12.9.18

Recensione: "Ride" (2018)

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Il nuovo progetto dei registi di Mine (qui in molte vesti ma non di regia) è a mio parere un passo indietro rispetto all'opera prima, opera prima che per me fu terribilmente emozionante.
Ma Ride è film ancora più difficile e ambizioso, un progetto folle, quasi senza senso ma che deve esser solo premiato.
In un incredibile mix tra Natura e Tecnologia la storia di una misteriosa corsa di downhill, una corsa che più va avanti più si rivelerà qualcos'altro, qualcosa di terribile.

presenti molti spoiler, all'inizio anche su Mine

La visione di Mine - due anni fa quasi spaccati-  fu una delle più sorprendenti dell'intero anno.
Perchè ad una prima parte interessante ma con qualche problema, seguiva una seconda, e in particolare un'ultima mezz'ora, che mi aveva aperto in due specie perchè quello di cui parlava, quell'immobilismo, quella paura di alzare il piede ed andare avanti, rappresentavano perfettamente quello che mi stava accadendo in vita.
In realtà la metafora di Mine, magnifica, è una metafora che coinvolge tutti noi, in più ambiti. Ma con me era perfetta. E andare avanti dopo aver saputo che quella mina non scoppierà non serve a nulla, bisogna avere il coraggio di farlo prima.
Vado quindi a vedere il nuovo progetto di Fabio & Fabio (Guaglione e Resinaro, anche se alla regia c'è Jacopo Rondinelli) carico di attese.
E mi ritrovo davanti un film "alieno", qualcosa di mai visto prima, un progetto coraggiosissimo sia nel soggetto che nella tecnica di realizzazione.
Film con tanti difetti e inverosimiglianze, con troppa carne al fuoco.
Ma, cavolo, un film che rischia da morire e che non premiare sarebbe veramente un suicidio.

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I due Fabio (credo sceneggiatori, consulenti, produttori e forse anche montatori, ma vado a ricordi di facebook) capovolgono completamente la situazione di Mine.
Lì un uomo fermo, impossibilitato a muoversi, qua due atleti lanciati in una folle downhill, per capirsi la disciplina di quei pazzi ciclisti che se ne vanno a duemila l'ora già per montagne e colline.

E anche l'ambientazione è opposta, dal deserto ad, appunto, la montagna e i boschi (il film è stato girato in Trentino e le location, lo dico da subito, sono magnifiche).
Insomma, si passa da un film a passo zero ad uno di vorticosa velocità.
E per far questo ci si affida alle GoPro, le stesse telecamerine, del resto, che vengono usate in questi sport estremi (pure dagli Urban Climber, come si vede all'inizio del film).
Ne nasce così un film che è sfida anche solo a livello tecnico, un'opera dalla straordinaria modernità che anticipa (insieme ad altri film usciti questi anni) quello che potrebbe essere il cinema del futuro.
Ride in questo senso è radicale, non si affida solo alle GoPro ma anche a tante altre telecamerine (messe in mezzo al bosco) o a circuiti chiusi. E queste telecamerine e circuiti chiusi sono anche nella diegesi del film, visto che la folle gara dei riders è osservata da qualcuno.
Insomma, nessuna ripresa canonica, nessun operatore (almeno all'apparenza).

Max e Kyle sono due grandissimi amici. Campano di sport estremi, di sponsor e visualizzazioni sul tubo. Uno però ha accumulato un casino di debiti, l'altro ha moglie e figlia ed è messo alle strette, deve trovarsi un lavoro "vero".
Sta di fatto che, entrambi mezzi disperati, accettano di partecipare ad una misteriosa corsa organizzata da un'ancor più misteriosa entità.
In ogni caso non hanno nemmeno il tempo di decidere, vengono rapiti e festa finita.
Ed è qui che Ride inizia a diventare un film dalla tecnologia straordinaria e futuristica. E il fatto che tutto questo avvenga in una cornice naturale come quelle montagne crea un grandissimo contrasto, un ibrido tipo steampunk, che io chiamerei GeoTech (mi scuso per il neologismo).
La tecnologia la farà talmente da padroni che è impossibile non considerare Ride come una sorta di grande videogame, cosa che probabilmente lo farà amare da tanti e detestare da altri.
Io sono sempre per premiare il coraggio e quindi per me operazione stravinta.


