14.9.18

Recensione: "Revenge" (2018)

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Vado al cinema pensando di ritrovarmi davanti un filmetto che oltre all'impressionante fondoschiena della Lutz e un pò di sangue non mi avrebbe dato altro.
E invece mi ritrovo un'opera visivamente magnifica, tesa, disperata, dallo stile pazzesco.
Storia che, però, si basa su un antefatto inverosimile, ingiustificabile.
E Revenge mi dà anche l'occasione di parlare finalmente senza mezzi termini su MeToo e femminismo.

presenti tantissimi spoiler



Approfitto di Revenge per dire la mia su un argomento caldissimo e mai attuale come adesso, quello del MeToo.
Questi anni mi è capitato più di una volta (per fortuna non troppe) di rischiare di esser definito maschilista (io?? rido) per aver espresso delle mie opinioni.
Ora, a parte il fatto che io amo le donne come niente altro al mondo e che mai nella mia vita ho compiuto un atto "maschilista", ma andiamo avanti.
Il mondo purtroppo è diventato binario, siamo tutti dei robot che hanno sempre e solo due funzioni, sposti la levetta e sei o uno o l'altro.
Riguardo quello che penso del mondo scrissi questo post, per chi vuole leggerlo.
E da allora è andata solo peggio.



Come non mai nella faccenda MeToo si sono formati due schieramenti per cui o sei dalla parte delle donne o da quella degli uomini. Nessuna sfumatura, se provi ad affrontare la questione in modo intelligente stai sicuro che ti prendi del maschilista.
Ma io in questi argomenti - non in generale-  mi reputo persona molto intelligente e inattaccabile, per questo vado avanti.
Nel film la regista è talmente più intelligente delle cieche femministe da scrivere un personaggio molto coraggioso, ovvero quello di una bellissima ragazza che, in qualche modo, si struscia con tutti, ha atteggiamenti disinibiti, in qualche caso la sbatte (o lo sbatte, il sedere) proprio in faccia a chi ha davanti.

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Quindi fare la ragazza sveglia, farla annusare a tutti giustifica le violenze del maschio?
Questo possono pensarlo solo i maschi malati o le femministe cieche.
Io non toccherei una ragazza, molestandola, nemmeno se questa me lo chiede piangendo.
Piuttosto l'abbraccerei e le darei una carezza se la vedo avere atteggiamenti simili.

Noi persone normali diciamo solamente che una ragazza bellissima, che ama essere guardata, che ama essere adulata, che non ha problemi col proprio corpo, che è disinibita si mette a rischio, c'è poco da fare.
E si mette a rischio proprio perchè il mondo è malato, proprio perchè ci sono uomini che ragionano solo con il cazzo, proprio perchè ci sono persone che hanno solo istinti bestiali e non razionali.
Quando io dico che una ragazza così si mette a rischio non sto dicendo una frase maschilista o la sto privando della sua libertà, AL CONTRARIO, la sto difendendo da un mondo che troppe volte mi fa schifo e da un genere, quello maschile, che troppe volte mi sembra un genere cui io non appartengo.
E invece dire che questi comportamenti disinibiti, queste libertà, queste provocazioni, mettono a rischio le ragazze mi fa del maschilista.
Poi la cosa ancora più buffa è che le donne che mi dicono questo sono le prime che vedendo una ragazza come la Jennifer del film le darebbero della troia, le prime.
E sono le prime che ad una loro figlia 16enne direbbero "non girare in minigonna a mezzanotte, non dare confidenza a tutti, perchè è PERICOLOSO".
E tutto questo è giustissimo, sensato, realista.
Poi però danno del maschilista a chi fa ragionamenti come me.
Perchè ormai vedono fantasmi ovunque, hanno la clava in mano.
E invece non capiscono che chi la pensa come me difende le donne più ancora di quanto non fanno loro. E chi fa ragionamenti come me odia i comportamenti maschili ancora più di loro, proprio perchè di quel genere fa parte.
Io sono realista, so che il mondo è marcio e conosco i pericoli che nasconde. E quindi me ne frego degli astrattismi, preferisco suggerire comportamenti.
Ma niente, non ci sono sfumature, ci sono solo battaglie ridicole, ci sono solo -ismi (tra l'altro perchè se "maschilista" ha connotazioni negative "femminista" dovrebbe averle positive?).
L'unico -ismo che dovrebbe esistere è l'umanismo. Ma è morto da un pezzo.

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Continuate nei vostri due schieramenti, continuate le vostre indignazioni, continuate a dirmi che se sono carnivoro non posso amare il mio cane (true story, in un gruppo di vegani, cosa condita anche da più offese), continuate il vostro mondo in bianco e nero dove uno o sta con voi o non sta con voi.
No, l'uomo è un crocevia gigantesco, l'uomo per ogni argomento è tante strade, non due.
MeToo un cazzo, ipocrisia gigantesca. 
Le donne si difendano in altri modi, che io sono orgoglioso dei miei.
Le barricate non servono a niente, l'infantile contrapposizione maschi e femmine è ridicola anche da piccini, figurati da grandi, il mondo non si migliora costruendo fortificazioni e armi sempre più grandi nella propria trincea ma uscendo dalla trincea a trovandosi in mezzo al campo di battaglia insieme, solo guardandosi negli occhi, solo parlandosi, solo capendosi si cresce, a costo di uscire con qualche ferita da guerra.
E da ora in poi chi soltanto di striscio mi darà del maschilista o chi soltanto di striscio dirà che in qualche modo giustifico le gesta di quei bastardi subumani non avrà più mie risposte in merito.

