11.9.14

I 20 film (non conosciutissimi) più disturbanti degli ultimi anni - parte 2 -


Per leggere le "regole" e le limitazioni di questa lista vi invito ad andare alla parte 1.
Nei commenti chi vuole può citare altri film, sempre rispettando bene o male quelle linee guida.


cliccando sul titolo si va alla rece




O.k, qualcuno di voi saprà dell'odio che nutro verso questo film.
Però bisogna avere l'onestà intellettuale di dire che davvero, se parliamo di film disturbanti recenti e di buona qualità, A Serbian Film è imprescindibile.
Mortacci sua.

2 LAKE MUNGO



Lo ammetto, faccio tante classifiche e alla fine il 70% dei film son sempre quelli.
Farò in modo quindi che questa, a parte quelle di fine anno, sia l'ultima classifica che faccio.
Metto anche qua Lake Mungo.
Perchè la tensione e il disagio crescono poco a poco.
Fino alla tremenda scena dell'incontro in cui dire che sono stato "disturbato" è puro eufemismo.
E poi un film che parla di "fantasmi" per poi trasformarsi in orrori molto più umani è davvero unico.
Voglio rivederlo per recensirlo.




Forse è il film più datato che ho messo dentro, ma poi nemmeno tanto, 1998.
Ma è impossibile lasciarlo fuori.
Non foss'altro per PSH.
Film incredibile, ti entra dentro piano piano, si insinua viscido, sporco.
Terribile.




Ecco, questo sta dentro per forza.
A livello visivo ha scene davvero toste da sopportare.
E nasconde al suo interno anche un filino d'autorialità.
Cult per appassionati.




L'Elephant povero.
Lo stesso attore di Kevin, formidabile.
Da vedere.




Perversione, necrofilia, pedofilia, incesto.
Eppure film d'autore.
Eppure grande metafora.
Ad oggi il mio Miike preferito.




C'è poco da aggiungere, già ne ho scritto troppo probabilmente.
Il non plus ultra del "malato" senza superare, a mio parere, i confini dell'etica.




Grandioso doc.
I carnefici del massacro indonesiano si raccontano.
Senza rimorso o pentimento.
Anzi, interpretano orgogliosi sè stessi, anni e anni dopo, e mettono su lo spettacolo dell'orrore.
Il "seguito" è stato presentato a Venezia e da domani è nelle sale.




Io lo metto dapertutto, anche nelle classifiche del miglior catering se potessi.
Disturbo intellettivo.




Per me il film disturbante per eccellenza.
Quello che più mi ha messo in crisi probabilmente.
Quel finale poi...






10.9.14

La lampadina da cambiare e un pomeriggio di un giorno da cani


(non interessa a nessuno ma qualsiasi cosa ho scritto che non siano rece o classifiche lo trovate nell'etichetta "nonsolorece" qui a destra, storie della videoteca a parte che hanno etichetta tutta loro)

Da circa una decina di giorni guidando in macchina di notte non
riuscivo a veder nulla nella parte sinistra.
Le prime 3 cose che mi sono venute in mente sono, nell'ordine:

1 ho una disfunzione cerebrale, qualche emisfero ha cominciato a fare le bizze
2 la lente a contatto di sinistra mi ha abbandonato
3 tutta la parte sinistra del mondo sta cominciando lentamente ad essere sommersa dalle Tenebre, l'Apocalisse sta arrivando. Da sinistra.
E piano piano inghiottirà tutto.

