24.10.14

Al Cinema: recensione "Boyhood"

I progetti.
I lunghi progetti.
In un mondo che vive ormai il tempo piccolo o piccolissimo i progetti sono sempre più utopia, pecore bianche su gambe malferme in mezzo alla marea di aitanti pecore nere.
Boyhood non è (solo) un film, Boyhood è un progetto.
Partito 12 anni fa doveva finire 12 anni dopo.
E così è stato. Nessun cambiamento, nessun pentimento, nessuna fretta e nessun dirsi "o.k, ma che stiamo facendo? chiudiamo sta roba e andiamo in sala".
No, Boyhood (che non a caso doveva chiamarsi The Twelve Year Project) un progetto di 12 anni doveva essere e così è stato.
E così, solo così, va valutato.
Sì perchè il paradosso di questo film è che se prendi le singole parti, le singole scene, i singoli pezzi, mica ti fa gridare al miracolo eh. Anzi, a volte ti pare pure di trovarti in un filmetto televisivo su qualche, anche abbastanza soft, dramma familiare o su una sit-com povera di risate.
Quando si completa un ponte così lungo, quando si costruisce, piano piano, pezzo per pezzo, un'infrastruttura così grande e così importante, soffermarsi sulle singole parti non ha senso.
Allora conviene andare 20 passi indietro e guardarlo da lontano quel ponte, vedere quanto è grande, quanto è maestoso, meravigliarsi di un'opera tanto ardita.
Oppure possiamo anche percorrerlo quel ponte, ma ricordandoci da dove siamo partiti e dove stiamo andando, dove inizia a dove finisce. Non soffermiamoci sui nostri singoli passi, o meglio, non solo su quelli, ma sull'insieme dei passi che abbiamo fatto.
E percorrendo il ponte percorriamo l'infanzia e l'adolescenza di Mason, saliamo sul ponte che ha 8 anni e ne usciamo che ne ha 20.
E Mason non è solo Mason, è anche Ellar Coltrane, l'attore che lo interpreta.
Sì perchè è qui, per i pochi che non lo sapessero, la magia di Boyhood, l'aver usato lo stesso attore, gli stessi attori, tutti, per interpretare gli stessi ruoli in 12 anni diversi, un pò di riprese per anno.
Ellar Coltrane cresce e cresce Mason, il suo alter ego.
E vediamo così un rarissimo esempio di coming in age che sfonda la barriera cinematografica, diventando qualcosa di più, una commistione tra cinema e vita vera come non se ne era mai vista.
O almeno non lo si era mai visto in un unico film, così, senza soluzione di continuità.
Il passaggio è morbido, 8 anni e vedi tuo padre dopo un anno e mezzo, 9 anni e la madre si mette con il suo professore e te hai la fissa per Harry Potter, 10 anni e affronti un altro trasloco, 11 anni e ti senti un bambino diverso, 12 anni e vedi la mamma che sta male anche con quell'altro uomo, un violento egoista che vive soltanto di regole e di sè stesso, 13 anni e scopri il bacio di una ragazza, 14 anni e stai cambiando, cambia la voce, cambia il look, stai diventando altro, 15 anni e i primi spinelli e le prime birre, 16 anni ed hai talento, le tue foto sono bellissime, sai cogliere i dettagli della vita, 17 anni e c'è forse la ragazza giusta, che a te par giusta, e c'è il primo sesso e ti togli da facebook perchè la vita vera ti sembra altra, 18 anni e tua madre sta adesso con un altro uomo ma uomo, adesso, stai diventando anche te, 19 anni, il diploma e la sensazione che tra poco la tua vita cambierà, il college sta arrivando già, 20 anni e te ne vai via e quando te ne vai via vedi tua madre che ha passato la vita con 3 uomini e 2 figli ma adesso, quasi per la prima volta, sta lì e piange perchè di 3 uomini e 2 figli non le è rimasto nulla.
E sei passato dal Game Boy alla prima X box, dalla Play alla Wii.
E sei passato dallo sperare a 8 anni che l'amore tra tuo padre e tua madre ritornasse fuori a trovarti adesso a 20 che su quella cosa strana, sull'amore, hai tanti dubbi.
E sei passato in 2 ore e mezzo dall'esser bambino all'esser uomo.
Con un padre che è stato uno spettacolo, entusiasta, un padre che ti porta alla partita, in campeggio, che ti vuole parlare di tutto e vive ogni momento con te con un'intensità unica.
Sì, ma un padre che però quei momenti te li ha regalati poche volte all'anno, un padre che non c'è stato mai.
Perchè a star con te era quella madre che tutto ti ha dato, quella madre che sembra niente aver sbagliato ma poi 3 uomini l'anno lasciata o lei, e facendo bene, ha lasciato loro.
E alla fine hai però la sensazione che le brave persone comunque esistano, che i rapporti possano essere belli a prescindere da tutto, che alla fine in mezzo al presunto disastro di famiglia che hai c'è un'unione rara da trovare.
Boyhood è finito, boyhood, l'adolescenza, è finita.
E in un paesaggio lunare questa è la tua ultima scena, l'ultimo attimo di vita che possiamo vedere di Mason.
Ed è forse il più bello.
Due persone che stanno per cogliere un attimo.
Un attimo che sta per cogliere due persone.
Ma non faremo in tempo a vedere quell'attimo, il loro attimo.
Perchè ce ne andremo dalla vita di Mason un attimo prima.

