Ho trovato il modo per vedere serie più lunghe di 8 episodi e con più di una stagione.
Il tapis roulant.
Dopo una vita di sport sono troppi anni che sono fermo ed ho trovato allora questa soluzione. Ma come si fa a correre senza musica o senza vedere qualcosa? per me impossibile.
Ecco allora che ho pensato "Ma perchè non ti vedi cose che altrimenti non vedresti mai?"
Le serie lunghe.
Dovete capire che la visione di un qualcosa mentre si corre, senza ad esempio potere prendere appunti, è molto diversa da quella che ho di solito.
Ma sticazzi, almeno le vedo e qualche riga riesco comunque a scriverla.
Ho cominciato con Mindhunter, serie che per argomento mi ha sempre affascinato (adoro i serial killer).
E non potevo iniziare meglio.
Mindhunter racconta di come, alla fine degli anni 70, l'FBI cominciò finalmente a studiare le psicologie degli assassini più efferati, cercando di capire i motivi dei loro crimini, provando a trattarli come persone dalle quali poter ricavare qualcosa, poter studiare ed analizzare, non solo mostri da richiudere e far marcire in galera.
Questo avverrà grazie al giovane agente Holden Ford, uomo non intelligentissimo ma curioso e capace di avere intuito, in una istituzione, quella del Bureau, in cui l'intuito è bandito.
Piano piano, grazie anche all'aiuto di due colleghi, il metodo di Ford prenderà piede, i serial killer inizieranno ad essere ascoltati, il loro mondo dell'orrore ad essere conosciuto e catalogato.
Una serie in cui non vedrete un crimine ma che solo di quelli parlerà, un'opera dal profondo valore psicologico che racconterà quanto il confine tra mostro e persona "normale" sia labilissimo e di come, in fondo, quei mostri sono prodotti di contesti malati, traumi, mancanze.
Personaggi meravigliosi, grande etica, grande ricostruzione di un'epoca e di una mentalità.
E' il 1977, l'anno migliore del mondo.
Holden Ford è un giovane negoziatore dell'FBI, uno di quelli insomma che deve parlare e interagire con i malviventi in situazioni d'emergenza.
Nel prologo lo vediamo parlare con un pazzo che ha sequestrato delle persone.
Sto pazzo, alla fine, si sparerà in testa.
L'operazione per l'FBI viene considerata un successo visto che, a parte il criminale, nessuno è morto.
Ma per Holden no, Holden sente di voler andare oltre questo, sente che ha bisogno di capirli quei criminali, non considerarli solo dei pazzi, diversi da "noi", gente che deve essere rinchiusa in galera o morire.
Holden pensa che possano rappresentare una ricchezza, un'opportunità, un aiuto.
Grazie a Holden (che poi rappresenta l'alter ego del vero agente FBI che ha scritto il libro da cui la serie è tratta) comincerà un processo che rivoluzionerà l'FBI, sia nei metodi che nelle finalità.
Fino a quel momento i criminali venivano considerati mostri da sconfiggere, non "menti" sulle quali lavorare.
"Meglio le armi che il dialogo" era una delle massime.
Piano piano si comincerà a capire che dietro tante menti disturbate e assassine ci sono dei traumi, delle problematiche, dei contesti assolutamente determinanti.
E "studiabili".
Da quando son ragazzino ho una passione sfrenata per i serial killer, anche se, come tante mie passioni, è poi sfumata in questi ultimi anni.
Non era tanto il gusto per il macabro a farmeli "studiare" e conoscere quanto la stessa motivazione che muove Holden, ovvero "capirli", cercare di analizzare perchè una persona arriva ad uccidere sistematicamente, perchè lo fa in un certo modo, perchè sceglie certe vittime, perchè sceglie la morte alla vita.
In più il fatto che quasi tutti i serial killer fossero persone estremamente intelligenti rendeva la cosa ancora più affascinante.
Mindhunter era quindi una serie perfetta per me (grazie tapis roulant) già di suo ma poi l'impostazione che le è stata data me l'ha resa ancora più grande.
Pensate ad esempio che in 10 puntate in cui si parla solo di serial killer ed omicidi terribili ed inumani alla fine, di omicidi, non ne vedremo UNO.
Non so se sia stata una scelta etica, obbligata (magari essendo veri omicidi i parenti o altri non permettono di mostrarli) o semplicemente una genialata di sceneggiatura, ma ho adorato questo aspetto.
Avremo comunque più modi per conoscere questi delitti.
Lo faremo sia attraverso numerose fotografie (sempre ricostruite mi pare, non originali), sia attraverso i dialoghi degli agenti sia, ed è qui la parte migliore della serie, attraverso le parole degli stessi serial killer.
Sì perchè Holden e il suo staff proprio questo riuscirono a fare, ovvero andare a "intervistare" i killer direttamente in prigione, fu queste la vera rivoluzione.
All'epoca sembrava una cosa folle ed inutile (sono mostri, che ci vuoi ricavare?) e invece porterà ad una rivoluzione nel metodo investigativo, rivoluzione che aiuterà a capire traumi comuni dei killer, motivazioni comuni, modus operandi comuni. Attraverso queste profilazioni (analizzando ovviamente anche le differenze) si iniziò veramente a studiare la figura del serial killer (ovvero chi uccide almeno due persone in due momenti distinti), termine che proprio la crew di Holden Ford coniò in quegli anni.
Mindhunter è bellissima perchè lascia quasi niente allo spettacolo in favore di questo racconto della genesi di metodo investigativo, quasi fosse una serie in qualche modo documentaristica.

