30.11.14

Recensione: "These Final Hours"


presenti spoiler

Ancora una volta l'Apocalisse è raccontata in maniera umana, introspettiva, esistenziale. Come in Carriers, in The Road, in Monsters, film tra loro diversissimi ma accomunati dalla voglia di raccontare la fine dell'umanità, o perlomeno il rischio di questa fine, attraverso gli occhi, le vicende, le emozioni e le interazioni di pochi personaggi.
La tematica è molto affascinante e, ahimè, sempre più frequente nel cinema, e quell'ahimè non è altro che la constatazione di come l'uomo abbia sempre più paura della propria fine, sempre più timore di aver imboccato una strada che lo porterà alla distruzione, e se tale ditruzione avverrà tramite fenomeni naturali, alieni, un'epidemia zombesca o a causa di mostri giganti poco cambia, sono solo metafore diverse della stessa cosa.

28.11.14

Recensioni: "Gabrielle" e "La teoria del Volo" - Diversamente, storie di ordinaria anormalità - 2 - di Federica Pace

Per questa seconda puntata della rubrica ho bisogno di un sottotitolo “Diversamente: non puoi fare l’amore”, capirete il perchè. Tratterò due film: Gabrielle - un amore fuori dal coro, regia e sceneggiatura di Louise Archembault, e La Teoria Del Volo di Paul Greengrass.



Il giorno in cui vidi Gabrielle lo scelsi appositamente tra i film del Giffoni Film Festival, e lo  trovai  tra le pellicole della sezione fuori concorso Parent Control. 
Gabrielle (Marion Rivard) ha vent’anni ed è affetta dalla Sindrome di Williams (esattamente come l’attrice che la interpreta), una malattia genetica rara che procura un ritardo mentale, quindi una difficoltà nell’apprendimento che però cambia da soggetto a soggetto, dipende dalle aree del cervello interessate. Chi è affetto dalla SW ha un carattere estremamente socievole ed estroverso e anche un udito sensibilissimo, non a caso sono molto portati per il canto. Gabrielle vive in un centro per ragazzi affetti da diverse sindromi. Segue delle lezioni di canto e con il coro di cui fa parte dovrà partecipare a un concorso. Con lei c’è Martin, anche lui affetto da un deficit dell’apprendimento. Si amano immensamente, con una purezza assoluta, ma la madre di Martin comincia a non essere più d’accordo con il loro rapporto quando si rende conto che i due ragazzi vogliono fare l’amore. Ma loro sono diversi.

27.11.14

Recensione "Due giorni, una notte"


presenti spoiler

Sandra viene svegliata da una telefonata.
Risponde, è turbata, va al piano di sotto.
La telecamera la segue mentre si alza, scende e poi risale ancora.
Sì, sono i Dardenne, bastano 3 minuti per capirlo.
Serve un pochino di più invece, forse vedere l'intero film, o forse parlarne anche dopo, per capire che Due giorni, una notte non è un film sulla crisi lavorativa europea o mondiale, non è un film sulla precarietà, non è nemmeno un film sulla depressione susseguente a tutto questo, no, Due giorni, una notte è un film sulla depressione.
Punto e basta.
Sandra non sta bene, è in uno di quei momenti in cui la vita l'avvolge col suo mantello nero, momenti che a volte durano pochissimo e altre volte sono invece lunghi come la vita stessa.

24.11.14

Nasce WildWood. Ed io in piccolissimissima parte contribuisco


In questi 5 anni e mezzo ho ricevuto tra le 5 e le 7 richieste di scrivere in altri "siti" (che poi la differenza tra blog e siti a volte è molto labile).
Intendiamoci, ricevere richieste così è all'ordine del giorno, non conta nulla esser bravi o no, anzi...
Ho sempre detto di no.
Alcune volte l'ho fatto perchè non mi ritrovavo per niente nei contenuti del sito richiedente, altre perchè magari non me la sentivo o non avevo voglia e altre ancora perchè le richieste del sito andavano contro il mio modo di essere e scrivere.
Di questa ultima tipologia ricordo almeno 3 casi.
- Un sito mi richiedeva di abbandonare il mio stile personale e di fare recensioni più informative e classiche

