Sono le 2.15 e non riesco a dormire. Il fatto è che poco fa mi è arrivato un messaggio privato di una ragazza talmente bello che mi ha veramente scosso.
Forse era la prima volta che qualcuno, parlando dei Tipi da Videoteca, mi ha scritto parlandomi quasi esclusivamente del lato umano degli stessi (o almeno del lato umano che ho provato disperatamente a metterci dentro) rispetto a quello comico.
E allora in questa notte mi è venuto il coraggio di scrivere la puntata dei Tipi da Videoteca che avrei sempre voluto scrivere in questi anni, senza mai riuscirci però.
Non credo ci sarà niente da ridere (non so ancora cosa scriverò, le mani andranno da sole), è una puntata molto triste che mi ero sempre ripromesso di scrivere per dedicarla alle due persone che ci son dentro.
Sono passati 4 anni e mezzo dall'ultima puntata di questa stupida saga, è stranissimo tornarci adesso.
Ma ora o mai più
Vicino alla videoteca c'è un negozio di informatica. In realtà un negozio di tante cose, oggetti stupidi ed altri utili ma, in generale, è roba da pc.
Vicino alla videoteca c'è un negozio di informatica. In realtà un negozio di tante cose, oggetti stupidi ed altri utili ma, in generale, è roba da pc.
Lo gestisce un signore, molto simpatico, di quella simpatia però non volgare o esasperata, uno di quelli che sembran seri ma poi, in qualche modo, ti fan ridere.
Ci vediamo tutti i giorni, siamo gli unici due negozi che hanno il coraggio di stare in quel pezzo di Castiglion del Lago, 50 metri di strada buia, nascosta, pericolosa.
Anche lui non ha tanti clienti, tanto che quasi sempre viene da me per farsi una risata e, soprattutto, prendeme pel culo.
Lui mi chiama "100Mega", per la velocità pazzesca con cui parlo (senza, ovviamente, che si capisca niente di quello che dico).
Un giorno non viene al lavoro, mai successo.
Un giorno non viene al lavoro, mai successo.
Il giorno dopo lo stesso.
Di solito quando lui stava male veniva (se mi ricordo) la compagna, o comunque c'era sempre qualcuno.
Ora, nessuno
In ogni caso son tranquillo, che può esser successo di così grave, mi dico.
Poi arriva un cliente, non so se uno dei personaggi assurdi che vi ho presentato, e mi dice se sapevo che cosa fosse successo.
"No", rispondo io
"Ma come no, se è il negozio a fianco al tuo"
"E che significa, non so niente" rispondo io
"Cioè, lo sa tutta Castiglion del Lago e non lo sai te che sei accanto a lui?"
"Ascolta, me inizio a sentì male, che è successo"
"Il figlio si è buttato da un ponte"
Non so quanto tempo dopo il mio amico tornò a lavoro.
Non so quanto tempo dopo il mio amico tornò a lavoro.
Non c'era più niente dell'uomo di prima.
Inizio ad andare verso il suo negozio, soli 10 metri, e dopo 3 già piangevo a dirotto.
Voglio tornare indietro ma ormai m'ha visto.
Viene fuori lui.
Ci abbracciamo come, credo, non ho mai abbracciato nessuno.
"Perchè Giusè? Perchè? Perchèèèè??" mi chiede
L'unica risposta che ho da dargli è abbracciarlo ancora più forte.
Quel "Perchè?" mi devasta ancora adesso
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Siamo pochi mesi prima o pochi mesi dopo (ormai dopo tutti questi anni sto dimenticando) di quanto raccontato sopra.
Sono in videoteca tutto tranquillo, ricordo anzi che si stava ridendo di gusto (quindi di sicuro no Fruttivendolo Gomorriano e Messo del Diavolo).
Ad un certo punto entra qualcuno e mi dice, esattamente come sopra, se sapevo cosa fosse successo.
"No", rispondo io
"Giovanna (nome inventato) si è ammazzata"
"Giovanna chi scusa?"
Mi dice il cognome.
Non ricordo l'età, credo sui 25 (anche il ragazzo sopra era giovanissimo).
Mi prende un brivido, tutti smettiamo di ridere, io faccio uscire i clienti e resto da solo.
Giovanna era una grandissima cliente, una ragazza dall'educazione e della dolcezza quasi indisponenti.
Noleggiava sempre TRE film alla volta e li riportava sempre la mattina seguente.
Credo di non aver avuto più di 10 clienti che ogni volta noleggiassero 3 film insieme.
E li vedeva tutti quella sera/notte stessa eh, tanto che le poche volte che ci parlavo (troppo timida) me li raccontava.
Con le mani che mi tremano vado sul pc a vedere da quanto tempo non noleggiava più film, se questo incredibile mal di vivere magari lo potessi in qualche modo riscontrare anche nei miei dati.
Quando vedo quello che vi dirò sono crollato, il cuore mi si è fermato, il respiro anche.
Giovanna aveva preso TRE film la sera precedente.
TRE
La sera prima.
Ma la cosa più sconvolgente è che li aveva riportati la mattina, poco prima di andare a farla finita.
Ho ricordato per anni i titoli di quei film ma ora l'ho rimossi.
Ma erano tre commedie.
Giovanna 12 ore prima di morire ha preso 3 commedie per star bene, per passare una bella serata, per ridere, per credere magari nell'amore leggero di cui parlavano.
Giovanna 12 ore prima di decidere di morire credeva apparentemente così tanto nella vita da prendere 3 commedie. E riportarle la mattina dopo, un'ora prima della fine.
Probabilmente quei miei 3 film, quel riportarli, sono stati l'ultima azione in vita di Giovanna, prima dell'azione che quella vita gliela toglierà del tutto.
Se il mio amico mi urlava "Perchè?" qui, se possibile, i perchè sono anche di più.
Perchè vedersi 3 film la notte prima. Perchè riportarli.
E poi il Perchè a cui nessuno può mai permettersi di dare una risposta, quello più importante.
Non ho mai capito se andarsene via per propria scelta sia il più grande atto di coraggio che un uomo possa fare o, all'esatto contrario, il gesto più vigliacco.
C'è gente che possiede tutte le risposte, che spesso quando gli pongo questo quesito mi risponde con sicurezza.
Magari questa gente quel giorno, a differenza mia, avrebbe potuto rispondere qualcosa al mio amico.
Io sono riuscito solo ad abbracciarlo.
Dedico questo triste post (che poi triste non deve essere, anzi, è un inno alla vita) a questi due magnifici ragazzi.
E ai loro familiari.
E a chiunque di noi abbia mai pensato un giorno di andarsene via o ci abbia addirittura provato.
Lo dedico anche a B. e ad A. dicendo loro che gli voglio tanto ma tanto ma tanto bene, se mai leggeranno questo post.
Siamo ancora tutti qua, vivi.
Non c'è nessuno che ci vuole bene che sta chiedendosi il perchè del mio amico.
Non c'è nessuno che ci vuole bene che sta chiedendosi il perchè del mio amico.
E a loro due, e a me, e a chiunque legga queste righe voglio ricordare la cosa più retorica del mondo.
Quanto sia difficile la vita.
Ma quanto, quasi sempre, sia meravigliosa











