5.1.21

Recensione: "Possessor"

 

Forse ho il mio nuovo thriller psicologico preferito degli ultimi anni.
Possessor, del figlio di Cronenberg (per favore giudicate lui e il film in quanto tali, e basta co ste cazzo de stroncature quando uno è figlio di, basta, sono solo i giudizi di chi non riesce a dire altro) è un'opera seconda grandiosa (dopo già l'interessantissimo  Antiviral), capace di creare un'atmosfera così densa, inquietante e straniante che si fa davvero fatica ad arrivare alla fine.
Un film sul controllo degli altri, sulla manipolazione, sulla spersonalizzazione, sulla parte oscura di sè.
Bellissimo da vedere, di una violenza psicologica e fisica impressionante ma anche di classe raffinata, sia estetica che contenutistica.
E non parliamo degli attori, specie di un Abbott mostruoso.
Madonna che film

Raramente nel cinema recente un film mi ha messo in una condizione psicologica così densa, dolorosa e intensa.
Credo che Possessor possa diventare il mio thriller psicologico preferito di questi ultimi anni.
E per parlarne non posso disconoscere lo stato in cui mi ha messo. Se è riuscito a colpirmi così tanto è giusto che in mezzo ad analisi in qualche modo oggettive io "ricordi" anche lo stato d'animo che mi ha causato e che questo influisca pesantemente sul giudizio globale. Perchè il cinema è anche e soprattutto emozione.

Purtroppo ha un solo difetto, che l'abbia girato il figlio di Cronenberg. Solo per questo motivo - non ne vedo altri - la critica può distruggere un'opera così potente (intendiamoci, non esaltarla come faccio io è normalissimo ma distruggerla no).
Io trovo invece stupendo che un figlio prenda a ispirazione e punto di riferimento l'opera del padre. In quasi tutti i campi della vita questa cosa piace ed emoziona ma nel cinema no, nel cinema se sei "figlio di"  avrai sempre persone pronte ad attaccarti, a fare confronti, a sminuire il tuo lavoro solo perchè quello del padre era più grande.
Io me ne frego, prendo Possessor solo per quello che è e prendo Brandon Cronenberg solo per quello che è.
E il primo - il film - è grandioso, il secondo - il regista - un giovane uomo che a 40 anni ha fatto solo due film (e cristo santo non so perchè) riuscendo a girare un'interessantissima opera prima, Antiviral, e sta roba gigantesca qua.

Intanto c'è da dire quanto i due film si somiglino. Entrambi fantascienza, entrambi molto complessi (Antiviral troppo secondo me), entrambi inquietanti e fastidiosi, entrambi raccontano di ricche società che compiono cose terribili sfruttando la scienza (ed è bello che in tutti e due i film non riusciamo a capire se quello che stiamo vivendo è un futuro o un presente parallelo e malato. C'è anche qualcosa di Eternal Sunshine comuque), entrambi (ma del resto è il figlio di Cronenberg) sono basati sul concetto di "impianti" nel corpo, dei veri e propri body horror.
Del resto i primi 10 secondi di Possessor sono quanto di più cronenberghiano ci possa essere. Fa benissimo Brandon a cominciare così, a far vedere dopo soli 3 secondi che sì, che "imiterà" il padre, alla faccia di chi non piace la cosa.