Per fortuna la straordinaria regista di questa perla che è Revenge ha, come ho detto, attuato l'approccio più giusto e coraggioso.
Perchè se è vero che questo film racconta di un mondo maschile schifoso, laido, assassino e cinico, è anche vero che l'eroina che Coralie Fargeat ha scritto è tutto fuorchè la ragazzina indifesa e pudica di cui poi quelle bestie si approfittano ma, al contrario, una ragazza con atteggiamenti che definir provocatori è poco.
Questo è l'approccio più intelligente per affrontare l'argomento e quello anche che mi ha permesso di poter scrivere tutto quel prologo.

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Matilde Lutz è di impressionante bellezza, ha un fondoschiena da infarto (e anche qui credo che alle femministe cieche suoni tipo un "driiiiinnnnnnnnnn, è maschilista!!!") e già questo, nel contesto del film, la metterebbe in pericolo.
In più come si comporta, purtroppo, manda fuori di testa quei minorati mentali dei maschi del film.
Non è un caso che ci siano due frasi molto significative.
La prima, di quell'essere penoso dell'amante, è "come potrei lasciare una con un culo come il tuo?", frase che a seconda dei contesti può esser simpatica, anche bella per una donna (io lo direi e l'ho pure detto a chi l'aveva simile al suo) ma che dopo che abbiamo visto chi è in realtà st'omo capiamo quanto sia schifosa e sì, MASCHILISTA.
La seconda frase la dice l'amico dell'omo, quello che la violenta.
E la dice in una scena tesissima in cui sono stato io male per Jennifer, figuriamoci una ragazza che vede il film.
"Ieri invece mi pare che non ti facessi schifo eh, mi pare che ti piacessi..."
Ecco, in queste due frasi, in questi due comportamenti, c'è tutto l'uomo che odio, quello che vede la donna come possesso e quello che se la vede più disinibita significa che "ci sta".
Comunque i due uomini avranno quel che meritano anche se, almeno in un caso, io l'avrei fatto soffrire di più.
Insomma, per uscire dall'argomento, Revenge è sì un film "femminista", ma solo perchè siamo nel 2018. Altrimenti potremmo vederlo come la vendetta efferata e giustissima di una ragazza che ha subito violenze immani.
In ogni caso, e lo dico per l'ultima volta, il personaggio di Jennifer ha quella complessità giusta che me lo ha fatto amare.

