Volevo parlare di Necromancer, abominio del 1988 talmente brutto che avrebbe meritato tutte le lodi possibili.
Avrei voluto parlare di un film dove non ho praticamente capito nulla
di un film dove spacciano per Università una struttura che è un mix tra l'essere un capannone dismesso, un teatro, un cinema, un locale a luci rosse e una discoteca con le luci stroboscopiche
di un film in cui i 5 personaggi maschili erano uno uguale all'altro, con i capelli, gli orrendi capelli anni 80, tutti uguali
di un film in cui c'è una negromante che uccide muovendo le mani come un vigile del traffico
di un film dove la stessa negromante con i poteri della mente ti scaravanta addosso un'accetta. Ma dopo che essa ti ha mancato passa in maniera francamente curiosa all'aspirapolvere
di un film in cui un ragazzo stupra una ragazza dicendole "Ti ricordi quando ti rifiutasti di baciarmi?"
di un film in cui c'è un reietto con gli occhiali impresentabile che ha una misteriosa meche verde sui capelli. Non verrà data nessuna spiegazione alla cosa
di un film con delle musiche orrende, un mix tra i goblin e un film porno
di un film che, forse, nel finale pretende addirittura la nomea di horror psicologico, acquistando invece quella di horror psicolabile
avrei voluto parlare di tutto questo ma la presenza di un personaggio, quello del regista teatrale, mi costringe a stilare, finalmente, la classifica ALLTIME dei
PIU' GRANDI PIPATORI DELLA STORIA CINEMATOGRAFICA E NON SOLO