21.12.15

Visti per voi (N°12) - POISON- Recensione "Bronson"


Dopo 8 mesi torna la rubrica Visti per Voi, ovvero lo spazio in cui recensisco, uno a testa, dei film che voi mi avete consigliato/obbligato a vedere.
Qui trovate tutte le scorse puntate e le richieste in corso.
Se non vedete il vostro nome o volete cambiare film commentate qua sotto.
Oggi è il turno di Poison, autodefinitasi "cialtrona" del cinema. In realtà nel suo blog molto di tendenza "Viaggiando (meno) " lei, oltre ai propri viaggi, recensisce i film molto molto bene. Però, sì, ecco, raramente la vedrete partire con pipponi interpretativi come i miei, lei recensisce come fosse una casalinga colta, intelligente e capace di scrivere molto bene.
Questo suo Visto per Lei in realtà l'ha un pò "sprecato" visto che io Bronson avevo sempre voluto vederlo comunque.
Insomma, chiedete cose che non vedrei, che non conosco o che proprio ci tenete a veder recensite.

Come dissi da qualche parte e in qualche tempo non sono un amante del biopic.
Ma proprio per niente eh.
Così come, espandendo il campo dalla singola persona ad un intero periodo, non mi piacciono, generalmente, gli storici.
Eppure quando le storie sono originali e piccole (vedi il magnifico Foxcatcher) o quando i personaggi raccontati non sono grandi personaggi che conoscono tutti ma quasi sconosciuti esponenti di questo circo Barnum che è l'umanità (vedi cose alla Man on the moon ad esempio) allora sì, allora io ci sono.
Anche se, e Bronson ne è solo la conferma, queste storie vivono nel paradosso di "dover" essere raccontate per quanto sono particolari ma, al tempo stesso, qualsiasi sforzo tu farai nel raccontarle non potrai mai raggiungere l'incredibile potenza e cinematografia di quella vita vera.

Charles Bronson, non il giustiziere della notte, ma una testa bollente inglese che quel nome ha voluto prendere in prestito, è una persona non solo realmente esistita ma realmente esistente.
E non solo ha passato 30 anni in isolamento, non solo fu considerato il più violento carcerato britannico ma, a 7 anni dall'uscita del film, è ancora nelle patrie galere inglesi e di bronsonate ne ha fatte molte di più, dal diventare islamico cambiando pure nome al pubblicare libri di fitness da galera.
Perchè Bronson è grosso, grosso grosso. E ha due baffetti simpaticissimi.
Bronson, quello vero, è questo.


E per interpretare sto simpaticissimo personaggio, uno che più volte ha spaccato facce che pulito la sua, serviva uno grosso come attore.
E quello grosso era uno che in quel momento, 2008, non era praticamente nessuno ma che proprio da quello stesso momento inizierà a farsi apprezzare in maniera così dirompente da diventare ben presto, almeno a Hollywood -ma non solo- uno dei più grandi attori del pianeta.
Il suo nome è Tom Hardy, classe 77, come quella dell'altro fuoriclasse moderno, Fassbender.
E come la mia... (lo dico con orgoglio e vergogna insieme).
E se Bronson è stato il lancio definitivo di Tom Hardy lo è stato, forse, anche per il suo regista, quel Refn già conosciuto tra gli appassionati per la trilogia Pusher ma non ancora uscito da quella nicchia.
Posso dire di conoscere il regista danese abbastanza bene ormai.
E tutti e 4 i film che ho visto raccontano di un mondo che vede la violenza come stato di natura, come unico metodo per difendersi dal mondo oppure unico per venirne fuori.
Dalla violenza ancestrale e trascendentale di Valhalla Rising a quella improvvisa ma profondamente connaturata a sè di Drive, tutti i personaggi refniani sembrano pugili nudi (anche letteralmente) nel grande ring della vita.
Ma tutti in qualche modo sembrano possedere un'etica, un limite ed essere individui ANCHE portati al bene, se solo ne avessero la possibilità, il coraggio o la forza.
Lo è anche Bronson, un delinquente indifendibile sì, ma uno che alla fine, anche per culo, non ha mai ucciso nessuno e mai, ad esempio, picchiato una donna (e questo è un punto per quanto mi riguarda di discriminante fortissima a suo favore, che apre un mondo di considerazioni volendo).
Anzi, uno persino impacciato con l'altro sesso, uno che trema se una le si siede sulle ginocchia o balbetta trovando il coraggio di un ti amo.
Sì, però per il resto è praticamente un juke box di pugni nel quale non devi manco inserire il gettone,
Vanesio all'inverosimile, talmente tanto che più la vita gli va male e fa cazzate, più crede che quel male sia un'etichetta di pregio per sè.
Bronson è un uomo che la vita quasi manco l'ha vissuta, chiuso in 30 anni di isolamento.
Refn coglie questo lato narcisista e lo porta all'estremo immaginandosi un Bronson che, a teatro, in modo autoglorificante e istrionico racconta tutte le sue malefatte.