Il prologo è bellissimo, per vari motivi.
Per la superba atmosfera, per quella sensazione per cui non sai cosa sta succedendo, perchè ci mostra sin da subito grandi location, uno spettacolare uso sia della fotografia che dei colori di scena (il film sia nelle luci che in tutto il resto - costumi, location, oggetti - ha tonalità diversissime da Antiviral, qui calde contro le glaciali del primo film).
E poi arriva una scena dalla violenza quasi insostenibile, in un film in cui questo tipo di scene sarà all'ordine del giorno, in un modo più massiccio e riuscito dei veri e propri splatter. Ma a differenza di quel cinema di genere qui la violenza efferata ed esagerata (nel gergo si chiama "overkilling") ha profonde matrici psicologiche, in un film che uccide lo spettatore proprio per questo, perchè non c'è un momento in cui si riesce a respirare ed uscire da questa apnea cerebrale, da questa sensazione di profondo disagio che il film ti crea, proprio dovuta alla matrice psicologica di ogni suo aspetto.
Ma prima di parlare delle tematiche del film non posso non esaltare due aspetti più tecnici.
Il primo è la regia di Cronenberg, di classe sopraffina, piena di virtuosismi però quasi "nascosti", per niente egotica. Le scene di quella pillola "rotante" che vede Colin, quella magnifiche più surreali e orrorifiche come quella psichedelica dei manichini (anche questa per niente fine a sè stessa, racconta di come Tasya stia cercando di plasmare il suo nuovo corpo) o quella davvero inquietante della maschera di lei (anche qui metafora psicologica, lei che è ormai immagine e simulacro di tutte le sue vittime). 
Cronenberg eccelle in tutte queste sequenze (alcune quasi non percepibili dalla velocità del montaggio) grottesche e metaforiche, il film su questo lato è veramente straordinario.
Ma vicino a tutto questo c'è un altro elemento che, già da solo, rende Possessor un gioiello, ovvero le interpretazioni degli attori.
L'attrice di colore del prologo, la fidanzata di Colin (bellissima ragazza quasi identica a Rooney Mara), Jennifer Jason Leigh e Sean Bean (per me sorprendente qui), c'è davvero un livello eccezionale.
Del resto su Antiviral c'era il mio giovane attore preferito, Landry-Jones, come sceglie gli attori sto regista pochi altri.
Ho lasciato volutamente fuori Andrea Riseborough perchè merita uno spazio a parte. Attrice meravigliosa che ormai con Mandy, lo splendido Nancy e Possessor va di diritto nelle mie preferite (sarà un caso che due film su tre prendono nome dal suo personaggio?), una specie di Rohrwacher inglese, bruttina ma magnetica da morire.
Ma io sono rimasto sconcertato dall'interpretazione di Christopher Abbott, una cosa così grande ed emozionante che forse è dal Logan-Marshall di The Invitation che non vedevo.
Abbott è impressionante, riesce solo con gli occhi (occhi splendidi, buoni) a far capire allo spettatore di non essere "lui", di essere manovrato, di essere un burattino. In quel viso per tutto il film riusciremo a percepire il suo dolore, il suo sconcerto, la sua disperazione per non riuscire a contrastare quello che gli sta accadendo.
Meraviglioso.


Ma di cosa parla Possessor?
Fondamentalmente, più che della manipolazione, io direi che parla in senso lato del controllo.
Non è un caso che ci sia quella scena del bimbo che manovra da remoto il robot, perchè di questo si tratta, di come si possa letteralmente controllare e manovrare un altro essere  umano. Mi piace più questo termine perchè possiamo inserirci tutti gli elementi del film, lei che manovra le sue vittime, il sopracitato robot, lui che spia le persone per la società per cui lavora (geniale quell'idea che attraverso webcam casalinghe si possano fare "indagini di mercato").
E il termine mi fa comodo anche per il suo contrario, ovvero per la cosiddetta "perdita di controllo" che significa in questo film sia la mancata connessione di Tasya con le sue vittime sia, paradossalmente, il suo opposto, ovvero la perdita di controllo che hanno le stesse vittime mentre compiono tutti quegli incredibili e violentissimi omicidi.
In tutto questo però si infilano finezze molto più piccole, sfumature interessantissime.
Ad esempio ripenso a Colin che si tocca il pene davanti allo specchio (non è altro che Tasya che deve riconoscere un corpo non suo), alla scena di sesso "ribaltato" (Tasya, donna, fa sesso attraverso un uomo vivendo però le sensazioni di quello suo reale da donna), a quella sfocata perchè Colin si è solo ferito e non ucciso mentre anche Tasya sta morendo, l'incapacità, sin dal prologo, di uscire dal programma suicidandosi (cosa che ci viene fatta capire Tasya, considerata un fenomeno di quella società, aveva fatto decine di volte facilmente), incapacità che deriva dal fatto per cui probabilmente Tasya ormai non riesce più a svolgere il suo lavoro nel modo perfetto di prima, ma adesso la sua mente e quella delle sue vittime cominciano a mescolarsi troppo spesso, e questo causa sia scompensi nella vita reale della donna sia "zone di vuoto" nelle vittime che percepiscono qualcosa che non va.
Tasya ormai non riesce più a "sostituirsi" alle sue vittime ma si "unisce" a loro, è questa la differenza. E lo fa anche perchè il pensiero della sua famiglia è troppo forte e sta cominciando a invadere la sua psiche in modo troppo massiccio, tanto da non riuscire a farla estraniare ed entrare "nuda" nella mente degli altri.