Andiamo quindi al film.
Purtroppo il film ha un presupposto talmente assurdo, insensato, inverosimile, direi quasi ridicolo che se uno vuole appoggiarsi a quello può distruggerlo.
E, lo dico da solo, non c'è alcuna giustificazione.
Una ragazza che cade da un dirupo di 40 metri e addirittura finisce infilzata in un ramo non ha alcuna, alcuna, alcuna possibilità di sopravvivenza. O se ne ha l'1% non può diventare la macchina da guerra che diventa lei e andarsene per due giorni nel deserto.
Tra l'altro una caduta di schiena in quella maniera che finisce in un oggetto verticale, a prescindere dall'infilzamento o no, ti spacca al 100% la colonna vertebrale.
Il fatto è che Revenge è talmente bello che malgrado non possa difenderlo in questo aspetto me lo fa comunque premiare, senza se e senza ma.
Parte da un peccato originale gravissimo, ma poi, nel genere, per me è sontuoso.
Perchè ci riporta un vero Rape & Revenge di quelli tosti, crudeli, cinici, sanguinari.
E perchè lo fa con uno stile pazzesco, talmente bello da vedersi che non riesco ad immaginarmelo fori dalla sala cinematografica.
C'è un gusto delle inquadrature (anche solo la prima, di quell'elicottero che ci viene contro), una classe e una cura del dettaglio impressionante.
Ecco, proprio questa incredibile cura del dettaglio (e del particolare, il primo lo riferisco agli oggetti, il secondo alle persone) mi ha lasciato basito.
Scene come quella della mela e della formica, della bocca che morde quella specie di Mars (pazzesca), dei particolari dei volti (solo in Amer avevo visto roba simile), delle gocce di sangue o di pipì che come tsumani travolgono formiche e ragni, del viso gonfio da annegamento e delle ferite sono apoteosi del "piccolo" straordinarie.
Ma la fotografia in generale è sublime, e grande l'uso dei corpi (specie nudi, fantastico il finale in questo senso), della colonna sonora, del sangue, e della tensione.
Insomma, un R&R strepitoso, di quelli che mancavano davvero (ah, il nome di lei credo sia omaggio a sto punto).
Su di lei e sul suo fondoschiena ho detto anche troppo ma, in generale, quel suo sguardo un pò civettuolo, spaesato e allucinato l'ho trovato perfetto. Capire se sia merito di grande recitazione o di scarsa recitazione, però, non so dirlo al momento.
Revenge parla di uomini che vedono le donne solo come divertimento e oggetto sessuale, di machi (non a caso la caccia e le immagini del wrestling), di predatori.
Mentre lei che all'inizio è solo una gnocca provocatrice poi, nella tragedia, acquista corpo, sensibilità, consapevolezza.
E la sua vendetta più che di rabbia pare di disperazione e sopravvivenza. Oppure quasi una vendetta "divina", di giustizia. Non dice una frase, non umilia le sue vittime, non gli grida contro nulla, è solo una ragazza con gli occhi lucidi che per salvarsi e vendicarsi fa quello che fa.
Nel film ci sono almeno altre due incongruenze gravissime e ingiustificabili.
La prima è quando lei scappa.
Donna contro uomo atletico da morire.
Perdipiù scalza contro uno vestito e con scarpe.
Un inseguimento che non solo si sarebbe ultimato in 10 metri ma che, al contrario, vede lei, da un'inquadratura all'altra, aver dato 10 secondi di distacco ai tre uomini.
Ma l'errore più grande (quasi come quello della morte) sta in quella notte in cui uno dei tre la trova.
Lo comunica agli altri: "ho trovato la ragazza". 
Per tutti, specie per il fidanzato, era questione di vita o di morte.
E invece che succede? che nessuno lo raggiunge, che tutti se ne fregano.
E che la MATTINA DOPO, dopo ore e ore il palestrato fa all'altro "dai chiamo Dimitri, sentiamo come è andata con la ragazza"
Incredibile.
Tre errori gravissimi ma che in un film che mi ha così entusiasmato, che mi ha dato così tanta tensione (e anche dolore fisico, lei sull'albero ho sofferto come solo "la testa sullo stecco" di Wolf Creek) che mi è piaciuto così visivamente, non riescono a distruggermelo.
E vogliamo parlare degli incubi a matrioska dopo il pejote?
O del bellissimo piano sequenza finale, lunghissimo, circolare?
Un finale di corpi nudi e sangue, di uomini che vogliono uccidere per inumanità e cattiveria e di donne che invece vogliono farlo per motivi opposti.
Cristo, lo rivedrei adesso.

7.5




35 commenti:

  1. Visto e adorato, a sorpresa, allo scorso Festival di Torino. Un bagno di sangue stilosissimo, super pop, con una Lutz che fa innamorare.

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    1. Anche questo era al TFF?
      Tra l'altro l'edizione che c'ero anche io, pensa te ;)

      vero, pop è l'aggettivo giusto

      se l'hai recensito linka senza pietà, anche direttamente nel primo commento

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  2. Anch’io io lo già letto recensito da un altra parte forse due mesi fa.
    Ne era nata anche una simpatica discussione sul significato di Rape & revenge almeno come lo intendo io.
    Questo è un vero revenge perché la vittima si vendica appunto un po’ come era per
    Non violentate Jennifer del 1978
    Complimenti per la rece
    ( adesso la leggo)
    ;)
    Ciao

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    1. Complimenti per la rece
      ( adesso la leggo)

      sulla fiducia? :)

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    2. Ciao ...si si vado sula fiducia (con voi blogger oramai e d'obbligo ! ;)
      Comunque confermo ottima rece.
      Molto POP.
      Mi fai morire quando scrivi dei vegani che t'hanno insultato.
      Son fuori del mondo.
      Quando devono ordinare qualcosa in un ristorante poi....non vorrei essere al posto di chi gestisce l'attività.
      Ne so qualcosa comunque (fidati) e ti dico che sono i primi ad essere infinocchiati ,a sto punto son quasi masochisti, perchè le loro richieste sono assurde.
      Ad esempio : chiedono la mousse senza quel particolare tipo di farina o latticino e ti fanno venire il latte alle ginocchia perchè ti rompono i coglioni con le loro pretese da neuro , per esperienza ti dico che vengono assecondati sulla carta ma poi in sostanza si mangiano la stessa mousse degli altri convinti di essere stati presi in considerazione.
      E son contenti pure.
      O come la diva vegana di turno ...che dopo un pò viene paparazzata con il pollastro in bocca.

      MeToo...sai che cè Asia Argento a X-factor....con sta storia dell'aver molestato il ragazzino (naturalmente non ci credo), di essere stata molestata (qua forse ci credo un pò di più)...però dico io in sti casi ti puntano na pistola contro la tempia ..per andarci a letto?
      E quante scendono a compromessi.
      Poi dico un altra cosa..se invece di jennifer ci fosse stato un jennifo (un maschio) si fossero invertiti i ruoli .avrebbe avuto la stessa rindondanza negli animi ...l'argomento?
      Spero di non aver fatto un discorso troppo maschilista.

