27.12.15

Recensione: "Post tenebras lux"



Un film che pur in un'impalcatura quasi del tutto realista sembra possedere un potere particolare, metafisico, trascendentale.
Cosa sono le tenebre di cui parla?
E la luce che ne può scaturire?
Un'opera non per tutti, prepararsi.


Questo film è il tredicesimo su quattordici visto de La Promessa. Credo che non ce la farò a completare e mi dovrò beccare un Twilight.


Vedi la bambina che corre per la pianura bagnata e fangosa.
Intorno a lei cani, cavalli e mucche.
Si diverte come si diverte ogni bambino che fa hoppipolla, che salta sulle pozzanghere.
Eppure quella che percepiamo è tutt'altro che un'atmosfera gioiosa.
Tutto è plumbeo, non solo il cielo, tutto.
Si farà sera, la bimba è ancora sola, chiama il padre, la madre e il fratellino.
Poi arriva la notte, nera come la pece, illuminata solo dagli squarci di un temporale.
Poi, post tenebras, lux.

Un prologo bellissimo e fotografato in una maniera impressionante, roba che solo in Valhalla Rising avevo visto recentemente.


E in quel prologo c'è tanto di questo film che ammanta ogni possibile gioia, ogni possibile sentimento, di una cappa talmente opprimente da offuscarli quasi del tutto.
Post tenebras lux è un film pesantissimo.
Ma non di quel "pesante" che chi ha sempre poche parole per il cinema è solito usare spesso (insieme all'insentibile "fatto bene"). La pesantezza di questo film ha qualcosa di trascendentale, di sovrumano. Facciamo fatica durante la visione ma non tanto per quello che vediamo (anche se, per chi non è avvezzo al genere, conta anche quello) ma soprattutto perchè Reygadas grazie alla regia, grazie a qualche "trucco" (i contorni sfocati dall'effetto straniante), grazie a due scene emblematiche (il cultissimo diavolo fosforescente e l'autodecapitazione irreale) ma soprattutto grazie ad una fotografia pazzesca e a delle location quasi metafisiche ci porta in una dimensione altra, non solo umana, minacciosa, ancestrale.
Pur se molto diversi tra loro come film potremmo paragonare l'aura di Post Tenebras Lux a quella di Melancholia.
Anche se mi piace creare (un'altra volta) una mia personale trilogia del magico e del male (associato ai luoghi, anche qui decisivi) ed unire questo film a Picnic ad Hanging Rock e a Lake Mungo.
L'umanità del film è un'umanità immorale, che picchia a morte cani, che beve, che ha perversioni sessuali, che ha subito violenza e genera violenza.
Chissà cosa cercava quel diavolo in quella casa, chissà cosa voleva fare con quella cassetta degli attrezzi.


Difficile rimettere insieme tutti i pezzi a sole due ore dalla visione.
Intanto il film va avanti con piccoli passi avanti e indietro nel tempo (anche se per quasi la sua totalità resta in quello iniziale di tempo). I due bambini sono cresciuti, poi diventano anche adolescenti capaci ancora di guardarsi negli occhi e sperare di intravedere qualcosa nell'immensità del mare.
Chissà che vita avranno vissuto prima però, chissà che vita avrà vissuto il loro stesso padre per diventare quello che è diventato, un vulcano di amore probabilmente nemmeno tanto ipocrita ma capace di perversioni e violenze impossibili da giustificare.
E le tenebre del cielo diventano anche le primordiali tenebre dell'uomo, quei lati oscuri che tutti, bene o male, possediamo.
Eppure la luce in questo film c'è, e sono quei bambini che sanno ridere malgrado tutto, che giocano a fare a botte in un letto o corrono fuori spensierati. Sono gli stessi figli (con stessi nomi) di Reygadas e questo non può essere dettaglio secondario, se metto la luce della mia vita dentro il film deve per forza essere anche la luce dello stesso film.
Quella Lux che a volte riesce a generarsi anche dopo le peggiori tenebre, anche dopo infanzie negate, anche dopo traumi ineliminabili.
E, forse, quei contorni sfocati sono proprio i contorni sfocati di ognuno di noi, uomini mai del tutto cristallini.