Poi ho avuto il colpo di genio che probabilmente era saltato il faro anteriore sinistro.
Decido, oggi, di andarlo a cambiare.
Una lampadina, suvvia, 5 minuti e risolvo, penso.
"5 minuti e risolviamo"
mi conferma in effetti un tricheco veneziano, cioè una persona molto grassa e con accento del basso veneto che se ne sta lì seduto nell'officina.
"O.k" faccio io "puoi farlo subito?"
"No, Alberto non c'è"
Alberto è il mio meccanico di fiducia, l'avrò visto due volte in vita mia ma è comunque il mio meccanico di fiducia.
"E te non puoi farlo?" gli faccio
"No"
In effetti ricordo perfettamente che il simpatico tricheco veneziano non sa far nulla.
Nemmeno io so far nulla di queste cose eh, ma non sto in un'officina.
Credo faccia parte dell'arredamento, qualcosa di veneziano fa sempre classe. Figuriamoci in un'officina.
"Posso fartelo io, ma dobbiamo andare da me" mi fa un omino che spunta da dietro
Mi sembra già tutto un pochino strano, uno che ha un'officina che sta nell'officina di un altro e gli ruba i clienti al volo.
Magari collaborano insieme, che ne so.
La risposta è no, lo capirò poi, ma facciamo finta di sì.
"O.k, grazie"
Vado all'altra officina lasciando il tricheco e un altro buffo personaggio che incontreremo poi a parlare di leoni marini e Polo Nord.
Fortunatamente l'altra officina è molto vicina, meno male.
Appena entro noto i due meccanici che ci stanno lavorando dentro.
Il primo è nero come la notte e sta mettendo a posto un'auto bianca come il latte.
Il contrasto mi affascina.
Il secondo è il classico meccanico con i capelli lunghi dietro la testa ma nessuno sopra di essa, come se gli stessi fossero caduti da sopra ma fossero rimasti attaccati dietro.
Sento che borbotta ma i rumori meccanici e la mia preoccupazione di finire il prima possibile non mi permettono di stare troppo attento a quello che dice.
Il mio omino, capo dell'officina e quindi anche del nero e del parvi-folti-crinito, alza il cofano.
Parte la prima Madonna. Ma non resterà sola durante il pomeriggio, sarà raggiunta da almeno un'altra ventina, sotto forma di tutti gli animali possibili.
Che in Umbria le Madonne e i Dii si abbinano sempre agli animali, spesso anche ai volatili vista la grossa tradizione della caccia.
Ha smadonnato perchè la mia lampadina non è facilmente accessibile, anzi, va praticamente spostato mezzo ambaradan per accedervi.
O.k, non saranno i 5 minuti, saranno 15, va bene.
Dopo circa 20 grazie a delle pinze la lampadina fulminata sbuca fuori.
L'omino si allontana per andare a prenderne una nuova.
Intanto sento che l'altro meccanico, non quello nero, quello tipo Vincent Schiavelli in Ghost




