1.3.21

Recensione: "Paterson" - Passeggiate, il cinema della poesia - 14 - di Roberto Flauto

 

Quattordicesimo appuntamento con Roberto e le sue recensioni "poetiche" su film che lo hanno emozionato.
Stavolta è lo stesso film che racconta in qualche modo di poesia e di un poeta, il Paterson che dà titolo al film (interpretato da Adam Driver, attore magnifico).
Anche questo qua non l'ho visto mannaggia (anzi, a dir la verità di Jarmusch ho visto solo due film...), quindi non posso leggere, lascio il piacere a voi.
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Dissolvenza in blu.
La celebrazione dell’istante.
Una lunga serie di pomeriggi sotto un calicanto.
La bellezza spesso si trova nelle grandissime cose.


Che cos’è Paterson?
(Questo film segue semplicemente la vita di Paterson, un conducente di autobus che vive in una cittadina con lo stesso nome. Lui ama scrivere poesie. Lo seguiamo ogni giorno per una settimana della sua vita. È tutto).
Il fatto è che questo film – dal ritmo estremamente lento, a tratti deliberatamente banale, sostanzialmente sconclusionato e inconcludente, imperfetto, manchevole, prevedibile, fuori posto, pervaso da una involontaria e opaca eco di ardire filosofico, continuamente in bilico tra l’abisso del niente-di-nuovo e quello del del-tutto-nuovo – è in realtà un film da non perdere, che adoro malgrado e grazie a ogni sua insensata delicatezza.
È un film che parla di poesia, ovvero uno dei temi più difficili al mondo, qualcosa che è sulla bocca di tutti ma nei polmoni di pochi.
Paterson è significativo, necessario, importante.
Perché si articola intorno a una delle domande fondamentali della vita:
preferiresti essere un mulo?

Non accade niente che non sia tutto.
Lunedi. Paterson apre gli occhi, una specie di sveglia silenziosa e immaginaria suona nella sua testa, tra le sei e dieci e le sei e mezza, ogni mattina. Bacia e abbraccia Laura, la sua ragazza, che dorme accanto a lui. Accarezza Marvin, il loro cane. Fa colazione. Cammina fino alla stazione dei bus. Si siede al posto di guida e, tirato fuori il suo fedele taccuino, annota dei versi, compone qualche strofa: è la sua quotidiana dose di poesia. Arriva il collega che si lamenta dei mille problemi della vita. Poi il bus parte, e Paterson – che vive a Paterson e che guida un bus chiamato “23-Paterson” – ascolta i discorsi dei passeggeri, affacciandosi in ogni vita possibile. Pausa pranzo. Consuma il suo pasto (nella sua lunchbox fanno capolino una foto della sua ragazza e un ritratto di Dante), scrive altri versi, continua la sua poesia. Torna a casa. Sul vialetto di ingresso riposiziona la cassetta delle lettere che pende da un lato. Cena con la sua Laura. Poi esce a passeggiare con Marvin. Si ferma al solito bar per la solita birra. Torna a casa, è notte, si infila a letto, abbraccia Laura. Il giorno finisce.

E poi di nuovo. Martedì. Sveglia, bacio, colazione, bus, poesia, collega, parole, pranzo, mi piace molto come hai dipinto le tende, cena, passeggiata, bar. E poi di nuovo. Alba, carezza, colazione, camminare, poesia, quante storie custodite nei volti del mondo, cane, birra, notte. E ancora. Luce, sorriso, taccuino, passeggeri, Laura, Marvin, pancake, chitarra, e la pioggia si ferma e mi fermo anche io. E mercoledì e giovedì e ancora e ancora e la bellezza del gesto.

Mi sveglio, sento il suo respiro sulla mia schiena, mi alzo e faccio colazione, devo ricordarmi di fare le fotocopie del taccuino, sì te l’ho promesso le farò questo weekend, l’aria è tiepida e sa di profondità oceaniche, cammino e osservo chiunque, compongo versi, mi siedo, scrivo, accendo il motore, la poesia è un fiore che sboccia dentro un temporale, ascolto i discorsi delle persone, il pomeriggio arriva senza avvertire, il vialetto di casa mia, ma perché questa cassetta delle lettere pende sempre da un lato?, la sistemo, ascolto i sogni della mia ragazza, il suo entusiasmo è un fiume in piena, c’è odore di dolci, le tende colorate, mi chiede oggi cosa ho scritto, ceniamo mentre il tramonto ci attraversa, esco con il nostro cane, mi siedo al bar, la vita scorre, bevo la mia birra, torno a casa, mi infilo nel letto accanto a lei, sento il suo respiro sul mio naso, mi addormento.