23.11.14

Recensione: "Il Gatto a Nove Code" - D(i)ario Argento, la mia storia d'amore con il re del Giallo - 2 - di Miriam

Seconda puntata del viaggio nella filmografia argentiana di Miriam (qui il suo blog)




Vi piacerebbe stare contemporaneamente a Roma e a Torino? Nel (magico) mondo di Dario Argento questo è possibile – ora avete un altro motivo per amarlo. Il Gatto a Nove Code (1971) è uno dei tre film torineschi (torinesi e romaneschi) di Argento: girati a Torino e ambientati a Roma.
Con quest’opera Dario Argento lascia il caso in mano a uno dei protagonisti più brillanti e geniali della sua filmografia. Chi meglio di un enigmista può risolvere un enigma? Franco Arnò, affettuosamente chiamato “Biscottino” dalla nipote, un enigmista cieco, è testimone di un crimine. Inoltre, con questo micetto, Dario ci fa le fusa regalandoci una serie di morti spettacolari (dico solo: garrota, sbattimento di faccia compulsivo, ASCENSORE) e di momenti di grande suspence (cimitero).
Tutta la trama ruota attorno a un istituto di ricerca in cui ci si occupa di genetica. L’istituto è avvolto dal mistero, sono tutti omertosi e nessuno vuole rivelare di cosa si occupino.

22.11.14

Recensione: "You're next"


Un pò di tempo fa il nostro caro Jolly Roger fece un'interessante (e molto personale) rassegna dei migliori Home Invasion moderni, dategli un'occhiata.
Mise al primo posto un titolo che conoscevo sì, ma non avevo ancora visto.
Sto parlando, l'avrete capito, di questo You're Next.
Questi giorni passava per sky, impossibile perdere l'occasione.
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C'ha talmente tanto di tremendamente buono e altrettanto di tremendamente sbagliato sto film che mi è praticamente impossibile fare una rece discorsiva senza citare scene su scene, momenti su momenti.
Quindi vuoi per una testa che in questo momento può solo far elenchi, vuoi perchè è da tanto che non facevo rece schematiche (cosa che per gli horror in passato ho fatto più volte), vuoi per fare promozione indiretta alla rubrica Ap-Punti di Pietro, userò questo simpatico (?) metodo stavolta.
Ah, son praticamente solo spoiler, astenersi chi vuole vederlo

20.11.14

Tipi da Videoteca (N°3): Il Messo del Diavolo - 3 - La scacciata del Demonio ed Automobili dotate di Vita Propria


Tutte le 8 precedenti puntate le trovate QUA. Da leggere dal basso verso l'alto

A volte si pensa, e il cinema purtroppo ci ha mostrato sempre e solo questo metodo, che per scacciare il Demonio dalla propria vita servano frasi in latino, vomito, croci brandite, passi della Bibbia, accettazione di beccarsi almeno un "Inculati Padre", sforzi fisici, Legioni, voci cavernose, stanze piccole e anguste, assistenti impreparati, sudore di lotta tra Bene e Male, letti possibilmente a una piazza e mezzo, colonne vertebrali fatte di Pongo, Acqua Santa e tanto culo, assimilabile a un "E che Dio ce la mandi buona".
La mia esperienza invece mi dice che per scacciare il Demonio può bastare un film porno portato in ritardo.

19.11.14

Recensione: "Arachnoquake" - L' Avvocata del Diavolo, perchè nessun film può far schifo a tutti (N°2) - di La Marti

Seconda puntata della rubrica di La Marti, la "salvatrice" dei film che non piacciono (quasi) a nessuno. Qui tutte le puntate.

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I voti letti online variano da due a due stelle e mezzo. I commenti fanno passare la voglia di vederlo. Il trailer anche. La locandina attira dai, è una di quelle che ti fa pensare "Dev'essere una ca...volata paurosa.". Per non parlare del titolo: ragni + terremoti.
Mi sono detta subito che era il caso di vederlo, ho scoperto che esiste questa sorta di preveggenza nei confronti delle pellicole da difendere dalla critica gratuita di un pubblico tanto, a volte troppo crudele.
"Arachnoquake" è un degno partecipante alla rubrica, e se avessi anche avuto dei dubbi la visione mi avrebbe convinta al 100%, andava salvato.