Risultati immagini per post tenebras lux

E come un ragazzo in un altro film allargò lo schermo per dare più spazio alla felicità, magari qui qualcuno eliminerà quei contorni sfocati e riuscirà, un giorno, a ritrovare quel nitore perduto.
Perchè siamo tutti figli delle tenebre e della non messa a fuoco, tutte persone dai contorni sfocati.
Solo se si è passati da quelle condizioni poi, la luce, la si potrà trovare accecante.
Interessantissimo notare però come quei contorni siano sfocati solo (mi pare) sulle riprese esterne ad enfatizzare così sia il ruolo malefico e minaccioso della natura che una certa armonia sempre respirata dentro casa.
Degli alberi cadono, un uomo che ha perduto tutto decide di perdere pure la propria testa, dei ragazzini giocano a rugby.
Forse uno di quelli è il fratellino cresciuto.
O forse no.
Quel che conta è che il film è finito, le sensazioni nel vederlo son state troppo brutte.
Capita questo nei grandi film.



35 commenti:

  1. Vacaaas!... Cavolo, venti minuti al telefono e nemmeno un accenno a quell'immensurabile prologo ci siamo ricordati di fare ;)
    Ho letto con molto interesse la rece, e i complimenti vanno soprattutto per la semplicità (che è poi la tua caratteristica) con la quale sei riuscito a scrivere su un film per niente facile, diciamolo, restituendone una lettura alla portata di tutti. Inoltre hai contribuito nuovamente ha rinfrescarmi la memoria, sia per alcuni momenti a mio parere bellissimi, ti po qui: "capaci ancora di guardarsi negli occhi e sperare di intravedere qualcosa nell'immensità del mare."... Che per dei riferimenti (che sai a me intrigano parecchio) come quello che fai sui contorni sfocati (tra l'altro anche l'analisi mi è piaciuta: il lato oscuro insito in noi) e la correlazione con "Mommy". Infatti, se ci pensi, anche Reygadas qui usa il 4:3. Certo, Dolan è andato oltre il formato convenzionale, ma restano comunque due aspetti immagine idonei a centralizzare il focus sull'interiorità dell'uomo, a mio vedere... Azzeccato anche il riferimento con "Picnic ad Hanging Rock".
    Ultima osservazione: "i contorni sfocati dall'effetto straniante"... Ti ho suggerito in qualche modo l'imput o ci avevi pensato già prima di sentirci? :D

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    1. AHha, ma sai che non lo so?
      Cioè, "straniante" è uno degli aggettivi che uso più spesso e la sensazione avuta era stata quella.
      Ora però sapere se l'ho messo perchè l'hai nominato te non posso saperlo, anche perchè quando inizio a scrivere penso a malapena ;)

      Sì sì, i due formati sono importantissimi. Sai che mi sembra Frank? però dovrei ricontrollare.
      Che i contorni sfocati ci fossero solo sugli esterni, non dentro casa. Sicuramente starò dicendo una cazzata ma fosse così ci vogliono ulteriori letture da quelle, comunque spicce e immediate, che ho dato

      bene così e se un giorno troverai il "coraggio" di scriverne fammi un fischio ;)

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    2. Sai che forse hai ragione? Anche a me sembra fosse così, i bordi sfuocati solo in esterna... Ricordo però che c'era una scena in cui lei suonava il piano, correggimi se sbgalio, e mi pareva che lì l'effetto era presente. Prova a dare un'occhiata a quella scena...

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    3. Cazzo Frank questa sì era un'inutizione, accidenti a me non ho avuto la pazienza di guardarci prima.