Chi è Paterson?
(E chi è il poeta?)
Può un film che non dice nulla parlare di ogni cosa, dell’unica cosa?
Quante domande: quanti demoni.
Il demone che fa più paura è tanto antico quanto affamato, si chiama «chi sei?».
Chi sei, Paterson?
Dove non stai andando?
In questo film non accade praticamente niente di niente, o forse accade proprio il niente di niente.
Qualcosa di stupefacente, meraviglioso e terribile.
Esattamente come la poesia.
Il luogo preferito di Paterson. E quindi la domanda ritorna: chi sei?
(E perché i poeti? – come si chiede Heidegger).
Può un film senza storia, che non ti racconta niente, parlare di te?
Il fatto è che questo film – dal ritmo ripetitivo e circolare, a tratti banalmente dolce, inconcludentemente sostanziale, semplice, complesso, sorprendente, fuori piove, pervaso da una costante e malinconica inquietudine, continuamente in bilico tra l’oceano del non-è-successo-niente e quello del questo-sono-io – è in realtà un film assolutamente da non perdere, che adoro nonostante e a causa di ogni sua delicata insensatezza.
È un film che parla dell’essere poeti, ovvero un qualcosa che chiunque suppone o crede di poter essere, ma che appartiene soltanto ad alcuni.
Paterson è significativo, essenziale, profondo.
Perché in qualche modo ci costringe a chiederci:
preferiresti essere un maiale?

(Sembra tutto bellissimo. E lo è. Allora perché ho sentito un graffio di inquietudine durante tutto il film? Perché ho sempre avvertito un’ondata di malinconia, una vena di tristezza?)

26.2.21

Dove trovare da vedere i migliori 40 film dell'ultimo decennio diretti da donne (post aggiornato al 26 febbraio 2021)


Ho pensato che questo piccolo "lavoro" che ho fatto fosse giusto condividerlo anche qui nel blog (oltre che sulla pagina fb).
Vi copio incollo direttamente da lì, non c'è bisogno aggiunga niente, è spiegato tutto qua sotto.
Unica cosa è che quando trovate segnalato che quel film "lo condividerò" (in file) mi riferisco alla pagina fb, non al blog