E' un'idea geniale sì, ma che più il film va avanti più pare un contrappunto abbastanza forzato e quasi noioso.
Io avrei preferito limitare quest'intuizione alla sola cornice, prologo ed epilogo.
Non è questo il solo, per me, unico difetto di un film che comunque, come mi ha detto qualcuno "Beh, zitto zitto si è fatto guardare tutto".
Perchè quello più grande, credo, sia in un'opera troppo ripetitiva, troppo uguale a sè stessa, un susseguirsi sempre di stesse dinamiche (scazzottate, ostaggi, mattate, nuove carceri) che creano un loop che, oltre ad attorcigliarsi su sè stesso, procede anche orizzontalmente.
La violenza, presente praticamente nel 90% delle scene, risulta depotenziata da un'atmosfera grottesca, ironica, iperreale, anche per regia, montaggio e fotografia.
A volte mi è tornato in mente Natural Born Killers ad esempio.
Niente a che vedere con le 2,3 scene impressionanti di Drive e anche con alcune del meno riuscito Solo Dio perdona.
Colonna sonora refniana come poche (in un paio di scene musica e violenza mi hanno riportato ad Arancia Meccanica), regia che si alterna tra il classica e lo sperimentale, montaggio abbastanza lineare temporalmente ma pieno di inserti.
Ottima tutta la parte nel manicomio criminale e visivamente potentissima tutta quella sull'ultima presa d'ostaggio, l'insegnante d'arte.


La scena finale è, credo, quella (dis)umanamente più forte.
In definitiva, anche se forse dalla rece non s'è capito, un (gran?) bel film su un uomo cattivissimo che forse poteva anche non diventarlo.
Certo, almeno nella trasposizione filmica, non può essere solo cattivo uno che ha gli occhi di Tom Hardy, quegli occhi che più li guardi più sembrano essere appendice di un'anima grande

18 commenti:

  1. Piaciuto così così, anche se ricordo benissimo i siparietti grotteschi del protagonista, che si esibiva davanti a quella sorta di platea vuota. Però penso che Hardy sia il più grande (e sottovalutato) in circolazione. Un consiglio: il film per la tivù Stewart - A Life Backwards. Prova impressionante.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Platea in realtà piena ma quasi sempre in silenzio ed impassibile.
      Anche io mi aspettavo molto di più, è proprio il plot che difficilmente ti prende.
      Dici sottovalutato? ormai direi di no, ormai l'han capito tutti che è uno dei più grandi

      credo

      grande segnalazione

      Elimina
    2. Tutti, tranne l'Acedemy!

      Elimina
    3. Beh, quelli di cinema mica ne capiscono tanto eh ;)

      Elimina
  2. Ciao

    Di potrebbe fare un parallelo con Chopper del 2000 interpretato da Eric Bana.
    La storia è per lo più simile; in chopper c'è un pò meno violenza però...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non lo conoscevo, ho controllato e ci sta alla grandissima.
      Tra l'altro credo che possiamo considerare il Bana del 2000 allo stesso livello dell'Hardy del 2008 in quanto ad esser conosciuto.
      Anzi, Bana era praticamente al debutto

      entrambe le storie poi sono verissime e documentate

      giovanni, il solito mago delle citazioni e dei rimandi ;)

      Elimina
    2. Beh mago è esagerato....ho semplicemente una deviazione congenita per queste cose....incurabile a detta di psichiatri ed esorcisti :-)

      Elimina
    3. Non fartela curare! mi fai comodo, ti considero come la banca dati dei plagi e delle situazioni, quando mi servi ti faccio un fischio ;)

      Elimina
  3. Non visto.
    Violent Cop da Emmeggì non lo mettiamo in lista?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ah, io te ce lo metto subito...
      Ma ne La Promessa lo vedo sicuro entro un anno, nei Visti per voi mi dò la vita intera come limite...

