18.9.11

Recensione: "Sanctum"

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Mannaggia, nemmeno la soddisfazione di essere brutto... Mi ero già preparato la pessima battuta che fosse un film che fa acqua da tutte le parti ma purtroppo non è affatto così.
Sanctum, prodotto da Mr $ James Cameron, è un thriller claustrofobico ambientato, almeno da plot, nelle magnifiche grotte sottomarine di Esa-Ala (nome credo inventato) in Papua Nuova Guinea, quelle del famoso "buco" in mezzo alla foresta in cui si gettava Patrick de Gayardon nella leggendaria pubblicità (omaggiata tra l'altro in una scena). In realtà il film è stato girato quasi completamente in Studios.
Proprio il comparto tecnico è forse il punto di forza di Sanctum. La qualità delle immagini è straordinaria, che sia nelle magnifiche riprese aeree iniziali o negli stretti cunicoli sottomarini fa lo stesso. Cameron ha soldi e mezzi e senz'altro non fa niente per non dimostrarlo. Le location (ripeto, quasi tutte costruite in studio, incredibile) sono bellissime e malgrado il film si svolga quasi per intero all'interno di grotte abbiamo anche parecchia varietà, un luogo diverso dall'altro (penso alla base iniziale, al paesaggio quasi lunare in cui si riposano, alla pozza dove perde la vita la ragazza, allo spiazzo con il carrarmato).
La trama è scontata: un gruppo di speleologi, per "sfizio" di un ricco finanziatore, cerca di esplorare delle grotte sottomarine mai scoperte fino ad allora. Arriva un tornado, le grotte si allagano, loro rimangono bloccati.

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Bisognerebbe spiegare al giovane regista che in film quasi documentaristici come questo meno colonna sonora viene utilizzata meglio è. L'atmosfera sottomarina e di grave pericolo cui i sub rimangono vittime avrebbe reso infatti in maniera molto migliore con i soli rumori d'ambiente. Le musiche a mio parere rendono tutto troppo cinematografico ma questa è una tara che il cinema americano mainstream non riuscirà mai a togliersi di dosso (come l' happy end, e qui torniamo a The Descent...).
In fase di sceneggiatura Sanctum ha il pregevole merito di aver creato un personaggio a 360° (raro in queste produzioni), quello del padre. Scostante, cinico, freddo e pratico, ma alla fine vero eroe dell'intero film perchè fa capire a tutti che per la sopravvivenza comune i lacrimoni e i difficili rapporti interpersonali servono a poco, il fine deve giustificare i mezzi, anche se questi prevedono l'uccisione di due persone (entrambe le scene, quella della ragazza con la respirazione condivisa e quella del guineano affogato, molto buone, specie la prima). E' un personaggio davvero ben scritto, mai banale in quello che dice e in quello che fa, eroico fino all'ultimo (e molto bravo anche l'attore devo dire). Il film è quasi totalmente incentrato nel suo rapporto con il figlio e devo dire che malgrado l'evoluzione di tale rapporto per lo spettatore sia abbastanza scontata,  è stata comunque ben raccontata. E' come se quel Sanctum, quella cattedrale sottomarina in cui si ritrovano celebrasse un amore sia filiale che paterno fino ad allora mai espresso. Può apparire stucchevole, per me non lo è stato ( se non nel finale con l'accensione della piccola torcia a forma di dente...). E la scena in cui il figlio, suo malgrado, sarà costretto ad usare i metodi del padre sul padre stesso l'ho trovata molto drammatica e potente perchè prevarica ogni contingenza cinematografica, ha una propria forza "intrinseca" che credo possa colpire un pò tutti.
In definitiva un buon film che col regista giusto (non so perchè ma mi viene in mente il grande Kevin McDonald) poteva essere una bomba. Perchè, secondo me, più i film riescono a togliersi di dosso il cinema, più il Cinema riuscirebbe a produrre buoni film.
L'avete capita? Forse neanch'io.

( voto 6,5)

8 commenti:

  1. L'ho visto proprio un paio di sere fa e mi ha positivamente sorpresa.
    Dico "sorpresa" perché nelle prime scene i dialoghi mi erano sembrati davvero pessimi, scontati, gratuitamente volgari (poi, guardando gli extra in lingua originale, ho realizzato che la volgarità e banalità di alcune battute appartiene solo al doppiaggio italiano), e tutto lasciava presagire che si trattasse del solito filmetto improbabile e pieno di cliché del genere.
    Invece poi l'atmosfera e la storia mi hanno completamente assorbita e catturata (tanto che ho provato anche un certo disagio proprio fisico causato da senso di angoscia e panico in alcune scene: quella - duplice - in cui devono attraversare quello stretto cunicolo, quella della respirazione condivisa, e quella finale prima che il ragazzo riesca a riemergere). L'immedesimazione avviene molto facilmente, sembra davvero di trovarsi lì, intrappolati dentro il ventre della terra e, rispetto a The Descent, tutto è doppiamente angosciante a causa della necessità di combinare arrampicate ed immersioni.
    Mi sono, ad esempio, tanto immedesimata con il personaggio di Victoria, costretta ad apprendere in fretta in una situazione di panico ed emergenza i passi basilari per immergersi e respirare, in un ambiente per lei del tutto estraneo, essendo abituata a scalare le vette e non certo a penetrare dentro le grotte o a fare immersioni.

