2.7.11

Recensione:"The Reader"



presenti spoiler


La sopravvissuta ai campi accoglie l'uomo in casa sua. Sono seduti uno di fronte all'altro. Fino a che punto si può chieder scusa? E, di contro, fino a che punto si può perdonare? L'esser stati parte di un sistema, quello nazista, in cui era quasi impossibile restar fuori, può render meno gravosa la colpa? E il mondo ebraico fino a che punto può capire? L'uomo, a denti stretti, cerca di spiegare come a volte la Storia schiacci l'individualità, come il libero arbitrio in alcuni casi sia totalmente sopraffatto. La donna, anch'essa a denti stretti, riesce forse a perdonare e prende la scatoletta del thè.

Ed anche noi, a denti stretti, possiamo dare le nostre opinioni, a denti stretti perchè è impossibile in modo sicuro e plateale anche solo permettersi di giudicare, da una parte e dall'altra, tutti i protagonisti di quella tragedia.

" Come avete potuto permetterlo?"

"Perchè non vi siete ammazzati dopo averlo saputo?"

urla il ragazzo studente di legge. Ha perfettamente ragione ma... se tutto fosse così facile...

Il film (che parte con una meravigliosa sequenza in controluce sotto la pioggia) comincia nel raccontare un Nabokov rovesciato, con il giovane ragazzo che si innamora della lolita matura. Perfetti alcuni passaggi, come il gioco di sguardi dei due amanti e il racconto del fuoco sessuale che prende la coppia, con il ragazzo che il giorno seguente al primo rapporto esce di corsa dalla scuola e si spoglia all'istante appena in casa di lei. A mio avviso c'è un eccesso sia visivo che di plot (stessa scena troppe volte ripetuta) riguardo la nudità dei due protagonisti e sui loro amplessi. E' il solito discorso, ai grandi registi sarebbe bastata una pennellata rispetto a una secchiata di colore. Però le turbe del quindicenne infatuato della ultratrentenne son raccontate perfettamente (innamoramento incontrollato, scoperta del vero sesso, rifiuto delle coetanee etc...).

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Lei nasconde due segreti: uno gravissimo (passato nelle SS) , l'altro molto più lieve (analfabetismo) ma alla luce dei fatti e di sviluppo degli eventi, considererà molto più inconfessabile e vergognoso il secondo rispetto al primo. E' qui che il film di Daldry può offrir il suo punto di rottura. E' plausibile una cosa del genere? Si rischia davvero il didascalismo: la vergogna di non saper leggere più forte di ogni indagine etica e morale? e del tentativo di difendersi?

Io credo di sì, che lo svolgimento sia perfettamente plausibile. Molte volte nel cinema si è raccontato il concetto di volontaria rimozione o svilimento di una tragedia di cui ci si è resi colpevoli. The Reader, in un modo che apparirà poco credibile a tanti, fa soltanto lo stesso.

Una Kate Winslet strepitosa (ulteriore conferma per un'attrice di categoria superiore) in un ruolo che il 90% delle sue colleghe avrebbe rifiutato..., incarna perfettamente la donna sopraffatta dalla Storia, quasi intontita dagli accadimenti della propria vita. Non è un mostro Anna, come del resto non è certamente una persona meritevole. E' solo una donna probabilmente poco intelligente e debole caratterialmente che non ha saputo nè analizzare nè contrastare tutto quello che di atroce ha compiuto nella sua vita.

Risultati immagini per the reader - a voce alta

Alla fine dell'Odissea piangeva Anna, e non tanto per la bellezza dell'opera ma per la meraviglia di sentir leggere, godere di una cosa che lei non ha mai saputo fare (a tal proposito la scena al ristorante è magnifica). Questo era il suo più forte legame con l'Olocausto, il sentir leggere, e questo probabilmente la bloccava dal voler imparare. Per amore lo farà, ma quando scoprirà che anche l'amore, quell'amore impossibile e fugace di un'estate di tanti anni fa ormai non c'è più, quei libri di Tolstoj, Lawrence, Twain, Omero e Cechov che in questi anni gli hanno dato una ragione di vita ora sono soltanto un aiuto, una base, per morire.