      Elimina
    2. Fmpcmczztpr . basta che lo vedi ;)

      Elimina
    3. questo codice fiscale va usato, per forza, devo rubartelo

      comunque lo metto in visti per voi, almeno posso fare anche il cappello per te

      Elimina
  4. Oh mica ti decidevi a vederlo eh? ahahah
    Sono contento ti sia piaciuto anche se fra tutti i commenti, rece, voti ecc., ho trovato veramente pochissimi che l'hanno apprezzato quanto me. Io amo Bronson! Amo il cinema di Refn (ho visto tutto tutto), soprattutto l'ultimo Refn. E Bronson per me è cazzutissimo capolavoro! Ogni scelta che adotta Refn è qualcosa di nuovo, forse di mai visto prima in un biopic. Poi certo, se c'hai pure un attore con i contro coglioni come Hardy...
    Mi è piaciuta la tua rece, soprattutto le parole spese sul Bronson 'vero' uno che cattivo poteva anche non diventarlo. Giustissimo ;) E poi la sottile (perché non so quanti oltre a te ci hanno pensato) ma in fondo veramente importante e di peso, particolarità riguardo l'assoluta mancanza di violenza verso le donne.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. A te era piaciuto molto anche Solo Dio perdona me sa vè?

      Per me Refn ha tirato fuori un capolavoro cinematografico, Drive, e uno che quasi trascende il cinema, Valhalla Rising.

      Bronson non ho la tua stessa adorazione, credevo di averla dopo la prima mezz'ora ma poi il film mi è sembrato sempre ripetersi, sia nel plot che nelle genialate di Refn.
      D'altronde la vita di Bronson quella è, non è che poteva inventarsi tanto..

      il discorso sulle donne è importantissimo

      uno cattivo o violento di natura fa poche distinzioni
      e magari ogni 10 uomini picchia una donna, ma se lo fa la distrugge, specie se questa gli fa uno sgarbo

      nel film vediamo uno che veramente non le sfiora nemmeno

      e anche gli uomini alla fine non ne ammazza uno

      ecco, unendo i due indizi viene fuori una specie di matto che usa la violenza quasi come un gioco, una distrazione, una dimostrazione di forza
      mai con cattiveria pura

      a me sembra più che un delinquente un pazzo che non sa incanalare la propria esuberanza, diciamo così ;)

      Elimina
    2. Esatto, l'ho visto anche una seconda volta per avere conferma e beh, sì, direi che Solo dio perdona è qualcosa di grande. Comunque tra i quattro (da Bronson in poi) non saprei proprio dirti il mio preferito, li amo tutti e quattro alla follia.

      D'accordissimo su tutto il resto ;)

      Elimina
    3. Per me invece è particolarissimo, li so mettere in fila benissimo. E buffo, proprio abbastanza nettamente in scala

      drive 9
      valhalla 8
      bronson 7
      solo dio perdona 6

      in tutti ovviamente ho comunque trovato dentro cose eccezionali

      un regista che vale moltissimo al di là dei giudizi

      Elimina
  5. Oh, ma pensa, mi ero addirittura scordata!
    E mi pare di capire anche che ti sia piaciuto...
    bene!
    Posso ritenermi soddisfatta!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. AHah, ma come facevi a ricordarti, saranno passati 3 anni...

      Il bello è che de sta rubrica che in teoria è nel io blog non me ricordo manco io, figuratevi se dovete farlo voi ;)

      Elimina

due cose

1 puoi dire quello che vuoi, anche offendere

2 metti la spunta qui sotto su "inviami notifiche", almeno non stai a controllare ogni volta se ci sono state risposte

3 ciao