    Il film ha un ritmo eccezionale, la tensione non cala mai ed il tutto risulta estremamente verosimile (non ci sono mostri o situazioni davvero improbabili).
    Infatti, non so se hai visto gli extra, la sceneggiatura è stata scritta consultando veri speleologi ed il soggetto è ispirato ad un fatto realmente accaduto.
    Le situazioni non erano reali ma molto molto verosimili, ed è questo che funziona.

    Il rapporto padre-figlio invece è l'aspetto che mi è piaciuto meno perché un po' troppo automatico nel suo sviluppo, prevedibile, scontato (per quanto gli attori siano stati entrambi davvero bravi e credibili).
    E la scena in cui il figlio usa il dente-torcia regalatogli dal padre invece a me non è sembrata retorica, anzi, mi è piaciuta, mi ha sorpresa perché nemmeno ricordavo che lo tenesse ancora appeso al collo e mi è sembrata molto utile proprio a livello di sceneggiatura in quanto ha trasmesso il senso dell'utilità e dei complessivi insegnamenti del padre.
    Funziona il fatto che di quella torcia se ne parli all'inizio, quasi come di una scemenza, uno stupido gingillo, mentre poi se ne capirà l'utilità. E quindi, metaforicamente, riassume il passaggio degli insegnamenti dal padre al figlio.
    E' una scena che, senza spendere troppe parole, racchiude il senso del loro rapporto. Ed è meno banale degli scambi diretti che hanno avuto o delle critiche che il ragazzo muoveva al padre.

    La necessità di mettere da parte i pianti ed il dolore per le persone morte al fine di sopravvivere lo trovo molto "americano", anche se nello specifico caso della situazione di estrema emergenza certamente utile. Voglio dire, in una situazione come quella (come accade in alta quota) fermarsi a piangere o a soccorrere un ferito - poiché proprio impossibile da portare in salvo - avrebbe significato la morte anche per gli altri.
    Il brutto è quando la legge della sopravvivenza del più forte (e chi non ce la fa, resti pure indietro) viene applicata anche in circostanze meno estreme. Quindi come messaggio può essere un po' pericoloso.

    Un saluto :)

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  2. già solo la produzione di james cameron mi fa scappare alla larga :)

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  3. Biancaneve, wow!

    Ti rispondo volentierissimo.

    1 l'atmosfera è ottima, hai ragione e non mancano le scene che ti lasciano col fiato in sospeso. Non è un caso che tu abbia citato scene di apnea (fiato sospeso per eccellenza :) ). Anche mia moglie, come te, ha provato un disagio fisico, e anche lei quasi sempre con Victoria.

    2 sì, più che di ritmo parlerei di tensione sempre costante. Il lato "professionale", come dici, è stato reso molto bene ma sarebbe stato un autentico suicidio non averne avuto la massima cura.

    3 sì, anch'io ho trovato il rapporto padre-figlio molto prevedibile negli sviluppi, ma comunque scritto abbastanza bene.

    4 quello che dici riguardo la piccola torcia è molto bello ed anche giusto se non fosse che... tu te ne eri dimenticata, io invece è tutto il film che dicevo a mia moglie "alla fine si salva con la torcina, è matematico". Quando è successo non è che mi sono cadute le braccia perchè lo trovavo talmente scontato che non poteva essere diversamente.
    Lo vedi come cambiano i giudizi?
    Se anch'io mi fossi dimenticato di quel piccolo particolare avrei apprezzato moltissimo la scena, allo stesso modo se te invece te la fossi aspettata l'avresti trovata prevedibile (appunto...) e abbastanza retorica.

    5 ottima la tua considerazione finale. Hai perfettamente ragione, ma credo che nel film quelle situazioni fossero state davvero molto estreme. A questo proposito, hai visto La morte sospesa? E' proprio del regista che cito alla fine (autore anche dei bellissimi One day in september e L'ultimo re di Scozia)

    Grazie dell'otitmo commento!

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  4. *Marco: stai parlando con uno che non ha visto nemmeno Avatar...

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  5. Sì, la considerazione che fai sul dente-torcia è giusta, a me ha colpito proprio perché avevo completamente rimosso il particolare (mentre il mio compagno, proprio come te, ha detto che aveva previsto tutto).

    Ho visto La morte sospesa, così come L'ultimo re di Scozia ed entrambi mi sono piaciuti molto :-)

    Grazie a te per le tue sempre interessanti recensioni.

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  7. Bellissima recensione! Io devo ammettere che in quella che mi aspettavo essere una tecnicata, ovvero un prodotto solo per fare sfoggio delle rinnovate tecnologie 3D (come Avatar diciamo, che purtroppo ho visto), non pensavo minimamente ci fosse spazio anche per i sentimenti, come quelli del rapporto tra padre e figlio che tu hai saputo descrivere alla perfezione. Quindi sono rimasto piacevolmente sorpreso da questi contenuti! Ah, ho adorato il segno del dollaro vicino al nome di Cameron XD! Attendo la tua prossima recensione che mi hai anticipato! Un saluto ;)

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  8. *Biancaneve: grazie a te!
    *Antonio: e grazie anche a te...
    L'ho messa, però se non l'hai visto leggendola potresti un pò rovinartelo. In realtà sono stato abbastanza bravo a non mettere spoiler eclatanti ma si può intuire benissimo.
    Ripeto, credo che tu lo possa apprezzare, forse sei uno dei pochi a cui posso consigliarlo.
    Ciao!

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