalla stessa struttura. True detective ha creato un precedente, ed è diventato metro di paragone.
      Il cinema spagnolo non mi sorprende più. Sa essere all'altezza delle produzioni hollywoodiane. Ed anche se tu non sei d'accordo, mi fa incazzare vedere film del genere o altri europei e pensare che a livello cinematografico noi siamo indietrissimo.


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    8. E pensa che l'hai visto al pc (credo)...

      I richiami a True Detective sono moltissimi, te l'ho detto.
      Ma fare il semplice paragone vuol dire banalizzare TD.
      Quella serie è immensa non per quello che succede ma per quello che si dice.
      Usarla come metro di paragone, perlopiù tra cinema e serie, per me è sbagliatissimo.

      Il cinema spagnolo solo con questo ed El Cuerpo è sopra al 90% del cinema americano.
      Il nostro cinema è grande, il nostro cinema di genere, ahimè, no.

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    9. Rachele Tommaso26 dicembre 2015 22:15

      In hd sulla smart tv da 48 pollici. Sono attrezzata bene ahahah xD
      Io parlavo di struttura,l'esoscheletro del film. Quello si può paragonare, mica i contenuti. Anche perchè in la isla minima contenuti ( intesi come dialoghi)ce ne sono ben pochi. La forza del film sta tutta nelle immagini.
      Credo venga spontaneo, come accade nella vita, fare paragoni con qualcosa di bello e che ci ha colpito molto. Non trovo sbagliato confrontare film e serie. Per me tra le due cose non c è una netta distinzione, le serie tv sono i fratelli minori del cinema, mettiamola cosi. Fanno parte sempre della stessa famiglia.
      El cuerpo mai sentito, devo vederlo quindi?

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    10. Eh, lo so, ma son già 4 volte (due io e due te) che diciamo che per plot e per struttura si possono paragonare, anzi, viene automatico farlo.
      Tra l'altro, tornando a quello che scrivi, in effetti La Isla Minima gioca tantissimo di sottrazione, e non solo nei dialoghi ma anche nei fatti. Ci sono almeno 3 piste aperte e poi non chiuse, sottratte alla chiusura appunto. Sta a noi immaginarsi cose


      Per me si possono confrontare serie e film a livello qualitativo, tecnico e tutto quello che vuoi, ma non in senso assoluto.
      E' come paragonare un atleta dei 100 metri con un maratoneta.
      Puoi dire chi corre meglio, chi ti piace di più, chi è più efficace, chi vince le gare, ma poi in realtà son due mondi, due "allenamenti", due filosofie di vita completamente diverse.

      Per me non sono la stessa famiglia, e se lo sono è una famiglia molto allargata, allora sì

      el cuerpo domani dai, un giorno te lo dò

      ;)

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    11. Rachele Tommaso26 dicembre 2015 22:54

      "A livello qualitativo, tecnico e quello che vuoi" che c è di più? La suddivisione temporale è l'unica cosa diversa. 2h per un film , puntate settimanali per una serie.
      Ovviamente su questo non mi trovi d'accordo con te;) ed è inutile continuare, anche perchè ti ho monopolizzato il post.
      El cuerpo se riesco me lo vedo entro fine anno.
      Buona notte:)

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    12. Pensavo che con l'esempio dell'atletica mi ero salvato ;)

      puoi paragonarli in tutto ma sono due cose che hanno filosofie completamente diverse, scritture completamente diverse e obbiettivi completamente diversi

      e questo non è un pensiero di Giuseppe ma qualcosa di oggettivo
      se fossero la stessa cosa non si chiamerebbero film e serie tv, non avrebbero appassionati dei primi (quasi tutti solo dei primi) e dei secondi (il malato di serie non guarda quasi mai film).

      poi paragona quanto vuoi, uno può anche dire se è più buona una mela o una parmigiana di melanzane, certo

      ma una è frutta e l'altra no

      cibo entrambe

      notte!

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    13. Rachele Tommaso26 dicembre 2015 23:26

      Eh no, cosi sembra che hai ragione tu!!! Non vale mica chiudere la discussione in questo modo. Sei fortunato che c'ho sonno se no continuavo fino a domani mattina con la mia tesi.
      A parte che mi dici filosofie, scritture e obbiettivi diversi e poi non mi argomenti.
      Ci sentiamo al prossimo post.