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 LISTA SU DOVE TROVARE I MIGLIORI FILM DIRETTI DA DONNE

Vi ho fatto un lavoro di ricerca ed eccoci qua, con un elenco di 42 film, 27 consigliati da me nelle due liste di qualche giorno fa, 15 suggeriti dai lettori (in alcuni casi complici dimenticanze mie, come The Breadwinner, Madeline's Madeline, The Rider e altri)
Quando trovate scritto "gratis" su qualche piattaforma è da intendersi che sono gratuiti per chi, ovviamente, ha un abbonamento.
A parte casi come RaiPlay in cui il gratuito è assoluto, per tutti
Nei casi in cui vi ho indicato i prezzi è da intendersi il noleggio, non l'acquisto definitivo del film
Va da sè che moltissimi (80%) di questi film li potete comprare anche in dvd ma solo uno (mi pare) - Lourdes - non è presente in nessuna piattaforma ma solo in dvd
Tutti i restanti, ossia quelli senza piattaforma nè dvd, cercherò di condividerli uno per volta. Non ho controllato se su questa schiera qualcuno fosse uscito in dvd ma essendo film mai distribuiti (molti sono del guardaroba) tendo a pensare di no.
Ovviamente ci potrebbero essere piccoli errori, o miei o del motore di ricerca che ho usato per trovare le varie piattaforme, nel caso scusatemi
Quello che è sicuro che grazie al vostro contributo una lista così piena e qualitativa di film diretti da donne non la trovate in rete da nessuna parte
un abbraccio
1 PERSEPOLIS - MUBI (gratis) - GOOGLE PLAY, CHILI, TIMVISION (2,99 ciascuno)
2 LOURDES - solo dvd
3 ATTENBERG - non disponibile, ve lo caricherò
4 IL LIBRAIO DI BELFAST - CHILI (2,99)
5 POLISSE - TIMVISION, CHILI, GOOGLE PLAY (2,99 ciascuno)
6 E ORA PARLIAMO DI KEVIN - RAKUTEN, CHILI (2,99 ciascuno)
7 THE SELFISH GIANT - PRIME gratis
8 TORE TANZT - non disponibile, ve lo caricherò
9 RESPIRE - non disponibile, ve lo caricherò
10 BABADOOK - TIMVISION, CHILI, GOOGLE PLAY, RAKUTEN (2,99 ciascuno)
11 A GIRL WALKS HOME ALONE IN THE NIGHT - PRIME gratis
12 ZURICH - non disponibile, ve lo caricherò
13 THE INVITATION - PRIME gratis
14 SAMI BLOOD - CHILI (2,99) - RAKUTEN (3,99)
15 RAW - CHILI, TIMVISION (2,99 ciascuno)
16 PIN CUSHION - non disponibile, ve lo caricherò
17 CORPO E ANIMA - PRIME, RAIPLAY gratis
18 REVENGE - TIMVISION, CHILI, GOOGLE PLAY, RAKUTEN (2,99 ciascuno)
19 HIGH LIFE - PRIME gratis
20 HOLIDAY - non disponibile, ve lo caricherò
21 MUG - PRIME gratis
22 CAFARNAO - NOW TV, SKY GO gratis
23 NANCY - PRIME gratis
24 HONEYLAND - non disponibile, ve lo caricherò
25 RELIC - dovrebbe uscire
26 RUBY SPARKS - DISNEY PLUS gratis
27 THE LODGE - NOW TV, SKY GO gratis
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AGGIUNTI DAI LETTORI
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DETROIT - PRIME gratis
BREADWINNER - NETFLIX gratis
LADY BIRD - INFINITY gratis
THE FAREWELL - NOW TV, SKY GO gratis
WINTER'S BONE - CHILI, RAKUTEN, GOOGLE PLAY (2,99 ciascuno)
LEAVE NO TRACE - CHILI, RAKUTEN, GOOGLE PLAY, TIMVISION (2,99 ciascuno)
VI PRESENTO TONI ERDMANN - PRIME gratis
DOVE CADONO LE OMBRE - PRIME, RAIPLAY gratis
RITRATTO DELLA GIOVANE IN FIAMME - NOW TV, SKY GO gratis
LAZZARO FELICE - NETFLIX gratis
CERTAIN WOMEN - RAIPLAY gratis
THE RIDER - CHILI, RAKUTEN, GOOGLE PLAY (3,99 ciascuno)
MADELINE'S MADELINE - PRIME VIDEO gratis
EVOLUTION - INNOCENCE (due film stessa regista) non disponibili e nemmeno li ho visti, semmai ve li trovo e condivido

25.2.21

Recensione: "Mary e il fiore della strega" - Anime e Core, la grande passione per l'animazione giapponese - 11 - di Enrico G.


Zitto zitto anche Enrico supera i 10 appuntamenti con la sua rubrica ("impresa" che in 11 anni è riuscita solo a 3 persone) e ci presenta un altro anime, forse uno dei più "famosi" di questo suo appuntamento per appassionati.
Tra l'altro è passato poco tempo fa anche in tv, se ricapita dategli un'occhiata...
Vi lascio a lui
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Il primo sforzo dello Studio Ponoc, l’erede spirituale del mitico Ghibli, è un ottimo film. Anti-storia del prescelto per antonomasia, dove una ragazzina viene scambiata per una maga prodigio, racconta con delicatezza un percorso di crescita e consapevolezza del proprio valore, tramite gli unici mezzi dell’essere umano qualunque: inventiva e determinazione. Intorno a lei mondi fantastici, fiori misteriosi, strane creature, spavento e meraviglia.

Commenti tecnici: per una volta l’insuccesso avuto non rientra tra le colpe dell’Italia, dove c’è stato un contributo di tutto rispetto, senza distribuzioni ritardatarie, adattamenti grotteschi, o trailer spoilerifici. La fredda e ingiusta accoglienza non sembra comunque aver fermato questi artisti straordinari (chi ha Netflix ci può trovare la loro seconda fatica, Modest Heroes), che meritano quantomeno una rivalutazione.

Disponibile nel dvd della Lucky Red.