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Ride è l'unione di tanti cult recenti, me ne sono venuti in mente alcuni.
Direi che è come se prendessimo My Little Eye (piccolo film ma precursore di tanti altri), Quella casa nel bosco (lo richiama da morire), Hostel (forse addirittura più l'apocrifo secondo capitolo che il primo) e il film simbolo dell'esser osservati e manipolati, ovvero Truman Show.
Poi nel finale finale avviene una cosa abbastanza sorprendente. Non tanto per la cosa in sè ma perchè ormai sta diventando sempre più incredibile quanti film che parlano "d'altro" abbiano poi un finale da "setta satanica". Basterebbe citare questo, il trash Nuovo Ordine Mondiale visto pochi giorni fa, Hereditary visto un mese fa e Il Rituale visto quest'anno.
Ma ce ne sono a bizzeffe. Film che apparentemente non parlano di sette ma che solo nel finale rivelano questa loro natura. In questo senso per me il riferimento recente più grande rimane sempre Kill List. Tra l'altro il finale di Ride, proprio l'ultimo minuto, gli somiglia molto.
Per finire coi riferimenti però il più grande e a me più caro è quello a Lost. Grande luogo dalla natura incontaminata, botole, basi segrete, pc anni 80, misteri, associazioni.

Ma dove sono i problemi di Ride?
Il primo problema è paradossale. Ovvero che mette troppa carne al fuoco, cambia troppe volte faccia, inserisce elementi sempre più improbabili. Ma perchè parlo di paradosso? Perchè più tutto ci pare assurdo e insensato più il film funziona. E l'ultima mezz'ora, quando tutti i nodi vengono al pettine (e ne avrei da dir cose sul farli venire al pettine...) è davvero potentissima.
Il secondo difetto però è, per me, senza attenuanti. Ed è quello di calcare molto la mano nel piano emozionale e sentimentale senza però riuscirci.
Insomma, quello che trovai grandioso in Mine qui proprio non mi è arrivato. Forse la colpa è del "troppo detto", del didascalismo, del ripetere troppe volte gli stessi concetti del tipo "ho una figlia le voglio bene, devo sopravvivere". La vicende di Kyle non mi hanno mai emozionato, io che mi emoziono quasi sempre con cose di questo tipo. Nemmeno tutti i filmati della bimba, nulla. La colpa è anche quella di ritrovarsi in un film poco verosimile, troppo giocattolone, per cui la parte drammatica si annacqua moltissimo.
Son tante le domande che vengono fuori, perchè metter su un amabaradan di questo genere solo per far arrivare un rider laggiù?, perchè tutte quelle basi?, perchè tutti quei personaggi secondari se alla fine quello che si voleva era "solo" mettere i due ragazzi uno contro l'altro (specie con quel dubbio sulla paternità del figlio)?, perchè quel motociclista pazzo? (bellissimo, ma più volte rischia veramente di uccidere uno dei due, e poi?).
Però, ecco, dimenticarsi la verosimiglianza e lasciarsi trasportare credo sia la miglior cosa da fare.

Immagine correlata

Immagini mozzafiato, acrobazie, ritmo intensissimo, segreti, bugie, tradimenti, segreti che vengono fuori piano piano (molto bella la scena dei manichini), c'è di tutto.
Fino ad un finale che ho già preannunciato prima. Finale suggestivo, molto malato ma che funziona benissimo fino a due minuti dalla fine.
Perchè gli ultimi due minuti gridano veramente vendetta, peccato.
In ogni caso Ride è un film che va aiutato, supportato e fatto conoscere. E, forse, tra qualche anno ce lo ricorderemo come pioniere di qualcosa

7



18 commenti:

  1. Un film audace su molti aspetti: la produzione, la scelta di uno sport di nicchia, la mescolanza di generi, il montaggio frastornante e adrenalinico (offrite una camomilla a questi editor), la tipologia di inquadrature e i mezzi di ripresa, fino al marketing messo in piedi per il lancio (sito, pagine ed eventi di Black Babylon https://www.facebook.com/groups/BlackBabylon).

    Due autori che hanno un amore per il cinema incontenibile e la voglia di dimostrare che anche in Italia si può tornare ad innovare (Mine, purtroppo, di italiano aveva "solo" Fabio&Fabio e i VFX), sull'onda giovane dei vari Mainetti, Sibilia, Rovere.

    Dove Mine si innalzava Ride inciampa, con una sceneggiatura schizofrenica e dei dialoghi al limite del ridicolo ("Dobbiamo trovarci un posto fisso!") intepretati con una drammaticità eccessiva.
    Accogliere la sospensione dell'incredulità è un requisito minimo.

    Mi sento comunque di premiare Ride, anche solo come segnale di incoraggiamento verso questi coraggiosi autori (che ho avuto il piacere di incontrare, insieme a Gabriele Mainetti, al Wired Next Fest 2017).

