1.3.19

Recensione "Aterrados" (Terrified) (Terrorizzati) 2018 - Su Netflix

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Un horror argentino su Netflix di cui stanno parlando tutti, mi sembra anche parecchio bene.
Io non lo considero un grande film di genere ma di certo abbastanza godibile.
Buenos Aires, in un quartiere (anzi, in 3 case contigue) succedono fatti terribili.
Due poliziotti e due esperti del paranormale indagano.
Film che colpisce in più di una scena, con almeno una grande trovata (il bimbo) ma anche una sceneggiatura che promette tanto e mantiene niente.
Per appassionati

 Arrivo alla recensione di questo film a più di 4 giorni dalla visione. I ricordi sono molto offuscati di già.
La faccio come recensione "alimentare" - un pò "dovuta" - per chi magari vuole comunque sapere cosa penso del film.
Aterrados è uno degli horror del momento, un pò perchè lanciato da Netflix un pò perchè, mi è sembrato, sia stato molto apprezzato.
Io, lo dico da subito, non grido assolutamente al miracolo e neanche al gran film di genere.
Però, ecco, si lascia ben guardare.
Siamo a Buenos Aires, Argentina (l'ho visto proprio per questo, se fosse stato americano avrei evitato, troppa sensazione di già visto).
In un ameno quartierino iniziano a susseguirsi dei fatti terribili e inspiegabili.
A uno glie scapoccia la moglie, al vicino appaiono degli umanoidi alti, magri e nudi, alla dirimpettaia muore il figlio sotto un tram, morte peraltro causata dall'omo a cui appaiono umanoidi alti, magri e nudi.
Insomma, tutti fatti inquietanti e stranissimi e, incredibilmente, tutti nel raggio di poche decine de metri.
Cosa li lega?
Niente, è proprio questo il problema
Non si sa.
Ad indagare finiscono un (me sembra) ex-poliziotto, un altro (me sembra) poliziotto, una (me sembra) sensitiva-scrittrice, un altro (me pare) sensitivo-scienziato del paranormale, pure guest star visto che non è argentino.
I 4 scopriranno delle cose terribili.

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Allora, ci sono due cose da dire opposte tra loro ma abbastanza incontestabili.
Aterrados funziona.
Aterrados è un pastrocchio.
Sì, il film funziona perchè ha tante scene riuscite, perchè la sua parte horror è sopra la media del genere e perchè porta lo spettatore per tutto il tempo a chiedersi quale sia il filo, il punto d'incontro di tutte quelle storie.
Filo e punto di incontro che poi non ci sono ma almeno abbiamo visto il film con la sensazione che ce fossero, ecco.
E' però anche un pastrocchio per via di una sceneggiatura talmente confusa da darci quasi la sensazione di casualità (invece di causalità).
Non se capisce niente, le spiegazioni che ci verranno date sono tremende, le storie restano appicicate tra loro con lo sputo e il finale - tremendo - è l'ennesima conferma di incoerenza e di mandamola in caciara.
Quindi che fare?
Niente, il modo migliore per apprezzare Terrified (ogni volta metto un titolo diverso, conosco le lingue) è godere del suo lato horror, della sua atmosfera e dei suoi mostri.
Se andiamo a vedere la scrittura è roba da mettersi le mani nei capelli per chi ce l'ha e nelle palle per i calvi.

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C'è da dire che oltre la confusione, lo script è anche profondo come una pozzanghera, anche se prova - con la storia del bambino e con il personaggio del poliziotto impaurito - a darci qualche emozione.
Niente.
E allora prendiamoci l'inquietante scena della moglie che gioca a ping pong con la capoccia e i muri del bagno, notevole.
Anche se presenta due errori, il primo di effetti visivi (migliorabili), il secondo di scrittura visto che il marito davanti a sua moglie mostro SOSPESA PER ARIA CHE SENZA PIEDI SBATTE DA UNA PARTE ALL'ALTRA DELLA STANZA, reagisce come se questa avesse tirato un piatto durante una lite a cena.
(e a sto punto, vista l'intelligenza del soggetto, me viene il dubbio che i piatti glieli aveva tirati in passato, centrandolo).
Poi abbiamo invece la vicenda del vicino, vista e rivista (una specie di Paranormal Activity ma coi mostri) ma davvero riuscita.
E poi attraversiamo la strada e abbiamo la storia della madre e del bambino.
Ecco, qui sta il più grande punto di forza di questo film, in quel bambino morto, dall'aspetto orribile, ancora pieno di terra, che se ne sta a tavola.
Davvero un'immagine potentissima.
Anche qui, però, scrittura ai minimi termini che si dimentica completamente del rigor mortis (quando dicono che forse l'ha preso la madre e l'ha messo lei così, con tutti gli arti piegati e morbidi).

