15.3.17

Recensione: "Train to Busan"

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Probabilmente una delle meglio cose in genere zombie viste in questi anni.
Ma quello che rende grande Train to Busan (film tremendamente ripetitivo a volte) è da cercare altrove.
E quell'altrove è un rapporto padre-figlia raccontato in maniera straordinaria.
Fino ad un finale struggente, da pelle d'oca

presenti spoiler dopo terza immagine

Non ho mai visto un solo episodio di The Walking Dead.
Già con le serie non ce la faccio, figuriamoci quelle così lunghe.
Ho sentito parlarne benissimo e malissimo.
Ma poco importa.
Questa piccolissima prefazione per dire che nel sottogenere zombie Train to Busan è per me, senza ombra di dubbio, una delle meglio cose che grande schermo e piccolo schermo ci hanno dato nell'ultimo decennio.
Se proprio devo sparare un nome al primo posto probabilmente citerei Dead Set.
Resta il fatto che questo sottogenere di capolavori non ne porta ormai più. 
E, a mio parere, non lo è nemmeno questo Train to Busan, film osannatissimo da tanti "colleghi" (mi è parso).
Li capisco eh, il film è davvero bello ed emozionalmente è quasi una perla.

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Il suo problema sta nel fatto di essere talmente ben realizzato, talmente adrenalinico, talmente perfetto nel tratteggiare i rapporti che c'è il rischio di non "accorgersi" di un aspetto quasi inquietante.
Il film è la ripetizione quasi ad libitum di una stessa scena.
Ora capisco farla una volta, capisco due, capisco tre, ma qui stiamo parlando di almeno una decina di sequenze una uguale all'altra.
Mi riferisco ovviamente alle corse in treno per scappare dagli zombie e alle porte chiuse in faccia a questi.
Credo che almeno un'ora e venti delle quasi due di durata raccontino questo, tanto che potremmo montare il film anche in maniera completamente diversa senza quasi accorgercene.

Ecco, mi è mancata questa scintilla di scrittura, questa capacità del film di reinventarsi e diventare altro, questa varietà.
Perchè per il resto, capperi, che film.
Intanto è quasi incredibile notare come in una pellicola di buona produzione si sia evitato quasi del tutto la componente effettistica, in particolare mi riferisco a quella splatter, di solito dominante in questi tipi di film,
No, qui ci si limita ad un ottimo make up, a bravissimi attori-zombie e a scene molto violente ma quasi completamente prive di sangue e di effetti.
Se amate il sangue, gli squarci, la gente dilaniata e le interiora (ad esempio in questo aspetto Dead Set era pazzesco) lasciate perdere questo film.
Un padre che non sa fare il padre deve portare, a malincuore, sua figlia dall'ex moglie per passare insieme il compleanno della bambina.
Entrano nel treno che li porterà a Busan, città della madre.
All'ultimo momento entra nel treno una ragazza infetta.
Tempo 5 minuti il treno sarà pieno di morti viventi.

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Bellissima location, bellissima idea, per questa specie di Snowpiercer zombesco da annoverare in tutto e per tutto nel genere survival.
Sopravvivere, scappare, è infatti la base di ogni azione dei protagonisti, un gruppo molto folto di persone che più passa il tempo più si assottiglierà.
Per quasi tutto il tempo staremo dentro locomotori. L'uso degli spazi è perfetto, il film malgrado gli stretti spazi è sempre molto dinamico (a parte le ripetizioni di cui sopra).
Ecco che in questa abbastanza scura e claustrofobica ambientazione le due "uscite" ci paiono delle vere e proprie boccate d'aria, anche di sceneggiatura e luce.
La prima porterà all'ottima sequenza con l'esercito, la seconda al finale.
Ho citato prima Snowpiercer. E anche qua, come nel film di Bong, abbiamo una scena francamente inverosimile, quella dello scontro, cercando di avanzare tra le carrozze, tra i 3 uomini e gli zombie. Buffo come scene del genere risultino sempre molto belle (oltre a Snowpiercer e Train to Busan citerei anche il celeberrimo piano sequenza di OldBoy) ma francamente disastrose per dinamiche e verosimiglianza.
Anche perchè, appena dopo, il film la trovata perfetta ce l'ha, ed è quella del buio delle gallerie che, in 2 vagoni, porterà ad un avanzamento molto credibile ed originale.
Ma di magagne ce ne sono tante altre, prime tra tutte il discorso di quella specie di cinico dirigente sulla possibilità che gli altri siano "infetti" (ma se sono infetti ragionano normalmente e mandano sms? suvvia...) o la bellissima sequenza, nel finale, degli zombie che inseguono la locomotiva dei sopravvissuti, con perfetti campi lunghissimi in cui sembrano sempre raggiungerli per poi, quasi un paradosso zenoniano, non riuscire mai a farlo.