(voto 8)

9 commenti:

  1. Un grande film, intenso e molto passionale.
    Grandissima Kate Winslet, e gran coraggio del regista.

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  2. Sono molto contento che ti sia piaciuto. In verità ho visto più stroncature che elogi. Un pò di puzza sotto il naso o paura di appoggiare certe posizioni, che dici? Per una volta un film che parla anche della possibilità che i cattivi, magari, non lo erano nell'animo...

    Secondo me limando due aspetti (ossia la troppa importanza e spazio agli incontri d'amore e l'analisi forse da approfondir maggiormente circa il rifiuto di Anna a dir la verità sul suo analfabetismo) ci saremmo trovati davanti un capolavoro.

    Non l'ho trovato in saloon, sbaglio?

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  3. Non sbagli, Dae.
    Lo vidi l'ultima volta un annetto prima di aprire il blog.
    Appena mi capita di rivederlo lo metto più che volentieri tra le visioni del saloon!

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  4. Spettacolare prova di Kate Winslet, che adoro, e tutto il film in generale ad avere un alone puro nonostante il tema che tratta...poi Kate ha la capacità incredibile, in ogni cosa che fa, di renderla credibile e fartela amare. Scusa il gioco di parole.

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  5. Più che altro caro Runes, ha accettato una parte che il 90% delle sue solleghe avrebbe rifiutato (tra l'altro mi ero dimenticato di metterlo in recensione, mancanza prontamente corretta). Mi riferisco ovviamente sì alle scene di nudo o di sesso ma non solo, è il personaggio in sè ad esser molto "difficile", scomodo e ambiguo. Son sicuro che qualche divetta, anche senza il nudo, col cavolo l'avrebbe iterpretato.

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  6. Concordo sulla grandezza della performance di Kate Winslet; in quell'anno uscì anche Revolutionary Road con lei protagonista e solo lei poteva essere la vincitrice dell'Oscar per l'uno o l'altro film.
    Il film mi è piaciuto parecchio e trovo triste il fatto che all'epoca in cui uscì il film non si riuscisse ancora a vedere in visione "laica" l'Olocausto, additando come antisemita chi cerca di capire perché i nazisti abbiano agito in quel modo. Sarebbe una riflessione molto utile, senza per questo voler sminuire in alcun modo l'atroce portata delle loro azioni.

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  7. Ciao Antonella, benvenuta! Hai sintetizzato perfettamente, e in poche righe, tutto quello che volevo dire.

    E' una riflessione che tanti hanno paura di fare e tra questi credo ci siano tutti i detrattori del film...

    Può non esser un capolavoro, ma affossarlo (come ho letto da più parti) con motivazioni ridicole, nasconde in realtà una motivazione molto più profonda, quella descritta anche da te.

    A presto!

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  8. Cribbio però dovresti fare una recensione con e una senza spoiler;), o almeno dividere in due parti: così uno può dare una scorsa per scegliersi un film, e poi tornare dopo e godersi la recensione integra e magari qualche commento libero.
    Sennò un poveretto deve limitarsi al titolo..

    Salut!

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  9. Hai perfettamente ragione Edo, ma è troppo laborioso... Preferisco avvertire all'inizio, poi magari uno o rischia e legge, oppure si accontenta del voto e passa alla visione. Però, sempre, sempre, le mie recensioni andrebbero lette dopo visione, sia per il rischio spoiler sia perchè mi dà molta più soddisfazione che uno possa comprendere tutto quello che dico e magari cominciare una discussione "alla pari", nel senso con le stesse informazioni che ho io.

    Comunque, guardalo :-)

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