      E' esattamente come avevo intuito, la sfocatura c'è solo sugli esterni (ho visto 7,8 scene, credo siano un metro sufficiente). Ma è così radicale la cosa che ad esempio c'è la sfocatura sui cani appena fuori dalla porta di casa, sul portico, e non in casa.

      Cazzo, c'ho avuto l'occhio lungo, mannaggia a me (magari lo aggiungo però).

      Prima ipotesi che mi viene in mente è questo Male, questa trascendenza che in effetti nel film si avverte sempre fuori casa, specie con la natura minacciosa.
      Il Male è la fuori, in casa molto spesso c'è armonia (se non sempre)

      Sai che mi viene in mente adesso poi? che tutti gli atti di violenza avvengono fuori (il cane ucciso, l'omicidio di lui, la testa staccata).

      Ma vado a braccio

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    4. Mi sa che ci hai preso in pieno! Ora che mi citi tutte queste situazioni è certamente come dici tu. In effetti, è l'esterno che si presenta come minaccioso, la Natura deve assumere per forza un ruolo fondamentale... un pò come in Antichrist se vogliamo, starebbe solo a capire il perchè, se c'è ne uno... Mi stai intrigando, vuoi tentarmi il prima possibile a una revisione, mannaggia a te :)

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    5. è proprio così me sa Frank...

      L'ho dovuto aggiunge in rece ieri, si vede che è scollegsto ma era troppo interessante per non mettercelo

      fammi sapere, che magari mi sbaglio ;)

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  2. Eccomi qua ;) Nel leggere la tua recensione ho avuto una strana sensazione. Mai come qui la tua semplicità e umiltà nello scrivere si è manifestata. Una recensione che riassume perfettamente l'effetto che questa enorme opera ha sull'essere umano. Post Tenebras Lux è un film-specchio dell'umanità, è forse proprio questa peculiarità che ci rende piccoli di fronte a esso e incapaci di poterlo analizzare come invece avviene con le altre visioni. Per quanto riguarda gli accostamenti che hai fatto, devo dirti che mi trovi d'accordo su tutti, bellissimo e 'nuovo' quello con Mommy. Anche l'interpretazione che dai ai contorni sfocati...
    Guarda, probabilmente volevo commentare diversamente, dire più cose, invece devo ammettere che con la tua rece ho avuto la riconferma di quanto sia impossibile parlare di Post Tenebras Lux, del Male, della Vita.

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    1. In realtà sopra su Frank volevo rispondere una cosa ma dato che avete scritto praticamente un concetto identico entrambi (ovvero la semplicità e l'immediatezza con le quali ho parlato del film, in senso super positivo intendo) allora rispondo qua con una battuta.
      L'ho scritta così perchè più in là non ci arrivo ;)

      in realtà i vostri due commenti si somigliano in molte cose quindi mi sento doppiamente onorato e faccio un grazia cumulativo

      esatto Pietro, questo è un film sovra-umano e o accetti di dare la tua semplice interpretazione oppure è meglio che manco ci provi

      per me ognuno può parlare di qualsiasi cosa
      basta buona fede, buon senso e, sì, magari anche un minimo di preparaqzione

      ciao!

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  3. Rachele Tommaso27 dicembre 2015 22:31

    Ci sono scene di violenza su cani? Ho capito bene? Allora non fa per me.
    Ecco, questo lo reputo un limite che dovrebbe esserci nel cinema.
    Peccato! Sembrava interessante dalla tua recensione.

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    1. Sì Rachè...

      E ti capisco benissimo eh
      però è cinema, insomma, se ragioniamo così allora non dovremmo vedere la metà dei film drammatici o quelli dove accadono violenze e tragedie

      se poi è proprio solo una cosa visiva magari distogli lo sguardo

      ma ti capisco, anzi, figurati se io discuto sulle sensibilità ;)

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    2. Ehmmm
      sei un po confuso ultimamente Giusè!
      Ti ricordo che sei pro censura per film come a Serbian film. Non puoi dirmi "però è cinema". Anche per ASF vale la regola " però è cinema".
      Per me un film bellissimo, vale 0 spaccato se c'è una scena di violenza su animali. Non può essere diversamente.

