4.12.15

Recensione "Paprika" (2006)



Il film definitivo sul sogno.
Un'opera visionaria disegnata da un genio.
Forse non per tutti, forse un film con troppe cose dentro, un vortice inarrestabile dove rischi di perderti.
Ma è sempre bello perdersi così.

Questo film fa parte de La Promessa (11/14)

Inizio ad avere il terrore di non farcela

Il mio primo e, fino ad allora, unico contatto con Satoshi Kon fu con il notevole Tokyo Godfathers.
In realtà non restai così colpito da Kon per il film in sè ma per quello che lessi riguardo il suo addio al mondo. Se volete lo trovate in quella rece, inutile ripeterlo.
Ritrovai in quel film tutta l'umanità, il fatalismo, il prenderla come viene di quell'ultimo messaggio.
Una visione del mondo magnifica che mi rimase attaccata come poche altre.
Insomma, lo conoscevo da un'ora e mezzo e mi sembrava già una persona importante per me.
Lo ritrovo oggi in quello che viene considerato il suo capolavoro, Paprika.

Che, diciamolo subito, è una delle opere più visionarie che io abbia mai visto.
Mentre guardo il film steso sul divano (l'ha dato LaEffe e l'ho registrato) mi appunto sul mio taccuino tanti di quei film da diventar noioso a citarli tutti.
Eppure credo che, tra tutti, Paprika sia il film definitivo sul sogno o comunque sulle realtà alternative a quella che normalmente viviamo.
Ritroverete tutto qua dentro (ecco, in una riga ho già cambiato idea, ve lo faccio l'elenco), qualcosa di Matrix, moltissimo di Inception (sogno a strati), qualche spruzzata di Nightmare (il sogno condiviso per salvarsi ed aiutarsi). la realtà alternativa dovuta alla tecnologia di Existenz, molto, davvero molto di Inside out, specie in quel concetto di cinema che crea sogni, un omaggio gigantesco a Shining (il bar), la pazzia generale de Il seme della follia (là era dovuta ai libri, qui ad un sogno collettivo), il concetto di cinema e di alter ego di Holy Motors e persino Harry Potter sì, con quella scena della doppia testa e del corpo da "usare" praticamente identica a quella di Voldemort e Raptor.
Già che ci siamo e abbiamo nominato Cronenberg è giusto ribadire che c'è tantissimo altro del regista canadese, la fusione tra corpo e tecnologia impera. E scene come quella dell'ispettore che prova a sfondare la parete cinematografica (con un effetto identico a Videodrome) o quella del professorino che toglie la pelle di Paprika per "scoprire" la dottoressa Chiba sembrano provenire da qualche suo film.


Paprika è un film difficile.
Non è difficile tanto capirlo, che alla fine la storia base è semplice, ovvero quella di qualcuno che governa i sogni e attraverso questi vuole "dominare" il mondo.
Ma è difficile seguirlo perchè non ti dà mai un attimo di respiro, mai.
E' un film pieno di cose, così ricco di dettagli dal commuoversi pensando al lavoro e alla dedizione che possono essere stati messi dentro un'opera del genere.
Il sogno della parata carnevalesca, quel sogno personale che si erge e collettivo ed ingloba tutti i sogni degli altri, visivamente è un qualcosa di mai visto nell'animazione, un caravanserraglio impressionante che ha dentro più cose che tanti altri cartoni messi insieme.
Ed è incredibilmente vivo, inarrestabile, incontrollabile, incomprensibile.