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    3. guarda, proprio qua sotto c'è Rita, una delle più impegnate antispeciste (e vegane) in Italia

      l'episodio che racconto successe proprio "da lei"

      Rita postò una foto orribile di due cuochi che mostravano come trofeo e ridevano di una carcassa di agnello

      un'immagine che dette un tremendo fastidio anche a me. Ovviamente non tanto per la cosa in sè (sono carnivoro, devo essere coerente) ma per il modo (dis)umano con cui si scherzava sulla cosa

      come primo commento un lettore vegano di Rita scrisse che augurava il cancro ai figli di questi due cuochi

      ovviamente anche Rita si è dissociata

      il problema è che poi sono intervenuto io per attaccare questo "essere" e invece che ritrovarmi qualcuno dalla mia parte sono stato offeso e attaccato da più d'uno, ovviamente solo nel momento in cui ho detto di essere carnivoro

      siccome mangio carne non potevo indignarmi per quella schifosa foto (e fin qui, anche se a fatica, posso anche capirli. Ma fatico eh, mangiare carne non significa godere della morte altrui o appoggiare cose immonde come quella foto)

      poi si è anche trasceso fino a, come dico, dirmi che io essendo carnivoro non posso amare nessun animale, nemmeno il mio cane.
      Addirittura quando scrissi che avevo dedicato il mio negozio al cane mi si disse "vergognati"

      ora, la cosa incredibile oltre a tutto questo è che il subumano che aveva augurato il cancro ai bimbi continuava a dire cose così. Ma niente, non se ne parlava più, nessuno gli diceva niente, ero solo io la "preda" in quel momento (per restare al film)

      tutto questo è documentato, non mi invento niente

      se questo è il modo di riflettere insieme e di crescere io mi tiro fuori. E in questo esempio vedi quante sfumature manchino

      se le considerassimo, le sfumature dico, si capirebbe che anche un carnivoro può amare immensamente ALCUNE specie di animali, che anche un carnivoro può vergognarsi di alcuni atteggiamenti penosi (vedi foto con carcassa di agnello trionfante)

      è in quelle zone grige che si può stare insieme e crescere. Ma no, io ero il carnivoro, quindi nel loro insieme binario il nemico

      su quello che dici dei vegani, anche per rispetto di Rita, non commento

      però la cosa che dici riguardo le ordinazioni può esser interessante

      perchè i veri vegani lo sono per etica, non per salutismo o gusto (ovviamente). E quindi in alcuni casi difficilmente potrebbero riconoscere una pietanza completamente vegana da un'altra. Per questo devono fidarsi dell'esercente. Però, siccome per loro è una questione etica fortissima, che poi questo li freghi è abbastanza grave :)

      io credo che debbano nascere molti più ristoranti vegani per evitare che in quelli "normali" siano messi in difficoltà sia i ristoratori che gli stessi, eventuali, cienti vegani

      è molto molto difficile non sbagliare. Io che cucinicchio (anche ai raduni) quando so che ci può essere un vegano sono in netta difficoltà, lo ammetto, tra la paura di sbagliare e non sapere e quella di farlo trovare in un ambiente lontanissimo da sè

      sul MeToo preferisco non dir niente, per me è ipocrisia pura, uno squallora

      non la cosa in sè eh, ma come viene usata

      lo ripeto, per me le donne sono sopra a tutto ma preferisco "aiutarle" o lottare per loro senza slogan, quote rosa o altro, tutte ghettizzazioni che secondo me sono...maschiliste

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    4. Ma dove sono documentate?
      Le prove che ti hanno linciato perché ti piace la bistecca?
      Credo su Fb ...purtroppo per me.
      Ho trovato un post sul blog di Rita ( il re è nudo...mi sembra il titolo) con una foto di due cuochi di Monaco e l’agnello morto.
      Penso sia quello .

      Si “conosco” Rita come “ conosco” Giovanni de La confidenza lenta .
      L’unico che commentava sul blog quel post.
      Penso che l’estremismo in tutte le cose sia sbagliato.
      E quando parli di pensiero binario mi trovi d’accordo.
      Quello che scrivi che ti hanno fatto virtualmente o fisicamente come nel caso dell’anonimo è grave.
      Ti puoi dissociare quanto vuoi ma non sei mai completamente tranquillo , in pace con te stesso..
      Gli estremisti interpretano il tuo pensiero in maniera deviata ..ma sempre il tuo pensiero è.
      E se genera fraintendimenti o pericolosi estremismi non puoi restarne indifferente...non sentirti un po’ in colpa.
      Quel senso di colpa che ti fan poi venire loro per il fatto che ti mangi un panino al salame .
      Quel senso di colpa che ti tiene distante dal commentare nel loro di blog anche se sai di essere un amico degli animali , sai di rispettarli , ti senti comunque in sintonia con loro e con la bellezza della natura.
      Anche se ti piace un panino con il salame.






