14.3.22

Recensione: "Belfast"

 

Una grande delusione, ahimè,
Un film che non mi ha mai preso, nè emotivamente nè intellettualmente nè visivamente.
Nemmeno lo scoprire a fine proiezione quanto questo film fosse personale e intimo (racconta i 9 anni di Branagh a Belfast) ha migliorato la mia percezione.
Un'opera leggera e drammatica che però, mischiando le due cose, riesce a funzionar poco in entrambi gli aspetti.
Quella che doveva essere una storia fortemente drammatica (la guerriglia urbana tra protestanti e cattolici del 1969) risulta alla fine poco convincente, annacquata, senza pathos.
Un film sul ricordo, un omaggio, un qualcosa che aveva tutte le carte in regola per poter essere grande.
Ma che a me purtroppo non è arrivato

 A fine proiezione ci siam detti "E se fosse completamente autobiografico?".
Ecco, sapete che io quando vado a vedere film non voglio saper nulla, nè delle cose "dentro" al film (trama etc..) nè di quelle intorno ad esso.
 In questo caso non avrei nemmeno saputo /o capito) che "Belfast" raccontasse l'infanzia di Branagh, Branagh che, lo ammetto, non sapevo nemmeno fosse Nordirlandese.
Quando a fine film c'è venuta in mente questa intuizione (peraltro abbastanza prevedibile) abbiamo controllato su Wiki e sì, Belfast racconta i 9 anni di Branagh.
La scoperta di quanto questo film sia così intimo e personale (una specie quindi di "E' stata la mano di Di"o sorrentiniana - solo per restare ai tempi recentissimi -  anche se io lo paragonerei piuttosto - specie per il b/n - a "Roma", film per quanto mi riguardo due spanne superiore) di solito accresce il valore del film, o almeno il mio valore del film.
Sapere che quello che ho visto è stato realmente vissuto, sapere che c'era un'urgenza del racconto, sapere di quanto l'autore tenga - non solo cinematograficamente - a quel film di solito me li rende ancora più belli.
Eppure stavolta - caso rarissimo - scoprire che tutto quello che avevo visto riguardasse Branagh in prima persona (e quindi che quelli - credo- fossero i suoi genitori reali, quelli i nonni reali, quelli i luoghi reali etc..) non mi ha cambiato niente.
Perchè a me sto film non è piaciuto, non è piaciuto quasi per niente.
Non mi ha emozionato mai, nè cinematograficamente, nè intellettualmente nè nel cuore, benchè, per soggetto, dovesse farlo in tutti gli aspetti.


