Il cinema d'autore, o "elitario", o anche cosiddetto "sommerso", come piace definire all'amico Giuseppe, lo si potrebbe facilmente immaginare come la figura di un enorme albero, le cui ramificazioni corrispondono a molteplici stili che a loro volta prendono forma, generando altrettante sfaccettature di un universo cinematografico in realtà talmente ampio e denso nel quale, anche la semplice perlustrazione, finisce poi per condurre a una ricerca interminabile. Questa asserzione, giusto per far comprendere quanti film e autori, in realtà, restano sconosciuti ed invisibili agli occhi dei più. Quanta materia filmica si nasconde nei circuiti più underground o, ad esempio, nel sottobosco dei festival (specie quelli minori, spesso a tematiche ben definite) e quanto poco, infine, riesce effettivamente ad emergere. Dedito da anni all'esplorazione di questo cinema attraverso una miriade di visioni, potrei segnalare moltissime cose più che degne della carica di "migliori", ma che al contempo possono essere di difficile reperibilità (diretta richiesta a registi e produttori) nonchè fruizione (mancanza di sottotitoli in italiano, sperimentalismi estremi, ecc.). La mia scelta, quindi, anche per facilità nel venire incontro al pubblico di questo blog, alla fine è caduta su film e autori che negli anni sono comunque riusciti a eccellere da questo territorio "sommerso", facendosi un certo nome, ognuno attraverso un'impronta e uno stile ben caratterizzanti. Segnalerò dunque un esordio folgorante, un lascito altrettanto significativo, e i film di altri tre registi a mio avviso essenziali per lo sviluppo di quello che ad oggi viene più comunemente definito come "Contemporary Contemplative Cinema".
11.6.16
Il Controfestival - Rocco
Con l'occasione ho pensato di ragionare su alcuni importanti esperimenti cinematografici che più in profondità articolano in maniera originale l'espressione con ciò che si esprime. A mio modesto parere si tratta dei film che hanno portato alle estreme conseguenze l'impossibilità di fare cinema col solo cinema. Aldilà del primato di ogni narrazione, della dittatura della scrittura di scena, si tratta di tratteggiare una ricerca intorno al cinema della forma e del linguaggio. Il linguaggio, infatti, anche quello specifico del cinema, è il luogo in cui si articola ogni determinazione tra uomo e mondo. Prima ancora di definire ogni oggetto di indagine, esso è preso, intrappolato, irrettito dentro gabbie linguistiche. Ogni ente, prima di essere, di cominciare ad essere deve essere significante linguistico. Ogni realtà esterna prima di cominciare la sua esistenza filmica, deve essere filmata. Si tratterà di tratteggiare quest'ansia delle origini con alcune opere recenti, ma già imprescindibili, rappresentare lo sforzo di riflettere questo fondamento, attraverso film cardine che sviluppano una riflessione sull' a-priori linguistico del cinema tanto come patrimonio di uso comune (la lingua comune) che come fondamento ontologico (il linguaggio che da vita e senso alle cose).
1) Il linguaggio e la verità. Herzog - Into the abyss
Accade un omicidio, poi accade un processo e accade una condanna. Fra di essi solo nebbia. Pur ricostruendo la cronaca di una verità processuale, ogni volta, siamo sempre di fronte al racconto parziale di essa. Non c'è mai una verità, ma sempre una narrazione che si sfalda in un prisma di proiezioni. L'inchiesta di Herzog procede per sondaggi e fonda passati virtuali. L'idea che possiamo farci è che l'insieme dei ricordi dei testimoni non è sovrapponibile, ogni ricordo è una propria costruzione artificiale.
Il Controfestival - Emmegì
Cinema Nicchia: la formazione secondo Emmegì
C.T
Nome: VHS Khalouca di Nejib Belkadhi
Nazionalità: Tunisia
Numero di maglia e ruolo: CT – Kaloucha, Maestro di cinema, Maestro di vita.