Qualche nota informativa. Arachnoquake è un horror (riporta il bollino dei 15 anni, ma de che?), uno Sci-Fi, un monster movie. Non vado forte nelle categorizzazioni ma credo siano tutte più o meno passabili. Il regista americano che ha partorito la pellicola nel 2012 è Griff Furst; quest'uomo deve avere una qualche sorta di subdola ironia, poichè come protagonista principale sceglie un attore il cui nome reale è tutto un programma: BUG Hall. Va bene, ghignamocela.

18.11.14

Recensione: "Rushmore"


Quei figli de na bona donna de Sky, che accidenti a me e alla mia passione per lo sport non riesco a farne a meno, quei figli di madre ignota de Sky che ogni cosa che gli chiedo poi me la fanno a rovescio, quei figi de mignotta de Sky mi hanno REGALATO un anno di cinema GRATIS.
REGALATO e GRATIS presuppongono una inculata futura, lo si sa.
Ma ho accettato lo stesso.
Scorro i primi due giorni di programmazione dei 6,7 canali di cinema, circa 90 titoli, e ne trovo DUE vedibili.
Se non altro potrò rifare il simpatico esperimento che fece mesi fa, quello delle RECEZAPPING.
Comunque uno dei due film vedibili era Rushmore.

17.11.14

Recensione "Shining" - Yesterday, i film del (mio) passato - 3 -

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Il bambino percorre il corridoio col triciclo e scopre una cosa strana, scopre che quello che gli piace di più non è tanto correre col triciclo, la cosa in sè, ma il passare dal parquet di legno alla moquette, da quel rumore "scorrevole" delle ruote sul legno a quello ovattato dei tappeti.
La trova una cosa fantastica.
Percorre il corridoio e alla sua sinistra ci sono tutte le stanze.
Si ferma vicino alla prima, la 231, scende dal triciclo ed entra.
Dentro ci trova una ripresa aerea pazzesca che segue un'auto tra laghi e montagne con una colonna sonora che già profuma di capolavoro. E un hotel perso in quelle montagne, con delle stanze enormi che rimbombano di passi e solitudine, stanze che solo una profondità di campo di questo livello riesce a restituire. Trova una telecamera che racconta questo albergo in modo sublime, soprattutto con un triciclo, lo stesso che ha lui. Pensa che quelle riprese dietro il triciclo siano una delle cose più belle che abbia mai visto.
Capisce che quella è la stanza delle meraviglie tecniche, ne esce estasiato e torna al triciclo.

Recensione: "The Roe's Room" - In Search of Visions, Sublimazioni di Realtà (N°1) - di Romina Bracchi

Romina aveva già scritto una rece nel blog ma adesso anche per lei è arrivato il momento di cominciare la sua rubrica. 
Sarà apparentemente più "ricercata" delle altre.
La rubrica dico, non Romina.
Perchè in realtà tutte le ragazze hanno la stessa preparazione, la stessa umiltà e la stessa passione. Per attitudini personali e per differenziare le rubriche abbiamo solo scelto diversi modi di parlare di cinema.
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Confesso di avere una propensione per i film senza una trama ben individuabile, senza struttura, e per questo ho deciso di dedicare la rubrica proprio a tali pellicole. 
Molto bene. 
Per la serie: come mettersi nel sacco da soli e sparare frasi a caso. 
Comunque, a parte quello che posso dire io, se vi piace la pittura questo film vi piacerà doppiamente di più. 
Ma, soprattutto,  questo è un film  nel quale è bello perdersi. Perdetevi.

15.11.14

Recensione "Clown" (2014)




Nel mio paesino c'era un Boss, uno di quei ragazzi che si vede da lontano che c'hanno tutti ai loro piedi, se vede da lontano che ogni cosa che dicono è Sentenza, se vede da lontano che nessuno se pò arrischià a diglie niente.
Noi ne avevamo uno, e quando parlava lui era come se parlasse un guru o un essere superiore.
Per  ogni situazione ne aveva una da dire.