Questo crea un effetto non solo pericolosissimo ma molto doloroso (e il dolore è forse quella componente nascosta che mi ha così distrutto su sto film) perchè entrambe le persone, Tasya e le sue due ultime vittime, sentono che c'è qualcosa che non va, sentono qualcosa nella testa che non funziona, sentono "l'altro" quando in realtà Tasya dovrebbe controllare le vittime senza interferenze personali, mentre gli altri dovrebbero non accorgersi di nulla. In questo senso le lacrime quando sia la ragazza di colore che Colin si mettono l'impianto sia quelle nel momento del suicidio (la pistola in bocca) questo simboleggiano, questa terra di mezzo in cui ci sono due menti che convivono tra loro, incapaci quindi di compiere quel gesto e percepirne la paura.
E arriviamo così al finale in cui ormai Tasya si è così "aperta" che Colin l'ha riconosciuta.
E quel povero ragazzo ha quindi solo un modo per salvarsi, quello di ricattare la donna con i suoi affetti.
Arriveremo così a un finale bellissimo e tragico, devastante, in cui assisteremo anche a un colpo di scena perfetto, ovvero l'intervento di una terza persona per porre fine a questa tremenda vicenda che non riusciva più a chiudersi  (il programma poteva essere chiuso solo con la morte di Colin).
Potremmo anche dire che il film abbia una forte valenza metaforica, che tutto quello che vediamo non è altro che la manifestazione della parte più nera e nascosta di noi, che Tasya attraverso le sue vittime sfoghi quella sua parte nascosta o che le stesse vittime, sempre metaforicamente, la sfoghino attraverso lei, come un'istigazione alla violenza che fa sempre parte di noi ma che, fortunatamente, la grande maggioranza delle persone riesce a tenere bloccata e nascosta.
Tasya si riconnette a sè stessa riconoscendo ancora una volta gli oggetti della sua vita.
E quella farfalla uccisa da bambina.
"Mi pento di averlo fatto" disse quella spietata assassina la prima volta che abbiamo visto il test.
Non stavolta. Forse, ormai, ha scoperto e accettato la sua vera, nerissima, natura.

Boh, per me un film magnifico

( 9?? )

43 commenti:

  1. Dio mio, scrivi sempre meglio! Leggo quello che scrivi e già mi emoziona e devo ancora vedere il film... Grazie

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    1. grazie Piero...

      in realtà mi son riletto e ci sono periodi lunghi e ingarbugliatissimi che non so come fate a leggere

      magari appena posso li metto a posto, scrivere di getto ha dei problemi

      ah, metto il link qua sotto, sia del film che dei sub

      un abbraccio

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  2. LINK DEL FILM, SCADE L'11 GENNAIO

    https://wetransfer.com/downloads/b02acd0093042ecec310a23bde7b89b520210104203824/817e1a?fbclid=IwAR15dWao0cR-hMEw9HHUgantXKkNYaBV4YLEkwZXIdxZxSowM0_ZrAafqtM

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  3. Anche a me è piaciuto veramente moltissimo, tanto che nella mia classifica dei migliori film del 2020 (in cui ho inserito 50 film), è al settimo posto.

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  4. film stupendo, ne ho parlato anche dalle mie parti :)

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  5. Visto ieri sera poi, tanta roba, a mani basse il miglior sci fi degli ultimi anni, tensione a mille per tutto il film.
    Le scene più crude mi hanno ricordato molto quelle di martyrs, ma che qui sono anche meno gratuite e secondo me ci stanno alla grande.
    Avevo paura del finale ma é stato perfetto pure quello.
    Abbott pazzesco, aveva già fatto una gran bella prova in piercing, dove aveva un ruolo per certi versi simile a questo, ma qua si é superato.