Belfast è stata un'ora e mezza di quasi pura noia e meno male che per una volta scrivo a soli 2 giorni di distanza perchè se mi fossi messo alla scrivania - come ultimamente capita spesso - a una settimana dalla visione non mi sarei ricordato niente, visto il pochissimo, ahimè, che il film mi ha lasciato.
E' vero, c'è il bianco e nero che fa sempre figo, che a livello fotografico funziona sempre (anche se io non ho visto nemmeno tutta sta magnificenza fotografica o tecnica, lo dico) ma per il resto questo è un film a metà strada tra troppe cose e troppe sensazioni.
E' a tratti leggero, altre drammatico, altre documentaristico da affresco storico, tutte sfumature che potevano elevarlo ma che qui, mischiate insieme, mi hanno dato una sensazione strana, ovvero quella di non convincermi in nessuno aspetto.
Quando doveva esser leggero e ironico non ho quasi mai riso (ci sono un paio di battute brillanti ma, che ne so, in questo contesto non mi sono arrivate), quando doveva esser drammatico non ho mai percepito quella drammaticità, quella minaccia, quel pericolo. 
Quando doveva insegnarmi cose su quel periodo mi è sembrato abbastanza didascalico e semplicistico.
Diciamoci la verità, a stringere stringere in effetti quel periodo storico è abbastanza poco complesso, ci sono i protestanti che non sopportano nel "loro" territorio la presenza di cattolici. E per questo fanno guerriglie e raid.
Insomma, di certo per capire il film e il contesto non c'era bisogno di saggisti o storici ma, non so, la situazione mi è sembrata raccontata con poca complessità.
E malgrado questa semplicità a volte mi son comunque perso a capire chi erano i protestanti, chi i cattolici, chi tra i primi era più liberale e chi lo era meno.
Poco male, questo film è il racconto di una piccola parte di vita (pochi mesi?) di un bambino di 9 anni di Belfast.
Della sua famiglia protestante ma piena di buoni valori.
Delle difficoltà di continuare a vivere in una città sotto assedio, non serena, con pochissime opportunità lavorative e un futuro sempre più nero.
L'incipit a colori con quei droni è bellissimo, e geniale l'idea di catapultarci nel bianco e nero del 1969 solo guardando dietro quel muro.
Già che ci sono dico che ho amato molto anche vedere spezzoni a colori dentro al film, spezzoni che riguardano solo scene di film o di teatro che i protagonisti vedono nella diegesi.
La mia interpretazione è che mentre tutto il film è in bianco e nero perchè racconta fatti incontestabilmente del passato, le immagini dei film o degli spettacoli teatrali sono invece a colori perchè "senza tempo", perchè l'arte travalica il concetto del passato, vedere un film o uno spettacolo teatrale è sempre un eterno presente, a prescindere dall'epoca dello spettatore.
Ma torniamo a noi.
Siamo quindi nel 1969 e la macchina da presa si aggira per le strade come fosse un abitante.
Belli i vicoli, belli i muri, bella l'atmosfera tipicamente british.
Poi Buddy, il bambino, vede qualcosa.
C'è una panoramica a 360 gradi che gli gira intorno più volte per poi fermarsi.
Il film cambia, siamo dentro un raid.
Ecco, se fino a questo punto ero abbastanza ben disposto e contento dei primi minuti già il primo raid e alcuni movimenti di macchina mi hanno fatto capire che No Giuseppe, non lo stai vivendo come dovrebbe esser vissuto".
Non ho percepito il pericolo, l'angoscia, la minaccia, il film mi aveva definitivamente NON preso con sè.
E purtroppo sarà così per tutto il resto, fino alla fine.
Non mi ha preso la tenera storia d'amore tra Buddy e la compagna di classe (con quel discorso di stare nella stessa fila di banco reiterato e francamente pesante), non mi ha preso la storia della famiglia di Buddy (tra l'altro perchè non dedicare almeno una sequenza - almeno per farci capire quanto quella cosa inficiasse nella serenità della stesa famiglia - alla faccenda delle scommesse clandestine? ci sono 3-4 accenni qua e là ma non ci viene mai mostrata "da dentro" e come vera malattia).
Non mi ha preso la questione cattolici-protestanti perchè era a metà tra la sua parte drammatica (i raid) e battute da stand up comedy tra i due tipi di approccio religioso.
E purtroppo qualsiasi scena mi ritrovavo davanti non mi dava pathos.
Anche la figura della cuginetta (una specie di Lucignolo di collodiana memoria) era carino ma anche le sue scene non mi hanno coinvolto.
Quando poi mi ritrovo i due ragazzini in mezzo ai guerriglieri (sulla carta momento più alto per emozione) non so, non sono riuscito ad avvertire la drammaticità manco stavolta.
Quando poi il padre e il "villain" si trovano faccia a faccia con dietro a ognuno di loro l'esercito veramente mi son cadute le braccia, era una scena "epica" in un film che non aveva fatto niente per sembrar tale.