borbotta:
"Ora per cambià na lampadina se viene n'officina, roba da matti"
In parte ha ragione, io sono handicappato in queste cose.
Ma la realtà almeno questa volta è che quella lampadina non si riesce a cambiare NEMMENO in officina, figuriamoci col fai da te.
Il capo della banda torna ma non ha la lampadina giusta, H4, mi pare.
"Vai all'altra officina, quella di prima, senti se ce l'hanno loro" mi dice
Vado.
Il tricheco finalmente si alza, gli manca la palla da far girare sul naso per rendere il fatto ancora più sorprendente.
"Risolto?"
"No, guarda, mi ha detto se avete voi questa lampadina, lui non ce l'ha"
La prende in mano, va nel retrobottega e inizia a scuotere la testa.
Nel frattempo il suo compagno di merende inizia un monologo sorprendente, quasi commovente, sul mancato ritrovamento della lampadina.
"Oh Madonna e ora come si fa? mannaggia mannaggia, porca zozza non c'è, come si fa, come si fa?" dice guardandomi contrito.
Lui nemmeno lavora lì, è solo un amico del tricheco.
E il non trovare una lampadina alla fine non è niente di che.
Ma è come se quella lampadina fosse una questione di vita o di morte, come se io fossi il suo miglior amico, come se quel lutto fosse insuperabile e, in qualche modo, da condividere.
Mi guarda e scuote la testa, ha il viso buono e ingenuo.
"Non importa" gli dico, quando in realtà dovrei dirlo all'altro, non a lui.
Il veneziano mi dice che non può farci niente, li saluto e dò un ultimo sorriso all'uomo che si strugge per i piccoli problemi degli altri.
Torno all'officina con la macchina.
"Non ce l'hanno" gli faccio "ma a sto punto se vuoi o qui da te o da loro me la fate arrivare i prossimi giorni e ritorno"
"Semmai da me, che dò i clienti a quell'altri? (in realtà lui mi aveva rubato a loro) Ma sta fermo lì, c'è l'elettrauto a 2 km, te la vado a comprare"
"O.k, grazie" gli dico, e intanto mi accorgo che sono già passati 40 minuti dai 5 preventivati. E che i 10 euro che avevo preparato iniziano ad essere un miraggio.
L'omino prende una macchina e parte.
A retromarcia.
E a tutto busso, come diciamo noi per significare il gas al massimo.
Sento un urto terribile, mi si gela il sangue.
Esco dall'officina e vedo il capo meccanico scendere dalla macchina mandando in Paradiso tutta l'Arca di Noè con "attaccata" la Madonna indifferentemente avanti o dietro.
(quando è avanti è semplicemente Madonna, quando segue l'animale diventa "della Madonna")
La macchina è a posto se non fosse che non ha più uno sportello.
Praticamente andando a retromarcia lo sportello, non perfettamente chiuso, si è completamente aperto e quando la macchina ha imboccato uno stretto corridoio di mura è stato strappato via come un arto in un film splatter dell'orrore.
Vorrei morire, sono lì da quasi un'ora e il meccanico ha distrutto la sua macchina per andarmi a prendere una fottuta lampadina da 8 euro.
Mentre minaccia di morte gli Dei gli faccio:
"Almeno si è rotta qui, è comodo, è come se uno muore direttamente al cimitero"
Solo dopo l'ultima "o" mi rendo conto del rischio che ho preso.
In realtà quando ho paura provo sempre a sdrammatizzare.
Lui non mi uccide, anzi, ridacchia.
Riporta dentro la sua macchina e scende.
A quel punto mi sento troppo in colpa, vorrei dirgli che per oggi va bene così, ritornerò.
Ma accade una cosa stranissima.
L'uomo non è più per niente incazzato di quello che è successo.
Ma io non esisto più.
Inizia a girettare per l'officina, parla con questo e quello, fa cose.
Io non capisco, le uniche due reazioni possibili erano o spaccare tutto o tornare a me e risolvere.
Non riesco a dire nulla.
L'operaio con i capelli solo dietro inizia a girare intorno ad un'auto rossa e dire incessantemente "Zozza, zozza, zozza, zozza, zozza, zozza".
No, la macchina non è sporca.
E' quasi matematico che prima di quei 25 "zozza" abbia detto, anche lui, Madonna.
Si vede che finchè non risolve il problema che sta affrontando al momento la bestemmia rimane la stessa, come un disco incantato.
Ogni problema la sua bestemmia.
In quei 20 irreali minuti in cui io non so che fare se non mandare inutili sms nell'etere senza alcun significato e a guardare negli occhi una ragazza desnuda di un calendario Pirelli di 15 anni fa entra anche una madre con un bambino che dice per due volte una frase tanto lapalissiana quanto inquietante:
"No ci voglio stare in officina, lo sai che non ci voglio venire in officina"
Certo povero piccolo, chi mai può esser contento di passare i suoi pomeriggi in officina?
Però la frase mi disturba, preferisco non pensarci.
Finalmente l'omino si rifà vivo.
Senza dirmi niente prende un'altra macchina e va a comprare la lampadina.
Prego le madonne così vituperate in quell'ora che non gli facciano fare un altro incidente.
Ritorna sano e salvo.
Comincia una fase delicatissima.
Se era difficile estrarre la lampadina difettosa figuratevi inserire perfettamente quella nuova.
Credo di, sotto sua richiesta, aver provato ad accendere i fari almeno 30 volte.
Sono terrorizzato, quest'uomo da quasi due ore deve cambiarmi una lampadina e nel frattempo ha buttato un pomeriggio, distrutto un'auto e smadonnato l'intero Eden.
Alla trentesima volta l'uomo urla:
"A me non me frega nessuno! Io risolvo sempre tutto"
E urlando alla Tardelli sbatte violentemente il cofano dell'auto per chiuderlo.
E' finita, una cosa da 5 minuti e 10 euro è diventata una faccenda di quasi 2 ore con un'auto distrutta e, probabilmente, molto più di 10 euro.
(faccio dei conti rapidi al volo, -1- lampadina + -2- ore passate lì + -3- incazzatura dello sportello distrutto per "causa" mia + -4- viaggio per andare a comprare la lampadina + -5- disonestà insita dei carrozzieri, quanto farà?"
"Quanto è?"
gli faccio
"Aspetta, puoi provare a riaprire il cofano?"
"Perchè?"
"Apri"
Il cofano non si chiude più, molto probabilmente il gesto di esultanza ha danneggiato la chiusura.
L'omino si rimette là, ad aggiustare.
Non ce la faccio più.
"Devo andare, ritornerò per il cofano. Quanto è?
L'uomo chiude il cofano alla belleemeglio.
"35 euro. Ma ritorna per il cofano eh"
"Sì"
No,  non ritornerò.
Faccio retromarcia e passo vicino a un muro distrutto, un muro dove un'oretta prima uno sportello aveva cessato di esistere.
Vedo il meccanico nero che mi guarda, sono due ore che pulisce l'auto bianca.
Passo davanti all'altra officina dove il tricheco sta consolando l'uomo troppo buono.
"Tutto a posto" gli faccio abbassando il finestrino.
L'uomo troppo buono sorride, è sollevato.
E in fondo, almeno per lui, lo sono anch'io.

