6.4.20

BuioLibri (N°5): Ballard - Il Condominio


Dopo 5 anni sono tornato a leggere un nuovo libro.
E allora torno anche a recensirli, con la speranza/minaccia/promessa che da ora in poi ne arriveranno degli altri.
Visto il periodo che stiamo vivendo il "cuore" mi ha portato a comprare questo.
E ho fatto benissimo.
Ecco il mio lungo pensiero su Il Condominio di Ballard.
Un grattacielo di 40 piani, 1000 "abitanti".
Un guasto elettrico, le prime lamentele.
Poi, piano piano, quel microcosmo diventerà un sempre più disumano scenario, una nostra regressione, un nostro ascoltare i nostri istinti più perversi.
Sembra distopia ma, per quegli inquilini, è utopia.

L'inizio è folgorante.
Un inizio cinematografico, sia per come riesce subito a diventare immagine sia per questo suo partire dall'epilogo e poi trascinarci per l'intero volume in un gigantesco flash back.

"Era trascorso qualche tempo e, seduto sul balcone a mangiare il cane, il dottor Robert Laing rifletteva sui singolari avvenimenti verificatisi in quell'immenso condominio nei tre mesi precedenti"

Un uomo che mangia un cane su un balcone.
Questa sottile ironia di parlare di "singolari avvenimenti", due parole che già ci fanno entrare in quello che sarà lo stile de Il Condominio, ovvero un raccontare le cose così come avvengono, senza mai drammatizzarle, anzi, facendoci sembrare anche le più macabre come buffi (ma non per questo meno disturbanti) avvenimenti successi in un palazzo.
E quel "tre mesi" che ci dà un range di tempo e ci fa pensare "Com'è possibile che in soli 3 mesi un uomo finisca a mangiare un cane sul balcone?".

Insomma, in due righe abbiamo un contenuto (il cane mangiato), uno stile (la sdrammatizzazione) e un arco di tempo (i 3 mesi).

Cosa mai sarà successo?

Il Condominio, dell'autore di culto Ballard, è un grande libro che ha la forza di poter essere sempre attuale.
Perchè non racconta di una società del tempo, di mondi definiti, non sarà mai anacronistico.
Più che metafora sociale (anche se, pure esplicitamente, lo è) Il Condominio racconta di qualcosa di tremendamente antico, qualcosa che c'era migliaia di anni fa come ci sarà tra migliaia di anni, ovvero la regressione dell'uomo al suo stato animale.
Direi che l'aspetto più grande e davvero straordinario di questo libro è il raccontare una specie di distopia (anche se non è proprio esatto come termine, il libro racconta una contingenza che avviene in un solo palazzo), dicevo far diventare una distopia, man mano che passano le pagine, come un'utopia, come uno stadio cui l'uomo ambisce, come un'aspirazione da raggiungere.
Questo è forse l'aspetto che destabilizzerà di più il lettore, questo vedere come più la situazione diventa invivibile, drammatica, inumana, più gli abitanti del condominio "stanno bene", sentono di essere finalmente sè stessi.
Quindi lo spettatore superficiale non dovrà mai chiedersi "Ma perchè non chiamano qualcuno?", "Ma perchè non vanno via?", "Ma perchè non stanno male?" perchè la magia di questo libro è proprio qua, nel credere "saramaghianamente" ad uno status quo tanto assurdo quanto da accettare, in questo saper rendere carne e ossa, anzi pilastri e cemento, una metafora.

E' la storia di un grattacielo di 40 piani (il numero dei piani è vero personaggio del film, compare ogni pagina) costruito da un architetto che vive al 40imo piano (potremmo pensare a uno Snowpiercer che da orizzontale va verticale anche se per molte cose che lo ricorda ce ne sono molte di più per cui se ne discosta) e che vede al suo interno (1000 persone) tutti grandi professionisti, insomma, la Londra "bene".
Ai primi 10 piani quelli che vengono chiamati "proletari" (comunque tutta gente con buoni lavori), per altri 2/3 dell'edificio una specie di borghesia di grandi professionisti (medici, avvocati etc...), negli ultimi 5 piani dei veri e propri magnati e grandissimi imprenditori.
Quindi sì, una scala sociale, ma che parte dal medio alto per finire all'altissimo.
Ma, più che altro, la differenza abissale tra i vari piani sembra quella "famigliare", con le famiglie dei primi piani pieni di bambini che vengono odiate da quelli di sopra, un ammasso di single o coppie.
E' come se da sopra vedessero quelli di sotto come il caos che invade le loro vite perfette.

