2.5.20

Recensione: "Contagion"


Tutti mi dicevano "Guarda Contagion! E' identico a quello che sta accadendo adesso!".
Non l'avrei mai visto se non fosse per il passaggio di ieri in tv.
Avevano ragione quelli?
Sì, è impressionante quante cose questo film avesse dentro di quelle che stiamo vivendo questi mesi.
Contagion è un gran bel film che forse pecca proprio quando esagera leggermente, quando quello che vediamo ci sembra impossibile o inverosimile (mentre tutto quello che riconosciamo come reale ce lo rende terribile e interessantissimo).
Un virus partito da un pipistrello (!) contagia molto velocemente tutto il mondo.
E' più forte, più veloce e più letale del Covid-19 ma questo sembra quasi  un instant film, fatto apposta adesso.
Tra mascherine, lockdown, quarantene, supermercati assaltati, farmaci miracolosi che non esistono, rete complottista e criminale, un film da vedere, assolutamente.
Non sarà un capolavoro ma non c'è momento migliore di questo per gustarselo.
O peggiore?


Da quando è arrivato in Italia Mr Coronavirus non so quanti m'avran detto:

"Guardati Contagion, è UGUALE"

E io, al solito, vedendo solo un film e mezzo a settimana e ricevendo 10 consigli di visione al giorno (3650 all'anno, di cui se va bene ne vedo 50...) rispondevo "magari sì dai", sapendo che no, non ce l'avrei mai fatta.
E invece arriva la tv a "salvarmi" (quando ci sono i film in tv è diverso, per me è come se fosse un'occasione unica, live, che mi capita, quindi li vedo) proponendo Contagion in prima serata su Canale 5.

Che devo dire?
Sì, è praticamente uguale a quello che stiamo vivendo.
Certo le differenze ci sono, il virus è 10 volte più mortale, le morti 3 volte più veloci, il mondo 20 volte più contagiato, le reazioni delle persone 5 volte più esagerate (cioè, nel film dopo solo 20 giorni de virus già tutti a sparasse negli Stati Uniti, ecco, questo direi che l'hanno LEGGERMENTE esagerato) ma sono talmente tante le analogie che, veramente, vedere Contagion in questo periodo è "un'esperienza", un film di anni fa che sembra un'instant film fatto per l'occasione.



Dirò di più, nella prima mezz'ora il film è anche una bella lezione scientifica, sicuramente più accurata e credibile delle millemila boiate che ci sono state dette a noi nei primi mesi.
E, a dimostrare quanto la sceneggiatura del film fosse ispirata e precorritrice, le boiate le dicono anche nel film.
Ma chi lo fa? un blogger viscido, furbo, opportunista che con le sue teorie complottiste convince milioni di persone di cose criminali, tipo accordi segreti per infettarci, farmaci miracolosi che ci guariscono, teorie antivacciniste.
Certo, non è un film del 1980, è di 9 anni fa, quindi ste cose iniziavano già ad uscire.
Ma, se possibile, questa parte di sceneggiatura di Contagion è più vera adesso di quando uscì il film.