9.9.14

I 20 film (non conosciutissimi) più disturbanti degli ultimi anni - parte 1 -



Qui ne Il Buio in Sala di film disturba(n)ti se ne sono visti tanti.

Ho pensato di metter su una lista con 20 titoli meritevoli.
Ci sono tantissime limitazioni.
1 Ovviamente c'è dentro solo roba che ho visto, so benissimo che ci sono film anche molto più disturbanti che purtroppo devo ancora vedere.
Penso a Gummo, La Moglie del Poliziotto, Nella mia pelle, Feed e chissà quanti altri.
2 Poi, seconda limitazione, ho voluto inserire solo roba non famosissima.
Magari in 2,3 casi non mantengo questa linea ma la lista è mia e faccio come voglio :)
3 Terza limitazione quella cronologica.
Ogni volta che faccio una classifica o una lista mi limito essenzialmente agli ultimi 10 anni di cinema.
E a tutti film passati questi 5 anni nel blog.
Quindi niente Salò, Eraserhead et similia.
4 C'è anche una quarta limitazione, ossia quella della qualità.
Ho cercato di inserire film per me validi, altrimenti nell'underground c'è roba molto più forte, vedi gli August Underground o altre boiate simili.
Col cinema, per me, non c'entrano niente.

Andiamo.
Cliccando il titolo c'è la rece.

1 ANTICHRIST



O.k, avevo detto niente roba straconosciuta.
Ma ci sono due buoni motivi.
Uno che questo film mi ha così disturbato che non sono riuscito a scriverne la recensione.
Due perchè Von Trier lo voglio sempre dentro.




