20.6.10

Recensione: "La Notte dei Morti Viventi" (1968)

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DOPO UN ANNO CAMBIEREI QUESTA RECENSIONE, MA TANT'E'

Mi accosto a "La notte dei morti viventi" come potrei avvicinarmi a un vecchio scienziato, famoso nel mondo per aver scoperto qualcosa di importante per la medicina. Il vecchio scienziato va rispettato, ringraziato, ricordato per sempre ma, se volessimo veramente giudicarlo, forse dovremmo analizzare la sua intera vita professionale e scoprire che in realtà di errori ne ha fatti tanti e di difetti ne ha parecchi.
Partendo quindi da un voto di doveroso rispetto, vorrei analizzare il debutto di Romero sotto l'aspetto squisitamente cinematografico, assolutamente solo in quello, senza soffermarmi sugli straordinari meriti che senz'altro ha avuto, specie quello di turning point tra l'horror che fu e quello che sarà.

RECITAZIONE: Assolutamente non male il protagonista, male o malissimo gli altri. Soprattutto Barbara (la prima ragazza) e il padre di famiglia sono totalmente inadeguati, teatrali, esagerati, non credibili. Non è certo un caso (e il tutto va a suffragio di quanto detto) se quasi nessuno degli attori del film non ha pratiìcamente fatto altro in seguito. Mi si potrà dire che furono presi per strada, semiprofessionisti. E allora? Il cinema è pieno di straordinarie interpretazioni di dilettanti, non ultimo Gomorra.

MONTAGGIO Dilettantesco, ho contato più di 20 stacchi assolutamente sbagliati.

MUSICA : Osannata da tanti, io l'ho trovata di un'invadenza unica. Sottolineava praticamente ogni singola azione compiuta, anche l'apertura di un cassetto. A mio parere rumori diegetici avrebbero reso moltissimo di più.


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SCRITTURA: La sceneggiatura di base è senz'altro buona. C'è un uso dei luoghi e degli spazi veramente ottimo, molto limitato per colpa del budget, ma reso al meglio. Sono i dialoghi a non convincere. Non so se l'avete notato, ma ogni personaggio racconta agli altri come è finito dentro quella casa. Ebbene, i racconti sono tradotti in italiano con un insopportabile passato remoto malgrado si riferiscano a fatti al massimo di poche ore prima. Certo, può darsi che nella versione originale questo non ci sia, ma rimangono 15 minuti di grandissima noia, che stemperano la tensione anzichè aumentarla. Se poi mettiamo anche i 20 minuti per murare la casa ecco già che capiamo la staticità del film, praticamente fermo dall'arrivo della ragazza agli ultimi (ottimi) 20 minuti, nei quali si concentrano a mio parere le vere 2 scene capolavoro (e allucinanti per l'epoca): il banchetto di frattaglie degli zombie, e l'omicidio della donna da parte della figlia.

INVEROSIMIGLIANZE: Le scene di lotta sono veramente malfatte, magari non alla Ed Wood ma quasi. Almeno le percosse, che siano date con pugni o con oggetti contundenti, quando il corpo ricevente è fuori campo potevano essere date con violenza e non al rallentatore o bloccando continuamente il braccio. In più il teschio in cima alle scale si rivela invece poi un corpo ancora florido con un viso praticamente a posto quando il protagonista finalmente sale...

Insomma, i difetti di un giovane regista senza una lira che affronta l'opera prima ci sono tutti. Se questo film fosse uscito ai giorni nostri si prenderebbe un sonoro 4 ma per l'idea, il coraggio, il significato e forza che ha avuto all'epoca merita un 8 pieno. Nel mio piccolo continuo a considerare La Casa il capostipite dell' Horror moderno, ma forse senza Romero non avremmo mai sentito parlare neanche di Raimi.
Il vecchio scienziato è morto e in vita ne ha fatte di tutti i colori ma grazie a lui, in qualche modo, il mondo, la civiltà hanno avuto uno scatto in avanti e per questo è impossibile dimenticarlo.