Al decimo piano un grande centro commerciale e una piscina, un luogo comune che sarà per certi versi quello dei primi scontri.
Ma che succede?
Succede che nel grattacielo c'è un black out.
Piccolo, solo in un piano, ma basta per cominciare a creare turbamenti.
Di lì in poi questo "spegnersi della luce" diventerà la clessidra di tutto il libro, come se il tempo fosse scandito dal numero (sempre progressivo) dei piani che resteranno al buio e, non meno importante, delle ascensori (quasi simbolo di potere) che non funzioneranno più.
La faccio breve, più black out ci saranno più disservizi verranno fuori.
In un climax ascendente ed inesorabile quel perfetto palazzo in cui tutti gli inquilini si sentivano "privilegiati" diventerà una cloaca.
Roba buttata dai balconi a insozzare e distruggere le macchine parcheggiate in fondo, spazzatura che comincia a invadere tutto, mura imbrattare da graffiti, puzza di orina e merda per poi andare ancora oltre, gente picchiata, appartamenti invasi e distrutti fino alla follia definitiva che vedrà il palazzo come un insieme di barricate in ogni piano, scontri continui, ferite, condizioni di vita inumane (si vive al buio, senza più elettricità, senza cibo).
Poi, nelle ultime pagine, ormai i resti di una Apocalisse.


L'elemento più importante è il buio.
Quel buio elettrico diventerà il buio della ragione.
Non a caso tutte le barbarie che il libro racconta accadranno quasi sempre di notte, mentre di giorno gli inquilini fanno quasi finta di avere una vita normale, anche se ormai vivono senza casa, senza igiene, senza cibo.
Ma questo buio non è qualcosa che spaventa gli inquilini, anzi, li attrae talmente tanto che la condizione cui arriveranno, veramente "animale", sarà vista come una gigantesca occasione di essere finalmente sè stessi, ovvero poter scatenare tutti quegli impulsi primordiali ed istintivi che la vita "normale" di prima costringeva loro a reprimere.
Finalmente l'Uomo può essere quello che è, un animale che vuole prevaricare l'altro, che vuole creare il suo regno, che considera la violenza e il sesso come qualcosa di talmente radicato nella sua natura da essere accettato dagli altri (stupenda la "scena" in cui la moglie di Royal vede suo marito far sesso con un'altra, quasi affascinata dal fatto che quel gesto sia un segno tribale, da capo-clan).