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    3. No no, te pensi sempre son confuso ma non lo sono mai (sì, sulla cosa dei voti sì).
      Io sono per ogni tipo di violenza. Ho visto film che parlavano di bambini massacrati, di incesti, di donne seviziate e uccise, le peggio cose.
      Non mi interessa il cosa, ma il come.
      E in A Serbian Film (L'UNICO caso trovato da me finora ad avermi fatto dire, no, non l'accetto) il problema è il come, non che un padre sodomizzi a bestia il figlio.
      Potevano andare su una stanza, come Miss Violence, oppure anche sulla stanza che vedevamo, ma senza quei dettagli.
      Quindi dico che un film, se onesto, può raccontare qualsiasi violenza, appunto perchè è cinema.
      Ma a come mi fai vedere le cose c'è un limite, altissimo, ma c'è

      poi o.k, te con gli animali sei talebana e non accetti violenze nememno percepite

      è una cosa di gran sensibilità, figurati

      ma ci tenevo a specificare quello che intendevo

      ;)

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    4. Rachele Tommaso28 dicembre 2015 15:58

      Ahhahah sono telebana con gli animali mi mancava. Sarà che vivo in simbiosi con il mio cane, o quando vedo un barbone per strada con cane a seguito lascio l'elemosina più per il cane che per lui, boh. La violenza sugli animali la reputo inutile in un film. Sta di fatto che ho odiato con tutta me stessa cannibal holocaust. E ,nonostante sto film mi intrighi da morire, sono costretta a saltarlo. So già che ci starei male.

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    5. Rachele, ma quelle sono uccisioni vere, altro che cinema...

      Quello è inaccettabile, non ci sono scuse, per quanto il film possa valere

      io il mio discorso era solo sulla finzione e poi, nella finzione, nel come....

      comunque orami ti sei spiegata benissimo, sei talebana e devi solo essere orgogliosa di esserlo

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  4. questi giorni ci arrivo anch'io, ce l'ho lì :)

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  5. Io sono fondamentalmente d'accordo sulla positività del lavoro ma rimango con alcuni dubbi, ecco le mie osservazioni, spero qualcuno faccia luce su alcune cose.
    Superando il massimo di caratteri consentito pubblicherò in tre parti.

    Post tenebras lux (1 di 3)

    Difficile parlare di lavori di questo tipo, ci proverò comunque, cercando di dare più ordine alla recensione di quanto ce ne sia nella sceneggiatura del film.
    La prima riflessione l'ho sulla scelta del formato delle riprese, il 4/3.
    La seconda sull'effetto sfocato e distorto applicato verso il perimetro dell'immagine.
    Scelte interessanti, insolite, e mi chiedo: sarà per mettere fin da subito in chiaro che vuole un distacco dal cinema di massa? Sarà invece un'interessante espediente per rendere più "vero" il girato, associato per similitudine al formato delle VHS di famiglia?
    Che sia solo un modo come un altro per autocelebrarsi regista di film d'autore?
    Non lo sapevo ancora, "però funziona", mi dicevo.
    Dopo le 2 ore e mezza di film avevo l'idee un po' più chiare: probabilmente sono vere le tre considerazioni contemporaneamente.
    Eppure la coesistenza di quegli aspetti in fondo è la descrizione più esatta che io possa fornirvi del film:
    una lunga e lenta ostentazione di idee geniali e coraggiose alla ricerca di un vero credibile ed intimo, con una marcata nota autoreferenziale che ho trovato in alcuni momenti quasi fastidiosa.