Spoiler minimi all’inizio, sempre maggiori dopo ogni immagine


Qualche anno fa: esce nei cinema Quando c’era Marnie, un drammatico anime. Il suo misto di bellezza e tristezza sembra quasi un monito, una pietra tombale sul luogo dove nacque, il regno dei sogni e della follia. Lo Studio Ghibli chiude essenzialmente i battenti, provato da alcuni flop come La storia della principessa splendente.

La sceneggiatrice di quest’ultimo, Riko Sakaguchi, e il regista di Marnie, Hiromasa Yonebayashi, vogliono perpetuare quella storia di mondi fantastici, bambini che non si arrendono mai, Natura da proteggere e amare. Non è l’argomento predominante, cos’era il Ghibli nel mondo dell’animazione giapponese, ma come nasce lo Studio Ponoc, nuova casa di tanti animatori, desiderosi anche solo di poter lavorare, e di farlo con le mani e l’inchiostro, allo stesso modo stabilito e insegnato trent’anni prima dai migliori produttori d’animazione del mondo di tutti i tempi.

Evidentemente questo ci si aspettava da Mary: un nuovo battesimo del fuoco, come successe ai tempi, quando Hayao Miyazaki, Isao Takahata e il compositore Joe Hisaishi si misero assieme per la prima volta creando Nausicaä della valle del vento. Ponoc ha invece posto davanti al mondo, con lo stesso tocco ventoso dell’illustre predecessore, un film di fantasia semplice, delicato, senza fronzoli. Quasi in contrasto con l’introduzione al cardiopalma: fuoco, esplosioni, musica concitata, e una giovane strega fulva che scappa a cavallo di una scopa reggendo dei misteriosi semi.

Poi si passa nel nostro mondo; al titolo, e a colei cui fa riferimento: Mary Smith. È la protagonista, sintesi di tratti che adoro: bambina, coraggiosa, annoiata, avventurosa, come la sua omonima de il Giardino Segreto, come Coraline, come la Victorique di Gosick. A casa della prozia Charlotte, lontana dai genitori presi dal lavoro e in procinto di iniziare una nuova scuola, passa le giornate desiderando di essere utile in qualcosa, parlando tra sé e sé. Davvero Mary monologa, descrivendo spesso ciò che succede o ripetendo le frasi altrui: ed è normalissimo, anche se molti ne sono stati infastiditi, per una bambina molto sola. Aleggia questa sorta di malinconia sul suo apparire piuttosto vivace, che più avanti nel film emergerà, assieme agli strani eventi che le capiteranno.

 La sua voce italiana è quella meravigliosamente espressiva di Sara Labidi (in una specie di reunion con Yonebayashi, doppiava lei Anna in Quando c’era Marnie), che spicca in un film pieno fino all’orlo di doppiatori fenomenali, dove ho particolarmente apprezzato Carlo Valli (storica voce di Robin Williams) nel ruolo di Zebedee il giardiniere. Lui e Mary hanno un dialogo incredibile, dopo che lei trova un misterioso fiore blu nel bosco. Non perché la scrittura sia fenomenale, ma per l’atmosfera che trasuda da ogni tratto di matita.

“Dicono che cresca solo in questa foresta, e sbocci solo una volta ogni sette anni. Sembra che in passato pure le streghe ne andassero in cerca.” “Le Streghe?” “Già. È il fiore della strega”.

 Il venticello, l’ombra improvvisa, gli archi in sottofondo, di cui ti accorgi solo quando si interrompono. È ancora magia Ghibli, con tutto il suo impalpabile carico di mistero e aspettative di una grande avventura. E come si addice, la presenza di un gatto nero, che guida la protagonista in un mondo fantastico ma sottilmente inquietante (ancora, grandi similitudini con il capolavoro in stop motion Coraline). Tib, il cucciolo dal colore della notte, lo sguardo smeraldino, alquanto truce, sembra proprio il tipico gatto di campagna da romanzo inglese. Un animale normalissimo, dotato di una qualche conoscenza non umana, dell’oltre. Per esempio su quel fiore, così incantevole ed enigmatico, il Volo Notturno. E Mary vola, verso lati ignoti della volta del cielo, con placide colline erbose, appena accennate tra la nebbia, e un gigantesco complesso, davanti palazzo di Aladino e retro acciaieria, che svetta lì in mezzo. Un mondo parallelo, e la sua scuola di stregoneria con tutti gli insegnamenti, il box delle scope volanti, universitari con animale al seguito. Ogni accusa di plagio ad Harry Potter rimbalza chiaramente al mittente, essendo questo film basato sul romanzo The Little Broomstick, che Mary Stewart scrisse ben ventisette anni prima del successo della Rowling.


