22.11.20

Recensione: "November"

 

Un film unico, incredibile, pazzesco per me.
Siamo in Estonia, moltissimi anni fa.
Una piccola comunità contadina che porta avanti stancamente le proprie vite.
Un bianco e nero di impressionante bellezza per un film che racconta di spiriti fatti di vecchi utensili domestici, di un Diavolo burlone che vive nel bosco, di morti che tornano nella terra per cenare insieme ai vivi, della Peste che arriva sotto forma di caprone ma viene inizialmente beffata dai paesani, di ostie che diventano pallottole e di tante altre magnifiche storie, tradizioni popolari, credenze. Ma tutto inserito in un contesto reale, la gente convive tranquillamente con questo.
Ma la cosa più straordinaria è che un film così particolare, così pieno di cose, così assurdo, alla fine sia praticamente un film che racconta di una storia d'amore, anzi, un film che racconta dell'Amore Universale. E lo fa soprattutto con un pupazzo di neve che vi scioglierà il cuore.
Immenso

grandi spoiler dopo ultima foto

Credo non ci sia niente di più soddisfacente di quando hai la sensazione di aver visto un film unico.
November è uno di quei film che, già lo sai, ricorderai per sempre, non lo confonderai con nessuno, ti resterà appiccicato.
Questo capita solo con i film che si amano da morire o, appunto, con quelli che sono così particolari, unici, diversi da tutti.
Che poi, diciamocelo, November ha suggestioni di almeno una decina di pellicole che ho già visto, ma l'assemblaggio del tutto è straordinario.
Mi sto accorgendo che nel filone "storico-folkloristico", ovvero quel filone che racconta di film ambientati in epoche passate ma con fortissime connotazioni "magiche", pieni zeppi di credenze e racconti popolari, stanno venendo fuori una serie di film pazzeschi.
Pensiamo a The Witch, allo stesso Lighthouse sempre di Eggers, a Sauna, a La Quinta Stagione, ad Hagazussa, tutti film che raccontano epoche passate, piccole comunità, fortemente condizionate da credenze e malefici.
November se possibile va addirittura oltre tutto questo perchè mentre negli altri film il mondo raccontato era comunque quello "nostro", quello reale, e tutti gli elementi trascendentali erano o metaforici o fonte di terrore per i protagonisti, il mondo di November è invece un universo "magico" in cui avvengono cose pazzesche assolutamente accettate come da tutti come normali e reali.
Guardiamo già il prologo.
Una mucca è impaurita. Da cosa?
Da una specie di robot costruito soltanto da utensili da attrezzi agricoli, che si muove tipo in stop motion (tanto che sembra un film di Svankmajer).
Pazzesco, noi vediamo sti 4 ferri che prendono la mucca, la sollevano, la fanno volare e poi la portano ad una poverissima casa.



Sembra fantascienza e invece siamo in epoca molto vecchia, straordinario.
Proprio perchè nel mondo raccontato da questo film tutto quello che si solito è mito popolare è assolutamente realtà.
E così ci sono questi "spiriti", i Kratt, che servono appunto alla popolazione per procurarsi cibo, aiutare in casa, dare una mano. Sono tutti costruiti con degli oggetti casalinghi, coltelli, pali, vanghe, pezzuole, niente di più.
E così i morti del paese in certi periodi dell'anno tornano nella terra per passare un pò di tempo con i vivi, mangiano con loro, chiacchierano, danno qualche consiglio.
E così il Diavolo è reale, è un burlone che si nasconde nel bosco che puoi andare a trovare ogni volta che vuoi.
E così gli uomini, come in The Lobster, a volte possono essere trasformati in animali.
E così la stessa Peste arriva in città prima camuffata da ragazza e poi da caprone.
E così le ostie che non mangi nella Comunione puoi trasformarle in proiettili che sicuramente colpiranno la tua preda.
E così ci possono essere pupazzi di neve che parlano dell'Amore Universale in un modo così bello e struggente da doversi riascoltare più e più volte.
Tutto questo, e molto altro, è reale nel film, è tutto carne e ossa, come se esistesse un universo in cui la realtà e le fiabe convivessero tra loro senza che ci sia alcuna differenza.
Una cosa magnifica.