Immagini:
Descrizione: A Sousse la gente gira con le scimitarre imboscate nei motorini. C’è vita a Sousse, e c’è anche la morte. A Sousse c’è un imbianchino pazzo per il cinema anni '70 e pazzo punto. Lo chiamano Kaloucha. Produce film che girano in VHS fra gli emigrati che affittano sale per rivedere i propri parenti personaggi di “Tarzan degli arabi”. Kaloucha è un’inesorabile forza del cinema e della Natura e la pellicola è un delizioso tributo a un modo di girare folle e socialmente utile. E’ anche un canto all’amicizia, alla leggerezza, alla comunità, con tanto, tanto, Mediterraneo dentro.
Slogan: Io sono tunisino!
Il Controfestival - Stefano Santoli
(alcuni titoli, li vedete da soli, rimandano alle recensioni)
Negli anni 2000, con l’avvento del digitale si sono estremizzate le due anime del cinema: l’anima-Méliès da un lato - quella visionaria (il digitale rende possibile far vedere l’impossibile – gli antesignani sono “Jurassic Park” e “Terminator 2”) - e l’anima-Lumière dall'altro, quella contemplativa, cui è dedicato questo post.
La sempre maggiore duttilità del mezzo (ormai si può fare un film con uno smartphone) e la liberazione dalla pellicola, costosa e limitata, hanno spalancato nuove frontiere di adesione alla realtà. Questo cinema è fatto spesso di inquadrature prolungate e ritmi dilatati che fanno percepire il naturale scorrere del tempo. Le premesse risalgono indietro di qualche decennio, all’epoca delle nouvelle vagues. L’ungherese Miklós Jancsó ad esempio fu un maestro del piano-sequenza e forse non è un caso se uno dei massimi esponenti del cinema contemplativo degli ultimi anni sia anche lui ungherese. Ogni estimatore di Bela Tàrr ha il suo film preferito; io sono affezionato a “Le armonie di Werckmeister” del 2000.
Il Controfestival - E.L.E.N.A
Se mi passate il termine, i film che ho scelto rappresentano una specie di Concept Album.Il tema cardine e l’amore nelle sue varie e diverse declinazioni.
Il lato A parla di amore.
Anche il lato B parla di amore a dir la verità.
O di non amore.
La particolarità di questi ultimi tre film è la scansione temporale, indicata graficamente allo spettatore, all’interno degli stessi. Giorni nel primo caso, mesi nel secondo e terzo.
Per quanto riguarda la “bonus track” è tutto invece in tempo reale, un unico piano sequenza.
Titolo: CINEMA DEL SENTIMENTO
SIZE 1
LOVE (la ricerca)
· Shortbus di John Cameron Mitchell - 2006
· XXY di Lucia Puenzo - 2007
· Desiderio/Sehnsucht di Valeska Grisebach - 2007
SIZE 2
LOVE (padri e figli)
· Il ritorno di Andrey Zvyagintsev - 2003
· Linha de passe di Walter Salles e Daniela Thomas - 2008
· Father and Son di Hirokazu Kore-Eda - 2013
BONUS TRACK
LOVE (tutto in una notte)
· Victoria di Sebastian Schipper - 2015
10.6.16
Il Film del Millennio: Secondo Turno - Gironi 5 - 8
Avrei dovuto/voluto/pensato di mettere questo post ieri a mezzanotte. Poi per almeno due motivi non ce l'ho fatta. Il primo è "fisico", sta diventando sempre più difficile seguire/creare/scrivere le cose del blog, ho bisogno di respirare qualche volta.
Il secondo motivo, invece, è che visto che pubblicai i primi 4 gironi di pomeriggio, dando quindi una settimana e una decina di ore per essere votati, pensavo che anche questi meritassero lo stesso spazio, ovvero una settimana più mezza giornata. In realtà per formare poi il terzo turno non userò il totale voti ma la media totale/votanti, quindi questa mia decisione di dare lo stesso spazio in questo senso è inutile. Ma ritengo sia giusto lo stesso.
Insomma, l'avrete capito, questa tornata finirà
VENERDI' ALLE 24.00, OVVERO LA NOTTE CHE ENTRIAMO IN SABATO
Il regolamento, ovviamente, è lo stesso degli altri gironi, semmai andatelo a leggere.