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    5. sì sì, su fb

      ma riguardo quella cosa ho detto anche già troppo (anzi, riguardo tutto), alla fine questo è un post di un film che mi ha portato anche a mettere nero su bianco altre riflessioni

      e io sono portato a dirle una sola volta, non farci post su post

      perfettamente d'accordo su tutto il resto che dici Max

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  3. I riferimenti ai comportamenti delle vittime, a come sono vestite ecc. danno fastidio alle femministe per il semplice fatto che spostano all'attenzione appunto dai predatori alle vittime. Predatori che son tali e sarebbero tali a prescindere da come siano vestite le donne. Mi spiego meglio: uno che vuole stuprare, non sceglie necessariamente quella apparentemente più disinibita, vestita in modo sexy o attraente, ma la più FRAGILE, cioè quella che appare come preda più facile. Questo non lo dicono le femministe, ma la psicologia. Per questo discutere degli abiti o di fare attenzione ecc. è inutile.

    Il femminismo non costruisce barriere tra donne e uomini, ma è lotta al patriarcato.

    Anyway, non vedo l'ora di vedere questo film, temevo fosse una scemenza di sola azione, privo di estetica e invece la tua recensione mi incuriosisce molto. Sempre un piacere leggerti, anche se, cinema a parte, praticamente non concordo mai con quello che dici. :-D ahahaha

    RispondiElimina
    Risposte
    1. beh, non possiamo concordare quasi su niente Rita, è praticamente impossibile ;)

      resta una stima reciproca più per quello che siamo (e la voglia di ragionare) che per quello che pensiamo, che è troppo troppo diverso in troppi ambiti

      no, non sono d'accordo

      o meglio, sono d'accordo ma la tua motivazione è quella sensata

      e io troppe volte ho avuto a che fare con gente che non ragioava così

      un paio di volte a commento di ragazze molestate, commento in cui ho detto quello che ho scritto qua sopra, ovvero che certi comportamenti ti mettono a rischio mi si rispondeva "come fai a giustificare le molestie? non ti vergogni?

      io, ovviamente, uscivo dalla conversazione essendo uno che non litiga mai e che odia i muri contro muri

      nel caso del film poi parliamo non di una violenza classica (ovvero quella del predatore che si sceglie la vittima e lì sì, la penso come te, sceglie le deboli) ma di una violenza incidentale, una specie di "l'occasione fa l'uomo ladro" camuffata in "la troietta fa l'uomo violento"

      (credo che hai l'intelligenza di capire che ho messo quel termine in maniera provocatoria)

      magari vedendo il film capirai meglio che dico ma ti assicuro che è una situazione un pò diversa dal solito

      tu poi, come in tutte le cose di cui ti occupi, hai sì posizioni estreme (e io lo sai, non sopporto gli estremismi) ma sensate, frutto di studi e di osservazioni

      le femministe cieche di cui parlo sono quelle col cervello obnibilato

      te magari sei estrema come loro ma non per ristrettezza mentale ma per l'opposto, per spendere tutti i tuoi neuroni nella faccenda

      in ogni caso dispiace che una donna intelligente come te si barrichi così tanto e sopporti sempre meno cose.
      Tu stessa hai sempre detto di essere vanitosa (e fai spesso foto molto belle), poi perchè se invece c'è una foto di bella ragazza altrove parli sempre di strumentalizzazione del corpo femminile?

      le donne possono anche amare essere fotografate, possono amare ricevere complimenti e tante altre cose

      e non sempre dietro questo c'è un maschilismo o uno svilimento, semplicemente tante volte c'è un elogio del bello che non fa male a nessuno

      ma mi fermo qua che se inizio a parlà con te so che non se finisce più e invece io so uno da dialoghi brevi ;)

      un abbraccio Rita

      sul film non so che dirti, potresti odiarlo e amarlo (probabilmente entrambe le cose alternate)

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    2. Discorso complesso quello dell'oggettificazione femminile e non mi pare il caso di affrontarlo qui, cioè, non è lo spazio apposito.
      Quello che vorrei far capire è che non è l'occasione a fare l'uomo ladro, cioè non è che uno o più ragazzi a un certo punto decidono di praticare uno stupro di gruppo perché si sono eccitati guardando una ragazza sexy. Lo stupro è l'effetto di precise dinamiche di potere e di considerazione della donna, dinamiche che hanno radici storico-materialistiche molto profonde.

      L'essere vanitose non c'entra nulla con l'oggettificazione, ad ogni modo io sono una donna che ha acquisito col tempo una consapevolezza femminista. Come tutte le bambine ho ricevuto un'educazione differenziata in base al sesso improntata sull'importanza di essere bella, aggraziata, gentile e ho interiorizzato quindi determinati modelli. Oggi ho capito alcune cose e ne faccio tesoro. Ci si evolve.
      Non ho mai detto che le donne non debbano ricevere complimenti o che non debbano essere belle, ma che non debbano essere compresse entro determinati ruoli o sessualizzate.

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    3. P.S.: "in ogni caso dispiace che una donna intelligente come te si barrichi così tanto e sopporti sempre meno cose".
      Io non è che sono intollerante perché mi gira così, argomento sempre quando prendo una posizione.
      Da una parte mi fai la sviolinata dicendomi che sono intelligente, dall'altra sottintendi che però sarei intollerante, estremista. Non sono estremista o intollerante, ho una posizione radicale che si è formata studiando e leggendo sull'argomento, non sui luoghi comuni da bar.