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O.k, in ogni caso Train to Busan rimane un bel film zombie. 
Ma quello che lo rende grande, guardiamoci negli occhi, è altrove.
Ed è un rapporto padre figlia raccontato in modo pazzesco.
Sin dall'incipit in cui bastano due sole pennellate (il regalo uguale all'anno scorso, la canzone non finita) per sapere TUTTO di loro due e del dolore che prova quella bambina.
Straordinario.
Ma più il film va avanti, più cose accadranno, più questo rapporto si farà complesso e cangiante.
La bambina è meravigliosa, umana, intelligente, sensibile.
Il padre è un disastro, egocentrico, egoista, capace soltanto di pensare al proprio lavoro.
Piano piano il loro rapporto diventerà sempre più intenso, tanto da portare ad un finale bellissimo, struggente,  da pelle d'oca.
Da quegli occhi bianchi che solo adesso ricordano la meraviglia della nascita a quel tuffo dal treno.
Da quel mirino in testa a quella canzone salvifica, una salvezza che, in qualche modo, le è stata regalata da quel padre finalmente tale.
Ma del resto la paternità non è per forza un dono di natura.
Saper esser padri è qualcosa che si può anche imparare, passo dopo passo.
Saper esser padri può anche essere un processo rettilineo di presa di coscienza, di maturazione.
Un processo rettilineo sì, passo dopo passo.
O, come in questo caso, vagone dopo vagone.
Fino alla locomotiva.
O fino alla fine della canzone.

7.5

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30 commenti:

  1. Io ieri sera "Seoul Station", che nella sua ingannevole semplicità ti consiglio (anche se essendo un prequel lo avresti dovuto vedere prima, ma cmq non è che dica nulla di nuovo relativamente alla storia), e stasera questo. Per cui per ora naturalmente non leggo ma sì, in genere se ne è parlato benissimo e ho un livello di attesa abbastanza alto, speriamo bene. A domani per lo scambio di opinioni.

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    1. Che poi in qualche modo abbiamo già fatto altrove

      lo scambio di opinioni dico

      non so se recupererò questo animazione ma è comunque interessantissimo sapere da dove venga train to busan

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    2. Questo quello che ho scritto dopo la visione, ma direi che più o meno, in breve, sono le stesse cose che hai scritto anche tu:
      E come anticipato, dopo "Seoul Station" mi sono visto anche questo.
      Per quanto mi riguarda il film merita, ma mi sarei aspettato qualcosa di più da un film che ha il 96% su RT. Sia chiaro, non sto dicendo che non mi è piaciuto, anzi, ci sono almeno un paio di scene memorabili che entreranno nell'immaginario degli zombie-movie e l'ambientazione alla "Snowpiercer" è affascinate e molto coinvolgente, certo che poi alla lunga ci sono parecchie scene un po' ripetitive, ma non fatevi spaventare da questo e quando vi capiterà godetevelo e basta, ne vale la pena.

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    3. Sì sì, praticamente concordiamo in pieno

      il 96% di rotten è spropositato

      ma è anche vero che lì funziona solo con un sì o un no, quindi anche un film 6.5 per tutti diventa da 90%

      anche per me sarebbe fresh su rotten, senza dubbio

      sito simpatico e cult ma non lo uso mai come metro di giudizio

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  2. il rapporto figlia-padre è davvero un valore aggiunto, per questo film, ,a anche il rapporto fra la bambina e "quella" madre, aggiungerei

    https://markx7.blogspot.it/2017/02/train-to-busan-yeon-sang-ho.html

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    1. Hai fatto benissimo a citare quel rapporto, importantissimo e gestito benissimo

      l'ho colpevolmente dimenticato nello scrivere

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  3. Gran bel film, che non solo rappresenta un nuovo cult per il genere zombie, ma come sottolinei ha dietro un lavoro straordinario sui personaggi, anche quelli secondari.

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    1. Vero, credo che più che una cosa "in più" questo aspetto dia veramente quello che lo innalza

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  4. Ne ho sentito tanto parlare, ma si trova in italiano o solo con i sottotitoli?