L'incipit è veramente bello.
In un montaggio molto coinvolgente vediamo tutti i possibili pazienti zero.
L'idea di mettere accanto alle città il numero di abitanti sembra una stupidaggine ma invece è un elemento inquietante per farci vedere quanto, volendo, basti niente per poter far diventare un problema personale quello di milioni di persone.
Geniali quelle inquadrature di mani che toccano oggetti, pali della metropolitana, tavoli, visto in questo periodo l'effetto è veramente grandioso.
Tra l'altro uno dei possibili pazienti zero è addirittura ad un mercato del pesce asiatico...
Quello che capiamo subito è la potenza del virus, con i nostri personaggi che in 3-4 giorni muoiono tutti (la Platrow compresa, meglio, tanto non me piace).
Ecco un primo elemento dissonante dal Covid-19.
Meno male, almeno ci ricordiamo di essere dentro ad un film.
La reazione di Matt Damon alla scoperta della morte della moglie è incomprensibile. Va bene lo shock ma niente, quel personaggio non mi convincerà mai per l'intero film ma forse perchè io non ho mai amato la recitazione di Damon.
Però, ecco, il film è ormai cominciato.
E per la sua ora e mezzo troveremo mille cose viste in questi mesi, l'OMS, le regole di comportamento, le teorie sulla propagazione, la rete complottista e criminale, la quarantena, le strade bloccate, l'assalto ai supermercati, le precauzioni che si credono eccessive ma forse son giuste (qui non apro la parentesi Covid, meglio), l'impossibilità di celebrare funerali, il farmaco miracoloso che non esiste (l'Avigan di adesso), le farmacie assaltate, le mascherine, la gente che tossisce e viene attaccata, le fosse comuni, le città completamente vuote e, addirittura, la genesi del virus, da un pipistrello.
Paradossalmente dove il film è più debole è proprio in TUTTE le componenti di esagerazione, quelle che si allontanano dalla nostra vita attuale.
La Cotillard dell'OMS rapita per riscatto, le sparatorie, le città piene di spazzatura, la ricercatrice che contravvenendo ogni iter scientifico sperimenta il vaccino su sè stessa, le istituzioni che nascondono tutto per non so quanti giorni (beh, magari questo è successo davvero anche da noi).
E' anche vero che proprio in una di queste situazioni poco credibili (quella del vaccino auto-inflitto) c'è la motivazione per cui questo film è stato mandato in onda in prima serata.
Perchè grazie a questo gesto "eroico" tutto alla fine si risolverà "bene".



Certo, è soprattutto grazie a questi elementi che Contagion diventerà un film adrenalinico, quasi di genere. Magari se l'avessi visto all'epoca mi sarebbe piaciuto proprio per questi aspetti.
Adesso non so, adesso mi sembrava già abbastanza terribile e REALE (ne abbiamo le prove) quello che avevo davanti che il trovare elementi di sceneggiatura poco verosimili o troppo cinematografici mi ha un pò rovinato la visione.
Nel 2011 avrei probabilmente vissuto ogni aspetto del film come esagerato, non distinguendo quindi bene quali fossero abbastanza verosimili e quali no.
Adesso tante cose le so, le sappiamo, e la nostra percezione cambia.
Resta un film molto godibile, con alcuni personaggi veramente forti (il blogger di Law è da ammazzallo all'istante, è vero, ma questo significa che è riuscito) e che tenta sempre di non sfociare nell'inverosimile per privilegiare un'anima drammatica, umana.
Ho amato molto quei filmati in cui si tentava di capire chi fosse il paziente 0, quegli incroci di persone. Perchè come la girate la girate è proprio così, ogni contagiato di un virus potrebbe avere il suo "film", ognuno di loro ha vissuto il momento del contagio e sarebbe "bello" poterlo vedere questo momento.
Non è un caso che il finale del film, bellissimo, è forse quello più emozionante perchè ci mostra il primo contagio.
Ed è incredibile che nel mondo possano morire milioni di persone perchè un cuoco non si è lavato le mani
E' veramente terribile, e forse nel 2011 lo avrei visto anche come assurdo.
Ma no, è tutto maledettamente ed esattamente così.

7

14 commenti:

  1. Io sono riuscito ad addormentarmi lo stesso... E mi sono perso la fine :)

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    1. Alla fine il maggiordomo si prendeva il Covid-19

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  2. Rivisto stasera. Visto nel 2011 mi aveva un po' deluso, perchè, parliamoci chiaro, questo film era (e da qualche parte probabilmente lo è ancora) classificato THRILLER DI FANTASCIENZA, quindi mi aspettavo qualcosa di adrenalinico ed esagerato.

    Guardandolo oggi, non solo non è più nemmeno per sbaglio di fantascienza, ma addirittura si notano le esagerazioni da botteghino (come giustamente hai notato tu).

    Sai che io non mi ricordavo questa attinenza al 95% con la situazione di oggi? Poi uno crede che gli avvertimenti e le profezie arrivino sempre dalle solite nicchie inascoltate (scienziati, attivisti e Bill Gates), e invece no, arrivano in cinemascope da Soderbergh.