Una specie di Cane di Paglia (e infatti la locandina lo richiama) esasperato all'ennesima potenza. Oltre al sangue quello che disturba di più è un personaggio davvero indimenticabile per la sua assoluta pazzia




Film belga (attenzione, i belgi e il disturbo sono una cosa sola) stranissimo, pazzo, malato ma anche divertente.
Qui il disturbo gioca col grottesco.
Comunque, almeno per me, è un film molto meno stupido di quello che sembra.




La ragazzina si butta disotto.
Quel sangue sul selciato.
Piano piano capiremo perchè.
Con la fastidiosissima sensazione che forse era la migliore cosa da fare




Documentario sulla vera storia di questa strana famiglia americana in cui il padre, e forse anche i figli, furono accusati di pedofilia.
In realtà quello che disturba non è tanto il tema (anche perchè non c'è una mezza immagine forte in tal senso) ma la famiglia stessa.
E parecchio


Risultati immagini per calvaire movie poster

Secondo film belga messo dentro.
Già la scena del ballo basterebbe di suo.
Ma poi, a metà film, quel lui preso per lei ti spiazza, tutto pare assurdo.
Ma, ed è quello che disturba, verosimile.




Beh, possiamo raccontarcela come ci pare ma almeno l'ultima mezz'ora di Martyrs non è come vedere Peppa la Maiela doppiata dai 7 cervelli eh




Piccolo film al quale sono legatissimo sul disperato tentativo di un figlio di salvare la madre.
In mezzo a tanta sofferenza, tanto degrado, tante speranze e tanto dolore.




Di Miike ho preferito altro (sarà nella seconda puntata).
Ma anche qua è innegabile che dal sacco che si muove in poi lo spettatore difficilmente riesce a rilassarsi...




Il rapporto raggelante tra una madre e il proprio figlio.
Non c'è amore, non c'è affetto, non c'è niente.
Solo, apparentemente, due persone che vorrebbero che l'altra non esistesse.
Poi la tragedia e poi un abbraccio che è come un pugno.
Splendido.

8.9.14

Recensione: "Fargo"

Risultati immagini per fargo movie poster

E così prima del deserto c'era la neve.
Neve dappertutto, bianco dappertutto.
E quando non c'è la neve c'è il ghiaccio.
Ghiaccio e neve dapertutto.
E così prima della valigetta con due milioni di dollari trovata nel massacro ce n'è un'altra, con un milione questa, che si sa, sono anche 10 anni prima eh.
E viene sepolta per sempre sotto quella neve dapertutto.
O forse non per sempre ma finchè un uomo che cambierà la propria vita non la troverà.
E così prima del killer con la frangetta e la bombola ad aria compressa ce n'è un altro passato dallo stesso parrucchiere incompetente.
Solo che è biondo platino.
Pazzo lo stesso, ma biondo platino.
E così prima dello sceriffo a cui sembrava che il mondo in cui viveva non era più per vecchi come lui c'è una sceriffa che porta in grembo vita nuova.
Ma, pare, non sia nemmeno un paese per vite nuove quello.
Chè sembrano esserci solo parcheggi vuoti e macchine che vi si fermano.
Parcheggi innevati in cui ogni tanto un solco a due ruote oltraggia il candore e la perfezione del bianco.