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Ci saranno altre scene buone, come la coltellata sul lavandino, come la donna con la testa girata che pare uscita da Silent Hill, come, soprattutto, l'interessante questione della "prospettiva", del punto di vista, per cui possiamo vedere il Male (le creature) solo da alcuni angoli di visualizzazione (bella cosa ma messa lì a caso, come tutte le altre).
I nostri occhi avranno la loro parte, il nostro cervello farà invece tipo la moglie nell'incipit, sbatterà violentemente nelle nostre pareti del cranio per protesta.
E niente, un film che sembrava affascinante e che sembrava poterci portare su livelli abbastanza alti più va avanti e più si dimostrerà solo per quello che è, un horror puro, molto derivativo ma che con un paio di trovart (la faccenda che tutto si svolga in 3 case contigue e il bimbo su tutte) riesce a non farci rimpiangere la visione

forse

6/6.5

11 commenti:

  1. Visto giusto qualche giorno fa, la pensiamo più o meno allo stesso modo...i vari mostri sono abbastanza inquietanti, qualche scena è davvero d'effetto, ma si sono preoccupati così tanto a dipingere una facciata che risultasse d'impatto, che hanno finito per tralasciare la sostanza e quando una delle 2 cose manca si finisce per fare un mezzo film.

    Come ogni anno mi sto recuperando i vari horror indie usciti nell'anno passato e ne approfitto per consigliarti uno che a mia modesta opinione è assolutamente il miglior horror del 2018, una spanna sopra hereditary e ghostland che per me erano i migliori.
    il film in questione è Possum, opera prima di un certo Matt Holness, regista inglese.
    Da tanto tempo un film non mi teneva così angosciato dall'inizio alla fine, il tutto senza effetti speciali, senza spiriti, jusmpscare e neanche una goccia di sangue...ci ho rivisto un po' di lynch, nei deliri e nei personaggi, ma il film ha un'anima tutta sua e pur strizzando l'occhio ai vari classicismi, riesce a tirar fuori qualcosa che negli ultimi anni raramente ho visto.
    Se trovi un'ora e venti libera te lo consiglio caldamente, ovviamente lo si trova sottotitolato...chiedi pure nel caso ;)

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    1. perfettamente d'accordo Gianluca

      sembra quasi che questo sia uno di quei film in cui il regista ha pensato a qualche scena horror, qualche personaggio, una mezza storia e poi c'ha fatto sopra un film cercando di legare le cose alla bellemeglio

      mi hai messo una grande scimmia su Possum!

      non faccio finta di richiedertelo qua, me lo hai già dato, ahah :)

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  2. A me purtroppo le spiegazioni avrebbero fatto piacere ricevere, ma sì, si lascia vedere e può anche andar bene ;)

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    1. ahah, per una volta anche a me avrebbe fatto piacere avere spiegazioni o almeno una coerenza sulla quale poter lavorare con la testa ;)

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  3. Gli horror hanno sempre un po' questo problema che appena uno si eleva di poco dalla sufficienza, viene già salutato come il film dell'anno. E accidenti, questo è uno di quei film che se uno ti fa vedere 2-3 scene scelte ad hoc, tu pensi "No dai, ma questo è un grande regista, questo diventa il nuovo Shyamalan per la miseria!". E invece se lo guardi tutto con attenzione, è una porcheria. Intendiamoci, anch'io penso che si faccia guardare: riesce a interessare, a spaventare in modo spesso intelligente e a portarti fino alla fine senza farti sprofondare mai nella noia. Purtroppo queste 2-3 scene indovinate e ben realizzate (come dici tu, il bambino è una visione potentissima, con l'inquadratura prima dal suo punto di vista, che crea tensione crescente, e poi il controcampo che ci lascia stupefatti), sono immerse in un'accozzaglia senza senso, recitata in modo altalenante e sceneggiata in modo inqualificabile. Io comunque sono ottimista, è un regista da tenere d'occhio per il suo prossimo lavoro ;)

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    1. perfetto marco, perfetto

      guarda, non riesco a cambiare mezza virgola di quello che hai detto, hai riassunto alla perfezione tutto quello che volevo dire in rece

      e anche la tua prefazione sull'horror sopra la media, anche 6.1, visto come capolavoro è giustissima

      ma noi non ci accontentiamo

      comunque sto tipo di horror potrebbe piacere molto agli adoratori di Wan, me lo sento

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  4. ci provo: magari il regista ha provato a fare il Fulci della situazione con una trama ad un certo punto senza filo logico...ma magari è solo un mio tentativo di dare una possibilità a un film che poteva dare molto di più ahaha

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  5. La sceneggiatura può anche essere discutibile e in certi casi rozzamente abbozzata, ma questa è un'opinione. È invece una certezza che per alzare il ditino professorale si dovrebbe prima aver studiato: cominciando da come funziona il rigor mortis ad esempio...

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    1. durante il rigor mortis è impossibile mettere una persona in quella maniera

      finito il rigor mortis per la decomposizione è impossibile che un corpo sia plastico e "intero" come quello del bambino

      se poi te sei uno che dopo il rigor mortis riesce a usare i corpi come marionette allora sei un fenomeno

      o un imbalsamatore

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due cose

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3 ciao