All'inizio crediamo che il libro sia raccontato nella visione di un unico personaggio, quello del dottor Laing. Poi scopriremo che ci saranno 3 personaggi, Laing, Royal (l'Architetto) e Wlilder, l'uomo dei primi piani.
Praticamente un rappresentante per ogni sezione del grattacielo.
Laing è un acuto osservatore, persona a modo, abbastanza inattiva e intelligente, è come lo sguardo oggettivo.
Wilder è invece la furia del libro, il personaggio (come quello in Snowpiercer) che vuole portare alla rivoluzione. Il suo obiettivo è salire di piano in piano (sempre Snowpiercer) per arrivare lassù. Non solo, vuole filmare tutto, va sempre in giro con una telecamera. Insomma, è simbolo di quel popolo che vuole emergere, emanciparsi e al tempo stesso documentare la propria condizione.
Lui sarà il primo a commettere un atto gravissimo ma rivoluzionario, annegare, durante un black out, il cane di uno di quelli lassù.
Poi c'è Royal, l'architetto. Lui si sente tutt'uno con la sua creazione (tanto che è reduce da un gravissimo incidente e dice che "più gente entra nel palazzo più lui si ristabilisce").
Il suo è secondo me il personaggio più complesso dei 3, quello più affascinante.
Tanto Wilder è forza e nudità, quasi bidimensionale, tanto Laing è curiosa osservazione di tutto e quasi inquilino "standard" e simbolo di tutti gli altri, così Royal è invece un uomo difficilissimo da inquadrare.
Ama il suo palazzo, probabilmente ama anche i suoi inquilini, non si capisce se sia persona umile o arrogante, se voglia dominare i suoi "sudditi" oppure dipenda da loro.
Molto bella quella immagine che Royal si immagina, quella di uno "zoo verticale" pieno di gabbie (metafora principe del libro).
Affascinatissimo anche quel suo legame con gli animali, sia i cani che tiene nel tetto sia quegli uccelli che diventano per lui quasi un simbolo di quello che sta accadendo.
Forse perchè quando l'uomo, e con lui l'intero palazzo, regrediranno a tal punto di non avere più una veste "sociale" ed umana, quando tutto sarà come una specie di giungla, come un ritorno alla "terra", allora quegli uccelli liberi che troneggiano sul tetto rappresenteranno la completa trasformazione avvenuta.
Come se non avessero più un mostro di cemento sotto di loro ma una specie di savana dove i leoni si divorano.
Non è un caso che nel finale, quando Wilder arriva finalmente negli ultimi piani, l'immagine del grattacielo non sia più di un luogo chiuso ma aperto, come "stare" nel cielo stesso.
Ci sono tantissimi aspetti secondari ma che rendono tutto ancora più "strano" e affascinante.
Per prima cose le feste ricorrenti.
Nel condominio è un continuo organizzare party, anche quando la situazione diventa violenta e insostenibile. Come se tutta quella gente si divertisse e festeggiasse quello che sta diventando. Mi ricorda un pochino la danza di Calvaire o il titolo originale di Shining libro, ovvero "Una splendida festa di morte".
Poi nessuno usa armi, anche se tutti le possiedono. Sempre a ricordare questa regressione ad animali, in cui solo la forza fisica può farla da padroni.
Oppure il vedere che sebbene si viva nella merda, nel buio, nella sporcizia, gli inquilini escono e vanno al lavoro pulitissimi, malgrado non ci sia quasi più nemmeno l'acqua per lavarsi.
Questo perchè è come se quel condominio stesse vivendo una storia a sè stante che riguarda solo loro, che il mondo non deve sapere.
E non perchè hanno paura a dirla o se ne vergognino ma, al contrario, perchè la società che hanno creato è per loro talmente "perfetta" ed auspicabile che vogliono proteggerla.
Pensiamo a quando arriva la polizia e loro la mandano via 

"Va tutto bene"

o a quando Laing, e come lui tanti altri, ad un certo punto non vogliono più andare al lavoro, nel mondo normale, perchè è troppa la voglia e il bisogno di tornare in quel microcosmo disumano che hanno creato.
Si inizierà a percepire gli odori di sudore, urina, merda e corpi umani quasi come rassicuranti, un qualcosa che fa star bene.
Come se quegli odori fossero la prova tangibile di quello che si è diventati, un orgoglio.

A quel punto, come "il condominio" non esce più nel mondo (questo ad esempio era uno degli aspetti più difficili, quasi impossibili, da far capire nella trasposizione cinematografica), dicevo, come loro non escono più così il mondo esterno non deve più entrare, in un isolamento volontario che di questi tempi rende la lettura del libro ancora più potente.
Ma ho trovato una battuta formidabile che può riassumere tutto.
Il supermercato del decimo piano non ha più nulla, scaffali vuoti, da giorni.
Qualcuno, non ricordo chi, chiede alla cassiera:

"Non fate più ordini?"
"No, non c'è più domanda"

formidabile botta a risposta che racconta tutto quello che è accaduto, ovvero una volontaria reclusione dal mondo, un consapevole privarsi di tutto, anche dello stesso cibo.
Agli inquilini non frega più niente di nulla, se non difendere i propri spazi, conquistarne degli altri, vivere l'adrenalina della lotta, sentirsi bestie.
Si inizieranno a mangiare, anche con gusto, cibi per cani e poi i cani stessi.

Poi, paradossalmente, questo caos, questa entropia, si fermerà, niente più clan, solo una nuova struttura sociale completamente nuova, una specie di nuovo status quo.
Tanto che nelle ultimissime pagine sembrerà di avere una nuova gerarchia e, paradossalmente, per la prima volta sparerà una pistola, quasi a significare che si è andati indietro di millenni ma ora il processo è finito, si torna ad essere una società.
Non è un caso che gli ultimi piani tornino ordinatissimi.
Ma ci torneremo.