È proprio con Piccola Scopa che comincia l’esplorazione di questo strano posto, di cui il bastone in saggina per lungo tempo inanimato è il primo rappresentante. Come Tib non parla (e non lo farà per tutto il film), braccia o faccia non ne ha. Eppure, con qualche mugugno e i soli movimenti, ha una personalità inconfondibile, comprese idiosincrasie, affezioni e difetti, tipo un eccessivo entusiasmo e la inesorabile tendenza a precipitare. È il suo schianto nel deposito di scope, la prima volta che viene cavalcata, che introduce al personaggio di Flanagan. All’inizio pensavo che avrei davvero odiato Flanagan il guardiano, lo strano topo parlante. Vestito come una specie di alpino e dalla personalità altrettanto sopra le righe, è invece un personaggio che ti entra dentro dopo più visioni, come fanno certi personaggi neutrali tipicamente Ghibli (come Piccino de La Città Incantata, ma se vogliamo anche, in un contesto totalmente diverso, Mefisto di Demon City Shinjuku), che non prendono posizione o aiutano solo marginalmente il protagonista.

20.2.21

"Dare del lei al cinema", Venticinque bellissimi film dell'ultimo decennio diretti da registe donne - PARTE SECONDA


Ed eccoci arrivati alla seconda parte della lista su 25 film bellissimi diretti da registe donne nell'ultimo decennio.
Siccome è l'ultimo appuntamento ci tenevo a dirvi che mi dispiace molto non aver visto tantissimi film che sicuramente avrebbero meritato di star qua, come ad esempio l'ultimo della Sciamma o American Honey o qualcuno della Rohrwacher (di cui non ho visto ancora nulla).
Vi invito quindi a completare nei commenti questa lista, può fare davvero comodo ad un lettore.
Ah, ho messo due film "bonus" (quindi sono 27) perchè diretti da una coppia.
Come ieri i film sono in semplice ordine cronologico e non ho avuto voglia di linkare le singole recensioni, che trovate nell'archivio generale semmai

THE INVITATION - 2015 - Karyn Kusama


Se il più bel horror del decennio (per me) era stato diretto da una donna, così vale anche per il più bel thriller psisologico. Non so che dire, l'ho visto ormai 4 volte (e io non rivedo mai niente) e trovo The Invitation perfetto.
Un film ambiguo, inquietante e doloroso, tanto doloroso.
Con un attore principale che non te lo dimentichi più

SAMI BLOOD - 2016 - Amanda Kernell


Un film che racconta la Lapponia di Babbo Natale in un modo completamente diverso.
Un popolo deriso, umiliato, studiato, misurato e marchiato come fossero bestie.
E una ragazzina che, a costo di salvarsi e dimostrare che anche lei può farcela, se ne fugge via, nella Svezia di quelli belli, alti, biondi e intelligenti.
Ma i cerchi poi di chiudono, sempre.
E ci sarà ancora una montagna per lei, ancora un canto.

RAW, UNA CRUDA VERITA' - 2016 - Julia Ducournau


Al netto di qualche difetto (soprattutto nei personaggi secondari e nel racconto dell'università) un grande film, abbastanza disturbante, che può essere metafora di mille cose diverse, la questione alimentare, il sesso, le dipendenze, la voglia di esser liberi.
Da rivedere

PIN CUSHION - 2017 - Deborah Haywood


La storia di Lyn e di sua figlia Iona.
Lei donnone brutto e zoppo perennemente umiliato dal prossimo.
Lei, adolescente bruttina (ma affascinante) e strana, perennemente umiliata dal prossimo.
Una coppia di losers insomma, che vive in una casa dai colori pastello, con un uccellino.
Film imperfetto, anche acerbo, ma pieno d'amore dentro.
Due personaggi indimenticabili, un finale che vi colpirà al cuore, l'ennesimo racconto di quell'impari battaglia tra la bontà e la cattiveria umana.