GIRONE SELLERS
5 KILL BILL
13 INCEPTION
21 THE DEPARTED
29 THE WRESTLER
38 INTO THE WILD
44 LITLLE MISS SUNSHINE
52 LADY VENDETTA
60 GRAND BUDAPEST HOTEL
68 GONE GIRL
76 LA VITA DI ADELE
GIRONE TOTO'
GIRONE TOTO'
6 THE WOLF OF WALL STREET
14 MYSTIC RIVER
22 LA 25IMA ORA
30 DOGTOOTH
37 IL CAVALIERE OSCURO
43 THE TREE OF LIFE
51 ALABAMA MONROE
59 DALLAS BUYERS CLUB
67 DEPARTURES
75 HOLY MOTORS
GIRONE DEAN
7 HER
15 IL SOSPETTO
23 IL PETROLIERE
31 THE LOBSTER
39 21 GRAMMI
42 MOON
50 DJANGO UNCHAINED
58 THE OTHERS
66 QUASI AMICI
73 DANCER IN THE DARK
GIRONE GASSMAN
GIRONE GASSMAN
8 NON E' UN PAESE PER VECCHI
16 THE PRESTIGE
24 REQUIEM FOR A DREAM
32 FERRO 3
40 DOGVILLE
41 MR NOBODY
49 LA DONNA CHE CANTA
57 A HISTORY OF VIOLENCE
65 IL SEGRETO DEI SUOI OCCHI
74 SHAME
9.6.16
Storie Feisbucchiane - 4 -
Ricordando che DOVETE votare entro mezzanotte di stasera (orario in cui dovrebbero apparire i nuovi gironi) siccome sarebbe stato brutto mettere recensioni o pezzi altrui poi "schiacciati" dal torneo, ne approfitto per mettere l'orribile rubrica delle cazzate che pubblico su facebook
Non me ne vogliate
LA PEPPAS
Chi mi conosce sa che sono molto esuberante.
Specie nei ristoranti, forse i posti, insieme alle librerie, dove mi sento più a mio agio (ad esempio in negozi di vestiti o di scarpe dopo 10 minuti devo uscire tipo allarme incendio).
Da almeno 15 anni mi ingrazio i proprietari facendo sempre il simpatico. C'ho sempre solo guadagnato. Di solito si diverte anche la gente che mi sta vicino, Rocco a parte che mi odia per questo.
Ma, a parte varie tecniche che cambiano da posto a posto ce n'ho una standard che non ha mai fallito, MAI.
Nel momento in cui vado a pagare il conto alzo la mano destra e dico a quello alla cassa:
Ma, a parte varie tecniche che cambiano da posto a posto ce n'ho una standard che non ha mai fallito, MAI.
Nel momento in cui vado a pagare il conto alzo la mano destra e dico a quello alla cassa:
"I caffè ce li offri vero?"
Chiunque si trova davanti una scena del genere è COSTRETTO a darti il 5 alto e offrirti il caffè, che sia uomo, donna, giovane, vecchio, proprietario o dipendente
mai fallito, è una tecnica psicologica impressionante, chiamatela la Peppas
8.6.16
Recensione "Shell"
Ragazzi! siamo in pochi, votate!!! manca solo un giorno e mezzo, muovetevi! (forse l'ho fatto troppo
lungo sto torneo, vi siete stancati...)
Questo film fa parte de La Promessa 2016 (5/15). Mamma mia...
Un piccolo film inglese praticamente girato in unità di luogo, una stazione di servizio.
Sembra parlar di niente, parla invece di tutto.
Ed è coraggiosissimo poi nel trattare quel rapporto tra padre e figlia. Ho cercato di parlarne con lo stesso coraggio.
Shell, ci tiene a dirlo lei stessa in risposta a quella coppia che ha travolto il cervo, non è "come il nome della pompa di benzina, ma come la cosa più preziosa che puoi trovare in mare, la conchiglia".