Lo stile di Ballard è asciutto ma non freddo, praticamente tutto quello che vediamo è sempre filtrato dal pensiero di uno dei nostri 3 personaggi, come se l'autore li usasse per tre punti di vista diversi.
La facilità con cui Ballard racconta scene agghiaccianti (la donna che si fa mangiare dal suo gatto, gli animali uccisi, il sesso) le renderà ancora più indigeste ai più.
E' curioso però che anche quando ormai la situazione del grattacielo è di completa violenza e non esista più nessuna regola non ci scappi mai il morto (morto che, paradossalmente, c'era stato prima che tutto iniziasse) per poi invece avere un ellisse temporale indefinita e ritrovarci il condominio pieno di carcasse, corpi ed ossa.
Poi, inevitabilmente, si arriverà allo scontro finale, quello tra Royal e Wilder (anche questa immagine può ricordare Snowpiercer).

Wilder è ormai l'immagine animale fatta e finita, nudo, ferito, con segni tribali che gli coprono il corpo.
Lo scontro sarà brevissimo, forse la parte del libro più affrettata.
Ma le ultimissime pagine sono un capolavoro, e hanno due tematiche, il gioco e le donne.
Royal è morto, laggiù, sulla piscina che era terreno di scontro del popolo sotto di lui.
Laing vive nel suo appartamento (come tutti gli altri un ammasso di spazzatura, resti e mobili che formano barricate) con sua sorella Alice e un'altra donna.
Wilder è arrivato sul tetto.
Ballard in entrambi i casi ci parla di un gioco, quello di Laing è tipo infermiere/malate, quello di Wilder è quello dei bambini sul tetto.
Entrambi gli uomini adorano questo gioco, come se tornare animali è anche un pò regredire alla nostra fase infantile.
Ma in questi due giochi c'è un elemento nuovo che per tutto il libro era rimasto in maniera straordinaria sottotraccia.
Le donne.
Le donne che quasi mai hanno partecipato alle lotte, donne che hanno difeso le famiglie o hanno pensato solo a proteggersi e isolarsi.
Le donne che sono sempre state fuori dalla mischia, figure perlopiù tragiche, quasi spettatrici che subivano tutto.
Ma adesso tutto è ribaltato, adesso Laing sembra un burattino delle due donne che ospita, un loro schiavo.
Mentre il finale di Wilder è pazzesco

"Da dietro i loro occhiali da sole le donne guardavano intensamente Wilder, come se si fossero accorte che il loro duro lavoro gli aveva messo un grande appetito.
Tutte insieme, presero qualcosa dalla profonda tasca dei grembiuli.
Nelle mani insanguinate ora avevano dei coltelli dalle lame sottili.
Sempre timido, ma finalmente felice, Wilder si diresse barcollando verso le sue nuove madri"

Un finale di vicenda meraviglioso, questo uomo che finalmente è arrivato in cima e diventa un bambino felice pronto ad essere ucciso dalle sue nuove madri/padrone.

Il mondo è ora nelle mani delle donne, coloro che con intelligenza e, forse, più umanità, hanno cercato di stare lontano più che potevano da quelle barbarie.
L'Uomo, invece, si è ucciso a vicenda per poi non ottenere nulla.

Ma c'è un ulteriore finale, ulteriori brividi.
Quasi come nel finale di The Invitation, Laing vede qualcosa davanti a sè.

«Già si vedevano i raggi luminosi delle torce elettriche che scrutavano il buio, e gli inquilini facevano i primi, confusi tentativi di capire dove si trovavano. Laing li guardava soddisfatto, pronto a dargli il benvenuto nel loro nuovo mondo.»