(voto 6,5 )

12 commenti:

  1. 1 se scrivi un libro questa evita di pubblicarla
    2 ROMERO non È MORTO!!!!
    3 l'importanza del film in questione non sta nella tecnica, quanto nella trasformazione che ebbe l'horror con questo, e nello stesso anno, col polanskiano rosemary's baby, è la trasformazione del "concetto" di horror: si è passati da un genere di serie B fine a sè stesso a, da un lato, con polanski, al cinema horror d'AUTORE, e con romero il cinema horror di serie z, prodotto con soldi raccolti da mamma, papà, amici e vicini di casa, totalmente indipendente (dagli attori al montaggio alle musiche al finalcut) distribuito però dalla grande major che fa successo e fa fare cassa, permettendo alla major stessa di produrre tutto il resto
    4 spero il punto 3 sia chiaro, altrimenti son disponibile ad ulteriori chiarimenti
    5 mi son rotto il cazzo di commentare coi punti!

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    1. 1 non c'è nessun rischio che io scriva un libro

      2 non sarà morto ma visti Diary of the Dead e Survival of the dead diciamo che ha un male incurabile

      3 discorso perfetto che non solo condivido ma...conosco. Infatti mi sono scusato sia all'inizio che in momenti successivi della "rece"

      4 se non ti è ben chiaro se vuoi te lo rispiego

      5 no, non potrei vivere senza

      6 ma ti rendi contro l'incredibile coincidenza che parliamo di lazzari e morti resuscitati e siamo finiti proprio qua????

      ah ah, assurdo, il primo morto vivente resuscitato non poteva che essere questo

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    2. 1.2.3.4.5. fanculo
      6. si inizia a resuscitare dagli zombie, mi sembra il top della coerenza...viva lazzaro e viva gli zombie di romero!

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    3. Ma non lo fa il ganzo, vediteli i due film che ho citato e poi vedrai che cercherai in tutti i modi di dimenticare di averli visti.

      Romero è stato un grandissimo (Zombie è un capolavoro).

      stato però

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    4. Survival l'ho visto e non mi è dispiaciuto troppo. Diary è quello fatto POV? lo recupererò e te farò sapere...farò la mia recensione lazzara

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    5. Se ti è piaciuto Survival non abbiamo più niente da dirci

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    6. Ho detto non mi è dispiaciuto: è lento, e c'è troppa politica per i miei gusti, però non è da buttare....

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  2. ci credevano talmente tanto in sto film che è stato distribuito per sbaglio senza la clausola di copyright, in pratica il primo film distribuito in mezzo mondo open source della storia, non a caso ne vennero distribuite anche delle versioni modificate, una più assurda dell'altra, fu cmq un successo anche in europa.

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    1. Interessantissimo.

      Comunque a parte gli scherzi, oltre lo straordinario valore storico che ha è impossibile non notare difetti macroscopici, magari non come il Craven de L'ultima casa a sinistra ma poco meno.
      La Casa di Raimi era anch'esso amatoriale ma per quanto mi riguarda tecnicamente e scritturalmente superiore

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    2. Considera anche il momento storico: Romero era solo circondato da incompetenti, Raimi era amico di Joel e Ethan Coen (non so se mi spiego) e già le tecniche di ripresa e montaggio erano enormemente sviluppate; ciò non toglie che "night of the dead" abbia i suoi enooooormi difetti.

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    3. No, ma a parte gli scherzi, lo scrissi in rece 4 anni fa e l'ho ribadito più volte adesso, per una volta avevo voluto affrontare il film solo nel suo lato strettamente cinematografico e, rileggendomi, devo dire che confermo e ricordo benissimo tutto quello che vidi e scrissi.
      Non c'è nemmeno da discutere sull'importanza storica del film e sulle condizioni nel quale venne girato.
      Però insomma, non fa parte di quei capolavori "completi", ossia di quei film che oltre a fare la storia sono bellissimi a prescindere.
      E certi errori nemmeno l'amatorialità può giustificarli.

      Comunque ci siamo capiti, Survival a parte che rimane un mezzo scempio per me, nemmeno lo recensii vedo

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    4. Io infatti non li giustifico, per nulla al mondo, solo che conoscendo il valore complessivo del film ci passo sopra (riconoscendoli).

      Survival ha il lato "politico" eccessivamente marcato, poi quel finalaccio ti ammazza tutto il film. Comunque è tutto TheWalkingDead riassunto in un'ora e mezzo (altro problema del film: a mio avviso doveva avere 15/20 minuti in più per completare alcuni discorsi iniziati e conclusi con troppa foga)

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due cose

1 puoi dire quello che vuoi, anche offendere

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3 ciao