Voleva dimostrati che su di lui non potevi far conto e devi arrangiarti da solo?
- Che te devo fa, te devo coce n'ovo? (uovo)

Voleva farti crollare le tue ultime residue speranze?
- Non lo cercà il tonno al lago che non lo trovi... (devastante, incontestabile)

Voleva ammutolirti?
- Te prima de parlà devi sta zitto! (che solo al secondo ascolto ti accorgi di quanto sia lapalissiano)

Voleva umiliarti? ah, qui si sbizzarriva
- La sai la differenza tra te e n'oco? (un'oca, simbolo di stupidità)
Il becco!

Recensione "Sacro Gra" - BuioDoc - 15 -

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Francamente, un mezzo disastro.

E se ve lo dice uno che solitamente esalta o tende a salvare ogni cosa che vede, uno che crede ancora fortemente nel cinema italiano, uno che sempre di più sta iniziando ad amare i documentari, ecco, se lo dice uno come me dovete almeno esser sicuri che tutto vorrei tranne che demolire o parlar male di questo film.
Il problema è che non funziona praticamente nulla.
Ecco, l'idea sì, l'idea è formidabile, quella di sfruttare questa grandissima arteria circolare che è il Grande Raccordo Anulare, usarlo come sghembo e non rettilineo trait d'union per raccontare storie che gli abitano vicino, era davvero una gran cosa, un progetto on the road e near the road che prometteva meraviglie.
E invece...

14.11.14

I Tesori Segreti di Jolly Roger (N°8): Film sui Lupi Mannari - PARTE 3 - Gli anni 2000



Ultima puntata del viaggio cinefilo sulla figura del licantropo.
Trovate le due precedenti, insieme a molto altro, nella scheda Gli Horror di Jolly




Rieccoci coi nostri Lupi Mannari!
Stavolta però siamo più vicini ai nostri giorni, si parla di film horror degli anni 2000.
Personaggio di riferimento della decade è Ginger Snaps, ragazza bella e strana, che fa della licantropia un modo di affrontare i problemi e le delusioni dell’adolescenza, le difficoltà della pubertà, il mondo vuoto della scuola, dei coetanei, di una famiglia indifferente.
Gli anni 2000 sono quelli di Avril Lavigne, dei trucchi aggressivi e dei modi spontanei, gli anni, per intenderci, delle bad girls, ragazzine “cattive” che si emancipano, non “con” il sesso, ma spesso “dal” sesso. L’epoca dell’individualismo, dei problemi esistenziali, della complicazione, del bullismo.

13.11.14

I Tesori Segreti di Jolly Roger (N°7) Film sui Lupi Mannari - PARTE 2 - anni 80 e 90

Prosegue l'interessantissimo viaggio di Jolly (di cui trovate le precedenti puntate nella scheda relativa sotto l'intestazione del blog) alla ricerca della figura del Licantropo in tutta la storia del cinema,  e possibilmente in opere, tranne in rari casi, non conosciutissime.
Questo viaggio, a mio parere, ha anche qualcosa in più, non è solo mera cinefilia o passione individuale, ma anche occasione "culturale" per conoscere meglio questo archetipo.
Dopo la prima puntata siamo adesso agli anni 80 e 90. Restate collegati, domani chiuderemo con i 2000.

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Per questa puntata della rubrica (e pure per la prossima che arriverà a strettissimo giro!), ho scelto di tornare sul tema di una puntata precedente, cioè il Lupo Mannaro nel cinema horror J
Nella prima parte si era parlato di due fattispecie: il classico Uomo Lupo, una persona (inizialmente) normale, solitamente un uomo di fede e di buoni principi, che durante una notte di luna piena viene morso da un uomo lupo e diviene egli stesso vittima della Maledizione. Figura tragica, condannata ad una lotta tra la sua fragile condizione umana e la Maledizione che lo porta ad essere un pericolo mortale proprio nei confronti delle persone che più ama.

12.11.14

Recensione "Post Mortem"

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presenti piccoli spoiler

Mario è il dattilografo dell'obitorio, quello che scrive a macchina i responsi delle autopsie.
Live, intendo, sempre che live c'entri qualcosa in un tavolo con un corpo morto sopra.
Ecco, mi stavo scervellando per capire la sensazione che questo particolarissimo film, al confine tra il tragico, il grottesco, il drammatico e lo storico mi aveva dato, non riuscivo a dare un nome a sta sensazione e invece quel nome, o quei nomi, erano lì, in quel tavolo mortuario e in quel corpo.