    Concludo con qualche nota puntuale sulle cose che ho apprezzato:
    - Gli omaggi, oltre a quelli già indicati nella tua recensione: Black Mirror per il tono e l'onnipresenza degli schermi; i videogame con i powerup e i checkpoint; Kubrick con i monoliti e le sètte di ricconi; i film in prima persona, in particolare Hardcore Henry;
    - L'originalità delle inquadrature, geniale quelle da dietro gli schermi (e se fossero gli schermi a guardare noi? Anche qua molto Black Mirror)
    - Il montaggio frenetico ma curato, un film da quasi 2 ore che pare durarne meno di metà;
    - La nota da metacinema che pone noi spettatori nel ruolo dei "clienti" dello show.

    P.S. Ho letto che c'è una scena aggiuntiva dopo i titoli di coda, purtroppo nel multisala dove sono andato hanno acceso le luci immediatamente e un addetto alla pulizie ci ha letteralmente spazzati fuori. Qualcuno che l'ha vista e me la può raccontare?

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    1. commento perfetto e che condivido dalla prima all'ultima parola

      1 grande operazione, coraggiosa, nuova, assolutamente in linea con i nostri tempi (che il film racconta molto bene). Sono "amico" di Guaglione e ho visto anche la promozione del film, massiccia, estenuante (per me anche troppo) ma indice di una voglia matta di farsi vedere e di quanto credono al loro prodotto

      2 siamo perfettamente d'accordo anche sul fatto che dove Mine era grande Ride soccombe. E sì,abbiamo praticamente citato gli stessi dialoghi, quasi terribili, bisogna ammetterlo...
      Mine (anche prchè c'era un solo attore) giocava molto meno con le parole e i dialoghi. E anche quando era didascalico, quando voleva spiegarci cose, lo faceva in modo originalissimo, lirico, emozionante

      3 Guarda, il riferimento a Black Mirror era il più grande di tutti e il primo che mi è venuto in mente. Ecco cos'era quel B.M sugli appunti ;)
      meno male l'hai fatto te

      vero! a Kubrick non avevo pensato

      4 ottima la riflessione sugli schermi

      5 montaggio assurdo,praticamente il montaggio è tutto il film, tutto

      6 perfetta anche la cosa del metacinema, anzi, direi che è una delle osservazioni più importanti da fare

      7 cazzo, non l'ho vista nemmeno io ;) ma strano, mi alzo sempre quando parte il rullo e quando parte il rullo in teoria è tutto finito

      peccato

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    2. Si può vedere delle immagini della figlia di della figlia e della moglie di Kyle il rumore del respiro nella maschera

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    3. sì, ho rivisto pure il film pochi giorni fa ;)

      e lascia intendere che quel ragazzo abbia battuto nel duello l'altro e adesso faccia parte dell'organizzazione, sarà lui il prossimo pazzo mascherato

      insomma, come entrare in una setta

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  2. Devo essere sincero: dopo aver visto il trailer una sola volta lo avevo snobbato e relegato ad una visione successiva, nonostante fossi conscio che tenendo a mente il lavoro fatto con Mine gli autori avrebbero meritato più fiducia da parte mia.

    È stato però un mio amico ad insistere per vederlo (in fondo siamo entrambi appassionati di ciclismo e videogiochi quindi non era affatto una proposta balzana) e mi sono presto ricreduto. Ottima sorpresa perché ha dimostrato un coraggio che deve essere riconosciuto e portato ad esempio, ha idee che non avevo mai visto e soprattutto le coniuga con il contesto. Il pregio maggiore è proprio questo: la tecnica è strutturale al tema, alla storia e allo sport che i ragazzi praticano, non un inutile uno sfoggio di eccentricità.

    Piacevoli e azzeccate anche le citazioni. Il resto a me non ha convinto perché mi sapeva tutto di già visto, poco approfondito, schematico, quindi condivido quello che dicevi tu.

    Della scena dopo i titoli non sapevo nulla nemmeno io ma attendo curioso!

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    1. stavolta, a differenza di Class Enemy, rispondo subito ;)

      cavolo, se ti piacciono ciclismo e videogiochi eri matto a non andare ;)

      come diciamo tutti il pregio maggiore è senz'altro il coraggio e l'originalità. E sì, tutta la tecnica è dentro il film (diegesi). Come diceva Matteo qua sopra siamo noi stessi ad essere i clienti

      è molto schematico, ha idee o troppo deboli o troppo forti ma inverosimili. Ma in mezzo a tutto questo "casino" funziona alla grande