CORPO E ANIMA- 2017 - Ildiko Enyedi


Il vincitore di Berlino è un film bello, forse bellissimo, che ha però evidenti problemi di sceneggiatura, specie nella costruzione dei personaggi secondari o in alcuni passaggi narrativi.
Eppure è potente lo stesso, eppure la storia di lei e di e lui, la storia di questi due cervi, è davvero tanta roba.
Un film sull'amore forse, o su una ricerca.
Con un personaggio, quello di lei, davvero straordinario


REVENGE - 2017 - Coralie Fargeat


Qualcuno magari storcerà il naso che in mezzo a così tanti bei film ci sia Revenge.
Eppure non solo per me è bellissimo (forse il miglior rape and revenge tra i recenti) ma era impossibile non mettere in questa lista un film che affronta in maniera così brutale il vero cancro del mondo di oggi, la violenza alle donne (forse solo Holiday lo affianca in questo).
Un'opera visivamente magnifica, tesa, disperata, dallo stile pazzesco.
Che mi aveva lasciato perplesso per una inverosimiglianza che ne minava quasi il valore. Poi, con l'aiuto di un lettore, ho capito che forse quella cosa aveva un senso

HIGH LIFE - 2018 - Claire Denis


High Life è un film ambiziosissimo (uno dei più ambiziosi visti questi anni nello sci-fi) che trasla nella cornice fantascientifica concetti primordiali e assoluti come quello della maternità (vita) e del senso dell'esistenza.
Ambientazione alla Moon, richiami di The Martian (vedi l'orto), pennellate di Wall-E (con quelle immagini malinconiche della Terra e di quello che eravamo) e, come detto, un sottotesto autoriale fortissimo.

HOLIDAY - 2018 - Isabella Eklof


Un gruppo di danesi in vacanza in Turchia.
Ville, lusso, gioielli.
Sono trafficanti di droga.
Sascha è l'ultima ragazza del boss Michael. E' svampita, "bambina", vive quel rapporto dominante e violento e forse vorrebbe uscirne, magari grazie all'aiuto del tenero Thomas.
Ne nasce un film molto lento, pieno di nulla ma dalla grandissima potenza psicologica, specialmente grazie a 3 personaggi principali scritti da Dio e a dei dialoghi perfetti.
Un film sulla dipendenza emotiva e psicologica, con un finale sorprendente e difficile da dimenticare

MUG- 2018 - Malgorzata Szumowska


Un film polacco che sembra raccontare la tragedia di un ragazzo a cui cambia la vita da un giorno all'altro.
Ma, in realtà, Mug è una spietata condanna di una comunità, e forse di un Paese intero, un Paese che costruisce la statua del Cristo più alta del mondo (tutto vero, è in Polonia) ma che non sa mostrare affetto per un loro figlio, un ragazzo meraviglioso la cui tragedia, fosse per lui, non l'avrebbe cambiato.
Ma senza amore degli altri niente ha più senso.
Vi innamorerete di Jacek, della sua forza, del suo sguardo

CAFARNAO (CAOS E MIRACOLI)- 2018 - Nadine Labaki


Cafarnao è un film di adulti e bambini, genitori e figli, in una Beirut povera, poverissima, dove le ragazzine vanno in sposa a 11 anni, dove altri ragazzini devono sopravvivere per strada, dove un'intera città, ma forse un intero paese, ma forse un intero mondo, sembra indifferente a tutto.
Emozionante ma mai esagerato, secco ma sempre con un filo di speranza dentro, Cafarnao è la storia di Zain, un bambino eccezionale che non cerca l'aiuto di nessuno ma tutti aiuta.
E del suo grido d'accusa.
A noi.

NANCY - 2018 - Christina Choe


Un film di impressionante precisione psicologica.
Nancy è una 35 enne bruttina, sola, abituata a mentire e incapace di dare e ricevere amore.
Un giorno scopre che 30 anni prima una bimba di 5 anni era scomparsa.
Il volto che dovrebbe avere adesso quella bambina è il suo volto.
Contatta quella famiglia disperata, si trasferisce da loro.
Ne nasce un film bellissimo, profondamente malinconico ma anche teso, quasi un thriller.
Un film sul vero e il falso, sull'intuito e la razionalità, sul valore che può avere il voler bene di per sè, a prescindere dai rapporti carnali.
Con un personaggio principale (e l'attrice che lo interpreta) pazzeschi

HONEYLAND - 2019 - Tamara Kotevska


Uno straordinario documentario visto al Festival dei Popoli di Firenze.
La storia di Hatidze e delle sue api, del suo vivere col niente, della sua forza, della sua effimera felicità e voglia di vivere e divertirsi quando arriva quella nuova famiglia.
Ma nel suo destino no, la felicità non esiste