E io continuo a scrive sta recensione dove più sequenze racconto più esprimo malcontento, nemmeno ha senso la cosa.
Però Caltriona Balfe (un'attrice che non conoscevo e che sembra una Jennifer Lawrence 45enne) è tanta tanta roba (non mi riferisco al fatto che sia una bellissima donna) e, a dir la verità, a livello recitativo mi son piaciuti davvero tutti.
Bella la figura della nonna di Judi Dench. Ecco, forse quel suo primissimo piano finale sono gli unici secondi di piccola emozione che ho provato durante il film.
Un film ben girato, personale, ma secondo me non troppo coraggioso, nè a livello formale nè di racconto.
Però, ecco, quel paragone tra la Luna (l'allunaggio era proprio di quei mesi) e il sogno di andare in un paese lontanissimo dove ricominciare (come Australia o Canada) era davvero bello.
E lasciare quello che amiamo per ricominciare è sempre qualcosa di dolorosissimo.
Ma, spesso, l'unica salvezza possibile

6



14 commenti:

  1. una carezza su un tema attuale e oltremodo drammatico: l'integrazione tra popoli ed etnie che condividono gli stessi territori, che sono cresciuti assieme, hanno amici e parenti in comune; ma si differenziano per religione o aspetti politici.
    Con richiami a "Nuovo Cinema Paradiso" e continue citazioni alla settima arte, Branagh riporta la sua infanzia in un set cinematografico (le location appaiono volutamente ricostruite) e attraverso un fil rouge fatto di estratti di film (uniche note di colore in un luminoso bianco e nero), ci racconta la sua infanzia, mettendo in evidenza la prossimità della "guerra civile", vissuta a Belfast nei primissimi anni '70.
    I toni sono leggeri, nonostante il dramma, perchè la visione è quella di un ragazzino brillante, entusiasta, sognatore, ma soprattutto amato dalla famiglia, nonni (soprattutto) compresi.
    Tra personaggi perfettamente inquadrati (appunto i nonni), ruoli ben definiti (mamma e papà, rigorosamente mai appellati con il loro nome), e un fratello che c'è, ma non c'è, gli sviluppi sono quelli canonici, e non vi sono sorprese, non ci sono colpi di teatro, si è abbastanza certi dei destini e il tutto si risolve come doveva essere. Senza pesantezze, senza retorica, senza "spiegoni".
    Eccellente confezione per un piccolo film che con grazia può scaldare i cuori di molti.
    A mio parere, qualche candidatura è un po' "generosa".

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    1. Letta la tua rece
      Ecco a giustificazione di Branagh è che il film è visto con gli occhi di lui bambino. Così sono giustificati i passaggi leggeri, la spensieratezza di temi oltremodo drammatici e soprattutto la visione “epica” dei 2 schieramenti fronteggianti
      Ciò detto, anche a me ha emozionato poco, ma capisco che piacerà molto fino agli Oscar, poi sarà film che vedranno in pochi (soprattutto se non dovesse vincere premi)

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    2. Eccomi :)

      I tuoi primi capoversi sono perfetti, l'operazione è quella, incontestabile. E l'operazione l'ho amata anche io (come amo sempre quelle "nostalgia"), il fatto è che non m'è arrivato per niente

      Hai ragione, quello che probabilmenteio ho trovato come difetto, ovvero questo suo essere drammatico senza essere drammatico (o voler essere leggero mettendo troppa drammaticità) dipendono dallo sguardo del bambino

      Ma a maggior ragione mi sarei aspettato di emozionarmi, invece niente

      Vero che tutto fila liscio e prevedibile,il problema è che il film, alla fine, risulta troppo leggero, e non leggero nel senso di spensierato, ma leggero perchè abbastanza inconsistente, secondo me sparisce in pochi giorni

      però dici che anche a te ha emozionato poco ma che scalderà il cuore di molti ;)

      ma ho capito che intendi, che a te ha emozionato poco ma è un prodotto che, invece, prova a emozionare la massa, magari riuscendoci

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  2. Stefano Marchini14 marzo 2022 18:46

    Tutto ciò che hai scritto è praticamente inopinabile, questo film di problemi ne ha e su questo siamo d'accordo... anche se a giudizio prettamente personale, fotografia e colonna sonora sono a livelli altissimi (sono due settimane che cerco il brano col sassofono invano). Detto questo però a me belfast è piaciuto e non poco. Branagh io lo preferisco molto di più come attore dato che come regista lo reputo un discreto mestierante e dopo gli adattamenti shakespeariani e i recenti blockbusteroni ho percepito questo film come una vera e propria esigenza; un fare film non più per il pubblico ma per se stessi. Ho proprio percepito il suo amore verso questa opera e soprattutto verso i suoi personaggi e lo reputo un vero miracolo di questi tempi.