Risultati immagini per fargo movie

E se non ci sono parcheggi vuoti ricoperti di neve ci sono strade sperdute che passano o in mezzo ai boschi o in mezzo al nulla.
Ma fermiamoci un pò su quel nulla attraversato da una strada.
C'è il corpo di un poliziotto freddato alla testa dal Chighur biondo.
E 3,4 km più avanti c'è quello di una ragazzina imprigionata in una macchina ribaltata.
E c'è il suo ragazzo che fugge in un orizzonte candido, inutilmente, perchè il killer platino sa sparare.
E così prima dello sceriffo che non stava più bene nel suo mondo c'era stata questa sceriffa che sembra ingenua e stupidotta.
In realtà la sceriffa ha un'intelligenza pazzesca, una di quelle che capisce sempre tutto e subito, una di quelle a cui basta dire A per farla arrivare alla Z, una di quelle così oltre agli altri che per bontà o per convivenza preferisce abbassarsi al loro livello, che sia con il marito che pesca e spara agli uccelli o con il collega che non risolverebbe nemmeno la storia del furto della marmellata.
E lo fa, o prova a farlo, anche con il killer ossigenato.
Ma come, io sto portando in grembo la vita e te per 4 biglietti di banca semini morte dapertutto, ma come, ma rifletti, a cosa serve tutto questo?
E infatti oltre alla neve, oltre al candore, oltre al bianco, oltre tutto questo c'è il rosso del sangue che esce da teste, gole e corpi.
Quanto sangue mammamia, che questo è un film che pare di Tarantino o forse è Tarantino che pare di questo film, perchè in mezzo a tutto il sangue si parla di lombrichi, di pomate da mettere, di biglietti del baseball e di altre cazzate, si parla del nulla con la morte sotto i piedi.
E' l'amara ironia e il pacato divertimento di due fratelli geni della penna e della macchina da presa, forse, ma senza forse, due tra i più grandi uomini che quest'arte così magnifica ha ancora il piacere di avere tra i piedi.

Risultati immagini per fargo movie

Sta per piangere la sceriffa, lei conosce la vita ma si accontenta di vivere un pò più in basso di dove potrebbe.
Mentre anche lui viene catturato, mentre scorrono i titoli di coda la testa mi va ad una scena insignificante ma bellissima.
C'è un parcheggio, uno dei tanti del film.
E c'è una macchina, una delle tante del film.
Siamo in alto, è l'unica macchina presente.
Il parcheggio è pieno di neve.
Ci sono soltanto degli alberelli a macchia di leopardo qua e là.
C'è tanto freddo in quella inquadratura.
E tanta solitudine.
La macchina riparte.
Non mi ricordo nemmeno di chi era, forse di lui.
O forse dell'altro o di lei.
Fargo è là, è freddo, è neve, è solitudine, è qualcosa di fermo, che sia una macchina parcheggiata o un corpo morto nella neve poco cambia.

( voto 8 )

4.9.14

Recensione "Il Fuoco della Vendetta" (Out of the furnace)

Risultati immagini per out of the  furnace poster

leggeri spoiler



Christian Bale: hai detto cazzi

Woody Harrelson: non so se mi spiego
Forest Whitaker: alzo le mani
Willem Dafoe: le riabbasso e le rialzo
Casey Affleck: ha da mangiare ancora parecchia pastasciutta ma il rischio che diventi un "hai detto cazzi" c'è

E poi un Sam Shepard lì e una Zoe Saldana là

Che vuoi farci, a volte nel cinema, non so per quanto ancora, la differenza la possono fare gli attori e a me un film che mi mette dentro 3 mostri, un mostrino e un mostriciattolo di recitazione me lo vedo anche se parlasse si emorroidi e sfinteri.
Alla regia poi c'è il Cooper di Crazy Heart (non visto), qui appena alla sua opera seconda e già sulle spalle la responsabilità di allenare i Galacticos del Real Madrid recitativo.
Che poi il film è pure buono di suo eh, certo non un capolavoro, certo niente di originale, certo tutto parecchio ollivud ma con il merito però di essere abbastanza sobrio, molto verosimile, quasi Indipendente per soggetto e sviluppo dello stesso.
Ultimamente va molto raccontare storie forti che coinvolgono due fratelli maschi (Warrior, Dead Man's Shoes, The Fighter, ma anche il nostro "piccolo" Padroni di casa e andando 3,4 anni indietro Brothers), curioso.
Qua, come nel capolavoro di Meadows, c'è una storia di vendetta (spoilerata dal solito orrendo titolo italiano), di conti da regolare e di vite che ormai non hanno più un senso.
Film che fa il suo compitino in maniera perfetta senza però mai raggiungere picchi emozionali troppo alti e senza mai offrire uno snodo narrativo particolarmente interessante.