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    14. ;)

      scrivere film e scrivere serie tv è immensamente diverso

      cambia tutta la struttura, cambia la durata, cambia il ritmo (quasi tutte le serie hanno bisogno anche di fare singoli episodi buoni, non dico a sè stanti, ma singolarmente presi buoni), cambiano gli obbiettivi

      una serie, intanto, ha bisogno di esser seguita per poter continuare, a volte anche solo per finire una singola stagione

      In ogni caso una serie ha bisogno di una media di 20 ore per finire quello che deve dire, un film 10 volte meno
      Ma, appunto, a parte la durata, scrivere a episodi è uan cosa che col cinema c'entra poco o nulla.
      Tecnicamente e attorialmente siamo quasi lì, anzi, ci può essere un'interscambiabilità quasi del 100% (anche qui avrei da ridire) ma i motivi per cui si scrive una serie, il modo in cui lo si fa e gli obbiettivi che si vogliono raggiungere sono completamente diversi dal cinema

      va a letto va, che ho ragione io

      sui voti nettamente te, e la figura de merda l'ho già fatta

      ci sentiamo al prossimo post che forse parla di un film che proprio con "post" inizia

      e poi 4 giorni de classifiche, mamma mia quanto mi mette pensiero...

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    15. Rachele Tommaso26 dicembre 2015 23:43

      Vabbè, per correttezza intellettuale ti do ragione. Anche se la ragione è dei fessi ;)
      Ahahahah

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    16. COsì oltre all'autoassegnatomi "deficiente" vado a letto anche da fesso.

      Ci sta, anzi, mi ci trovo bene, ho dormito anche in situazioni peggiori


      via, se un giorno mi gira ce fo un post sull'argomento
      ma meglio di no, rischio di aver torto

      notte

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  4. Sai che, non a caldo, ma a visione fredda, decantata se così si può dire, di questo film ho apprezzato la non voglia di stupire a tutti i costi. Forse ingannati dalle premesse siamo stati depistati, ma premio la sensazione di torpore, di inerzia stagnante, di cose forse sapute ma non dette che ben si confanno a quel territorio. Anche la recitazione, a tratti quasi dimessa mi ha restituito benissimo l'atmosfera asfittica di un luogo in cui si agisce con lentezza e forse ancora permeato dal timore di scoprirsi.

    (Per ciò che riguarda il post precedente, se posso dire, tra le cose positive del 2015 c'è la scoperta de il buio in sala!)

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    1. hai detto tutto...

      ma infatti ho scritto che quello secondo me non è un difetto, lo diventa solo se ci creiamo aspettative

      son quelle che fregano perchè altrimenti sti film così onesti e che non seguono le regole principe del giallo e del thriller per me son bellissimi

      bellissimo commento elena

      sulla parentesi gote rosse e non aggiungo altro

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  5. Passami la filosofia spicciola, ma il crearsi aspettative non è ciò che ci "guasta" ogni cosa?!? :)

    Hai poi visto Dio etc.etc.?

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    1. Dio lo cerco da 38 anni ma ancora non l'ho visto.
      Quello a Bruxelles invece mi ha dato buca all'ultimo momento.

      Usando invece la filosofia televisiva non è l'attesa del piacere essa stessa piacere?

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    2. Infatti!
      Dunque di dio non dico (ancora) niente :)

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    3. Quando lo farai, ti prego, cambia il tuo nick in Fatima

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  6. Con la tua rece hai detto praticamente tutto ed è, come al solito, perfetta e inoppugnabile. Però ci tenevo solo a scrivere che il punto in cui la isla minima tocca le altezze di True detective non è tanto nei dialoghi litanici e cadenzati dei protagonisti, o nelle atmosfere cupe delle lagune, quanto piuttosto in quello spossesso delle soggettive. Nella creazione di uno sguardo trascendente, universale, che abbraccia i franchisti e gli oppositori politici, gli assassini e e le donne pie, le feste rituali e le lagune selvagge. La prospettiva eterna che aveva solo ipotizzato Rust assume materialità e definitivo compimento nella isla minima, quasi come una profezia realizzata ci dona un'occhio divino che per un attimo ci fa dimenticare dei problemi umani e ci fa viaggiare a cavallo di una scopa.