    Partendo dalle primissime scene veniamo coinvolti in una sequenza ipnotica e molto intensa, fotografia di assoluto livello ed ennesima prova di eccezionale spessore di una giovanissima attrice, una bambina capace di farci vivere alcuni minuti di potenza emotiva notevolissima.
    A questo punto iniziamo a farci mille domande: chi è? Perché sta li? Si è smarrita? È in pericolo?
    Purtroppo questo è il massimo punto di importanza che la sceneggiatura prevede per la bambina, presente per l'intero film, ma con importanza marginale.
    La bimba quasi scompare, gli interrogativi sulla scenografia, aimè, aumenteranno.
    Si riparte da una ripresa notturna all' interno di una casa, apparentemente stasi totale sullo schermo, fino a quando si presenta il diavolo in persona, o meglio, in una bizzarra versione rossa fluo.

    Qui spendo due parole su una mia opinione personalissima. Ho sempre trovato la rappresentazione "reale" e fisica di fenomeni o personaggi non umani terribilmente deleteria, spesso banalizza il soggetto rappresentato, giungendo, talvolta, al renderlo ridicolo.
    In questo film il diavolo è rappresentato da un'immagine a tinta unita della sua figura, come la macchia di colore quasi fluorescente tipica delle camere termiche.
    Ho trovato la scelta geniale e funzionale. Il modo in cui cammina, la flemma con la quale si aggira per la casa, addirittura il fatto che tenga in mano una cassetta per attrezzi (?), mi hanno inquietato notevolmente.
    Il film prosegue narrando le vicende quotidiane di una benestante famiglia messicana, quella della bimba della prima scena, che decide di trasferirsi da Città del Messico ad una zona remota circondata da monti, alberi e desolazione.
    L'intera sceneggiatura viene proposta tramite un continuo utilizzo di espedienti narrativi quali flash back e flash forward, intervallati da micro vicende appartenenti ad altri "mondi" ed altri tempi.
    Le immagini e la regia sono di altissimo livello e riescono quasi perfettamente a trasmettere il senso intrinseco del messaggio che portano, senza alcuna fretta e senza il supporto di invadenti colonne sonore.
    Ad esempio: lunghe e lente carrellate e panoramiche ci mostrano l'infinita natura che circonda la casa della famiglia, dandoci ora il senso di magnificenza, ora quello dell'isolamento dal mondo e l'oblio della solitudine.

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  6. (Parte 2 di 3)