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    1. Coi sub Pietro ;)

      o almeno solo così l'ho trovato io

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  5. Non saprei. Stavolta mi sono trovato in disaccordo con gran parte delle recensioni che lo hanno esaltato come nuovo punto di riferimento dello zombie movie. Per prima cosa, non mi ha convinto come è stato girato e montato, con scelte che mi hanno azzerato la tensione proprio quando serviva di più. Seconda cosa, non aggiunge essenzialmente nulla di nuovo al genere, mentre Romero (sì, lo so, Romero, ok) aggiungeva sempre una nuova lettura politica o sociologica, oltre a non far mai mancare la tensione. Questo mi è sembrato un canonico blockbuster zombie condito di dramma famigliare, anch'esso piuttosto banale e risaputo, che purtroppo non mi ha coinvolto (anche problema mio, sicuramente) e mi ha fatto sbadigliare più volte verso i tre quarti del film (anche perché mi ha dato l'impressione di essere stato aggiunto solo per dare "spessore" anche a quello che sennò sarebbe stato "solo" uno zombie movie. Ma allora perché non fare solo dramma familiare?) Quindi boh, forse perché mi è stato presentato come nuovo zombie movie imprescindibile, è stata un po' una delusione per me. Anche come intrattenimento horror "popolare", non l'ho trovato troppo coinvolgente. E vabbè. Sempre meglio di World war z.

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    1. Se avessi una parte cattiva per demolire film credo che sciverei le stesse cose che hai scritto te riguardo sto film

      ma tutte tutte eh

      le capisco, veramente, e non riesco nemmeno a controbattere
      ma un pò il mio approccio sempre buono, un pò l'emozione che invece con me è arrivata alal fine per me è un 7 pieno pieno

      però anche io verso la metà mi sono annoiato e anche io credo che il montaggio abbia dei problemi

      però, ecco, la commistione di generi mi piace sempre e fare un vero e proprio dramma famigliare in un contesto così particolare per me funziona

      del resto su film di genere così non ci lamentiamo troppo spesso della banalità di caratteri e rapporti?

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  6. Sicuramente il miglior film di zombie degli ultimi due anni. Ritmo sempre sostenuto, finale perfetto, dei personaggi che ti fanno venire voglia di fare il tifo per loro... cosa chiedere di più? :)

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    1. E la mia parte buona direbbe esattamente solo queste cose ;)

      (mi riferisco alla mia risposta qua sopra)

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  7. Ma infatti, resta sempre la "parte buona", che ce n'è più bisogno... Poi in caso mi assumo io il ruolo di guastafeste ;)

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    1. Infatti adoro sempre pareri contrari, specie se argomentati e su film in cui aspetti negativi ce ne sono ma magari io glisso ;)

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  8. Visto ieri sera in TV, non troppo attentamente , non dall'inizio , avrò perso il primo quarto d'ora di film .
    Il resto comunque l'ho registrato e poi con calma me lo riguarderò (di nuovo).
    Non l'ho trovato molto entusiasmante , la tua recensione mi ha aiutato a trovare ulteriori difetti ma forse se non li ho notati a me non sembravano tali(il discorso della ripetitività delle scene non l'ho considerato effettivamente.
    Ho trovato molte scene e soluzioni del film ( compreso il rapporto padre -figlia che dai commenti letti mi sembra vi sia piaciuto) al limite del ridicolo, ma ti spiegherò meglio la prossima
    volta quando ti scriverò il commento.
    Ciao

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  9. Pazzesco: ho notato che a molti è piaciuto e che la psicologia dei personaggi è stata ben colta....
    Ma cazzo, vi siete bevuti il cervello o siete diventati tutti zombie. Il rapporto madre-figlia, genitore-figlia, il cattivo, la metafora della società coreana e non....ecc ecc..ecc.ecc..eccc...
    O siete tutti banali e sempliciotti come mia madre che avrebbe apprezzato la rappresentazione bambina-padree odiato il cattivo...OPPURE io ho un tumore al cervello.

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    1. oddio no, non sia mai!

      siamo tutti come tua madre noi!

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  10. bhe io non son cosi'cattivo nel giudizio....non lo considero propriamente un capolavoro (per certi versi lo trovo scopiazzato qua e là e non per gli zombi...ma ti dirò).
    Anonimo ti auguro lunga vita e in salute!

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    1. ma no, nessun capolavoro

      ma negli ultimi 10 anni di roba zombie per me ce n'è poca meglio

      mi unisco agli auguri all'anonimo!