Non ti fa respirare Paprika, che stai sempre là a cercare di capirne i simboli, i personaggi principali, chi sogna chi, stai sempre a cercare di capire se quello che vedi, appunto, è realtà o sogno. Servirebbero zone franche di riposo, di raccordo, minuti in cui Kon si fermasse un attimo e pensasse a noi.
Ma niente, lui e la sua fantasia sono incontenibili.
E allora questi cazzi se Paprika a volte può sembrar pesante, se uno in qualche scena rischia di arrendersi, questi cazzi.
Siamo dentro il sogno anche noi. E si sa, dentro i sogni le ringhiere son poche, si vola. E non sempre il vento va nella direzione che vorremmo.
Una continua mise en abyme, un sogno dentro il sogno, un sogno a fianco di un altro sogno, un sogno condiviso.
E c'è lei, Paprika, sensuale da morire, una ragazza alter ego di una dottoressa tutta d'un pezzo.
E Paprika vuole che quel pezzo unico si frantumi e magari se a farlo è il martello dell'emozione meglio ancora.


Immagini di impressionante bellezza e visionarietà, la balena mostro, i titoli iniziali, il quadruplo sogno dell'ispettore giocato sui generi cinematografici, il volo di Paprika nel cielo, il tuffo alla Mommy, il mostro delle tenebre finale e quella bambina che cresce divorando lui e i suoi incubi.
Un film colto, pieno di psicologia e scienza, un film sul concetto di alter ego formidabile, quello dell'ispettore che corre e corre e corre, insegue senza mai poter raggiungere chi c'è davanti a lui (come fu nel suo filmino amatoriale giovanile), quello della dottoressa Chiba e del suo sensuale doppio Paprika, quello tenerissimo del grassone genio e di tutte le sue trasformazioni da nerd.
Solo un genio poteva disegnare tutto questo.
E chissà quanto di Kon c'è dentro, quanti sogni, quanti incubi, quanti ricordi.
L'ispettore alla fine è nella solita strada di città piena di cinema.
Quelli che vediamo negli schermi sono gli stessi film di Kon.
Non ci serviva veder questo, perchè che lui mettesse tutto sè stesso dentro i propri film era evidente.

"Io sto ancora sognando!"
"Sì, tutto il mondo sta sognando"

感謝
マスター



23 commenti:

  1. Un film ipnotico, Satoshi Kon era un vero fenomeno, la scena delle gocce di pioggia sul vetro dell'auto è geniale ;-) Cheers!

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    1. Vedi?
      E' un film così pieno di cose che anche se l'ho visto da due giorni ora non capisco a cosa ti riferisci ;)

      i dettagli strabordano ;)

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  2. Vuoi saperlo il mio ricordo legato a questo film?
    Avevo dodici anni, Emule e la voglia di vederlo - amavo e amo Tokyo Godfathers, nonostante attualmente non stia tanto appresso al genere. Vado ad aprilo, ma... tàdà... avevo scaricato l'omonimo film di Tinto Brass. Fine. :-D

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    1. E non sei contento???

      fosse capitata a me a 12 anni una coda del genere (ai miei tempi non c'era internet nè niente, tutto era proibito) avrei vissuto un'infanzia felice!

      (per quello ho messo l'anno sul titolo...)

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    2. Ecco perché sono basso.
      E molto, molto miope.

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    3. Allora io dovrei esser cieco.

      (cazzo, non vedo il pubblica, dov'è?)

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  3. Film che mi ha segnato in un periodo buio dell'adolescenza, quando guardavo anime a profusione e Kon era diventato il mio guru insieme a Otomo.
    Forse troppo pieno, ma comunque pieno di fantasia e inventiva. Non lascia indifferenti e scuote molto. Ed è anche un atto d'amore dichiarato verso il cinema!

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    1. Hai ragione, l'ho accennato ma dovevo dargli più risalto.
      Paprika è un omaggio al cinema pezzesco, per quello citavo Holy Motors...

      Io sono ancora un analfabeta di Kon, ma per quanto mi riguarda già mi basterebbero sti 2 film ;)

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    2. I primi due ("Perfect blue" e "Millennium actress") sono belli ma ancora imperfetti, per quanto superiori alla media di molte produzioni. Se hai tempo ti consiglio anche la sua serie anime, "Paranoia agent", tredici episodi davvero assurdi. E ha un finale che mammamia...