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    1. La colonna sonora la ricordo poco ma questo è un mio grandissimo difetto stefano...

      Pensa che è il primo film da regista che vedo suo - incredibile - ma vedendo la filmografia non mi sono davvero perso niente di mio grande interesse

      è proprio quello che volevo percepire anche io, e percependolo emozionarmi

      ma, ecco, quell'amore lo vedo, anche se non m'è arrivato

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  3. certo non è un capolavoro, anzi, ma Buddy è proprio un ragazzino in gamba, sulle sue piccole spalle si regge il film, con la mamma e i nonni, naturalmente.

    https://markx7.blogspot.com/2022/02/belfast-kenneth-branagh.html

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    1. Dal tuo commento si percepisce che anche a te non ha fatto impazzire ;)

      Però te sei l'unico ancora più buono de me, ahha

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    2. Dal tuo commento si percepisce che anche a te non ha fatto impazzire ;)

      Però te sei l'unico ancora più buono de me, ahha

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  4. Per una volta non siamo d'accordo...
    Belfast a me è piaciuto non appena mi è venuto in mente che potesse essere autobiografico (ero convinta che Branagh fosse un purosangue inglese, pensa un po').
    Più ci ripenso e più mi accorgo che il bello di questo film sta proprio nella sua non profondità.
    Se ci ripensi, il punto di vista è semplicistico, alcuni cerini, come dici tu, vengono buttati lì e lasciati perdere perchè è proprio tipico di come li vedrebbe e percepirebbe un bambino di nove anni.
    è il punto di vista di Buddy, tu adulto, che guardi, pensi che debba succedere qualcosa di forte, ma alla fine ti accorgi che quello che succede è già fortissimo dal punto di vista di un novenne, è già una tragedia per lui.
    Tutti gli attori sono in bolla (i nonni sopra tutti, ma lì si vince facile), l'atmosfera e la musica sono centrati.
    Non so se meritasse l'oscar (e infatti lo ha vinto solo come sceneggiatura), ma un pezzettino di cuore lo merita tutto.

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    1. Ma dai, è bello se non siamo d'accordo!

      Anche io pensavo che fosse super inglese, infatti solo dopo (avendo la forte sensazione dell'autobiografico) sono andato a controllare. Ma, come avrai letto, il sapere di quanto fosse personale (e subito eh! durante i titoli di coda) me l'ha reso più "bello", ma solo nel senso che, in qualche modo, gli voglio più bene, perchè è sempre bellissimo quando un regista fa così

      Ma non mi ha cambiato niente, non mi sono emozionato e tanto annoiato amica mia...

      Infatti se io l'avessi vissuto con quegli occhi da bimbo son sicuro mi sarebbe piaciuto tanto, tutti gli enormi difetti che vedevo e quel suo "non decidersi" su cosa essere e cosa mostrare, li avrei capiti

      ma ormai la mia è stata una visione adulta su un film che forse ho pensato più impegnato di quello che era. Non che non lo sia, ma il punto di vista era comunque quello dell'infanzia, edulcorato

      gli attori alla grande anche per me

      bellissimo commento ;)

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  5. e quand'è che mi recensisci spencer che son curiosa di sapere che ne pensi??

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    1. Incredibile ma so la risposta

      ed è

      "Quando lo vedo!"

      :)

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  6. ahahaha...immaginavo...movite!!!!

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    1. dio caro, c'ho già da scrive 3 film rimasti indietro, è un disastro ;)

      oggi è martedì, se lo rinnovano giovedì (e da qualche parte sicuro lo rinnovano) ho 9 giorni, ce la farò ;)

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