Un altro edificio è pronto a vivere quello che ha vissuto il nostro grattacielo.
L'intero mondo sta impazzendo.
Forse, è quello che vuole


22 commenti:

  1. Cacchio!
    Grande recensione Giuse'!
    Bello che sei tornato a leggere, dai speranza anche a me (che ho smesso per gli stessi motivi tuoi).
    Io il libro di Ballard in questione non l'ho mai letto (però Gianni me ne regalò un altro suo, l'isola di cemento mi pare si chiami, che avevo iniziato a leggere e mi piaceva pure, ma poi ho interrotto) però ho visto il film che ne ha tratto Wheatley, "High Rise".
    Eravamo una bella combriccola di almeno una dozzina di persone, io, Greg, Gianni e altri che conosci lì al TFF, credo fui uno dei pochissimi cui il film piacque (anche se devo dire che ora non lo ricordo bene, ma c'è giusto su Amazon Prime Video in questi giorni, ne consiglio il recupero), praticamente tutti o quasi lo distrussero.

    Ma ci sta eh, non era un argomento facile, chissà se si poteva far di meglio, il libro dicevano fosse superiore (come sempre, probabile sia così) ma in ogni caso credo sia da vedere. E dopo aver letto anche le tue parole direi senza dubbio da leggere. Ciao!

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    1. forza allora!

      guarda, visto il film due annetti fa e non convinse per niente manco a me, figurati....

      non so se adesso rivederlo è meglio, non credo...

      posso dire che il paradosso è che il libro è molto cinematografico come immagini ma infilmabile perchè il delirio che racconta è impossibile da mostrare e rendere credibile

      la metafora si perde, diventa tutto troppo reale

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  2. Ciao, mi fa molto piacere questo tuo ritorno alla lettura. Non ho letto "il condominio" ma mi hai fatto venir voglia di leggere "Foresta di cristallo" un libro di Ballard che mi avevano regalato e che è li ad aspettarmi. Spero che continui anche con le recensioni dei libri. Stefano Rimini

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    1. e ti assicuro che anche solo un commentino come il tuo fa venire anche più voglia di continuare

      grazie stefano ;)

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  3. Vidi il film tempo fa, e non so le differenze tra libro o film, ma quest'ultimo non mi piacque granché ;)

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    1. nemmeno a me convinse e ieri, perchè sono scemo, l'ho voluto pure rivedere perchè ho letto il libro

      peggio della prima volta, e non di poco...

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  4. Allora ti è piaciuto Harry Potter?
    Ieri c’era l’ultimo della serie in Tv ...quindi adesso posso chiedertelo 😀

    Il libro...che dirti , leggere una recensione come la tua lascia un po’ spiazzati.
    In pratica hai fatto un bignami del romanzo di Ballard😀 Hai spoilerato tutto senza avvertire nessuno!
    Peggio delle recensione dei film almeno la ogni tanto scrivi attenzione spoiler ahahaha!!!
    Non so ...se uno avesse voglia di leggersi il libro dopo aver letto qua da te lo farebbe per farti contento.
    Con lo spirito di vedere se le stesse sensazioni che hai provato te le sente pure lui.
    Non so se riesco a spiegarmi.
    Con Cecità di Saramago il libro l’avevo scelto perché mi era capitato davanti agli occhi e perché ricordo che spesso nei commenti lo nominavi e la curiosità mi aveva spinto a comprarlo e leggerlo.
    Ma non avevo letto il riassunto o la trama da nessuna parte.
    Meglio così no?
    Il confronto se ci fosse stato sarebbe stato alla pari.
    Leggere un libro è diverso da guardare lo stesso film.
    Mai come nella lettura hai la possibilità di dare spazio all’immaginazione..non solo nella caratterizzazione dei vari personaggi ma anche nelle vicende che essi vivono.
    Ognuno le può interpretare alla sua maniera .
    Però è pure vero che questa è la prima recensione tua che leggo di un libro ... forse qua hai fatto un eccezione e nelle altre magari sei stato più contenuto😀.
    A sto punto se leggerai” La strada” come “sequel” di questo , tanto per stare nel genere regressione del genere umano spero tanto seguirai il modus operandi di questo Condominio .
    C’è quella maledetta scena presente nel libro ma non girata sul film che dicono sia scoccante che mi incuriosisce come un ...non so quale sia la bestia più curiosa in natura ..ma comune come quella, dai forse è la scimmia!
    -:)

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  5. 1 dai, è stata una bella avventura.
    C'ho fatto anche un piccolo post sulla pagina fb del buio, vedi lì