14 commenti:

  1. Non vedo l'ora di vederlo. Ho grandi aspettative.

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    1. Secondo me in alcuni aspetti ti deluderà.
      Ma nell'insieme resta una cosa grande, forse grandissima

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  2. Altro film da aggiungere alla mia lista chilometrica

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    1. Non voglio demoralizzarti ma per un appassionato di cinema la lista dei film da vedere è sempre lunghissima, infinita.
      Quindi ogni titolo che trovi qua e là non ti cambia nulla, sempre in mezzo alla cacca sei :)

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  3. Bellssima recensione Giuseppe!
    Amo e odio questo film acnhe se l'ho appena visto, ma ancora prima di vederlo già mi aspettavo questa reazione.

    Lo amo perché è un'idea che aspettavo da tanto tempo nel cinema,un film con attori che invecchiano davvero in un progetto di diversi anni (ho sempre immaginato "C'era una volta in America" girato in questo modo, ma li si trattava di aspettare circa 40 anni).
    Lo amo perché all'interno di un progetto ambizioso la storia è semplice, non si fa prendere la mano da grandi intrecci e complicazioni ma come dici tu è è forse un bene, ci sembra di crescere con questa famiglia non solo perché il tempo che passa lo vediamo sul volto di ognuno ma anche perché accadono cose che possono essere verosimili anche nella nostra vita, nella vita di tutti.

    Però un po' lo odio perché mi ha rubato, va bè no mi ha tolto, quella che credevo fosse una mia idea, un progetto che avrei sempre voluto fare.
    Che tu ci creda o no da qualche anno pensavo ad un film che mantenesse i suoi attori negli anni, va bè poi ovviamente non avrei avuto il coraggio di lasciargli intorno una storia così umile perché non pensavo che gli desse un impatto allo spettatore tanto emozionante, quindi bravo Linklater.
    Ed evviva Boyhood

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  4. Grazie!

    Andavo avanti nella lettura del tuo commento dicendomi "lo odia perchè?"

    poi lo scrivi e ahahah, è al tempo stesso assurdo ma assoutamente comprensibile.
    Certo come progetto ne avevi uno semplice eh...?

    Un pochino ha fatto questo anche Le Cose Belle, che avevo recensito poco prima di questo.

    Sono sicuro che ti verranno altre idee...

    Tra l'altro entro 10 giorni metterò il corto, tu non sai co ste rubriche e con pezzi singoli come sono messo....

    Devo per forza rispettare una specie di ordine cronologico

    grazie ancora, aspettiamo il Boyhood patelliano allora :)

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  5. Maqquale,
    immense aspirazioni ma 0 idee. Boyhood ha realizzato un mio piccolo sogno, in realtà dovrei solo ringraziare.
    Per il corto non preoccuparti te l'ho detto, mica ho fretta.