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    1. me sa che siamo LEGGERMENTE d'accordo su November e Possessor, ahah

      due film straordinari, tra l'altro (buffo) gli unici due che ti ho chiesto sti mesi, evidentemente c'ho avuto un fiuto e un culo pazzeschi

      se un giorno ricominceremo con i nostri spazi si riparte con loro

      sì, a livello di sci-fi per me vince a mani basse ultimi anni, almeno nel sottogenere sci-fi "horror"

      ora cerco Abbott ovunque

      pensa che Piercing potevo vederlo per primo in italia perchè fu alla Notte Horror del torino film festival

      ma andai via da quella maratona (credo che film cominciasse alle 4) prima di quel film

      e comunque, ti assicuro, feci bene ad andar via, a prescindere da quanto sia bello quel film o no ;)

      mi hai riportato a quel giorno bellissimo, senza volerlo

      (prima mi sembra c'era Mandy, Ghostland e L'occhio che uccide come classico)

      mandamelo già che ci sei

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    2. rileggendo il commento si capisce poco

      dico che la notte horror era composta da 4 film a partire, mi smebra, dalle 9 di sera

      e a memoria c'erano quei 4 film, i 3 che ti ho detto e per ultimo Piercing, che saltai

      di questo e dell'Occhio che uccide son sicuro, degli altri quasi (perchè ho partecipato due volte alla notte horror e magari mischio due di due anni diversi)

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    3. Eh si preciso due capolavori o quasi abbiam beccato, in tutto ciò sono mesi che avevo sia November che Possessor lì in attesa e ho dovuto aspettare che me li chiedessi te per vederli pure io xD.

      Comunque alla faccia della notte horror, non ho visto L'occhio che uccide ma se gli altri 3 erano Mandy, Ghostland e Piercing la gente è uscita di lì che faceva i salti di gioia.

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    4. controllato adesso

      ho avuto una discreta memoria :)

      ma, ripeto, quel giorno non me lo posso scordare

      https://www.loudvision.it/torino-film-festival-2018-notte-horror/

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    5. ma poi assurdo gianluca, un'altra coincidenza

      quella notte c0era appunto Mandy che è il film dove ho scoperto la Riseborough...

      e che ho nominato anche sopra

      insomma, forse quei due attori l'ha uniti torino ;)

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  6. Filmone senza dubbio.
    A me ha ricordato un po' Black Box di Osei-Kuffour Jr. ma in una veste gore veramente invidiabile. La prima parte un po' troppo lenta forse ma poi diventa magnetico e l'esplosione di violenza finale mi ha riportato agli anni d'oro del cinema francese di inizio millennio.
    Recupero subito Antiviral!

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    1. black box mai sentito ma da due immagini (non leggo trame) già mi piace

      a me è piaciuto tutto tutto, anzi, l'inizio particolarmente. Ora non ricordo quando ma forse solo in mezzo ad un certo punto ho avuto la sensazione stesse perdendo ritmo e potesse peggiorare, poi no ;)

      vero, ricorda quel cinema ma, come dicevo in rece, secondo me niente è gratuito, anche le esplosioni di violenza oltre il dovuto sono pura psicologia

      bene!

      antiviral ti ricorderà moltissimo questo film in tanti tanti aspetti. Ma ti darà molte meno emozioni, è un film freddissimo, malato e cerebrale, e forse un filo troppo complesso

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    2. Fa parte di un progetto di collaborazione tra la Blumhouse e Amazon assieme ad altri tre titoli per il 2020 e altri 4 ancora per il 2021 (ancora inediti).
      Black Box è stato il più apprezzato dalla critica ma personalmente ho preferito Nocturne. Rientra un po' nei ranghi dei vari Cigno nero, the neon demon, Starry eyes ecc ma comunque ce la racconta a modo suo. Belle le musiche.

      Ti farò sapere come andrà con Antiviral :)

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    3. ah, sì sì, conoscevo quell'operazione, ora non ricordavo questo titolo però

      e mi ero appuntato proprio Nocturne. Avevo letto quei paragoni che fai te, anche The Perfection. Insomma, unendo i puntini dei 4 titoli di riferimento credo ho capito all'incirca di che parla ;)

      famme sapè

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  7. visto e piaciuto (tanto) - grazie per la segnalazione

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  8. Non così tanto, ma mi è davvero piaciuto. Vederlo durante il lockdown non so quanto mi abbia fatto bene... 😅

    Piuttosto... la Riseborough bruttina? Ma l'hai vista in "Oblivion"?

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    1. ho scritto ora "riseborough oblivion" e hai ragione, ma sembra un'altra...

      su Nancy e Possessor tutto direi tranne che è una bella ragazza ;)

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    2. E' quello che fa un attore/ice quando è bravo, sceglie parti che non ti fanno identificare subito la persona ma focalizzano sul personaggio, altra parte notevole quella in "Crocodile" di Black Mirror. E che dire di ZeroZeroZero? Insomma è brava un botto.