Risultati immagini per out of the  furnace movie

Gli attori son mostri, il loro gioco di sguardi pauroso, vederli duettare tra loro vale, letteralmente, il prezzo del biglietto (5 euri, era pomeriggio)
In effetti questo è però il film dei personaggi cazzuti.
Sono SOLO cazzuti.
Affleck è cazzutissimo, la guerra l'ha forgiato e in qualche modo "rovinato".
Ma Dafoe con i suoi capelli assurdi e la sua mandibola indimenticabile è ancora più cazzuto di lui.
Ma Harrelson con il suo lecca lecca e il suo omicidio facile è ancora più cazzuto.
Ma Bale con la sua vita completamente andata a rotoli e il suo desiderio di vendetta è ancora più cazzuto.
E cazzuto è Whitaker, e cazzuto è il poliziotto che trova Bale e zio fuori porta, e cazzuto è l'uomo dell'eroina.
Niente, sembrano tutti uomini padroni del mondo e a cui nessuno può mettere i piedi in testa anche se alla fine a forza di fare a gara su chi è più cazzuto qualcuno più cazzuto c'è sempre.
La prima parte vola via in maniera abbastanza anonima, piena di montaggi in parallelo (il più lungo, troppo, quello tra la caccia e il combattimento di Affleck) e quasi priva di momenti cinematograficamente o emotivamente notevoli.
Poi la seconda parte, dalla sopracitata gita fuori porta di Bale e zio in poi (superba la scena in quella casa), alza notevolmente il livello e, forse grazie anche ad una carica violenta non indifferente, tiene abbastanza in tensione lo spettatore.


Le due "esecuzioni" e l'assalto a vuoto della Swat con contemporanea (fantastica) iniezione al piede di Harrelson sono scene davvero magistrali (anche perchè, e scusate se mi ripeto, magistrale è Harrelson, per me il più grande là dentro, anche più di Bale).
Forse tirato troppo per le lunghe il finale ma buono, forse l'unico possibile.
Non siamo ai livelli degli Eastwood "neri" e nemmeno di altre opere simili come Gone Baby Gone e Animal Kingdom, ma Il Fuoco della vendetta è uno di quei film con cui si va sul sicuro.
Se poi ti piacciono i personaggi cazzuti non ne parliamo.

( voto 6.5 )

3.9.14

Recensione: "Common"

Risultati immagini per common film 2014

presenti spoiler

Ormai che il cinema inglese (persino, come in questo caso, quello "televisivo") sia di livello altissimo lo stanno scoprendo tutti.
Anche nel mondo imperante delle serie Tv i sudditi sono all'avanguardia, c'è poco da fare.
Unì'altra certezza di questo cinema, specie negli ultimi 1o anni, è l'assoluta fissazione con la tematica delle delinquenza giovanile.
Potrei citare come esempi massimi, uno di genere l'altro meno, l'immenso Eden Lake o il This is England del grande Meadows ma davvero, se avessi voglia di fare un'analisi approfondita ci metterei pochissimo ad arrivare ad una ventina di film sull'argomento.
Perchè nel Regno Unito, pare come da nessun'altra parte, il cancro della gioventù sbandata e violenta sembra essere ormai in piena metastasi.
In realtà non specificatamente di giovani violenti parla questo superbo Common, gioiello della BBC pari o superiore a qualsiasi film assimilabile per argomento uscito nel grande schermo.