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  11. Ciao Giuseppe

    Allora ...se devi farmi un film sugli zombi devi farmelo con i controcazzi...e non è che questo Train to Busan sia completamente una delusione ma è distante anni Luce da quello che vorrei io.
    Va bene che dopo 28 giorni all’alba gli zombi son sempre meno quei zombi a cui ci aveva abituato Romero in primis.
    Gli amati morti viventi son diventati dei contagiati viventi e hanno perso un po’ il loro significato primordiale legato al popolo di Haiti al woodoo ecc...
    Son diventati velocisti...alla faccia degli Zombi di “Zombi” si riversano in condomini ( Rec) e adesso pure nei treni.
    Ma allora le cose son due o mi continui qualcosa che han già fatto gli altri ( oltre a 28 giorni mi viene in mente Resident evil o Doom , che han pescato dai videogiochi ma comunque anche cinematograficamente il risultato è notevole)o mi fai qualcosa di meglio.
    E questi zombi coreani son riusciti a metà e non aggiungono niente a quello che c’è già stato.
    Mi dirai ...la location?
    Il treno!
    Bho non so se l’originalità sta nel luogo dove è ambientato il film...ma come ti scrivevo secondo me Train to Busan omaggia diversi illustri predecessori.
    A me è venuto in mente Snake on a plane del 2006 .
    Per carità non ci sono rettili ma il plot c’assomiglia assai.
    Luogho chiuso in movimento dal quale è impossibile scappare.
    Anche il cinico uomo d’affari che pensa a salvare solo la propria pellaccia m’ha ricordato un personaggio simile presente nell’altro film.
    Ma deve ringraziare anche The Mist perché quando convince le persone presenti con lui nel vagone a isolare il protagonista , la bambina e gli altri mi ha ricordato la vecchia megera/santona che aveva plagiato i rifugiati dentro il supermercato nel film ispirato a un racconto di King.
    Allora zombi che si muovono disordinatamente a scatti per poi accelerare freneticamente quando vedono muoversi qualcosa di umano.
    Zombi anonimi, ma questo purtroppo è una caratteristica che ho riscontrato anche negli attori protagonisti.
    Come ti scrivevo a proposito di Metamorfosi..il corto Coreano che pubblicasti tempo fa nel tuo blog ho sempre notato nel cinema orientale in generale una particolare tendenza all’omologazione a non far brillare l’individualità.
    E anche in questo zombimovie l’ho notato.
    Ma forse è un problema mio ...però non ho trovato delle prove di recitazione da dieci e lode.
    Dialoghi al limite di battute da fumetto super eroistico...ma scarse.
    Avevo visto poco prima in Dvd Avengers: Age of Ultron .
    Ma non ci sono paragoni , il tizio tarchiato con il pizzetto , compagno dell’incubatrice umana ( scusami ma una che nel film dice si e no tre parole e purtroppo non si salva nemmeno con le sue espressioni, non merita altro soprannome) a un certo punto del film si mette lo scotch ai polsi , prende uno scudo e manganello e diventa a tua scelta ken Shiro o Captain America?

    Fine prima parte





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    1. "Gli amati morti viventi son diventati dei contagiati viventi e hanno perso un po’ il loro significato primordiale legato al popolo di Haiti al woodoo ecc...
      Son diventati velocisti...alla faccia degli Zombi di “Zombi” si riversano in condomini ( Rec) e adesso pure nei treni."

      beh, c'è una profonda differenza. Gli zombie di romero, al di là del potentissimo significato sociale e tutto il resto, erano morti viventi. Ovvero gente MORTA e resuscitata. Normale che non avessero buone articolazioni insomma. Invece gran parte di quelli che noi adesso chiamiamo zombie (pure io) sono in realtà semplicemente infetti, ovvero gente VIVA afflitta da un virus. E che siano cattivi e scattanti ci sta.
      Poi a volte le cose si mischiano, anche gli infetti prima muoiono e poi subito resuscitano e scattano ma, insomma, non vengono da sottoterra.
      Lìappunto sul luogo non l'ho capito, anche Romero aveva usato location particolarissime, forse anche più particolari, come centri commerciali o basi militari

      tutti i film ormai si somigliano, e se per trovare un clone di train to busan mi citi snake on a plane allora vuol dire cercarselo proprio
      è impossibile fare un viral movie che non ne ricordi altri. Train è uno di quelli che ricorda meno altri per me

      che te ce l'abbia col cinema orientale è indubbio, più fai finta di no e trovi giustificazioni più viene fuori

      ma niente di male ;)

      metamorfosi in realtà era il corto fatto dal ragazzo 18enne lettore del blog, ma di sicuro ti stai riferendo a un altro che ora non ricordo

      sì, ci sono alcune scene un pò al limite e alcuni personaggi macchietta. E normale che ad uno che non piace la recitazione orientale come te hanno effetto anche peggiore

      poco male anche qua, gusti ;)