Ripeto, come fossimo in una fantascienza in cui, però, abbiamo la fiaba al posto della scienza, il mondo convive in uno status quo in cui tutte le sue credenze esistono davvero.
Lo spettatore rimane spiazzato e affascinato.
Non vedremo mai un solo personaggio stupito da qualcosa, per capirsi. Per certi versi un tipo di universo che ricorda Saramago e Lanthimos.

Siamo in Estonia.
Una poverissima comunità rurale porta avanti le sue stanche vite. C'è pochissimo cibo. Quasi tutti hanno un Kratt, un demone-scheletro che li aiuta in casa. Per averlo bisogna andare nel bosco, vendere l'anima ad una specie di Diavolo-giullare e solo allora si potrà "donare" un'anima a quella specie di accozzaglia di ferri vecchi che costruiremo (anche se il Kratt, volendo, puoi costruirlo con tutto, anche con la neve, e questa sarà la condanna del nostro protagonista).
Nel paese c'è anche una bellissima villa dove ogni tanto viene dalla Germania un ricchissimo Barone (omosessuale).
Uno dei ragazzi del luogo si innamora della bella Baronessa. Ma, a sua volta, è amato da morire da una delle povere ragazze del luogo, ragazza che ovviamente si ingelosirà.

Che dire, uno spettacolo.
Forse l'unico difetto è una parte centrale leggermente più stanca e una seconda che più che raccontare le magie di quel luogo si sofferma molto sulla magia più grande di tutte, l'amore.
Questo secondo difetto io lo metto come comprensibile se qualcuno me lo tirasse fuori ma, per me, altro che difetto...

Un bianco e nero che forse è il più bello che ho visto nel cinema recente, una serie di inquadrature pazzesche, un uso dei volti straordinario (vedere la scena della Comunione), una capacità di portare nel cinema le credenze popolari davvero unico.
E, se non bastasse, November emoziona anche, diverte anche.
Insomma, le ha tutte.
Ci sono delle scene capolavoro, come tutta la mini-vicenda della Peste, l'arrivo come bella ragazza, la prima morte, la trasformazione in Caprone, i paesani che creano "due sederi" per non farsi trovare, l'uscita del Caprone, la ricerca dell'oggetto dove potrebbe essersi nascosta (in un film in cui le metamorfosi sono la base di tutto, tutto può metamorfizzarsi, oggetti, metafore, uomini, animali), poi il ritorno come maiale, quel giuramento che diventa un urlo belluino che ti stordisce, poi la gioia di averla sconfitta, in un ballo che sembra quello di Calvaire mentre si mangia neve come in Lady Vendetta.
Cinema di livello stratosferico, cinema di immagini, di racconto, di metafora, di ritmo.
Tra l'altro la colonna sonora è di altissimo livello e specie quando il film racconterà l'amore davvero commovente.
Ma lo spettatore resterà a bocca a aperta ogni 5 minuti, lei nuda nel bosco (come in The Witch) che diventa Lupo per andare alla villa della Baronessa, la stessa Baronessa sonnambula che ogni notte rischia di morire catapultandosi nel vuoto, un gusto dell'immagine che fa paura.
Ma poi questo film così strano, che sembra quasi un collage di tante piccole vicende, di tante piccole suggestioni, di tante piccole storie popolari (pensiamo anche alla macina per far impazzire il prete o alla torta di cacca), diventerà nell'ultima mezz'ora un film sull'amore di grandissima grazia ed emozione (altro che, per restare al bianco e nero, Cold War...).
Forse resteranno delusi quelli che si aspettavano un horror o simili. No, niente di tutto questo, anzi, November è un film tenerissimo pieno di personaggi amabili, strano, a tratti pure simpatico, un'apoteosi del racconto orale che sa creare suggestioni.
Ma ecco che arriva quello che, per me, diventerà il più grande personaggio del film, il Pupazzo di Neve.
E' un Kratt, il ragazzo gli ha dato vita vendendo l'anima a quello strano e impresentabile Diavolo.
Il Kratt di Neve comincia a parlare.
E i suoi discorsi sull'amore mettono i brividi.
Lui li ha visti tanti, lui è stato acqua, lui scorreva ovunque, solo adesso che è diventato neve qualcuno lo ha fermato, dandogli una forma.
Arriviamo a vertici di poesia davvero altissimi.
Ma in effetti il film parla di amori assoluti, capaci di annullarsi e scomparire per la felicità dell'altro, capaci di amare in senso lato, volere solo che l'altro sia felice.
Il triangolo ragazzo-ragazza-Baronessa diventa così un triangolo quasi scespiriano, tragico, di altissimo significato.



