4.5.18

Recensione: "Escobar - il fascino del male"

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Tratto dalla biografia dell'ex amante di Escobar - la bella giornalista Virginia Vallejo- Loving Pablo (questo il titolo originale) è un film che per buona parte della sua durata ti dà la sensazione dell'agiografia.
E il personaggio di lei è talmente irritante che vorresti muoia ogni singola scena.
Nessuno crede alla sua storia d'amore, nessuno.
Per fortuna il film ha il merito di avere al suo interno parecchie sequenze davvero riuscite. Ma questo modo un pò glamour di parlare di efferati criminali non fa del tutto per me

Scrivo la recensione a 9 giorni dalla visione. A questo punto volevo evitarla ma magari a qualcuno può comunque interessare qualche riga sul film

Sono andato a vedere Escobar solo perchè avevo un biglietto gratuito all'Uci che scadeva quello stesso giorno. Anzi, ne avevo due. E siccome mi hanno dato buca uno l'ho pure regalato. Tutti mi guardavano male, solo la quarta persona ha accettato quello che pareva impossibile, ovvero un biglietto gratis senza che le venisse chiesto niente in cambio (che poi gratis non era, semplicemente avevo comprato un mini-abbonamento di 5 ingressi, pagati, che, appunto, scadeva quel giorno).
Su 10 film in programmazione ce n'era solo uno interessante per me (Ghost Stories, ma l'avevo già visto) e uno che, in questa condizione di non voler buttare biglietti, potevo vedere, Escobar.
La mia paura era che mi potessi trovare davanti un'opera agiografica, ovvero un film che più che condannare la figura di uno dei più efferati criminali della storia dell'America Latina in qualche modo lo esaltasse.
E quello che leggo nei titoli iniziali è stato, in questo senso, un colpo per me

"Escobar films" presenta

Escobar Films??
ma stiamo scherzando?

Ve lo giuro, non ho letto male.

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E siccome il film parlerà di un criminale che riuscì a metter le mani dappertutto, tanto da essere pure eletto nella camera dei deputati, immaginarsi che in qualche modo anche il film se lo sia fatto da solo (ovviamente attraverso i suoi discendenti) è davvero inquietante...
In realtà il film dovrebbe essere tratto dalla biografia della compagna di Escobar, la giornalista Virginia Vallejo.
E anche qui il secondo, fortissimo, disturbo.