RELIC - 2020 - Natalie Erica James


Un horror che sembra solo tale per almeno un'ora per poi rivelare un'anima bellissima, che porterà ad un finale, per quanto mi riguarda, da pelle d'oca.
Uno di quei film, come Babadook, come The Orphanage, in cui piano piano viene fuori un lato umano così importante da commuovere.
Tutto questo senza aver paura di usare clichè, mostrarsi per quasi tutto il tempo come un qualcosa di visto e rivisto.
Non piacerà a chi ama gli horror da sala ma sono sicuro che sarà amato da chi ha voglia di riflettere e "capire" cosa si nasconda sotto le terrifiche spoglie del genere.

DUE FILM BONUS DIRETTI DA UNA COPPIA, UOMO E DONNA

RUBY SPARKS - 2012 - Jonathan Dayton, Valerie Faris


Film sottovalutatissimo e coraggioso.
Pare quasi una commedia sentimentale ma poi diventa una incredibile metafora tra la scrittura dei personaggi (che quindi sono "nostri") e la manipolazione nella vita reale.
Imperdibile

THE LODGE - 2019 - Severin Fiala, Veronika Franz


Dai registi di Goodnight Mommy un impressionante thriller/horror che si candida ad essere uno dei più belli di questi nostri anni.
Un film che si trasforma continuamente, pieno di dolore, suggestioni, paranoie, cattiverie.
Due ragazzini orfani di madre che devono passare il Natale con la nuova compagna del padre.
Si proverà empatia, paura e avremo un finale talmente grande e terribile da non poterselo dimenticare

19.2.21

"Dare del lei al cinema", Venticinque film bellissimi dell'ultimo decennio diretti da registe donne - PRIMA PARTE



 Credo che molti che mi conoscono sappiano il debole che ho per le donne.
Non mi riferisco assolutamente al lato relazionale o peggio ancora a quello sessuale, ma proprio a quanto io mi senta attratto dalla loro sensibilità, dal loro modo di pensare, dalla loro grazia e anima. Mi è stato sempre detto che ho una testa femminile, per me è il miglior complimento che posso ricevere.
Per fortuna da una ventina d'anni non è più una notizia trovare film diretti da registe donne, anche in questo campo si sta arrivando faticosamente alla tanto agognata parità di genere.
Certo, sono ancora pochissime rispetto ai maschi e certo, devono sempre faticare quel qualcosa in più dell'uomo, ma ormai ritrovarci film a direzione femminile sta diventando una sempre più piacevole abitudine.
Ho allora voluto fare una lista segnalandovi 25 film degli ultimi 10 anni che io reputo bellissimi, ovviamente tutti diretti da donne.

I film per una volta li metto in ordine cronologico. Come noterete più passano gli anni più film i film saranno concentrati. Non è un caso, ogni anno i film diretti da donne aumentano esponenzialmente (ci sono vari studi su questo).
Non ce la faccio a linkarvi le recensioni, se volete leggerle c'è la pagina "tutti i film recensiti" qua sopra

PERSEPOLIS - 2007 - Marjane Satrapi


Spero che nessuno si indigni se, come primo film, io non rispetti la regola de "ultimo decennio".
Ma come si fa a non citare questo capolavoro dell'animazione, divertente, emozionante, colto, importante, coraggioso. La storia autobiografica della regista, il suo crescere in un paese, l'Iran, in cui dittatura e repressione proibiscono a tutte le donne (e non solo loro) di vivere una vita normale.
Marjane dovrà fuggire a Parigi, ma il suo cuore resterà sempre laggiù

LOURDES - 2009 - Jessica Hausner


Altro piccolo strappo alla regola temporale.
Un film che è passato quasi inosservato di una regista considerata in qualche modo un'allieva di Haneke (tra l'altro è uscito da poco il suo ultimo film, dalla trama stranissima, Little Joe).
Siamo su livelli veramente altissimi per una pellicola così intelligente che vinse premi su premi sia nel mondo religioso che in quello laico.
Christine è in sedia a rotelle, va a Lourdes senza crederci granchè.
Ancora adesso considero i 5 minuti finali di questo film come tra i più belli che io abbia mai visto

ATTENBERG - 2010 - Rachel Tsangari


Ebbene sì, la nuova impressionante ondata greca ha anche una donna tra le sue fila, la Tsangari.
La storia di Marina, una giovane incapace di relazionarsi col prossimo che conosce la vita solo attraverso documentari e lezioni di amore e sesso con una sua amica.
Un film strano (come sempre i greci) ma bellissimo

IL LIBRAIO DI BELFAST - 2011 - Alessandra Celesia


Un minuscolo documentario di una dolcezza disarmante.
Come disarmante è la donna (che ho avuto la fortuna di conoscere ed intervistare) che l'ha girato, Alessandra Celesia, una delle persone più umili, tenere e umane che abbia mai incontrato.
La storia di John, un ex libraio, e delle sue amicizie. Film di uomini, di riscatto, di abbracci e speranza.