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    3. non l'ho vista in queste due cose che citi, cerco (cioè, black mirror conosco benissimo ma viste solo le prime due stagioni)

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  9. Quando l'ho visto, ieri sera, mi è sembrato un bellissimo film. Ora ho la sensazione che sia qualcosa di più, direi qualcosa di grande. Ma sento di doverci ancora pensare.
    Sono sempre stato affascinato dalla visione cronenbergiana del corpo, fin da piccolo, da questa con-fusione di carne e bit (che da un certo punto di vista è l'habitat "naturale" dell'uomo), ma in questo caso (a differenza del padre), per come la vedo io, la variabile fondamentale, attorno alla quale ruota il film, è quella dell'identità. Parlando di "Dov'è il mio corpo?" ti accennavo all'idea secondo la quale l'essere si sostanzia nel corpo e non tanto nel cogito, e credo che "Possessor" si inserisca in questa riflessione: il controllo dell'altro avviene prendendo possesso del suo corpo (entrare nella macchina vuol dire abbandonare il proprio), a differenza del bambino che telecomanda il robot a distanza, senza sostituirsi fisicamente a esso. Allora la domanda "chi sono?" entra in una dimensione sconosciuta e instabile: sono io o colui di cui occupo il corpo? La dissonanza cognitiva è fortissima, perché "pensarmi" non basta: siamo umani e per esistere ho bisogno di un'interfaccia unica e solo mia col mondo esterno, ovvero il mio corpo. Perché al massimo posso mettermi nei tuoi panni, non nella tua carne. Qualcosa, quindi, si spezza inevitabilmente. Tasya è la migliore, ma di troppe vite si muore. E si muore non riuscendo a morire, come lei che non riesce a premere il grilletto, e quindi condannandosi a vivere (e a convivere) vite che non sono la tua, corpi che non sono il tuo. Che inevitabilmente si ribellano (e forse è per questo che lei non spara alle sue vittime, ma ne dilania il corpo con coltelli e altri strumenti, come a distruggere quell'involucro che gli altri possiedono e lei no, perché ne ha due). Perché posso prendermi i tuoi pensieri, i tuoi sentimenti, il tuo futuro, tutta la tua vita, ma non posso entrare nella tua pelle, non senza spezzare me stesso, e allora diventa un massacro. Del resto, Ava si accorge subito che Colin è "diverso". Essere è essere percepiti, come dice Berkeley. Voglio dire, se entro nelle tue viscere, abbandonando le mie, sarò percepito come altro da me, e questo poi chi glielo spiego al mio cervello, che continua a dire, come una mano inseguita dai ratti in piena notte, "dov'è il mio corpo?".
    Il controllo è un altro tema dominante, come hai ben detto. Un controllo che nasce dalla volontà di determinare con la violenza (di ogni tipo: fisica, cognitiva, psichica) il "cambiamento" (la misteriosa agenzia, eliminando certe persone, determina certi cambiamenti che faranno la fortuna di qualcuno), a differenza di quanto avviene per esempio in "Inception", dove il controllo avviene nella dimensione onirica, dove sì si abbandona il proprio corpo (addormentato) ma non si entra in quello di nessun altro, e il "cambiamento" è determinato con la violenza di un'idea che sboccia. Ma anche qui, sull'idea di controllo e manipolazione, penso anche al lavoro di Colin, ci sarebbe tantissimo da dire. E io sto già delirando troppo, quindi mi fermo.
    Infine, voglio sottolineare anche io la bellissima fotografia, quei colori così potenti, le interpretazioni magnifiche, e quel finale tanto inaspettato quanto "giusto". Insomma, un grande film, una piccola grande perla, che forse non entrerà nel mio personalissimo pantheon, ma che amerò sempre.
    (Appena posso, recupero Antiviral, Mandy, Nancy e tutti gli altri film citati).
    Un abbraccio, Giuse, e grazie per il link :)

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    1. commento da brividi che oltre ad esser letto non può essere commentato, sia per non rovinarlo sia perchè non ho proprio le armi culturali per migliorarlo o completarlo

      grazie...

      (vai, recupera :) )

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  10. Ciao Caden, da quanto tempo non scrivo qua, ma ti leggo spesso. Ne approfitto per augurarti buon anno.

    Arriviamo alle note dolenti: solo io mi sono addormentato a metà film? Devo recuperarmelo?