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    4. Aggiungo un'ultima cosa e poi chiudo: mi pare che a volte (e questo accade per qualsiasi discorso e tematica, eh), anziché cercare di capire cosa significhi un determinato movimento, quali istanze stia portando avanti ecc., si preferisca etichettarne gli attivisti con stereotipi e poi abbracciare o rifiutare il pacchetto in toto, spesso facendo scadere la critica sulla persona portatrice di alcune istanze, che non sulle istanze in sé. Un po' come accade anche per l'antispecismo, anziché soffermarsi a capire cosa sia, cosa dice, cosa promuova, si preferisce bollare come estremisti le persone che se ne fanno portavoce e via. Così si fa prima, le proprie certezze non vengono scalfite, non ci si fa mai due domande e gli estremisti sono sempre gli altri.
      Per il femminismo idem: anziché approfondire lo studio dei vari movimenti femministi, si preferisce ridurre tutto a uno slogan e dipingere come isteriche le donne che se ne fanno portavoce. Cosa vuol dire "femministe cieche"? Sono definizioni prive di senso, o si è femministe, dopo aver capito cosa sia, o non lo si è. Diresti mai, che so, gli antirazzisti ciechi ed estremisti? No, perché è si è antirazzisti o si è razzisti.
      P.S.: io non critico le immagini delle belle ragazze, dato che sono anche bisex, critico quando appunto si oggettivizza una donna presentando il suo corpo come se fosse un pezzo di carne in vendita. Tra fare l'elogio del bello e oggettivare una persona c'è una bella differenza.

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    5. oddio, ma io ho scritto esattamente quello che hai scritto te

      ovvero che hai posizioni estreme (e per me estreme e radicali son sinonimi, ma non conosco le parole come te -non sono ironico- io uso molto i sensi lati) ma che questo tuo estremismo deriva da studio e pensiero

      hai esattamente scritto quello che ho scritto io ma con altre parole ;)

      riguardo l'intollerante confermo, ogni 10 post tuoi 8 sono di intolleranza verso qualcosa

      e questo è assolutamente legittimo e coerente, gli estremismi (sia nell'antispecismo che nella tua maniera di intedere il maschilismo) devono portare a intolleranza

      riguardo il commento sopra no, non sono per niente d'accordo, ma del resto io sono uno che ragiona poco sui massimi sistemi e sulla psicologia "condivisa"

      per me ogni essere umano è un mondo a parte, poi ovviamente ci sono migliaia di dinamiche comuni ma tra uno stupro incidentale perchè una ti ha fatto credere di dartela e uno che invece è premeditato, scegliendoti la preda per tempo e circuendola c'è molta differenza

      non nella gravità (che per me è da carcere e castrazione chimica) ma nelle dinamiche

      ma io non ho mai letto un solo libro di psicologia o un solo saggio in vita mia, tutto quello che penso delle cose (e anche nelle recensioni) sono io e solo io

      no, mi riferivo a un post nel quale dicevi che ora ti danno fastidio anche i complimenti avuti per strada

      forse avrò letto male

      però hai ragione, non è il luogo adatto e credo già abbiamo detto tanto ;)

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    6. ah, nel frattempo hai scritto un altro commento, ci arrivo con calma, come quello dell'anonimo qua sotto

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    7. niente, ragioniamo in maniera completamente diversa, te in maniera binaria, io no

      non ci si può far niente, è impossibile trovare punti di contatto così. Vivremo bene lo stesso entrambi

      comunque d'accordo sul fatto che sulle cose bisognerebbe informarsi bene prima di parlare. Ma non si può essere informati su tutto. E allora su alcuni argomenti normale che vengano dati dei giudizi non perfetti e personali
      l'importante è il rispetto, sempre, e io quello credo di averne a palate

      non so se conviene che ci confrontiamo più tanto o da me o da te finisce sempre così, ahah