Il libro si chiama "Loving Pablo, Hating Escobar", insomma, come a dire che la Vallejo fosse fortemente innamorata dell'uomo Pablo ma odiava il criminale Escobar.
E il fastidio è davvero forte perchè anche un sasso avrebbe la certezza che se Pablo Escobar non fosse stato Escobar la bella giornalista Vallejo l'avrebbe reputato un panzone brutto da cui stare alla larga.
E la cosa buffa è che anche vedendo il film, tratto, ripeto, dalla sua biografia, non c'è mai, mai, mai la sensazione che sta donna INSOPPORTABILE amasse Escobar, ma stesse lì solo per comprarsi collier e vestiti.
La Vallejo la interpreta Penelope Cruz e non so se è per il fatto che sia una grande attrice o perchè in questo ruolo sia insopportabile ma la sua Vallejo è, appunto, insopportabile (l'ho scritto 3 volte, facciamo a capirsi).
Una donna vuota, tronfia, arrivista, incapace di emozionarsi se non con un Prada, isterica.
Il tipo di donna che odio, snob, pragmatica, calcolatrice.
E sinceramente in questi casi della bellezza me ne fotto (e la Cruz è effettivamente bellissima).
Dall'altra parte c'è Escobar, interpretato da quel fenomeno di Bardem. E c'è poco da fare, se vedi il film e poi i filmati o le foto originali del criminale capisci che Bardem ha fatto un lavoro immenso. Resta il fatto, però, che con quella panza e quei capelli lì l'effetto ridicolo è dietro l'angolo.
In ogni caso tutto il primo tempo del film è la conferma dei miei timori.
Escobar viene presentato come un simpaticone (e magari lo era anche), un benefattore (e, si sa, anche nelle mafie ci sono effettivamente azioni filantropiche), un piacione puttaniere che però amava comunque molto la moglie e la famiglia (e anche questo è verosimile).
Insomma, qui non stiamo a sindacare se quello che vediamo è vero o no, ma è evidente come il taglio del film, oltre che troppo patinato, sia dalla parte di Escobar. Il che, francamente, non è del tutto accettabile.
Il film è assolutamente cronachistico, un fatto dietro l'altro, in ordine cronologico, molto schematico. L'operazione per uno come me che alla fine su Escobar non aveva mai visto nulla può anche essere interessante ma, insomma, il valore filmico ne risente. In questo primo tempo avremo feste e festini, azioni a favore dei poveri (molto bella però la scena sulla discarica), inciuci politici, qualche piccolo ammazzamento, alcune scene veramente riuscite (penso a quella del camion e dell'aereo, quella della bara a casa e il montaggio veloce, notevole, con tutti gli omicidi di poliziotti fatti dai poveri per soldi, quegli omicidi che portarono a una vendetta in stile Fosse Ardeatine) e, soprattutto, la storia che è perno del film, ovvero quella d'amore (ma de che!) tra Pablo e Virginia.
Una storia che non prende mai minimamente lo spettatore. Mentre la figura della moglie, ecco, quella sì che funziona, in quella sì che intravediamo un fortissimo sentimento. Ma del resto ogni scena di Escobar con i membri della propria famiglia batte anche quella migliore con Virginia.
Non è un caso che la sequenza nettamente più bella del film sia quella in cui Escobar prende la figlia sulle spalle e cerca di dimostrarle che lui da quel carcere può uscire quando vuole perchè quel carcere è suo, il suo castello. Scena girata magistralmente e con un finale amaro ma per fortuna verosimile.

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Scopriamo il terrore dei Narcos verso la legge sull'estradizione (perchè in Colombia possono fare ciò che vogliono, persino in carcere, negli Usa no...), vediamo tutte le connivenze politiche che ebbe Escobar e, insomma, se non conoscevamo la vicenda qualcosa si impara.
Per fortuna nel secondo tempo, alleluia, la figura del criminale un pò viene incrinata. Soprattutto con quelle velate (anzi, non velate) accuse di pedofilia e con un paio di scene che ne mostrano il lato violentissimo, animale, sanguinario.
Mi riferisco ad esempio all'omicidio di uno degli ex soci o a quelle frasi orribili che dice al telefono mentre la moglie l'ascolta.
Intanto va anche avanti la storia con la Virginia ma, davvero, la cosa non si sopporta, quel personaggio è veramente insopportabile (l'avevo detto?).
Il fatto, però, è che il film di sequenze veramente belle ne offre di continuo, oltre alle tante citate metterei anche quella di lui che fugge nudo sulla giungla e quella della Vallejo al Cambio Oro, una delle più tese.
Il problema è sempre questa sensazione strana, questo non capire da che parte sta chi ha girato o commissionato il film.
E dà anche fastidio che un film che poteva essere "semplicemente" su Escobar diventa principalmente il racconto di una storia che storia, secondo me, non è mai stata.
Perchè l'unica volta che ho visto brillare gli occhi a quella donna è davanti ad un collier.
Si arriva alla fine e avremo un'altra ottima scena, quella di lui con le mani sporche di sugo, la telefonata, l'intercettazione, la famiglia sull'hotel, la Dea nella stanza a fianco, le macchine della polizia che arrivano, lui che prova a scappare, gli spari, la carrellata avanti, bellissima, che ci porta a vedere fuori dalla finestra (dove avremo l'immagine ormai divenuta simbolo della morte di Escobar), la polizia che batte i pugni esultante verso l'altra stanza.
Insomma, di cinema, anche se molto hollywoodiano, ce n'è tanto.
Ma la sensazione di una mezza agiografia e quel personaggio INSOPPORTABILE della Cruz non mi si levano dalla testa

