12.3.18

Recensione: "Veronica" 2017 - Su Netflix - 9 -

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L'ultimo film di quel Plaza che, con Balaguero, cambiò il mondo dell'horror con Rec, è un buon film.
Basato sulla storia reale e terribile di un'adolescente spagnola, Veronica mischia il tema delle possessioni demoniache con quello della malattia mentale, dell'adolescenza e delle difficoltà del vivere.
Il problema è che le mani di Plaza paion troppo grossolane e che il film, specie nel finale, sembra una continua didascalia.
In ogni caso da vedere per un appassionato

Scrivo la recensione a 8 giorni dalla visione. Ricordo poco e nulla. Insomma, mi dispiace, avrei voluto e potuto parlarne in maniera più esauriente di Veronica.
In ogni caso, essendo comunque un discreto titolo, ho pensato di farla lo stesso, anche magari solo a scopo informativo

presente qualche spoiler, spero non decisivo

Dico la verità, credo che del duo che creò quel capolavoro dell'horror moderno che è Rec, Paco Plaza fosse l'anello debole.
Analizzando le due carriere soliste -la sua e quella di Balaguero- penso sia abbastanza evidente, almeno da parte mia, una maggiore qualità in quella del secondo.
Il Plaza solitario ha girato discreti film come Second Name (sufficiente e niente più) e Rec 3 (strano, interessante, ma quasi stupratore del format).
In più - in quella per me non riuscita operazione a più mani che fu le "Peliculas para no dormir" (dove, manco a farlo apposta, l'unico segmento veramente bello era di Balaguero)- il buon Plaza girò un episodio davvero inutile, scialbo, quasi insalvabile.
Ecco così che questo Veronica, al netto di pregi e difetti, potrebbe anche rappresentare la meglio cosa che ho visto, in solitaria, di suo.

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La cosa forse più interessante (e che io ho scoperto solo alla fine, quando appaiono le foto reali) è che questo film si basa quasi completamente (anche se con un paio di significative divergenze) su una "vera" storia che, in qualche modo, sconvolse la Spagna, ovvero quella di una ragazza adolescente morta (ma magari la divergenza è qui) in circostanze misteriose, ragazzina che, già da tempo, presentava stranissimi sintomi. Ma, più che altro, quello che sconvolse di più furono i rapporti della polizia che raccontarono di fatti veramente inquietanti ed inspiegabili.
Insomma, siamo sempre lì, in quelle storie che mischiano possessioni demoniache e malattie mentali. Però, ecco, stavolta fu strano che a parlare di fatti non spiegabili non furono privati (e lesionati mentali) cittadini, nè funzionari della Chiesa, ma persone in teoria super partes e affidabili come poliziotti.
E Plaza sfrutta proprio questo aspetto, tanto che tutta la cornice, incipit e finale, è proprio basata sulla prospettiva "reale" della polizia.
Incipit, tra l'altro, veramente molto buono, con quella chiamata al 911, l'arrivo della polizia nell'appartamento (e sì, sembra di essere in Rec. Cazzo, sti spagnoli c'hanno la fissa degli appartamenti, Balaguero su tutti) e l'entrata nella casa divelta.
Se vogliamo abbastanza assurdo che il primo ad entrare sia proprio l'ispettore, completamente disarmato, seguito poi da tutto l'ambaradan invece armato.
Però, ecco, funziona, e funziona anche di più quello strillo che diventa sbadiglio e ci porta a tre giorni prima.
Il film racconta di una ragazza, Veronica, credo 15enne, costretta a far praticamente da madre ai suoi 3 fratellini piccoli, tra cui spicca il fantastico Antonito, occhialoni grandi grandi, occhi storti e una dolcezza infinita (mi ha ricordato il Piccolo di Malaussene).
La madre lavora sempre, torna la notte e dorme più che può, il padre invece è morto, particolare molto importante perchè la sua figura è quasi fulcro di tutto (mi pare invece che sulla vicenda reale ci fossero entrambi i genitori).

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Allora, la ragazzina che fa Veronica è fantastica, viso incredibile, tanta forza e tanta fragilità insieme. Tutto il film è retto da lei praticamente. E, dico la verità, anche se non in modo troppo marcato nel finale avevo finalmente raggiunto quell'empatia per lei che il film richiede.
Sì, perchè Veronica racconta dell'incredibile supplizio di una ragazzina, una 15enne dovuta crescere troppo presto che, per una serie di motivi, vivrà 3 giorni devastanti.
E le letture possibili son tante, è un mix tra una metafora dell'adolescenza, tra la componente horror (quella della possessione, direi preponderante) e tra una possibile malattia psicologica (perchè, alla fine, quando non di frode, le possessioni sempre questo sono).
Da non sottovalutare (anzi...) una possibile interpretazione sessuale, quella del molto tardivo arrivo del mestruo, vissuto malissimo da Veronica. Moltissime scene possono avere una lettura o un legame con questa metafora.
E' bello per lo spettatore star sempre lì sospeso sul fatto se quello che vede sia realtà o fantasia (mi pare ci sia anche una lezione a scuola su questo), tra possessione reale o una ragazzina triste, tormentata, stressata, che vede reificarsi tutti i propri demoni.
Il problema è che Plaza non è un grande autore.
E allora tutta la possibile componente umana va un pochino a farsi friggere in mani troppo grossolane. La parte horror (tantissime scene, una dietro l'altra, senza tregua) è troppo presente e troppo manifesta. La possibile cura e gestione dell'aspetto psicologico in questo modo perde tantissimo di potenza.
Come se non bastasse il film, specie nel finale, è tremendamente didascalico, ma in un modo davvero fastidioso.
Tutto, ma veramente tutto, viene spiegato, spesso per bocca del personaggio della suora cieca (novità!), davvero trash, disastroso. La scena in cui fuma sempre è da ergastolo.
E' talmente fissato con lo spiegare Plaza che più volte Veronica, nel film, seguirà un "manuale di istruzione" comprato in edicola per liberarsi dalla maledizione in cui, in un'ottima scena -quella durante l'eclissi- era finita.
Ma basta vedere il finale, con quel bambino che si tappa le orecchie. Perchè farci vedere il flash back di quando lei glielo disse? non avremmo capito comunque da soli tutto?
Peccato, perchè il soggetto c'era, l'atmosfera lo stesso, gli attori bambini sono davvero bravi (alternano scene molto divertenti ad altre molto dolci) e ci sono un paio di scene horror davvero ben fatte (loro che la mangiano, il babbo nudo e altre).
Particolare una sequenza che, per un amante di Lake Mungo, non può passare inosservata, magari lo scoprite da soli.
Insomma, buon horror, consigliabile, probabilmente anche altamente consigliabile per chi non ricerca ossessivamente, come me, qualche componente autoriale dentro un film.
Si poteva far meglio, si poteva restare più sul tormento di Veronica, dare meno evidenze, privilegiare il suo dolore.
In ogni caso, ne sono sicuro, la storia di questa ragazza in qualche modo, magari anche soltanto alla fine, un pochino vi farà star male

6.5/ 7 -

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