      un abbraccio

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  4. Bell'articolo, amigo xD! Prima di arrivare al film, anch'io vorrei dire 2 parole sui vegani, e sull'intransigenza in generale. Io sono per la msssima libertà, per cui se non nuoci a nessuno, tu fai il tuo che io faccio il mio, e amen.
    Se però succede come ad un mio amico, a pesca di trote in un lago a pagamento col figlio di 7 anni ed un suo amichetto, che si trova improvvisamente circondato da un gruppetto di questi qua, che gli urlano del "maiale assassino", che rompono le canne da pesca ai due bimbi facendoli piangere,
    che si mettevano a mezzo centimetro dalla faccia del mio amico sbraitando "Toccami e ti denuncio!" (poi è successo il contrario), beh, un po' le balle mi girano!
    Riguardo al metoo ed al sessismo, salvaguardando i più elementari diritti di rispetto che dovrebbe avere ogni essere umano, uomo o donna che sia, mi pare si stia prendendo una china pericolosa.
    Ci sono video su YT dove una ragazza, vestita in maniera discretamente provocante, cammina per i marciapiedi di una grande città americana e c'è un contatore che segnala gli episodi di presunto sessismo: beh, si contano pure i fischi di apprezzamento, quelli che si girano a guardarla, chi le fa un complimento!
    Non tutto è sessismo, cavolo! Io non lo sono! Se ci provo con una ragazza, è sessismo? Se nel gioco di seduzione che si forma, magari la tocco, sono un orco? Io non lo sono!
    Una mia amica diceva: "Se voglio camminare in top e mini la notte, per il peggior quartiere, lo voglio poter fare senza paura di essere violentata". Sì, in un mondo perfetto avrebbe ragione, ma l'uomo è fondamentalmente un animale, magari civilizzato, più evoluto, ma pur sempre un animale, e certi istinti ci sono, inutile nasconderlo!
    Se lei facesse una cosa del genere e dico che deve stare attenta o se la va a cercare, sono sessista o le dò un consiglio?!
    Per ultimo, il film: è una bomba! Faccio mia ogni virgola di ciò che hai scritto: fotografia e colori pazzeschi, regia che te la raccomando, la Lutz che in questo ruolo è spaziale!
    Sì, ci sono incongruenze e esagerazioni, ma le trovo... volute, e non disturbanti (come tutto quel sangue).
    Siamo sinceri: con quel corpo, con quel culo che si ritrova, era un attimo fare un film pieno di inquadrature gratuite, volgari: non ce ne è nemmeno una, a partire dallo stupro, a cui viene dato anche poco spazio!
    Merito davvero di una mano registica femminile, certamente intelligente! E poi, il combattimento finale con un uomo totalmente nudo è fatto in maniera tecnicamente notevole.
    Una cosa che ho apprezzato è che in questo film si parla poco, proprio come dovrebbe succedere quando sei a lottare per la sopravvivenza e non si spreca il fiato.
    Complimenti!

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    1. caspita, è lungo, provo a leggere un pezzo per volta e rispondere di conseguenza ;)

      1 perfettamente d'accordo sul primo punto, per me prima di tutto viene sempre il rispetto dell'altro e delle sue libertà (finchè, ovviamente, sono lecite. E mangiare carne o pescare fino a prova contraria lo è)

      ma gli attivisti questo fanno, è quasi impossibile essere attivista e non compiere mai gesti di "blocco" o di ostruzione. Le parole servono a poco quindi dal loro punto di vista normale che avvengano anche fatti come quelli che dici. Poi noi, come tutti, possiamo giudicarli

      2 guarda, con "china pericolosa" sei stato anche troppo buono...
      Una volta un complimento ad una ragazza o un fischio era considerato divertente, ora lo STESSO gesto viene visto come molestia. Senza considerare la buona fede o no. Praticamente questo nuovo fermento rende noi uomini tutti uguali, uno stesso gesto fatto da uno come me o da un depravato è comunque un gesto maschilista

      io non lo sono, anzi, mi è sempre stato accusato di esaltare troppo le donne e denigrare gli uomini. Ma niente, se faccio un complimento rischio ;)

      3 perfetto , la penso esattamente come te. Se dici a una donna che certi comportamenti o vestiari sono pericolosi lo dici per proteggerla (come diresti a tua figlia) ma invece si va subito sull'astratto (come sempre, tutto astratto)

      "io voglio essere libera e fare come mi pare"

      giustisismo, eccezionale

      ma il mondo non la pensa così, i malati mentali son tanti. E questo non vuol dire "essersela cercata", solo essere realisti e sapersi muovere nel mondo

      4 sul film d'accordo su tutto...

      ed è vero, dopo il ventesimo minuto lei, ad esempio, non parla nemmeno più una volta. Manco una mi pare.

      per questo più che vendetta pura, cattiva, la vedo solo come istinto di sopravvivenza, come compiere gesti anche efferati (uccidere) solo perchè non si può far altro

      il personaggio di Jennifer in questo (dopo il rape) è davvero bellissimo, quasi commovente

      grazie!

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  5. Beh...mi viene in mente un filmatino di diversi anni fa in una trasmissione tipo "scherzi a parte" o qualcosa del genere (anglosassone, comunque): volevano vedere la reazione delle donne di fronte a un "pacco" grande così e quindi in un bar l'attore, vestito attillatissimo, sfoggiava un'imbottitura da far spavento a Rocco Siffredi, che lasciava poco spazio all'immaginazione.
    La reazione del gentil sesso è stata unanime: tutte a fissare rapite il falso attributo con fare adorante/sbalordito/incredulo/voglioso a seconda del soggetto.
    C'è qualche differenza? Voglio dire: se una mi sbatte le poppe sotto il naso e gliele guardo (e vorrei vedere!) posso anche beccarmi una denuncia per molestia, se una donna guarda il mio bellissimo fondoschiena (ormai ex-bellissimo) e mi lagno faccio solo la figura del pirla.
    Mi sento discriminato! Due pesi e due misure... ;-)
    Ad ogni modo: non ho visto questo film in particolare, ma a suo tempo ho visto "Classe 1984" (magari te lo ricordi). Al cinema, quando il professore a cominciato a far fuori quelli che gli avevano violentato la moglie incinta, c'è stato un appaluso!
    Ecco, io la penso allo stesso modo.
    Direi che la protagonista di "Revenge" ha la mia approvazione.