Sì, perchè Shell, preziosa, lo è davvero in effetti.
E però, forse per destino, forse per scelta dei genitori, lei in una pompa di benzina, in una stazione di servizio, ci lavora e vive davvero.
Lei e suo padre, nessun altro.
5.6.16
Recensione "Il Mistero del Falco" - Il Bar dei Nottambuli, viaggio nella storia del noir americano - 1 - di Fulvio Pazzaglia
Fulvio è un mio amico.
Ci siamo conosciuti all'istituto per cerebrolesi che abbiamo frequentato per poter terminare il liceo. Io venivo da due bocciature e, fosse stato per me, mi sarei fermato volentieri. Lui boh. In ogni caso faceva parte del 10% di non cerebrolesi.
Dopo anni e anni lo incontro di nuovo in una piadineria. Poi dopo mesi e mesi fuori da un negozio. Mi dice di essere un grande appassionato di cinema, specie del vecchio cinema, e specie americano.
"Sei uno stronzo se non mi fai una rubrica allora" gli dico in tono minaccioso.
Il mio carisma è irresistibile, si sa.
Beh, dopo un pò di tentennamenti eccoci qua.
E così dopo Giorgio abbiamo un altro grande appassionato-conoscitore di un cinema altro, un cinema che qua ne Il Buio in Sala mancava.
Non so se qualcuno di voi ha la stessa passione di Fulvio, casomai fatevi sentire.
Inizia con “Il Bar dei Nottambuli” la nostra rubrica dedicata al genere noir.
Ci addentreremo nei vicoli bui dell'animo umano, attraverso sogni infranti e ossessioni, tra fumo di sigarette e puzzo di cordite.
Preparatevi, il nostro è un viaggio che avrà come destinazione la notte più fonda. Analizzeremo le tematiche, i capolavori, i maestri attraverso sessanta anni di noir americano e non, vedendone assieme l'evoluzione.
Germogliata in seno alla letteratura poliziesca hardboiled e debitrice dei gangster-movies degli anni '30 del Novecento, la nera pianta del noir ricevette l'innesto delle inquietanti fantasie e delle ossessioni del cinema espressionista tedesco, grazie all'apporto di registi quali Fritz Lang o Robert Siodmak, in fuga dalla morsa nazista in Europa.
Un ibrido, uno stile, una visione cupa e ossessiva del mondo e della realtà: il noir è lo specchio distorto delle angosce dei protagonisti.
La notte e la città sono gli amplificatori delle alienazioni di questa umanità travolta da passioni implacabili o dal peso opprimente di un passato pieno di colpe.
Ambigui, cinici e disillusi, gli avventori del nostro bar ci racconteranno ogni mese le loro storie grondanti sangue, miseria e volontà di riscatto.
State comodi e fatevi un bicchiere di quello forte.
Ne avrete bisogno.
THE MALTESE FALCON (Il mistero del falco, 1941), ovvero TUTTO PER UNA MALEDETTA STATUA
“Tom Polhaus: È pesante. Di che materiale è?
Sam Spade: È la materia di cui sono fatti i sogni.”
La ricerca di una preziosa statuetta è al centro di questo noir dell'allora regista esordiente John Huston. Girato in solo sei settimane e con un budget per l'epoca ristretto, l'adattamento cinematografico del celebre giallo di Dashiell Hammett è entrato nell'immaginario collettivo per i toni cupi del bianco/nero della fotografia, l'atmosfera claustrofobica degli ambienti e la caratterizzazione dei personaggi.
La storia è un classico della narrativa hard boiled americana.
Una donna bisognosa d'aiuto (interpretata da Mary Astor) entra nell'ufficio della coppia di investigatori privati Sam Spade (un granitico Humphrey Bogart) e Miles Archer. La giovane, che si presenta come Miss Wonderly, è alla ricerca della sorella scomparsa assieme a un balordo, Floyd Thursby. Il socio di Spade, Archer, accetta di cercare Thursby e di riportare incolume la sorellina.