11.11.14

Papa Francesco mi legge. E ha gusti particolari


Momento storico per il blog. Per la prima volta ricevo una visita da uno stato sacro, un piccolo stato di 50 metri quadrati o poco più, lo Stato Del Vaticano. Come "città" mi dà un Holy See, una specie di Vista Sacra. Sì, non può che essere Lui. Ma la cosa incredibile è che se guarda gli horror, e pure quelli pesi...





10.11.14

Quello che mi immagino dei film del 2014 che non vedrò mai - PARTE 1


Capito per caso in un sito che ha per sezione l'intera programmazione in sala del 2014.
O.k, ce l'hanno quasi tutti i siti di cinema ma comunque sempre per caso ci sono capitato.
Mi accorgo (già lo sapevo ma ho avuto la conferma) che l'85% dei film usciti quest'anno non li ho visti.
Ma quello che mi ha sorpreso di più è che il 90% di questo 85% non lo vedrei mai, nemmeno sotto tortura, anzi, sotto tortura sì, che quando sei torturato meglio Salemme che le pinze sui testicoli.
Insomma, dipende da quanto stringono...
Allora, visto che non li vedrò mai ho provato a immaginarmi come potessero andare a finire o comunque che sviluppi decisivi potessero nascondere nelle loto trame.
Trame che, vi giuro, non conosco affatto, ma zero zero zero eh, non le conosco nemmeno dei film che mi interessano di solito, figurati.
Insomma, vado proprio a spanne e sensazioni.
Magari qualcuno l'azzecco pure, ma sarebbe puro caso.
E, sempre per mantenere una sorta di onestà intellettuale anche in una cazzata come questa, non inserirò film che non ho visto ma che c'è qualche possibilità possa recuperare in futuro.
Andrò in ordine cronologico.

9.11.14

Life is a Movie, Movie is a Life - Scritti da Voi - 7 - di Gianluca Memoli

Un vorticoso, appassionato, divertente e originale omaggio al cinema di uno dei lettori storici del blog, Gianluca



Yes Man o Follower: chi sono io? No, non nel senso di twitter, Follower nel senso di "Following", l'esordio alla regia di Nolan, quello in cui uno scrittore segue le persone, le osserva, per trarne ispiraizone creativa. Il Dubbio, in breve, è questo: io la vivo davvero la vita, le dico sempre di sì come impara a fare Jim o la osservo e basta?

Agisci, mi rispondo, sei giovane, sei libero. Fai quello che vuoi, insomma vivi. Eppure ogni volta ci ricasco e finisco lì, a ripensare a quella frase di Groucho Marx e a ripetermi quanto sia maledettamente Vera (come la finzione): “Preferisco leggere o vedere un film piuttosto che vivere… nella vita non c’è una trama”. E giù di film. Sempre in casa. Anzi, Nella casa. Di libri ne leggo; ma il loro ritmo, il loro ordine, mi sono quasi imposti dall’Università. Con i film invece è un’altra storia, la scelta è solo mia. I’ve got the power, come Jim Carrey nella sua Settimana da Dio. E’ cominciato come un esercizio ed ora è una dipendenza.

7.11.14

Su Interstellar, su Nolan e su cosa è, per me, un Autore


Non sono un uomo di cultura, la laurea che ho preso era una laurea di pura passione e di pochissimo studio, peraltro quasi del tutto dimenticato.
Non sono un esperto di cinema anche se mi sono preso un diploma post laurea sull'argomento e qualche pazzo mi chiama ancora a fare cineforum.
Men che meno sono un esperto di Storia del cinema visto che non ho avuto mai la passione di studiarmelo e vedermelo tutto, andando dietro soltanto a quello che mi ispirava e alla mia contemporaneità.
Sì, amo il cinema degli anni 20,30,40,50 specialmente grazie a quell'uomo che metteva bomboletta in testa e baffetti in faccia, ma poi ho quasi 30 anni di buco nero pazzeschi. Ma anche 40 va.
Buco nero già, ci torneremo.
Insomma, chi scrive è un semplice appassionato che non ha alcuna valenza culturale o storica, uno della strada.
Tutta questa premessa tanto simile ad una excusatio non petita per chiedere al mondo intero, a chi veramente capisce di cinema, di spiegarmi una cosa.
Ma cos'è un Autore?
Torniamo al buco nero di cui sopra.
E facciamolo diventare Buco Nero.
E facciamolo diventare Interstellar.
E facciamolo diventare Nolan.
Ecco, Nolan.
Devo dir la mia, per forza.