    Ciao

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    1. :)

      come dicevo la vendetta del film è anche troppo "buona". Nel senso che non è quella sanguinaria, scientifica che avviene di solito.
      E' una vendetta di sopravvivenza, con gli occhi lucidi, quasi in trance

      io li avrei fatti soffrire anche di più...

      "adorante/sbalordito/incredulo/voglioso"

      :)

      ma a proposito, mi sta sorgendo un dubbio atroce...
      Eri te che me avevi mandato quella sorta di intervista sulla fantascienza?

      e se sì, t'avevo risposto?

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  6. Yes! :-) e no, non hai risposto! :-(

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  7. Vabbè, dai: come disse Amon Goeth "io...ti perdono" ;-)

    ciao!

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    1. ma farei ancora in tempo?

      comunque non c'hai perso niente, io sono un ignorantissimo nella fantascienza...

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    2. ...e ad ogni modo sei ancora in tempo, visto che sto aspettando ancora un paio di risposte!

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  8. Ma non ha importanza: l'ho chiesto anche a te perché so che non la leggi ma in compenso di film ne hai visti. Non si tratta di dotte disquisizioni sull'argomento, ma una specie di bonaria intervista a blogger che ne leggono o no; che sono interessati o no e così via...per cui non ti preoccupare!

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    1. mail ricevuta, quando posso do un'occhiata ;)

      ma se addirittura riguarda la letteratura di fantascienza sono proprio a zero io ;)

      forse la cosa più vicina alla fantascienza che ho letto è Flatland, un libro scritto alla fine del 1800 da un teologo in cui il mondo era composto solo da esseri bidimensionali, insomma, l'umanità composta da triangoli che scorrono in una linea ;)

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  9. Visto anch'io senza aspettarmi un granché a TFF, e invece, se sospendi l'incredulità per il fatto che lei non muoia nei primi dieci minuti (e la DEVI sospendere per forza, altrimenti prendi e te ne vai) il film regge e convince. E riesce anche a divertire.

    (e comunque nel mio ultimo post ti ho citato un paio di volte)

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    1. sì, bisogna DIMENTICARSI quella cosa. Accettata quella è un film che ce ne fossero...

      davvero? domattina o stanotte vedo, ora forse vedo un film

      speriamo che hai parlato bene di me ;)

      ciao daniela

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  10. Ha un presupposto assurdo, è vero, ma il film è reso con un’eleganza spaventosa e lei è davvero splendida, sia da provocante bionda sia da macchina per uccidere imbrattata di fango e sangue.
    Tra l’altro, la “banalità” dello stupro iniziale, l’indifferenza con la quale tutto passa per essere normale proprio perché lei è una ragazza consapevole del proprio corpo, della propria bellezza e della propria giovinezza (quindi è giusto che venga violentata, echeccazzo!!), fa più male di tutto il resto della carneficina.

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  11. "Perchè se 'maschilista' ha connotazioni negative 'femminista' dovrebbe averle positive?"
    Perché il maschilismo vuole l'uomo che prevale sulla donna, la filosofia femminista invece è nata per mettere tutti sullo stesso piano - fermo restando che quello di oggi dovrebbe essere chiamato neo-femminismo. Le femminazi lasciamole da parte.

    Per il resto, come ti ho già detto, film grandioso! Mi ha gasato come non accadeva da tempo.

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    1. sì sì, ma io ne facevo più che altro una questione etimologica

      e, ahimè, il tipo imperante di femminismo che conosco io assomiglia molto più al maschilismo all'inverso che al concetto primigenio che dici

      quel che conta è il film, bellissimo ;)

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  12. Senti, quell' 1% di probabilita' sopravvivenza dalla caduta sul ramo non e' per caso in armonia con la percentuale delle donne che reagiscono alle violenze subite dall' uomo? In altre parole, e' possibile che sia semplicemente un' ingenuita' della regista (donna nella sua prima opera in un genere di film dominato da uomini!!!)? Personalmente non l' ho colta in questo modo. Il messaggio che ho colto io e' che per rinascere, devi prima morire ed in quella scena e' morta veramente e simbolicamente la stupida lolita di cui nessuno avrebbe notato l' assenza. La conferma di questo pensiero e' arrivata con quella fantastica allucinante strepitosa e surreale scena in cui si procura sulla pancia il tattuaggio di una fenice, l' uccello che muore tra le fiamme e rinasce dalle sue ceneri. Quello che hai chiamato "debolezza" del film, per me e' stata la sua essenza! Bellissimo!!! Dall' inizio fino all' ultima scena!!!

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    1. no, vabbeh, stai quasi riuscendo in una cosa che con me non capita MAI

      farmi ricredere su una scena di un film

      fanculo

      (complimenti)

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