Risultati immagini per common jimmy mcgovern

Ma è la Joint Enterprise (o Common Purpose, da qui il titolo) la vera protagonista del film.
Ovvero un'abominevole legge (solo inglese credo, e di 300 anni fa...) che in caso di omicidio in cui è coinvolta una "gang" fa condannare tutti, anche se ad uccidere fosse stato solo uno e gli altri non avessero minimamente aperto bocca o mosso un dito.
"Basta un cenno di intesa" dice il poliziotto.
Si trova invischiato in questa inumana e fantozziana legge il giovane JohnJo, un 17enne colpevole soltanto di aver accompagnato, o almeno così lui credeva, 3 amici a mangiare una pizza.
Dentro la pizzeria uno dei 3, lui sì vero delinquente, impazzisce.
E uccide un ragazzo che ha solo avuto la sfortuna di essere lì e, a detta del viscido omicida, averlo guardato male.
Saranno condannati tutti e 4 per la Joint Enterprise.
Johnjo, tra l'altro, nella pizzeria nemmeno ci è entrato.
Non cambia nulla, quella legge li prende tutti.
Ora, tralasciando le incredibili, interessantissime e doverose analisi su tale legge, Common è comunque di per sè un grandissimo prodotto.
Recitato da Dio, pieno di dialoghi quasi stupefacenti per intensità e verosimiglianza, girato bene, raccontato meglio.
Insomma, un piccolo miracolo.
E' quasi sorprendente come senza usare trucchetti (è vero, c'è una bellissima colonna sonora abbastanza emotiva, ma solo quello) Common riesca a mantenere per tutta la sua durata un'intensità e una capacità di empatia davvero altissima.
Ci si trova a commuoversi, indignarsi, emozionarsi e interessarsi senza che il film non faccia altro che raccontare, in un modo molto onesto e veritiero, l'incredibile odissea che possono passare i ragazzi coinvolti in questa legge.
E non solo loro, anche le loro famiglie, specie quella di Johnjo, che vede concretamente la possibilità che il loro straordinario figlio (timido, onesto, persino malato emofilico) rischi l'ergastolo per non aver fatto assolutamente nulla.
Ma nulla eh.

E qui non ci sono esagerazioni o voglia di raccontare un caso limite il più cinematografico possibile, no, qui davvero quella legge ti mangia e ti inghiotte per sempre.
Senza dimenticare poi la famiglia del povero ragazzo morto (a proposito, vedere solo nel finale il flash back dell'omicidio, girato benissimo, ce lo fa vedere così buono e innocente da gridare di rabbia) che, stravolta dal lutto, cerca un difficile e lentissimo riavvicinamento (il padre andò via) stando il più lontana possibile dalle faccende giudiziarie o di "vendetta".
Come detto gli attori sono di altissimo livello (Johnjo, il grassone teppista omicida, le due madri, un giudice, ma tutti, davvero), i dialoghi raggiungono quasi il mimetismo sociale per verosimiglianza (che bello quello tra i due genitori davanti la camera mortuaria, o quello di "famiglia" a casa di Johnjo oppure, per me il migliore, lo straordinario sfogo sulla Joint Enterprise della zia di Johnjo sulla porta di casa) e anche la parte che poteva risultare più noiosa o di maniera, quella del tribunale, è gestita, per tempi e scrittura, perfettamente.
Resta incredibile il fatto di rendersi conto che tutti sanno dell'innocenza assoluta di questi ragazzi ma in nome della legge li condannino lo stesso, senza nemmeno una scusa o un pentimento.
In che paese civile può accadere questo?
Si arriva persino al paradosso per cui, per evitare la Joint Enterprise, i ragazzi accettano sì una pena minore, ma di fatto ancora peggiore perchè non più "trattabile" e con l'umiliazione di essersi dichiarati colpevoli.
Ma il finale più bello e vero non poteva che essere quello, le due madri che si incontrano.
Che si capiscono
Che si abbracciano.
E leggono una lettera che strappa il cuore, una lettera in cui a costo di trovarsi per forza una colpa si individua quella di esser nati.
Se mai, e sicuramente sarà esistito, esiste un Johnjo vorrei dirgli che gli voglio bene.
E che davvero nel mondo non ci sarà la giustizia.
Ma persone speciali sì.

( voto 8 )