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  3. Visto qualche giorno fa al cinema, sono uscito "vibrando" dalla sala ;-) Concordo, da premiarlo anche solo per l'aspetto innovativo, per metà del film mi sono sentito come se fossi anche io in downhill seduto sulla poltrona.
    L'ho trovato però troppo disturbante, sia a livello visivo che per il suono, una musica che veramente è ai limiti del sopportabile..(o almeno al cinema in cui ero io l'audio era a livelli da rave) anche se credo che questa scelta sia finalizzata a farti immergere nella folle esperienza dei due ragazzi. Finale(i) da mani nei capelli che non ho.
    Diciamo che mi è piaciuto a metà, ma vale comunque la visione

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    1. te poi sei un rider (anche se in altro senso...), credo che quell'adrenalina l'hai riconosciuta ;)

      sì, credo che la colonna sonora invasiva e disturbante faccia parte del progetto

      a me il finale è piaciuto,tutto assurdo ma amo i deliri

      ma gli ultimi due minuti i capelli li hanno fatti perdere anche a me

      ciao Dà ;)

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  4. Il film lo hanno girato nelle montagne proprio sopra casa mia e la scena finale nel Casinò della città di una mia cara amica - uno che viene in palestra con me ha fatto pure la comparsa lì :)
    Per quanto pure io cerco sempre di vedere alo cinema i film italiani che cercano di osare, a questo giro ho sentito quasi solo i difetti. Un film che non mi è arrivato e che, ironicamente, in maniera più canonica per me avrebbe potuto rendere di più, anche come mero giocattolone.

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    1. ma pensa te ;)

      cioè, sapevo che era nelle tue parti, l'ho anche letto nella tua recensione (che mi pare di aver commentato) ma non questa cosa del casinò ;)

      sì sì, per il resto ricordo bene quel che ne pensi
      ti capisco eh, poi tutto sta a fermarsi più sui pregi o più sui difetti

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  5. Non ho capito se la uccide veramente la ragazza alla fine e poi cosa deve fare nell'ultima scena, uccidere l'altro!? Film sensa molto senso o con troppo senso non conclusi

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    1. non mi ricordo benissimo ;)

      la prima cosa davvero non la ricordo, la seconda mi sembra proprio di sì, dovevano uccidersi, o uno o l'altro

      a me è piaciuto ma la critica ci sta tutta

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  6. Nella scena dopo i titoli di coda si vedono solo 10 secondi di kylie che sorride abbracciato alla moglie, seguiti da un primo piano della figlia che ride. L'audio è sostituito da un respiro pesante, come da dentro una maschera

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    1. però amico in questo momento non ricordo chi sia Kylie, come finisca il film e che significa quindi questa aggiunta, devi aiutarmi semmai

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    2. Eccoci ;)
      Forse posso aiutare io che l'ho visto solo oggi: Kyle è il protagonista, quello vestito di rosso per capirci. Dopo che il suo amico viene sacrificato e lui riesce a fuggire finisce in questa casa di aristocratici spettatori, il pazzo in motocicletta lo segue, cominciano a sfidarsi con i pugnali e il film finisce. Vado controcorrente: a me il finale finale è piaciuto, vedere Kyle che fa un sorriso malato, prende il coltello e la maschera identica al suo inseguitore prima di affrontarlo, ha senso. Per tutto il film marciano sul fatto che lui ha bisogno di quei soldi, che deve trovarsi un lavoro vero o sua moglie lo abbandona etc. Quindi la scena dopo i crediti con la figlia e la moglie col pancione ci fa intuire il resto: ha vinto, è tornato a casa con i 250.000$ di premio, e (spero di non sovranalizzare qui) ha pure un nuovo "lavoro": fare il "boia" in Black Babilon, il gioco che verrà ripetuto con altri concorrenti, e dove lui gli metterà i bastoni tra le ruote (di bicicletta, haha). Insomma, assumerà il ruolo del pazzo mascherato (da qui il respiro pesante) che ha ereditato sconfiggendo quello precedente. Probabilmente non è nemmeno il primo a cui succede: in una scena Max (il suo amico co-protagonista) scopre una teca con delle asce e un arazzo con su scritto "Black Babilon". Probabilmente vogliono farci intuire che si tratti di un divertimento antico (anche la ragazza che inganna i due, Clara, parla di "tradizioni" ad un certo punto).
      Ecco il mio contributo alla mitologia di Ride, spero di non essere stato pesante.

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    3. Ahah, non ricordo nulla e quindi non posso aggiungere altro a quello che ho scritto (se l'ho scritto) in recensione

      ma direi che questa ricostruzione oltre che filare è ricchissima di dettagli, sia d'immagine che di coerenza


      tra l'altro sono "amico" del regista, potrei anche sentire :)

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  7. Non ho ben capito il finale ma il film è spettacolare

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    1. Ora non ricordo cosa scrissi del finale ma magari tra recensione e commenti qualcosa trovi ;)

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