    La natura è protagonista di buona parte del film, una natura infinita, incontaminata, selvaggia ed imperturbabile, viva eppure così statica. Alcuni personaggi sono ripresi mentre si spostano o lavorano nei boschi, sempre in modo da farli sembrare formichine operaie viste da una gru, evidenziando la pochezza delle loro storie, dei loro problemi e della loro stessa esistenza, annullata nel confronto con l'enormità del mondo che li circonda.
    Il film prosegue con la narrazione di tante vicende, più o meno (s)collegate con la storia principale.
    Ci fanno vedere un po' di tutto, tra interessante e noioso.
    Non ci risparmiano nemmeno una lunghissima ed estemporanea sequenza di nudi integrali di tizi e tizie che organizzano orge e scambi di coppia, con tanto di tifo da stadio a supporto degli amatori ("mettiglielo qua...spingiglielo la...")
    Questa è una parte piuttosto confusa, infatti capiamo che questa "spa delle orge" si trova in Francia e che c'è una coppia alla prima esperienza, la donna è la mamma della bambina ed è accompagnata da non ho ben chiaro chi.
    Potrebbe essere il marito senza barba e con i capelli rasati, avrebbe senso dal momento in cui lui dice è porno dipendente e l' algida moglie ha spesso "mal di testa", però non sono certo sia lui.
    Ad ogni modo, lei entra in una stanza e immediatamente un paio di uomini le si avvicinano.
    Una premurosa signora spiega alla nuova arrivatala l'origine di questo "inspiegabile" fenomeno: "sai perché sono venuti da te? Perché sei bella" (illuminante)
    La sequenza successiva è davvero molto forte, con lei che inizialmente prova ribrezzo per ciò che sta accadendo, con convincente atteggiamento sofferente, eppure poi sembra rilassarsi fino a provare piacere (forse).
    La scena è certamente dura e cruda, l'interpretazione di livello, ma la vera domanda è: che c'entra?
    Belle anche le riprese in spiaggia di un flash forward, ma che c'entrano?
    Interessanti le sequenze di una partita di rugby, ma che c'entrano?
    Ad un certo punto torna pure il diavolo, a proposito: che c'entra?
    Ho discusso per ore delle possibili interpretazioni di molti di questi "siparietti" e, benché riuscissi sempre a trovare un qualche possibile collegamento, onestamente avevo la sensazione di cercare quello che forse non c'è.
    In generale potrei dire che il filo conduttore sia la presenza di un lato oscuro di noi tutti, reso evidente in particolare quando il capofamiglia ammazza di legnate uno dei suoi cani (che però adora) e poi si capisce che è una sorta di sistematico comportamento disturbato e non un singolo evento.
    C'è sicuramente la volontà di dare il senso della distanza fisica e culturale tra un Messico benestante delle città di confine ed uno rurale, poverissimo e miserabile.
    Drammatico il risvolto legato al tema della fiducia (mal riposta) nel prossimo e del conseguente tradimento.
    Ci sono sicuramente il rimorso, la coscienza dell'essere causa della propria rovina, con la conseguente solitudine, la disperazione ed il senso di inutilità (tanto da staccarsi la testa).
    Bella la sequenza successiva, con le vacche che bevono dalla pozza sporca di sangue.
    Mi ha dato il senso della natura che segue il suo corso serenamente, dimensione naturale e purtroppo sconosciuta all'uomo, dove la vita e la morte sono avvenimenti accettati nell'inevitabile normalità, come il sorgere ed il calare del sole. Le vacche bevono accanto al cadavere come niente fosse, togliendo all'uomo anche il breve momento di protagonismo che la tragedia del suicidio gli aveva dato, condannandolo infinitamente all'oblio della nullità.

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  7. (Parte 3 di 3)

    In definitiva, un film che ho visto per due ore e mezza e del quale ho parlato per molto più tempo, del quale vorrei parlare meglio ma davvero non posso: troppe strade aperte e non chiuse, troppi temi accennati e non sviluppati, troppe cose che fanno storcere il naso.
    Insomma, questo film è un calderone di possibili idee e ottime proposte, però scollegate, sconclusionate, che sembra non apportino niente in più all'impianto di base, di per se povero.
    Peccato, perché ci sarebbe un'ottima fotografia, alcuni trovate geniali e audaci, una regia presente e personale.
    In conclusione: la sensazione generale è che ci sia un talentuoso quanto superbo regista ma, sopratutto, c'è uno ha sprecato una grande occasione.


    Antonio Niola

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  8. La recensione è completissima Antonio e anche molto "onesta", specie nel rimarcare tutte le difficoltà, oggettive peraltro, che hai avuto durante la visione e nella comprensione finale.
    Vedi, è inutile che io dica cose, come per te anche per me c'è un'intera recensione che parla.
    Però ecco, in film come questi è quasi inutile cercare per forza un filo narrativo o tematico. Sono film quasi "metafisici" che trascendono le vicende. E se è vero che certamente il regista è molto molto "invadente" è anche vero, fidati, che almeno nella sua visione di cose messe a caso non ce ne sono.
    Sì, quello è sicuramente il marito con un altro look, lo si vede anche al matrimonio e mi pare dicano pure il nome. Semmai, però, a questo punto si apre un altro interrogativo.
    Perchè sia il matrimonio che l'orgia sono flash forward. E se dono flash forward la scena in cui il figlio dice al custode (era un custode?) che il babbo è morto non torna proprio.
    Oppure anche qua c'è un valore metaforico che va oltre le immagini

    bella rece!