E si sa, nelle tragedie muoiono tutti.
E anche qui la scrittura è perfetta.
La Baronessa morirà perchè quella notte non ci sarà nessuno a non farla cadere.
Lui perchè ha creato un Kratt di neve, un Kratt destinato a sciogliersi per sempre (struggenti le ultime frasi prima che si dissolverà).
E lei adesso non ha più motivi per vivere.
Andrà nel lago.
E lì, come nel finale di Big Fish, ci sarà l'ultima metamorfosi.
Lei diventerà quel tesoro di cui tutti parlavano, quel tesoro nascosto.
Quel tesoro è l'Amore.
Che possa far diventare migliori quelle persone, che il sacrificio di quella splendida ragazza possa salvare tutti.

9




11 commenti:

  1. Me lo segno subito. Sembra davvero un film pazzesco.

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  2. Molto incuriosito ma in rete è irreperibile grazie comunque della segnalazione
    Luca Rufi

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    1. avevo messo il link su facebook Luca, te lo riporto anche qua, scade tra 3 giorni

      https://wetransfer.com/downloads/a42551eb0618490a842d067eb5e41d8920201120131933/4c32bc?fbclid=IwAR3jemdy53IWag6gXv9fu5RAkIzHabfrxi7isZ4adwnioHCXTOMAHNC9Lvs

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    2. Grazie, come sai mi sono cancellato da Fb

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  3. A pensare che l'ho tenuto lì un anno senza vederlo mi mangerei le mani, meraviglioso.

    Cercando info sul film dopo averlo visto ho scoperto pure che un anno dopo le riprese i due protagonisti si son pure sposati, credo non ci sia bisogno di aggiungere altro.

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  4. I tuoi suggerimenti sono sempre illuminanti, fotografia, sceneggiatura, interpretazioni da brividi, favola che si incastona nei miti antichi per riproporsi in una chiave senza tempo ma, per certi versi, contemporanea. Credenze, superstizioni asservite ad una vita terrena che ha radici profonde nella spiritualità con l'auspicio di un amore, quell'amore che strugge ma completa. L'epilogo shakespeariano sublime.

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    1. al solito le migliori 5 righe possibili ;)

      che film lucone

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  5. Ok, devo aver qualche problema.
    Ho visto November e queste sono le righe che mi sono venute di getto dopo la visione:

    “Un film tragico sull’amore, sull’amore non corrisposto.
    La protagonista Liina ama Hans che ama la Baronessa, entrambi provano un amore totale, assoluto e imprescindibile, che non può scendere a compromessi (anche se lei un po’ ci proverà “travestendosi” da baronessa). Liina ama Hans e durante il film il suo amore cresce sempre più, così che lei non desideri quasi nemmeno essere ricambiata, lei vorrebbe solo ESSERE la Baronessa per poter essere amata, e vorrebbe che Hans fosse ricambiato dalla Baronessa così da vederlo felice.
    Hans ama la baronessa, bella e lontanissima, quasi una creatura fatata con cui non può comunicare in alcun modo, né parlandole né toccandola o sfiorandola. E mai lo farà, nemmeno quando riuscirà a stare da solo con lei, restando incantato dal suo respiro addormentato, o quando la vedrà vagare sonnambula, e nemmeno quando avrà davanti la sua copia, Liina sotto false spoglie. Per quei pochi minuti, prima che il Diavolo venga a chiedere il conto, il suo amore è ricambiato (almeno lui crede), e la sua felicità rimarrà cristallizzata perché l’illusione non verrà mai svelata.
    Povera Liina invece, un personaggio di una tragicità quasi insostenibile, non amato da nessuno se non dalla madre morta, alla morte dell’amato come avrebbe potuto reagire? Io su questo sono meno ottimista, tramutata sì in tesoro viene però razziata da i personaggi più balordi e caricaturali del villaggio… dubito sia prevista per loro una redenzione o un’azione salvifica.
    La sensazione finale è di aver assistito a una tragedia, con una mise en place originale e visivamente impressionante, bellissima, ma che ha come contraltare la rappresentazione di una società brutale e ignorante. Una quasi favola dei fratelli Grimm che a mio parere avrebbe potuto avere un lieto fine circa a metà film, se la peste avesse colto tutti e Hans e Liina avessero rifondato una nuova comunità, come sarebbe potuto accadere se Hans non fosse stato così “testardo” nel suo amore per la Baronessa… Sarà per il mio essere donna ma ho empatizzato molto di più con lei, per me paragonabile alla Bess di Le onde del destino, mentre ho trovato lui un po’ “freddo” ma in effettiva ciò potrebbe essere causato dal fatto che Hans avrebbe potuto essere amato da qualcuno se avesse voluto, mentre Liina è un personaggio senza alcuna via di fuga.