6.11.14

Recensione "Interstellar"

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spoiler pesantissimi

In teoria quando pensi alla fantascienza pensi al magnifico spettacolo dello Spazio infinito, alle luci abbaglianti delle stelle, al ghiaccio, al fuoco e agli anelli dei pianeti, alla velocità supersonica, alle navicelle spaziali, all'assenza di gravità che rende i corpi come bolle di sapone che fluttuano disordinate, alle esplosioni, a uno spettacolo che non ha eguali.
Poi però ti accorgi che in quello spettacolo lassù il cinema ha cercato spesso di parlare dei problemi che ci struggono quaggiù, dove esiste il mare e le montagne, dove le cose cadono per terra, dove il tempo avanza sempre allo stesso modo e dove le velocità, anche se ci sono treni giapponesi che provano a farti credere il contrario, sono comunque velocità a noi comprensibili.
E allora Kubrick prova a trovare lassù l'origine della vita e il senso della stessa, Moon la scoperta della propria identità, Gravity la lotta disperata per quella cosa così unica che è la vita, Another Earth un altro sè stesso che cancelli gli errori dell'originale.
E Interstellar che cerca lassù?

"Ho capito chi sono quegli esseri. Siamo noi"

Ecco cosa cerca Interstellar, quello che prova a capire, se noi, l'Uomo, siamo la cosa più grande che esiste, se quello che proviamo, alla fine, può essere il Grande Motore che fa andare avanti tutto.
Nolan, tra i registi che hanno i mezzi per rendere spettacolari le proprie ambizioni è il regista più ambizioso che esiste.

Recensione: "Midnight express (Fuga di Mezzanotte)" - Ap-Punti, autopsie di recensioni - 1 - di Pietro

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La fortuna di avere queste rubriche, oltre che rendere il blog più vivo, colmare lacune, far scrivere gente che di solito non lo fa e far conoscere blog un pò nascosti, è anche quella per cui ogni volta che non ce la faccio a scrivere, e questi 2 giorni è così, ho sempre cose da pubblicare, e sempre meritevoli.
Questo è Ap-Punti, autopsie di recensioni, la rubrica di Pietro del blog dalnomeassurdo (del quale mi sento correo visto che la versione definitiva del nome gliel'ho consigliata io, prima era ancora più assurdo), che vi consiglio di visitare.
Cosa significa il nome di questa rubrica?
Semplicemente lo stile nella quale viene scritta, ossia per punti.
Il gioco di parole richiama poi gli appunti stessi, visto che ho insegnato questo metodo, ossia il prendere appunti durante la visione, al nostro giovane e valente siciliano.
Sono autopsie insomma, analisi scientifiche e separate di ogni singola parte.
Buona lettura.
Ah, lui ve lo confeziona con trailer, film e tutto...
Non ci fate l'abitudine eh, è una cosa di Pietro.



per la prima puntata di questa nuova rubrica ho pensato bene di iniziare con un film leggero, molto conosciuto e girato, fotografato, musicato e interpretato da quasi sconosciuti (all'epoca): MIDNIGHT EXPRESS


5.11.14

Recensione: "Ragazze Interrotte" - Diversamente, storie di ordinaria anormalità - 1 - di Federica Pace

E' giunto il momento anche della prima puntata della rubrica sulle diversità, o presunte tali, di Federica.

Con un cult assoluto che tutti voi, tranne me, avrete visto.