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    3. Ti dico solo che ieri su facebook una ragazza mi ha fatto una testa così per convincermi a vedere paranoia agent.
      E mi ha linkato anche la sigla che, lo ammetto, è notevole


      quando inizierò a vedere serie?

      bah, chi lo sa...

      grazie delle ottime informazioni jacques

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  4. amore al cinema, amore alle donne, amore al sogno in quanto tale e a quel che genera, amore all'animazione con la A maiuscola....film pieno d'amore... da cui tanti han copiato (nolan per primo senza mai citare nè ammetterlo)....sto vedendo scientemente poco di kon, son 13 film....uno ogni due anni ho deciso sarà la mia media...non voglio divorarli, voglio vederli e goderne...ci sarebbe solo da imparare, da qualsivoglia punto di vista

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    1. 13 film??? oh maria...
      se ne vedrò 3,4 è già tanto, non sono un ricercatore e a volte con certi autori mi basta poco

      è vero, anche la donna è molto importante
      tra l'altro il film ha una sensualità pazzesca

      la scena dello svestimento è ai confini con l'hentai
      ahahah

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    2. io mi son innamorato di lui, e l'ho conosciuto al momento del suicidio (triste momento per noi "cinefili")....sensuale sempre e comunque...e la musica della parata ce l'ho nella testa da quando l'ho visto...e saran 4 anni!

      https://www.youtube.com/watch?v=4M_3igofTZg

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    3. Perchè parli di suicidio Pietro?
      La musica della parata è assurda, perfetta poi per quella scena riptuta, ti entra in testa come poche ;)

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  5. ricordavo si fosse suicidato...invece era cancro al pancreas....

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    1. Argomento troppo delicato e doloroso che è meglio chiudere qua.
      Dico solo che, purtroppo, uno non escludeva l'altro, anzi...

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    2. allora ricordavo bene...comunque la musica rimane nella testa ma davvero...ogni tanto mi parte (mi ha fatto ridere molto la scena della pubblicità in "Inside out" ricordandomi parecchio paprika e la sua parata)

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    3. No no Pietro, non si è suicidato eh...
      Dicevo solo che lo scoprire che era malato di tumore sulla carte non scartava la tua ipotesi o la cancellava, anzi, poteva darle manforte

      guarda, sul motivetto che torna in testa il tuo esempio di Inside Out è perfetto. Ma lo ricordo ancora più incisivo. perchè molto drammatico, in un film molto sottovalutato, La Morte Sospesa

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    4. avevo capito....la morte sospesa è quello degli alpinisti? ora lo cerco..

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    5. Niente, è stato un qui pro quo continuo allora...

      pensavo il tuo "aalora ricordavo bene" si riferiva a quello, invece era per il motivetto

      sì, secondo me è un ottimo film, molto realistico
      ma insomma, devi essere appassionato per vederlo, ce ne sono centinaia prima

      è un rarissimo caso di titolo italiano completamente cambiato ma, forse, ancora più bello (per il doppio senso)

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  6. E cavolo dopo - o prima - di enter the void c è pure paprika di Kon! Un grande film su cinema e sogno, dimensioni e identità che si muovono e si sovrappongono. È un film che ti permette di lavorare sui sogni, e un sogno che ti permette di lavorare sui film. Da bambino avevo due sogni ricorrenti, in uno c era una parata micidiale come questa. E non credo -spero!- di essere il solo a fare sti sogni!!
    A me era piaciuto molto anche millennium actress mentre perfetto blue così così.

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    1. No, ma davvero?
      Allora dta idea della parata ci sta, a me sembrava assurda ;)

      Che poi quella parata se ho capito bene è tale non perchè sogno del boss ma perchè dentro ci ha messo i sogni di tutti. Ed essendoci così tanta roba ecco che come metafora la parata carnevalesca è semplicemente fantastica.

      sulle tue prime 3 righe niente da dire, perfetto

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