    Mi ha fatto sorridere che l’unico amore che pare avere un lieto fine sia quello tra la Strega e il padre di Hans, un amore quanto meno bislacco, con quella scena in cui lei confessa di aver causato la morte della moglie di lui per gelosia e lui che candidamente le prende la mano…

    Nota naif: il pupazzo di neve è magico e poetico ma quando si scioglie enunciando frasi sul vero amore, ecco, a me è venuto in mente Olaf 😊 effetti collaterali dell’essere mamma!

    Ultima nota: È stato bello scoprire (Wikipedia grazie!) che i due attori che interpretano Liina e Hans si sono sposati un anno dopo aver girato questo film. Quindi alla fine il lieto fine c’è stato ❤”

    Ok. Non una parola sui kratt, né sulle trasformazioni in animali e nemmeno sui morti che vengono a cena e si trasformano in enormi galline quando entrano dentro a una sauna.
    Come fosse tutto normale ai miei occhi, come fossi una di loro, assolutamente abituata a vivere in quel mondo e non vivessi in questo.
    Mi sono resa conto di ciò soprattutto dopo averti sentito parlare con i ragazzi dei Writing monkeys, possibile che l’evidente fosse così di secondo piano per me?
    …Forse la mia sospensione dell'incredulità mi sta prendendo la mano, c’è uno psicologo in sala?

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    1. altro commento magnifico, ringrazio tutti

      non avrei mai pensato che un film del genere potesse diventare una tragedia sull'amore di tale delicatezza e profondità

      per me è un capolavoro

      hai fatto benissimo a porre l'accento sulla comunità e anche a "contestare" il mio finale. Ma io scrivo che adesso hanno l'opportunità di cambiare,non che lo faranno

      avere l'opportunità di cambiare se qualcuno ti dona amore è una cosa bellissima, l'ho vissuta anche io sti ultimi mesi su me stesso. Se poi queste opportunità non le cogli allora meriti di restare come sei e quel sacrificio non servirà a nulla

      sì, lei personaggio molto più profondo, dire "consapevole" di cosa sia l'amore, sia quello personale che quello universale che prevede anche solo la felicità dell'altro (e anche questa è una cosa che conosco molto bene, ad un certo punto se si ama davvero bisogna accettare che l'altro non ci sia più, togliersi di mezzo, lasciarlo tranquillo e sognare ogni singolo giorno che lui stia bene e si prenda quello che si merita)

      infatti per questo anche io ho empatizzato molto di più con lei. Intendiamoci, sempre innamorati si è, quindi la speranza che quel sentimento possa esser vissuto con te è forte comunque

      lui invece è un bamboccione,stupidotto, uno da amore adolescenziale ma comunque tanto tenero per me :)

      bellissima la cosa sui due attori...

      ah, hai sentito la live :)

      sì sì, bellissimo anche questo, come il film ti porti in questo mondo impossibile di realtà e favola e alla fine è così bello che ti sembra anche tutto normale

      grazie ancora

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