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Il punto è che ce l’abbiamo davanti, la diversità, anche quando non lo è, soprattutto quando non lo è. I film sono stati i primi luoghi dove ne ho sentito il peso. Ecco perché ho pensato di presentarvi le pellicole che per me hanno rappresentato con forza la diversità, anche inaspettatamente.   
Il primo film è Ragazze Interrotte, avevo 12 anni e in teoria non avrei potuto guardarlo neanche in presenza di un adulto ma mio nonno aveva la scheda taroccata di Tele+, quindi potevo scroccare i film di Primafila e mentre lui e mia nonna riposavano, avevo campo libero.
Fu un colpo di fulmine non ancora interrotto.
La regia è di James Mangold, il film è tratto da una storia vera. Siamo nel biennio 1967/69, anni in cui in America qualsiasi cosa sembrasse strana poteva farti finire in manicomio, in una pervasiva condanna della differenza. 

4.11.14

Tipi da videoteca (N°3): Il Messo del Diavolo - 2 - Calcetto e rotture de cazzo ancora più grosse


E' il 2008 o il 2009, ho appena passato splendidamente i 30, e per splendidamente intendo questo viso
che sembra non voler invecchiare, e sono un Dio del Calcetto.
Impossibile togliermi la palla, dribbling, goal di destro e di sinistro con la stessa facilità, movimenti che giusto a Dario Hubner ho visto fare, un carisma alla John Locke e un fisico che sembra non risentire di quei 4,5 kg in più.
Porto per due volte in trionfo la squadra del mio rione nel torneo del paese, squadra del mio rione che in realtà è solo casa mia, 4 fratelli titolari e uno dei migliori amici.
Quei 4 fratelli che nella squadra sono come nella vita. quello che ha raggiunto i risultati ed è una sicurezza, quello che potrebbe essere il più forte ma rende molto meno e quello che una volta c'è e 3 no (in senso letterale, non viene o fugge dalla partita) ma quando c'è dimostra potenzialità incredibili.

3.11.14

Tipi da Videoteca (N°3): Il Messo del Diavolo - 1 - Zolfo e rotture de cazzo

per chi volesse leggere le precedenti puntate c'è l'etichetta a destra


Solo poi capirò cos'era quel fortissimo odore.
Quella puzza diciamo su.
Zolfo.
Un odore sulfureo che penetrava nell'aria.
E in un negozio di 22 metri quadrati potete immaginarvi quanto si possa sentire.
Sarà per questo che ho sempre evitato di fare peti in negozio. Se ne ho fatto qualcuno è stato quando ho iniziato a capire che tanto più de un cliente o due al giorno non veniva più.
E se fosse venuto proprio appena dopo un peto oh, che ci vuoi fare, semmai un cliente in meno.
Ma quella era puzza di zolfo.
E dopo 3 giorni l'ho capito.
Sì, perchè era entrato un Demone.
E i Demoni stanno all'Inferno.
E l'Inferno puzza de zolfo.
E glie se attacca ai vestiti la puzza.

1.11.14

Recensione : "L'uccello dalla piume di cristallo" - D(i)ario Argento, la mia storia d'amore con il re del Giallo - 1 - di Miriam

(prima puntata sulla filmografia argentiana della nostra bravissima  Miriam. Andatela a trovare NEL SUO BLOG, merita)

Quando ho fatto il mio primo disegno con l’acquerello il foglio è poi diventato una barchetta chè il bosco con le lumachine che avevo disegnato si era trasformato nel giro di pochi secondi in una landa desolata dal colore improbabile. Quando ho tentato di cucinare la mia prima torta multistrato per il compleanno del mio ragazzo sono riuscita a far prendere fuoco alla carta forno nel forno (lo so, lo so). Quando ho fatto il mio primo parcheggio ho occupato tutta la carreggiata.
E invece Dario Argento è riuscito con il suo primo film a fare subito una bomba assoluta.
Tutta questa lunga e tediosa intro solo per avvalorare la mia tesi, quella che a costo di sfiancarvi cercherò di sostenere fino alla fine dei miei giorni: Dario Argento è il Maestro. 
Il Maestro del Giallo ma pure del rosso sangue e di tutti gli altri colori (penso ad esempio a Suspiria, ne parleremo in futuro). E questo titolo, quello di Maestro, se lo conquista da subito, con quel capolavoro assoluto che è L’uccello dalle piume di cristallo (1970), un film che fa gridare di paura per un’oretta e con un whodunnit che è una bomba.