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    1. In effetti il discorso orgia era proprio una delle cose che non tornavano!
      Visto che ne stiamo parlando, un'altra cosa che non torna è la scena nella casa di città con i parenti che accusano il tipo di essersi inselvaggito in campagna. Questa scena deve essere precedente alla morte del tipo, eppure i bambini sono molto più grandi di quanto fossero quando è morto il padre.
      Comunque forse ho dato l'impressione di essere troppo legato ad un "vero" plausibile e di non vedere o apprezzare il metafisico, non è così, anzi...per esempio la scena di quello che si strappa la testa mi è piaciuta moltissimo, non avrebbe funzionato in alcun altro modo, credo.
      Chissà quanti l'hanno bocciata!
      Che ne pensi della mia riflessione sulle vacche che bevono come niente fosse? Ti ritrovi nella mia chiave di lettura?

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    2. Credo che parliamo delle stessa sequenza, quella del matrimonio, della nonna etc...

      I bambini sono molto grandi e lui ha il look, mi pare, che avrà poi nell'orgia.
      Per questo mi fa pensare che in realtà non è morto, quella frase è stata solo la frase di un bimbo. O forse al bimbo era stato detto di rispondere così.

      sì sì, ho letto poco sul film ma quel finale ha fatto storcere il naso a molti. E<ppure in un film che piano piano metteva dentro sempre più male e disperazione quella scena acquista notevolmente di senso (poi c'è anche il senso di colpa).

      quella lettura è ispirata e perfetta

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    3. Perchè parlate di 2h e 30 di film? Io l'ho appena visto su netflix e dura 1h e 50.

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    4. Ciao Rachele, ricordo che era lungo, pensavo avessi visto una versione tagliata/censurata.
      Ad ogni modo da scheda la durata è 2 ore, in effetti...boh.
      Comunque facci sapere che ne pensi!

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    5. Forse nella durata hai letto 1 ora e 55 come 155 minuti. Io di solito mi sbaglio sempre al contrario, se scrivono 130 minuti capisco un' ora e mezzo :D

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    6. Nono, ho appena controllato ed è 1h e 55 minuti.
      mi sa che ho visto una versione tagliata, possibile?Tra l'altro, durante la visione, ho avuto sempre l'impressione di film o meglio di scene non complete, boh.

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    7. Ho trovato solo una versione tagliata e dura tipo 1h 35 min, o giù di lì.
      Per il resto risulta la durata di quello che hai visto tu, escluderei quindi che abbia visto una versione tagliata, sicuramente ho preso un granchio io nel ricordarlo così lungo.
      Che poi, diciamoci la verità...non è che sia sempre scorrevolissimo :-)
      Comunque non si é capito se vi é piaciuto o no, sono davvero curioso!

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    8. ahahah io volevo dare la colpa alla versione tagliata visto che non mi è piaciuto :D
      Giuseppe ha utilizzato il termine metafisico, forse un po' troppo in effetti. Non sono riuscita a collegare i vari pezzi, in molti casi sembravano buttati lì.
      Queste opere così personali non riesco a digerirle, ne a capirle! Sembra un film fatto non per il pubblico, ma per il regista stesso. Tra l'altro zero emozione, empatia. Pure l'entità rossa, ma che è? E perchè la cassetta degli attrezzi.
      boh, troppe domande senza risposta.

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    9. Se hai letto la mia pseudo rece avrai notato che pure io non sono completamente soddisfatto...
      Eppure...
      Eppure ho pensato tantissimo a questo film, me ho parlato qui ed anche in altri luoghi...mi ha lasciato qualcosa...non so.
      Cine avrai visto ho provato ad interpretare ed assegnare valore ad ogni scena, a volte la "soluzione" mi ha entusiasmato, in alcuni casi mi é sembrata forzata, in altro proprio non ci sono riuscito.
      Concordi almeno sulla forza delle immagini, l'abile uso della camera e l'emotività che si trovava anche nel silenzioso simbolismo di alcuni momenti (bambina...mucche...diavolo...testa staccata...)?