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  12. Altro limite che vedo in questo film è la scarsa caratterizzazione dei personaggi.
    Poi come ho già scritto ma te lo ripeto a me sti cinesi/giapponesi/coreani mi sembran tutti uguali.
    Già son penalizzati da fisionomie abbastanza simili ( non lo puoi negare) e in più te come regista non fai niente per elevarli vuoi con dialoghi appropriati , vuoi con intensità di espressioni...alla fine “ esagerando” i protagonisti non son poi così diversi dagli zombi.
    Ah altro omaggio, la squadra di basket nel treno mi ricorda i ragazzi del l’altrettanto simile squadra di basket americana nel pulmino di Jeeper crepeers 2 -il canto del diavolo del 2003 credo.

    Soffermiamoci sui personaggi...alla fine restano malgrado gli sforzi abbastanza anonimi.
    Non ti creano empatia ...il rapporto padre-figlia non sortisce almeno su di me l’effetto sperato.
    Questo padre così assente per certi versi non è poi così diverso dal cinico uomo d’affari negli intenti di cercare di salvare lui è sua figlia evitando la quarantena che li avrebbe aspettati una volta scesi dal treno se sarebbero rimasti assieme agli altri passeggeri.
    La bambina da il suo meglio nella scena furbetta del pianto disperato nel dare l’addio al padre.
    Ah tornando alla scarsa differenziazione somatica degli orientali...ti giuro che solo dopo metà film e quando hanno inquadrato la bambina per intero ( o probabilmente non l’avevo notato io prima) e ho visto il gonnellino ho capito che era una bambina.
    Tornando alla scena dell’addio a parte il pianto esagerato che però nell’insieme poteva anche starci .
    Ho trovato ridicolo il ghigno del padre associato al ricordo della figlia neonata tra le sue braccia, prima di diventare zombi e buttarsi giù dal treno, come buffo ma forse era intenzione del regista quello di accentuare di più la solitudine del cinico uomo d’affari che prima di zombiare dice che voleva solo tornare dalla madre.
    Bhe forse in questo elettrocardiogramma piatto di personaggi quello che spicca su tutti è lui.
    Ma d’altronde il cattivo nei film ha sempre il suo fascino no?
    Alla fine Train to Busan non è da buttare ma si poteva fare di più...assomiglia a un tarocco di tanti film di ultima generazione sugli zombi.
    Un film senza infamia ne lode che a me ha ricordato tanti film in uno.
    Però essendo un opera prima e da quello che ho letto ha sfondato anche negli USA ...tanto di cappello 🎩
    Ciao





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    1. guarda, tutto sto commento non so come rispondere, me sembra tipo il mein kampf, ahahah

      davvero, non so che dire. Se per te gli orientali son tutti uguali, non sanno recitare, le bambine sembrano bambini, sono macchiette, i rapporti tra i personaggi son fatti malissimo (e pensare che per me, e per tanti, è uno dei più bei rapporti padre figlia recenti) io alzo le mani!

      ma perchè continui a volerti far male e guardarli?

      ;)

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  13. Non è che non mi piacciono gli orientali o come recitano....( ho seguito tutte le puntate di Megalomen a suo tempo) e che i film che li vedono protagonisti a volte mi arrivano a volte no!
    Più no che si.
    Ho ancora nel cassetto Oldboy da guardarmi.
    Poi Kotoko non era così malaccio.
    Ho tempo per cambiare idea.
    E poi ...il mein kampf ?
    Che c’entra ...ho solo scritto che si assomigliano un po’ tutti.
    Peace & love per tutti

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    1. allora se ti diverti va benissimo!!

      però, ecco, al prossimo commento 30 righe copia-incolla sulla recitazione evitiamole, ormai l'abbiam capito ;)

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    2. Adesso mi devo pure censurare!
      Ciao

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  14. Non mi faccio male ..finora mi diverto :)

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due cose

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3 ciao