La questione si complica quando la notte stessa Archer viene trovato morto in una scarpata. Spade, che ha sempre nutrito scarsa stima per il socio, decide comunque di venire a capo della faccenda. Anche Thursby, il maggiore indiziato della morte di Archer, viene in seguito assassinato. Confrontandosi con l'ambigua Miss Wonderly, il detective scopre che in realtà la sua vera identità è quella di Bridgid O'Shaugnessy e che è lei l'amante di Thursby.
Parallelamente, una serie di loschi individui capeggiati dal “grassone” Casper Gutman (un bravissimo Sidney Greenstreet alla sua prima esperienza come attore di cinema) si avvicinano al detective per incaricarlo di trovare una preziosissima statuetta a forma di falcone.
Solo in seguito Spade verrà a conoscenza che la coppia di amanti era in combutta per sottrarre la statuetta sia al legittimo proprietario che a Gutman. Una volta in possesso del falcone, si scoprirà trattarsi di un falso. Gutman riprenderà le ricerche con i suoi uomini e Spade consegnerà alla polizia Bridgid, artefice della morte di Archer e del suo ex amante Thursby.
L'avidità e l'ambivalenza dei personaggi de Il mistero del falco salta subito all'attenzione. Persino Sam Spade ha un modo di agire non molto diverso dai criminali che combatte e mostra di sapersi muovere a suo agio negli ambienti malavitosi. Unico sentimento che nobilita in qualche modo il detective, è la volontà di giustizia e di cameratismo nei confronti del socio ucciso. Spade non ha mai amato Archer, ma come membro della sua organizzazione egli merita di essere vendicato e il colpevole assicurato alla giustizia, anche se si tratta della donna di cui si è invaghito. Ma a parte questo sprazzo di luce in un torbido pozzo nero di ambiguità morali e di violenza, l'umanità ritratta ne Il mistero del falco è senza speranza di riscatto alcuno, condannata a sprofondare nel baratro della propria cupidigia.
Girato quasi interamente in interni per restrizione di budget (indice in questo e in altri film noir della considerazione goduta da questo genere di pellicole), il film di esordio di John Huston resta un caposaldo del genere, capace a distanza di anni di emozionare lo spettatore e di saperlo trascinare nel ritmo serrato di una caccia all'ultimo sangue.
Colpisce Mary Astor come spietata dark lady, lanciando una tipologia di personaggio caro al genere noir, quello della femme fatale immorale e pericolosa come un cobra, che troverà con attrici come Barbara Stanwyck, Ava Gardner, Jane Greer e Rita Hayworth la consacrazione definitiva
4.6.16
Recensione "Quando eravamo Re" o, soprattutto, il racconto dell'estate di 20 anni fa quando, con un ginocchio sfracellato, conobbi Alì (ma, anche, BuioDoc 29)
E' il 1996 e ho 19 anni.
Una settimana prima del mio, devastante, incontro con Alì un mio amico, pazzo e squilibrato -Stefano- si offre di accompagnarmi a casa dal bar, nemmeno 500 metri di distanza credo.
Inconsciamente, accetto.
I 500 metri sono in discesa, e lui li fa a tutto gas, accelerando. Per andare a casa dei miei bisogna svoltare dalla strada principale al viottolo sterrato che vi ci porta.
Stefano non decelera nemmeno quando svolta nel viottolo. Lo sento ridere, io urlo.
Prende un piccolo dosso (la strada sterrata è leggermente rialzata dall'altra).
Voliamo, letteralmente. Atterriamo circa 10, 15 metri dopo, praticamente all'ingresso di casa.
Dal bar iniziano ad accorrere tutti, siamo a 300 metri da loro, è notte fonda e lo schianto l'hanno sentito benissimo. A me mi trovano per terra, la testa a mezzo metro di un cordolo di cemento che, che ne so, magari avrebbe significato, vabbeh, lasciamo perdere.
Lui è dentro casa dei miei, al bagno, a fare versi assurdi mentre tiene sotto l'acqua un gomito in cui i sassi hanno provocato un buco profondo cm, si vede l'osso.