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    10. Antonio, te non conosci Rachele.
      Lei è di una coerenza pazzesca.
      Se la conosci sai benissimo quali film possono piacergli e quali no.
      Lei ha bisogno di basi solide, di fatti, di certezze.
      E' laureata in giurispreudenza mica a caso.
      Questi film la mandano in crisi o fanno incazzare.
      Ma appena di libererà dal guscio giurisprudenziale che l'avvolge vedrai che diventeranno i suoi preferiti

      sarà la Rachele number 2

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    11. Ma guarda che io la capisco benissimo.
      Io stesso magari ne vedo un altro che tu definiresti altrettanto trascendentale, onirico, iconico, ecc...e li magari io non ce lo vedo, mi innervosisco, scazzo, e alla fine non mi sforzo nemmeno di capirlo davvero.
      Fermo restando che questo film ad ogni modo si presta tanto alle interpretazioni quanto allo scazzo, io parlai di "occasione sprecata", rileggendomi mi sono sembrato un pelo troppo duro, non volevo dare un senso di bocciatura.
      Aggiungo anche che personalmente se sono in vena magari mi fisso con cose tipo "non hai capito che questi 7 minuti di schermo bianco sono serviti a trasmetterci il senso di solitudine totale che coinvolge trasversalmente la società moderna?" Poi tutti mi guardano come se fossi impazzito e partono i "che palle...", "cambia..." è anche qualche insulto, però me lo so far bastare... prima molto meno, se non trovavo la quadra non ci stavo, ora spesso basta una inquadratura per lasciare comunque un legame emotivo con il film.

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    12. Ah...per Rachele: quel demonio strambo, assurdo, con la cassetta in mano, mi ha messo un' ansia terribile.
      Li davvero è riuscito a dire una marea di cose vere e terribili in qualche decina di secondi di scena senza dialoghi.

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    13. sì sì, concordo con tutto

      ma anche con me è così eh

      cioè, non è che tutto ciò che è trascendente o metaforico me piace, anzi...

      dicevo solo che con Rachele si va abbastanza sul sicuro. Tutti i "grandi" film (o ritenuti tali) che a lei non sono piaciuti hanno come elemento comunque o questa eccessiva fuga dalla realtà o costruzioni troppo complesse (non troppo complesse per Rachele, ragazza intelligentissima, troppo complesse come dato di fatto, costruzione).
      Lei ama il cinema perlopiù lineare o preferibilmente non troppo metaforico. Non per forza il reale eh, che guarda tantissimi horror, però, ecco, ha biaogno che tutto quello che vede si debba in qualche modo capire o ci siano elementi forti per farlo

      non solo legittima ma da un lato anche apprezzabile come posizione, ci mancherebbe

      ma come i super cinefili che parlano di capolavoro vedendo uno che inquadra cieli (benning) e posizioni come quelle di Rachele credo che il giusto mezzo, come sempre, sia il migliore

      cercare di liberarsi dagli accadimenti lineari, della spiegazioni, dai fatti concreti ma anche capire o "sentire" quali sono quelli che veramente ti trasmettono qualcosa, al di là del capirli o no

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    14. Impressionante, Giusè, analisi perfetta sul rapporto che ho con il cinema, ma anche di come sono nella vita.
      Guarda, Antonio, come tutto è soggettivo:
      A me ha fatto sorridere la scena dell'entità Rossa, l'ho trovata troppo sopra la righe. Probabilmente perchè non ne ho colto il significato.


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    15. l'entità Rossa al posto de Il Diavolo è una gran cosa, me lo devo ricordare

      beh, ormai riguardo il cinema un pò te conosco

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due cose

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