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    1. Prima lo odi, ora lo ringrazi...
      Schizofrenia?

      ahah, sì sì, arriverà non tardi ;)

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  6. L'ho visto ieri. Mi è piaciuto molto perché è semplice. La vita di Mason è ovviamente una vita complicata ma comunque rappresentata in maniera semplicissima. Non avevo letto la tua recensione, solo l'incipit al link. Non avevo letto nessuna recensione, quindi non sapevo fossero gli stessi attori. Quando ho capito questo, ero molto interessata allo scorrere del tempo, cioè è la fisicità di Mason la linea guida temporale, come se (ed è così) al cambiamento fisico corrisponde il cambiamento della sua vita, che sembrano tante vite insieme. Noi viviamo tante vite insieme, colti da infiniti attimi tutti insieme...

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    1. Federica, credo che hai fruito del film come pochi altri in Italia hanno fruito (oddio, pochi no, diciamo la minoranza) ossia senza sapere dell'operazione che aveva alle spalle.
      Questa è un'arma a doppio taglio perchè se da un lato quando ti "accorgi" piano piano dell'operazione ne puoi restare ancora più affascinata o folgorata, dall'altro senza saperlo, senza quell'operazione Boyhood può apparire "solo" come un bel film generazionale, niente di mostruoso.
      Insomma, in parole povere finchè non ti accorgi ti pare un film discreto, se te ne accorgi da sola senza saperlo ancora più bello di quello che è.
      Certo sì, ogni cambiamento della sua vita è anche cambiamento fisico, il tempo e i connotati che cambiano sono la base di tutto.
      E sì, visto così questo film sono al tempo stesso tante vite e una sola, concordo :)

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  7. finito ora. film carino, niente di trascendentale ma si fa vedere piacevolmente. al di là dell'aspetto legato alla particolarità dell'idea, entrando nei personaggi, se c'è qualcosa che mi ha colpito è stata la freddezza con cui mason ha affrontato i vari momenti della vita. ti trasferisci, ti menano la madre, perdi gli amici, vinci un premio ecc... ed è come se tutto fosse capitato a qualcun altro. a tratti pareva autistico : ) a me però il padre piaceva assai. assente o presente, il suo personaggio è stato quello con maggior spessore, secondo me

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    1. Guarda, questo film non solo è amato ma è considerato da qualcuno una delle cose più grandi dell'ultimissimo cinema.
      E oggettivamente come operazione è straordinario, unico, da manuali di storia.
      Però se vedi il film senza sapere nulla io ho avuto le stesse tue sensazioni. E credo che anche il personaggio di lui un pò risentisse da queste piccole recitazioni anno per anno, è difficile mantenre in tutti questi anni una coerenza e una grande emotività. quindi la sottrazione è la soluzione più comoda per me.

      Non so che ho scritto in rece, se ne ho parlato, ma mi sentirei di concordare con la cosa del padre.
      Se ho scritto l'opposto non ci far caso

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  8. Bellissima recensione Giuseppe, sentita come il film stesso, un'opera grande e quasi unica nel panorama cinematografico, anche se onestamente non reputo come un capolavoro. Rimane per me un film da vedere, struggente, formativo, malinconico, divertente e unico come la vita che vuole raccontare, con attori bravi e con un finale lodevole, però mi da la sensazione che gli manchi forse quel qualcosa per elevarlo a capolavoro, dandogli un respiro forse più performante e che quindi si fà ricordare per sempre. Durante la visione tutto è scivolato forse troppo fluidamente, probabilmente perchè racconta tanto rischiando però che rimanga poco nella mente. Nonostante tutto opera e progetto più che lodevole.

    Voto: 8

    P.S. Pellicola che fà parte della mia promessa 2016, con questo sono a 6 :)

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    1. Come avrai letto sto con te.
      Il progetto Boyhood non solo è grande, è grandissimo.
      Uno di quelli che devono andare nel grande libro della storia del cinema, c'è poco da fare.
      Tra l'altro anche con i Before Linklater ha fatto qualcosa si simile.
      Però, ecco, se non sai del progetto o non consideri il progetto resta un gran bel film ma non superiore ad altri simili a lui.
      Io non credo che con queste modalità si sarebbe potuto far di meglio, è già incredibile che ci sia la fluidità di cui parli.

      Stesso voto anche io. Ma del resto stesso voto anche per Miss Violence sove verrò appena posso

      ah, voto modificato di là, te lo dico qua va

      ciao!

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