Io ho un ginocchio sfracellato dai sassi e dalla caduta, non rotto però.
Mi portano dentro casa, insulto Stefano al limite del venire alle mani. Lui, invece, continua a ridere.
Avevo un torneo di calcetto 4 giorni dopo. Senza alcun senso ci provo lo stesso a giocare. Dopo 20 minuti il ginocchio comincia a sanguinare moltissimo, mi fa male, mi innervosisco e vengo espulso, l'unica espulsione in circa 20 anni di calcio e calcetto.
Me ne torno a casa, tanto, 3 giorni dopo, sarebbero cominciate le Olimpiadi.
2.6.16
Il Film del Millennio: Secondo Turno - Gironi 1 - 4 più REGOLAMENTO
Ci siamo ragazzi...
La prima fase si è ufficialmente chiusa con i ripescaggi. 136 film sono stati eliminati, 80 sono andati avanti. Eccoci quindi alla seconda fase e, lo capirete da soli, se la prima è stata difficile questa, e tutte le successive, lo saranno ancora di più.
Ci vuole quasi coraggio a votare.
Ho pensato però ad un metodo meno traumatico per farlo. Non me la sentivo infatti, su 80 film, di mandarne avanti solo 20 o 30. E allora ho pensato, d'ora in poi, di ragionare sempre al 50%.
Ho formato (con l'aiuto di Stefano) 8 gironi da 10 film l'uno.
Ho preso la griglia che si era formata con i gironi. I primi 72 film messi in ordine di "percentuale punti" raccolti nei gironi e quelli dal 73 all'80 messi in base alla posizione raggiunta nel ripescaggio. E poi niente di più semplice, carta e penna e ho iniziato a formare gli 8 gironi così:
1-80 2-79 3-78 4-77 5-76 6-75 7-74 8-73
e poi secondo giro
9-72 10-71 e via via
questo è un metodo equo come pochi perchè mettendo in ogni girone coppie da "totale 81" di conseguenza anche il totale complessivo di ogni girone sarà lo stesso, ovvero 405
Insomma, tutto puramente oggettivo.
Limitazioni? sì, soltanto una, ovvero quella per cui nello stesso girone non potevano stare due film dello stesso regista. Ovviamente questa sarà l'ultima fase con questa limitazione, limitazione che nelle "semifinali" e nella finalissima non sarà presente.
Nei 3,4 casi in cui nello stesso girone finivano film dello stesso regista ho semplicemente sostituito al "secondo film" (ovvero al film dello stesso regista più basso in classifica) un film "contiguo". Per capirsi Inland Empire, numero 64, era finito nello stesso girone di Mulholland Drive, numero 9. Ho sostituito il primo con Miss Violence, numero 63.
Sono stati 4 i casi in questione.
Ma andiamo al regolamento.
REGOLAMENTO
Per prima cosa mi sento di chiedere, per chi può, di
RECUPERARE PIU' FILM POSSIBILE
Solo così vi sentirete veramente a posto con la coscienza ;)
Recuperate, specialmente, quelli meno famosi se potete
per seconda cosa, visto che settimana scorsa qualcuno si è confuso, voglio scrivere in grande i giorni buoni per votare
SCADENZA VOTO 00.00 GIOVEDI' 9 GIUGNO (insomma, la notte in cui entriamo in venerdì)
Andranno al secondo turno 40 film, i primi 5 di ogni girone.
A parità di punti in classifica, come sempre, considererò il numero di primi posti, di secondi etc...
Come in ogni fase vista fino ad adesso potrete votare lo stesso numero dei film che passeranno il turno, ovvero 5 in questo caso
Si voterà così:
8
6
4
3
2
Ho pensato a questo metodo sia per premiare, come nel ripescaggio, il primo posto, sia perchè volevo dare almeno due punti ad ogni film scelto. Insomma, a questo punto del torneo essere scelti è già una gran cosa, un solo punticino mi sembrava poco
BISOGNA VOTARE ALMENO 3 FILM SE SI VUOLE USARE LA GERARCHIA
ovvero almeno
8
6
4
quindi niente
8
6
o
8
SE INVECE NON VOLETE USARE LA GERARCHIA
si possono votare quanti film si vogliono, da 1 a 5, e ogni film riceverà 4 punti
E, finalmente, ecco qua i gironi. Almeno un paio degli 8 sono per me pazzeschi. In uno ci sono addirittura i miei due film preferiti, che buffo.