    2 sì, ma sono sempre io, ahah
    cioè, libri o film io provo a parlare di tutto, come fai ad analizzarli senza spoiler?
    come sempre consiglio la lettura completa a chi ha visto/letto, quella parziale a chi vuole decidere se vedere/leggere

    3 assolutamente, io mai leggerei un libro se leggessi una recensione fino in fondo come questa. Come non vedo trailer del cinema così voglio sapere pochissimo dei libri anche se, a differenza del cinema, la trama la leggo, ahah
    tra l'altro Cecità ricorda TANTISSIMO Il Condominio, incredibie che volessi fare un confronto in rece anche lungo tra i due libri e poi nemmeno l'ho NOMINATO

    4 ma la cosa de La Strada la sapevi dai, è il libro che sto leggendo, l'avevo annunciato su fb e proprio con quella motivazione di "sequel"

    5 sai che mi manca solo il tuo commento a Tous le.. e sono in pari col blog?

    ovviamente in pari per modo di dire, in pari con quello che ricordo o ho segnato, sicuramente qualche commento l'ho perso, mi sembra anche uno tuo

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  6. Cazzo mi devi ancora rispondere su ...non ricordo il titolo del film.
    Comunque è un originale netflix.
    C’e Il Wold ...everybody don’t want To live in this word .. na roba del genere.
    Però stai bene a memoria...😀😀 vedo.
    E che onore che ti ricordi di avere un commento in sospeso con me.
    Vedo che rispondo a tutti gli altri e mi tieni per ultimo.
    Tranne i commenti fast .
    Come quello che ho appena scritto sul libro.
    Ecco non volevo scrivertelo che il Condominio mi ricordava Cecità sennò sembravo uno sborone.
    Ma l’hai detto te.
    Aspetto la rece de La Strada ormai.
    Adesso vado a leggere di Harry Potter ...😀
    Ciao

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    1. ho capito che titolo dici ;)

      sì, metto in coda i commenti lunghi, specie di chi, come te, mi conosce e so che tornerà a leggere

      quelli lunghi dei nuovi provo a farli subito

      i due libri si ricordano tantissimo, anche se uno è più metaforico e sociale, uno filosofico e spirituale

      eh, ormai per forza, ma non leggerla tutta la rece ;)

      ma tanto se hai visto The Road...

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  7. Ho letto quello che hai scritto su Fb.
    Concordo con te ...quella lacrima vale tutto il film.
    Ripensandoci.
    Poi a me Piton è stato simpatico da subito.
    Ho resistito fino a quando Potter la raccoglieva sulla provetta..poi ho dormito 😀
    Ma l’avevo già visto..dai!
    Credo che quella serie rimarrà un evergreen..non sarà mai tardi per scoprirla ne ci si stancherà di rivederla .
    Ciao

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    1. assolutamente
      ma credo anche che chi ha letto e visto i film "In diretta" ha vissuto emozioni più grandi, harry potter era qualcosa di epocale al momento

      come chi vede Lost adesso, non potrà mai capire che cosa fu vederlo all'epoca

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  8. Negative-Creep9 aprile 2020 03:26

    Ballardiano doc! ,uno dei miei autori preferiti per un libro che è di diritto nei miei primi dieci di sempre.

    Qui c'è tutto il Ballard che adoro assurdo,provocatorio ,ironico,pieno di violenza apparentemente immotivata condita con una forte critica sociale.
    Io ne ho letti 8 e ne ho altri 3o 4 sul kindle che aspettano.

    Consiglio fortemente Millennium people e Super Cannes oltre ai classici Terra bruciata,Il mondo sommerso e Foresta di cristallo.


    P.S.

    io ti butto dentro anche la trilogia del drive-in di Lansdale(che si riallaccia ad alcune tematiche Ballardiane)
    Ma qua ci sarebbe troppo da dire, ci troviamo di fronte ad una esilarante genialata talmente scorretta e disgustosa da risultare irresistibile.
    Il re del pop corn docet!.