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    1. ciao Ruggero!

      no no, se ti ha addormentato la prima metà perchè farti del male?

      ti consiglio de recuperà la seconda metà solo se un'altra notte non riesci a dormì :)

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  11. Ca ... o l'ho perso, il link scaduto

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    1. te lo ricarico, solo perchè voglio che lo vedi te ;)

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    2. Grazie attendo il link, in questo periodo sono abbastanza occupato ma lo vedrò

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    3. mi ero dimenticato :)

      lo faccio

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    4. eccolo Luca, buona visione

      https://we.tl/t-0lPLzHmjJU

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    5. Come al solito gentilissimo, non ho letto nulla e dirò la mia non appena visto
      Graxie

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    6. Finito ora, e devo farlo decantare, intanto ho letto la tua recensione che è in gran parte condivisibile, soprattutto nella parte finale. Qui la parte psicologica è il fulcro del messaggio, il tema dominante, maschere che indossiamo per nascondere chi realmente siamo, paura di conoscerci e scavare dentro noi stessi e mostrarci i lati più oscuri del nostro intimo.
      Vi è certo anche il tema tecnologico, il controllo a cui siamo sottoposti più o meno consapevolmente, libertà violentate che evitiamo di ammettere per evitare la disperazione da esorcizzare con la definitiva parola fine che vigliaccamente rifiutiamo, aggrappandoci a vite spesso fasulle e incanalate su binari posati sui quali, come automi, procediamo quasi incoscienti.
      Bellissimo.

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    7. ah, quindi l'ipotesi che faccio alla fine in poche righe, quella della metafora del nostro lato oscuro, per te è forse la dominante

      tra l'altro m'è venuta in mente proprio alla fine della recensione, l'ho aggiunta al volo

      "Vi è certo anche il tema tecnologico, il controllo a cui siamo sottoposti più o meno consapevolmente, libertà violentate che evitiamo di ammettere per evitare la disperazione da esorcizzare con la definitiva parola fine che vigliaccamente rifiutiamo, aggrappandoci a vite spesso fasulle e incanalate su binari posati sui quali, come automi, procediamo quasi incoscienti."


      perfetto Luca

      sul bellissimo ne ero quasi convinto ;)

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  12. Non ho nulla di rilevante da aggiungere alla tua recensione e agli splendidi commenti qui sopra, solo un singolo appunto sulla (potenziale) semantica metacinematografica e alcune sottolineature sullo splendido lavoro artistico e fotografico.

    Lo spunto metacinematografico che ho percepito è la proporzione tra il rapporto attore:personaggio e possessore:controllato, e la loro deriva in cui numeratore e denominatore si fondono e/o invertono e/o sfumano, il personaggio/controllato che divora l'attore/possessore, Tasya che prova a recitare i dialoghi che seguiranno col marito.

    A livello visivo ho apprezzato moltissimo il lavoro fotografico, in particolare la scelta di relegare i protagonisti al margine del fotogramma con lo sguardo rivolto fuori dall'inquadratura, creando un senso di disagio grazie alla rottura deliberata delle regole di ritrattistica.
    E poi il gusto estetico sopraffino per le architetture, i colori, le simmetrie e le asimmetrie (che personalmente hanno richiamato più volte Refn), e infine un'attenzione particolare nell'evidenziare gli occhi e i riflessi sull'iride attraverso l'uso di ring light o altre composizioni geometriche di luci.

    Visione notevole, grazie!

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    1. 3 aggiunte ma strabelle, un paio addirittura geniali direi

      vero, quelle scene di Tasya richiamano molto questa tua lettura. Ma ci dimostrano anche quanto il nostro dire e il nostro dirsi ci caratterizzino

      "siamo quello che diciamo" potremmo mutuare dal famoso detto

      la cosa del livello visivo mi dà i brividi nel caso, e credo sia così, tu abbia ragione

      perchè mi spiegherei in maniera oggettiva e tecnica gran parte di quel disagio profondissimo che il film mi ha dato, dire come nessuno questi ultimi tempi

      e anche il terzo capoverso, chapeau!

      se non c'avessero fatto chiude (ma tanto ero fermo da 7 mesi) questo diventava uno dei cult del guardaroba Mattè ;)

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    2. Si presterebbe pure per 'na bella maglietta!