Il numero che vedete vicino al titolo è quello della griglia formatasi dopo i gironi. Sarà interessante e divertente vedere se, effettivamente, saranno i primi 5 di ogni girone a passare
voglio almeno 80 voti sennò non vi parlo più. Se poi battiamo il record di 90 meglio ancora. Anche chi non ha mai votato può farlo, un paio di persone pensavano non potessero... Ditelo a chi volete, basta che siano persone con la vostra passione e competenza. Ciao!
GIRONE BRANDO
1 LE VITE DEGLI ALTRI
9 MULHOLLAND DRIVE
17 BASTARDI SENZA GLORIA
25 MELANCHOLIA
33 BIG FISH
48 IL GLADIATORE
56 IL NASTRO BIANCO
63 MISS VIOLENCE
72 THE ACT OF KILLING
80 DISTRICT 9
GIRONE VOLONTE'
2 MOMMY
10 LA CITTA' INCANTATA
18 BIRDMAN
26 MILLION DOLLAR BABY
34 CASTAWAY ON THE MOON
47 INSIDE OUT
55 NYMPHOMANIAC
64 INLAND EMPIRE
71 VALZER CON BASHIR
79 MATCH POINT
GIRONE SEYMOUR HOFFMAN
3 OLDBOY
11 MEMENTO
20 DRIVE
27 SYNECDOCHE NEW YORK
35 LE CONSEGUENZE DELL'AMORE
46 DONNIE DARKO
54 THE REVENANT
62 CONFESSIONS
70 IL LABIRINTO DEL FAUNO
78 STILL LIFE
GIRONE MASTROIANNI
4 SE MI LASCI TI CANCELLO
12 GRAN TORINO
19 INTERSTELLAR
28 LA GRANDE BELLEZZA
36 IL CIGNO NERO
45 SHUTTER ISLAND
53 ENTER THE VOID
61 MAD MAX
69 WALL-E
77 THE ROAD
1.6.16
Recensione "Office Party" (1988 - George Mihalka) - Boarding House - 5 - di Giorgio Neri
L'avrete capito, io ho un debole per Giorgio e la sua rubrica... Perchè è probabilmente quella più "unica", quella più specializzata. Capita a volte che le perle nascoste che Giorgio recupera non abbiano altre recensioni nell'intero web. E poi amo il modo in cui ne parla, competente, appassionato ma sempre comunque professionale, divertente e interessantissimo.
E, caratteristica non secondaria, Giorgio sa scrivere.
Alla fine sti cazzi che i film che propone non li abbia visti nessuno nè, praticamente, nessuno li possa vedere. E' bello anche per questo
Siamo gli uomini vuoti
Siamo gli uomini impagliati
Che appoggiano l’un l’altro
La testa piena di paglia. Ahimè!
(T.S. Eliot, Gli Uomini Vuoti)
Quando vidi questo film per la prima volta ero appena risalito dalla cantina di una ex-videoteca, ormai chiusa e dimenticata, che svendeva videocassette ad 1 euro. Forse mi ero fatto irretire nella scelta dal nome di Michael Ironside (caratterista importante e fondamentale del periodo Ottanta e Novanta, con all’attivo film come Scanners di David Cronenberg o Starship Troopers di Paul Verhoeven: una faccia che se la vedi, la ricordi).
Però quando vidi il film ne rimasi molto colpito, scoprendo che il regista George Mihalka era balzato agli onori della cronaca proprio in quel periodo, 2009, perché Patrick Lussier aveva trasposto al cinema il remake (in versione 3D) di un suo film del 1981: San Valentino di Sangue (titolo originale: My Bloody Valentine).
Bello era il remake e bello l’originale.
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