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    1. Hai capito Rachele che amici che c'ho io?
      Altro che i tuoi amici terrori magnanduja ;)
      Tiè, co sto commento c'ha fatto sentire mezzi coglioni.

      niente da commentare, mi tolgo il cappellaccio

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    2. Rachele Tommaso27 dicembre 2015 13:56

      Ahahahah ma io volevo dire proprio quello che ha scritto Rocco ahahhaha, solo che non so esprimermi con questi termini (se come no) ahahhah
      Alla vostra età ( suppongo siate coetanei) ci riuscirò anch'io;)
      Mi mancano 12 anni di esperienza e poi so cazzi ahahah
      Ps: ho dovuto leggere il commento 2 volte per capirlo xD complimenti

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    3. Magari fossi suo coetaneo...

      Son io che ho iniziato l'università a 26 anni...

      io l'ho capito alla terza comunque

      comunque commenti solo quello che ti fa comodo, quello sotto no

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  7. Comunque da pratico della disciplina fammi dire che il paragone tra serie tv e film con le discipline della velocità e della maratona è praticamente perfetto. Come al solito amico mio sei in grado di fare collegamenti incredibili, penso che lo scriverò nel libro delle citazioni, è troppo perfetto.

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    1. Non faccio in tempo a incensare il tuo commento che mi trovo sotto la contro incensazione tua

      capito Rachele? ari tiè

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    2. Rachele Tommaso27 dicembre 2015 14:23

      Pensavo avessimo chiuso la discussione su cinema e serie nel momento in cui ti ho dato del fesso;) ahahah
      La notte non mi ha portato consiglio e nonostante il supporto del tuo amico, continuo per la mia strada;)
      Dimmi, che definizione daresti di film e di telefilm? Risposta immediata. Non pensarci troppo.

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    3. Ora tiri fori anche i telefilm?
      I telefilm sono un'altra cosa ancora, son pensati prettamente per le televisioni, hanno ancora un altro concetto di serialità.
      Quelli, col cinema, c'entrano davvero una fava.
      Le serie tv invece, quelle diciamo esplose con Lost, col cinema c'entrano molto, ma sempre puramente soltanto sugli aspetto tecnici bla bla bla

      infatti, chiusa qui ;)

      dai che ora c'ho da scrive la rece di un film difficilissimo, Siffedi qua sopra sa di cosa parlo

      me mette pensiero, non me distrae

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    4. Due autentici burloni siete... giuse passi Siffredi, ma le serie tv nascono con twin peaks. Tieni botta Rachele che ti ci tiene fino a domani. ;-)

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    5. Due autentici burloni siete... giuse passi Siffredi, ma le serie tv nascono con twin peaks. Tieni botta Rachele che ti ci tiene fino a domani. ;-)

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    6. Rachele Tommaso27 dicembre 2015 14:47

      Oh Gesù, telefilm è sinonimo di serie tv dalle mie parti. Mamma che precisino.
      Niente, siete tutti troppo esperti in questo blog. Mi fate sentire ignorante:( sob

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    7. E no amico mio, ho scritto benissimo, ossai "esplose" con Lost, non nate.
      Twin Peaks all'epoca rimase qualcosa in meraviglioso ed unico, non generò praticamente nulla.
      Da Lost in poi le serie sono entrate nel lessico comune e nell'immaginario collettivo

      no no, ora inizio a scrivere il film e poi da domani ho tutte le classifiche

      non avrò tempo nemmeno per vedere se avrò tempo

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    8. Rachele, i telefilm, in genere, sono sempre esistiti.
      Sono gli sceneggiati, le telenovelas, le soap operas (non ti dico la differenza tra le ultime due altrimenti son troppo precisino).
      Sono anche tutti i telefilm degli anni 60, A team, Happy Days etc...

      Ecco, questi sono simili alle serie tv sì, ma siamo proprio su un altro mondo...

      che ne so, me fermo, sennò divento antipatico

      e ancora mi pare ti sono simpatico

      fermi tutti!

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    9. Vero. Mi rimangio tutto avevo letto male.
      Curiosissimo delle classifiche, anche se sono quasi certo del primo posto di lobster (me so lanciato).

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  8. Lungi da me ogni ombra di leccaculismo, l'avevo scritta prima della tua se guardi l'orario ;-)

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    Risposte
    1. Ma infatti proprio qui stava la particolarità, l'aver letto prima un solo tuo commento, aver risposto, e poi trovarmi l'altro ;)

      vediamo se ci riesce entro fine anno a vederne un altro

      altrimenti l'1 gennaio esce Zalone, andiamo lì


      mortacci de... tutti

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  9. Risposte
    1. Vaffanculo, me sembrava che m'ero dimenticato qualcosa

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  10. una delle sorprese più belle dell'anno, gran film davvero.
    inizio e fine mi hanno ricordato "Agora", di Alejandro Amenabar.

    http://markx7.blogspot.it/2015/12/la-isla-minima-alberto-rodriguez.html

    anche il film precedente dello stesso regista, "Grupo 7", è davvero bello.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non ho visto Agorà (l'unico Amenabar che mi manca, insieme a quello appena uscito) e, ovviamente, Grupo 7 (ero sicuro ci eri passato).