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    3. senza guardaroba mattè anche quella è andata, l'80% degli acquisti venivano da lì

      ma magari lo useremo prorpio per quello ;)

      eh sì, verrebbe splendida

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  13. L'ho trovato un ottimo film non c'è dubbio, con una grande storia, capace di sviluppare e portare in una strada differente dal solito il concetto del virus colonizzatore, tuttavia ho dei dubbi che proverò ad esplicitare. E i miei "dubbi" nascono sulla portata "sociale" del film, non sul messaggio, attenzione, un'opera non deve avere per forza una portata "etica", mi pare che però Cronenberg tiri il sasso e nasconda la mano. Da una parte denuncia lo strapotere di una multinazionale tecnologica che può spiare le vite private accedere ai dati più intimi degli utenti e attività cyberbiologiche che riescono persino controllare i corpi per trame finanziarie e affaristiche, per finire ad "afflosciarsi" nelle contrizioni individuali (certo di grande spessore) di un'assassina. Sebbene i punti di rilievo sui quali riflettere siano moltissimi ne emerge uno di grande importanza che però purtroppo non è stato sviluppato fino in fondo. Il quesito che Cronenberg non ha portato alle estreme conseguenze è quello della proprietà. Sin dove si estende il diritto di proprietà? Se tutto è appropriabile anche la sfera intima degli individui e persino il loro corpo è un campo di lotta e di appropriazione. Allora il corpo diventa uno strumento di appropriazione per arrivare ad altra proprietà (azioni e soldi). E la proprietà, poiché imprigionata nella sua stessa finitezza (per citare un autore che è citato nel film) crea sempre ingiustizia e un crimine originario. Cronenberg sembra sciogliere e annichilire però la portata enorme di questo universo in lotta per il possesso di beni. In questa spirale conflittuale tra possessore e posseduto, infatti, il conflitto si conclude con un soggetto risolto che ritrova le sue facoltà e il suo potere sul corpo; mentre proprio la costante fragilità, le tensioni sessuali, l'incedere e le balbuzie non hanno fatto altro che affermarne la totale inappropriabilità a qualsivoglia soggetto. Siamo lontani dallo splendido finale de "la cosa" di Carpenter, in cui ogni signoria sul corpo è del tutto impossibile perché non si capisce più chi si è e che cos'è il proprio corpo.

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    1. intanto grazie di aver commentato, ma al telefono mi dicevi cose troppo interessanti per non "fermarle" su carta, nell'etere

      come sai il tuo lato sociale, filosofico e l'unione dei due, socio-filosofico, non è tanto il mio, quindi faccio sempre fatica a risponderti, nel senso che devo scende de livello, ahah

      1 "virus colonizzatore", già 1 a 0 per te

      2 quello che dici è vero, ma io ho invece trovato questi due insiemi, quello grande della società e quello piccolo della psiche di lei, come bilanciatissimi, anzi, il vero punto di forza del film. Sta proprio a significare che per quanto sta società sia grande, per quanto quello che fanno incredibile e sovrumano, alla fine l'"errore umano" puiò pregiudicare tutto, anzi, direi l'umanità in sè. Proprio perchè lei non ce la fa a non pensare alla famiglia allora crea delle finestre che non doveva creare, finestre dove l'ospite può affacciarsi e quindi notare la presenza di lei. Ho trovato questo scarto o bug umano che rischia di rovinare un macrocosmo tecnologico futurisdtico come bellissimo

      3 Assurdo che sei riuscito ad infilare (e in maniera mirabile) la politica anche qui, complimenti ;)

      "In questa spirale conflittuale tra possessore e posseduto, infatti, il conflitto si conclude con un soggetto risolto che ritrova le sue facoltà e il suo potere sul corpo; mentre proprio la costante fragilità, le tensioni sessuali, l'incedere e le balbuzie non hanno fatto altro che affermarne la totale inappropriabilità a qualsivoglia soggetto. Siamo lontani dallo splendido finale de "la cosa" di Carpenter, in cui ogni signoria sul corpo è del tutto impossibile perché non si capisce più chi si è e che cos'è il proprio corpo."

      non riesco manco a risponde, ahah, t'offro una pizza o na carbonara e siamo pari

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    2. "Turzlo" vada per la tua matriciana

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    3. zitto che sotto lockdown me so specializzato in un paio de sughi che, conoscendote, deve mette là un kg de pasta

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due cose

1 puoi dire quello che vuoi, anche offendere

2 metti la spunta qui sotto su "inviami notifiche", almeno non stai a controllare ogni volta se ci sono state risposte

3 ciao