6.5




8 commenti:

  1. Risposte
    1. diciamo che nella nostra vita abbiamo perso film anche migliori ;)

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  2. Sospetto che la Cruz sia insopportabile e basta, dopo la tua conferma. Ho avuto la stessa impressione nella serie sul delitto Versace in cui era un'insopportabile (l'ho già detto?) Donatella, con orrido accento spagnolo al seguito: il doppiaggio italiano, per fortuna, qualcosa fa. Ma non abbastanza, evidentemente, per questo film che ricordo fu anche massacrato allo scorso Festival di Venezia. Nel dubbio, evito e mi recupero Narcos, se voglio sapere qualcosa su Escobar (e onestamente, boh, non voglio). :)

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    1. ahah ;)

      aiuto, la Cruz che fa la Versace potrebbe portare a un mostro peggio della Vallejo

      eh, lo so, mi frega non vedere serie... (ma sento che un giorno quando una vita più centrata arriveranno anche quelle)

      so perfettamente però di qaunto sia bella Narcos

      la Cruz, però, quando era ancora agli inizia, nei film spagnoli o nei primi americani, per me era bellissima e, in 3,4 casi, anche molto brava

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  3. a leggerti forse ricorda un po' anche la serie su escobar...e anche gomorra (la serie, non il film). anche a me ste robe lasciano perplesso

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    1. qui il piccolo fastidio può essere anche maggiore perchè pare proprio una cosa ad personam, più inquietante

      poi serie che un pò esaltano un certo mondo lasciano perplessi ma alla fine è cinema

      qui pare quasi che ci sia stata una direzione a tavolino da prendere...

      anche se il secondo tempo un pò fuga dubbi

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  4. concordo sul personaggio non esattamente simpatico (per usare un eufemismo) interpretato dalla Cruz (anche se lei è brava, perché bisogna sempre distinguere attore/attrice e personaggio che interpretano)...
    così come concordo che Bardem sia assolutamente straordinario, in primis per la trasformazione fisica, ma anche per la recitazione (anche se c'è il vulnus inqualificabile della recitazione in inglese nell'originale, qualcosa di inconcepibile, come ho scritto parlando del film)...
    Bardem che peraltro è - sempre a mio avviso - notevolmente superiore a Wagner Moura, il più celebrato e celebre Escobar, quello della serie Narcos di Netflix...
    Moura è bravo, ma Bardem (sempre a parte la storia dell'inglese) è di un'altra categoria...
    per quanto riguarda invece il discorso dell'agiografia, io, ad essere sincero, non ce l'ho vista più di tanto... o almeno: ho visto soltanto il tentativo di far emergere l'umanità dell'uomo nei rapporti con la famiglia...
    di contro emerge l'ambiguità nei confronti della moglie, rispettata solo a parole, e l'implacabilità nei confronti di tutto ciò che si trovasse a dargli fastidio nella sua sete smisurata di potere...

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    1. sì sì, la distinzione tra ruolo e interpretazione è basilare

      vedi il Pesce de Dogman, tutti parlano giustamente de Fonte ma lui, se possibile, è ancora oltre. Ma il suo personaggio è talmante odioso, terribile e cattivo che uno non riesce ad esaltarlo, a capire quanto tutto sia merito de Pesce

      ho letto la tua rece all'epoca Vincè e mi ricordo la tua lunga e centrata critica sulla scelta della lingua inglese

      io avendolo visto doppiato (anche te dicevi che in questo caso forse era meglio) non potevo sapello ;)

      Eh, non ho visto la serie ;)

      come dicevo il discorso agiografico nella seconda parte decade abbastanza ma che la prima sia una patinata esaltazione di quel mondo a me è parso proprio...

      l'umanità per la famiglia e, secondo me, anche il profondo affetto e rispetto per la moglie

      mentre il rapporto con la Cruz, se dovevano farci credere alla cazzata "Loving Pablo" è stato scritto malissimo...

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