POLISSE - 2011 - Maiween


Un film durissimo che racconta, quasi come un documentario, le vicende della polizia francese specializzata nella protezione dei minori.
Per conoscere un mondo terribile, torbido, mostruoso

E ORA PARLIAMO DI KEVIN - 2011 - Lynne Ramsey


Opera glaciale e meravigliosa che metterà a dura prova lo spettatore.
Poche volte il tema della differenza tra esser madre e sentirsi madre era stato affrontato in maniera così coraggiosa e senza filtri.

THE SELFISH GIANT - 2013 - Clio Barnard 


Il solito cinema inglese crudo, vero, scarno, violento.
E bellissimo.
Un film di cavi e cavalli, dolcezza e violenza, odio e amicizia.
Con un quarto d'ora finale che non riuscirete a dimenticare

TORE TANZT - 2013 - Katrin Gebbe


E' la storia di Tore, un ragazzo alto e biondo che ha fatto dell'amore per il prossimo e della bontà d'animo delle missioni di fede.
Ma delle missioni di Fede nel vero senso della parola visto che è quest'ultima, la Fede, a guidarlo in ogni sua azione.
Un giorno, però, finisce a vivere in una famiglia che, in qualche modo, lo "adotta".
E in questa famiglia piano piano vengono fuori dei lati terribili ed è il nostro ragazzo, e non solo lui, a farne le spese.
Ma l'amore di Dio è più forte di ogni altra cosa e Tore accetterà il suo calvario.

RESPIRE - 2014 - Melanie Laurent



Opera prima della Laurent, l'indimenticabile Shoshanna di Bastardi senza gloria.
Uno di quei film in cui le cose che accadono non sono tanto fatti reali, ma moti dell'animo.

Una di quelle opere di impressionante perfezione psicologica.
Un rapporto morboso, sbilanciato, dove qualcuno vuole e sogna cose che l'altro non pensa nemmeno.
Un film su una splendida ragazza che come un palloncino inizia a gonfiarsi di dolore, speranze disilluse, amori indefiniti, scherno, rabbia e delusioni.
Un film sulla manipolazione.
E sul tentativo di riscatto, di dimostrare che puoi correre anche senza l'altra, anche più forte di lei.
Ma un animo come quello di Charlie non è abituato a questo.
E il respiro si fa sempre più affannato


BABADOOK - 2014 - Jennifer Kent


L'ho definito il più bel horror di questo decennio, credo non debba aggiungere altro.
Raramente forza visiva, atmosfera e metafora esistenziale hanno trovato una simbiosi tra loro così perfetta.
Devastante

A GIRL WALKS HOME ALONE IN THE NIGHT - 2014 - Ana Lily Amirpour


Un film a suo modo davvero unico.
Elegantissimo, visivamente splendido.
In una città iraniana devastata dal peccato, sorta di Sin City meno stilosa e più vera, in questo buio vivono spacciatori, magnaccia, puttane, drogati, transessuali e altra feccia su richiesta.
Sembra non esserci nessun altro, sembra non esserci niente di buono a Bad City, sembra non essere mai giorno.
E nell'oscurità, nascosta nel suo chador, si aggira una ragazza che sotto quel chador sprizza pop music e voglia di vendicarsi..
Gira solo al buio, gira sola al buio.

ZURICH - 2015 - Sacha Polak


Un film splendido.
Il racconto di una donna alla deriva, stravolta dal dolore per aver perso il proprio uomo.
Ma, piano piano, con una costruzione narrativa e una scrittura magistrale, Zurich ci racconterà che dietro quella condizione c'è anche altro.
Scritto da una donna, diretto da un'altra, interpretato, in modo magnifico, da un'altra ancora.
Imperdibile

FINE PRIMA PARTE