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    1. Molto interessante il parere con doppia visione, anzi, è proprio quello che volevo sapere

      Magari Soderbergh è a capo de tutti questi.
      Sotto Topo gigio però

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  3. nell'ottobre 2012 scrissi ...

    "non mi sento di bocciarlo, ma da tanto regista e da tanto cast (interessante fa crepare in un attimo attori solitamente protagonista di importanti pellicole) mi aspettavo decisamente di +. Certo non ci sono effetti speciali e zombi, non c'è azione e niente esplosioni, e tutto sommato è un bene. Il film racconta in modo credibile e coerente la diffusione di una epidemia e non ci mette al centro il solito scienziato pazzo e le multinazionali, o forse ce li mette ma con razionalità....
    Certo poteva venire meglio, poteva appassionare di più, poteva emozionare, ...invece rimane didascalico e staccato, quasi che avesse paura di prendere il virus pure lui. Regia con i guanti di lattice, finalizzata a non diffondere ulteriormente il contagio

    ieri l'ho rivisto per caso, lo avevo salvato sul mysky a inizio "clausura"
    durante la visione ho scritto agli amici "Secondo me il Covid lo ha sparso Soderbergh per riscattare il suo film" :-)

    incredibile come la percezione di un film possa cambiare a seconda del momento e l'umore in cui si guarda

    note:
    - il blogger non mi era parso così schifoso, come l'ho percepito ora
    - l'italia è tra i primi focolai (ma da centro in giù!!!)
    - sarà profetico anche nella somministrazione dei vaccini?

    tante le riflessioni che si potrebbero fare, di certo è un film che si brucia tutti quelli che post "emergenza" verranno realizzati. Profetico come pochi

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    1. ma già scrivevi i commentini nel 2012? ;)

      pensa che io di Soderbergh visti solo 3 (ne ha fatti una 30ina), incredibile

      sì, te sei la conferma ancora di più di come sto film visto adesso acquisti potenza, credibilità e, anzi, diventi quasi straordinario per accuratezza

      la cosa dell'italia sai che non l'ho notata? magari si vedeva nella mappa ma praticamente non la nominano mia ;)

      vero, far vedere prima è molto più bello di dopo

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    2. si lo si vede nella mappa senza mai mìnominarla

      i commentini li scrivo dal 2003
      ma anche da piccino mi tenevo un quadernino con i voti.

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    3. top

      eh, io lo stesso, ma li ho persi tutti, ahah

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  4. E' agghiacciante direi, non l'ho rivisto comunque, anche perché si sa a memoria praticamente, è avvenuto.

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    1. beh, se te parve agghiacciante allora rivedilo adesso...

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  5. È un ottimo film sull'argomento, e non solo perché di alcuni anni fa, quando l'esperienza diretta su scala mondiale di un morbo ancora non ce l'avevamo (almeno non dal 1918) ma anche perché il regista ha analizzato (sia pure nei limiti imposti dal minutaggio) uno spettro dei comportamenti e delle reazioni possibili in modo plausibile.
    Al di là delle possibili esagerazioni (che in fin dei conti sono richieste, in un film catastrofico) rimane a mio parere molto equilibrato e inoltre mostra un buon lavoro di ricerca da parte del regista.

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    1. vero, ha messo tanta roba e quasi tutta l'ha presa

      ha cannato la fine del cibo (ma c'è da capirsi, virus molto più forte e nessuno lavora, manco nei supermercati) e romanzato altro ma per il resto...

      come diceva stefano qua sopra chissà se anche i vaccini li daranno in un modo simile...

      sì sì, proprio oggi ho letto una intervista, dietro il film c'è il più grande virologo americano ;)

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  6. Un film che si potrebbe definire premonitore, quasi. Comunque io lo vidi al cinema e devo dire che mi piacque, anche se lo ritenni un po' freddino per certi versi. Il cast spacca, ma con Soderbergh siamo abituati.

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    1. leva il quasi!

      e secondo me ora lo percepiresti meno freddo

      come dicevo sopra io sono praitcamente un analfabeta di Soderbergh

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due cose

1 puoi dire quello che vuoi, anche offendere

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3 ciao