      Per il resto arrivo

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  11. Era da un po' che non ti leggevo, ma noto che la lunghezza d'onda su cui viaggiamo è rimasta identica. Ho pensato le stesse cose che hai scritto tu nella recensione: bel film, con tanti pregi (riprese dall'alto prima di tutto), ma a cui manca qualcosa.
    E per tutta la visione ho ipotizzato: questo è il fratello sconosciuto di Sean Penn. Coi baffi.

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    Risposte
    1. Guarda, son contento di tutto quello che hai scritto, ma della cosa di Penn più di tutto.
      Finalmente qualcuno che mi dà ragione cazzo

      ahah, grande

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    2. Perché: qualcuno ha detto il contrario?

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    3. A tre che l'ho detto non me l'ha appoggiata nessuno.
      Cattivi

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  12. No... Un film perfetto, a cui non manca nulla. E proprio la fine lo rende perfetto. Perchè la porta la apre eccome... sul film stesso e sul riciclo e le connivenze dei franchisti. Proprio la fine ti fa riguardare con occhio diverso il film, come ne "I soliti sospetti" al cinema, o Blackbird a teatro. Noi eravamo in cinque, ed abbiamo tutti avuto la stessa impressione. Altri amici no, è vero, hanno seguito quello che il film lasciava intendere sino al finale, in maniera più piana. Finale aperto a più interpretazioni. Il film migliore dell'anno.

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    Risposte
    1. No no, aspetta, io ho parlato di porte chiuse?

      ho scritto

      "E il finale è qualcosa che raramente vediamo nel cinema,
      Nel cinema i finali o sono qualcosa di importantissimo e strettamente collegato al resto oppure niente, sono semplici quadri conclusivi che poco aggiungono.
      Qua c'è un uomo che guarda negli occhi un altro perchè non è più sicuro di chi si trova davanti.
      Niente (o pochissimo) c'entra con tutto quello che abbiamo visto in precedenza nè niente, ahimè, potremo sapere poi."

      proprio per dire che il finale apre degli scenari nuovissimi.
      E di finali aperti ne esistono molti sì ma questo ha l'incredibile atipicità di aprire su qualcosa di cui il film poco aveva parlato (se non metaforicamente).
      Insomma, più che un finale aperto da film aperto ;) è un finale aperto sa serie tv, un nuovo elemento da riprendere.
      Che nel cinema, a meno di sequel, resterà invece inespresso.
      Tu lo vedi invece come qualcosa di aperto ma allo stesso tempo chiuso (ossia di un nuovo colore al film). Perfetto, anche io.
      Ma resta comuqnue un qualcosa che presuppone un "poi", per questo non lo paragonerei a I Soliti Sospetti.

      In ogni caso commento molto interessante.
      E te mi pare eri già passata anni fa

      un saluto ;)

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  13. Condivido la recensione, molto.

    Una domanda, ma tu riesci a star dietro per bene alle vicende nei thriller?
    Cioè io in ogni thriller mi ritrovo più volte a chiedermi, ma ira che cazzo fanno? Perché stanno parlando con quello? Come hanno trovato quell'altro? Come hanno capito quella cosa lì? ecc.

    Cioè non riesco mai a capire ogni singola svolta delle indagini solo le più importanti. Non so se è un problema solo mio, di tanti, oppure dei film.

    Comunque del film di memorabile c'è, in ordine sparso:
    la carrellata di Sean Penn che insegue Bambi, le coltellate, il volto di una ragazza nel bagagliaio illuminato dai fari, lo sparo alla fine nel silenzio della laguna, le riprese aeree (che all'inizio ho scambiato per riprese al microscopio), lo sguardo di Sean nel finale.

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    1. Eheh, l'esperto di sceneggiatura va sempre lì eh...?