    Bravo Caden! e centinaia di queste letture:)

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    1. vabbeh, dai, allora son contento di non aver fatto figuracce ed esser stato quasi all'altezza ;)

      eh, ho ricominciato adesso dopo 5 anni, ancora fammi ingranare con libri di diversi autori, se poi torno come prima vado anche di bibliografie e per Ballard torno a leggere qua...

      intanto sto leggendo La Strada

      Lansdale me l'hanno consigliato veramente tante volte...
      di sicuro proverò

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    2. Negative-Creep9 aprile 2020 19:57

      ti capisco benissimo,anche io salto di palo in frasca cambiando non solo autore ma proprio genere.Da Cuore di tenebra son capace di passare a Guida galattica per autostoppisti XD
      Con Ballard è stata l'unica volta che ne ho letti 5 di fila:)

      Lansdale è Lansdale...
      quando sarà, incomicia col drive-in fidati.

      con Mcarthy sono a zero ma recupererò.Se vale la regola che il libro è meglio del film La strada deve essere tanta roba.

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    3. ha, anche io tantissimi generi, forse più del cinema, ahah

      però mi son capitati anche periodi in cui leggevo solo un autore (King, Kafka, Dostoevskj, Saramago)

      eh, dicono tutti che sia meglio del film, e il film per me è un capolavoro, ahah

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  9. Ciao, non centra nulla, ma oggi ho visto Collateral, film di cui ho sentito parlare bene sul tuo blog grazie a diversi commenti, wow che film, tu l'hai mai visto?
    Filmone, sceneggiatura incredibile, adrenalina pura!

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    1. Eh, lo so, ma ancora niente, credo che per i prossimi 3-4 anni sarà difficile, troppo indietro già con i film che devo e voglio vedere tra guardaroba, piattaforme o sala

      magari capiterà ;)

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  10. Ho letto il libro dopo la tua recensione. Con questo libro ho avuto lo stesso problema che incontro ogni volta che leggo o guardo qualcosa che rientra nel genere grottesco. Perchè ben più che distopico, qui siamo nel grottesco, in quel genere di mezzo che sta tra il verosimigliante e il fantastico, che non è semplice metafora ma che richiede una costante sospensione dell'incredulità perchè ti racconta quello che vedi ma anche no. Ho avuto lo stesso problema con Arancia meccanica, forse un po' meno. Ma alla fine, sopo le prime decine di pagine, folgoranti, ha cominciato a stancarmi. L'ho trovato alla lunga ripetitivo, con alcuni passaggi poco sensati, e se il succo è quello che bene hai descritto, alla fine non ha prodotto su di me alcun effetto particolare. Ma, evidentemente, è un signor libro. Ha tempi quasi perfetti, è asciutto, ha un grande uso delle metafore, e una profondissima descrizione dei personaggi senza nemmeno dovervi dedicare troppe pagine.

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    1. Io sono unico che gira poco per internet, quasi niente dire, eppure questo tuo nome mi dice qualcosa, non so, come se te per quanto riguarda i libri fossi uno "importante"

      beh, nel caso onorato della visita

      sicuramente quello dei libri è un mondo più tuo (anche se per me hanno rappresentato la mia più grande passione per 20 anni, senza mai scriverne però)

      sai che ti dico? che sta sensazione che dici te l'ho avuta in parte anche io. Ora non ricordo se in rece l'ho scritto, ma più andavo avanti più avevo la sensazione che si stava un pochino girando su sè stessi e che la coperta (il soggetto) era troppo corta. Se non l'ho scritto è perchè io parlo quasi sempre solo delle cose belle ;)

      contento però che ti sia in qualche modo piaciuto, per le innegabili doti che descrivi alla fine ;)

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    2. Ciao, probabilmente ti riferisci a blog letterario minima et moralia. Lo leggo anch'io ma non ho niente a che vedere con loro. usando questo nickname da una quindicina d'anni mi è già capitato di essere confuso con loro. Spero tu non rimanga troppo deluso.....

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    3. ahah, ok :)

      capirai che facendo uno 1 + 1, quel blog più il primo commento da me su uno dei rari post sui libri il risultato veniva 2 ;)

      poco male, però averti confuso per quello è un merito riguardo il contenuto del commento ;)

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due cose

1 puoi dire quello che vuoi, anche offendere

2 metti la spunta qui sotto su "inviami notifiche", almeno non stai a controllare ogni volta se ci sono state risposte

3 ciao