      La penso come te. Tra l'altro anche in questo (non so se l'ho scritto) ci sono un paio di passaggi discutibili al riguardo.
      Il Thriller è il genere per eccellenza delle ellissi narrative. L'horror ad esempio qualche volta vive in tempi più corti. Il thriller quasi sempre ha tempi di diegesi più lunghi. Anche altri generi sono lunghi ma quello che accade nelle ellissi molte volte non è importante. Nei thriller invece ogni cosa che si perde in quei buchi poi porta a passaggi che a rifletterci bene, sembrano quasi arbitrari.
      Difficile trovare il giusto equilibrio tra quello che non viene detto e mostrato e quello che poi noi vediamo.
      Il thriller, ad esempio, nel confronto libro-film è quello che quasi sempre ci perde.

      Quanto l'ho fatta confusa...

      prendendo dalla rece

      "Quelle povere stanze di povere case però. quegli stormi di uccelli, quelle riprese aeree, quei notturni inseguimenti in macchina, quella donna vista di notte abbagliata dal rosso dei fari posteriori, quella corsa iniziale di Pedro all'inseguimento del contadino in velocissima carrellata laterale, quel ritrovamento dei corpi delle due ragazze, quell'uccello che vola nella stanza, quella pioggia e quel grano nel finale, e le coltellate e il corpo che cade nel fiume, mamma mia quanto cinema c'è dentro La Isla Minima, che talento, che occhio, che mano."

      ci somno praticamente tutte quelle che dici no?

      ;)

      grazie della conferma di Penn. Anzi, da come scrivi sembra c'era Penn. Non è che era lui?

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    2. Raul Arèvalo, ma la somiglianza è palese
      https://www.google.it/search?q=raul+arevalo+actor&espv=2&biw=1390&bih=727&stick=H4sIAAAAAAAAAONgFuLWz9U3MDSMjzcvKVPiAnEsDNJy4ou1eHzzyzJTQ_Idk0vyiwDMl0L5KQAAAA&source=lnms&tbm=isch&sa=X&ved=0ahUKEwjBoYTYoNfKAhWBkiwKHWrbCUkQ_AUIBigB#tbm=isch&q=raul+arevalo+sean+penn&imgrc=68s_EZWFBcpFlM%3A

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    3. Ahaha, allora qualcuno si era accorto...

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  14. Pellicola che ho recuperato dopo averne letto benissimo ovunque, e devo dire che non reputo un capolavoro, ma un buonissimo film assolutamente si. Storia e indagine assolutamente meticolosa e che ci fà scoprire la storia piano piano (e in questo mi ha ricordato molto Zodiac di Fincher) che però riprende a mio avviso diverse pellicole come (oltre al già citato True Detective ma che solo per un paio di cose si avvicina, poi per il resto è completamente diverso) Le Paludi Della Morte di Ami Canaan Mann (che ti consiglio di vedere anche se è inferiore a questo) e le pellicole di Larrain per la componente socio-politica che descrivono. Insomma non un film originale, ma fà benissimo il suo dovere che però nel finale credevo mi stupisse, mi sconvolgesse, che avesse un doppio finale che con un guizzo mi facesse sollevare ancora di più il gradimento, che comunque rimane alto ma che non raggiunge appunto il capolavoro come dicevo all'inizio. Opera che mira molto di più a sollevare riflessioni socio-politeche della Spagna che intrattenere come mero noir solo d'indagine come si poteva pensare.

    Voto: 8

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    1. Hai ragione, c'è del Larrain. Specie per questo suo apparente parlar d'altro mentre in realtà il risvolto socio politico è quasi quello più importante (penso specialemente a Post Mortem). Credevo di aver visto Le paludi della morte ma mi confondo invece con In the electric mist, sempre ambientato tra le paludi...

      No no, questo è un film super classico ma che ha una regia superba e un modo di raccontare che ormai pochi usano. Quindi paradossalmente è classico ma diverso da tutti.
      Eh, quel finale è assurdo, del tutto anticinematografico. Non solo aperto ma direi più troncato. I finali aperti sono quelli che ti lasciano a tante interpretazioni, questo più che altro ti apre un nuovo scenario e poi si blocca. Come detto (credo) quasi un finale da serie televisiva. Ma coraggioso

      concordo, anche qui, sul voto

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  15. Ricordo che lo avevi recensito e, trovandomelo davanti, ho voluto vederlo.
    Mamma mia..
    Film davvero magistrale. Sia per il contenuto che per la forma, e sai come quest'ultima mi abbindola sempre.

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    1. Bellissimo.
      Vengo a vedere se l'hai recensito allora!

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